10 Libri da Regalare (A Natale ma Anche no) – Ci Risiamo

Buon giovedì!

Come prosegue la settimana? Spero bene, nonostante tutto.

Oggi eccoci con un appuntamento ormai tradizionale della maratona, ovvero l’articolo in cui vi consiglio libri, in questo caso dieci, da regalare a Natale (ma anche no), nel senso che questi libri per me sono adatti anche a regali esterni al Natale, insomma sono dei jolly quasi sempre adatti.

Questo Natale, come sappiamo tutti sarà molto particolare e diverso di certo dagli altri, ma nonostante questo ho voluto comunque proporre questa tipologia di articolo.

Di alcuni di questi libri abbiamo già parlato, mentre di altri no, ma non temete vi dirò il perché di questo consiglio e per chi secondo me sono adatti, per ragazzi, adulti, amanti di gialli, horror o altro… iniziamo perché la lista è assai lunga!

Le Belve – Manlio Castagna e Guido Sgardoli

Prezzo di Copertina: € 16,50

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Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto… In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell’ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all’apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

Ho letto questo libro negli ultimi due giorni e l’ho divorato, è un libro perfetto per chi è nel blocco del lettore e per un regalo ad un ragazzo/a o in generale ad un adolescente. Ne parleremo meglio qui sul blog nelle prossime settimane, sta di fatto che è un libro che non annoia mai, che inquieta e vi smuove nella lettura con colpi di scena e brividi di inquietudine.

Il Porto Proibito – Teresa Radici e Stefano Turconi

Prezzo di Copertina: € 27,00

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Abel, giovane naufrago senza memoria, restituito dal mare perché sveli un mistero che il mare ha inghiottito. La storia di un amore così puro da squarciare il velo della morte e il cuore di chiunque la legga. Un’edizione di grandi dimensioni con un quaderno di disegni inediti a colori in appendice, per celebrare le tavole di questo classico moderno del fumetto.

Questa è una graphic novel, che ho letto mesi fa, in digitale. E’ davvero un regalo speciale secondo me, e penso quasi sempre apprezzato. Potrebbe essere anche un idea per avvicinare alle graphic novel chi di solito non è molto avvezzo, è una storia marinaresca che intreccia vari elementi, ha un tono quasi magico e sovrannaturale a tratti, è anche una storia decisamente emozionante che insegna lezioni che tutti nella vita imparano a dure spese, o impareranno. Lettura adatta anche ai ragazzi/adolescenti.

L’Oceano in Fondo al Sentiero – Neil Gaiman

Prezzo di Copertina: € 14,90

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Sussex, Inghilterra. Un uomo di mezza età ritorna alla casa della sua infanzia per un funerale. Sebbene la casa non ci sia più da un pezzo, l’uomo è irresistibilmente attratto dalla fattoria in fondo al sentiero, dove a sette anni aveva conosciuto una ragazza fuori dal comune – Lettie Hempstock -, sua madre e sua nonna. Erano decenni che non pensava più a Lettie. Eppure non appena si siede vicino allo stagno (quello stagno che lei sosteneva essere un oceano) accanto alla vecchia fattoria in rovina, ecco che il passato ritorna con i suoi ricordi, troppo strani, spaventosi e pericolosi per essere ricordi di episodi davvero successi a qualcuno, tanto meno a un ragazzino. Quarant’anni prima un uomo, un inquilino della casa di famiglia, aveva rubato la loro auto, dentro la quale si era suicidato proprio in fondo al sentiero. Quella tragica morte aveva evocato antiche forze che andavano lasciate in pace. Si erano scatenate oscure creature che venivano da chissà dove e il narratore era dovuto ricorrere a tutte le sue risorse per sopravvivere. L’orrore più terribile e minaccioso aveva creato devastazioni indicibili. E lui, ai tempi solo un ragazzino, disponeva come unica difesa di tre donne che vivevano in una fattoria in fondo al sentiero… La più giovane di loro affermava che lo stagno è un oceano. La più anziana si ricordava del Big Bang.

Anche qui abbiamo un libro per ragazzi, ma che può essere letto da tutti. E’ una storia che mischia emozioni che tutti abbiamo provato da bambini, e lo fa con una forte spinta che ci riporta a quei tempi. Vivido, profondo è un mix di vari elementi alla Gaiman, se siete già fan dell’autore di certo ritroverete qui una lista di particolarità sue, ma è una lettura che mi sento di consigliare comunque, anche da fan.

Il Punto di Rottura – Daphne du Maurier

Prezzo di Copertina: € 10,00

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Maestra del racconto, Daphne du Maurier coglie i personaggi nel momento in cui il legame tra ragione ed emozione è sul punto di spezzarsi: in una tranquilla domenica mattina, James Fenton capisce all’improvviso di essere in grado di uccidere senza il minimo senso di colpa. Dopo un’operazione chirurgica agli occhi la signora West è in grado di distinguere la vera personalità di chi la circonda. Durante le vacanze estive nella campagna inglese, la giovane Deborah scopre un mondo magico accessibile solo a lei. Crudeli, emozionanti, cariche di suspense e mistero, queste storie mostrano al loro meglio le capacità di scrittura e di indagine psicologica dell’autrice.

Regalo adatto agli amanti delle raccolte di racconti, questo è stato il mio primo approccio con l’autrice (ve ne devo ancora parlare in una bella recensione, che uscirà nelle prossime settimane), mi ha conquistata specialmente con il racconto “L’Arciduchessa”, che è diventato uno dei miei racconti del cuore.

Le Braci – Sàndor Màrai

Prezzo di Copertina: € 11,00

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Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: “una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione”. Tutto converge verso un “duello senza spade” ma ben più crudele. Tra loro, nell’ombra il fantasma di una donna.

Lettura di cui dobbiamo ancora parlare (anche qui nelle prossime settimane uscirà una recensione, perdonatemi), “Le Braci” è un testo che si concentra sul nocciolo dell’amicizia fra due uomini molto diversi fra loro che si incontrano a distanza di anni dopo un evento molto doloroso. E’ una storia di vendetta, amore perso e amicizia, non penso si possa descrivere con poche parole questo libro.

Furore – John Steinbeck

Prezzo di Copertina: € 14,00

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Pietra miliare della letteratura americana, “Furore” è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l’anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell’opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell’odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un’intera nazione. L’impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria “come un marchio d’infamia”. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, “Furore” è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.

Anche qui un libro di cui dobbiamo ancora parlare per bene (che vergogna, a breve la recensione giuro), l’ho letto qualche mese fa e l’ho amato. Questo è più un regalo adatto secondo me a chi legge di solito, non deve leggere 8’000 libri all’anno, ma dato che Furore è un mattoncino ed è un romanzo famigliare lo vedo più adatto a chi è abituato magari a leggere anche libri corposi. Questo ovviamente non significa che una persona non abituata a leggere non potrà mai leggere Furore, assolutamente, ci mancherebbe.

Carrie – Stephen King

Prezzo di Copertina: € 13,00

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Carrie è un’adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono: può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono, le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un’occasione di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, quello che sembrava un dono diventa un’arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare.

Bellissima lettura, con significati nascosti e molteplici, ottima struttura del testo e anche qui un testo che si divora in poco tempo. Di certo contiene all’interno immagini forti, è un libro in cui nessuno è completamente buono, i temi più diretti sono di certo quelli della vendetta, del bullismo e del fanatismo religioso.

Le cose che Abbiamo Perso nel Fuoco – Mariana Enriquez

Prezzo di Copertina: € 16,50

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Piccoli capolavori di realismo macabro che mescolano amore e sofferenza, superstizione e apatia, compassione e rimpianto, le storie di Mariana Enriquez prendono forma in una Buenos Aires nerissima e crudele, vengono direttamente dalle cronache dei suoi ghetti e dei quartieri equivoci. Sono storie che emozionano e feriscono, conducendo ¡I lettore in uno scenario all’apparenza familiare che si rivela popolato da creature inquietanti. Vicini che osservano a distanza, gente che sparisce, bambini assassini, donne che s’immolano per protesta. Quello di Mariana Enriquez è un mondo dove la realtà accoglie le componenti più bizzarre e indecifrabili della natura umana, e dove il mistero e la violenza convivono con la poesia. Sullo sfondo di un’Argentina oscura e infestata dai fantasmi, con la sua brillante mescolanza di horror, suspense e ironia, “Le cose che abbiamo perso nel fuoco” ha fatto di Mariana Enriquez la risposta contemporanea a Edgar Alian Poe e Julio Cortázar, la voce più interessante della nuova letteratura sudamericana. Una voce intensa e diretta, che racconta di personaggi brutali e talvolta buffi, trascinando il lettore in una spirale fascinosa e disturbante cui è difficile resistere.

