Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Buon lunedì gente e buon inizio settimana!

Ci stiamo avvicinando al Natale ragazzi, manca poco ormai e purtroppo manca poco anche alla fine della #Xmasmaratona, lo so, è molto triste.

Ma non pensiamoci ancora, abbiamo ancora un buon numero di giorni davanti a noi prima di Natale , giusto?

Nonostante il mio entusiasmo per questa festività mancano ahimè ad oggi all’appello ancora tutti i regali e i due simboli del Natale per eccellenza, il presepe e l’albero… rimedierò al più presto.

Oggi comunque, ridendo e scherzando, siamo qui con una recensione alla quale tengo molto, ovvero la recensione del titolo che abbiamo letto per il mese di novembre (e parte di quello di dicembre) sul gruppo di lettura.

Iniziamo subito perché c’è molto da dire!

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Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie

Pagine: 398

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): €16,80

Ebook non disponibile

Anno della Prima Pubblicazione: 1985

Link all’Acquisto: QUI

Trama

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

Il momento del tradimento è il peggiore, il momento in cui sai senza alcun dubbio che sei stato tradito, che qualche altro essere umano ti ha augurato un male così grande. Era come trovarsi in un ascensore che si è staccato dall’alto. Si precipita, e non si sa quando, con un urto, si toccherà il fondo.

 

Recensione

Questo è uno di quei casi in cui dopo aver terminato la lettura non so come trasmettervi nel migliore dei modi le emozioni che ho provato e l’idea che mi sono fatta.

Quando un libro mi piace molto, raccontarlo diventa difficile per me.

In questo caso, il libro di cui parliamo oggi tratta di una tematica a me molto cara, ho rimandato a lungo la lettura di questo titolo essenzialmente perché avevo aspettative molto alte e temevo di essere costretta ad abbassarle.

Non è stato così, il libro mi è piaciuto molto e ha rispettato in pieno l’idea che mi ero fatta di questo.

Iniziamo parlando dello stile della Atwood, è molto pulito e chiaro senza troppi fronzoli, infatti sullo stile di scrittura dell’autrice avevo un opinione diversa dalla realtà infatti mi immaginavo una scrittura più ricca, edulcorata, satura di descrizioni leggermente altezzosa anche.

Invece l’autrice ha sempre uno stile lineare, mai eccessivamente prosperoso, le descrizioni degli ambienti sono costruite tramite molte metafore (trucco che a me piace sempre).

E’ uno stile che punta a trasmettere, combinato con l’atmosfera, una certa freddezza quasi come una specie di studio medico, bianco, asettico, con quell’odore di farmaco che appesantisce l’aria, ecco mi sono sentita come in un ambiente simile durante la lettura.

Toglie il respiro e dona una sensazione di claustrofobia che difficilmente ho provato leggendo un libro.

All’inizio il libro non mi ha presa molto, è un libro in cui certe volte succedono degli eventi imprevisti che l’autrice è brava a ponderare e ad inserire nel momento giusto, ma per qualche motivo non mi catturata immediatamente.

Per qualche settimana addirittura non l’ho toccato, stavo leggendo altro e purtroppo non ho avuto molto tempo per leggere a novembre, ma una ripreso in mano mi sono incollata alle pagine fino alla fine e nel giro di pochi giorni l’ho terminato.

Parlando della protagonista, Difred in cui il nome sottolinea l’appartenenza di questa donna a Fred suo Comandante, ho letto diverse critiche che si smuovevano verso la Atwood per una protagonista a tratti poco combattiva.

Posso capire questo ragionamento, perché a volte capita di incontrare nei libri personaggi a cui vorremmo dare una spinta per smuoverli (per me era il caso di Evie de “Le Ragazze”), nel senso che al termine della lettura pensando a questa donna si arriva alla conclusione che in alcuni punti lei venga avvertita come donna con poco spirito in una situazione in cui bisognerebbe combattere per i propri diritti.

Però io personalmente non sento di criticare Difred, perché vive una situazione terribile, la sua vita viene ribaltata e dal conoscere una normalità libera di un certo tipo si passa ad un regime rigido e inumano di cui si ha paura, è inutile fingere di non provare paura e improvvisarsi eroi quando si teme per la propria vita.

Come per lo stile e l’ambientazione anche i personaggi e perfino la protagonista risultano asettici e distanti, è difficile entrare in sintonia con Difred non perché risulti poco umana semplicemente i pensieri che compie sono individuali e anche se ci sta raccontando una storia lei si chiude nel suo bozzolo da cui sembra impenetrabile.

Noi veniamo a conoscenza dei suoi pensieri, dei suoi dolorosi ricordi, delle sue paure, dei suoi desideri ma sotto sotto (almeno per me) rimane un’estranea.

Anche se questo effetto di distacco per quanto mi riguarda è voluto dall’autrice.

Come gli altri personaggi che vengono analizzati ma in parte perché essendo la protagonista quella di cui sappiamo di più è Difred, tra l’altro non scopriremo mai il suo vero nome ed è quasi come seguire da vicino una persona senza conoscere il suo nome, conoscere la sua vita e non il suo nome.

La solidarietà femminile non esiste in questo libro, è come se la società (modificata ad un certo punto) abbia fatto tutto il possibile per imprimere nella mente della gente un indifferenza e una rassegnazione tale per la quale non si lotta più, questo pensiero corrotto ha vinto e tutti hanno mollato.

E’ spaventosa un immagine simile, terrificante, perché pensare ad un tipo di ragionamento assurdo che riesce a far cadere la nostra libertà, a sottometterci come esseri umani sotto ogni punto di vista, reprimendo la nostra stessa umanità è mostruoso.

Prima di leggere il libro avevo letto commenti del tipo “potrebbe succedere anche a noi” e man mano che sfogliavo le pagine questo tipo di ragionamento non mi sembrava più così assurdo ma in una veste diversa.

Il mondo ha vissuto periodi come quelli descritti in questo libro, anche se non uguali ma simili, e conosciamo questa sensazione di guerra persa in partenza, di ribellione inutile e di attesa che governa in mondo quando c’è in atto un conflitto.

Ovviamente il pensiero che insegue il lettore per il tutto il testo è l’immagine della donna, questo libro è stato ritenuto femminista ma più che mostrarci ciò che non funziona nella civiltà nelle confronti delle donne ci sbatte in faccia quelli che sono i diritti di quest’ultime che se vengono sottratti ci rendono, noi umanità, pari a delle bestie.

E’ questo il messaggio principale del libro per quanto mi riguarda, nel momento in cui i diritti, la libertà e l’umanità vengono repressi e tolti, cosa rimane?

Così per gli uomini e per le donne.

Un altro messaggio non forte come questo ma positivo e ugualmente importante è che non importa in quale società distopica, svantaggiosa e così indifferente nei confronti delle persone ci possa ritrovare, ci sarà sempre, sempre, un moto di ribellione.

A qualcuno le cose non andranno mai bene così come sono e anche se in silenzio o in minoranza questa gente a cui non va bene lotterà per soverchiare il regime.

E’ un libro che rimane nel tempo e scava un angolino dentro chi lo legge per lasciare questi messaggi a volte di speranza a volte di ammonimento nei confronti dell’umanità.

Ha una grande potenza questo libro perché apre gli occhi, e niente è più determinante di questo, su ciò che potrebbe accadere se si scivola verso l’indifferenza, verso il rinnegare la nostra umanità e i nostri invalicabili diritti.

Ha un finale aperto quindi ogni persona ha la facoltà di scegliere come secondo lei/lui sono andate avanti le cose, questo libro è costituito come una prova storica quindi alla fine si legge di vari storici che ritrovando questa testimonianza di Difred fanno le loro ipotesi.

Voto:

Progetto senza titolo (13)

E’ stato senza dubbio uno dei libri migliori che abbia letto quest’anno, speravo mi sarebbe piaciuto e così è stato.

Questo libro è come un pugno nello stomaco che ti fa realizzare l’importanza di ogni individuo e la deviazione di una società che manda all’aria i diritti delle donne utilizzandole come oggetti per la riproduzione, come corpi vuoti incapaci di provare emozioni, in luogo in cui la libertà è severamente punita e un lusso che non ci si può più permettere.

 

Bene, questo era tutto per oggi!

Voi? Avete mai letto questo libro? Sì? No? In questo caso vi consiglio di rimediare subito!

Noi ci leggiamo domani gente!

Elisa

 

 

 

 

 

Review: Rossetto Liquido “Megalast Liquid Catsuit” – Wet N Wild

Buona domenica gente!

Come vi avevo anticipato nelle settimane precedenti ecco qui un altro articolo in cui parliamo un po’ di trucco.

Oggi essendo domenica, mi siedo qui al pc e mi rilasso scrivendo di makeup, perché mi rilasso sempre molto quando scrivo di trucco, ultimamente parliamo poco di questo argomento sul blog ma questo spazio punto ad incentrarlo più sul tema “libri” quindi il makeup è un argomento di contorno.

Ma dato che mi piace truccarmi e mi piace parlare di trucco non posso, almeno ogni tanto, scrivere a riguardo.

Oggi comunque, arriva una review che vi ho promesso già da tempo, ovvero la review dei “Megalast Liquid Catsuit” di Wet N Wild.

Come sempre ci tengo a dire che io non sono un esperta di makeup e me ne intendo abbastanza ma non ho studi ne nulla quindi la mia è solo un’opinione personale dopo aver testato i prodotti.

Personalmente possiedo questo prodotto in quattro colorazioni diverse, quindi riuscirò a parlarvene più in generale dato il test su più di una colorazione:

Queste sono le colorazioni che ho testato, la prima in alto a sinistra è Messy and Fierce, quella in basso sempre a sinistra è Berry Recognize, la terza in mezzo è invece Give me Mocha mentre l’ultima a destra è Rebel Rose ma tra poco le vedremo nel dettaglio.

