News Letterarie #12

Buon giovedì cari e care! Come va la settimana?

Oh, tornano finalmente le News Letterarie, che gioia! L’ultimo appuntamento di questa rubrica risale al lontano dicembre 2017, è il momento di aggiornare che dite?

Come sempre ho selezionato per voi dieci prossime uscite che arriveranno in libreria nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, questa volta il titolo bonus finale pubblicato da una casa editrice indipendente l’ho scoperto proprio grazie ad una mail inviatami dallo “staff” dell’autore che ringrazio.

Ovviamente per correttezza ci tengo ad informarvi di questo fatto, comunque sono felice di inserire questo titolo che ho trovato molto interessante dalla trama.

Vi ho fatto aspettare mesi per l’aggiornamento di questa rubrica non vi farò attendere oltre, iniziamo subito!

 

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La Vita Fino a Te – Matteo Bussola

Data di Uscita: 15 maggio

Casa Editrice: Einaudi

Prezzo di Copertina: € 17,00

Matteo Bussola riconosce ciò che di straordinario si annida nelle cose ordinarie perché le guarda come se accadessero per la prima volta, come se sentisse sempre la vita pulsare in ogni cellula. Ed è con quello sguardo che racconta di relazioni sentimentali, l’istante in cui nascono, il tempo che abitano. Lo fa mettendosi a nudo, ricordando gli amori passati, per ripercorrere la strada che lo ha portato fino a qui, alla sua esistenza con Paola e le loro tre figlie. Soprattutto, lo fa specchiandosi nelle storie di ciascuno: quelle che incontra su un treno, o mentre sbircia dal finestrino della macchina, o seduto in un bar la mattina presto. Quelle che incontra stando nel mondo senza mai dare il mondo per scontato, e che la sua voce intima e familiare ci restituisce facendoci sentire che sta parlando esattamente di noi.

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Matteo Bussola è un fumettista ed uno scrittore già conosciuto per pubblicazioni come “Notti in Bianco, Baci A Colazione” e “Sono Puri I loro Sogni”. Le sue opere negli anni precedenti sono state accolte in modo piuttosto positivo, questa nuova uscita parla di amore, di vita di coppia, di emozioni condivise e anche di delusioni amorose.

 

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La Scomparsa di Stephanie Mailer – Joel Dicker

Data di Uscita: 10 maggio

Casa Editrice: La Nave di Teseo

Prezzo di Copertina: € 22,00

Il 30 luglio 1994 a Orphea, nello stato di New York, sta per inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale. Ma la cittadina viene sconvolta da un terribile omicidio: il sindaco della città viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene risolto, l’omicida incriminato da due poliziotti, Jesse Rosenberg e Derek Scott. Lunedì 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, a una settimana dalla pensione, viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto: la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma non ha il tempo per fornire prove. Pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa.

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Torna Joel Dicker, dopo svariati casi editoriali ecco una nuova pubblicazione che chissà, forse passerà anche questa alla storia come un nuovo caso? Vedremo, sembra un giallo in pieno stile Dickeriano, dalla trama, alla lunghezza insomma. Certamente dopo la sua esplosione con “La Verità sul Caso Harry Quebert”, Joel non si è mai fermato, non sempre si può pubblicare qualcosa di così acclamato dal pubblico ma vedremo intanto gli elementi per una giusta nuova partenza ci sono tutti.

 

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Leopard Rock. L’Avventura della Mia Vita – Wilbur Smith

Data di Uscita: 10 maggio

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 22,00

«Scrivo libri da oltre cinquant’anni. Sono stato abbastanza fortunato da evitare le grandi guerre e non esserne colpito, ma al tempo stesso sono cresciuto tra gli eroi che vi hanno partecipato e ho imparato dal loro esempio. Nella mia vita ho avuto molto spesso fortuna. Ho fatto cose che al momento sembravano spaventose, ma da queste esperienze è nata una nuova storia e la capacità di scrivere libri che la gente ama leggere. Ho vissuto una vita che non avrei mai potuto immaginare. Ho avuto il privilegio di conoscere persone provenienti da tutti gli angoli del mondo, sono stato ovunque il mio cuore abbia desiderato e nel frattempo i miei libri portavano i lettori in moltissimi luoghi». Wilbur Smith racconta con onestà gli episodi più intimi della sua vita, che sono stati anche di ispirazione per le sue storie. «Leopard Rock», dal nome della sua tenuta in Sudafrica, è la testimonianza di uno scrittore dalla vita ricca, avventurosa e appassionante tanto quanto i suoi romanzi.

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Ho voluto inserire questo titolo che diversamente dalle proposte solite è un’autobiografia perché molte persone apprezzano i libri di Wilbur Smith che negli anni ha guadagnato una fama mondiale enorme grazie alle sue numerose pubblicazioni. Oltre al fattore biografia penso sia interessante come testo anche per scoprire alcuni processi sconosciuti dietro alla nascita di una storia.

 

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Tanti Piccoli Fuochi – Celeste Ng

Data di Uscita: 19 aprile

Casa Editrice: Bollati Boringhieri

Prezzo di Copertina: € 18,00

1998, Shaker Heights, Cleveland Ohio, lo Stato che da sempre con il suo voto determina il successo o meno di un candidato alla presidenza. Perché combina una generale tendenza liberale a una forte dose di conservatorismo di élite. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici, e abbienti. Le comunità Shaker erano caratterizzate dalla sovrabbondanza di regole – dall’ora migliore per alzarsi al mattino a come scegliere il compagno di vita. E una delle protagoniste del romanzo, Mrs Richardson, è cresciuta incarnando questa filosofia di vita: una famiglia da sempre insediata nella comunità, molto abbiente, perfettamente inserita in ogni comitato e organizzazione. All’inizio del romanzo troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi quattro figli. Ribelle da sempre, una pecora nera appena adolescente, diversissima dai fratelli in partenza per le università più prestigiose del paese, Izzy invece è in fuga per chissà dove. Mia invece è una fotografa single che ha scelto una vita itinerante con la figlia, fin dalla nascita, cavandosela a malapena con lavori vari, per avere tempo libero da dedicare alla sua arte. Con un buon successo, però accuratamente nascosto: le sue opere sono state vendute a una prestigiosa galleria di New York, ma Mia non parla mai di questo, né del suo passato. Mia lavora controvoglia come domestica e cuoca nella lussuosa casa di Mrs Richardson, in cambio di un piccolo alloggio. La figlia Pearl ha fatto amicizia con i quattro ragazzi Richardson, e Mia le ha promesso di metter fine al vagabondaggio… e allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva diventa a poco a poco un problema per madre e figlia, e non solo? Accade quando un vecchio amico dei Richardson decide di adottare un bambino sino-americano. Ne nasce una battaglia per la custodia che divide l’intera cittadina. Mia ed Elena si troveranno su fronti opposti e questo farà scattare nella mente di Elena il sospetto che Mia nasconda un passato torbido. Ma questa sua ossessione avrà costi altissimi.

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Celeste Ng è un’autrice americana, che per questo titolo si è guadagnata una candidatura al NAACP Image Award per il miglior lavoro letterario. In America “Little Fires Everywhere” è uscito nel settembre dello scorso anno ed è stato apprezzato dalla critica, e non solo per esempio il “The Guardian” lo ha definito “un romanzo estremamente ben fatto”. E’ la sua seconda opera.

 

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Anni Lenti – Fernando Aramburu

Data di Uscita: 3 maggio

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 17,00

Spagna, fine anni Sessanta. Txiki Mendioroz ha otto anni quando viene mandato dalla famiglia d’origine, per motivi economici, a vivere con gli zii a San Sebastián. Il suo sguardo fotografa, con la lucida e disincantata precisione dei bambini, l’ambiente e le persone: lo zio Vicente, dal carattere debole, divide la sua vita tra la fabbrica e il bar, mentre è la moglie, la zia Maripuy, a governare realmente la famiglia grazie alla forte personalità, pur se sottomessa alle convenzioni sociali e religiose dell’epoca; la cugina Mari Nieves ossessionata dagli uomini, e il burbero e taciturno cugino Julen, istruito dal prete della parrocchia, che finirà per arruolarsi nelle prime formazioni dell’ETA. Il destino di tutti loro – che è lo stesso di tanti personaggi secondari della Storia, schiacciati tra necessità e ignoranza – cambierà bruscamente dopo alcuni anni.

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Aramburu è un autore italiano finalista del premio Strega europeo 2018, “Patria”, il suo precedente romanzo ha accolto opinioni entusiaste sia dai lettori italiani che da quelli spagnoli. Dopo il successo di “Patria” torna in libreria con appunto “Anni Lenti” che promette di essere uno scritto di formazione ambientato negli ani sessanta in cui il terrorismo basco nasce e cresce.