Anche qui abbiamo una raccolta di racconti, interessante per chi ama il genere horror, macabro, noir, è una raccolta oscura in cui non viene in nessun modo diluita la ferocia e la cattiveria di certi personaggi/creature/situazioni.

I Salici – Algernon Blackwood

Prezzo di Copertina: € 6,90

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Durante un viaggio in canoa sul Danubio, due uomini sono costretti a fermarsi su un’isola a causa della corrente. Quello che doveva essere un tranquillo campeggio temporaneo si trasforma in un’esperienza inquietante e soprannaturale: i salici che ricoprono l’isola sembrano muoversi e bisbigliare, al soffio del vento, dando l’impressione di essere vivi; si percepisce la presenza di entità ostili invisibili e spaventose, che mettono in dubbio ogni capacità di raziocinio. La forza narrativa e la potenza evocativa delle immagini creano una tensione crescente nel lettore, il quale – come avviene per i due protagonisti – si troverà coinvolto in una battaglia tra il reale e il surreale. Gli eventi accaduti sono reali o frutto di un’immaginazione sovra-eccitata e suggestionabile? “I salici” di Algernon Blackwood è un esempio riuscitissimo di wird fiction, al punto da essere definito da Lovecraft come il miglior racconto del sovrannaturale di tutta la letteratura inglese.

Qui vi propongo questo, ma in generale se volete fare un “regalino” vi consiglio vari di questi raccontini editi ABEditore, “I Salici” in particolare è un racconto del maestro del genere gotico Blackwood, un horror/thriller d’atmosfera, che si legge in un pomeriggio di brivido.

Lo Schiaccianoci – E.T.A. Hoffmann

Prezzo di Copertina: € 15,00

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Scritto nel 1816, ripreso da Dumas e trasformato in musica dal genio di Cajkovskij, “Lo Schiaccianoci” di Hoffmann da due secoli continua ad affascinare grandi e piccini. Fritz e Marie, come tutti i bambini, vivono con gioia i giorni del Natale. Un amico di famiglia regala loro uno Schiaccianoci di legno: un oggetto all’apparenza innocuo, ma che darà vita alle più incredibili avventure che i due fratelli abbiano mai vissuto. Durante la notte, in camera di Marie appare infatti lo spietato re dei topi, con sette teste e sette corone, alla guida di un esercito di roditori; Schiaccianoci prende vita e, divenuto generale dei soldatini, dei tamburini e dei pupazzi di marzapane, lo affronta. I due bambini vengono così trasportati in un mondo popolato da topi, fate, soldati, principi e principesse, dove sogno e realtà si legano indissolubilmente. Una favola senza tempo in un’edizione unica, impreziosita dalle originali, caleidoscopiche e coloratissime illustrazioni dell’artista e designer Sanna Annukka, che accompagnano il lettore tra animate battaglie e meravigliose peripezie.

Ne abbiamo parlato proprio ieri, è un libro adorabile, catalogato come fiaba per bambini, ma penso sia un gioiello anche per gli adulti, fa parte di questa meravigliosa collana dei classici BUR deluxe, che sforna classici in edizioni illustrate e bellissime.

E voi? Quali libri regalereste a Natale (ma non solo)? Fatemi sapere!

A domani!

Lo Schiaccianoci – E.T.A. Hoffmann

Buon mercoledì!

Oggi, parliamo di un libro natalizio, in tema per questa maratona, infatti nel mese di novembre mi sono addentrata in varie letture “natalizie” proprio per l’occasione, e fra queste letture c’è certamente “Lo Schiaccianoci” di E.T.A. Hoffmann.

Questa fiaba io la ricordavo con particolare affetto per il cartone animato visto circa 1’489 volte da bambina (ovvero “La favola del Principe Schiaccianoci” del ’90), forse non è il cartone migliore dell’universo e avendo visto qualche pezzo oggi posso dirvi che non è adattato alla versione di Hoffmann, ma il ricordo d’infanzia aumenta il suo valore per me.

Comunque, andiamo a parlare de “Lo Schiaccianoci”!

Lo Schiaccianoci – E.T.A. Hoffmann

Casa editrice: BUR

Pagine: 135

Prezzo di Copertina: € 15,00

Anno p. Pubblicazione: 1816

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Trama

Scritto nel 1816, ripreso da Dumas e trasformato in musica dal genio di Cajkovskij, “Lo Schiaccianoci” di Hoffmann da due secoli continua ad affascinare grandi e piccini. Fritz e Marie, come tutti i bambini, vivono con gioia i giorni del Natale. Un amico di famiglia regala loro uno Schiaccianoci di legno: un oggetto all’apparenza innocuo, ma che darà vita alle più incredibili avventure che i due fratelli abbiano mai vissuto. Durante la notte, in camera di Marie appare infatti lo spietato re dei topi, con sette teste e sette corone, alla guida di un esercito di roditori; Schiaccianoci prende vita e, divenuto generale dei soldatini, dei tamburini e dei pupazzi di marzapane, lo affronta. I due bambini vengono così trasportati in un mondo popolato da topi, fate, soldati, principi e principesse, dove sogno e realtà si legano indissolubilmente. Una favola senza tempo in un’edizione unica, impreziosita dalle originali, caleidoscopiche e coloratissime illustrazioni dell’artista e designer Sanna Annukka, che accompagnano il lettore tra animate battaglie e meravigliose peripezie.

La neve cadeva delicatamente per le strade, e le persone correvano a casa, con le braccia piene di scatole allegramente impacchettate con la carta dei negozi di giocattoli, negozi di caramelle, e panetterie. Perché era la vigilia di Natale, e come cadde il tramonto, i bambini di tutta la Germania si misero in silenziosa attesa della notte che stava per sopraggiungere, e con essa i doni di Gesù Bambino.

Recensione

Prima di iniziare con la recensione vera e propria vorrei fare un plauso alla bellissima edizione dei classici BUR Deluxe, quello in cui ho letto anche io “Lo Schiaccianoci” che è veramente un bijou.

Contiene all’interno le illustrazioni di Sanna Annukka, ve ne mostro qualcuna qui:

Sono meravigliose queste illustrazioni, e il volume ne ha un buon numero che ci tengono compagnia durante la lettura e riescono ad accordarsi abbastanza bene con il testo.

Storia dell’Opera

“Lo Schiaccianoci” o “Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi” è un testo edito per la prima volta nel 1816, successivamente entrò a far parte della raccolta “I Fratelli di Serapione”.

Alexandre Dumas trasse ispirazione dal racconto per scriverne una sua versione e da quella nacquè l’ispirazione per il famoso balletto “Lo Schiaccianoci” musicato da Cajkovskij.

La fiaba fu pensata da Hoffmann per un pubblico di bambini, al suo interno sono contenuti tuttavia elementi gotici, ad esempio il famoso topo a sette teste, inoltre è un testo con riferimenti storici all’interno, perché dopo la battaglia finale nella visita a uno dei regni, Marie, incontrerà armeni, greci e tirolesi, popoli che avevano combattuto per l’indipendenza.

Struttura

La storia ha una struttura suddivisa in 14 capitoli, che si dipanano dalla Vigilia di Natale alla conclusione in cui Marie, la protagonista, fa una scelta importante.

La storia ad un certo punto diventa una fiaba dentro la fiaba, dato che uno dei personaggi, un uomo molto enigmatico e misterioso narrerà ai bambini, Marie e Fritz, una fiaba molto importante, che diverrà uno specchio della realtà.

Sono presenti molti elementi magici, anzi la storia stessa si regge su elementi magici, in particolare trovo che il pezzo di fiaba all’interno della fiaba metta in risalto maggiormente la magia più fiabesca, quella presente nelle classiche fiabe per bambini.

Cosa mi è piaciuto?

