PoetryTime

Incontrerò la grande sofferenza

nelle mani e in tutto il volto,

entrerò nel grande dolore

e davanti all’uscio piangerò,

prima che mi lascino passare,

che mi chiedano da dove sarò venuto

se oserei fermarmi lì, dove c’è solo neve,

o se continuassi fino ai castagni,

allora sarò sulla montagna

e abbraccerò tutte le ferite,

le mie e quelle del sangue altrui,

non ci sarà patimento in tutto questo,

solo alberi sterminati di conifere.

(da Tibet)

Roberto Carifi

PoetryTime

Senza nubi né pioggia, nebbia, foschia o vento,

sulla luna si spalancano orizzonti di gioia.

La perfezione della luce arriva intatta alla sabbia,

da distanze impensabili si distingue ogni sasso.

Nel cielo sempre nero della luna

il sole tramonta e sorge,

sorge tramonta la terra.

Terra nuova, terra piena, terra calante.

Quando tra le cose si vede chiaro

si procede leggeri, senza pesi, quasi lievitando.

Qui sì che si vede il mondo lontano,

è così facile prendere le distanze.

Basta trattenere un po’ il respiro

fino a non averne più bisogno

e si apprezza la bellezza dei mari senza onde,

senza pesci, senza vita della luna.

Essere sulla Luna

Annalisa Manstretta

PoetryTime

Solo la nudità alla fine ci raggiunge

esatta come la luna crescente nei capelli.

Esiste una gioia nella reticenza

e un riparo perfino in questo spazio

che ha un inizio e una fine.

Non voglio scrivere un’elegia della vecchiaia,

solo dire che spingere le braccia dentro il freddo 

è una prova che ha il senso di trovare il vero in una frase.

Senti come guadagni la via del corridoio.

Non è scontato il passo col respiro.

Conta i mattoni pensando ai ciottoli di fiume

all’acqua che ti fasciava il piede

ricorda quanta tenacia c’è voluta a decifrare 

le mappe dentro alle parole.

(da Salva con Nome)

Antonella Anedda

PoetryTime

Sii dolce con me. Sii gentile.

E’ breve il tempo che resta. Dopo

saremo scie luminosissime.

E quanta nostalgia avremo

dell’umano. Come ora ne

abbiamo dell’infinità.

Ma non avremo le mani. Non potremo

fare carezze con le mani.

E nemmeno guance da sfiorare

leggere.

Una nostalgia d’imperfetto

ci gonfierà i fotoni lucenti.

Sii dolce con me.

Maneggiami con cura.

Abbi la cautela dei cristalli

con me e anche con te.

Quello che siamo

è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei

e affettivo e fragile tiepido. La vita ha bisogno

di un corpo per essere e tu sii dolce

con ogni corpo. Tocca leggermente

leggermente poggia il tuo piede

e abbi cura

di ogni meccanismo di volo

di ogni guizzo e volteggio

e maturazione e radice

e scorrere d’acqua e scatto

e becchettio e schiudersi o

svanire di foglie

fino al fenomeno della fioritura,

fino al pezzo di carne sulla tavola

che è corpo mangiabile

per il tuo mio ardore d’essere qui.

Ringraziamo. Ogni tanto.

Sia placido questo nostro esserci –

questo essere corpi scelti

per l’incastro dei compagni

d’amore.

(da Bestia di Gioia)

Mariangela Gualtieri

PoetryTime

Mattutino

Cos’è il mio cuore per te

che non vuoi smettere di forzarlo

come un coltivatore che prova

una nuova specie? Esercitati

su qualcos’altro: in che modo posso vivere

in colonie, come preferisci, se imponi

una quarantena di tormento, separandomi

dagli individui sani della

mia stessa tribù: non fai così

nel giardino, non segreghi

la rosa malata; lasci che agiti le sue amichevoli 

foglie infestate in

faccia alle altre rose, e le afidi minuscole

saltano di pianta in pianta, dimostrando ancora una volta

che io sono l’ultima delle tue creature, dopo

l’afide che prospera e la rosa rampicante – Padre,

in quanto produttore della mia solitudine, allevia

almeno il mio senso di colpa; toglimi

il marchio dell’isolamento, a meno 

che tu non intenda farmi 

di nuovo sana per sempre, come fui

sana e intera nell’infanzia ignara,

o se non allora, sotto il peso leggero

del cuore di mia madre, o se non allora,

in sogno, primo

essere che non sarebbe mai morto.

