TBR Invernale (P. 1)

Buon venerdì ragazzi/e, buon quasi weekend e buona festa dell’Immacolata!

Oggi ci sono tanti auguri da fare ma più andremo avanti più auguri ci saranno.

Leggendo il titolo dell’articolo di oggi, chi mi segue da un po’ avrà pensato “questa qua è pazza, ci ha già provato con le tbr ed è stato un fallimento su tutta la linea”.

Vi do ragione, non c’è frase che possa difendermi.

Io con le azioni pianificate non sono brava, cambio continuamente idea, vado troppo a periodi e ciò non è un buon mix per una TBR.

In passato avevo provato a farne una, fallendo, ma ci voglio riprovare.

E’ importante ritentare in ciò che si è fallito giusto? Poi i titoli di cui andrò a parlarvi sono libri che non vedo l’ora di leggere e finalmente è arrivato il momento giusto quindi sono quasi certa del fatto che li leggerò a breve.

PS: Questi non sono tutti i libri che pianifico di leggere in inverno, sono una parte perché alcuni non sono certa di volerli inserire e per il momento preferisco non mettere troppi titoli in TBR, al massimo aggiornerò l’articolo con una parte 2 perché sicuramente tra i libri in arrivo per regalo a Natale alcuni li vorrò leggere subito.

Non è una classica TBR insomma, ma questo immagino non vi stupisca più di tanto…

 Quasi sicuramente arriverà una seconda parte.

Questi sono i titoli che per ora sono certa di leggere in inverno, tralasciamo il fatto che l’inverno inizia ufficialmente il 22 dicembre, facciamo finta che inizi già oggi. Quindi i libri che ho intenzione di leggere da oggi al 21 marzo (per questo dico che ci sarà una parte 2 perché la mia mente non riesce a pianificare la mia voglia di leggere un libro ad un raggio temporale così ampio).

Ecco una parte di quelli che ho intenzione di leggere in questi mesi!

I racconti Di Natale – C. Dickens

Il Libro di Natale – S. Lagerlof

Dodici Racconti di Natale – J. Winterson

Questi prevedo di finirli prima dell’inizio del 2018 o massimo alla prima settimana di gennaio, sono letture a tema e tutti e tre sono in lettura al momento.

Non potevo non leggere nulla di Dickens nel periodo natalizio, per me questo autore è sempre una garanzia.

Mentre degli altri due titoli vi ho parlato in qualche articolo fa, “Il Libro di Natale” mi sta piaciucchiando mentre quello della Winterson è adorabile da leggere, di una dolcezza incredibile.

Troppe Cose a Cui Pensare. Saggi – Saul Bellow

Ross Poldark – Winston Graham

La Stanza di Jacob – Virginia Woolf

Non ho mai letto nulla di S. Bellow e questa raccolta di saggi edita BigSur che ho acquistato in digitale qualche giorno fa mi incuriosisce da impazzire, avrei potuto iniziare con altro di suo ma dato che mi ritengo una persona che apprezza i saggi ho voluto provare proprio con questi per scoprire questo autore.

Per quanto riguarda il primo volume della saga dei Poldark poi, devo decidermi a leggerlo da tempo, ho sempre rimandato per il fatto che se leggo tutti e tre i volumi che per ora sono stati pubblicati in Italia da Sonzogno poi magari passa del tempo dalla pubblicazione degli altri e mi dimentico i testi letti prima ma ho deciso che non darò peso a queste ansie, voglio iniziare questa saga comunque.

Mi sento poi pronta finalmente ad affrontare un altro testo della Woolf, negli ultimi mese ne ho recuperati un tot, quasi tutti usati, e per quanto mi riguarda ci vuole tempo prima di digerire un libro della Woolf  e fare spazio per un’altro, penso sia arrivato il momento giusto per me.

So che non sono molto originale dato che mi sembra di aver inserito gli ultimi due testi anche qualche mese fa in una specie di buon proposito per le letture estive ma pazienza, alla fine non ho rispettato quei propositi quindi non vedo perché non ritentare.

Infine per questa prima parte di TBR mancano i titoli del gruppo di lettura, che saranno da qui a marzo 3/4 dipende dai tempi.

I primi tre titoli quelli di Natale come vi dicevo mi aspetto di finirli a breve, anche perchè sono piuttosto brevi e sono racconti.

Tutti gli altri sono in totale 6/7, mi aspetto di leggere di più da gennaio a marzo per questo ci sarà una parte di tbr 2 che uscirà nelle prossime settimane, non ora perché non ho in mente altri libri precisi che sono certa di leggere e tra quelli che sbarcheranno a Natali fra regali e autoregali un buon tot finiranno nella seconda parte dell’articolo.

Quindi, io ci sto riprovando e vedremo come andrà, al termine di ogni testo come sempre arriverà la recensione ovviamente.

Vedremo, vedremo…

Intanto per oggi era tutto, questo è un piccolo piano per cercare di organizzare di poco con le letture e farmi un idea in previsione anche del 2018 dato che quest’anno ho letto molto, troppo poco rispetto alle aspettative e devo assolutissimamente recuperare!

E voi? Vi siete già fatti/e un idea dei libri che leggerete questo inverno?

Dato che le reading challenge del 2017 per me sono fallite vedrò se provare a farne una almeno anche nel 2018, un anno di fallimenti il 2017 praticamente.

Se ne troverò una interessante ci riproverò con piacere però!

Niente gente, ci leggiamo domani!

Elisa

 

 

 

 

PoetryTime

Buon Natale

 

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio
espresso così, più che altro per gioco
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni
la bambola il revolver il treno
il micio l’orsacchiotto il leone
che nessuno di voi ha comperati?
Se la vostra bella sicurezza
nella scienza e nella dea ragione
andasse a carte quarantotto?
Con imperdonabile leggerezza
forse troppo ci siamo fidati.
E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino
per favore cammina piano
nell’attraversare il salotto.
Guai se tu svegli i ragazzi
che disastro sarebbe per noi
così colti così intelligenti
brevettati miscredenti
noi che ci crediamo chissà cosa
coi nostri atomi coi nostri razzi.
Fa piano, Bambino, se puoi.

 

Dino Buzzati

10 Libri Adatti al Natale

Buon mercoledì gente!

L’articolo di oggi è pensato per chi, sentendo nell’aria la dolce atmosfera del Natale che c’è una volta solo all’anno, ha voglia di leggere un titolo sull’argomento.

Insomma una lista di suggerimenti per chi ha voglia di libri sul Natale da leggere in questi giorni per gustarsi a pieno questo magico periodo dell’anno.

Alcuni titoli li ho letti, quindi posso dirvi qualcosa in più sempre in breve ma riesco a darvi un riscontro più ampio mentre invece altri desidero leggerli e due li ho già recuperati, ma vi svelerò questi titoli durante l’articolo!

Sono libri piuttosto interessanti secondo me, che o sono ambientati a Natale o parlano di questa festività, potrebbero anche essere degli ottimi regali per chi è amante di questo periodo dell’anno.

Se volete immergervi ancora di più nel profumo di decorazioni riesumate ogni anno in questo periodo, nel profumo di cibo appena preparato che riscalda la casa, nelle chiacchiere che accompagnano i pranzi e le cene, beh date un’occhiata a questi titoli.

Prima di iniziare una piccola premessa, non inserirò titoli classici come per esempio “Il Canto di Natale” perché appunto sono classici quindi penso li conosciate tutti e poi mi sembra di avervene parlato anche l’anno scorso (qui) quindi cercherò di inserire titoli poco conosciuti.

Comunque tenete conto del fatto che per me Dickens è sempre una garanzia!

Iniziamo!

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Uno Stupido Angelo. Storia Commovente di un Natale di Terrore – Christopher Moore

Edito da: Elliot

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Trama

Natale sta arrivando e gli abitanti del piccolo villaggio di Pine Cove in California sono impegnatissimi a far acquisti, impacchettare regali, decorare la casa e inghirlandare alberi, immersi nello spirito gioioso della festa. Ma non tutti hanno il cuore lieto e, fra questi, c’è il piccolo Joshua. A rattristare il bambino è la convinzione che quest’anno non riceverà regali, dal momento che ha visto con i suoi occhi Babbo Natale ricevere un colpo di pala e stramazzare a terra. Per questo, da quel momento, la sua unica preghiera è: “Ti prego, Babbo Natale, torna dal regno dei morti!”. E si sa, per quanto impossibili, a volte i desideri dei bambini vengono accolti in paradiso; in questo caso quello di Joshua viene intercettato dall’arcangelo Raziel, che non è certo l’angelo più sveglio nel regno dei cieli. Spinto dall’euforia per la missione che deve compiere, l’arcangelo dà inizio a una serie di eventi che getteranno i residenti di Pine Cove dritti nel caos, culminante nella festa di Natale più esilarante e terrorizzante che la città abbia mai visto.

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Dunque, Moore è un autore e un blogger piuttosto famoso. Scrittore noto sopratutto per  “Il Vangelo Secondo Biff” libro che ha ricevuto un gran successo negli anni. Ha uno stile di scrittura piuttosto scorrevole e irriverente, il titolo sopra dal titolo e dalla trama sembra proprio adatto al suo stile, associa temi che sembrano distanti tra loro e li rende simili creando un cocktail che si beve (in questo caso legge) tutto d’un fiato.