Marca: Wet N Wild

Prodotto: Rossetto Liquido

Colorazioni: 13

Prezzo: dai € 3,90 ai € 4,99

Quantità all’Interno: 6 g

Review

Dunque, prima di analizzare ogni colorazione per bene vi parlo delle caratteristiche del prodotto in sè.

E’ appunto un rossetto liquido ma ci sono diversi tipi di rossetto liquido, questo assomiglia molto ad una tinta, ci sono quei rossetti che sulle labbra si imprimono leggermente e rimangono “effetto rossetto classico” poi ci sono invece gli altri che aderiscono alle labbra stile tinta.

Questo appartiene alla seconda categoria.

E’ un prodotto low cost che ho voluto provare dopo aver visto il video di una ragazza americana di nome Calsey Holmes in cui lo consigliava.

Ne parlava molto bene ed essendo comunque, per il tipo di prodotto, a basso costo ho voluto provarlo, ero curiosa perché solitamente come vi dicevo nell’articolo delle “cose del mese” in cui ve ne parlavo, le tinte costicchiano abbastanza come tipologia di prodotto makeup.

Sto parlando di tinte/rossetti liquidi comunque accettabili, questi in generale costano abbastanza.

A me piacciono molto questi prodotti ma probabilmente lo avrete notato dato che ve ne parlo sempre di rossetti liquidi…

Mi piacciono i trucchi per le labbra insomma.

Comunque, iniziamo a parlare di questi rossetti liquidi.

Il problema più diffuso delle tinte a basso costo è il colore o meglio la scarsa intensità del colore.

Temevo che dato il costo il colore poi sulle labbra si sarebbe rivelato qualcosa di scarso e mal distribuito invece devo dire che i colori sono tutti ben pigmentati e non c’è mai quell’effetto “l’ho steso male” per cui in una zona c’è più colore rispetto ad un altra.

Effetto trascinamento insomma.

Quindi la pigmentazione è ottima, mi ha piacevolmente stupita.

Parliamo poi della comodità sulle labbra, sarò diretta, un tantino seccano le lebbra.

Dopo qualche mezz’ora o ora dalla stesura infatti si sente la secchezza che recano alle labbra infatti tirano leggermente.

Questo forse è l’unico vero punto negativo, alla fine basta idratare bene prima di applicarle e questo effetto “secchezza” si attenua di molto.

Non seccano per nulla, l’unica cosa è che si asciugano in fretta quindi bisogna essere svelti nella stesura perché sopratutto nelle pieghette si rischia di stendere troppo prodotto che dopo fatica ad asciugarsi data la zona.

E’ abbastanza stratificabile, adatto ai ritocchi insomma anche se dalla mia esperienza non mi è mai capitato di essere costretta a ritoccare la tinta durante il giorno dato che difficilmente vengono via.

Ho provato a bere, mangiare, ovviamente parlare, sbadigliare e addirittura masticare una biro, ma nulla.

Durante le ore in dei piccoli punti è venuta via o comunque si è sbiadita ma posso garantirvi che il risultato rimaneva comunque piuttosto buono.

Insomma, mi sono completamente ricreduta, devo dire che al momento dell’acquisto avevo dei dubbi (molti dubbi) ma una volta provata una colorazione, ho fatto subito un altro ordine per altre tre colorazioni.

Pigmentazione: Ottima

Resa: Ottima

Facilità di Stesura: Buona

La gamma dei colori varia da quelli più accessi a quelli più nude, il ché è un’ottima cosa per tutti i gusti.

Come vi dicevo ho voluto provare diversi colori, i primi due sono piuttosto accesi ma sono quelli che porto di solito:

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Fonte: https://it.pinterest.com/pin/42925002679934604/

Il primo Berry Recognize è un bel viola prugna, matt appunto quindi completamente opaco.

Mi piace molto sulle labbra, non è un viola troppo scuro nè troppo chiaro, crea quell’effeto “vampy” ma non troppo scuro, direi che è portabile anche per chi non indossa di solito colori accesi e vuole provare.

Altro colore che ho acquistato e adoro (nonostante io abbia già una grande collezione di rossi) è Messy and Fierce.

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Fonte: https://www.spillthebeauty.com/2017/02/wet-n-wild-liquid-catsuit-matte-lipstick-review-swatches.html

E’ rosso classico molto elegante, sembra davvero una seconda pelle sulle labbra, aderisce alla perfezione e sembra proprio disegnato. Ad alta tenuta è sempre un tocco di classe in più e personalmente penso che un bel rosso sia sempre perfetto per ogni occasione.

Passiamo poi ai due nude che ho voluto provare, il primo è Rebel Rose:

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Fonte: https://www.instagram.com/lippielust/?hl=it

Questo è un rosino antico con un tocco di marroncino. Molto carino sulle labbra, un bel nude anche questo adatto ad ogni occasione o magari a eventi in cui volete indossare un rossetto leggero non troppo vistoso.

L’ultimo colore che ho provato è infine, Give me Mocha, di cui vi ho già parlato settimane fa:

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Fonte: http://www.littlenuclearreactor.com/2017/01/09/wet-n-wild-megalast-liquid-catsuit-matte-lipstick/

E’ un marroncino portabilissimo e sempre adatto, io lo indosso di solito quando non voglio indossare nulla di troppo scuro o vistoso per cui non devo impazzire nell’applicazione.

Insomma, facendo le ultime conclusioni, non posso che consigliarvi caldamente questo prodotto.

Come regalo anche perché no, dato il periodo.

Se cercate il rossetto liquido più economico e buono che possiate trovare in circolazione, beh questo è una buona scelta da prendere in considerazione.

Voto:

Progetto senza titolo (12)

Non mi sento di dare il massimo dei voti ma siamo molto vicini, se solo seccasse meno le labbra, sbam, massimo dei voti immediatamente.

E voi? Avete mai provato questo rossetto liquido? Vorreste provarlo? Vi piacciono i rossetti liquidi? Fatemi sapere!

A domani!

Elisa

 

 

LiberTiAmo di Dicembre

Buon venerdì care genti!

Sono ancora qui, devo ammettere che avevo qualche dubbio circa l’impresa de la #Xmasmaratona, invece devo dire che per ora almeno sono riuscita a non saltare nemmeno un appuntamento.

 In questo venerdì che apre un nuovo weekend, il penultimo prima del Natale sono qui per annunciare assieme a Tiziana il libro del Gruppo di Lettura per il mese di dicembre o meglio per le ultime due settimane di dicembre che restano.

Dato che volevamo concludere il 2017 con un’altra lettura abbiamo selezionato titoli piuttosto brevi da poter leggere nelle due settimane e più che vanno dal 15/12 al 31/12.

Fra i titoli proposti c’è stato un vincitore e direi di andare a scoprirlo subito!

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

 

Ray Bradbury è stato uno scrittore americano, famoso per le sue innovazioni nel genere fantascientifico.

Autore anche di testi come “Il Popolo dell’Autunno”, “Cronache Marziane” e “Il Gioco dei Pianeti”.

Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza, che rientra tra i classici del genere distopico.
Il romanzo rivolge critiche dure sopratutto alla società americana degli anni ’50 ma non solo.
Questo romanzo ha influenzato la nostra società e negli anni sono nati, prendendo inspirazione dal testo di Bardbury, fumetti, racconti, documentari e film.

Come scritto sopra il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 (compreso).

Che dire, si preannuncia una gran lettura, personalmente non vedo l’ora di iniziare perché questo libro mi attende sullo scaffale da un annetto buono, sarà ora di porre rimedio a questo ritardo!

PS: Il 19 uscirà la recensione de “Il Racconto dell’Ancella” c’è molto da dire!

A domani!

Elisa

 

PoetryTime

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler

La Mia Wishlist Natalizia – La Vendetta

Buon mercoledì cari e buona S. Lucia!

Tornando sulle orme dello scorso anno oggi arriva la seconda parte della mia wishlist Natalizia, a dire il vero guardando la mia lista desideri ci sono spunti per 400 parti di questa mini rubrica natalizia.

Come l’anno scorso oggi chiacchieriamo un po’ riguardo alcuni titoli che sostano nella mia wishlist (alcuni da più tempo di altri) e che desidererei ricevere a Natale, ehm ehm desidererei poi non è detto insomma probabilmente finirò per comprarli nel corso del 2018.

Comunque ho una famiglia piuttosto generosa quindi in questo periodo diciamo che ricevo molti regali, è una cosa ottima, ma la lista di libri da leggere aumenta sempre più.

Non mi lamento assolutamente però!

Oggi vi mostrerò 10 titoli che sono nella mia wishlist e vorrei leggere, sono molto curiosa di conoscere i vostri però, quindi mi raccomando nei commenti fatemi sapere anche se condividete qualche titolo o se vi ho fatto scoprire testi che non conoscevate!

Di quelli nominati l’anno scorso qui, alla fine l’unico che ho acquistato è stato “American Gods” di Gaiman.

Fatemi sapere people!

Iniziamo!