 

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I Pazienti del Dottor Garcìa – Almudena Grandes

Data di Uscita: 10 maggio 

Casa Editrice: Guanda

Prezzo di Copertina: € 19,50

Dopo la sconfitta tedesca molti criminali nazisti si affidarono a organizzazioni clandestine per espatriare e sfuggire alla condanna. Almudena Grandes racconta, intrecciando personaggi reali e inventati, una storia che si muove nel tempo (dalla guerra civile spagnola alla caduta di Franco, passando per la Seconda guerra mondiale, il fronte orientale, i campi di concentramento in Estonia, la caduta di Berlino, la Guerra Fredda, la nascita dell’Onu) e nello spazio, perché i suoi personaggi, soldati, diplomatici, agenti segreti, nazisti, agenti della CIA, si rincorrono tra Svizzera e Inghilterra, Germania e Russia, Stati Uniti e Argentina, in una fitta trama di infiltrazioni, operazioni clandestine, missioni in incognito o sotto falsa identità, tra criminali di guerra e grandi tesori trafugati.

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La Grandes è già conosciuta in Italia per diverse pubblicazioni tra cui “Cuore di Ghiaccio”, “Gli Anni Difficili” e ancora “I tre Matrimoni di Manolita”. Da molti è stata definita un’importante figura del panorama letterario contemporaneo tra questi molti c’è Mario Vargas Llosa per esempio.

 

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Eleanor Oliphant sta Benissimo – Gail Honeyman

Data di Uscita: 17 maggio

Casa Editrice: Garzanti

Prezzo di Copertina: € 17,90

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.

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Sicuramente un titolo molto interessante che fa sbarcare l’autrice anche in Italia. Di origine inglese, Gail Honeyman è stata apprezzata in diversi paesi con questo testo che appartiene senza dubbio anche alla narrativa psicologica. L’autrice conquisterà anche i lettori italiani?

 

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L’Isola del Faro – Abby Geni

Data di uscita: 17 maggio

Casa Editrice: Longanesi

Prezzo di Copertina: € 16,40

Attratta dal fascino della natura estrema delle isole Farallon, il remoto arcipelago al largo della costa californiana, Miranda decide di trascorrervi un anno intero per immortalare il paesaggio e gli animali che lo popolano. Miranda è infatti una fotografa naturalista che ama girare il mondo spinta anche da una costante inquietudine, originata da una ferita nel suo passato.
Quando sbarca su una delle isole, riceve un’accoglienza molto fredda da parte dei pochissimi abitanti, un gruppo di biologi impegnati nello studio della fauna locale. Circondati dalle forze che agiscono incontrastate su un luogo dimenticato dalla civiltà, i ricercatori sembrano quasi essersi adattati a quella vita, assorbendone la violenza e l’asprezza. Finché un giorno Miranda rimane vittima di una brutale aggressione da parte di uno dei ricercatori, che poco dopo verrà ritrovato morto. Apparentemente per un incidente.
Ancora sotto shock, Miranda si convince che l’isola, con la sua forza incontaminata, abbia fatto giustizia, che l’abbia vendicata. Cercherà quindi di pacificarsi con il suo passato e con quello che ha subito. Ma quando il sangue tornerà a scorrere sulle Farallon, nessuno potrà più dirsi al di sopra di ogni sospetto.

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Prima di qualsiasi notizia vorrei dare una ventina di punti già alla stupenda copertina, come sempre ci tengo a sottolineare che l’importante è il contenuto ma in questo caso diamo a Cesare ciò che è di Cesare. Anche qui prima pubblicazione italiana dell’autrice, questo è stato il suo romanzo d’esordio. Promette una struttura diversa dal giallo classico toccando svariati temi ma mantenendo un’atmosfera inquietante tipica del genere.

 

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Lezioni di Volo – Maggie Leffler

Data di Uscita: 26 aprile

Casa Editrice: HarperCollins

Prezzo di Copertina: € 17,50

Nella vita di Mary Browning, vedova e ormai anziana, le uniche occasioni per vedere gente sono gli incontri settimanali del gruppo di scrittura di cui è presidente, anche se lei, in verità, non ha mai scritto nulla. Un giorno si affaccia alla porta della sala in cui si raccoglie quella strana combriccola di vecchietti un po’ annoiati una quindicenne dall’aria esitante: si chiama Elyse, vuole fare la scrittrice, e a Mary ricorda moltissimo Sarah, la sorella che ha dovuto abbandonare alla fine della guerra. Il suo sguardo e un articolo di giornale con la foto di quattro aviatrici degli anni Quaranta bastano a far riaffiorare in Mary i ricordi di un passato che non ha mai smesso di tormentarla, e a poco a poco tra le due nasce un’amicizia fatta di tazze di tè condivise e memorie salvate su un Mac nuovo di zecca. Due racconti paralleli, tra i tumultuosi anni della seconda guerra mondiale e il presente, ci raccontano la storia di due donne: Miriam Lichtenstein, che si è lasciata tutto alle spalle, compresa la propria identità, per diventare pilota della Women Airforce Service Pilots insieme alle altre WASP; ed Elyse, che è in cerca del modo migliore per integrarsi nel mondo e tenere insieme i pezzi della sua vita, restando se stessa. Due voci che ci raccontano come a volte basti un piccolo gesto perché la vita decolli verso nuove, meravigliose mete.

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Anche per questa autrice prima pubblicazione italiana, dopo due anni da quella americana. Anche per lei ci sono stati buoni riscontri in patria, questo titolo appartiene anche alla narrativa storica ed ebraica dato che il tema della seconda guerra mondiale dovrebbe essere uno dei pilastri del testo.

 

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Di Sangue e Di Ghiaccio – Mattia Conti

Data di Uscita: 26 aprile

Casa Editrice: Solferino

Prezzo di Copertina: € 18,00

Quando Ranocchia viene ripescato dall’acqua gelida del fiume, più morto che vivo, ciò che il paese sospettava da tempo diventa certezza: è impazzito. Già non è mai stato molto brillante, con quel suo fare svagato e il fisico gracile, inabile al lavoro nei campi. Da quando poi se n’è andato di casa per calcare le assi del palcoscenico sotto l’egida di quell’altro cialtrone di Baldo Bandini, capocomico e vagabondo… Inevitabile che la sua mente, già debole, cedesse. Ma ciò che nessuno sa è che Ranocchia ha un piano: farsi internare al manicomio di Lecco per cercare Bianca, la “maestrina”, la ragazza che gli ha insegnato a leggere, amare e soffrire, finita là dentro pochi mesi prima. Peccato che Bianca, a quanto pare, non si trovi più lì. E che l’istituto di cura sia un luogo molto più pericoloso di quanto Ranocchia sospettasse. Un’incalzante avventura all’incrocio tra il mondo affascinante dei teatranti e quello cupo dei folli, un linguaggio plastico e vivo al servizio di una storia dalle atmosfere gotiche.

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Ho deciso di inserire questo titolo perché la trama mi ha davvero conquistata, la trovo molto interessante. Questo è il romanzo di esordio di Mattia Conti, un autore giovanissimo.

 

Titolo Bonus!

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Il Soldato di Bangkok – Federico T. De Nardi

Data di Uscita: 3 marzo (già disponibile)

Casa Editrice: Libromania

Prezzo ebook: € 3,99

Un anno prima dei fatti narrati, un gruppo di funzionari russi viene catturato e ucciso tra Siria e Iraq. Adesso siamo a Barcellona e l’agente Josè Delgado è l’unico a sapere dove si trova uno dei terroristi colpevoli dell’assassinio. Il caso è delicato tanto che viene coinvolta una squadra di Bangkok che a sua volta incarica l’agente specializzato Anastasja di occuparsi del caso. 
Il soldato Anastasja è giovane, bella e molto in gamba, infatti non solo riesce a portare a termine la missione, ma anche a recuperare il bottino che i quattro terroristi nascondono.
Il bottino è consistente e Anastasja decide di donare tutto all’orfanotrofio. Quest’ultima vicenda apre le porte sui trascorsi personali della donna, cosa l’avrà spinta a fare il soldato? Perché ha donato tutto il bottino all’orfanotrofio? Il ritmo veloce dell’azione e la delicatezza nascosta in questa figura femminile fuori dagli schemi ci porta dritti alla fine del romanzo, senza sbavature e senza freni.

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Dopo la pubblicazione di “Betty Suicide”, l’autore torna con un testo che promette di essere una garanzia per gli appassionati del genere d’azione e non solo. Corso di padre e veneto di madre, Federico T. De Nardi ha iniziato a scrivere a otto anni, nella soffitta di sua nonna a Pigalle. Appassionato di arti marziali e di armi, ha vissuto un po’ dappertutto, mantenendosi con mille mestieri.

 

Bene gente!

Questo era tutto, qualcosa vi ha catturato? Sono riuscita nel mio intento?

Noi ci leggiamo presto!

Elisa

LiberTiAmo di Aprile

Buona Pasqua cari/e!

Come ogni mese arriva il primo e come ogni primo arriva un nuovo titolo in lettura sul gruppo di lettura LiberTiAmo.

Ad aprile ha vinto un titolo che ha ricevuto parecchi consensi, un titolo che personalmente sono felice di leggere.

Questo titolo sarà in lettura per tutto il mese di aprile quindi da oggi al 30/04 compreso.