 

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Il Libro di Natale – Selma Lagerlof

Edito da: Iperborea

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Il Natale con le sue leggende, il buio dell’inverno svedese, il calore delle storie accanto al fuoco, la nostalgia di antichi ricordi, l’immensità della natura, ma anche la piccola dose di crudeltà tipica della tradizione delle fiabe popolari sono le atmosfere che si respirano negli otto magistrali racconti della narratrice svedese Selma Lagerlöf, “la più grande scrittrice dell’Ottocento”, secondo Marguerite Yourcenar. L’incipit da C’era una volta risveglia l’incanto delle storie dell’infanzia, ma basta un incontro inatteso, un gesto, una parola perché ci sia un piccolo scatto, una deviazione: dal mondo delle fiabe si passa a quello degli uomini, resi più umani da quel lampo d’illuminazione. Un regalo sbagliato che apre le porte a una nuova conoscenza, un’intuizione metafisica evocata da una modesta trappola per topi, un segno divino custodito nel foro di un proiettile in un teschio: c’è sempre una fede che fa da leva all’immaginazione, e questa, spesso, a una redenzione. Il tono è solo apparentemente ingenuo, è un trucco del mestiere di un’artista che sa trasformare il folklore delle tradizioni nordiche in storie senza tempo di grande e semplice profondità. Perché è la complessità che si nasconde dietro la normalità a interessarle, la ricca varietà della vita, e la buona novella che c’è sempre un destino diverso che aspetta chi lo vuole cercare. Anche in un libro regalato a Natale.

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Questo titolo al momento lo sto leggendo. Anche l’anno scorso in questo periodo lessi un titolo edito Iperborea ovvero “Il Libro dell’inverno” che però i deluse moltissimo. Per il momento mi sta piacendo però, è una breve raccolta di racconti della Lagerlof, autrice svedese conosciuta anche per un altro titolo sul tema natalizio ovvero “La Leggenda della Rosa di Natale”.

 

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Che Palle il Natale! – Rossella Calabrò

Edito da: Sperling & Kupfer

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Che palle, ogni anno è la stessa storia: non si fa in tempo ad archiviare le foto delle vacanze estive e dire mestamente ciao all’abbronzatura, che comincia ad affacciarsi, strisciante e insidioso, il conto alla rovescia per il Natale. Basta distrarsi un attimo, e ci si ritrova invischiati tra luminarie e lieve panico, tra cene aziendali e intolleranze relazionali, tra regali da acquistare e altri da riciclare senza farsi beccare, tra tacchini e capitoni e tutta quella pletora di riti un filino molesti a cui è impossibile sottrarsi. Quest’anno, però, in aiuto della popolazione accorre un team di esimi studiosi – capitanati dall’impavida Rossella Calabro – per analizzare e sdrammatizzare l’odierno concetto di festività natalizie. I piccoli orrori, le frasi fatte, le famigerate riunioni di famiglia, gli eccessi culinari, la retorica buonista: questo pamphlet non risparmia niente e nessuno. E dispensa una serie di impagabili consigli pratici per gestire il trauma natalizio e uscirne con le palle, sì, incrinate, ma non frantumate del tutto. Perché in fondo il Natale non è cattivo: è solo che lo disegnano così.

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Ci sarà pur qualcuno a cui il Natale non piace, vero? Beh questo libro fa per voi, se volete leggere un libro che si addice al vostro spirito anti-natale questo può essere una buona scelta!

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Aspettando il Natale. 25 Racconti per la Viglia – a cura di F. Massimi

Edito da: Einaudi

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Una raccolta di racconti in attesa del giorno più speciale dell’anno, Natale, argomento per una storia, ma anche semplicemente sfondo, ispirazione o morale. De Marchi, la Deledda, la sorprendente Haydée, Bianciardi, l’anderseniana Contessa Lara, Verga, Buzzati, Bedeschi, Pirandello, D’Annunzio, Guareschi, Zavattini, ma anche Mozzi e Lodoli, sono solo alcuni tra i venticinque scrittori italiani dell’Otto e Novecento presenti in questo volume. Ci narrano la solitudine nel giorno che più accomuna, la povertà tra l’abbondanza più sfacciata. Rammentano, a chi l’avesse scordata, l’origine della festa, ammoniscono chi dà per scontati la gioia, il calore, la famiglia. Per una volta, infatti, lo scopo dello scrittore non è intrattenere la compagnia, ma ricordarle perché si è riunita; il suo compito, solenne e sentito, è spiegarci che cos’è veramente il Natale.

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Non c’è nulla da fare, le raccolte di racconti natalizi vanno forte, a molte persone i racconti non piacciono e preferiscono i romanzi. A me lo stile delle raccolte di racconti piace molto, anche se per quanto riguarda i racconti natalizi secondo me bisogna parlare di un mondo a sè. Perché leggere racconti di Natale è sempre gratificante per chi magari deve finire altre letture e non ha tempo di iniziare un nuovo romanzo, niente paura ci sono i racconti!

 

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Un Natale Tutto per Sè – a cura di Sara De Simone

Edito da: Croce Libreria

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I racconti di “Un Natale tutto per sé” attraversano l’intera Europa per arrivare fino agli Stati Uniti. Dieci scrittrici raccontano il loro Natale, quello passato su un marciapiede innevato o quello al caldo di un camino scoppiettante, quello trascorso nella solitudine austera di un convento o quello a una tavola imbandita a festa. Natali tutti diversi, ognuno con le sue tradizioni, le sue leggende, i suoi misteri che invitano i lettori a immergersi nell’atmosfera, ora sacra ora profana del giorno più importante dell’anno. Una raccolta, che si pregia di alcuni inediti, in cui le voci più importanti della letteratura mondiale – Alcott, Gaskell, Pardo Bazàn, Colette, Mansfield – e quelle di alcune grandi protagoniste della letteratura italiana – Cordelia, Haydée, Messina, Serao, Deledda – si alternano per commuovere, emozionare, divertire e far riflettere. Un regalo da mettere sotto l’albero di Natale, sì, ma anche un piccolo “albero genealogico” della letteratura delle donne in cui le parole e le storie di scrittrici molto diverse fra loro s’incontrano e intrecciano in una fantasmagoria di punti di vista. Un coro polifonico di voci eccezionali in visita a chi legge… perché durante la notte di Natale tutto può succedere.

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Non potevo non inserire questo libro, anche solo per la meraviglia del titolo e lo stile. Raccolta di racconti di grandi scrittrici donne che raccontano il loro di Natale.

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Dodici Racconti di Natale – Jeanette Winterson

Edito da: Mondadori

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Fantasmi irriverenti e spiriti del Natale; incontri d’amore e trabocchetti; ghiaccioli e slitte e rane d’argento; case stregate e mamme di neve; zuppa inglese allo sherry di papà Winterson e ravioli della «Shakespeare and Company». Dodici racconti e dodici ricette natalizie di Jeanette Winterson.

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Ho letto il primo racconto di questa raccolta e me ne sono innamorata, poi all’interno ci sono anche delle adorabili ricette con delle ancora più adorabili illustrazioni. E’ un edizione che costicchia perché parliamo di €17 per 12 racconti e mi sembra 293 pagine ma è curata alla perfezione.

 

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La Magia della Neve – Phyllis Theroux

Edito da: Sperling Paperback

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Natale si avvicina e nella tranquilla cittadina di Ryland Falls i bambini sono pieni di aspettativa per le feste imminenti. Ma quest’anno c’è qualcosa di strano nell’aria: gli adulti, tutti presi dalle loro preoccupazioni, non sembrano avere voglia di festeggiare. Per fortuna arriva talmente tanta neve che la città si blocca. Chiusi in casa, senza poter andare a lavorare, gli abitanti di Ryland Falls riscoprono i piaceri a lungo dimenticati: c’è chi insegna al nipotino ad andare in slitta, chi racconta ai figli le storie di Natale della propria infanzia.

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Questa è una favola adorabile, si legge molto velocemente, ho avuto la fortuna di riceverla grazie ad uno scambio. Comunque potete trovare ancora qualche copia su Amazon al link sopra, è stato pubblicato qualche anno fa questo libro, nel 2009. Mi è piaciuto molto, una storia che fa riflettere sulla vita e non è mai troppo sdolcinato anzi a tratti è perfino malinconico.

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Poesie di Natale – Iosif Brodskij

Edito da: Adelphi

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Diciotto poesie, scritte nell’arco di trentatrè anni, fra il 1962 e il 1995. Negli anni Sessanta e Settanta le poesie o i poemetti natalizi sono variazioni via via fantastiche, rabbiosamente amare, malinconiche, scherzose, ispirate dalla festività, ma quasi svincolate dalla ricorrenza concreta. Negli anni Ottanta la svolta, che è insieme tematica e stilistica: proprio l’evento della Natività, un miracolo che puntuale si ripete e illumina il nostro destino, si fa specchio di una riflessione sul tempo, la solitudine e l’amore che ha la levità ironica di una sonata mozartiana.

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Come potevo non inserire una raccolta di poesie sul Natale? Bodskij poeta russo è noto sopratutto per la sua opera “Fondamenta degli Incurabili”. Queste sono poesie su Natale appunto ma alcune dai toni amari, acide, insomma racchiudono molte emozioni che il poeta provava verso il Natale e verso questo periodo dell’anno.