 

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Città in Fiamme – Garth Risk Hallberg

Editore: Mondadori

Prezzo di Copertina: € 25,00

New York, 1977. Il Bronx è in fiamme e Central Park è il terreno di caccia di rapinatori ed eroinomani, il punk sta nascendo e gli artisti ancora affittano le soffitte a Manhattan. La notte di Capodanno corre sul filo del rasoio. È quasi mezzanotte quando si alza una tempesta di neve e, nel frastuono dei fuochi d’artificio, uno scoppio attraversa Central Park. Uno sparo. Forse due. Il momento esatto in cui scocca la mezzanotte. Gli eventi intrecciano i destini di un insolito gruppo di newyorkesi: Regan e William Hamilton-Sweeney, i riluttanti eredi di una delle più straordinarie fortune di New York; Keith e Mercer, gli uomini che, nel bene e nel male, li amano; Charlie e Samantha, due ragazzini di Long Island attratti a Manhattan dall’incandescente scena punk. Il momento esatto in cui la pasticca fa effetto. I nuovi arrivati incantati dalla città e quelli che della città sono così stanchi che la darebbero alle fiamme: tutto parte dell’ossessione di un reporter e di un detective che cercano di capire cosa c’entra ciascuno di loro con lo sparo in Central Park. Il momento esatto in cui va via la luce. Che lo sappiano o meno, sono tutti legati dalla stessa storia una storia su quanto le persone più vicine a noi sono a volte le più difficili da conoscere, una storia dove amore e arte, crimine e tradimento. Storia e rivoluzione sono racchiusi in un unico ordigno, pronto a esplodere. New York, 13 luglio 1977. Il momento esatto in cui esplode.

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Questo romanzo dalla trama mi ricorda a tratti “Giorni di Fuoco” di Gattis, che devo ancora leggere. Il prezzo è piuttosto elevato ma considerate che è un mattoncino che supera le 1000 pagine quindi… Ho sentito pareri discordanti, alcuni l’hanno amato per altri invece è stato troppo pesante e smielato a tratti, vorrei leggerlo per il lato storico appassionante per me.

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La Gente. Viaggio nell’Italia del Risentimento – Leonardo Bianchi

Editore: Minimum Fax

Prezzo di Copertina: € 18,00

Dieci anni fa usciva “La casta”, un libro che ridefiniva il discorso politico italiano: la fine dei partiti tradizionali, l’odio per le élite in generale, l’indignazione di chi si sentiva escluso e defraudato. Oggi quel risentimento si è rovesciato in una forma di orgoglio: la fine della politica come la conoscevamo non ha generato un vuoto, ma una galassia esplosa di esperienze tra il grottesco, il tragico e l’apocalittico. Dai forconi alle sentinelle in piedi, dai «cittadini» che s’improvvisano giustizieri all’esplosione delle proteste antimigranti, “La Gente” è il ritratto cubista dell’Italia contemporanea: un paese popolato da milioni di persone che hanno abbandonato il principio di realtà per inseguire i propri incubi privati, mentre movimenti politici vecchi e nuovi cavalcano quegli incubi spacciandoli per ideologie. Leonardo Bianchi ha scritto un reportage su un paese che non si può raccontare se non a partire dalle sue derive, e l’ha fatto seguendo ogni storia con la passione di un giornalista d’altri tempi, il rigore dello studioso che dispone di una prospettiva e di un respiro internazionali.

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La Minimum Fax è una casa editrice di cui mi fido molto, nessuna pubblicazione che ho letto di questa CE si è rivelata poco gradita anzi ognuna mi ha lasciato qualcosa di importante quindi mi fido insomma. Ultimamente si è lanciata sui saggi e sono felice per questo dato che mi piace il genere. Ho sentito pareri entusiasti su questo saggio, tratta dell’Italia di oggi confrontandosi anche con un testo “La Casta” che fece clamore all’epoca.

 

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John Silence e Altri Incubi – Algernon Blackwood

Editore: UTET

Prezzo di Copertina: € 19,00

Il maestro acclamato della suspense, l’erede naturale di Edgar Allan Poe, l’ineguagliabile creatore di mondi nuovi e sorprendenti: ecco alcune delle maggiori credenziali di Blackwood, guadagnate sul campo grazie a uno stile avvolgente e affabulatore, una fantasia ipnotica e sottile e un grande successo di pubblico, mai venuto meno nel corso degli anni. Fedele alla lezione di Poe, è nel racconto che trova la dimensione naturale per fissare le sue incredibili vicende, popolate di fantasmi, demoni, presenze misteriose, inquietanti coincidenze, sconcertanti scoperte. Indimenticabile è la figura del primo detective dell’occulto della letteratura, John Silence, un barbuto medico sulla quarantina, la cui passione per il soprannaturale lo porta ad affrontare casi eccezionali tra occultismo, licantropia e presenze paranormali. John Silence è il precursore di un vastissimo immaginario pop, che va dalla serie televisiva Ai confini della realtà fino ai più recenti Dylan Dog e Dr House: per la prima volta in Italia un’antologia con i sei casi del detective dell’occulto, oltre a una scelta dei più celebri e riusciti racconti. Un viaggio in una dimensione parallela in cui regna incontrastato l’incubo.

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Blackwood è stato un autore inglese del soprannaturale, molto sottovalutato e raramente pubblicato in Italia. Da tempo vorrei leggere qualcosa di suo, legato a grandi autore come Lovecraft e Poe, è considerato uno dei fondatori del genere narrativo dei “detective dell’occulto”.

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Io So Perchè Canta l’Uccello in Gabbia – Maya Angelou

Editore: BEAT

Prezzo di Copertina: € 13,90

 

Pubblicato per la prima volta nel 1969, Io so perché canta l’uccello in gabbia è uno dei libri fondamentali del Novecento, uno tra i migliori mille libri di sempre, secondo larga parte della stampa e delle riviste letterarie americane. Descrivendo i primi anni della sua straordinaria esistenza, Maya Angelou vi celebra la voglia di vivere, la bellezza del pensiero e la disarmante sensibilità di una bambina e poi di un’adolescente nera nell’America razzista del secolo scorso.
Il libro muove dall’arrivo di Maya, tre anni, e di suo fratello Bailey, quattro anni, a Stamps, nell’Arkansas. Spediti nel profondo Sud a casa della nonna, dopo la separazione dei genitori. È la stagione in cui i luoghi appaiono ancora sotto la luce magica dell’infanzia. Maya vive con la nonna e lo zio nel retro dell’Emporio di cui Momma (così viene chiamata la nonna) è proprietaria da tempo e, tra granaglie per i
polli, cherosene, lampadine, stringhe, lozioni, palloncini e semi di fiori, gioca ininterrottamente con Bailey, come in un luna park senza guardiano.
Nell’America degli anni Trenta, tuttavia, eroi e orchi, incanti e orrori accompagnano inevitabilmente l’esistenza di una bambina di colore.
Eroi, per Maya, sono i raccoglitori di cotone che scendono dal retro de gli autocarri, si piegano giù fino a terra e, stanchissimi, le dita tagliate,
le schiene, le spalle, le brac cia, le gambe sfinite, si assembrano nell’Emporio. Orchi sono i «ragazzi» bianchi del Ku Klux Klan che, con gli occhi pieni di odio e le facce di pietra, calano a Stamps e costringono lo zio di Maya e gli altri neri a nascondersi tra gli escrementi del le galline.
Orco è Mr. Freeman, l’amico della mamma, un uomo grande, grosso e flaccido che a St. Louis, in Missouri, una sera di primavera l’attira a sé.
Opera magnifica, fatta di urla, suoni, passioni, crudeltà e coraggio senza limiti, Io so perché canta l’uccello in gabbia è la storia di una ragazzina afroamericana capace di lasciarsi alle spalle la sofferenza costruendo con orgoglio e ostinazione la propria vita. Una storia che, a quasi cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, conserva tutta la sua bruciante attualità.

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Maya Angelou durante la sua vita ha discusso e parlato molto del tema del razzismo, questo titolo è senza dubbio il suo più famoso. Una voce letteraria americana molto apprezzata e rispettata.

 

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Casa del Tempo – R. Innocenti, R. Piumini

Editore: La Margherita

Prezzo di Copertina: € 24,00

L’architrave sulla mia porta segna l’anno 1656, un anno di pestilenza, l’anno della mia costruzione. Sono stata costruita di pietra e legno, ma con il passare del tempo le mie finestre hanno iniziato a vedere e le mie grondaie a sentire. Ho visto famiglie crescere e alberi cadere. Ho sentito risate e spari. Ho conosciuto tempeste, martelli e seghe e, alla fine, l’abbandono. Poi, un giorno, alcuni bambini si sono avventurati fin quassù, alla ricerca di funghi e castagne: ho iniziato una nuova vita all’alba dell’era moderna. Ecco la mia storia, da una vecchia collina, attraverso il ventesimo secolo. 

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Storia illustrata per ragazzi che ho addocchiato un giorno girovagando per il web, ho visto qualche illustrazione e mi hanno piacevolmente stupita. Costicchia abbastanza per un titolo di 64 pagine ma la trama e le illustrazioni promettono molto bene.

 

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La Guerra Non Ha un Volto di Donna – Svetlana Aleksievic

Editore: Bompiani

Prezzo di Copertina: € 17,00

Se la guerra la raccontano le donne, quando prima l’hanno raccontata solo gli uomini… se a farla raccontare è Svetlana Aleksieviéc… se le sue interlocutrici avevano in gran parte diciotto o diciannove anni quando, perlopiù volontarie, sono accorse al fronte per difendere la patria e gli ideali della loro giovinezza contro uno spietato aggressore… allora nasce un libro come questo. 22 giugno 1941: l’uragano di ferro e fuoco che Hitler ha scatenato verso Oriente comporta per l’URSS la perdita di milioni di uomini e di vasti territori e il nemico arriva presto alle porte di Mosca. Centinaia di migliaia di donne e ragazze, anche molto giovani, vanno a integrare i vuoti di effettivi e alla fine saranno un milione: infermiere, radiotelegrafiste, cuciniere e lavandaie, ma anche soldati di fanteria, addette alla contraerea e carriste, genieri sminatori, aviatrici, tiratrici scelte. La guerra “al femminile” – dice la scrittrice – “ha i propri colori, odori, una sua interpretazione dei fatti ed estensione dei sentimenti e anche parole sue”. Lei si è dedicata a raccogliere queste parole, a far rivivere questi fatti e sentimenti, nel corso di alcuni anni, in centinaia di conversazioni e interviste. Cercava l’incontro sincero che si instaura tra amiche e quasi sempre l’ha trovato: le ex combattenti e ausiliarie al fronte avevano serbato troppo a lungo, in silenzio, il segreto di quella guerra che le aveva per sempre segnate…

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Tratta un tema a mio vedere molto interessante ovvero quello delle donne in guerra, in particolare le donne sovietiche durante la Seconda Guerra Mondiale. L’autrice ha vinto nel 2015 il Premio Nobel per la Letteratura.