Partiamo dal presupposto che se devo considerarla puramente come una fiaba per bambini non mi resta che applaudire e ammirare l’ottimo lavoro fatto dall’autore, perché è di certo una fiaba scoppiettante, piena di magia, colpi di scena e meraviglia.

Se invece devo interpretarla anche in un altro modo c’è qualcosa che non mi ha convinta, ma ne parleremo più avanti.

Di certo la magia si vede a perdita d’occhio all’interno di questo libro, se volete immergervi in una fiaba puramente natalizia, ma allo stesso tempo cosparsa di avventura, amore, incanto e meraviglia non posso far altro che consigliarvela, sarebbe troppo complesso parlarvi di ogni elemento contente magia, perché tutto sembra diverso da quello che è in questa fiaba.

Fino all’ultimo rimane un dubbio, è un sogno o è la realtà? Beh, non c’è una risposta facile per questa domanda, ad ognuno la sua interpretazione.

Il personaggio dell’adorabile schiaccianoci è quello di un giovane valoroso, coraggioso, pieno di sentimenti puri e ammirazione per la sua Marie, forse dopo la lettura lui rimane il mio personaggio preferito.

E’ complesso parlare di una fiaba, perché non si può descrivere molte volte il senso di pace e estasi che si prova, una fiaba è un universo a sé, ed immergicisi dentro risucchia (anche se per poco) il lettore in un vortice.

Quindi parlando di ciò che mi è piaciuto, posso dirvi alcuni elementi, la cura dell’autore nelle dosi di fantasia inserite all’interno, ma anche ciò che ho provato leggendo questa fiaba, mi sono sentita di nuovo bambina e disconnessa dal mondo, per ritrovarmi in uno fatto di colori, spadaccini, regine cuoche e topi a sette teste.

Cosa non mi ha convinta?

Leggendo ho avuto l’impressione in determinati punti di sentire delle mancanze, alcuni pezzi non mi sembravano incollati nel migliore dei modi.

Avrei voluto certamente amare di più i personaggi, che mi sono scivolati un poco via come acqua, a parte lo schiaccianoci certo.

Alcuni risultano intriganti, ma non approfonditi a sufficienza, certo bisogna sempre considerare il fatto che stiamo parlando di una favola per bambini.

I punti meno riusciti, per me, sono questi, quindi i personaggi, non sempre comprensibili e volatili, non ci si sofferma mai più di tanto infatti sul comportamento di questi, e i “pezzi mancanti”, non è un fatto riguardante l’edizione o altro, è una mia sensazione durante la lettura, avrei desiderato altri dettagli su alcune scene che invece di spengono all’improvviso.

Voto:

In toto, per ciò che io ho gradito e non gradito, mi sento di assegnare questo voto, ma devo fare un piccolo disclaimer.

E’ un ottima fiaba per bambini, se dovessi immedesimarmi nei panni di un bimbo/a a cui viene letta la fiaba o che legge la fiaba, finirei per gradirla decisamente di più.

Sta di fatto che è un libro perfetto per essere letto a Natale, regalerà un tocco di magia in più a tutto!

E voi? Avete letto “Lo Schiaccianoci”? Sì? Vi è piaciuto? No? Perché? Fatemi sapere!

A domani!

E’ il Momento della Wishlist Natalizia

Buon martedì e buona Immacolata!

Oggi inauguriamo la prima festività natalizia che da il via a queste feste con la tradizionale wishlist natalizia! Ebbene sì, ogni anno per la maratona parliamo di wishlist di Natale e come sempre ci tengo a dire che adoro scrivere questo genere di articolo per scoprire la vostra di wishlist e magari in tutto ciò verrà (di certo) fuori qualche bel suggerimento.

Magari fra i libri che citerò alcuni riusciranno a far breccia nella vostra curiosità e nelle vostre wishlist, chissà che per colpa mia la vostra lista non subirà una crescita improvvisa… per me è un onore.

Che dire, via di sgolosamenti vari!

L’Ultima cena del Clan Sulinado – Tiffany Tsao

Gwendolyn ed Estella sono sempre state sorelle molto unite e crescono in un ricchissimo, potente clan della minoranza cinese in Indonesia. Ma ora Gwendolyn è in ospedale, l’unica sopravvissuta all’attentato compiuto dalla sorella ai danni del clan Durante il sontuoso ricevimento in onore degli ottant’anni del capostipite, Estella avvelena la portata principale provocando la morte di trecento persone. A mano a mano che ritrova consapevolezza di sé, Gwen scava nella memoria per trovare una causa scatenante di quella brutale strage. È stata la morte in mare dell’amata zia Sandra? L’infelice matrimonio di Estella con un uomo violento? O le alleanze sempre diverse e i risentimenti taciuti all’interno del loro mondo opulento sono stati troppo difficili da sopportare? Continuando a interrogarsi, Gwen porta alla luce tutte le nefandezze di una famiglia che ha costruito il suo impero su una rete di corruzione e crudeltà che non ha risparmiato nessuno. Un viaggio nel mondo di chi pensa che essere ricchi e potenti consenta qualsiasi stravolgimento delle norme morali, un viaggio e nella mente di una ragazza che si scoprirà avere una personalità decisamente intricata.

Questo libro l’ho scoperto relativamente da poco tempo, l’ho voluto inserire in wishlist perché sono molto interessata al lato criminale del tutto, non tanto alla vicenda fra le due sorelle, ma più a quella famigliare “estesa” che non coinvolge solo loro due e che tratta anche della criminalità e della malvagità perpetuata all’interno del clan.

Il nome del Vento – Patrick Rothfuss

Questa edizione ci porta ancora più a fondo nel mondo di Patrick Rothfuss, con numerosi materiali: scritti dell’autore e dell’editore; decine di illustrazioni di Dan Dos Santos; nuove mappe di Nathan Taylor; una postfazione dell’autrice Jo Walton; infine appendici completamente illustrate sulla storia, le valute, il calendario dei Quattro Angoli della Civiltà, insieme a una guida completa alla pronuncia dei nomi, dei luoghi e dei termini specifici dell’universo del Nome del Vento. Questo romanzo è la storia di un eroe raccontata dalla sua viva voce. È un racconto di dolore e di sopravvivenza, ma soprattutto è il racconto di un uomo in cerca del senso del suo universo, e di come quella ricerca – e l’indomabile volontà che l’ha guidata – ha dato vita alla leggenda.

Forse abbiamo già parlato di questo libro, sta di fatto che l’ho sentito citare e ricitare ottocento volte prima dell’arrivo in Italia, io non sono sempre una da fantasy devo ammetterlo, ma ci sono vari fantasy che mi attraggono molto, questo fa parte della lista. Non amo particolarmente la copertina di questa edizione, sarà che sembra troppo computer grafica e io non apprezzo del tutto uno stile simile, ma lasciando perdere la copertina questo è un regalone adatto a chi ama il fantasy anche.

Pazza d’Amore – Adèle Hugo

A partire dal 1863, Adèle Hugo, secondogenita del grande scrittore, e che aveva allora trentatré anni, divenne nella sua famiglia quella di cui si parlava a bassa voce e di cui si evitata di pronunciare il nome davanti a chiunque. Era partita, furtivamente, per Halifax, in Nuova Scozia, per raggiungere il giovane tenente Albert Pinson che desiderava ardentemente sposare e che non ne voleva sapere di lei. Eppure, l’aveva sedotta, anni prima, nella terrazza a strapiombo sul mare e nelle sale buie della dimora paterna dall’isola di Guernsey dove Victor, in esilio e addolorato per la morte della sua primogenita Leopoldine organizzava abitualmente sedute spiritiche; eppure era stata la sua amante. Il bel tenente però non l’ama più e a nulla serve il consenso a sposarlo che Adèle ha finalmente strappato dal padre, così come si rivelano inutili, anzi dannosi, i sotterfugi e le menzogne cui la ragazza ricorre per riconquistare l’uomo che ama. Adèle annuncia ai suoi il matrimonio che non c’è mai stato e al quale gli Hugo avevano inizialmente creduto. Quando scoprono che Adèle ha mentito, la ferita è inguaribile e suo padre non riesce a dominare il risentimento: per quanto libero dai pregiudizi, restava in lui affilata, esigente, una certa idea di rispettabilità borghese e di “onore” familiare che Adèle aveva, ai suoi occhi, intaccato.