 

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Natale con Delitto – Mavis Doriel Hay

Edito da: Lindau

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Sir Osmond Melbury, un ricco aristocratico inglese, è una persona difficile. Nelle sue relazioni sembra apprezzare solo l’efficienza, la lealtà e l’obbedienza. Lo sanno bene i suoi figli, un maschio e quattro femmine, ognuno dei quali ha un conflitto irrisolto con lui. Eppure, ogni Natale, si piegano al suo volere tirannico e, accompagnati dalle rispettive famiglie, trascorrono le vacanze a Flaxmere, la dimora avita. La convivenza esaspera gelosie, rancori e paure, e man mano che la festa si avvicina la tensione si fa sempre più palpabile. Come se non bastasse, quest’anno l’invito al pranzo natalizio è stato esteso a Miss Portisham, la giovane e bella segretaria di Sir Osmond, ed è difficile non sospettare che la donna stia studiando un modo per mettere le mani sul patrimonio del vecchio. Proprio quando sembra che i festeggiamenti si stiano per concludere senza intoppi, Sir Osmond viene trovato morto nel suo studio, ucciso da un colpo di pistola. Si tratta di suicidio o di omicidio? E com’è possibile che nessuno dei tanti ospiti abbia visto o sentito niente? Forse perché quasi tutti hanno qualcosa da guadagnare da quella morte? Queste sono le domande che si pone il colonnello Halstock, commissario capo della contea, che dovrà far breccia nel muro di omertà che circonda segreti vecchi e nuovi. Esaurite le bugie e le false piste, emergerà il ritratto sconcertante di un assassino freddo e ingegnoso.

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Di questo titolo non ho mai sentito parlare ma è promettente secondo me, l’ho scelto per chi ama i gialli perchè sembra il classico giallo ma ambientato a Natale. E’ uscito da pochi giorni edito dalla casa editrice indipendente Lindau, l’autrice Mavis Doriel Hay era una scrittrice inglese deceduta nel 1979. “Natale con Delitto” sembra un titolo piuttosto interessante, fu pubblicato per la prima volta nel 1936 nell’età d’oro della narrativa poliziesca.

 

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Neve, Strenne e Storie di Natale – a cura di M. Barbuni

Edito da: Croce Libreria

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Le maggiori firme della letteratura mondiale vengono qui raccolte in un ricco volume a cura di Mara Barbuni. Dieci scrittori raccontano la loro storia: dagli affetti del focolare domestico alla solitudine di una stanza vuota, dalla mondanità degli studi cinematografici al profondo e riflessivo rispetto della tradizione. Un’antologia che si pregia di numerosi inediti, in cui i nomi più importanti della letteratura mondiale – Grazia Deledda, Emilia Pardo Bazán, Maria Messina, Ralph Henry Barbour, Francis Scott Fitzgerald, Mary Elizabeth Braddon, Beatrix Potter, Anthony Trollope, Luisa May Alcott, John K. Bangs ed Edith Wharton – si rincorrono per intrattenere il lettore senza mai smettere di commuoverlo e di emozionarlo. Insomma, una galleria narrativa di grande valore, che intende non solo toccare il cuore di chi legge, ma anche rendere il Natale un giorno ancora più magico.

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Infine parliamo di questo titolo sempre edito Croce Libreria, casa editrice indipendente nata nel 1998, uscito anche questo qualche giorno fa. Simile (essendo sempre edito da Croce) a Una Natale Tutto per Sè, con più o meno lo stesso concept ma stavolta non sono solo donne a raccontare il loro Natale ma anche autori. I più famosi ma non solo.

 

PS: Tornando a parlare un attimo de “Il Canto di Natale” che tra l’altro è uno dei miei libri preferiti, se lo volete recuperare vi consiglio questa edizione che costa davvero poco e ha delle illustrazioni molto belle, antiche e ben curate.

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Edito da: Gribaudo

Link all’Acquisto: QUI

Bene gente, per oggi era tutto!

Avete trovato qualcosa di vostro gradimento? Sì? Quale titolo? Fatemi sapere!

Spero di esservi stata utile e di avervi dato qualche spunto interessante, noi ci leggiamo domani!

Elisa

 

Cose del Mese – Novembre!

Buon martedì cari! Come state? Come procede la settimana?

Anche oggi ci rileggiamo e penserete “Elisa ma dove sono gli articoli natalizi?”, non vi preoccupate arriveranno a breve abbiamo ancora venti luminosi giorni davanti.

Ma oggi “cose del mese”, ci rilassiamo e come se fosse una piacevole chiacchierata parliamo di quello che ha costellato il mese di novembre, vi racconto un po’ quello che ho visto, sentito, provato e sono curiosa di conoscere anche le vostre “cose”!

Come sempre in questo articolo facciamo notte quindi direi di iniziare immediatamente!

Documentario del Mese

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Questo mese non ho visto gran film degni di essere citati, anche perché mi sono buttata molto di più sui documentari e sulle serie tv.

Il documentario del mese per me è stato The Keepers, un documentario di sette puntate che ho guardato una dietro l’altra a raffica.

E’ uscito in esclusiva per Netflix il 19 maggio 2017 e la regia è di Ryan White.

In queste sette puntate da un’ora e più l’una andiamo alla scoperta di un fatto di cronaca nera accaduto alla fine degli anni ’60, una suora di nome Catherine Cesnik, un’insegnante dell’Archbishop Kenough High School di Baltimora, scompare esattamente  il 7 novembre 1969.

Il suo corpo viene ritrovato un paio di mesi dopo e  nel 1992 Jean Wehnear, ex studentessa del liceo, rivela di essere stata più volte molestata e stuprata da Joseph Maskell, il cappellano della scuola ai tempi in cui Catherine insegnava.

Mi hanno detto che questo documentario per certi versi somiglia a Making a Murder sempre prodotto da Netflix, che io però non ho ancora visto.

E’ un genere particolare, non adatto a tutti perchè si parla di un caso di omicidio accaduto realmente e a volte si va nei dettagli senza parlare del fatto che il documentario inizia con l’omicidio ma si sposta successivamente su tutta la questione delle violenze sessuali subite da alcune ragazzine all’interno della scuola e vi garantisco che alcune testimonianze mi hanno fatta accapponare la pelle.

Personalmente ho guardato molti documentari di questo tipo, negli anni ho perso il conto, documentari che parlano di serial killer o fatti di cronaca nera, per me sono sempre interessanti da guardare.

Questo documentario mi ispirava da tempo per l’immagine della copertina anche se non avevo idea dell’argomento trattato perché non pensavo fosse un documentario ma una serie tv, quindi una sera ho iniziato a guardarlo e non mi sono più staccata.

In queste sette sofferte puntate si raccolgono testimonianze, si percorrono molteplici piste, si incontrano diversi personaggi che potrebbero essere coinvolti in questa enorme tragedia.

E’ stato fatto un lavoro eccezionale per quanto mi riguarda perchè si ha sempre interesse nell’andare avanti nella visione, perché è come lo spettatore partecipasse alla risoluzione del caso e analizzasse le prove con le due donne che indagano sulla vicenda.

La fotografia è molto piacevole, le ricerche che sono realmente state fatte ripercorrono ogni angolo della vita di Cathy e non lasciano nulla aperto, si sospetta di tutti, da spettatrice pensavo che la risoluzione fosse vicina perché già alla seconda puntata si pensa a qualcuno in particolare ma invece non è così, anzi dalla seconda puntata di apre un mondo ancora più sporco e poco chiaro.

Le testimonianze delle violenze sessuali sono terribili, agghiaccianti.

E’ incredibile venire a conoscenza del fatto che in una scuola tranquilla come si pensava essere quella gestita da suore e due preti in realtà ci fosse così tanto sotto, che fosse così tanto bacata fin alle radici.

Ci sono giornalisti, poliziotti in pensione, vicini di casa di Cathy, parenti, amici, che vengono intervistati e a volte alcune testimonianze non sembrano reggere più tanto.

Le strade sono così tante, troppe scelte, troppi possibili nomi coinvolti.

Parlando di chiesa il dubbio (che sembra quasi certezza dal documentario) è che appunto quest’ultima abbia insabbiato l’omicidio della povera giovane suora che venuta a conoscenza del giro di violenze sessuali ci abbia poi rimesso la vita.

Questo documentario è un puzzle che non lascia niente al caso, ogni posta viene esplorata fino in fondo, ogni possibile risoluzione viene analizzata.

Un ottimo prodotto realizzato da Netflix, mi ha lasciata senza parole.

 

Serie Tv del Mese

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Mi verrebbe da citare ancora Stranger Things 2 ma non lo farò.

Questa l’ho iniziata il penultimo giorno di novembre e sono tutt’ora la secondo episodio quindi non è che vi sappia dire molto per ora.

Posso solo dirvi che Godless è una serie tv di sette episodi sempre prodotta da Netflix ed è uscita il 22 novembre sulla piattaforma.

Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio addottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

In seguito ad una tragedia quasi tutti gli uomini  di La Belle muoiono e rimangono le donne che risollevano la città, fra queste donne c’è Alice Fletcher che possiede un ranch e ha un passato turbolento. 

E’ un po’ il western che siamo abituati misto però ad una ritrovata modernità, e ad un realismo feroce che non si basa sugli elementi “clichè” ma affronta la vicenda con più concretezza.

Tra alcuni dei personaggi principali vediamo appunto Griffin (interpretato da Jeff Daniels), Goode (interpretato da Jack O’Connell), Alice Fletcher (Michelle Dockery).

Per ora so dirvi poco ma sicuramente nelle prossime settimane vi darò le mie impressioni in modo più completo.

Quello che posso dirvi per ora è che i personaggi sono caratterizzati in modo molto forte e preciso, ognuno ha la propria storia e spunta a poco a poco, a volte è leggermente lento ma non c’è da stupirsi in quanto una narrazione veloce non avrebbe reso giustizia alla vicenda.

 

Canzoni del Mese

Dunque, questo mese citerò canzoni che avevo citato tempo fa ma le ho riascoltate ancora parecchio, sopratutto una in particolare che è la prima e il video mi fa impazzire ogni volta.

Love – Lana del Rey

You Don’t Do It For Me Anymore – Demi Lovato

Cry Me a River – Justin Timberlake

Chasing Cars – Sleeping At Least (Cover)

 

Cosmetico del Mese

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Il prodotto del mese per me sono questi rossetti liquidi qui di Rimmel, precisamente quelli della linea Stay Matte.