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Ultime Storie E Altre Storie – William T. Vollman

Editore: Mondadori

Prezzo di Copertina: € 25,00

 

“Questo è il mio ultimo libro. Eventuali opere successive a me attribuite saranno state composte da un fantasma” scrive Vollmann nell’apertura di questo libro dedicata al lettore. E così si parte, al largo di un mare narrativo pericoloso che l’autore californiano non affrontava così di petto dai tempi di Europe Central. L’avventura è audace perché si tratta di un viaggio nello spazio e nel tempo: da una Trieste ottocentesca all’America corrotta e romantica delle high school, dai fantasmi dell’antico Giappone alla ex Iugoslavia attraversata da Vollmann negli anni della guerra nei Balcani. La bussola che tiene ferma la rotta è l’ago rosso dell’amore e dell’erotismo, ma anche la sua innegabile controparte nera, la violenza e la morte, che costituisce l’unico orizzonte possibile per legittimare un senso della nostra esistenza. Penetra nei territori più disparati, nei confini, negli interstizi, nelle pieghe della realtà invisibile; il suo occhio è capace di uno sguardo obliquo che marca sempre uno scarto e un’inedita capacità di visione; la sua scrittura si muove nella zona proibita dove tutti i generi narrativi confinano e mutano per trasformarsi in quella che è la sua cifra stilistica più pura. Ancora una volta, con lo slancio vertiginoso e visionario che ha caratterizzato l’intera sua carriera di scrittore, William T. Vollmann indaga in profondità la vita, i suoi tentativi affascinanti di schivare, controllare e perfino sedurre la morte.

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Ho scoperto per caso questo titolo grazie ad uno spunto di Andrea Pennywise e sentendone parlare così bene sono andata personalmente a dare un’occhio alla trama e all’autore. Mi ha rapita immediatamente e ho deciso di inserirlo nella lista dei desideri. Sembra uno di quei testi adatti ad ogni momento dell’anno che ti rapiscono all’istante. Vollmann è un autore americano, ha scritto anche “Europe Central” altro testo che vorrei leggere.

 

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Esercizi di Stile – Raymond Queneau

Editore: Einaudi

Prezzo di Copertina: € 12,50

 

“Esercizi di stile” è un esilarante testo di retorica applicata, un’architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero, però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato di frammenti autobiografici, è la trascrizione di una serie di sogni realmente effettuati da Queneau. E perfino un testo politico, nonché un’autoparodia. Questo è quanto emerge dalle riflessioni che Stefano Bartezzaghi ha dedicato a questo libro-capolavoro. E la sua postfazione al volume diventa complementare alla classica introduzione di Umberto Eco, del quale si conserva anche la traduzione. In appendice, presentati per la prima volta in italiano, alcuni esercizi lasciati cadere nell’edizione definitiva, un indice preparatorio e l’introduzione, anch’essa inedita in Italia, scritta da Queneau per un’edizione del 1963.

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Questo libro è simil maledetto per me, un po’ come “Amabili Resti”, ogni volta che cerco di recuperarlo in cartaceo o non lo trovo mai o mi sfugge oppure ancora opto sempre per altro e lo lascio perdere.  Insomma arriverà il momento prima o poi? Chissà, nel frattempo lo inserisco qui e spero di leggerlo in prima possibile perché sono anni che desidero farlo.

 

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Estasi di Libertà – Stefan Zweig

Editore: Barbès

Prezzo di Copertina: € 4,52

Estate 1926. Christine Hoflehner è una giovane postina in un piccolo borgo austriaco. Un giorno Christine riceve un telegramma e viene invitata in uno strano hotel a Pontresina, e finisce per prendere il posto della ricca nipote del nobile van Boolen. La sua vera identità verrà scoperta e il ritorno al paesino sarà inevitabile, così come la conseguente depressione aggressiva. Christine inizia allora a frequentare Vienna, dove conosce Ferdinand, che ha perso la sua gioventù in guerra. Insieme programmano un suicidio, che però non avverrà. Ferdinand le propone di fare una rapina alla posta e poi di scappare e vivere per sempre insieme. Il romanzo finisce con un sì. L’ultimo romanzo finora inedito dello scrittore austriaco, comparso in Germania e in Francia nel 1982 e finalmente proposto anche in Italia.

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Questo l’ho travato per caso un giorno fra i “reminders”, non ho mai letto nulla di Zweig, lo so, dovrei farlo al più presto. Questo suo titolo mi ispira molto, a dire il vero non è l’unico che mi ispira ma penso sarà quello dell’autore che recupererò per primo.

 

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Ai Piani Bassi – Margaret Powell

Editore: Einaudi

Prezzo di Copertina: € 16,50

Il mondo diviso tra i saloni sfolgoranti e i piani bassi della servitù, la lotta di classe a colpi di tazze di tè, i pettegolezzi e le tragedie nel racconto sulfureo di una cuoca a servizio dell’aristocrazia inglese negli anni Trenta. La voce ironica e acutissima di Margaret, già aiuto-cuoca a soli quindici anni, racconta il mondo di “loro” e “noi”. Dei ricchi aristocratici degli anni Trenta e dei domestici che lavorano nelle case dei facoltosi signori e i loro frivoli salotti e stanze da letto.

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Infine, “Ai Piani Bassi”. La trama di questo romanzo è molto interessante, spero in caso di lettura futura in una narrazione molto storica, non dico al pari di un saggio ma sarebbe piacevole avere parecchi accenni veritieri sulla vita della servitù. la Powell è un’autrice di cui non ho mai letto nulla, è venuta a mancare nell’84 e “Ai Piani Bassi” è il suo unico romanzo tradotto in Italia.

 

Bene gente!

Per oggi era tutto, mi raccomando fatemi sapere quali sono i vostri titoli presenti in wishlist che desiderate di più leggere e noi ci leggiamo domani!

Elisa

News Letterarie #11

Buon martedì cari! Come procede la settimana? Tutto bene?

Oggi sono qui con una rubrica del che mi piace particolarmente ovvero le “News Letterarie”, mi piace perché parliamo un po’ delle prossime uscite in libreria, in questo caso la maggior parte sono di gennaio e diamo un’occhiata a qualche titolo interessante.

Ho selezionato per voi 10 titoli più 1 (edito da una casa editrice indipendente), di generi diversi tra loro per ogni preferenza.

Come vi dicevo la maggior parte uscirà a gennaio, troppo tardi per i regali di Natale ma con le uscite degli ultimi mesi le idee non mancano comunque.

Questo tipo di articolo di solito è anche la causa dell’aumento della mia whishlist quindi dovrei provare a scriverlo bendata ma la vedo dura.

Bene, iniziamo a dare un’occhio alle prossime uscite!

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Orient – Christopher Bollen

Data di Uscita: 11 gennaio 2018

Casa Editrice: Bollati Boringhieri

Prezzo di Copertina: € 20,00

Orient, sulla punta del North Fork di Long Island, affacciata sul braccio di mare che separa l’isola dal Connecticut. Meno famosa del South Fork, quella degli Hamptons, con relativi magnati dello show business newyorchese, attori e scrittori famosi. In questo paradiso marittimo dei falchi di mare, dei pescatori e delle fi oriture selvagge, abitato dalle stesse famiglie da molte generazioni, arriva un giorno da New York Mills, un «drifter, un vagabondo, ex tossicodipendente, ex bambino abbandonato, passato da un affido all’altro. Ospite, in cambio di lavoro, di un signore che possiede una bella casa di famiglia da sgombrare e ristrutturare dopo la morte della madre, Mills viene accolto da subito con molta diffidenza nella comunità locale, tanto più che, dopo il suo arrivo, uno per volta, si cominciano a rinvenire numerosi corpi senza vita. Episodi di violenza mai visti prima nella tranquilla cittadina. Mills, con l’aiuto di Beth, ex artista e moglie in crisi di artista famoso, tornata a Orient dopo anni trascorsi a New York, decide di indagare su una pista parallela a quella della polizia, determinato a capire chi e che cosa c’è dietro il mistero, in una corsa contro il tempo prima che la piccola cittadina finisca per distruggerlo. Christopher Bollen costruisce una storia che, pagina dopo pagina, cattura il lettore e non lo lascia andare, descrivendo con estrema accuratezza paesaggio, personaggi e contesto, e dando spazio ai temi rilevanti della società americana oggi: ricchezza, gentrification, arte, omosessualità, matrimonio, divorzio, tutela ambientale, avidità. E giocando sulle numerose implicazioni della parola «Orient: l’est americano, l’esotico, ma anche l’orientamento nello spazio e nel tempo, l’orientamento sessuale, il disorientamento delle percezioni mentali. Soffuso di tensione, Orient è insieme uno straordinario page turner, un thriller letterario e un ritratto provocatorio del lato oscuro del sogno americano: una comunità idilliaca dove nessuno è al sicuro.

