Ahhh buon martedƬ gente e buon proseguimento di settimana!
Oggi sono qui per riprendere la rubrica delle “cose del mese”, l’avevamo lasciata a dicembre, in cui avevamo parlato delle cose dell’anno comprese quelle di dicembre.
Non ho pubblicato un articolo specifico di dicembre perché semplicemente essendo stata così tanto assorbita dalle feste, dal lavoro, e dagli impegni generali il mio tempo per fare cose belle si è ridotto a 0.
Comunque se c’ĆØ una cosa che devo dirvi per gennaio ĆØ che sono partita abbastanza alla grande dai, con le visioni di film/serie/documentari, anche con le letture perchĆ© ho letto tre libri a gennaio praticamente (perchĆØ la “Boutique del Mistero” l’ho letto quasi tutto a gennaio), e diciamocelo, per una che l’anno scorso ha letto pochissimo non ĆØ una brutta partenza.
Ma non dilunghiamoci in chiacchiere perché qui di seguito ne farò molte, iniziamo!
Documentario del mese:
Allora i documentari di gennaio sono stati due per me, “Rapita dalla Luce del Sole” e “Conversazioni con un Killer: il Caso Bundy“.
Iniziamo da primo a sinistra, ĆØ un documentario di un’ora e mezza circa che si può vedere tutto d’un fiato ed ĆØ la tempistica che preferisco perchĆ© nei documentari a puntate ĆØ vero che il contenuto ĆØ più lungo, ma c’ĆØ il rischio di allungare il brodo inutilmente.
Allora di cosa parla questo documentario?
Di pedofilia essenzialmente. Una famiglia per bene si fa soggiogare da un membro in particolare di un’altra famiglia, e gli eventi sfuggono di mano.
Sfuggono di mano è un eufemismo, mi viene voglia quasi di dedicarci un articolo a sé per questo documentario, ditemi se la cosa vi interessa people.
Comunque il documentario ĆØ diretto da Skye Borgman e da quello che ho capito non ĆØ originale Netflix.
La vicenda nello specifico si concentra su Jean, una bambina che vive con una famiglia come dicevo per bene e con delle sorelle attive e unite tra loro in un quartiere dell’Idaho negli anni 70′.
Ad un certo punto incontrano in chiesa di domenica un’altra famiglia apparentemente per bene, anche fra loro ci sono dei bambini, il padre di questi si chiama Robert Brechtold che assieme alla moglie e ai figli si ĆØ trasferito da poco proprio accanto a loro.
Robert, lo chiameremo Bob da qui in avanti, inizia a mostrare un interesse eccessivo per Jean ma i genitori di questa lo lasciano fare (qui il primo punto assurdo, lo so) anche se non apprezzano ovviamente questo interesse.
Bob entra anche nella vita sentimentale dei due coniugi, avendo un rapporto omosessuale con il padre di Jean e, più avanti nel documentario e nel tempo, avendo una relazione sentimentale anche con la madre di questa.
Senza contare il fatto che l’uomo rapisce Jean per ben due volte, la prima i genitori non avvisano subito le autoritĆ perchĆØ la moglie di Bob li dissuade e si convincono del fatto che ĆØ un loro amico e non potrebbe mai fare del male a Jean, mentre la seconda ĆØ la volta in cui Jean viene anche abusata sessualmente più volte.
Ma oltre a questo la bambina riceve un vero e proprio lavaggio del cervello, l’uomo infatti costruisce tutta una storia alla quale la bimba crede che la terrĆ soggiogata a lui fino all’etĆ di 16 anni in cui lei si renderĆ conto che era tutta una menzogna.
Questa storia era stata architettata anche per fare in modo che lui e la ragazzina continuassero ad avere rapporti sessuali, ad un certo punto con questo lavaggio mentale Jean era convinta di amare addirittura Bob e voleva sposarsi con lui.
Tutta questa vicenda ĆØ assurda, ed ĆØ tutto reale, il lato più agghiacciante ĆØ il fatto che quest’uomo, uno sconosciuto fino a qualche momento prima, sia riuscito con il tempo e con il suo lato da manipolatore a entrare nella mente di tutte queste persone.
Ovviamente tutto ciò che rimane ora ai genitori ĆØ il senso di colpa per non essersi resi conto prima di quello che stava accadendo, per aver sottovalutato tutto e per essere finiti a piedi piatti nella trappola dell’uomo.