A differenza di quelli di cui vi ho parlato qualche giorno fa questi mi sono piaciuti molto, per ora possiedo questo prodotto in due colorazioni ma cercherò di recuperarne anche altre perché è un rossetto liquido comodissimo sulle labbra, non appiccica per nulla e sopratutto rimane.

Questo a differenza del Super Stay Matte Ink resiste un po’ meno ma comunque bisogna fare dei buoni sforzi per riuscire a toglierlo, il colore è più o meno pieno come l’altro ma a differenza del prodotto della Maybelline è un piacere indossarlo.

Ve ne parlerò meglio in un articolo dedicato magari, perché volendo testare anche le colorazioni più scure voglio vedere come rendono sulle labbra.

Tra l’altro se vi piacciono i toni nude ci sono un buon numero di colorazioni chiare, e anche scure che vanno dal rosso acceso al viola per poi sfociare nel nero.

Mi è piaciuto molto come prodotto, è davvero un ottimo rossetto liquido, non secca nemmeno troppo le labbra.

App del Mese

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La mia app del mese è stata Meditation & Relaxation: Guided Meditation.

Ogni tanto per rilassarmi o al mattino dato che mi da un po’ energia faccio qualche breve sessione di meditazione, veramente poco perché non è che me ne intenda più di tanto ma questa app è perfetta per i principianti.

E’ in lingua inglese e alcune sessioni sono a pagamento ma a parte questo è molto rilassante perché ti guida questa voce calma, tranquilla, devo ammettere che una volta mi sono anche quasi riaddormentata.

Comunque l’avevo scaricata perché volevo avvicinarmi a questa pratica o almeno provarci e in effetti ora ogni tanto lo faccio e mi aiuta in alcuni momenti.

Altra app del mese che vi sembrerà strana è DailyArt.

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E’ un applicazione molto carina, in cui ogni giorno scoprite la storia di un opera d’arte, di solito sono opere poco conosciute e non scontate.

Vi appare il dipinto con due righe o più che descrivono l’artista e la sua storia, è in inglese ma non è un livello troppo alto di inglese quindi se lo avete già buono secondo me non avrete problemi.

E’ un’idea molto carina secondo me, io vorrei avvicinarmi di più all’arte e questo è un buon modo per conoscere artisti sconosciuti, opere o stili che non conoscevate e arricchire il proprio sguardo sull’arte.

Scoperta del Mese

Ho scoperto che proprio oggi esce per la casa editrice UTET un libro che io ovviamente ho già addocchiato, ovvero Ritratto della Scrittrice da Giovane di Virginia Woolf.

Tra l’altro ne stavo parlando con una ragazza su instagram e la UTET e una delle poche case editrici, se non l’unica, che da in omaggio con l’acquisto del cartaceo anche l’ebook.

Per quanto mi riguarda è una grande idea perché se il lettore per motivi di spazio o altro non può portarsi il romanzo in tutto il suo peso può sempre leggerselo con comodità sull’ebook, più case editrici dovrebbero farlo secondo me.

Se proprio non si può regalare l’ebook per intero magari attivare un’offerta speciale su questo dopo aver acquistato il cartaceo.

Poi cosa ho scoperto? Ah sì, questo sito qui che conoscerete già tutti.

Psss io sono una Mediatrice.

Citazione del Mese

Mi è piaciuta molto questa citazione:

 

Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.

– Jack Kerouac

Cosa Positiva/Negativa del Mese

E’ stato un mese piuttosto affannoso novembre, tutte le cose che dovevo finire lo scorso mese le devo ancora finire a dicembre diciamo che è stato un mese di transizione, non è stato pieno come ottobre.

Un mese in cui riguardandomi indietro non ne riconosco i contorni, tutto quello che ho fatto a novembre è sbiadito.

Una cosa positiva è che ho trovato una copia de “E Johnny Prese il Fucile” usata che volevo da tempo, da qualche settimana infatti non si trova più questo titolo e quando non l’ho più visto mi sono spaventata perché volevo leggerlo.

E’ disponibile in ebook comunque su amazon qui ma dato che dalla signora da cui l’ho acquistato costava meno del formato digitale l’ho preso subito.

Cosa negativa, questa è successa a fine novembre inizio dicembre, sembra che in un determinato giorno le forze del male si siano unite contro di me dato che sono rimasta due volte a piedi e mi è venuta la febbre.

Ora sto meglio comunque.

Obbiettivi frrr per questo mese

Beh è quasi Natale gente, non voglio mettervi fretta ma le cose da fare sono tante, questo periodo dell’anno è il mio preferito.

Pensavo di essere organizzata per dicembre e invece oggi è il 5 e io sono spaventosamente indietro, troppe cose da fare il mio cervello si scioglie.

Obbiettivi cercare di completare le cose che ho da fare.

Mi sono anche fatta una piccola TBR per questo mese ma (spoiler) ne parleremo più avanti.

Dicembre è il mese più caotico dell’anno e non parlo solo dei regali natalizi in ritardo, no no, è proprio il mese che ti spinge e hai questa sensazione dal primo all’ultimo giorno.

Quindi spero di portare a termine tutto!

Bene gente!

Noi ci leggiamo domani mi raccomando!

A presto!

 

Elisa

 

 

CitaTime

Se sei un uomo in un qualsiasi tempo futuro, e ce l’hai fatta sin qui, ti prego ricorda: non sarai mai soggetto alla tentazione del perdono, tu uomo, come lo sarà una donna. È difficile resistere, credimi. Ricorda, però, che anche il perdono è un potere. Chiederlo è un potere, e negarlo o concederlo è un potere, forse il più grande.
Non si tratta del controllo di una persona sull’altra. Forse non si tratta di chi può stare seduto e di chi deve invece inginocchiarsi, alzarsi o sdraiarsi, a gambe divaricate. Forse si tratta del potere di fare qualcosa e poi essere perdonato.

Mi piacerebbe credere che sto raccontando una storia. Ho bisogno di crederci. Devo crederci. Coloro che possono crederlo hanno migliori possibilità. Se è una storia che sto raccontando, posso scegliere il finale. Ci sarà un finale, alla storia, e poi seguirà la vita vera. Posso continuare da dove ho smesso. Non è una storia che sto raccontando. E’ anche una storia che ripeto nella mia testa. Non la scrivo perché non ho nulla con cui scrivere e lo scrivere è comunque proibito. Ma se è una storia, anche solo nella mia testa, dovrò pur raccontarla a qualcuno. Non racconti una storia solo a te stesso. C’è sempre qualcun altro. Anche quando non c’è nessuno. 

– Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Pillole Letterarie #14

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“In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste, con la punteggiatura nei posti giusti in modo che possano dire quello che devono dire nel modo migliore.” 

“Uno scrittore che ha una maniera particolare di guardare le cose e riesce a dare espressione artistica alla sua maniera di guardare le cose, è uno scrittore che durerà per un pezzo.” 

“Gli scrittori non dovrebbero sforzarsi di imitare il modo di guardare le cose di qualcun altro. Non funzionerebbe.” 

#piccolistralciletterari#

Review: Rossetto Liquido “Super Stay Matte Ink” – Maybelline

Buon sabato! Ah oggi dopo anni luce torniamo a parlare di trucco!

Sono mesi che su questo blog non compare questo argomento, un po’ mi dispiace anche perché negli ultimi tempi ho scoperto prodotti interessanti di cui vorrei parlarvi ma dato che abbiamo ancora 23 giorni davanti a noi sicuramente l’argomento “trucco” tornerà.

Mi piace parlarne, mi piace leggerne e mi piace il trucco quindi cercherò di farlo comparire più spesso qui.

Oggi in particolare parliamo di un prodotto che sosta da tempo in un angolo nell’attesa di essere “recensito”.

Scrivo “recensito” fra virgolette perché come sempre ci tengo a dire che io non sono un esperta di makeup e me ne intendo abbastanza ma non ho studi ne nulla quindi la mia è solo un’opinione personale dopo aver testato i prodotti.

Dopo questo desclaimer, andiamo a parlare del prodotto di oggi che è il Super Stay Matte Ink di Maybelline New York.

E’ un rossetto liquido e io l’ho testato nella colorazione 50 Voyager.

Marca: Maybelline New York

Prodotto: Rossetto Liquido

Colorazioni: 10

Prezzo: dai € 6,40 ai € 11,18

Quatità all’interno: 5 ml

 

Review

Quando mi è capitato di buttare l’occhio su questi rossetti liquidi ricordo di esserne rimasta piacevolmente sorpresa, li vidi prima del successo che poi ottennero in seguito quindi non ne avevo ancora sentito parlare da nessuna parte.

Ovviamente ho preso la colorazione bordeaux, mi sembra ovvio, ho anche fatto finta di pensarci a dire il vero ma sono caduta poi sul mio classico.

Parliamo del prodotto, la profumazione è ottima personalmente non faccio molto caso a questa ma qui è impossibile non sentire il dolce che emana questo rossetto.

Il mio colore sa di caramella zuccherosa alla fragola, non so se la profumazione cambia in base alla colorazione.

Comunque il profumo è ottimo.

Applicazione, l’applicatore come vedete dall’immagine sopra ha questa forma a goccia e la spugnetta è piuttosto rigida.

Il prodotto all’interno è molto liquido quindi vi consiglio di andare piano quando lo prelevate e lo stendete, sopratutto se è una colorazione scura, comunque l’applicatore è abbastanza comodo perché non si muove eccessivamente quindi non rischia di far sbordare il prodotto ma dovete agire nell’applicarlo con decisione.

Il colore è molto pigmentato, basta una passata per avere già un buon colore deciso, pieno.