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Sbarca anche da noi “Orient” titolo già uscito da qualche anno in America. Bollen è un autore piuttosto giovane, ha 42 anni, e ha pubblicato in madre patria un buon numero di opere, “Orient” è la sua prima che arriva qui da noi. Ha ricevuto opinioni abbastanza positive all’estero e ora si prepara per l’uscita di gennaio in Italia.

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Tutti I Soldi del Mondo – John Pearson

Data di Uscita: 18 dicembre 2017

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 18,00

 

Nonostante l’immensa ricchezza accumulata dal capostipite, la dinastia dei Getty sembra circondata da un’aura di infelicità, quasi una maledizione che si accanisce implacabile sui suoi membri. A partire da J. Paul Getty, che cinquant’anni fa era considerato l’uomo più ricco d’America: cinque matrimoni falliti alle spalle, cinque figli dei quali solo uno condusse un’esistenza relativamente serena. E l’infelicità non risparmiò nemmeno la generazione successiva, tanto che il nome dei Getty fu spesso associato dalla stampa al concetto di famiglia disfunzionale. Nel 1973 il nipote prediletto, John Paul Getty III, fu rapito dalla ‘ndrangheta e, dopo una vita dedita all’alcol e alla droga, finì i suoi giorni in sedia a rotelle. La nipote Aileen si ammalò di AIDS. E il resto della famiglia fu lacerato da aspre liti per la spartizione di un’eredità a dir poco avvelenata. Ma il disastro era davvero inevitabile? John Pearson, autore di celebri biografie famigliari che spaziano dai Churchill ai reali inglesi, ha cercato di rispondere a questa domanda e il risultato, originariamente pubblicato con il titolo Painfully Rich, è la storia affascinante di una dinastia straordinaria. Pearson attribuisce la responsabilità di gran parte dei problemi della famiglia al carattere peculiare dell’eccentrico J. Paul Getty, noto avaro con l’ossessione del sesso, i cui comportamenti e attitudini sono stati ripresi dalle generazioni successive, e descrive con dovizia di particolari il celebre sequestro del nipote, mostrando come l’atteggiamento del nonno abbia accresciuto le sofferenze del ragazzo e come la famiglia abbia affrontato le peggiori piaghe della nostra epoca: tossicodipendenza e Aids. Eppure “Tutti i soldi del mondo” non è una storia senza speranza. Alcuni dei Getty, infatti, sono riusciti a sfuggire al disastro, primo fra tutti il filantropo appassionato di cricket, J. Paul Getty Jr. Il racconto commovente della sua lotta contro la droga e della sua profonda tragedia personale dimostra non solo che le prossime generazioni possono continuare a credere nel futuro, ma anche che il denaro può essere usato per garantirsi la sopravvivenza e persino la felicità.

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Questo libro invece esce a dicembre in contemporanea con il film (che esce a dicembre in America). Per il film la regia è di Ridley Scott mentre per il libro la scrittura è di John Pearson autore britannico dalle cui opere sono stati tratti diversi film.

 

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Come Cade la Luce – Catherine Dunne

Data di Uscita: 4 gennaio 2018

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 18,90

 

Una madre severa e un padre comprensivo, una sorella maggiore troppo ribelle e una sorella minore troppo responsabile: ogni luogo comune è ribaltato nella famiglia Emilianides, emigrata da Cipro a Dublino dopo la tragedia del colpo di Stato del 1974. Forse è per via di Mitros, il secondogenito, al centro del terzetto di figli, uno spazio di dramma tra la vivace Alexia e la tenera Melina. Mitros infatti, dopo una malattia che lo ha devastato a pochi mesi d’età, non cammina, non parla, non è chiaro se sappia sorridere: eppure sarà lui il deus ex machina di questa storia. Perché grazie a lui la sua famiglia conoscerà quella di Cormac, il figlio del primario della clinica dove a un certo punto si rende necessario ricoverare Mitros adolescente. E l’incontro con Cormac sarà, per Melina ma non solo per lei, l’inizio di un altro destino, che sconvolgerà ogni cosa e a metterà in crisi persino quanto lei ha di più caro: il legame con l’adorata sorella Alexia, forgiato nei difficili anni dell’adolescenza e temprato dagli sconvolgimenti della vita adulta…

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La Dunne invece ha già una buona fama, autrice di libri quali ” Il Viaggio Verso Casa”, “Quel Che Ora Sappiamo” e “La Metà di Niente”. Non tutti i testi dell’autrice hanno avuto dei riscontri positivi ma è stata per ora una scrittrice abbastanza prolifica e a gennaio “Come Cade la Luce” ci attende in libreria.

 

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Ritratti in Miniatura – Giles Lytton Strachey

Data di Uscita: 15 gennaio 2018

Casa di Editrice: Sellerio Editore

Prezzo di Copertina: € 8,30

Maestro dell’arte della biografia, capace – scriveva Emilio Cecchi – di ripristinarne l’antica dignità classica, Lytton Strachey era stato in realtà l’originale inventore di un genere a metà tra l’erudizione storica e il romanzesco. Un modo di resuscitare il passato nella sua vividezza, presto diventato popolare e seguito da innumerevoli imitazioni e ripetizioni fino ad oggi: però Strachey lo dotava del segno distintivo di una vastissima cultura, e di un tatto illuministico a spegnere ogni colore troppo forte e clamoroso. Il suo scopo non era che prevalesse il sensazionale sulla verità critica della storia, o che la edulcorasse, come inevitabilmente tende ad essere in questo tipo di narrazioni, ma al contrario che lo sforzo di verità si spingesse dove la storia non punta. «Le creature umane sono una realtà troppo importante per essere trattate come sintomi del passato. Hanno un valore indipendente da qualsiasi processo temporale, un valore eterno che deve essere espresso e sentito in sé e per sé». E realtà sono le figure fissate in queste miniature che dallo sfondo dei loro tempi settecenteschi emergono come tipi umani nel dramma, o nella commedia, atemporale della loro esistenza. Miniature, appunto, ritratti di un momento, da cui cercare di ricavare più vaste implicazioni, oppure, viceversa, in cui lasciare vivere il momentaneo nella sua essenza fugace.

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Ho voluto poi inserire questo libricino perché la figura di Strachey non è molto conosciuta qui in Italia, è stato un grande scrittore, critico letterario e saggista del 900′ inglese. 

 

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La Sciarpa Ricamata – Susan Meissner

Data di Uscita: 25 gennaio 2018

Casa Editrice: Tre60

Prezzo di Copertina: € 16,40

Ellis Island, settembre 1911. Dopo aver perso l’uomo che amava, Clara Wood, infermiera, si prende cura degli emigranti che ogni giorno approdano all’isola in attesa di ottenere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. E, un giorno, tra le migliaia di persone sbarcate, un uomo attira la sua attenzione. Ha la febbre, forse è destinato a morire, eppure non si separa mai da una bellissima sciarpa con un motivo di calendule e su cui è ricamato un nome: Lily… Manhattan, settembre 2011. Taryn Michaels lavora in un negozio di tessuti nell’Upper West Side. Rimasta vedova, è riuscita a trovare un nuovo equilibrio. Eppure non riuscirà mai a cancellare il ricordo del giorno in cui le Twin Towers sono crollate, seppellendo suo marito. E neppure a cancellare il senso di colpa: lei infatti si è salvata grazie a uno sconosciuto che poi è scomparso, portando con sé la sciarpa che Taryn indossava quel giorno: una sciarpa antica, con un motivo di calendule…

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Primo testo dell’autrice pubblicato in Italia, infatti qui in patria la Meissner non è ancora molto conosciuta, all’estero invece è stata apprezzata per opere dai toni storici, romantici e artistici. Ha riscosso grande successo in terra natia ovvero in America.

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Favola Splatter – Beppe Tosco, Francesco Tosco

Data di Uscita: 16 gennaio 2018

Casa Editrice: Frassinelli

Prezzo di Copertina: € 16,90

Milano. Tra 15 anni. Gheorge Pop è un criminale pieno di idee brillanti. L’ultima, davvero geniale, è quella di riutilizzare la cocaina che – una volta evacuata dai suoi consumatori – abbonda nelle fogne di Milano: raccoglierla, filtrarla, ripulirla, e rimetterla in circolazione. Little Virgin, la chiama (raffinato inglesismo per Madunina). Un tragico giorno d’estate, però, un temporale fa cadere un’enorme gru sul deposito in cui Pop tiene ammassate tonnellate di droga da ripulire, che trascinate dal vento si spargono sopra Milano. E la città impazzisce: i freni inibitori scompaiono, e gli operosi cittadini di Milano si abbandonano ai loro desideri più nascosti. Desideri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si rivelano essere estremamente violenti. Vendette, violenze, omicidi dilagano per le vie di Milano, e, come se non bastasse quello che succede davvero, qualcuno si diverte a gettare benzina sul fuoco attraverso il web, dove spopola l’hashtag #MilanoFiesta, che viralizza e diffonde all’infinito le immagini e i video della follia. In questo contesto inizia l’odissea di uno strano trio: Vladi, un ragazzino di origini russe strutturalmente orfano; Lola, adolescente tanto impaurita quanto decisa, e il comandante dei carabinieri De Leo, che – non potendo fare nulla per fermare l’ondata di violenza – decide che la cosa migliore da fare sia provare a salvare almeno i due ragazzini. E intanto si domanda: ma è possibile che sia stata solo una nuvola di droga a scatenare tutto questo?

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Beppe Tosco sopratutto è noto per testi piuttosto simpatici e ironici come il fratello. Una trama frizzante, originale, che ispira subito alla lettura. Da quel che sembra un romanzo piuttosto irriverente.