Louise Glück

PoetryTime

Noi, dinosauri

Nati così,

dentro a tutto questo

mentre facce di gesso sorridono

e la Signora Morte ride

e gli ascensori si guastano

e gli orizzonti politici si dissolvono

e il ragazzo che imbusta la spesa al supermercato ha

una laurea

e i pesci imbrattati di petrolio sputano le loro prede

imbrattate di petrolio

e il sole è mascherato

noi siamo

nati così

dentro a tutto questo

dentro a queste folli guerre calibrate

dentro quel che si vede da finestre rotte di fabbriche

desolate

dentro ai bar dove le persone non parlano più tra loro

dentro a scazzottate che finiscono a pistolettate e

coltellate

nati dentro a tutto questo

dentro a ospedali che sono così costosi che è più

conveniente morire

dentro un sistema con avvocati che costano così tanto

che è più conveniente dichiararsi colpevoli

dentro a una nazione con le prigioni piene e i manicomi

chiusi

dentro a un posto dove le masse elevano sciocchi a

ricchi eroi

nati dentro a tutto questo

camminiamo e viviamo attraverso tutto questo

moriamo a causa di questo

azzittiti a causa di questo

castrati

corrotti

diseredati

a causa di questo

coglionati da questo

usati da questo

smerdati da questo

resi pazzi e ammalati da questo

resi violenti

resi disumani

da questo

il cuore è incupito

le dita afferrano la gola

la pistola

il coltello

la bomba

le dita cercano un dio indifferente

le dita cercano la bottiglia

la pasticca

la bustina

siamo nati dentro a questa mortalità dolorosa

siamo nati dentro a un paese indebitatosi per 60 anni

che presto non sarà in grado neanche di pagare gli

interessi su quel debito

e le banche salteranno

il denaro sarà inutilizzabile

ci saranno omicidi alla luce del sole e impuniti per le

strade

ci saranno pistole e criminalità a zonzo

la terra sarà inutilizzabile

il cibo si ridurrà sempre più

l’energia nucleare sarà in mano alle masse

esplosioni faranno tremare di continuo la terra

uomini robotici radioattivi si daranno la caccia tra loro

i ricchi e gli eletti osserveranno da piattaforme spaziali

l’inferno di Dante sembrerà un parco giochi per

bambini

il sole non si vedrà più e sarà sempre notte

gli alberi moriranno

tutta la vegetazione morirà

uomini radioattivi mangeranno la carne di uomini

radioattivi

i mari saranno avvelenati

i laghi e i fiumi si estingueranno

la pioggia sarà di nuovo oro

i copri marci di uomini e animali puzzeranno nel vento funesto

i pochi ultimi sopravvissuti saranno abbattuti da nuove

e odiose

malattie

e le piattaforme spaziali saranno distrutte dall’attrito

ci sarà la fine delle scorte

l’effetto naturale del decadimento generale

e ci sarà il più bel silenzio mai udito

scaturito da tutto questo.

Il sole sempre nascosto lassù

nell’attesa del prossimo capitolo.

Charles Bukowski

Le Mie Tre Graphic Novel Preferite del 2020

Buon lunedì!

Siamo definitivamente nella settimana di Natale, che dire, è arrivato in modo strano quest’anno, ma tutto è stato così in questo 2020 che si accinge a chiudersi.

Oggi, parliamo dell’ultima top three dell’anno, e di un argomento che io vorrei iniziare a trattare maggiormente qui sul blog, ovvero le graphic novels!

Nel 2020 ho cercato di buttarmi più del mio solito in questo grande mondo, e lo farò anche l’anno prossimo di sicuro, e chissà magari potrà nascere anche una nuova rubrica qui sul blog…

Durante l’anno ho letto varie graphic novels, ma solo tre di queste sono quelle che ho davvero apprezzato e che rimarranno nella mia memoria per parecchio tempo, parliamone!

Il Porto Proibito – Teresa Radice, Stefano Turconi

Anno di pubblicazione: 2015

Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo. Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato.

Ne abbiamo parlato nei libri consigliati da regalare, questo fumetto è diventato un must ormai, se ne è parlato dal momento dell’uscita e se ne parla ancora oggi. L’ho inserito al terzo posto perché i primi due hanno avuto più risonanza su di me, anche se “Il Porto Proibito” è di certo un ottimo fumetto. E’ in bianco e nero, ora dirò una cosa che mi farà odiare da qui alla fine del mondo, ma in alcune situazioni non mi ha convinto il bianco e nero. La storia è originale per i generi in cui sfocia anche e ha di certo un twist finale interessante, che però si vede arrivare un poco. Rimane il fatto che il personaggio di Abel è il classico ragazzino che non si dimentica.

Sandman vol. 1 Preludes and Nocturnes – N. Gaiman, S. Kieth, M. Jones, M. Dringenberg

Anno di Pubblicazione: 1991

In “Preludi e notturni”, il primo ciclo di storie di Sandman, un occultista tenta di catturare la Morte per ottenere la vita eterna, ma per sbaglio ne evoca il fratello più giovane, Sogno. Dopo 70 anni di crudele prigionia e una fuga rocambolesca, il Re dei Sogni, conosciuto anche come Morfeo, inizia un viaggio per recuperare alcuni oggetti magici legati ai suoi mistici poteri. Durante questa incredibile avventura Morfeo incontrerà Lucifero, John Constantine e un pazzo decisamente pericoloso.