Questo può essere un regalo carino magari anche per chi ama Hugo, ha letto tutto di suo e lo adora, perché non è ovviamente un testo scritto da lui, ma è correlato a lui dato il legame famigliare. Ne ho sentito parlare più che bene e sembra una vicenda da strappare decisamente il cuore, ma che allo steso tempo coinvolge la borghesia, l’apparenza e l’onore.

Drood – Dan Simmons

Nel giugno del 1865, durante un viaggio in compagnia della sua amante, Charles Dickens rimane coinvolto in un incidente ferroviario, in seguito al quale incontra un sinistro personaggio di nome Drood che cambierà per sempre la sua vita. Il racconto degli avvenimenti che seguirono è affidato al suo migliore amico ed eterno rivale, Wilkie Collins, autore di libri come “La donna in bianco” e “La pietra di luna”, che viene coinvolto in una serie di indagini nell’underworld di Londra, attraverso sotterranei oscuri e misteriosi, colonie umane di derelitti, fumerie d’oppio clandestine, pratiche di mesmerismo e sette segrete. Quando Drood sembra avvicinarsi alle loro ricerche, egli viene messo da parte da Dickens, il quale comincia a mostrare segnali inquietanti di cambiamento. Come se non bastasse, anche Collins inizia ad avere visioni inspiegabili, allucinazioni, un senso costante di minaccia. Provato fisicamente e mentalmente ma avvinto da questo gioco mortale, Collins si dibatte tra la paura della follia e il dubbio che tutto faccia parte di un diabolico piano della creatura che si fa chiamare Drood. Centrato sulle figure di due degli scrittori inglesi più influenti della modernità, è un romanzo storico-letterario sul mistero dell’ultimo omonimo romanzo rimasto incompiuto di Dickens, un inquietante racconto sovrannaturale e un’indagine psicologica sui recessi più oscuri della mente umana. Un’opera ambiziosa nella produzione narrativa di uno dei maestri contemporanei del romanzo americano.

Sarà che sono in vena di mattonazzi, o che sono sempre fissata con Dickens, ma questo libro io lo punto da anni anche se ho sempre dato la priorità ad altro. Di Dan Simmons ho in libreria “The Terror” che sicuramente leggerò l’anno prossimo (ne parleremo anche nell’articolo degli obbiettivi di lettura del 2021), quindi prima di leggere Drood leggerò di certo quello che ho già in libreria, sta di fatto che mi sa proprio di romanzone storico, oscuro e simil gotico.

Dune, vol. 1 – Frank P. Herbert

Arrakis è il pianeta più inospitale della galassia. Una landa di sabbia e rocce popolata da mostri striscianti e sferzata da tempeste devastanti. Ma sulla sua superficie cresce il melange, la sostanza che dà agli uomini la facoltà di aprire i propri orizzonti mentali, conoscere il futuro, acquisire le capacità per manovrare le immense astronavi che permettono gli scambi tra i mondi e la sopravvivenza stessa dell’Impero. Sul saggio Duca Leto, della famiglia Atreides, ricade la scelta dell’Imperatore per la successione ai crudel Harkonnen al governo dell’ambito pianeta. È la fine dei fragili equilibri di potere su cui si reggeva l’ordine dell’Impero, l’inizio di uno scontro cosmico tra forze, popoli magici e misteriosi, intelligenze sconosciute e insondabili. Con Dune Frank Herbert inaugura la serie di romanzi divenuti ormai di culto, che segneranno in maniera indelebile l’immaginario fantascientifico letterario e cinematografico degli anni successivi.

Che dire di Dune? Non penso ci sia molto da dire, vorrei leggere la saga, o almeno il primo l’anno prossimo, tra l’altro so che doveva uscire anche il film, ma ovviamente causa Covid è stato rimandato. Sono anni in realtà che vorrei leggermi Dune, ma sono sincera mi intimorisce un poco, anche se ho imparato che in casi simili, quando si ha timore di un libro, meglio buttarsi così, senza pensarci per giorni o settimane.

Metro 2033 – Dmitry Glukhovsky

L’anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L’umanità è vicina all’estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell’umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L’uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell’uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l’ultimo rifugio dell’umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell’acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all’istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all’orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell’imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell’intera metro e probabilmente dell’intera umanità.

Dunque, questo è il primo volume della trilogia di Metro 2033, trilogia di genere distopico molto famosa, ha avuto anche un buon successo qui in Italia tra l’altro. L’autore è lo stesso di “Futu.re”, uscito qualche anno fa. Desidero leggere questa trilogia da anni, in particolare per le atmosfere che sembrano pazzesche.

Bussola – Mathias Enard

Con questo straordinario romanzo-fiume uno dei più raffinati autori francesi ha vinto il Premio Goncourt nel 2015. Bussola è la storia d’amore tra Franz, uno specialista dell’Oriente, e Sarah, anch’essa studiosa delle civiltà orientali, un amore che dura anni e si snoda attraverso Europa, Iran, Siria e Turchia. Ma è anche la storia di un altro amore tormentato: quello tra l’occidente e l’oriente. Un amore raccontato attraverso le centinaia di storie di coloro, donne e uomini europei, che nel corso dei secoli hanno dedicato le loro vite (e spesso le hanno perse tragicamente) all’inseguimento di questa passione “impossibile”.
Con un’erudizione impressionante che non offusca mai il piacere della lettura, Enard racconta le vite avventurose e appassionate di scrittori, avventurieri, musicisti, viaggiatrici che si sono lasciate ammaliare dall’esotismo e dalla sensualità di luoghi come la Persia, Costantinopoli, Palmira; luoghi di questa passione divisa tra miraggio e illusione da una parte e vite reali e ben concrete dall’altra. Cos’è stato l’orientalismo? Un miraggio del deserto favorito dai fumi dell’oppio, dai profumi delle spezie e dalle mire coloniali dell’Europa, o un vero incontro tra culture diverse ma complementari, l’una bisognosa dell’altra, alla continua ricerca dell’Altro che ci completa?

L’autore è lo stesso de “La Precisione del Tiro” paragonato a “Yellow Birds”, questo libro mi ispira anche qui parecchio per le atmosfere. Questi ambientazioni orientali e orientaleggianti sono ciò che mi rapiscono sempre in un libro.

Melmoth L’errante 1820 – C.R. Maturin

Nell’autunno del 1816 il giovane John Melmoth lascia il Trinity College di Dublino per assolvere un compito ineludibile: assistere uno zio moribondo dal quale dipendono tutte le sue speranze di indipendenza economica. Nella decrepita casa in cui si reca, John viene accolto da un avvizzito vecchio in preda al delirio, che lo supplica di alleviare le sue pene portandogli del Madeira, conservato gelosamente in un ripostiglio chiuso a chiave in cui nessuno mette piede da oltre sessant’anni. Nello sgabuzzino dalle finestre murate, John scopre un dipinto datato 1646. L’opera cela qualcosa di oscuro e terribile, che traspare con evidenza dallo sguardo spaventevole dell’uomo ritratto. Dalle labbra dello zio morente, John apprende che quel volto appartiene a un lontano parente, un uomo che avrebbe dovuto essere morto, essendo vissuto oltre centocinquanta anni prima, e invece vive ancora. Un antenato che ha venduto l’anima al diavolo in cambio dell’immortalità, e che da allora vaga per il mondo in cerca di qualcuno che accetti di prenderne il posto. «Melmoth l’Errante», un discendente dell’Ebreo Errante, il ciabattino che, secondo una leggenda, vedendo passare Cristo sulla via del Calvario, gli scagliò contro una ciabatta e venne condannato a vagare sulla terra fino alla fine dei tempi. Così ha inizio uno dei celebri romanzi della letteratura gotica. L’autore, il reverendo Charles Robert Maturin, calvinista e prozio di Oscar Wilde, covava in sé l’oscura ambizione di «spingere il romanzo gotico al di là dei limiti più estremi, superando Erode in crudeltà e destando più scandalo e scalpore di chiunque l’avesse preceduto». Ma, come ricorda Sarah Perry nell’introduzione a questo volume, «non basta infarcire un racconto di ceri e manoscritti, o descrivere fanciulle che vagano in camicia da notte in oscuri sotterranei: per funzionare il racconto gotico esige che il lettore provi lo stesso brivido delizioso dei personaggi che incontra sulla pagina». È grazie a tale brivido che Melmoth l’Errante, al pari di Dracula, Frankenstein e altri celebri mostri letterari, continua a peregrinare nel nostro mondo e ad atterrire generazioni di lettori.