Passiamo alla parte dolente per me almeno, è appiccicoso.

Prima di scrivere questo articolo mi sono fatta un giro sul web per vedere se questa mia opinione fosse solo personale o se anche altre persone avessero riscontrato questo problema.

Effettivamente ho letto ma in modo piuttosto blando che si dice ogni tanto che è “sticky” ovvero appiccicoso, non so se vale solo per il colore che posseggo io ma per me è molto “sticky”.

Talmente tanto che certe volte ho evitato di metterlo per questo problema, sento le labbra appiccicate anche dopo 10/15/20 minuti e per tutto il giorno, non importa quanto io lo faccia asciugare rimane appiccicoso e si vede ogni tanto tanto quando parlo perché le labbra si cuciono assieme.

Non è molto comodo sulle labbra purtroppo, io lo sentivo molto durante le ore e a volte mi dava fastidio.

Mi è capitato che sbavasse leggermente anche senza mangiare o bere, usciva dal perimetro delle labbra e faceva quell’effetto “scioglimento” non molto bello da vedersi.

Per quanto riguarda la tenuta è molto buona perché può disperdersi un pochino ai lati ma tutto il giorno dura abbastanza bene, mi è successo un giorno di volerlo togliere e di non avere con me salviette struccanti o struccanti bifasici e il risultato è stato che ci ho impiegato le ore per toglierlo.

Questo prodotto qui si toglie solo con gli struccanti oleosi o niente, vi rimane sulle labbra per sempre se non lo togliete così, quindi io avevo queste labbra appiccicose senza possibilità di toglierlo.

Il punto negativo è che come vi dicevo mi portavo durante la giornata questa fastidiosa sensazione appiccicosa anche al tatto, perché se mi toccavo le labbra le sentivo appiccicose e ogni tanto vedevo qualche piccolo residuo di rossetto sui polpastrelli quindi un pochino se ne andava ma non sembrava calare mai da quello delle labbra.

Insomma vi dirò, mi aspettavo di meglio, mi aspettavo un prodotto più confortevole.

So che a molte persone è piaciuto ma personalmente non mi ha convinta, o utilizzo di rado perché so già che diventerà scomodo dopo poco sulle labbra, il colore è bellissimo come anche il profumo ma l’effetto che fa provare sulle labbra proprio non mi piace.

 

Voto:

Progetto senza titolo (3)

Bene gente!

Per oggi era tutto, penso che questo voto per me sia più che giusto non mi ha entusiasmata come speravo.

E voi? Avete provato questo rossetto? Sì? No?

A domani!

Elisa

Stranger Things 2 – Dobbiamo Parlarne!

Inizia la #XmasMaratona! Evviva! Ed è anche venerdì! Felicità x2!

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Con questa gioia nei cuori iniziamo, oggi primo di dicembre, con un articolo in cui parliamo assieme di Stranger Things 2, più di un anno fa (oddio sono già invecchiata di un anno) avevo scritto un articolo in cui vi parlavo della prima stagione di questa chicca e dato che voglio essere coerente e continuativa, cosa che non sono mai, ho deciso di scrivere un articolo sulla seconda stagione.

Tra l’altro sono andata a rileggermi alla veloce il mio vecchio articolo di un anno fa e sarò precisina io, ma quando trovo degli errori mi vergogno sempre mortalmente, perché da genio assoluto quale sono la maggior parte delle volte non rileggo gli articoli. Bene.

Ormai quasi tutti hanno già parlato di ST2 (abbreviamolo così) e io sono un po’ l’ultima della fila ma questa cosa non mi ha mai turbata più di tanto, anzi ammetto di essermela presa comoda.

Come per l’articolo sulla prima stagione, vi avviso che NON faro spoiler, quindi se non lo avete visto potete leggere comunque in tutta tranquillità questo articolo.

Iniziamo subito!

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Episodi: 9

Stagioni: 2

Ambientazione: anni ’80

Cast: Winona RyderMillie Bobby BrownGaten MatarazzoCaleb McLaughlinNatalia DyerDavid HarbourNoah SchnappCharlie HeatonFinn Wolfhard, Sadie Sink, Sean Astin, Paul Reiser e Dacre Montgomery.

Ideatori: Matt e Ross Duffer

 

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Trama (Primo Episodio)

Quasi un anno dopo gli avvenimenti della prima stagione, una ragazza psichica con un tatuaggio come quello di Undici contrassegnato col numero #008 lavora come membro di una banda criminale a Pittsburgh. Intanto ad Hawkins, Mike, Will, Lucas e Dustin incontrano una ragazza nuova della loro scuola, Maxine soprannominata “Max” che attrae subito l’interesse di Dustin e Lucas; il fratello maggiore della ragazza, Billy, conosce nel frattempo Steve. Mike e Nancy stanno ancora cercando di affrontare le perdite rispettive di Undici e Barb, mentre Will ha spesso visioni del Sottosopra, nella quale si staglia nel cielo un’enorme figura vivente simile ad un ragno. Per tale motivo Joyce e Hopper portano il ragazzino a fare visite periodiche presso l’ “Hawkins National Laboratory”, ora gestito dal dottor Owens. Quest’ultimo continua a effettuare esperimenti al portale per il Sottosopra che permane aperto nei sotterranei della struttura.

 

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Recensione

Inizio con il dire che prima di iniziare la visione della seconda stagione temevo cambi di azione svantaggiosi, temevo la crisi da seconda stagione insomma.

Invece no, lo dico subito, questa stagione non mi ha assolutamente delusa, per nulla, anzi mi ha stupita e fatta innamorare ancora di più di Stranger Things.

Rispetto a ST1 qui alcune scene le ho trovate più frenetiche, ci sono episodi come l’ottavo in cui succede di tutto e un fatto dopo l’altro sino al colpo di scena finale di puntata, spesso ci si ritrova a trattenere il fiato e altre a sentirlo mancare.

Lo stile anni ’80 che permea l’atmosfera di ogni singola scena resta, come anche i caratteri dei personaggi che non hanno risentito di una stagione anzi li ritroviamo sempre uguali con le loro stesse battute, lo stesso meccanismo di pensiero, la stessa coerenza.

E’ un po’ come ritrovare dei vecchi amici.

Parlando di personaggi ne ho rivalutati alcuni che durante il primo ST non mi avevano conquistata pienamente, in particolare sto parlando di Steve e Will (che nella prima stagione era poco presente).

Il personaggio di Will mi piace molto e penso che il giovane attore che lo interpreta Noah Schnapp, abbia dato una grande prova di recitazione in ST2, sicuramente in questa stagione è stato un vero e proprio protagonista, è stato messo in risalto per tutte le volte in cui non si è visto nella precedente stagione.

Ho sentito molto persone lamentarsi del fatto che il personaggio di Mike poi (interpretato da Finn Wolfhard) sia mancato molto in ST2, in effetti si vede poco e quel poco di solito è di sfuggita tranne negli ultimi episodi in cui è più presente.

Ma io non mi lamento di questo, certo in alcune scene ne ho proprio sentito la mancanza ma l’anno scorso lui era uno dei protagonisti e stavolta invece è toccato a Will, pazienza, abbiamo conosciuto meglio Will.

Parliamo di Steve ora  qui andiamo sui gusti personali (interpretato da Joe Keery), non era uno dei miei personaggi prediletti ma sono stata costretta a ricredermi, in ST2 mi è davvero piaciuto, rimane in essenza quello dell’anno scorso, il suo modo si essere è uguale, ma l’ho trovato maturato e il suo ruolo in ST2 è elettrizzante.

Ci sono anche tre nuovi importanti personaggi, Bob, Max e Billy.

Billy è il fratellastro di Max (interpretato da Dacre Montgomery) ed è un ragazzo aggressivo, narcisista e imprevedibile, mi è piaciuta molto l’interpretazione di Montgomery.

Bob (interpretato da Sean Astin), è uno dei miei personaggi preferiti della seconda stagione forse IL preferito in assoluto, ah Bob il mio cuore.

Ma ahimè, per dei personaggi che si riscattano ce ne sono altri che non convincono, in ST2 non mi hanno convinto Jonathan e Nancy.

Lo so, calma, calma, non sto dicendo che come personaggi non mi piacciono più semplicemente li ho trovati “sciapi”, li vedevo a malapena, era quasi come se non ci fossero anche nelle scene in cui erano presenti.

Vi parla una che l’anno scorso adorava questa coppia e che tifava per il loro avvicinamento, anzi erano quasi in testa alla mia top three di personaggi preferiti ma è successo qualcosa in ST2, non so di preciso cosa ma non mi hanno convinta, non hanno espresso tutto quello che avevano espresso l’anno scorso.

Parliamo subito dei punti negativi, ma non li chiamerei così, sono più che altro delle piccole postille di azioni o situazioni che non mi hanno convinta e sono due.

La prima sono appunto Nancy e Jonathan che erano di spessore come una carta velina per quanto mi riguarda e la seconda è un “processo” che accade nell’ultima puntata e mi ha lasciata con un dubbio.

Cercherò di descrivervelo a larghe linee, nel nono episodio “La Porta” ovvero l’ultimo succedono molte cose importanti e c’è una scena in cui i ragazzi si organizzano per attuare un piano. Ad un certo punto a una parte del gruppetto viene in mente un idea, quanto ormai gli altri si sono allontanati, grazie anche a questa idea tutto punta verso una direzione. Il mio dubbio è “e se a questi ragazzi l’idea non fosse venuta all’improvviso, così di colpo? cosa sarebbe successo?”.

Non è una critica ci tengo a precisarlo è solo un dubbio che non riesco a levarmi dalla testa.