 

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La Follia dei Monkton – Wilkie Collins

Data di Uscita: 15 gennaio 2018

Casa Editrice: Sellerio Editore

Prezzo di Copertina: € 10,80

«Collins scoprì il mistero dietro le nostre porte di casa» ha scritto Henry James. Nel luogo elettivo dell’esoterismo nero di un tempo, l’Italia, due giovani a caccia di un cadavere: l’ossessione che logora il signore di Monkton è la perversione di un folle o è una maledizione?

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Questo titolo verrà finalmente ripubblicato dalla Sellerio a gennaio. Venne pubblicato per la prima volta nel 1950 e successivamente nel 2001, è un’opera di Collins piuttosto apprezzata, scritto dopo “Basil” all’epoca Dickens non volle pubblicare questo racconto perché non voleva urtare la sensibilità di coloro che avevano in famiglia casi di follia.

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I Cercatori di Ossa – Michael Crichton

Data di Uscita: 25 gennaio 2018

Casa Editrice: Garzanti

Prezzo di Copertina: € 18,60

1876, stato del Wyoming. Durante la notte da un treno vengono scaricate misteriose apparecchiature, sotto lo sguardo attento e determinato del professor Othniel C. Marsh, paleontologo e direttore di un’importante spedizione scientifica che promette di portare alla luce il primo fossile di dinosauro. Tra gli studenti c’è William Johnson, ventenne rampollo di buona famiglia che intende così onorare una scommessa in tutta comodità. Ma si sbaglia. Quello che Marsh sta cercando è talmente eccezionale che da Philadelphia un’altra missione scientifica si è già messa sulle loro tracce. Incalzato dalla rivalità con l’avversario, il professor Edward D. Cope, Marsh rivela presto la sua vera natura, dimostrandosi disposto a intimidire e corrompere pur di dare il proprio nome alla più grande scoperta del secolo. E quando entrambe le spedizioni restano isolate, senz’acqua e senz’armi, William si trova a essere l’involontario protagonista di questo scontro tra spregiudicati esploratori che cambierà la sua vita per sempre.

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Crichton autore di Jurassic Park, deceduto purtroppo nel 2008, a dieci anni dalla sua morte verrà riportato nelle librerie a gennaio grazie a “I Cercatori di Ossa”, il primo capitolo di Jurassic Park.

 

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Fiori Sopra L’Inferno – Ilaria Tuti

Data di Uscita: 4 gennaio 2018

Casa Editrice: Longanesi

Prezzo di Copertina: € 16,90

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

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Vi ricordate i bei tempi passati in cui nelle news inserivo sempre thriller? Ora mi sembrano secoli che non leggo più nulla del genere, sono davvero arrugginita. Ma questo mi ispirava particolarmente e ho voluto inserirlo, Ilaria Tuti è anche l’autrice de “La Ragazza con Gli occhi Di Carta” thriller che ha riscosso un buon tot di critiche positive.

 

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Il Lato Oscuro dell’Addio – Michael Connelly

Data di Uscita: 16 gennaio

Casa Editrice: Piemme

Prezzo di Copertina: € 19,90

Harry Bosch ha sempre avuto un rapporto di odio/amore con il dipartimento di polizia di Los Angeles, ma ora quel rapporto è finito. Harry è in pensione. Quello che non è finito, invece, è il suo rapporto con le indagini, la “missione”, come l’ha sempre definita, la scoperta della verità. E quindi decide di collaborare con la polizia di San Fernando, un territorio autonomo all’interno della città di Los Angeles, e di inventarsi un nuovo ruolo, quello di investigatore privato. Ma anche questa volta non c’è niente di convenzionale nel modo in cui sceglie di svolgere il suo lavoro. Harry non ha un ufficio, non si fa pubblicità ed è molto selettivo nei confronti dei suoi clienti. Ma quando Whitney Vance, un uomo ricchissimo e molto solo, vicino allo scadere dei suoi giorni, vuole scoprire se davvero non esistono eredi a cui lasciare la sua fortuna, Bosch accetta di aiutarlo. Anche perché forse questi eredi esistono davvero: quando era giovane Whitney si era innamorato perdutamente di una ragazza messicana, che poi era stato costretto a lasciare dalla sua famiglia. Ma lei aveva un segreto. Ha così inizio una ricerca mozzafiato. In gioco c’è una sterminata fortuna, e Bosch capisce subito che la sua missione può essere rischiosa per lui, ma soprattutto per la persona che sta cercando. Tutto questo sullo sfondo di una città con cui Bosch ha un rapporto sentimentale e radici profonde, di cui anche questa volta ci descrive i panorami indimenticabili, dalla piccola San Fernando segnata dalla cultura ispanica, ai grandi grattacieli del mondo del business, alla villa di Vance, ricordo grandioso di un mondo passato.

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Connelly è tornato. Con lui una nuova indagine di Harry Bosch, ho sentito parlare di questo personaggio e questa serie mi è stata descritta con molto entusiasmo. A chi è appassionato del genere, tic, in uscita a gennaio!

Titolo Bonus 
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LiberAzione – Andrea Pietrangeli

Data di Uscita: 31 dicembre 2017

Casa Editrice: Spazio Interiore

Prezzo di Copertina: € 15,00

Cosa vedremmo se osservassimo il nostro mondo con gli occhi degli animali che ci circondano? Il protagonista è un cane, Constantine, ma il suo corpo nasconde l’anima del Re del Mondo, l’antico imperatore che da sempre detta le leggi terrene. Questa volta il Sovrano è pronto a qualunque avventura pur di liberarsi da ataviche catene e liberare così anche tutto il suo mondo. Cosa meglio di una vita vissuta da animale per ricontattare una coscienza di gruppo e guarire antiche ferite mai curate? Con questo libro l’autore conclude la trilogia narrativa dedicata al viaggio di esplorazione interiore, attraverso un racconto simbolico e immediato che, rendendo omaggio agli animali, li rende portavoce di un messaggio semplice e naturale, il messaggio della vita: essere se stessi nel bene e nel male.

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Andrea Pietrangeli è un autore molto interessante dando un occhiata alle sue precedenti opere (sempre pubblicate da Spazio Interiore). Infatti i suoi scritti hanno in comune una trama che fa subito pensare a un romanzo molto introspettivo e delicato a tratti, opere che sfiorano temi esistenziali e ne esaltano l’importanza.

Bene gente!

Questo era tutto, sono riuscita a incuriosirvi?

Noi ci leggiamo domani, hasta la vista!

Elisa

Altri 15 Libri da Regalare (A Natale ma Anche No)

Buon lunedì e buon inizio settimana cari e care!

Oggi torna una tipologia di articolo che era già sbarcata sul blog nel periodo natalizio ovvero “15 libri da regalare (a Natale ma Anche no)”.

In questa tipologia di articolo vi propongo 15 titoli interessanti per chi magari vuole regalare un libro ma non ha la minima idea di quale titolo scegliere.

Che vogliate regalare un libro a un bambino ad un adolescente o ad un adulto qui troverete consigli adatti alle vostre esigenze e che spero si riveleranno interessanti.

Cercherò di proporvi libri di generi diversi fra loro così che possiate regalare il libro giusto per ogni gusto!

Vi lascio qui il link al vecchio articolo dell’anno scorso nel caso vogliate dargli un occhiata (qui).

E iniziamo subito che i titoli sono parecchi!

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I Fantastici Libri Volanti di Mr. Morris Lessmore – William Joyce

Età di Lettura: dai 5 agli 8 anni

Edito da: Rizzoli

Link all’acquisto: QUI

 

Mr. Morris Lessmore ama i libri e le storie. Un giorno, mentre sta scrivendo il racconto della sua vita, arriva un terribile uragano che lo porta lontano, in un paese fantastico… Un racconto che rende omaggio a chi dedica la propria vita ai libri e a tutti i lettori.

FF_Divider_Pink4E’ una storia adorabile e molto godibile, bello come l’omonimo cortometraggio che è muto. Mi sono innamorata di questo libricino dopo averlo letto e visto prima di consegnarlo nelle mani dei miei cuginetti, un regalo molto azzeccato secondo me.

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L’Occhio del Lupo – Daniel Pennac

Età di Lettura: dai 5 agli 8 anni

Edito da: Salani

Link All’Acquisto: QUI

 

In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupo e, siccome l’animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estrema sensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per la prima volta, supera l’atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani e decide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gli parla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l’Africa dei deserti, L’Africa delle savane e l’Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, ha molta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.

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Un classico per ragazzi intramontabile, è una favola che si legge e alla quale ci si appassiona molto velocemente quindi è un titolo adatto anche ai lettori più giovani ma non proprio amanti della lettura.

 

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Un Libro – Hervé Tullet

Età di Lettura: dai 3 ai 4 anni

Edito da: Franco Cosimo Panini

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Segui le istruzioni del libro e vedrai le pagine riempirsi di tante palline colorate. 

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Questo è stato pubblicato un po’ di anni fa ormai, riscosse molto successo all’epoca è adatto ai più piccini e riesce a catturare i bambini come una calamita.

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Le Donne Son Guerriere – I. Civico, S. Parra

Età di Lettura: dai 9 agli 11 anni

Edito da: Einaudi Ragazzi

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Nel corso della storia ci sono state moltissime donne che con le loro vite straordinarie hanno lasciato un segno, ma per il solo fatto di essere state donne non hanno ricevuto il riconoscimento che si sarebbero meritate. Queste pagine raccontano le vite straordinarie durante le quali hanno primeggiato nell’arte, nello spettacolo, nella politica, nella scienza, nella letteratura, nello sport. Donne che hanno fatto, creato o inventato, ma soprattutto hanno dimostrato che con la passione e la forza di volontà chiunque può vedere realizzati i propri sogni. Virgina Woolf, Agata Christie, Amelia Earhart, Frida Kahlo, Rosa Parks, Jane Goodhall, Nilde Iotti, Malala Yousafzai e molte altre: storie che tutti dovrebbero conoscere. 