In effetti ĆØ incredibile, tutto quello che ĆØ successo lo ĆØ, io vi ho spiegato in generale la vicenda ma ci sono dei dettagli e dei risvolti che mi hanno lasciata senza parole.
Il lato psicologico della vicenda merita una riflessione approfondita, quindi fatemi sapere se un articolo singolo potrebbe farvi piacere.
Parliamo ora del secondo documentario, ora, io l’ho visto fino alla metĆ , ha 4 puntate di circa 50 minuti l’una tranne l’ultima che ĆØ invece di 70 minuti circa.
Conoscevo già la storia di Ted Bundy, anche nei dettagli, quindi questo documentario non ha aggiunto nulla a ciò che già sapevo essenzialmente.
Qual’ĆØ il punto del documentario?
Il fatto che un giornalista ha intervistato il serial killer per un libro e qui abbiamo delle registrazioni originali in cui Bundy parla dei crimini commessi ma non in prima persona, perché il killer si dichiarava innocente, quindi il giornalista ha avuto un ottima idea, farlo parlare in terza persona come se fosse un cronista che narra ciò che un ipotetico assassino aveva commesso.
Se giĆ conoscete la storia di Bundy questo documentario non aggiunge particolari informazioni.
Il mio principale problema ĆØ stato uno, voglio dire, ci sono 4 puntate di una certa lunghezza questo mi fa intendere che avevano un buon tot di tempo a disposizione, eppure le vittime vengono praticamente solo citate per nome e raramente viene detto cosa facevano nella vita, questo mi ha infastidita un poco.
Certe informazioni su Bundy vengono ripetute anche più volte, ecco invece di insistere su queste si poteva anche dedicare qualche minuto in più alle 30/35 ragazze giovani uccise.
Non ĆØ un discorso moralista o altro, di solito non faccio caso a questo nei documentari perchĆ© ci si concentra sempre sul killer e non sulle vittime, ma in questo caso ho notato uno spreco di tempo dedicato a lui, tempo che in piccola parte anche si sarebbe potuto dedicare nel dire qualcos’altro sulle ragazze.
Aspettavo questa nuova uscita su Netflix ma ne sono rimasta delusa, mi aspettavo un po’ di meglio, dal punto di vista visivo ĆØ bello, gli effetti, la fotografia, la ricostruzione ma si salta troppo nel passato prima poi nel futuro e di nuovo nel passato, ad un certo punto ero esausta da questi viaggi temporali continui.
Serie tv del Mese

Ho visto tutta la prima stagione di questa serie tv, ĆØ davvero carina!
Si chiama Diablero ed è ambientata a Città del Messico, diretta da José Manuel Cravioto e Rigoberto Castañeda.
Sono felice del fatto che la serie ĆØ stata rinnovata per una seconda stagione qualche settimana fa, il primo di febbraio.
Forse era lo scopo degli sceneggiatori e del regista perché il finale lascia proprio intendere che ci sarà una seconda stagione.
Di cosa parla la serie?
Di demoni e di cacciatori di demoni, i diableri infatti sono letteralmente cacciatori di demoni ma non stile Supernatural, lo stile di questa serie ĆØ diverso, ormai CittĆ del Messico ĆØ infestata da demoni e solo loro possono fare qualcosa per salvare la gente.
Seguiamo le vicende di Elvis, cacciatori di demoni, che assieme alla sorella decidono di aiutare Ventura un prete a cui ĆØ stata rapita la figlia da un demone, figlia che ha avuto con una giovane ragazza costretta poi a crescerla da sola.
Vorrei dire due parole sul mio personaggio preferito ovvero Nancy, una sorella/figlia per Elvis, ed un contenitore per demoni, lei si fa possedere dai demoni per aiutare Elvis o per aumentare il suo potere o ancora semplicemente per sperimentare.
E’ una serie che mi ĆØ piaciuta, ha dei momenti che mi hanno fatta sorridere, c’ĆØ qualche scena più horror, la prima che mi viene in mente ĆØ nella prima puntata in cui c’ĆØ un topo letteralmente aperto con gli organi scoperti, ovviamente non ĆØ vero, nessun animale ĆØ stato maltrattato. Si vede anche che ĆØ finto perchĆ© sembra a tratti un po’ di plastica.
Comunque ĆØ una serie che mi ha intrattenuta davvero, non vedevo l’ora di vederlo appena avevo un attimo di tempo.