Vi ricordo inoltre che la lettura di marzo è terminata, era “La Campana di Vetro” di Sylvia Plath di cui uscirà la recensione nei prossimi giorni sia qui sul mio blog che sul blog di Tiziana.

Comunque, non perdiamoci in discorsi vari e andiamo a scoprire il titolo di aprile!

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La Passione di Artemisia – Susan Vreeland

Editore: Beat

Link all’Acquisto: QUI *

 

“La passione di Artemisia” narra dell’incessante lotta della prima grande pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e dell’esistenza. Violentata dal suo maestro, Artemisia subì, nel corso della sua vita, non soltanto l’onta di un processo pubblico nella Roma papalina, e l’umiliazione di un matrimonio riparatore con Pietro Stiattesi, artista mediocre, ma anche un duro, terribile confronto con il suo avversario più temibile: il grande pittore Orazio Gentileschi, suo padre.

 

La Passione di Artemisia è stato pubblicato per la prima nel novembre del 2001.

Questo titolo non è una biografia, appartiene anzi alla narrativa storica, è quindi un romanzo che racconta la vita di Artemisia come donna e pittrice in stile romanzato, in un’epoca sfavorevole per la donna.

Susan Vreeland è deceduta lo scorso agosto, nel corso della sua vita ha pubblicato diverse opere fra le quali “La Ragazza in Blu”“L’amante del Bosco” e “La Lista di Lisette”.

Siete entusiasti per questa lettura? Leggere questo titolo assieme a noi? Fatecelo sapere!

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

WWW Wednesday! #11

Buon mercoledì people!

Erano mesi che sul blog non compariva un altro appuntamento di “WWW Wednesday”, ho pensato però di rimediare il prima possibile anche perché ultimamente ho fatto una lettura di cui non vi ho detto nulla e sto leggendo titoli di cui non vi ho parlato nel migliore dei modi.

Sto leggendo anche un titolo della tbr (no, non me ne sono dimenticata anche se oramai cambierei il titolo da tbr invernale a tbr annuale parte 1).

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Quindi oggi ci aggiorniamo un po’ e ovviamente sono curiosa di conoscere anche le vostre letture del momento quindi, fatemi sapere!

Cosa Stai Leggendo?

La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Il Deserto dei Tartari – Dino Buzzati

Troppe a cui Pensare: Saggi 1951-2000 – Saul Bellow

Come saprete dallo scorso articolo “La Campana di Vetro” della Plath è il titolo che stiamo leggendo al momento sul gruppo di lettura. Mi sta piacendo più del previsto questo libro, avevo grandi aspettative per la Plath ma sono molto più coinvolta nella lettura del previsto.

Ho molte aspettative per questo titolo, lo avevo iniziato qualche anno fa, penso sia uno dei titoli che sosta da più tempo nella mia libreria non letto quindi sono felice di recuperare questo mese.

“Il Deserto dei Tartari” mi sta piacendo molto, l’ho iniziato perchè una domenica pomeriggio stavo cercando di sistemare un po’ la libreria e ritrovandomi in mano questo libro mi è venuta la curiosità di iniziarlo, ho letto le prime venti pagine e ho deciso che dovevo leggerlo.

Infine “Troppe Cose a Cui Pensare” di Saul Bellow che è una raccolta di saggi dal 1950 al 2000. Dunque, da quello che ho potuto leggere fin’ora Bellow scrive della sua gioventù (e delle esperienze che ha vissuto), coinvolgendo sempre la letteratura sopratutto americana e criticandola sotto certi aspetti.

Come mio primo approccio a Bellow è interessante leggere il suo punto di vista nei confronti dei suoi coetanei scrittori e della letteratura d per sé, aspetto però di finirlo per farmi un’idea più precisa.

 

Cosa hai appena Finito di Leggere?

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The Princess Saves Herself in This One – Amanda Lovelace

A parte Smith & Wesson di Baricco ho letto questo titolo che è un libro di “poesie” in lingua che mi è stato regalato nel periodo natalizio.

Non mi è piaciuto per nulla questo libro, partendo dal presupposto che questa non la definirei poesia nella definizione internazionalmente riconosciuto.

Come ho scritto anche su Goodreads:

“L’idea di base non è male, anzi, alcuni “aneddoti” di vita sono piuttosto piacevoli da leggere ma per quanto mi riguarda questa non è poesia. E’ scrivere ciò che ti passa per la mente (non in modo eccezionale tra l’altro) su una pagina con uno stile di impaginazione che copia la poesia. Anche no, l’idea è carina, alcune “frasi” sono quasi commoventi e descrivono bene l’adolescenza ma è il resto che non va. “

Cosa pensi Leggerai in futuro?

Poesie – Sylvia Plath

Titolo del Gruppo

La Metamorfosi (e tutti i racconti pubblicati in vita) – Franz Kafka

Ho questa raccolta di poesie in casa della Plath che dopo l’esperienza de “La Campana di Vetro” leggerò sicuramente.

Nell’edizione che posseggo tra l’altro de “La Campana di Vetro” alla fine del romanzo ci sono sei poesie che leggerò con molto piacere al termine della lettura, penso che queste sei poesie da Ariel siano presenti anche nella nuova edizione Mondadori.

Tra qualche giorno terminerà il sondaggio sul gruppo per scegliere assieme il titolo di aprile quindi c’è aria di novità nell’aria e ovviamente il titolo vincitore entrerà a far parte delle mie letture future.

Infine, vorrei rileggere “La Metamorfosi” di Kafka, che lessi ai tempi della scuola studiandolo anche nello specifico però all’epoca non mi convinse del tutto e dato che ho “Il processo” di Kafka da leggere e mi chiama da qualche tempo prima voglio rileggere il suo famosissimo racconto.

In più leggendo questo racconto rispondo ad un punto della challenge a cui sto partecipando quest’anno, per una rara volta faccio qualcosa di studiato per bene, sto imparando.

Bene!

Per oggi era tutto, e voi? Quale lettura avete appena terminato? Cosa state leggendo? Cosa vorreste leggere in futuro?

Fatemelo sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

Cose del Mese – Febbraio!

Buon mercoledì gente è tempo delle “cose del mese”!

Questa volta è record per il ritardo, vai con le medaglie!

Febbraio è stato un mese troppo veloce per ricordarmi tutto quello che è successo nel mezzo, per fortuna quindi che c’è la mia affidabile (e leggermente sgualcita) agenda che tiene conto di tutto per me.

E’ stato un mese comunque febbraio che non definirei perfido anche se ricordo ben poco, ma ciò che ricordo non è negativo quindi andiamo sulla fiducia.

Non ho visto moltissimo da punto di vista dei film, anzi l’unico che mi ricordo meglio fra quei pochi che ho visto è uno e nemmeno tanto bello secondo me.

Lo sapete, in questa rubrica scrivo di ciò che ha costellato il mio febbraio e mi dilungo fin troppo quindi prendete una bella tazza di tè o di caffè o se fa caldo da voi un bel bicchiere di tè ghiacciato perché si inizia!

Ovviamente sono sempre curiosa di sapere quali “cose” hanno costellato il vostro di mese di febbraio, quindi fatemi sapere!

Ma iniziamo subito!

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Ho rivisto anche “La Ricerca della Felicità” per caso con W. Smith ma non ve lo cito perché nonostante tutti i tentativi che ho fatto questo film per me rimane noioso come sempre.

Comunque, “Il Rituale” diretto da David Bruckner è un horror basato sul romanzo (che non conoscevo) omonimo di Adam Nevill.

Quando un romanzo o un film porta questo titolo già ci si immagina una scena in cui un tizio a caso viene portato su un’altare e sacrificato a qualche divinità spocchiosa che si risveglia solo per mietere vittime, è così?

Sì, ma c’è anche altro.

A seguito di un traumatico incidente, alcuni amici decidono di partire insieme per visitare i paesaggi selvaggi della Scandinavia allo scopo di sfuggire brevemente alle loro vite quotidiane e riavvicinarsi l’uno all’altro. Tuttavia, una scorciatoia per loro si trasforma ben presto in incubo. Si ritrovano così persi, affamati e circondati da chilometri di foreste: le cose non potrebbero per loro andare peggio quando si imbattono in un casolare abbandonato, rifugio di qualcosa che si nasconde tra i boschi e che li sta inseguendo.

La trama sembra qualcosa di già visto ed in effetti è così, non ha punti che spiccano per l’originalità però devo dire che l’atmosfera è ben costruita e in alcuni momenti il mio livello di inquietudine è salito.

Le leggende e le ambientazioni nordiche sono sempre affascinanti e sicuramente in questo film vengono a tratti valorizzate perché quasi tutta la pellicola è ambientata in Svezia e il fattore “inquietante” che muoverà tutto il film sarà un’idea nata da una leggenda sugli dèi nordici di un tempo.

Quindi, ambientazione ottima direi, background dei personaggi ben fatto perché all’inizio del film accade un evento molto drammatico che non faciliterà il tutto andando avanti, però per quanto mi riguarda i personaggi non sono così empatici personalmente non sono riuscita a “tifare” per nessuno in particolare.