Ci sono diversi messaggi importanti che ho molto apprezzato in questa stagione tra cui anche quello che smentisce il classico becero del “eh ma le donne si conquistano se gli mostri che non ti importa, eh ma devi fare lo strafottente, eh vedi dopo come ti ama… sì, sì, vedi”.

Insomma ragazzi questa serie è bella, non pensavo ad una stagione di questo tipo, così scoppiettante, piena di novità, colpi di scena e invece.

Parlando delle scene della regia ci sono molti momenti al “andiamo a conquistare il mondo” ovvero quelle scene in cui parte la musica a palla (rock anni ’80, quello classico che è sempre una garanzia) e i personaggi iniziano a prepararsi per qualcosa.

Gli effetti sono realizzati alla perfezione, non c’è stato in istante in cui vedendo scene del sottosuolo io mi sia detta “mm qui l’effetto è un po’ titubante” assolutamente no, gli effetti sono pazzeschi, anche perchè in ST2 si gioca molto di più sul sottosuolo.

La ricostruzione anni ’80 è meravigliosa, la fotografia altrettanto, la musica idem, insomma una gran stagione e una gran serie.

Ci sono tutte delle situazioni e delle micro-situazioni che alla fine trovano spiegazione e si concentrano per la risoluzione finale.

Riferimenti a fatti accaduti nelle puntate precedenti a gogò, tutto segue una linea e se in ST1 avevamo il famoso alfabeto scritto sul muro con le lucine qui abbiamo i disegni-tunnel come i demo-cani.

I miei vivi complimenti, ora che ho terminato questa serie posso anche rannicchiarmi sotto le coperte e controllare ossessivamente notizie della terza stagione.

Voto: 

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Molto bene.

Per oggi era tutto gente, noi ci leggiamo domani (che bello scrivere questa frase).

E voi? Avete visto Stranger Things 2? Sì? Vi è piaciuto? No? Avete visto la prima stagione?

A presto!

Elisa

 

 

1922 – Film e Racconto

Buon lunedì gente e buon inizio settimana!

Come ve la passate? Iniziate anche voi ad avere i piedi gelati tutto il giorno?

Oggi torno con un articolo che ho preparato per giorni, infatti oggi parliamo di 1922 (dal racconto al film), ho guardato con piacere il film prodotto da Netflix e per rinfrescarmi la memoria sul racconto l’ho riletto dopo averlo scoperto all’incirca due anni fa.

Non voglio fare il confronto nel dettaglio fra racconto e film, anzi, anche perché penso che sia utile fino ad un certo punto andare ad analizzare due metodi di intrattenimento così diversi fra loro nel dettaglio.

Voglio solo parlarvi di entrambi, fare qualche piccola considerazione e accennarvi a qualche differenza interessante.

Iniziamo!

 

 

Direi di parlare prima del racconto, 1922 come vi accennavo è un romanzo breve o racconto di Stephen King contenuto nell’opera Notte Buia, Niente Stelle assieme ad altri tre racconti.

1922 è il primo racconto di questo volume ed ha una trama molto adatta secondo me a un adattamento cinematografico, anche lo stile con sui è scritto il racconto l’ho trovato “pop” in alcune parti.

Di cosa parla questo racconto e di conseguenza il film?

La storia è quella di Wilfred, padre di Henry e marito di Arlette, amante dei campi e della sua vita da contadino. L’evento che scombussola la vita dell’uomo è la decisione ferma e convinta della moglie di vendere gli acri ereditati dal padre per trasferirsi in città. Dopo la dichiarazione di Arlette di voler abbandonare la campagna per la città, luogo che l’uomo ripudia e detesta, inizia ad innescarsi una scia di eventi raccapriccianti che trascineranno tutto nella tragedia.

Wilfred soggiogherà il figlio Henry infarcendolo di paure che non esistevano prima nella sua mente da giovane spensierato e giorno dopo giorno gli dimostrerà che l’unica soluzione è l’uccisione di Arlette.

Fin’ora non vi ho fatto spoiler (e questa “recensione” sarà senza spoiler) perché questi eventi sono riportati nella trama e si vedono chiaramente nel trailer del film, che tra l’altro vi lascio qui.

Comunque, vi dicevo, i due uccidono la rispettiva madre/moglie e le cose sembrano allinearsi nel migliore dei modi per loro fino a quando sopraggiungeranno delle notizie tutt’altro che positive come la gravidanza di Shannon Cotterie, la fidanzatina di Henry che sarà l’inizio della fine per la dolce coppietta.

Riguardo il racconto conta precisamente 147 pagine ed è molto veloce come racconto, non fa di sicuro annoiare perché nel momento in cui sembra tutto tranquillo spunta un evento che scarica altri problemi nella vita di Wilfred.

Poi come vi accennavo l’ho trovato molto “pop” come racconto, con uno stile facile e adattato al periodo storico certamente non favorevole alla figura femminile, King è bravissimo (non solo in 1922 ma in generale) a ricostruire nei dettagli la parlata, l’atmosfera, il modo di fare tipico di un epoca.

Nel 1922 non c’erano particolari investigazioni nei confronti della sparizione di una moglie, di conseguenza tutte le forze che dovrebbero intervenire per la verità sono blande, la figura dello sceriffo non è per nulla intimidatoria ne nel libro ne nel film.

Sicuramente è un racconto inquietante, direi che tramite l’esperienza di lettura in alcune piccole parti la vicenda diventa paurosa quasi non più solo sinistra, mentre nel film (almeno questo ho avvertito io) l’atmosfera è senza dubbio oscura e in alcune parti anche disturbante ma non paurosa.

Parlando del film è più l’impatto di alcune scene a provocare una certa inquietudine, sia nel racconto che nella pellicola poi c’è un tema anzi un animale ricorrente, ovvero i topi.

Si gioca molto su questo animale non proprio gradito a molti, sopratutto a quelli che soffrono di musofobia, io personalmente non ho questa paura nei confronti di questi animali, anzi ho addirittura un criceto (che ricorda parecchio diciamo), ma dopo la visione del film 1922 ho iniziato a vederli in modo diverso.

C’è addirittura una copertina di una edizione Pickwick che raffigura un topo in copertina, per farvi capire quanto è presente questo animale e quanto si gioca sul senso di repulsione che il ratto ha il potere di far provare.

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Riguardo il film prodotto da Netflix, l’attore che interpreta Wilfred è Thomas Jane che aveva già recitato in altri adattamenti di alcuni titoli di King come L’Acchiappasogni e The Mist.

Diciamo che è abituato alle atmosfere Kinghiane, per quanto riguarda l’attrice che interpreta Arlette invece c’è Molly Parker e per Henry c’è Dylan Schmid.

Sugli attori non ho nulla da dire, mi sono piaciute le loro prove di recitazione, Thomas Jane è stato fantastico perché è riuscito a calarsi nei panni di un contadino disposto a tutto per le proprie convinzioni e per stare dove vuole, un uomo non curante ma intelligente perché Wilfred è un uomo intelligente e spietato.

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La fotografia è veramente ben fatta, ci sono alcuni sprazzi di scene che meritano, a parte alcune piccole scene non così importanti il film come vi dicevo ripercorre alla perfezione il racconto, la maggior parte delle battute sono uguali identiche e mi sono resa conto durante la visione del film che alcune scene sono ricostruite esattamente come me le ero immaginate durante la lettura, è incredibile.

Forse un piccolo punto negativo è il fatto che ci sono alcuni piccoli punti morti o a volte si esagera a tenere una scena per secondi  minuti non necessari con il risultato che lo spettatore potrebbe annoiarsi, un metro di giudizio invisibile che uso spesso è questo: se durante la visione di un film guardo parecchio altrove, faccio altro oppure stoppo molto spesso significa che ogni tanto quel film diventa pesantuccio.

Non è successo molto spesso con 1922 ma ogni tanto è successo, comunque a parte questi piccoli momenti la pellicola regge bene il “confronto” (chiamiamolo così) con il racconto, anzi molto bene.

“[…]Dio mi fulminerà.” “Ammesso che esista.” “Io spero che non esista. Si è più soli, ma spero che non esista. Secondo me tutti gli assassini lo sperano, perchè se non c’è il paradiso, allora non c’è neanche l’inferno.”

Un punto però che non è evidente almeno nel racconto ma lo è nel film, e viene ripetuto più di una volta, è il fatto che in ogni situazione c’è sempre più di una scelta, che c’è sempre un altra scelta, questo concetto nel racconto è lievemente sottinteso ma nulla di più.

Un altra differenza piuttosto lieve è in Henry, il ragazzino del racconto a volte sembra preso dall’euforia e diventa inquietante con le sue risate rumorose nei momenti meno opportuni mentre l’Henry del film è più tranquillo e l’attore che lo interpreta ha il tipico viso da bravo ragazzo quindi non sembra così poco comprensibile come nello scritto di King.

Come vi dicevo prima il film è piuttosto fedele al racconto ma alcune parti sono state tagliate, giustamente direi altrimenti sarebbe durato 4 ore, i tagli maggiori sono sopratutto nelle scene che susseguono la parte centrale della vicenda, Henry fa una scelta sconsiderata e nel testo ci sono molti più dettagli di ciò che accade dopo questa scelta mentre nel film questa sequenza di eventi non viene descritta del tutto.

Comunque, alla fine di questa storia traspare un messaggio molto importante (che avrei voluto fosse più approfondito nel racconto) ovvero che c’è sempre un’altra scelta e che tutto ti si può rivoltare contro, inizi desiderando qualcosa e finisci perdendo qualunque cosa compreso ciò che desideravi dopo aver fatto di tutto per ottenerlo.

Nonostante tutto è difficile provare pena per Wilfred, personalmente non l’ho provata.