Un classicone mattone, di genere gotico, non penso ci sia molto da dire su Melmoth, anche qui un libro che mi prefisso di leggere da anni. Questa tra l’altro è una bellissima edizione BEAT, sì, adoro la grafica BEAT.

La Valle dell’Eden – John Steinbeck

Nel paese di Nod, a est de] giardino dell’Eden, dove la progenie di Caino andò a vivere secondo la leggenda biblica e che nel romanzo di John Steinbeck corrisponde simbolicamente alla valle percorsa dal fiume Salinas nella California settentrionale, si intrecciano le storie di due famiglie, gli Hamilton e i Trask. Protagonisti della saga, che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale, da una parte il vecchio Samuel Hamilton, immigrato dall’Irlanda; e, dall’altra, Cyrus Trask insieme ai figli Adam e Charles, e ai nipoti Aron e Caleb, gemelli nati dalla misteriosa Cathy Ames, reincarnazione di Eva e di Satana allo stesso tempo, emblema del male nel mondo, con il quale tutti nel corso della lunga vicenda devono misurarsi. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1952 e ora riproposto nella nuova traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, “La valle dell’Eden” è il romanzo in cui Steinbeck ha creato i suoi personaggi più affascinanti e ha esplorato più a fondo i suoi temi ricorrenti: il mistero dell’identità, l’ineffabilità dell’amore e le conseguenze tragiche della mancanza d’affetto.

Quest’anno ho letto “Furore” (di cui dobbiamo ancora parlare, perdonatemi, a breve nel parleremo al meglio) e voglio approfondire Steinbeck, questo è l’altro grande romanzo famigliare dell’autore che spero di amare come ho amato Furore.

Solaris – Stanislaw Lem

“Solaris” è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell’universo esplorato dal genere umano. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un’atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c’è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta “vivente”. Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L’astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l’ambiente. Un’avventura avvincente e carica di attesa e mistero. Ma si potrebbe dire anche un’avventura epistemologica, nel senso che presenta alla lente della riflessione un numero enorme di quesiti che abitano i rami della filosofia. Fra essi, il più suggestivo sembra essere il tema dell’Identità, del Soggetto, dell’Io. Non esiste l’Io unico e identico a se stesso.

Anche qui abbiamo un classico, tanti classici in questa wishlist, stavolta della fantascienza, ne ho sempre sentito parlare in toni entusiasti e anche ultimamente, questo mi ha fatto tornare il pallino per la lettura di “Solaris”.

E voi? Quali sono i vostri libri in wishlist? Avete letto qualcuno di questi? Vi sono piaciuti? Fatemi sapere!

A domani!

Tre Racconti per Natale

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Dunque, per inaugurare questa settimana, dato che domani ci sarà la prima vera festività natalizia ho pensato di parlare un poco oggi di tre racconti consigliati per Natale.

Di alcuni di questi abbiamo già parlato anni fa, ma li ho riletti a novembre per l’occasione e di certo ne parleremo in modo più approfondito e specifico.

Queste sono tre raccolte (tranne una) contenenti racconti di autori direi classici perfetti da leggere per Natale, o prima del fatidico giorno, è pensato così questo articolo, come un piccolo suggerimento per letture brevi e in tema perfette per entrare nel mood.

Iniziamo!

La Notte Prima di Natale – Nikolaj Gogol’

Prezzo di Copertina: € 4,90

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Il fabbro Vakula è innamorato di Oksana, la ragazza più bella del villaggio di Dikan’ka, ed è determinato a sposarla. Il suo progetto viene però ostacolato dal diavolo in persona, che da tempo medita di vendicarsi di lui e di tutte le «frottole che ha messo in giro sui diavoli»: quatto quatto sale in cielo, ruba la luna e se la infila in tasca, mentre Dikan’ka cade nell’oscurità più nera. «La notte prima di Natale», pubblicato nel 1832 nella raccolta «Le veglie alla fattoria vicino a Dikan’ka» e qui proposto nella traduzione di Paolo Nori, è una prova magistrale dello stile di Gogol’: come lo ha definito Nabokov, «qualcosa di ridicolo e di stellare al tempo stesso».

Dunque, questo racconto è pieno di vari elementi, c’è l’ironia, c’è l’amore, la stregoneria, il diavolo, un atmosfera quasi fiabesca a tratti… Mi sento di consigliarlo assolutamente come lettura perfetta per Natale perché la storia rientra in pieno in questa atmosfera, siamo immersi nella neve e osserviamo le disavventure di una serie di personaggi che ruotano uno attorno all’altro. Il diavolo descritto da Gogol’ è senza dubbio un essere abbietto che cerca di trarre tutti in inganno per poi fallire miseramente e ritrovarsi in situazioni a lui non proprio favorevoli. Una lettura che lascia un sorriso sulle labbra e il ricordo di luoghi gelidi, ma cosparsi di ironia e amore.

Un Natale – Truman Capote

Prezzo di Copertina: € 4,90

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I due racconti autobiografici “Un ricordo di Natale” (1956) e “Un Natale” (1982) racchiudono l’atmosfera incantata del giorno più atteso e amato dell’anno, vissuto attraverso lo sguardo del piccolo Buddy: la gita nel bosco alla ricerca di un albero da addobbare, l’infornata di trenta focacce segretamente insaporite con qualche goccia di whisky. lo scambio dei doni – alcuni meno graditi («camicie e maglioni», come da tradizione) e altri molto amati, come un grande, bellissimo aeroplano colorato. Il ricordo ormai lontano delle feste trascorse dall’autore in compagnia di una vecchia cugina e del padre, perduto e ritrovato, rivive così in queste pagine toccanti, capaci di evocare il profumo magico e familiare dell’infanzia.

Assolutamente il mio testo preferito fra quelli letti/riletti a novembre in occasione della maratona, una mini raccoltina di due racconti uno più bello dell’altro. Certo, non sono racconti pieni di dolcezza e finali lieti dove tutto si risolve, anzi sono abbastanza amari, ma decisamente emozionanti e perfetti per una lettura natalizia. Sono appunto autobiografici ed incontriamo alcuni personaggi che rappresentano vari famigliari di Capote, in particolare la cugina del primo racconto penso sia uno dei personaggi più adorabili che abbia mai incontrato in un testo. incontriamo anche il padre di Capote nel secondo racconto (anche la madre) e possiamo farci un idea del rapporto frammentato che c’era fra i genitori e il figlio. Sono racconti profondi, che mi hanno fatta piangere e sorridere, li consiglio sopratutto ad adulti e adolescenti, penso che per i bimbi siano un po’ troppo drammatici in certi punti.

Natale a Villa Seurat (e altre prose) – Henry Miller

Prezzo di Copertina: € 4,00

Link all’acquisto: QUI

Ho voluto inserire questo volumetto perché per me è stata una piacevole scoperta non avendo mai letto nulla di Henry Miller, famoso per testi quali “Tropico del Cancro” e “Tropico del Capricorno”, ma non solo. Questa raccolta edita “Via del Vento” edizioni è composta dal racconto principale, “Natale a villa Seurat” appunto e altre prose, come “Sala da Ballo” e “Circe”. Il natale è presente solo nel primo racconto e verso la fine, quindi non è un libro pregno di Natale come lo possono essere i due precedenti, ma sono rimasta folgorata dallo stile e dalle atmosfere di Miller. Villa Seurat era un ritrovo molto “in” se così possiamo dire, all’epoca di Miller, una specie di circolo in cui amici dell’autore e artisti si recavano per stare assieme, parlare, informarsi, divertirsi ecc. Quello di Villa Seurat fu un periodo molto creativo per Miller, questo racconto comunque è autobiografico e cita amici reali dell’autore, parla in breve di varie disavventure fra amici. Può essere una lettura piacevole se siete incuriositi da Miller, ma in generale penso sia adorabile come volume, lo stile dell’autore è morbido e suadente, sembra trascinare il lettore in una spirale di vita.

E voi? Vi piacciono i racconti natalizi? Quali leggerete quest’anno? Fatemi sapere!