Questi punti mi sono piaciuti però forse il fattore che non mi ha entusiasmata è il fatto che la trama è già vista, non ha nulla di originale, in più il motivo della tragedia mi ha un pochino delusa, mi aspettavo qualcosa in più.

Non è uno degli horror peggiori che abbia mai guardato ma sicuramente non lo riguarderei, una volta mi basta e avanza.

Il mio personale voto è due e mezzo comunque perché nonostante l’ottima realizzazione (dal punto di vista grafico e della costruzione dei personaggi) la storia mi ha comunque a tratti annoiata e penso non porti a nulla di sorprendente o nuovo.

Serie tv del Mese

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Ho iniziato a guardare la prima stagione e per ora ho visto le prime due puntate ma non mi ha entusiasmata, febbraio è stato deludente dal punto di vista delle visioni perché nulla mi ha presa sul serio.

Trama:

Situata nello Yorkshire, Downton Abbey è la splendida tenuta di campagna del Conte e della Contessa di Grantham e delle loro figlie. Riveriti da uno stuolo di servitori le cui dinamiche sembrano più macchinose della stessa aristocrazia, i Crawley affrontano una crisi interna quando, all’indomani del naufragio del Titanic in cui hanno perso la vita il cugino del conte e suo figlio, la proprietà e la cospicua dote della contessa restano senza un erede. Matthew, cugino della famiglia e avvocato di Manchester, diventa il nuovo beneficiario, un destino che inorridisce la Contessa Madre Violet.

Non mi sento comunque di dire per ora nulla di negativo (né positivo) su questa serie perché ho visto poco per ora, troppo poco.

Sono anni che sento solo opinioni positive sul conto di Downton Abbey, quindi ho deciso di iniziare a vederla fidandomi.

Comunque è una serie ad oggi già terminata quindi sono felice di ciò perchè non si ha la tensione per i nuovi episodi, ho letto che diventerà anche un film ma non so minimamente come sia possibile racchiudere sei stagioni in un film di un ora e mezzo.

Da ciò che ho visto fin’ora la serie non mi ha presa più di tanto, ci sono alcuni personaggi che mi fanno simpatia ma a parte questo non sento un’eccessiva curiosità per gli episodi seguenti ma è troppo presto per dirlo.

L’ambientazione mi piace molto, siamo in cui periodo storico che è stato narrato e ridipinto in diverse salse molte volte.

Vi saprò comunque dire nelle prossime settimane.

La serie è realizzata molto bene, dal ricreare il tempo alla fotografia, ai dialoghi, insomma è fatta bene.

Canzoni del Mese

Questo mese ho ascoltato le stesse canzoni per tutto il tempo, quando mi fisso con qualcosa è la fine.

Sick Boy – The Chainsmokers 

Atlantic – Sleeping At Last

Mi piace moltissimo questo gruppo ma la loro musica la consiglio per momenti di sconforto.

Castle – Hasley

Cosmetico del Mese

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Fonte: https://www.discountbeautyboutique.com.au/products/lime-crime-venus-the-grunge-palette

Sicuramente il cosmetico del mese è stata una meravigliosa palette che ho acquistato più o meno verso la metà di febbraio di Lime Crime, precisamente la Venus (1).

L’ho acquistata direttamente sul sito americano, assieme a quella nuova a dire il vero (la Venus XL, che aspetto a “valutare” perché non l’ho ancora testata per bene), vi racconto quindi un attimo l’esperienza sul sito.

Non ho avuto problemi di dogana e non penso ci sia questo pericolo perché Lime Crime utilizza un metodo apposito per non far fermare il pacco in dogana, lo fa passare per il Belgio prima di raggiungere l’Italia in modo da non farlo visualizzare come pacco arrivato dall’America.

Le spese di spedizione non costano tantissimo anche perché dopo un tot di spesa dovrebbero essere gratis.

Lime Crime è un marchio abbastanza conosciuto sopratutto negli States ma anche qui, da tempo mi sarebbe piaciuto provare qualcosa e finalmente mi sono decisa.

Ha avuto anche diverse controversie questo marchio che hanno suscitato diverse polemiche sempre in patria, ma ho sentito pareri davvero entusiasti sopratutto nei confronti delle palette ed ero comunque interessata.

Dunque, i colori della Venus (1) sono stupendi e molto pigmentati, ci sono tonalità come Aura che sono perfetti per un punto luce e altre come Muse che sono adatte a creare ombre tattiche per intensificare lo sguardo.

La palette ha otto tonalità, combinate bene e ha cialde piuttosto grandi.

Come vi dicevo le colorazioni sono molto pigmentate e facilmente sfumabili, si possono realizzare davvero trucchi stupendi con questa palette che è bella da vedere già dalla confezione.

Ottimo prodotto che sono felice di aver recuperato perché merita assolutamente.

 

App del Mese

Non è che ci siano state grandi app a febbraio anzi ne ho dovute eliminare un buon tot perché la batteria del mio telefono sta piano piano morendo e ho capito che una delle cause era un’applicazione (di cui non vi avevo mai parlato).

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Direi però di nominare come app del mese Google Arts and Culture.

Quest’app è diventata abbastanza famosa in giro anche per il fatto che facendovi un selfie potrete vedere a quale figura impressa su tela somigliate, bello vero? Peccato che io non ho trovato questa funzione sull’app non so perché.

Però oltre a questa funzione che l’ha resa famosa è anche un’ottima applicazione culturale, infatti potrete dopo averla installata guardare nei dettagli le vostre opere preferite con lo zoom, ricercare le opere per colore e epoca, partecipare a tour virtuali e scoprire la storia tramite esperti qualificati.

E’ pasantuccia come app però è interessante e ben realizzata, ve la consiglio se vi piace l’arte o la cultura oppure se vi va di scoprire qualcosa in più su queste.

 

Scoperta del Mese

Vediamo, ho scoperto il canale di una ragazza che adoro, non parla di libri ma di cose varie come la realizzazione di quadri suoi oppure cose più leggere come i preferiti del mese ecc, mi rilassa molto vedere i suoi video, è molto creativa e simpatica, questo è il suo canale: Jim Reno.

A febbraio mi è tornata anche un po’ la passione per il trucco, negli ultimi mesi non mi appassionava più così tanto, semplicemente utilizzavo un prodotto nuovo ogni tanto e basta invece ora mi è tornata la voglia di provare cose nuove.

A febbraio sono stata sommersa per giorni dalla neve dentro casa e ogni tanto andava via anche la linea quindi ho avuto tempo di scrivere qualcosina (anche se sono sempre e comunque indietro con i miei progetti di scrittura, non è cambiato niente).

Quest’anno ho notato anche che sono partita alla grande con l’agenda, ogni anno se compro un agenda ( e da quello che ricordo ho sempre fatto così) mi dimentico sempre di usarla, nel 2018 invece ci scrivo ogni giorno e la consulto per gli impegni giornalieri, ogni tanto per rilassarmi ci disegno anche cose abbastanza carine.

Come vi avevo scritto nello scorso “cose del mese” febbraio lo avrei dedicato alla preparazione per una situazione di marzo che mi avrebbe rubato del tempo, quella situazione si è rivelata una perdita di tempo e un fallimento qui a marzo quindi pazienza.

Citazione del Mese

I libri piccoli sono più duraturi di quelli grossi e vanno più lontano. I librai stimano quelli grossi, ma i lettori preferiscono i piccoli. Ciò che è raffinato è migliore di ciò che è prolisso.
Joseph Joubert

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Voglio passare per la bambina felice che è in me quando c’è la neve? Sì, voglio farlo.

Diciamo che qui la neve non è mancata per buona parte di febbraio ma non mi è dispiaciuto per nulla, a parte i pezzi rimanenti di neve che mi cadevano in testa i giorni successivi alla grande nevicata.

A febbraio mi sono contenuta dal comprare libri, non ho comprato praticamente nulla, quindi sono stata brava, applauso.

E’ stato un mese intenso e veloce, con alcune pause causa neve sempre, però il lavoro non è mancato ma non l’ho sentito troppo opprimente.

Obbiettivi per Questo mese

Allora, al momento ho tre libri in lettura, quindi direi terminarli tutti perchè sono indietro, poi devo terminare la storia per un concorso di scrittura per cui ho rimandato e rimandato e come sempre mi trovo con l’acqua alla gola.

Contenermi con gli acquisti anche a marzo direi, non sono andata a Tempo di Libri altrimenti chissà cosa sarebbe accaduto.

Ci sono stati alcuni inconvenienti tecnici qui a marzo ma nulla di troppo grave, sicuramente questo mese è piuttosto pesante in tutti i sensi.

Progetti, progetti ovunque che a rilento vanno avanti!

Sono assente sia sul blog che su instagram negli ultimi giorni ma a breve le cose andranno meglio.

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro febbraio? Come procede l’anno? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

 

 

 

 

 

LiberTiAmo di Marzo

Buon primo marzo a tutti e tutte!