Ho letto il primo volume di Sandman scritto da Neil Gaiman, dato che mi sono fissata di voler leggere tutto ciò che ha scritto Gaiman, e me ne sono innamorata. L’ho letto in inglese e non so se recuperare i prossimi volumi in inglese o in italiano dato che stanno venendo ristampati dalla Panini Comics, in occasione anche del meraviglioso audiolibro che si trova su Audible. Da questo primo volume iniziamo ad entrare nella vicenda di Morfeo, ma attorno a lui ruotano molti altri personaggi, che incontreremo nel corso della saga. Il mood, la magia, i personaggi di Sandman mi hanno davvero rapita.

La Casa – Paco Roca

Anno di Pubblicazione: 2016

Nel corso degli anni un padrone di casa riempie di ricordi la propria dimora, muta testimone della sua vita. E anche lui ne diventa l’immagine fedele. Come le coppie che hanno sempre vissuto insieme. Così, quando il suo occupante sparisce per sempre, il contenuto della casa è paralizzato dalla polvere nella speranza che un giorno il suo padrone ritorni. I tre fratelli protagonisti di questa storia torneranno un anno dopo la morte del padre nella casa di famiglia dove sono cresciuti. La loro intenzione è di venderla, ma ogni oggetto buttato via fa tornare alla mente i ricordi. Temono di disfarsi del loro passato, del ricordo di loro padre, e di loro stessi.

Ho letto questa graphic novel negli ultimi giorni e non me dimenticherò facilmente, anzi penso la rileggerò varie volte in futuro. E’ un fumetto che parla del tempo, della crescita, della morte e dei legami che si vengono a creare in una famiglia nel corso degli anni. Seguiamo una famiglia che si ritrova unita nella vecchia casa dei genitori e si perde nel passato, ripensando ad aneddoti, situazioni, eventi vari. E’ una storia che punta il riflettore sul significato del tempo che scorre, sul valore di chi non c’è più e sui ricordi che abbiamo costruito con quelle persone. Sul fatto anche che tutto questo è un ciclo che si ripete, inevitabile. E’ un libro toccante, profondo che riesce nel migliore dei modi a trattare una tematica affine a tutti, quella dell’invecchiamento e dei ricordi.

E voi? Quali sono le vostre graphic novel preferite del 2020? Vi siete buttati nel mondo delle graphic novels? Sì? No? Fatemi sapere!

A domani!

PoetryTime

Non Piangere sulla Mia Tomba

Non piangere sulla mia tomba,
Non sono lì; non dormo.
Sono mille venti che soffiano,
Sono i riflessi del diamante sulla neve,
Sono il sole sul grano maturo,
Sono la dolce pioggia autunnale.
 
Quando ti svegli nel silenzio del mattino
Sono la corsa rapida dei quieti uccelli
Che si levano a cerchio in volo.
Sono la morbida luce notturna delle stelle.
Non piangere sulla mia tomba,
Non sono lì; non sono morta.

Mary Elizabeth Frye

*Versione in lingua che vi consiglio di ascoltare

PoetryTime

L’uccello Azzurro

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire,

ma sono troppo duro per lui,

gli dico: rimani lì dentro, non

permetterò a nessuno

di vederti.

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma gli verso addosso whisky e aspiro

il fumo delle sigarette

e le puttane e i baristi

e i commessi del droghiere

non sapranno mai che lui è qui dentro.

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma sono troppo duro per lui,

gli dico: rimani giù, mi vuoi fare

andar fuori di testa?

vuoi fottere i miei piani?

vuoi sputtanare le vendite dei miei libri in Europa?

C’è un uccello azzurro nel mio cuore che

vuole uscire

ma sono troppo scaltro, lo lascio uscire

solo di notte qualche volta, quando tutti dormono.

Gli dico: lo so che ci sei,

quindi non essere triste.

poi lo rimetto a posto,

ma lui canta un poco lì dentro,

non l’ho fatto morire del tutto,

e dormiamo insieme così

col nostro patto segreto

ed è bello quanto basta per far piangere

un uomo, ma io non piango,

e tu?

Charles Bukowski

Pillole Letterarie/PoetryTime

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Voce di Carne e di Anima – Alda Merini (poesie 2000-2009)

Ed: Frassinelli

 

Confusioni di piani estatici, fissi,

di esistenze asimmetriche,

di polluzioni notturne,

di fiori dell’assenza dimenticata.

Ecco che cos’è la terra priva di diritti umani,

ecco che cos’è la terra del peccato.

Il sangue misto di due occasioni perdute,

un paradiso dimenticato.

Le mie mani hanno soffocato l’agnello,

il peccato mi ha spartita in due,

il senso ha agito sopra l’anima,

l’anima è morta nel senso.

Ma anche allora il demonio che si fa spirito

rompe le acque del sacrificio,

e l’urlo non è né umano né divino:

è l’urlo di raccapriccio

di colui che sente vicino il suo inferno.

Elettroshock

Per ogni passaggio di corrente

usciva una spiga di sangue

sul labbro del poeta

che forse avrebbe voluto ingioiare

quel grumo

e trasformalo in un bacio.

La luna non si apre più

come un ventaglio

come sopra il fosso del manicomio

dove venni sepolta viva.

La mia bocca

mangiò la terra

ma le mie labbra

divennero turgide

per coprirti di baci

durante la notte.

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#libriconsigliati#