Non è particolarmente profonda come serie ma ha dei momenti più drammatici e intrattiene alla grande.
Non ho un film del mese gente, l’ho per febbraio ma ĆØ troppo presto!
Canzoni del Mese
Torna a Casa – Maneskin
Sunday Bloody Sunday – U2
Dovete sapere che quando mi devo concentrare, quando studio o leggo o faccio in generale qualcosa che mi richiede concentrazione, ascolto musica classica, perché mi piace, non sempre ma in quei momenti è perfetta e trovo che mi aiuti a non appesantire troppo la testa.
Questo mese ho ascoltato particolarmente:
Schubert – Serenade
Chopin – Spring Waltz
Trovo che anche le playlist di Spotify siano utili sotto questo punto di vista.
Cosmetico del Mese

Il mio cosmetico preferito di gennaio ĆØ stato il famosissimo Healty Mix di Bourjois.
All’inizio non mi piaceva devo dirlo, pensavo fosse come applicare aria fritta sul viso, ma dopo giorni di test mi sono resa conto che punta veramente ad un effetto anti-fatica.
Infatti non ĆØ tanto la coprenza il vanto di questo prodotto, perchĆ© se dobbiamo vedere quella mmm siamo ad un livello medio-basso, ma ĆØ l’effetto generale del viso, nel senso che a fine giornata la pelle risulta comunque bella anche se gli occhi sono impallati di sangue e vi siete ingobbite/i come il gobbo di Notre-Dame.
Mi capita spesso di avere una pelle orrida a fine giornata, con i pori che si vedono a chilometri di distanza, i fossati in giro per il viso, dei punti secchi in cui sembra tutto rattrappito… ebbene con questo fondotinta non succede.
Io ho una pelle mista, se avete una pelle molto grassa o grassa non saprei se consigliarvelo oppure no perché non è leggero come fondotinta.
App del Mese

Ohh questa ĆØ un’app comodissima, se scrivete storie e dovete tenere traccia dei personaggi.
Si chiama Character Story Planner ed ĆØ ottima se la storia che scrivete magari ha molti personaggi e avete paura di dimenticare dei dettagli o di non pensare a tutto per bene nel marasma di cose da fare.
Dato che ho ripreso da un po’ a scrivere storie da zero, ho voluto ripartire da capo diciamo come se voltassi pagina, quindi nuovi generi, nuove dinamiche che la vecchia me non avrebbe adottato, questa app mi sta aiutando.
Potete segnare per un personaggio tutto ciò di cui avete bisogno, dal nome, all’etĆ , ai dettagli fisici, l’aspetto, l’altezza, potete persino caricare un immagine se disegnate il personaggio, i rapporti che ha con gli altri, il passato, la storia ecc. ecc.
Insomma tutto, ne viene fuori una vera e propria scheda a mo’ di carcerato ma ĆØ comoda.
Scoperta del Mese
L’app del mese ĆØ giĆ una piccola scoperta, ma sono tutte sulla scrittura le mie scoperte di gennaio.
Dato che mi sto addentrando in mondi e generi che non ho mai esplorato più di tanto, Pinterest ĆØ una grande fonte di scoperte compresi video su Youtube consigliati da un’amica sull’argomento.
Quando mi approccio a qualcosa di poco esplorato preferisco sempre studiarlo a 360° prima di buttarmi e penso sia la pista migliore perché non puoi parlare di ciò che non conosci.
Citazione del Mese
Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi ĆØ stato sprecato.
– Bill Gates
Ho deciso di levare la sezione “cosa positiva e negativa” perchĆ© non riesco a non dirvi subito com’ĆØ stato il mio mese e si intuisce anche nel corso dell’articolo quindi… sƬ, la sostituirò con qualcos’altro, devo solo vedere cosa.
Obbiettivi per questo Mese che ormai Siamo giĆ a MetĆ
Ovviamente continuare i miei progetti di scrittura, sono “on fire” in questo periodo, e cercare di arrivare da qualche parte con questi.
Aggiungerei anche “decidere cosa fare della mia vita” ma ĆØ troppo drastico e non riuscire a decidere in un mese, o in quello che rimane.
Bene!
E voi? Come ĆØ stato il vostro gennaio? Il primo mese di questo 2019 vi ha regalato delle belle sorprese? No? Ditemi!
Noi ci leggiamo prestissimo!