Febbraio è già giunto al termine ed è il momento di inaugurare una nuova lettura sul gruppo, il sondaggio in cui abbiamo scelto il libro di marzo è stato molto combattuto e fino all’ultimo l’esito era assai incerto.

Ma alla fine un titolo ne è uscito vincitore e oggi qui sul blog vedremo quale, il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/03 quindi per tutto il mese di marzo.

Il titolo di questo mese è un titolo che personalmente devo e voglio leggere da anni quindi sono felice che sia emerso vincitore dal sondaggio.

Andiamo subito a scoprire il titolo!

 

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Editore: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

 

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Include sei poesie da “Ariel”.

 

La campana di Vetro è stato pubblicato per la prima volta nel 1963 sotto lo pseudonimo Victoria Lucas.

E’ un “romanzo a chiave” ovvero descrive la realtà dietro una facciata di finzione, “la chiave di solito” è un personaggio piuttosto famoso o l’autore/autrice stesso/a.

L’autrice, Sylvia Plath si suicidò un mese dopo la pubblicazione del romanzo, che poi venne successivamente ristampato ancora in Inghilterra e in America.

Le vicende che costellano la vita della Plath, alcune delle quali scoperte dopo la sua prematura scomparsa, sono ancora oggi fonte di studio.

Nel 1982, Sylvia Plath divenne la prima poetessa a vincere il Premio Pulitzer per la poesia dopo la morte.

Il libro sarà in lettura dal 01/03 al 31/03, quindi per tutto il mese di marzo.

Siete entusiasti per questa lettura? Avete già in mente di partecipare? Fatecelo sapere!

Il 4 stavolta non ci leggeremo per la recensione del titolo di febbraio perché la pubblicai già qualche anno fa, dopo aver letto Trilogia di New York appunto, ve la linko qui se siete interessati/e.

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

CitaTime

“Sentiva un’ombra di opaca amarezza, come quando le gravi ore del destino ci passano vicine senza toccarci e il loro rombo si perde lontano mentre noi rimaniamo soli, fra gorghi di foglie secche, a rimpianger la terribile ma grande occasione perduta.”

– Il Deserto dei Tartari, Dino Buzzati

Smith&Wesson – Alessandro Baricco

Buon mercoledì e buon proseguimento di settimana!

Avete trascorso un buon weekend? Come procede l’esistenza?

Per iniziare nel migliore dei modi questa settimana, eccomi qui con una nuova recensione.

Infatti oggi parliamo per bene di Smith&Wesson di Alessandro Baricco, un titolo che ho letto nel giro di 1/2 orette, quindi in un tempo davvero breve qualche sera fa.

Direi di iniziare subito perché c’è molto da dire sia sull’autore che sull’opera, quindi non perdiamoci in chiacchiere e andiamo a parlare subito di questo titolo.

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Alessandro Baricco – Smith&Wesson

Editore: Feltrinelli

Pagine: 108

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 7,00

Prezzo ebook: € 4,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2014

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Tom Smith e Jerry Wesson si incontrano davanti alle cascate del Niagara nel 1902. Nei loro nomi e nei loro cognomi c’è il destino di un’impresa da vivere. E l’impresa arriva insieme a Rachel, una giovanissima giornalista che vuole una storia memorabile, e che, quella storia, sa di poterla scrivere. Ha bisogno di una prodezza da raccontare, e prima di raccontarla è pronta a viverla. Per questo ci vogliono Smith e Wesson, la coppia più sgangherata di truffatori e di falliti che Rachel può legare al suo carro di immaginazione e di avventura. Ci vuole anche una botte, una botte per la birra, in cui entrare e poi farsi trascinare dalla corrente. Nessuno lo ha mai fatto. Nessuno è sceso giù dalle cascate del Niagara dentro una botte di birra. È il 21 giugno 1902. Nessuno potrà mai più dimenticare il nome di Rachel Green? E sarà veramente lei a raccontarla quella storia?

 

Ci aspettavamo un sacco di cose dalla vita, non abbiamo combinato niente, stiamo scivolando giù nel nulla e lo stiamo facendo in un buco di culo dove una splendida cascata ogni giorno ci ricorda che la miseria è un’invenzione degli uomini e la grandezza il normale andazzo del mondo. (…) una sola cosa ci può salvare (…) Il nostro talento.

Recensione

Allora, iniziamo subito con il botto parlando dell’autore, Baricco è diventato con gli anni uno scrittore in voga nel panorama editoriale italiano, per qualche motivo lo associo sempre a Benni, alla fine sono due autori italiani, piuttosto conosciuti in Italia, con uno stile a tratti simile, con titoli diversi ma particolari a volte, insomma ci sono diversi punti in comune fra questi due autori.

Baricco è un po’ come Bradbury, o ti piace oppure lo eviti categoricamente.

A me devo dire che piace tutto sommato, nonostante non abbia apprezzato tutte le sue opere, o almeno quelle che ho letto in passato, però Novecento (forse il suo scritto più famoso) è ancora ad oggi uno dei miei libri preferiti che ogni tanto rileggo ancora.

Comunque, mi piace ascoltare il suo modo di parlare di alte opere (come quell’occasione in cui ha parlato di Furore di Steinbeck) e trovo il suo stile piacevole.

Questo testo però, quello di cui parliamo oggi ovvero Smith&Wesson non mi ha convinta più di tanto.

E’ scritto a mo’ di piéce teatrale quindi è molto scorrevole e veloce da leggere, anche perché lo stile di Baricco si riconosce sempre e non è qualcosa di ostico o lento anzi è semplice.

Sullo stile quindi non posso puntare il dito e dire che non mi è piaciuto perché il solito Baricco, niente di più niente di meno e quando prosegui nel leggere le sue opere ti aspetti questo però la vicenda non mi ha convinta.

E’ un libro che inizia bene, in modo interessante e con tanti punti che spingono il lettore a continuare ma si esaurisce piano piano, pagina dopo pagina.

Non mi aspettavo un epilogo come questo ma non mi ha suscitato una gran sorpresa a dire il vero, forse perché avevo già perso interesse o forse perché il finale può andare a parare da una precisa parte o dall’altra, ci sono due finali possibili non di più.

Ovviamente i cognomi dei personaggi (che compaiono nel titolo) sono un largo riferimento ad una famosissima marca americana di armi da fuoco ma si fa una battuta nelle prime pagine riguardo questa coincidenza e nulla di più, ho fatto anche diverse ricerche ma non ho compreso al 100% la scelta di dare questi cognomi ai personaggi.

Il terzo personaggio è una donna, nel libro si chiama Rachel Green (come quella di Friends, sì) ma in realtà è ispirata ad una donna realmente esistita ovvero Annie Taylor Edson che nel lontano 1901 si buttò giù dalle cascate del Niagara dentro una botte con il suo gatto, uscendone illesa, tranne per una ferita alla testa.

Ora, non facendo spoiler, non posso dirvi nulla sul destino della cara Rachel ma forse il suo personaggio è quello che mi ha suscitato più simpatia.

E’ una giovane giornalista che vuole scrivere ad ogni costo e una notizia simile è proprio ciò di cui ha un grande bisogno, quindi assieme a Smith un meteorologo quasi a tempo perso e Wesson un signore che conosce a memoria le cascate e “ciò che c’è sotto” tenterà in questa impresa, i due lo fanno per soldi, lei per diventare una giornalista famosa.

Il concept è interessante ma tutto va avanti troppo, troppo, velocemente, quindi non si riesce dal punto di vista del lettore a conoscere per bene i personaggi e ci sono troppe battute d’effetto per quanto mi riguarda che servono a dire che ci sono belle frasi in questo libro ma che non sono realistiche.

In più credo che alcune scene siano state inserite apposta per far commuovere il lettore e fargli forse pensare di aver gradito questo libro, alcuni risvolti sono troppo scontati, è come se non ci fosse molta invettiva baricchiana in questo libro.

Le idee brillanti, le frasi che significano davvero qualcosa di profondo tipiche di Baricco che trovai ai tempi in Novecento, qui mancano.

Nonostante sia un libro corto, alcuni pezzetti sono inutili ai fini della trama, altri personaggi che meritano almeno una descrizione vengono ignorati, insomma per quanto mi riguarda ci sono troppi punti ai quali l’autore è venuto meno inaspettatamente.

Durante la lettura non avvertivo quella passione tipica dell’autore nei confronti di una vicenda o di un personaggio, è una storia tiepida, a tratti perfino fredda.

Il punto finale come vi dicevo è stato inserito come manovra per far credere al lettore di essersi innamorato del libro in questione ma è trucco narrativo davvero scontato che si sarebbe potuto evitare.

Insomma, qui non ho per nulla riconosciuto lo stesso Baricco di Novecento e me ne dispiaccio, un’opera minore rispetto alle altre può sempre esserci non dico di no, ma con un concept così interessante è un vero peccato arrivare a risultati simili.

 

Voto:

Progetto senza titolo (49)

 

Tra l’altro con questo titolo rispondo ad un punto (finalmente) della Read Harder Challenge del 2018 a cui ho deciso di partecipare, per essere precisa il punto numero 15, un libro che si legge tutto in una volta.