A domani!

Pillole Letterarie #21

Ancora, scrivete che, per quanto dirlo sia scandalo, la più grande furberia è quella di non essere furbi, perché costoro si fabbricano palazzi di marmo rivestiti d’oro ma alla fine avranno un conto troppo pesante da pagare. E perciò insegneremo ai nostri figli di evitare la furberia come la peste (anche di essere astuti noi abbiamo troppe volte tentato negli anni decorsi). Scrivete, per quanto possa apparire enorme, che un cuore pulito è meglio di un’auto a otto cilindri e cambio di marcia automatico, lunga da qui fin lì.

Allora per la prima volta nella vita quella sera di Natale, benché fossimo in tanti e tutti ci volessimo sinceramente bene a vicenda, ci siamo accorti di essere soli. […] Perché bello non significa soltanto bello ma può significare anche terribile e profondo. Anzi. Le più grandi bellezze, in questo mondo, forse stanno proprio qui. Nel dolore, nel rimpianto di ciò che è stato e non sarà più, nella nostra solitudine, della quale noi in genere non ci accorgiamo, o preferiamo non pensarci. Ma verrà il giorno.

#libriconsigliati#

#piccolistralciletterari#

Il Patto col Fantasma – Charles Dickens

Buon sabato e buon weekend!

Oggi voglio concludere un discorso iniziato l’anno scorso, sempre durante la maratona natalizia, infatti un anno fa senza pianificazioni mi sono addentrata nella lettura dei racconti natalizi di Dickens, che comprendono appunto cinque testi, anche se quello più famoso rimane “Il Canto di Natale“.

Questi cinque testi oltre al precedente sono: “Le Campane“, “Il Grillo del Focolare“, “La Battaglia della vita” e appunto “Il Patto col Fantasma“.

Purtroppo nel 2019 non sono riuscita a finire di leggere il testo rimanente, quindi oggi terminiamo questa serie di recensioni dedicate ai racconti natalizi di Dickens.

Il Patto col Fantasma – Charles Dickens

Casa editrice: Newton Compton Editori

Pagine: 110

Prezzo ebook: € 0,49

Prezzo di Copertina: € 7,89

Anno p. pubblicazione: 1848

Link all’acquisto: QUI

Trama

Il patto col fantasma (1848) è sicuramente il racconto più cupo della raccolta; nonostante l’inevitabile lieto fine infatti, il testo ruota intorno a un tema difficile e perturbante, su cui Dickens ha già scr tto e su cui tornerà a scrivere, quello dello sdoppiamento della personalità. Protagonista e motore dell’azione, accanto all’alchimista, è il suo spettro, figura vagamente demoniaca che offre all’altro se stesso la speranza fallace dell’oblio. Ma l’oblio del passato e dell’antica ferita, porta con sé non solo la morte del proprio dolore, ma anche la frigidità emotiva, la cancellazione della sensibilità e del sentimento che soli rendono la vita degna di essere vissuta. È questa la lezione che il fosco personaggio apprende nel corso del racconto, accogliendo in sé la memoria come un tesoro prezioso e irrinunciabile.

Quando queste ombre facevano nascere nella mente delle persone mature altri pensieri e mostravano loro immagini diverse. Quando uscivano dai loro nascondigli prendendo l’aspetto di forme e di facce tornate dal passato, dalla tomba, dal profondo abisso dove errano senza posa le cose che potrebbero essere state e che non furono mai.

Recensione

Dunque, “Il Patto col Fantasma” è stato stampato nel corso degli anni in diverse edizioni e da diverse case editrici, è conosciuto anche con il titolo “Lo Stregato“, è sicuramente il più cupo fra i racconti natalizi di Dickens e l’ultimo pubblicato (1848).

Lo potete trovare anche in una raccolta edita Einaudi che raccoglie tutti questi cinque racconti natalizi del buon vecchio Dickens.

Descrizioni, Atmosfera

Non parlerò più di tanto dello stile di Dickens perché ne abbiamo lungamente parlato nelle passate recensioni, vorrei anzi soffermarmi sul fatto che in questo racconto in particolare ho notato una voglia maggiore dell’autore nello scrivere descrizioni o nel perdersi fra le atmosfere cupi e lugubri.

Dickens lo fa sempre, è un autore descrittivo, che adora scrivere per paragrafi di luoghi o oggetti, o ancora soffermarsi sulle sensazioni dei personaggi e sugli stati d’animo di questi, ma in questo racconto in particolare (più degli altri 4) ho notato questo fatto.

Questo è considerato il racconto come dicevo più cupo in questa cinquina, per le tematiche, che sono anche quelle classiche di Dickens, le atmosfere, i luoghi e il fatto anche che gli eventi si svolgono quasi sempre di notte in stanze chiuse con solo un lume ad illuminare la scena.

Tematiche

Affronta le tematiche classiche Dickensiane ad esempio la povertà, il degrado, la bontà, l’umanità, la memoria in particolare e l’abbandono.

In questo racconto sono tanti i messaggi che l’autore vuole veicolare, l’importanza della memoria e l’importanza dei traumi e degli eventi negativi, questi ricordi si vogliono molte volte cancellare come se questi eventi non fossero mai accaduti, ma sono questi che ci rendono ciò che siamo e ci ricordano l’importanza della memoria, del perdono e della conoscenza.

Non c’è uomo o donna che non abbia avuto le sue pene e la parte maggiore di loro ha subìto qualche torto. L’ingratitudine, la sordida gelosia, l’interesse occupano tutti i gradi della vita. Chi non vorrebbe dimenticare le proprie pene e i propri torti?

Un altra tematica di certo importante, che viene affrontata soprattutto verso la metà e la fine del libro è l’abbandono, infatti l’autore sostiene la tesi per cui abbandono genera abbandono, un essere lasciato a sè stesso che non ha mai conosciuto l’amore, la propria famiglia, la compassione, non ha ricordi né in positivo né in negativo, perché non ha mai conosciuto gioia, quindi non può provare nostalgia verso di essa.

Egli è il prodotto dell’indifferenza umana. Tu sei il prodotto della umana presunzione.

Infine è importante citare la tematica dell’umanità, infatti la trama riguarda quest’uomo “stregato” che fa un patto con un fantasma, questo gli promette di poter cancellare i suoi ricordi negativi che lo tormentano, ma il costo di tutto ciò è molto alto, l’uomo diventerà un essere senza più alcuna bontà ed umanità, contagerà in più tutti quelli con cui verrà a contatto, rendendoli esseri senza più sentimenti se non di rabbia e odio.

Da ogni seme di male in questo ragazzo nasce un campo intero di rovine che dovranno esser raccolte, immagazzinate e seminate di nuovo in molti altri luoghi del mondo, finché intere regioni saranno talmente coperte di malvagità da meritare la acque di un nuovo diluvio. Tollerare giorno per giorno un omicidio aperto e impunito nelle strade di una città è cosa meno criminosa di uno spettacolo come questo.

Quali sono i punti forti del libro?

Senza dubbio l’atmosfera, io apprezzo personalmente un mood così oscuro e cupo, in cui i personaggi si muovono quasi sempre nell’ombra, si lasciano andare alla malvagità umana, confabulano, incontrano spiriti, stringono patti con essi…

Insomma in generale il libro è perfetto per l’atmosfera che crea, può essere anche una lettura adatta all’autunno pensandoci, inoltre mi è piaciuta la concentrazione di Dickens riguardo la tematica della memoria, e in generale le tematiche citate sono affrontate in modo ben riuscito.

Se desiderate un testo in cui perdervi fra le descrizioni e le sensazioni che vi suscita, lasciandovi andare a riflessioni sull’umanità e sull’importanza della memoria non posso far altro che consigliarvelo.

Cosa non mi ha convinta?

Ho fatto fatica ad entrare in sintonia con i personaggi, tranne uno in particolare che ho apprezzato un poco più degli altri, ma sempre senza impazzire per lei, non sono riuscita ad andare d’accordo con nessuno.

Non penso sia uno dei racconti lunghi più belli di Dickens, non è nemmeno uno dei peggiori, lo preferisco di certo a “La Battaglia della Vita“, ma non ha un particolare mordente, può rimanere impresso per l’oscurità di questo, ma non vi mostra un Dickens particolare, più dark forse, ma non sconvolgente.