Vi consiglio sia il film prodotto da Netflix, sia il racconto di King, a meno che voi non abbiate la fobia dei topi certo, ma veli consiglio entrambi, il film non mi ha per nulla delusa anzi, mi ha piacevolmente sorpresa.

In questa vicenda c’è tutto, fantasmi, allucinazioni, topi, drammi amorosi, molte tragedie, insomma è una storia completa.

E’ stata una bella sorpresa questo film, uno punto a te Netflix e Zak Hilditch.

Bene!

Voi avete mai visto 1922? O letto il racconto? No? Vi ho incuriosito?

Noi ci leggiamo prestissimo gente!

 

Elisa

 

 

 

Cose del Mese – Ottobre!

Buon giovedì cari ragazzi/e!

Oggi, in questo nebbioso mercoledì, sono qui per il nostro comodo appuntamento fisso ovvero “le cose del mese”.

Come saprete già questo è il tipo di articolo in cui vi parlo di quello che è stato il mese precedente, in questo caso ottobre, a ruota libera passando dai film del mese, alle applicazioni, alle varie scoperte, insomma vi scrivo come se ci stessimo prendendo un caffè assieme parlando di tutto.

Quindi mettetevi comodi, anche perché oggi la vedo piuttosto lunga gente, e iniziamo subito!

 

Film del Mese

Ad ottobre, come non succedeva da parecchi mesi, mi sono vista un numero cospicuo di pellicole alcune mi sono piaciute, come quelle sopra altre no.

Non so se parlarvi anche di quelle che non mi sono piaciute, magari ve ne parlo in breve più avanti, comunque fra tutti i film che ho visto questi quattro (i due che mi sono piaciuti e quelli no) sono quelli che mi sono rimasti più impressi quindi ve li cito.

Dato che ottobre è il mese della paura e del mistero (si fa per dire, perché è anche il mese dei maglioncini e degli stivali alti se è per questo) ho voluto anche io gustarmi qualche titolo pauroso.

Ne ho visti alcuni, ma nessuno mi è piaciuto più di tanto e alla fine sono ricaduta su quello che per me è un must, sto parlando de “Chiamata da uno Sconosciuto” un film remake del 2006 diretto da Simon West.

Come vi dicevo è un remake di una pellicola del ’79 intitolata “Quando Chiama uno Sconosciuto” diretta da Fred Walton, ma oggi parleremo del remake del 2006.

Ho una storia interessante con questo film, dovete sapere che io guardavo film thriller fin da quando ero piccola, thriller perché horror sanguinosi mi davano fastidio fin da piccola non paura semplicemente disgusto.

Comunque, non so quante volte da piccola insieme alla mia famiglia vidi “Chiamata da uno Sconosciuto” ma non vidi mai il finale, per qualche oscuro motivo avevo troppa ansia accumulata dalla tensione per avere il coraggio di vedere il finale.

Perché questo film si basa tutto sulla tensione, tutto.

Mostra le vicende di una giovane babysitter che si ritrova una sera a tenere d’occhio ai figli di una coppia che decide di trascorrere la serata al ristorante, dopo aver messo i bambini a letto il telefono inizia a squillare e lo farà molte volte durante la serata. Da questo film nasce la domanda tormentone che è “Hai controllato i bambini?” domanda che la voce maschile sconosciuta continuerà a fare a Jill la ragazza per tutta la sera. La giovane si renderà conto di non essere sola in casa.

Jill è interpretata Camilla Belle, in alcuni momenti, rivedendolo anni dopo, mi sono resa conto che la recitazione di Camilla è un attimo titubante ma in linea di massima è brava nel suo ruolo.

Non è uno dei migliori film che abbia mai visto, assolutamente ma a livello di tensione che riesce a farti provare durante l’intera pellicola è da ammirare secondo me.

Ci sono alcune scene in cui si sente davvero in fiato in gola e non tutti i thriller che giocano su questo elemento riescono a renderlo così bene.

Poi, la storia non è molto originale ma è ambientata in una villa enorme e questo fatto contribuisce in qualche modo ad aumentare l’ansia dello spettatore perché è un luogo immenso e il pericolo potrebbe essere ovunque.

Il finale non è nulla che rimane particolarmente impresso poi, avrei potuto vederlo anche da piccola a questo punto chissà cosa mi credevo.

E’ nata anche una specie di leggenda/creepypasta che prende le sembianze di questo film ma non saprei dirvi se l’idea del ’79 è tratta da questa storia o al contrario la leggenda prende ispirazione dal film.

Comunque un po’ per i ricordi correlati a questo film e un po’ per il fatto che è un buon film basato sulla tensione è un titolo must per me.

Voto: 7

Passiamo al secondo, il famosissimo “The Rocky Horror Picture Show”, l’ho visto per due ragioni fondamentali, la prima perchè Denise (ovvero LastanzadiPluffaCalderone) che seguo anche su Instagram ne parlava e mi ha fatto venire voglia di andare a guardarmelo e seconda ragione, perché negli ultimi giorni di ottobre sentivo in giro sempre le canzoni del musical.

Quindi ho detto “ah niente, bisogna che vada a vedermelo”.

Avevo, qui arriva la nota imbarazzante, solo visto dei pezzi del Rocky Horror, non lo avevo mai visto tutto intero, era per me come quei film o libri classici di cui avete sentito sempre parlare ed è come se gli aveste già visti tempo prima.

Le canzoni del Rocky sono molto belle, senza parlare del carisma dei personaggi è tutto esagerato, a volte mi sono ritrovata seguendo il filo della storia a pensare “woo cosa?” ma arrivata in fondo tutto ha riacquistato senso.

E’ un film particolare senz’altro ma questo è risaputo, è incentrato sulla libertà in generale ma sopratutto quella sessuale non dimentichiamo che essendo uscito negli anni ’70 una pellicola del genere era considerata scioccante per un pubblico puritano.

Il mio personaggio preferito fra tutti penso sia Riff Raff ma anche Columbia mi sta molto simpatica.

Certo poi il personaggio padrone della scena rimane Frank-N-Furter interpretato da Tim Curry che cattura l’attenzione ed è in un certo modo quello che innesca la scia di eventi che accadono al castello.

Frank-N-Furter è una figura molto interessante perchè è un uomo pansessuale, è inoltre un uomo che all’epoca vestendosi da donna “prendeva in giro” la maschilità del classico uomo etero quelle immagini di cui abbiamo piene le scatole dell’uomo tutto d’un pezzo che è un pezzo di legno ed è il prototipo dell’eroe di cui la gente ha bisogno.

Questo film è un grande schiaffo in pieno volto alla moralità bigotta di una volta insomma, ma non solo per Frank-N-Furter che spinge due giovani prossimi al matrimonio a tradirsi, che uccide Eddie, che maltratta tutti anche per molti altri fattori.

Questo film parla della propria diversità e di come andare d’accordo con essa e farla diventare parte di noi apprezzando se stessi per quello che si è.

Insomma, è un film da vedere assolutamente almeno una volta nella vita e nel mio caso non solo.

Le mie canzoni preferite sono direi There’s a Light (Over at Frankenstein Place), Hot Patoodie e The Time Warp.

Voto: 7

Ok, ora arriviamo alle note dolenti.

Due film che sono simili (capirete fra qualche riga cosa intendo) a quelli di cui vi ho appena parlato ma che non mi sono piaciuti.

Partiamo da quello che c’entra in modo evidente con i due precedenti ovvero The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do The Time Warp Again.

Come avrete intuito questo è il remake di The Rocky Horror Picture Show come lo conosciamo noi.

E’ un remake del 2016 diretto da Kenny Ortega, distribuito da FOX.

Quali sono i motivi per cui non mi ha convinta?

Il fatto che hanno scelto Laverne Cox per interpretare Frank-N-Furter e questo è un travestito non un transessuale, Columbia non dovrebbe essere una che si mette a fare la ragazzina cheerleder danzatrice di tip tap e si fa andare bene la situazione dovrebbe essere una outsider, una più buffa e maldestra.

Io adoro Laverne Cox, ma qui proprio non c’entra niente per la motivazione in alto.

Devo difendere le canzoni però, a parte qualcuna che non è resa benissimo, la maggior parte non è riadattata male.

Altro film che non mi ha convinta è un film prodotto da Netflix, ve ne parlo brevemente ed è Sono la Bella Creatura che Vive in Questa Casa.

Parla di un’infermiera che deve andare ad abitare in una vecchia casa per assistere un anziana scrittrice, succederanno fatti strani legati ad una ragazza che abitava nell’800 fra quelle mura ed è morta proprio lì.

La regia è di Oz Perkins figlio dell’attore Anthony Perkins.

Ci sono molti tempi morti in questo film, alcune scene mostrano una regia creativa ma molte altre sono inutili.

Alla fine di un film di un ora e mezzo più o meno sembra di essere lì a guardare lo schermo da 20 giorni.

L’unica cosa che si capisce in questo film è che Lily è antipatica come le zanzare in estate, è schifata dalla muffa, è schifata dai libri gialli (forse dai libri in generale), è superficiale come nulla al mondo e la sua ipotetica morte (perché non si capisce) non turba poi più di tanto.

Non si capisce quasi niente in questo film, non perché non abbia una trama semplicemente viene seguita a pezzi e alcune scene non fanno capire bene cosa succede, ci sono sempre questi pezzi in cui si vede la ragazza morta nell’800 su uno schermo nero che si dissolve così a caso.

C’è una cosa che mi irrita nei film, quando non si capisce se le scene sono allucinazioni o sono realtà e non viene mai chiarita questa cosa.