Insomma, questo titolo non mi è piaciuto, penso che due stelle siano più che giuste, ho riflettuto a lungo sul contenuto che questo titolo mi ha lasciato e qualche giorno dopo la lettura mi sono resa conto che non mi era rimasto quasi nulla di ciò che avevo letto.

E voi? Avete letto Smith&Wesson? Vi piace Baricco? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

 

 

Cose del Mese – Gennaio!

Salve cari/e come procede la settimana?

Come ogni mese (sempre in ritardo) sono qui per il nostro consueto appuntamento con “le cose del mese”.

Ormai è tradizione che questo articolo arrivi in ritardo quindi perché saltare le tradizioni dico io?

Oggi vi parlo, in una tipologia di articolo parecchio rilassato e chiacchiericcio, di tutto ciò che ha costellato gennaio per me e come è iniziato questo 2018.

Non dimentichiamo che questo è stato il primo mese di un nuovo anno quindi se vogliamo avere una visione profetica della faccenda direi che per me gennaio non è andato affatto male come primo mese dell’anno.

Ma ne parleremo meglio nel corso dell’articolo quindi non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo!

Film del Mese

Allora, gennaio come vi dicevo è stato un bel mese ma non per i film.

Escludete il primo a sinistra ovviamente ma è stato una revisione quindi non conta, ne ho visti anche altri a parte questi ma come sempre ve ne cito massimo tre e ho deciso di selezionare questi.

Iniziamo dal migliore, sono andata in ordine di gradimento quindi come intuirete quello a destra è stato il peggiore di gennaio per me.

Ragazze Interrotte è una pellicola (leggendaria secondo me) del 1999 diretta da James Mangold che vanta fra i volti principali quelli di Angelina Jolie, Winona Ryder, Brittany Murphy, Clea DuVall e Jared Leto.

E’ uno dei miei film preferiti e come accade per i libri/film/serie tv che preferisco dopo un tot di tempo sento il bisogno di riguardali/rileggerli.

Ragazze Interrotte tratta di un argomento piuttosto delicato ovvero le malattie mentali, infatti il film (come il libro da cui è tratto) è ambientato in un ospedale psichiatrico in cui la nostra protagonista si ritrova perché soffre di disturbo borderline della personalità.

Come vi dicevo il film è tratto da un libro, più nello specifico dal diario di Susanna Kaysen, “La Ragazza Interrotta”.

Io personalmente ho visto prima il film, per la prima volta anni fa, e successivamente ho letto il libro ma non mi pento di questa scelta, per nulla.

Comunque torniamo a film, oltre a trattare il disturbo di cui soffre la nostra protagonista Susanna, si parla anche di molti altri disturbi piuttosto gravi che sono impersonati da varie figure che sostano in questo ospedale psichiatrico.

C’è la figura di Lisa (Angelina Jolie) che è una sociopatica e si avvicinerà molto a Susanna ma in realtà da telespettatori ci renderemo conto che Lisa influenza in modo piuttosto negativo Susanna (e anche le altre pazienti) allontanandola sempre più dal ritorno a casa.

C’è anche un’altra ragazza che soffre di anoressia, un’altra che è una bugiarda patologica, un’altra che è dipendente dai lassativi, un’altra che da piccola si è sfregiata il viso ecc. ecc.

Insomma in uno scenario come questo Susanna lotterà e si lascerà a tratti plagiare da Lisa, pensando alla sua malattia e riconoscendola per poi combatterla.

Insomma succederanno fatti che apriranno gli occhi a Susanna (sopratutto nei confronti di Lisa) e se non avete mai visto questo film dovete assolutamente rimediare.

E’ un film sulla comprensione di se stessi e sul viaggio che una ragazza, che si considera “sana”, compie in un luogo così traumatizzante e intenso come un ospedale psichiatrico.

Un’ottima pellicola e anche il libro merita senza dubbio una lettura!

Altro film che ho avuto modo di vedere a gennaio, in una sera in cui non avevo voglia di alzare nemmeno un dito su Italia 1 mi sembra quindi beccandomi un’ora buona di pubblicità che mi ha fatta mezza addormentare, è “Adaline, L’eterna Giovinezza”.

Film del 2015 diretto da Lee Toland Krieger, appartenente al genere drammatico/fantastico, esatto fantastico, e si vede bene durante la pellicola.

Di cosa parla questo film?

Nata intorno all’inizio del ventesimo secolo, Adaline Bowman (Blake Lively) non avrebbe mai pensato di poter essere ancora viva nel ventunesimo; ma un momento magico della sua vita la salva dalla morte e le regala l’eterna giovinezza. Così, a 29 anni, Adaline smette di invecchiare e comincia un’avventura unica, che mai essere umano ha vissuto. Questo destino incredibile le consente di vivere, per molti decenni, la storia delle trasformazioni del mondo, che fanno da sfondo alle sue vicende personali e sentimentali: dalle due Guerre Mondiali alle lotte degli anni 60 per la libertà, fino ai nostri eventi più recenti. Nascondendo abilmente il proprio segreto a tutti, tranne alla propria figlia, Adaline riesce a vivere con delicatezza e riserbo la sua vita, finché un giorno la donna incontra l’affascinante e carismatico filantropo Ellis Jones (Michiel Huisman) che riaccende il lei la passione per la vita e per l’amore. Dopo un weekend con i genitori di lui, che rischia di portare alla luce l’incredibile verità, Adaline prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita.

Insomma la trama è piuttosto particolare ed è una fiaba romantica ambientata ai (quasi) giorni nostri, già in concept ci fa capire che è un film non proprio realista e piuttosto fantastico, una volta arrivati a patti con questo fatto la visione non è così spiacevole.

Certo si fa un po’ fatica ad accettare all’inizio tutto questo (almeno per me è stato così) perché il pensare al fatto che una madre sia più giovane della figlia e vederle assieme è un’accostamento che lascia storditi.

Non è però solo questo fattore ma molti altri anche che sembrano assurdi e appunto fantastici, la fotografia e le ambientazioni mi sono piaciute molto, i colori, le scene, tutto studiato con cura.

Il lato negativo? Il solito messaggio che l’amore risolve sempre tutto anche in casi del tutto improbabili come questo, anche se qui oltre l’amore è proprio la sfiga a ripristinare tutto.

Il problema è che si fa fatica ad accettare questa sensazione fiabesca, tutto questo ottimismo sdolcinato (è troppo anche per me) che a tratti risulta probabile ad altri no, c’è qualcosa che stride perché per come è strutturato il film non riesce a passare al 100% il fatto che è una specie di fiaba, sembra la realtà e la realtà non funziona così.

E’ un film carino ma fa provare emozioni contrastanti e poco chiare, una bella storiella particolare insomma.

Ultimo film di cui parliamo oggi è stato il peggiore di gennaio, sto parlando di “The Open House”, un thriller originale Netflix pubblicato il 19 gennaio sulla piattaforma e diretto da Matt Angel.

La trama è brevemente questa:

Dopo un tragico evento, una madre raggiunge con il figlio adolescente la casa di villeggiatura di una parente, che dato il fatto che è in vendita è una “casa aperta” quindi in alcune ore e in alcuni giorni particolari la casa viene visitata da possibili compratori. In queste ore la madre e il figlio sono costretti ad andarsene, si renderanno conto però una volta tornati che qualcosa di strano è accaduto e continuerà ad accadere fino all’epilogo.

Un thriller dovrebbe alzare la tensione ma questo lo fa raramente, c’è qualche scena che salvo, la fotografia, il concept e la recitazione non è male anzi, il problema è tutto il resto e sopratutto lo svolgimento dei fatti con conseguente epilogo, un finale tremendo.

Perché tremendo? Perché non si capisce nulla da questo finale, nella trama ufficiale si legge che ci sono “forze strane e inquietanti che tramano contro di loro”, ma dove?

Le forze non sono per nulla strane, non voglio fare spoiler, ma vi garantisco che la risoluzione degli eventi non ha né capo né coda, perché succede quello che succede alla fine? Bah, chissà, così tanto per terminare il tutto si è buttato giù qualcosa alla bell’è meglio.

Mi ha urtato questo film, perché dopo aver passato più di un ora a seguire le vicende di questa famiglia, tutto si interrompe senza senso e il film non ci prova nemmeno a darti una spiegazione, la risoluzione di questo film (che non c’è nemmeno) non ha senso.

Assolutamente no.

Serie tv del Mese

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Torniamo a parlare di Godless, per l’articolo delle cose del mese di novembre vi avevo detto che mi ero avventurata da pochissimo nella visione di questa serie e non ero ancora in grado di dirvi nulla.

Vi ri-cito ancora la trama:

Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio addottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

In seguito ad una tragedia quasi tutti gli uomini  di La Belle muoiono e rimangono le donne che risollevano la città, fra queste donne c’è Alice Fletcher che possiede un ranch e ha un passato turbolento. 