Voto:

Se non conoscete ancora un Dickens cupo è una lettura piacevole prima di addentrarsi di certo in altri testi più corposi e in generale i ragionamenti che porta a galla sono validi, quindi mi sento di consigliarlo come racconto.

E voi? Avete mai letto “Il Patto col Fantasma”? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A domani!

Cambiare Idea sui Libri

Buon giovedì!

Oggi dall’alto del nostro terzo giorno di maratona, parliamo di un argomento che voglio affrontare da diverso tempo, è un discorso che mi è balzato in testa qualche tempo fa vagando per la mia libreria e scorgendo vari libri letti negli anni scorsi.

E’ da un po’ che non ci mettiamo qui ad aprire un discorso su un topic in particolare e oggi è arrivato il momento.

Il titolo rappresenta in pieno l’argomento, ovvero, il cambiare idea sui libri letti a distanza di mesi o anni.

Mi è capitato infatti di leggere libri che nel corso del tempo hanno lasciato un segno nella mia memoria, non per motivi particolari, magari questi testi sono quelli più innocenti e letti senza troppe aspettative, ma per un motivo o per l’altro mi trovo a ripensare spesso a questi, in negativo o positivo.

Ovviamente vi farò alcuni esempi, molti di questi rappresentano libri di cui abbiamo parlato assieme negli scorsi anni, libri per cui esiste una recensione qui sul blog.

Penso che ogni lettore prima o poi incappi in una situazione simile, ovvero il ritrovarsi con un opinione totalmente diversa da quella iniziale, ma alcuni non esprimono questo cambio di rotta/pensiero, forse per paura di risultare non così stabili nella propria opinione.

La mia reazione, la prima volta che mi sono resa conto di aver maturato un pensiero differente dal primo è stata di senso di colpa, ho pensato: “vorrei modificare ciò che ho detto perché ora chi leggerà la recensione penserà che non ho gradito questo libro che ora invece apprezzo”.

C’è sempre da considerare il fatto che la memoria non è così affidabile, quindi si può rischiare di idealizzare un testo a distanza di tempo, un qualcosa che sulle prime non viene fatto per la frescura del ricordo.

Ci sono altri casi invece in cui si capisce solo tempo dopo un concetto o un elemento inserito in un testo che sulle prime si è frainteso o non compreso.

Parliamo ad esempio di “Tutto il Nostro Sangue” di Sara Taylor, libro che ho letto anni fa e di cui esiste qui una recensione.

Avevo assegnato 4 stelle al romanzo, la mia recensione non era affatto negativa, ma nemmeno così entusiasta.

Oggi mi ritrovo a pensare molto spesso a questo romanzo, all’epoca esordio della Taylor, e per ciò che mi ha lasciato mi sentirei persino di aumentare il mio voto ed esprimere più apprezzamento.

E’ un romanzo famigliare, certo non perfetto, essendo il primo dell’autrice, ma l’impatto che ha avuto su di me è stato forte a distanza di anni, in particolare un personaggio mi ha colpita profondamente ed è piuttosto raro per me ricordarmi nei minimi dettagli la personalità, il nome e le peripezie di un personaggio.

Tutto il Nostro Sangue” è un romanzo che ha raccolto opinioni/recensioni differenti, a molte persone è piaciuto mentre ad altrettante altre no, sta di fatto che se dovessi considerare nella recensione anche la mia reazione a distanza di anni non potrei far altro che essere più favorevole ed entusiasta nei confronti del testo.

Un altro esempio può essere il famosissimo “Abbiamo Sempre Vissuto nel Castello” di Shirley Jackson, libro letto sempre anni fa di cui trovate qui la recensione.

Tenendo conto anche del fatto che all’epoca (nel lontano 2016), le mie recensioni suonavano di certo più abbozzate ed immature rispetto a quelle odierne, avevo valutato questo testo con 4 stelle, con allegata un opinione di certo più che positiva ed entusiasta.

La mia opinione ha subìto delle modifiche nel corso degli anni e se dovessi parlarvi del libro oggi il mio voto sarebbe più basso e la mia opinione non così entusiasta.

Non fraintendetemi, è un ottimo romanzo psicologico, da molti definito il migliore dell’autrice, ed è di certo la punta di diamante, quindi per me rimane sicuramente un consiglio di lettura, ma non mi ha lasciato lo stesso impatto de “L’Incubo di Hill House“, sempre dell’autrice, testo invece amato generalmente di meno rispetto a questo che però io ho gradito maggiormente.

L’horror psicologico che c’è in questo romanzo è degno di nota e considerando la Jackson un autrice di mio gradimento, non forse fra le mie preferite, ma prima di poterlo dire con certezza vorrei leggere ciò che mi rimane di suo, non posso comunque non considerare questo libro importante per il genere, ma non mi ha colpita e non ha lasciato su di me una grande traccia.

Infine, parlando di un ultimo esempio non posso non citare “Stardust” di Neil Gaiman, uno dei miei invece autori preferiti, di lui vorrei assolutamente leggere tutto e non mi vergogno di dire che leggerei anche un post it con uno smile abbozzato da lui inserendolo in una teca, anche di questo trovate la recensione qui.

A questo invece avevo assegnato 3 stelle e con il senno di poi abbasserei di certo di un poco il voto, perché lo considero il peggiore fra quelli di Gaiman che ho letto finora.

Ovviamente, questo è sottinteso, se a voi è piaciuto vi prego di non sentitevi attaccati o offesi, è solo la mia semplice opinione.

A molte persone non è piaciuto “L’oceano in Fondo al Sentiero“, l’ultimo romanzo di Gaiman che per molti è un accozzaglia di elementi tipici dell’autore, io invece l’ho gradito maggiormente rispetto a questo.

All’epoca non ne avevo parlato in toni completamente positivi, ma non ero stata così critica come di certo vorrei essere ora.

Cosa voglio dire con questi esempi? Che può capitare di cambiare idea, questo cambio è influenzato da tanti fattori, la risonanza del libro a distanza di anni, il suo impatto a lungo termine su di noi, la memoria non così fedele che a volte ne modifica i contorni…

Insomma, questo non accade assolutamente con tutti i libri, ma con alcuni casi rari sì, e penso sia normale, perché quando si parla di un libro non si può avere la sfera di cristallo o non se ne può parlare anni dopo per una recensione, lo si fa di solito giorni, settimane o al massimo mesi dopo in casi estremi, ma non si può conoscere l’impatto che questo avrà su di noi anche comparandolo con altri testi dell’autore.

Magari si approfondisce un autore e si comprende di aver iniziato da quello meno apprezzabile per noi perché raccoglie un mix di elementi tipici di altri testi che vengono analizzati e approfonditi decisamente meglio in altri libri.

Come dicevo penso che alcune persone abbiano il timore di dire “ho cambiato idea”, specialmente magari chi parla di libri, come bookblogger, booktuber, bookstagrammer ecc. ecc.

Per i motivi di sopra quindi la paura di non essere considerate figure con un opinione solida e ben fabbricata, o una figura comunque in grado di dire un qualcosa e difenderlo strenuamente, ma concludo questo mio pensiero e ragionamento, dicendo che per me non c’è da avere nessuna paura di dire: “non la penso più in questo modo”, si matura, si cambia, ci si accorge di essere stati colpiti a lungo raggio da un libro sulle prime non considerato più di tanto.

E voi? Cosa ne dite? Anche voi avete cambiato idea su alcuni libri? Quali? Fatemi sapere!

A domani!

News Letterarie #15

Buon mercoledì!

Oggi, tornano le “News Letterarie”, era ora dato che l’ultimo aggiornamento di questa rubrica risale ormai allo scorso dicembre, meglio tardi che mai.

Ho voluto iniziare con il botto e con le news per ricaricarci un poco e guardare assieme le novità letterarie, che fa sempre bene, anche all’inizio del mese, sparate subito il 2 come dose di energia.

Tra l’altro, senza farlo apposta, l’anno scorso questo aggiornamento è arrivato il 2, che dire è una tradizione ormai.

Iniziamo!

La trilogia de “The Gentleman Bastard sequence” – Gli Inganni di Locke Lamora, I Pirati dell’Oceano Rosso, La Repubblica dei Ladri – Scott Lynch

Prezzo di Copertina: € 18,00

Data di Uscita: 1 dicembre (ieri)

Trama de il primo volume (Gli Inganni di Locke Lamora)

Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi.