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Questo ho dovuto inserirlo perché (sempre dopo averlo letto in fretta prima di regalarlo alla mia cuginetta) me ne sono innamorata. Ha delle illustrazioni meravigliose e mi ha ricordato “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” ma più breve. E’ curato molto bene.

 

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La Grande Fabbrica delle Parole – Agnés de Lestrade

Età di Lettura: dai 3 ai 4 anni

Edito da: Terre di Mezzo

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C’è un paese dove le persone parlano poco. In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle. Le parole più importanti, però, costano molto e non tutti possono permettersele. Il piccolo Philéas è innamorato della dolce Cybelle e vorrebbe dirle “Ti amo”, ma non ha abbastanza soldi nel salvadanaio. Al contrario Oscar, che è ricchissimo e spavaldo, ha deciso di far sapere alla bambina che un giorno la sposerà. Chi riuscirà a conquistare il cuore di Cybelle?

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Anche questo ha riscosso un gran successo negli anni, è edito dalla casa editrice “Terre di Mezzo” che pubblica per i più piccoli sempre volumi molto carini e ben illustrati. Pieno di illustrazioni delicate ma piene di significato, a volte un po’ triste. 

 

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Ann Brashares – Quattro Amiche e un Paio di Jeans

Età di Lettura: dai 12 ai 15 anni

Edito da: Bur

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Quattro amiche per la pelle – Lena, Tibby, Bridget, Carmen – e un’intera estate da passare separate. Che sciagura. Poco prima di partire, però, Lena e le altre trovano in un negozio dell’usato un paio di jeans magici che, miracolo!, stanno benissimo a tutte. E allora perché non spedirseli per indossarli a turno, ognuna nel posto in cui trascorrerà le vacanze? Sarà come essere sempre tutte insieme, dopotutto. La prima estate delle quattro amiche e dei loro Pantaloni Viaggianti, che hanno conquistato le giovani lettrici di tutto il mondo.

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Anche questo non potevo non inserirlo perché appena leggo il titolo mi vengono in mente gli anni dell’adolescenza in cui lessi questo libro. Ho dei bei ricordi, per esempio il fatto che lo avevo letto la prima volta preso in prestito dalla biblioteca delle mie scuole medie che era all’ultimo piano e ci si andava ad uno ad uno un giorno del mese. Quando toccava a me non vedevo l’ora di salire. Questo è uno di quei libri che rappresentano quel periodo, le medie non state una gran esperienza per me ma fuori dalla scuola ho dei bei ricordi legati a questo libro.

 

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Il Figlio del Cimitero – Neil Gaiman

Età di Lettura: dai 12 ai 16+ anni

Edito da: Mondadori

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Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni…

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Come potevo io non inserire nulla di Gaiman? Ma scherziamo! “Il Figlio del Cimitero” è adatto ai giovani, certo si parla di morte e cimiteri ma la lettura è assolutamente fattibile per l’età indicata sopra. Un bel libro.

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Il Bambino con il Pigiama a Righe – John Boyne

Età di Lettura: dai 13 ai 16+ anni

Edito da: Bur

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Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com’è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall’altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.

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Qui passiamo a temi molto dolorosi, è giusto però secondo me che gli adolescenti o i ragazzi leggano di questi temi fin da giovanissimi. Si parla ovviamente dell’Olocausto, siamo nella Seconda Guerra Mondiale e ci troviamo in questo campo di sterminio in cui succedono delle tragedie. La trama penso la conosciate un po’ tutti essendo molto famoso anche il film, tra l’altro realizzato in modo eccellente.

 

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Noi Siamo Grandi come La Vita – Ava Dellaira

Età di Lettura: dai 14 ai 16+ anni

Edito da: Sperling & Kupfer

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Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: “Scrivi una lettera a una persona che non c’è più”. E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n’è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all’insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.

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Qui invece si parla di perdita, è un romanzo che lessi anni fa e ricordo di aver avuto il magone dalla prima all’ultima pagina. Anche qui penso sia importante affrontare temi come questo fin dalla giovane età, aiuta per il futuro.

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Unastoria – Gipi

Età di Lettura: dai 16 anni in su

Edito da: Coconino Press

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“Unastoria” sono due storie. Quella di Silvano Landi, uno scrittore che alla soglia dei cinquant’anni vede la sua vita andare in pezzi e quella del suo antenato Mauro, soldato nella carneficina della Prima guerra mondiale. Sotto i cieli di una natura magnifica e crudele, ieri come oggi, Gipi racconta la fragilità e la bellezza, le lacrime e le speranze degli uomini. La storia di un’eterna caduta nell’abisso e di come, nonostante tutto, ogni volta ci si possa rialzare.

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Una storia bellissima, anche questo lo lessi durante l’adolescenza, è un graphic novel, adatta magari agli adolescenti appassionati del genere. Una storia molto amara ma profonda e degna di essere scoperta.

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Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Edito da: Minimum Fax

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In un arcipelago al largo delle coste della Virginia, lungo un arco di tempo che va dal 1855 a un postapocalittico e distopico 3143, si intrecciano le storie di due famiglie. Queste isole – per alcuni un santuario, per altri una terra di incubi – avvolgono le esistenze dei personaggi in una rete di miserie e piccoli miracoli. La determinazione di due sorelle che si stringono l’una all’altra in una famiglia devastata dalle metanfetamine; una ragazza che lotta per emanciparsi da un padre alcolizzato; una donna che decide di fuggire da una famiglia violenta per ritrovarsi tra le braccia di un uomo forse peggiore: relazioni tumultuose che scorrono lungo i rami di un albero genealogico, sullo sfondo di un paesaggio pericoloso e ammaliante. Un turbinio di vicende che trascina il lettore in un’esperienza estrema di nascita e morte, di giuramenti e di istinti primitivi e vili. La voce di Sara Taylor, avvicinata dalla critica a quella di Flannery O’Connor, è intrigante e selvaggia. “Tutto il nostro sangue” è un romanzo abitato da storie e personaggi ambigui, colmo di situazioni grottesche e pervaso dal soffio della letteratura gotica del sud degli Stati Uniti.

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Questo è uno dei libri migliori che abbia letto quest’anno, mi è piaciuto da impazzire e ci penso tutt’ora nonostante l’abbia letto a gennaio o febbraio se non sbaglio. Ho anche scritto una recensione e lo consiglio a chi vuole una storia molto appassionante su una famiglia ridotta a brandelli alcuni più malmessi di altri.

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La Camera Azzurra – Georges Simenon

Edito da: Adelphi

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“Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

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Anche questo letto quest’anno, mi è piaciuto molto sopratutto per l’impostazione del romanzo diversa dal solito, è un giallo che consiglio caldamente a chi legge questo genere. Strutturato alla perfezione, anche se il colpevole sembra scontato vedrete che alla fine cambierete idea.

 

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Silenzi – Emily Dickinson

Edito da: Feltrinelli

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Sottoposta a correzioni e censure, travisata dai contemporanei che non capendola la vissero come il prodotto di un’immaginazione confusa, ristretta, romanticamente persa nella lettura della Bibbia e nella ricerca dell’amore, la poesia di Emily Dickinson solo con l’edizione critica del 1955 è conosciuta nella sua forma originaria. Con questa raccolta Barbara Lanati intende smentire l’immagine tuttora prevalente della Dickinson come vergine riservata, chiusa e timida del New England, la ragazza perbene vittima del potere del padre e del vittorianesimo imperante, e intende restituirne, con la traduzione, la scrittura inquieta e inquietante, astratta e insieme raffinatamente sensuale sgorgata da una vita fatta di reclusione, silenzio. Scabra, dura, ironica, spoglia di rime e facili assonanze che ne avrebbero ammorbidito il passo spasmodico, la poesia della Dickinson trascrive l’esperienza di una donna che seppe abbracciare la condizione della solitudine e farne un provocatorio strumento di conoscenza e avvicinamento all’uomo.

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L’anno scorso avevo consigliato come regalo a chi piace la poesia Prevert e Neruda, quest’anno la Dickinson, la prima poetessa grazie alla quale mi avvicinai anni fa alla poesia. Ci sono diverse raccoltine che vi consiglio ma fra tutte “Silenzi” è adatta ad un regalo, certo molto malinconico come regalo ma se piace il genere (e capisco a chi piace) vederete che farete una gran bella figura.

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Uno Studio in Rosso – A. Conan Doyle

Edito da: Crescere Edizioni

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“Uno studio in Rosso” è il primo romanzo che ci ha fatto conoscere l’investigatore privato Sherlock Holmes e il suo amico dottor John H. Watson. È un testo fondamentale nella lettura delle inchieste operate da questo straordinario personaggio creato da Arthur Conan Doyle, perché entrambi i protagonisti ci vengono, per la prima volta, presentati con le loro caratteristiche salienti. Sherlock Holmes ha la possibilità di spiegarci cosa sia il metodo deduttivo-analitico, mentre il dubbioso Watson diventa il suo personale biografo. È tramite quest’ultimo che verremo informati delle inchieste dell’investigatore londinese. Questo testo avvincente si compone di due storie che s’intrecciano. La prima vede compiersi due omicidi da parte di un assassino, metodico e irresoluto, che hanno un evidente legame tra di loro. La seconda parte fornirà al lettore le circostanze che mostreranno il movente che lega l’assassino alle due vittime. Un movente carico di struggente umanità. Holmes, alla sua maniera, analizza tutti gli indizi, tracciando un identikit del colpevole attraverso una ricerca sistematica, che comprende anche uno sfavillante uso della sua mente ricettiva. Una lettura decisamente accattivante.