Ancora non l’ho finito, mi manca l’ultimo episodio ma posso dirvi che ci sono molti momenti morti in questa serie che rendono la visione pesante in alcuni momenti, non desideravo una serie di fatti sempre veloci e avventurosi ma qui ogni tanto ho dovuto proprio interrompere a fare altro altrimenti mi sarei addormenta senza alcun dubbio.

Ci sono inquadrature belle, che sanno di essere belle e durano un’eternità inutilmente.

E’ una serie comunque piacevole, non adatta al binge effect insomma ma carina da vedere ogni tanto perché tutta assieme è insostenibile.

L’idea è davvero originale e apprezzabile, quella delle donne che hanno finalmente un ruolo portante nel western, ma sono sette puntate davvero lente, in cui ogni tanto succede qualcosa di veramente interessante ma ci sono anche tanti punti morti.

Non mi esprimo sul finale perché non l’ho ancora visto quindi vedrò l’ultimo episodio e mi farò un’idea generale su tutta la serie.

Comunque se vi piace il western e volete vedere qualcosa su questo genere ma diverso dal solito, ve lo consiglio.

A gennaio più che serie mi sono buttata molto di più sui film quindi direi che l’unica è stata Godless.

Canzoni del Mese

A gennaio le canzoni che ho ascoltato di più sono tutti classici, o meno, rock perché per un progetto (non legato al blog) ho fatto un mese di ascolto di canzoni rock classiche.

Wanted Dead Or Alive – Bon Jovi

Jessie’s Girl – Rick Springfield

Glory Days – Bruce Springsteen

Smoke On The Water – Deep Purple

Cosmetico del Mese

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Mi sembrava di avervi già parlato di questo prodotto ma facendo qualche ricerca in giro per il blog ho visto che no, non ve ne ho mai parlato, purtroppo aggiungerei.

Mi piace molto la Revlon come marchio, l’avevo detto anche nello scorso cose del mese in cui vi avevo parlato di un fondotinta di questo marchio e mi piacciono ancora di più questi rossetti/matitoni Revlon.

Sono i Colourburst Matte Balm e sono appunto dei matitoni rossetto automatici che mi piacciono moltissimo, il primo lo provai mesi e mesi fa ed è un rosso classico il Standout Remaquable e il secondo invece l’ho acquistato proprio nel mese di gennaio ed è il Fiery, ditelo assieme a me “un bordeaux- violetto”.

Hanno entrambi una nota di menta all’interno che dopo averlo applicato fa pizzicare un tantino le labbra e le rimpolpa, non è un rossetto che secca e rimane sulle labbra per ore, ovviamente è pur sempre un rossetto e non una tinta quindi va via a contatto con il cibo o in caso di “sfregamento involontario” però tutto sommato ha una resistenza molto buona.

Mi sembra costi attorno agli 8/9 euro, dipende anche dove li acquistate il prezzo può variare, ma credo siano davvero ben spesi perché sono degli ottimi rossetti, colore bello pieno, ottima resistenza, poca secchezza, ottimi!

 

App del Mese

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A gennaio ho riscoperto Bloglovin’, grazie sopratutto ad un articolo di Tiziana in cui appunto parlava di questa piattaforma, mi sono ricordata che anche io avevo un profilo Bloglovin’ e mi è venuta voglia di cercare informazioni su come muoversi qui sopra.

Sì perché avevo, mesi e mesi fa, avuto la brillante idea di registrarmi ma non sapevo come utilizzare Bloglovin’ ne quale fosse effettivamente lo scopo di questa piattaforma, insomma l’ho rivisitato e ho imparato ad usarlo.

E’ molto utile per seguire sopratutto blog che magari sulle piattaforme in cui sono non siete comodi a seguire, perché qui sono tutti raggruppati i blog che vi piacciono e non dovete visitare 15’050 piattaforme per leggere tutti li articoli che vi interessano.

Quindi ho scaricato anche l’app e mi trovo molto comoda, consigliata.

Ah, se volete seguirmi lì, per chi magari non è iscritto a wordpress la mia pagina è questa.

Scoperta del mese

Ho iniziato Tomb Raider, il videogioco di Lara Croft, anche per merito dell’entusiasmo di Fairylove (Unlibroperlatesta) e devo dire che mi sta piacendo molto, non me lo aspettavo.

Non è così arzigogolato come me lo ero immaginato, la trama è bella pulita, si hanno missioni specifiche, insomma un bel gioco d’avventura, sono circa a metà quindi aspetto prima di esprimermi sul gioco in totale, ma la grafica è davvero ben fatta per un gioco del 2013 (ricordiamoci che per i videogiochi anche un anno fa la differenza per quanto riguarda la grafica).

Ho finito Origins della serie di Assassin’s Creed e mi è piaciuto da impazzire, anzi ho finito la storia perché nel gioco ci sono ancora molte cose da fare, ve lo avevo detto la scorsa volta, è un gioco immenso.

Piccola postilla sempre videoludica, a marzo uscirà Far Cry 5, io ho giocato al 4 un’infinità di volte e sono già in fibrillazione per marzo, Far Cry non è una serie semplicissima da giocare perché ci sono alcune missioni (ed è stata molto criticata per questo) piuttosto difficili e molto lunghe che fanno bloccare il giocatore che si scoraggia e non continua più ma per quanto mi riguarda, ho amato il quarto e voglio assolutamente giocare al quinto quando uscirà.

Una cosa eccezionale dei concept di questa serie è il fatto che hanno sempre un’ambientazione distopica, per esempio nel quarto il giocatore doveva sconfiggere il regime che soffocava il Kyrat, mentre nel quinto da quello che so in questa città americana vige un credo che imprigiona gli abitanti di Hope County.

Penso di non avere altre particolari scoperte per gennaio, a parte il fatto che dagli ultimi giorni del mese ad ora ho un mal di gola e simil raffreddore che non se ne vuole andare.

Citazione del Mese

L’uomo che cerca la sicurezza, anche della mente, è come uno che si taglia gambe e braccia per avere gambe e braccia artificiali, che non gli diano dolori ne’ disturbi.

– Henry Miller

Cosa Positiva/ Negativa del mese

Per quanto riguarda quelle negative a gennaio ci sono stati vari problemi dal punto di vista lavorativo, ma nulla che il tempo non abbia risolto quindi tutto è bene ciò che finisce bene.

Come vi dicevo gennaio è stato un bel mese, un po’ complicato in alcuni giorni ma tutto sommato un bel mese, sono stata costretta più volte a mettere in pausa alcuni progetti a causa del poco tempo a disposizione ma li ho poi ripresi quindi non mi lamento.

Ci sono stati un po’ di cambiamenti positivi a gennaio, piccole cose ma positive che hanno rallegrato il mese, un buon inizio anno direi.

Obbiettivi per Questo Mese

Dunque a parte portare a termine almeno uno dei progetti di scrittura che ho, direi anche leggere un po’ di più e ci sto abbastanza riuscendo, nei prossimi giorni uscirà una recensione.

A marzo probabilmente mi sposterò e farò qualche viaggetto quindi devo utilizzare febbraio per organizzarmi un po’ con il lavoro e tutto, sarà un mese di organizzazione per vari fatti che ci saranno a marzo

E ci sarà qualche novità anche sul blog, come vi ho anticipato qualche giorno fa…

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro gennaio? Avete iniziato bene l’anno? Fatemi sapere!

A presto,

Elisa

 

 

 

 

 

 

Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Buona domenica cari/e!

Come avete passato questa settimana? Spero bene, anzi nel migliore di modi.

Ho un avviso da darvi, parecchio importante, tenetevi pronti.

Nel blog verranno introdotte tante interessanti novità, prima di tutte ci sarà un nuovo membro che inizierà a far parte della squadra di Writhings e grazie principalmente a questo nuovo membro parleremo anche di serie tv e film in molto molto più frequente e molto più approfondito. Vi piace questa novità?

Ci sarà un grande upgrade insomma per cui io sono davvero entusiasta.

Ma sarà tutto più chiaro nei prossimi giorni/settimane, intanto concentriamoci sull’articolo di oggi perché è arrivato quel giorno in cui parliamo per bene del libro del gruppo di lettura, in questo caso di gennaio.

Iniziamo subito!

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Quel Che Resta del Giorno – Kazuo Ishiguro

Editore: Einaudi

Pagine: 271

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1989

Link all’Acquisto: QUI

Trama

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell’adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo romanzo di Ishiguro, acclamato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

 

Dopotutto che cosa mai c’è da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e a prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato? La dura realtà è certamente il fatto che per quelli come voi e io, vi è ben poca scelta che porre, in definitiva, il nostro destino, nelle mani di quei grandi gentiluomini che sono al centro del mondo, i quali impiegano i nostri servizi. Che ragione c’è di preoccuparci troppo circa quello che avremmo o non avremmo potuto fare per controllare il corso che la nostra vita ha preso?

Recensione

Allora devo dire nonostante il passare dei giorni su questo libro ho ancora idee varie e sparse che cercherò di raccogliere nel migliore dei modi durante la scrittura di questa recensione.