Non mi è piaciuto quasi niente di questo film, a parte come vi dicevo qualche gesto di regia interessante e l’idea di sovrapporre l’anziana scrittrice ormai in attesa della morte su proprio letto a quella di lei nell’atto da giovane di scrivere, quelle scene sono belle.

Serie tv del Mese

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Lo sapevate che sarebbe arrivato questo momento, è uscito ad ottobre Stranger Things 2 , avrete visto così tanti commenti e notizie in giro che per ora non vi dico nulla, lo faccio anche per altri due motivi, uscirà a brevissimo arriverà Parliamone qui sul blog e devo ancora finire di vederlo.

Voglio gustarmelo stavolta perché la prima stagione l’ho divorata in un giorno per poi ricordarmi abbastanza poco e per la seconda voglio farmi durare gli episodi più a lungo (sì, lo faccio anche per evitare quel senso mi terribile mancanza dopo, ma devo prima o poi decidermi ad andare avanti).

Quindi per ora sono arrivata al quarto episodio e mi sta piacendo molto, io sono una di quelle persone che sostiene con fervore che le prime stagioni (almeno la maggior parte delle volte) sono migliori rispetto alle altre ma qui devo ammettere che fra le due non so proprio quale scegliere.

La seconda conserva pienamente uno stile anni ’80 curato nei minimi dettagli, incontriamo ancora i nostri cari compagni di avventura, i quattro intelligenti ragazzini che non si può non adorare dai primi minuti.

Incontriamo anche Undici, menomale perché temevo il peggio, e gli altri personaggi legati ai ragazzi quindi anche Nancy, Jonathan, Steve e compagnia.

Ci sono però dei nuovi personaggi sbarcati a Hawkins, fratello e sorella che entreranno a far parte della vita degli altri personaggi che già conosciamo in modo piuttosto burrascoso, ma se i nostri cari vecchi amici devono adattarsi alle novità intanto qualcosa di misterioso e pericoloso sembra essere spuntato nella cittadina che credeva prematuramente di aver terminato la propria avventura nel sottosopra.

Mi sta piacendo da impazzire, speravo di non rimanere delusa e per ora questa speranza non è stata infranta, vedremo con il passare degli episodi se si conserverà.

Ora, parliamo un attimo di una serie televisiva animata che ho visto per la prima volta nel mese di ottobre (anche questa su Netflix) e me ne sono innamorata.

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Sto parlando di Rick e Morty.

Mentre guardavo questa serie ci sono state persone che mi hanno detto “ma guardi i cartoni?”, primo non ci sarebbe nulla di male, secondo Rick e Morty non è un cartone.

Rick e Morty è un misto fra Doctor Who, Futurama e Ai Confini della Realtà.

Questa serie è irriverente, intelligente, divertente ma sopratutto curata e realizzata alla perfezione.

Ci sono tributi e citazioni a una secchiata di film, eventi politici, scienza, videogiochi, cartoni, a tutto insomma.

Rick e Morty negli ultimi mesi ha fatto discutere non per la serie di per se, ma bensì per i suoi fan che (non tutti fortunatamente) si sono dimostrati un gruppo di fanatici misogini, attenzione non tutti ci tengo a sottolinearlo.

Ma alcuni che si sono messi ad offendere le sceneggiatrici, che hanno chiamato la polizia perché non riuscivano ad ottenere la salsa Szechuan in vendita limitata dalla catena di fast food McDonald’s e che suppongono fermamente che “questa serie sia solo per persone super intelligenti” non tendendo conto del fatto che loro stessi si etichettano come super intelligenti e poi vanno a sbraitare ad un povero cameriere disperato in orario di chiusura.

Rick e Morty come vi dicevo su è una serie intelligente, per i riferimenti che fa, per i collegamenti che ci sono all’interno e per l’elaborato universo di Rick ma questo non significa che possa essere vista solo da una fetta di pubblico, sia chiaro.

Detto questo, vorrei descrivervi di cosa tratta la serie brevemente.

La serie ci narra le avventure di Rick, grande anziano scienziato nonno di Morty, che viaggia nello spazio, inventa, crea, distrugge e combina casini nell’universo.

Ci sono anche altri importanti personaggi nella serie, come Beth figlia di Rick che prova una grande ammirazione nei confronti del padre ma non riesce a perdonarlo fin in fondo per averla abbandonata da bambina, Summer figlia di Beth, adolescente parecchio sarcastica che a volte per fortuna salva la situazione e Jerry marito di Beth, che invidia e mal sopporta Rick ma per un motivo o per l’altro si ritrova spesso con lui.

Insomma ragazzi questa serie è bella, ma bella forte.

Cinica, ironica, sarcastica, volgare, spiritosa, geniale, le ha tutte quindi se ancora non avete avuto modo di guardarvi almeno una puntata rimediate subito!

Io ho già terminato le tre stagioni, di cui la terza uscita il 5 novembre su Netflix e ne sento già la mancanza.

 

Canzoni del Mese

Questo mese ne ho parecchie e tutte (quasi tutte) non attualissime vi avviso ma ahimè ho un debole per le canzoni pseudo-retrò in questo periodo.

American Pie – Madonna

Havana – Camila Cabello 

Non impazzisco per questa artista ma la canzone sopra è incredibilmente orecchiabile e mi ha conquistata.

AC/DC – Thunderstruck

Light My Fire – The Doors

Mrs. Potato Head – Melanie Martinez

Cosmetico del Mese

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Fonte: https://nudelipdiaries.com/2017/06/02/may-2017-favourites/

Ok, anche di questo prodotto devo parlarvi e lo farò il prima possibile con un articolo dedicato con tutti gli swatches vari ve lo prometto.

Anche perché vi ho messo l’immagine del colore che utilizzo di più e che al momento mi piace di più ma ho quattro colorazioni e vi parlerò di tutte e quattro non temete.

Comunque il prodotto è la tinta labbra Liquid Catsuit di Wet N Wild.

Il colore che vedete in foto è un marroncino caldo chiamato Give Me Mocha ma ci sono anche altre colorazioni, molto varie fra loro, da quelle più nude a quelle più accese.

Come scritto prima ve ne parlerò meglio a breve ma posso dirvi che mi sono arrivate da poco e sto adorando queste tinte, mi piace molto questo genere di prodotto anche se in Italia si trova ma non tanto quanto all’estero.

Queste tinte sono parecchio economiche, dato che di solito una tinta costa sui € 12 più o meno, questa costa €4,99 a tinta e le potete trovare sul sito Maquillalia.

A breve la review completa, rimanete connessi/e!

 

App del Mese

Questo mese non ho le idee molto chiare sull’app da citare qui sotto perché non ho scoperto nulla di particolarmente interessante.

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Vi parlerò di Tide che è l’unica più caruccia che ho scoperto.

Dall’icona sembra un’app per il ciclo mestruale, lo so, ma non lo è.

E’ un applicazione che come alcune di cui vi ho parlato in passato aiuta a concentrarsi, ah c’è un gran bisogno di concentrazione, con suoni adatti per esempio la pioggia, il mare, il bar ecc. ecc.

Questi suoni mi piacciono quando scrivo, mi aiutano a focalizzarmi sulla scrittura perché la musica è troppo fastidiosa per me durante il processo di scrittura non riesco a concentrarmi con questa o con gente che parla.

Comunque è perfetta anche per leggere, studiare, pensare, per addormentarsi, c’è un timer da impostare studiato in modo secondo me da non far andare tutta notte l’applicazione se vi addormentate.

I suoni sono ben fatti, al 100% realistici, molto piacevoli.

L’unica pecca e che per ora almeno, ci sono pochi suoni.

Scoperta del Mese

Vediamo…

La scoperta di un remake del The Rocky Horror Picture Show (non lo sapevo), nuove idee interessanti per delle storie (non so come io sia arrivata a questo punto ma sto scrivendo qualcosa come tre storie in contemporanea che per me è tanto), uhh il fatto che esistono gli amplificatori di rete wifi.

Lo sapevate voi? Probabilmente ero l’unica nel mondo a non saperlo, averlo saputo prima avrei avuto una tv collegata a internet da anni!

Citazione del Mese

Nella nostra società, quelli che sanno perfettamente ciò che sta succedendo sono anche quelli che meno riescono a vedere il mondo così com’è. In generale, più si sa, più grande è la delusione: il più intelligente è anche il meno sano di mente.

1984, George Orwell

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Ottobre è stato un bel mese e quasi mi dispiace vederlo volare via.

Non che mi sia cambiata la vita ma sono arrivate alcune buone notizie, alcuni nuovi spiragli per obbiettivi che vedevo dispersi nel cosmo ormai quindi è stata un buon mese in generale.

Negativo? Mmm più o meno niente, tutto procede Capitano.

Obbiettivi uhm uhm.. questo Mese

Iniziare a preparare la lista di Natale, sì so cosa state pensando “ma Elisa scusa pensi solo ai regali?”, no non sono così materialista ma sono mesi che sbavo dietro ad alcuni titoli e ad alcune cose e attendo pazientemente Natale per colpire e sbam siamo arrivati people, beh quasi..

Ma devo fare un po’ d’ordine nella mia wishlist..

Sono piuttosto indietro con la scrittura, questo ve aspettavate ditelo, sapendo che ho tre storie in ballo ci si poteva aspettare che fossi in ritardo sulla stesura, non solo per questo se mi conoscete da tempo sapete che sono ritardataria di mio.

Terminare Stranger Things 2, per quanto mi faccia soffrire non resisto devo sapere come finisce e trovare qualcosa con cui rimpiazzare quello e Rick e Morty.

Bene, gente!

E voi? Come avete passato ottobre? E’ stato un bel mese per voi? Sì? No? Ditemi!

A prestissimo!

Elisa