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Ok, sempre per quanto riguardi i gialli classici, sbam vi propongo il primo della saga di Sherlock Holmes. Questo magari è più adatto a chi vuole avvicinarsi al genere giallo e non ha mai letto nulla. In quel caso vi consiglio di partire sempre dai gialli classici, quindi la Christie, Doyle, Leblanc, Simenon…

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Exit West – Mohsin Hamid

Edito da: Einaudi

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«In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiú in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un’aula scolastica e non le parlò». Saeed è timido e un po’ goffo con le ragazze: così, per quanto sia attratto dalla sensuale e indipendente Nadia, ci metterà qualche giorno per trovare il coraggio di rivolgerle la parola. Ma la guerra che sta distruggendo la loro città, strada dopo strada, vita dopo vita, accelera il loro cauto avvicinarsi e, all’infiammarsi degli scontri, Nadia e Saeed si scopriranno innamorati. Quando tra posti di blocco, rastrellamenti, lanci di mortai, sparatorie, la morte appare l’unico orizzonte possibile, inizia a girare una strana voce: esistono delle porte misteriose che se attraversate, pagando e a rischio della vita, trasportano istantaneamente da un’altra parte. Inizia così il viaggio di Nadia e Saeed, il loro tentativo di sopravvivere in un mondo che li vuole morti, di restare umani in un tempo che li vuole ridurre a problema da risolvere, di restare uniti quando ogni cosa viene strappata via. Con la stessa naturalezza dello zoom di una mappa computerizzata, Mohsin Hamid sa farci vedere il quadro globale dei cambiamenti planetari che stiamo vivendo e allo stesso tempo stringere sul dettaglio sfuggente e delicato delle vite degli uomini per raccontare la fragile tenerezza di un amore giovane. In un certo senso Hamid ha ripetuto per l’oggi quello che i classici dell’Ottocento, ad esempio Guerra e pace, hanno sempre fatto: raccontare l’universale della Storia attraverso il particolare dei destini individuali, riportare ciò che è frammentario, l’esperienza del singolo, alla compiuta totalità dell’umano.

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Infine, ultimo libro che vi consiglio “Exit West” anche questo letto quest’anno. Ha riscosso un buonissimo successo, se dovete fare un regalo ad una persona interessata al tema dell’immigrazione ma non solo perché c’è di tutto in questo romanzo anche l’amore, la scoperta di nuovi luoghi, la sofferenza per quelli lasciati, ve lo consiglio. Anche di questo ho scritto la recensione, ve la lascio qui.

 

Bene gente!

E voi? Cosa regalerete? Avete trovato qualcosa di interessante?

Io spero di esservi stata utile, noi ci leggiamo domani!!

Elisa

 

Pillole Letterarie #15

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Queste poche pagine sono destinate a un lettore a me sconosciuto e a una stirpe futura, che avrà il coraggio di guardare in faccia la verità e la forza di sopportarla. Gli spiriti deboli fuggano le mie parole come il fuoco, non ho nulla di piacevole da raccontare. Sarò breve, ché poco tempo mi resta ormai da vivere. Già soltanto la scrittura di una frase mi richiede uno sforzo che definirei sovrumano, e che non riuscirei a compiere se una pulsione interna non mi spingesse a trasmettere il mio sapere e quello che mi è stato dato di scoprire.

#piccolistralciletterari#

TBR Invernale (P. 1)

Buon venerdì ragazzi/e, buon quasi weekend e buona festa dell’Immacolata!

Oggi ci sono tanti auguri da fare ma più andremo avanti più auguri ci saranno.

Leggendo il titolo dell’articolo di oggi, chi mi segue da un po’ avrà pensato “questa qua è pazza, ci ha già provato con le tbr ed è stato un fallimento su tutta la linea”.

Vi do ragione, non c’è frase che possa difendermi.

Io con le azioni pianificate non sono brava, cambio continuamente idea, vado troppo a periodi e ciò non è un buon mix per una TBR.

In passato avevo provato a farne una, fallendo, ma ci voglio riprovare.

E’ importante ritentare in ciò che si è fallito giusto? Poi i titoli di cui andrò a parlarvi sono libri che non vedo l’ora di leggere e finalmente è arrivato il momento giusto quindi sono quasi certa del fatto che li leggerò a breve.

PS: Questi non sono tutti i libri che pianifico di leggere in inverno, sono una parte perché alcuni non sono certa di volerli inserire e per il momento preferisco non mettere troppi titoli in TBR, al massimo aggiornerò l’articolo con una parte 2 perché sicuramente tra i libri in arrivo per regalo a Natale alcuni li vorrò leggere subito.

Non è una classica TBR insomma, ma questo immagino non vi stupisca più di tanto…

 Quasi sicuramente arriverà una seconda parte.

Questi sono i titoli che per ora sono certa di leggere in inverno, tralasciamo il fatto che l’inverno inizia ufficialmente il 22 dicembre, facciamo finta che inizi già oggi. Quindi i libri che ho intenzione di leggere da oggi al 21 marzo (per questo dico che ci sarà una parte 2 perché la mia mente non riesce a pianificare la mia voglia di leggere un libro ad un raggio temporale così ampio).

Ecco una parte di quelli che ho intenzione di leggere in questi mesi!

I racconti Di Natale – C. Dickens

Il Libro di Natale – S. Lagerlof

Dodici Racconti di Natale – J. Winterson

Questi prevedo di finirli prima dell’inizio del 2018 o massimo alla prima settimana di gennaio, sono letture a tema e tutti e tre sono in lettura al momento.

Non potevo non leggere nulla di Dickens nel periodo natalizio, per me questo autore è sempre una garanzia.

Mentre degli altri due titoli vi ho parlato in qualche articolo fa, “Il Libro di Natale” mi sta piaciucchiando mentre quello della Winterson è adorabile da leggere, di una dolcezza incredibile.

Troppe Cose a Cui Pensare. Saggi – Saul Bellow

Ross Poldark – Winston Graham

La Stanza di Jacob – Virginia Woolf

Non ho mai letto nulla di S. Bellow e questa raccolta di saggi edita BigSur che ho acquistato in digitale qualche giorno fa mi incuriosisce da impazzire, avrei potuto iniziare con altro di suo ma dato che mi ritengo una persona che apprezza i saggi ho voluto provare proprio con questi per scoprire questo autore.

Per quanto riguarda il primo volume della saga dei Poldark poi, devo decidermi a leggerlo da tempo, ho sempre rimandato per il fatto che se leggo tutti e tre i volumi che per ora sono stati pubblicati in Italia da Sonzogno poi magari passa del tempo dalla pubblicazione degli altri e mi dimentico i testi letti prima ma ho deciso che non darò peso a queste ansie, voglio iniziare questa saga comunque.

Mi sento poi pronta finalmente ad affrontare un altro testo della Woolf, negli ultimi mese ne ho recuperati un tot, quasi tutti usati, e per quanto mi riguarda ci vuole tempo prima di digerire un libro della Woolf  e fare spazio per un’altro, penso sia arrivato il momento giusto per me.

So che non sono molto originale dato che mi sembra di aver inserito gli ultimi due testi anche qualche mese fa in una specie di buon proposito per le letture estive ma pazienza, alla fine non ho rispettato quei propositi quindi non vedo perché non ritentare.

Infine per questa prima parte di TBR mancano i titoli del gruppo di lettura, che saranno da qui a marzo 3/4 dipende dai tempi.

I primi tre titoli quelli di Natale come vi dicevo mi aspetto di finirli a breve, anche perchè sono piuttosto brevi e sono racconti.

Tutti gli altri sono in totale 6/7, mi aspetto di leggere di più da gennaio a marzo per questo ci sarà una parte di tbr 2 che uscirà nelle prossime settimane, non ora perché non ho in mente altri libri precisi che sono certa di leggere e tra quelli che sbarcheranno a Natali fra regali e autoregali un buon tot finiranno nella seconda parte dell’articolo.

Quindi, io ci sto riprovando e vedremo come andrà, al termine di ogni testo come sempre arriverà la recensione ovviamente.

Vedremo, vedremo…

Intanto per oggi era tutto, questo è un piccolo piano per cercare di organizzare di poco con le letture e farmi un idea in previsione anche del 2018 dato che quest’anno ho letto molto, troppo poco rispetto alle aspettative e devo assolutissimamente recuperare!

E voi? Vi siete già fatti/e un idea dei libri che leggerete questo inverno?

Dato che le reading challenge del 2017 per me sono fallite vedrò se provare a farne una almeno anche nel 2018, un anno di fallimenti il 2017 praticamente.

Se ne troverò una interessante ci riproverò con piacere però!

Niente gente, ci leggiamo domani!

Elisa

 

 

 

 

PoetryTime

Buon Natale

 

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio
espresso così, più che altro per gioco
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni
la bambola il revolver il treno
il micio l’orsacchiotto il leone
che nessuno di voi ha comperati?
Se la vostra bella sicurezza
nella scienza e nella dea ragione
andasse a carte quarantotto?
Con imperdonabile leggerezza
forse troppo ci siamo fidati.
E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino
per favore cammina piano
nell’attraversare il salotto.
Guai se tu svegli i ragazzi
che disastro sarebbe per noi
così colti così intelligenti
brevettati miscredenti
noi che ci crediamo chissà cosa
coi nostri atomi coi nostri razzi.
Fa piano, Bambino, se puoi.

 

Dino Buzzati