Andiamo con ordine, iniziamo come sempre parlando dello stile di questo testo che è senza dubbio lento, non eccessivamente descritto e dispersivo a tratti.

Lento per il fatto che sopratutto all’inizio dopo aver letto trenta pagine mi sembrava di averne lette 100 senza un reale motivo, non per il fatto che succedono molti fatti perché gli eventi che accadono sono davvero ben diluiti nelle 271 pagine di questo libro ma più che altro perché il nostro personaggio principale si perde e divaga molto, concentrandosi prima su un fatto del passato e poi su un aneddoto.

Ci vogliono un tot di pagine per ingranare ma sopratutto per entrare nel ritmo giusto per la lettura di questo testo, una volta riusciti nell’impresa però ci si può godere una lettura rilassata e curiosa.

Curiosa per il fatto che dopo averci pensato ho partorito un’idea strana su questo libro, ovvero che il testo scorre lentamente ma le vicende sembrano avanzare con il ritmo più adatto e che nonostante al momento della lettura pensassi che non avrei avuto un gran ricordo in futuro di questo romanzo poi ora dopo averlo terminato mi rendo conto di non riuscire a togliermelo dalla mente.

Ishiguro ha uno stile davvero enigmatico perchè sul momento sembra di non leggere nulla di così trascendentale anche se poi con il passare delle ore e dei giorni ci si rende conto che in realtà la sua scrittura è rimasta impressa più del previsto.

E’ davvero curioso tutto ciò.

Parliamo dei personaggi e della storia, ovvero di Stevens il nostro personaggio principale e del fatto che in questo libro lui ci racconterà la sua vita.

Ovviamente non tutta la sua esistenza ma i passi salienti e ciò che lo rende un devoto maggiordomo e ci renderemo conto alla fine, un uomo che ha passato tutta la vita al servizio di un “altro”.

Stevens è un uomo non proprio nel fiore degli anni al presente del testo e in seguito ad un viaggio di sei giorni (occasione più unica che rara) verremo da lettori a conoscenza del suo passato dedicato a Lord Darlington, un gentiluomo inglese dal profilo eccellente.

Stevens ricorda i bei tempi al servizio di questo Lord con estremo orgoglio e nostalgia ma lanciando un occhiata al passato non c’è solo questa figura ma c’è anche quella di Miss Kenton, figura per cui compie in parte questo viaggio di sei giorni desideroso di un incontro.

Stevens, e questo si inizia a intuire circa a 70/80 pagine dall’inizio, è un narratore inaffidabile di cui ci si può fidare ben poco.

I suoi ricordi non sono fermi e saldi, alcuni eventi sono mischiati con altri volontariamente o meno.

Man mano che si avanza con le pagine questo fattore diventa sempre più chiaro e certo, Stevens per le emozioni contrastanti, la maggior parte delle volte represse anche per il lavoro che svolge, non ricorda in molto limpido gli eventi.

Personalmente per tutto il romanzo non sono riuscita mai del tutto a fidarmi di Stevens né come narratore né come personaggio, c’è qualcosa in lui che mi impedisce di affidarmi a questo durante la lettura.

Mentre da una parte l’estrema devozione che prova per i suoi padroni sembra comunque probabile, dall’altra in più punti raggiunge livelli che offuscano il buon senso.

Per tutto il romanzo Stevens non fa altro che interrogarsi su cosa sia la “dignità” come la intende lui in un maggiordomo e mette continuamente in questione i criteri e i doveri di un maggiordomo e quali sono quelli fondamentali, domandandosi di conseguenza se lui negli anni ha saputo innalzarsi fino a questi livelli.

Il punto su cui si basa l’intero romanzo e che rimane in modo più vivido al termine della lettura è la mentalità di Stevens che vive nella convinzione di aver raggiunto l’asticella più alta che un essere umano può raggiungere nella vita offuscato dalla estrema devozione che prova per il suo padrone e non mette mai, nemmeno una volta, in discussione ciò in cui ha sempre creduto perdendosi però di fatto una visione diversa della vita che sicuramente andrebbe ispezionata.

Ogni tanto tra l’altro Stevens mente riguardo il suo passato e questi punti mi lasciavano perplessa mi portavano a fidarmi sempre meno di lui.

Anche nei confronti di Miss Kenton e di tutti gli altri personaggi che incontrerà lui è sempre controllato, sembra essere in una specie di bolla con cui forse è cresciuto e da cui non riesce a guardare fuori.

Per quanto riguarda Miss Kenton si hanno dei sospetti sul loro rapporto, sospetti che verranno il leggerissima dose alimentati durante tutto il corso del romanzo per poi essere (sempre leggermente) confermati al termine del romanzo.

Vorrei scrivere due parole anche sul personaggio di Miss Kenton, che è forse il personaggio secondario più importante anche perché persino nei momenti in cui non c’è (o in cui non si leggono ricordi su di lei) non si può non pensare a questa donna, è un personaggio ombra sempre presente.

Anche lei è una figura molto enigmatica, una donna certamente forte e dal carattere energico e fumantino a volte.

Questo è un libro costruito senza in modo ottimo perché c’è una vera e propria escalation nella comprensione da parte del lettore di Stevens, lo stile mi è piaciuto, non poetico come quello della Woolf ma a volte portato all’essere dispersivo (e questo non è sempre un fattore negativo, in questo caso non lo è per me).

Non è stata una lettura sempre lineare e eccezionale da parte mia nel senso che mi è piaciuto questo libro ma per mio gusto personale in alcuni punti non mi ha conquistata, ci sono alcuni piccoli punti morti che distaccano il lettore dal fulcro del romanzo e lo allontanano.

Sarei curiosa di vedere il film perché mi piacerebbe guardare come un testo a tratti molto lento è stato rielaborato su pellicola.

E’ un libro che certamente si basa di più sulle emozioni che sugli eventi di per sè, ci sono eventi rilevanti, ma senza dubbio le sensazioni e le emozioni si Stevens e quelle che arrivano al lettore giocano un ruolo molto importante.

Insomma traiamo le somme, mi è piaciuta come lettura molto a penso di averlo realizzato al termine di questa, durante il libro non ero convinta, continuavo a leggere ma non capivo bene dove si volesse andare a parare.

Arrivata alla fine ho pensato “wow, che bella visione sulla vita e gli anni passati”.

Non mi era mai successo un caso così curioso, ovvero di sentire a tratti il peso della scrittura ma una volta girata pagina di sentirla così leggera e profonda, davvero uno stile interessante quello di Ishiguro ricordiamoci Premio Nobel per la Letteratura 2017.

Voto:

Progetto senza titolo (25)

Mi piacerebbe leggere di Ishiguro anche “Il Gigante Sepolto” perché mi attira molto e prima o poi penso lo farò.

Una lettura molto interessate, diversa dall’idea che mi ero fatta, più lenta e introspettiva ma una piccola grande scoperta.

E voi? Lo avete letto? Vi è piaciuto? No? Vorreste leggerlo?

 

 

 

 

LiberTiAmo di Febbraio

Buon inizio di febbraio cari/e e buon giovedì!

Come da tradizione, ogni primo giorno del mese arriva il momento di annunciare il titolo che sarà in lettura sul gruppo nel mese appena iniziato.

In questo caso l’immagine di copertina di questo articolo dovrebbe spargere alcune pulci nelle orecchie ma più avanti scoprirete interamente il titolo.

Come ogni mese su LiberTiAmo c’è stato il sondaggio (con una piccola novità questa volta) e un vincitore è spuntato all’orizzonte.

Comunque, la procedura la sapete, non divaghiamo e andiamo a scoprire il titolo di febbraio!

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Trilogia di New York – Paul Auster

Editore: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI

 

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa “Trilogia” sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. “Città di vetro” è la storia di uno scrittore di gialli che “accetta” l’errore del caso e fingendosi un’altra persona cerca di risolvere un mistero. “Fantasmi” narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. “La stanza chiusa” racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Trilogia di New York contiene tre romanzi brevi che hanno diversi elementi in comune e una lettura soddisfacente può esserci solo leggendoli tutti e tre.

Non sono semplici storie di mistero tra queste pagine, ci sono temi molto più ampi che si presentano all’improvviso e si imprimono nella mente.

Paul Auster negli ultimi mesi ha riscosso (in Italia e non solo) un modesto successo per la sua ultima pubblicazione 4321, classe 1947 questo autore nella sua carriera letteraria ha riscosso diversi premi ed è stato candidato nel 2017 per il Booker Prize.

Tempismo perfetto per questa lettura dato che il 3 febbraio è il compleanno dell’autore.

Il titolo sarà in lettura sul gruppo  dal 01/02 al 28/02, in caso di singola richiesta di una proroga provvederemo a spostare il termine di lettura.

Parteciperete alla lettura?

Personalmente ho già letto questo titolo (e tra l’altro ho già anche scritto la recensione) ma nel caso vi manchi fra le letture questa perla fidatevi di me e provate a dargli una chance e perché no insieme al gruppo a febbraio?

Ci leggiamo il 4 per la recensione de “Quel Che Resta del Giorno”!

A presto!

Elisa