Finalmente torna in Italia questa attesa trilogia di Scott Lynch in una nuova edizione Mondadori, trilogia che mischia fantasy ad atmosfere oscure, sono tre testi attesi da parecchio in questa nuova veste. Mondadori ha pubblicato nel 2019 anche “Il Nome del Vento”.

Charles Dickens, Una Vita in Lettere – A cura di Laura Bartoli

Prezzo di Copertina: € 20,00

Data di Uscita: non definita (prossimi giorni)

Molto più di un semplice epistolario, questo volume racchiude la prima parte di una selezione di oltre 150 lettere inedite in italiano, incastonate in una narrazione biografica, a comporre la storia più avvincente che Dickens abbia mai scritto, ma che mai avrebbe pubblicato. L’autore ci regala un racconto di prima mano dell’impeto della gioventù, le passioni e i drammi che condussero e s’intrecciarono alla fama planetaria e ci accompagna fino al concepimento del suo capolavoro e alter ego letterario David Copperfield. Dickens si fa così protagonista e spettatore della scena che lo vediamo dividere con i grandi del suo tempo, tra cui Washington Irving, Victor Hugo, Elizabeth Gaskell, la Regina Vittoria e Michael Faraday. Un concentrato di energie che attraversa i secoli e che ci offre l’emozione straordinaria di sedere alla scrivania in compagnia del solo e unico Charles Dickens.

Testo dall’aspetto delizioso, è una raccolta appunto di lettere di Dickens, curato da Laura Bartoli e dalla casa editrice ABEditore che offre sempre una grande qualità. Non potevo non inserirlo in questa lista. Sbirciando sul profilo Instagram della casa editrice ho scoperto che trovate già il libro sul sito della casa, ma uscirà prossimamente (nei prossimi giorni) nelle librerie e nei vari siti online.

Europa 33 – Georges Simenon

Data di Uscita: 3 dicembre 2020

Prezzo di Copertina: € 18,00

È un’Europa che sonnecchia sotto la neve, ma «scossa da bruschi e terrificanti sussulti», quella dei primi mesi del 1933. Un’Europa malata, tanto che il medico, mentre la ausculta e le fa dire «33», ha un’aria preoccupata. Non è un medico, Simenon, non ha rimedi da prescrivere, ma ha il fiuto, la curiosità e la cocciutaggine del reporter di razza. E non esita ad attraversarla, questa Europa, dal Belgio a Istanbul, spingendosi fino a Batum e concentrando la sua attenzione soprattutto sui «popoli che hanno fame»: quelli dell’ex impero zarista. Risoluto a ignorare le «cartoline illustrate», Simenon ci offre, sul continente negli anni tra le due guerre, una testimonianza preziosa, fatta di immagini, episodi, annotazioni, dialoghi, scenari (alcuni dei quali torneranno, trasfigurati, nella sua narrativa). E non meno preziose sono le fotografie che scatta in viaggio, e che accompagnano il volume: perché ancora una volta, nelle stradine ghiacciate di Vilnius come nelle desolate campagne della Polonia, nella Berlino che assiste all’incendio del Reichstag come nel sordido dormitorio dei poveri di Varsavia, nello studio di Trockij sull’isola di Prinkipo come nel miserabile mercato di Odessa (e perfino negli alberghi di lusso delle grandi capitali europee, popolati di sagaci portieri, stravaganti banchieri, ricche dame annoiate e nevrasteniche, truffatori e avventuriere di alto bordo), quello che interessa a Simenon è stanare l’«uomo nudo», e mostrarcelo, come farà poi nei suoi romanzi, con compassione infinita e senza mai emettere giudizi.

Torna in libreria Simenon, con un saggio stavolta, conosciuto soprattutto per la saga di Maigret, autore molto prolifico, questa pubblicazione Adelphi portata dalla casa editrice dopo anni dalla morte di Simenon, è attesa da tanti lettori.

Il Processo Mitford (vol. 4 della serie “I delitti Mitford”) – Jessica Fellowes

Prezzo di Copertina: € 18,00

Data di Uscita: 3 dicembre

Inghilterra, 1932. Una fede d’oro brilla alla mano sinistra di Louisa Cannon, il segno tangibile che la dama di compagnia di casa Mitford, è finalmente convolata a nozze con Guy Sullivan, sergente del Dipartimento d’investigazione criminale di Londra. Louisa non sta nella pelle, dopo anni al servizio dei Mitford, può finalmente congedarsi dall’illustre famiglia e, visto che Guy le ha pagato un corso di stenografia, trovare magari lavoro negli uffici del Tribunale. Così, quando Nancy, l’audace e socievole primogenital dei Mitford, le propone di accompagnare in una crociera di tre settimane Lady Redesdale, Diana, Unity e Decca, Louisa non esita a declinare con fermezza l’invito. Lo scopo di Nancy è chiaro: allontanare Diana dal suo amante, Sir Oswald Mosley, il fondatore dell’Unione britannica dei fascisti, l’impenitente donnaiolo che la scrittrice di casa Mitford ha battezzato Sir Orco. Tuttavia, quando uno sconosciuto col mento lungo e la carnagione giallastra si presenta al cospetto di Louisa e, a nome del governo britannico, le rivolge lo stesso invito, la ex dama di compagnia di casa Mitford non può fare altro che ascoltare e assentire. Il governo ha bisogno che lei parta per la crociera e sorvegli Diana Guinness e sua sorella minore, la signorina Unity Mitford, entrambe iscritte all’Unione britannica dei fascisti, annotando ogni loro incontro, ogni movimento insolito. Ne va della salvezza della Gran Bretagna. A bordo della Princess Alice, una delle navi più recenti della Empire Line, Louisa cerca di tenere fede al suo impegno per la salvezza del paese. Tra partite di bridge e passeggiate sul ponte osserva con cura ogni minimo gesto delle due sorelle. Il viaggio prende tuttavia una piega amara e inaspettata quando un passeggero, Joseph Fowler, viene trovato brutalmente assassinato nella sua cabina. Tornati a Londra, il caso è affidato all’avvocato Tom Mitford e Louisa, suo malgrado, si ritroverà coinvolta nell’indagine…

Quarto capitolo della fortunata serie de “I Delitti Mitford”, che vede di nuovo protagoniste le sorelle Mitford, un atteso ritorno.

Splendore e Viltà – Erik Larson

Data di Uscita: 10 dicembre

Prezzo di Copertina: € 22,00

Il 3 settembre 1939, in risposta all’occupazione della Polonia da parte di Hitler, la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania, e l’intero paese si prepara ai bombardamenti e all’invasione naziste. Le istruzioni del governo, impartite alla popolazione, non smorzano affatto la gravità dell’ora: «Dove il nemico atterrerà» avvertono, «i combattimenti saranno violentissimi». Vengono smontati i segnali stradali, distribuite trentacinque milioni di maschere antigas ai civili, l’oscuramento è così totale che nelle notti senza luna i pedoni urtano contro i pali della luce e inciampano nei sacchi di sabbia. La paura di ritrovarsi i tedeschi nel giardino di casa è tale che persino gli alti vertici dello Stato si preparano a scelte estreme. Harold Nicolson, futuro segretario parlamentare al ministero dell’Informazione, e la moglie, Vita Sackville-West, mettono nel conto la possibilità di suicidarsi pur di non cadere in mano nemica. «Dovrà essere qualcosa di rapido, indolore e poco ingombrante» scrive Vita al marito. Nel maggio 1940 i bombardamenti cominciano realmente. Dapprima con attacchi apparentemente casuali, poi con un assalto in piena regola contro la città di Londra: cinquantasette notti consecutive di bombardamenti, seguiti nei sei mesi successivi da una serie sempre più intensa di raid notturni. Nel maggio 1940, alle prime incursioni aeree sul suolo britannico, il primo ministro Neville Chamberlain, sfiduciato di fatto dal parlamento, si dimette e re Giorgio vi nomina al suo posto Winston Churchill. Dal 10 maggio 1940 al 10 maggio 1941 si svolge l’anno decisivo delle sorti del Regno Unito, l’anno che si conclude con «sette giorni di violenza quasi fantascientifica, durante i quali realtà e immaginazione si fusero, segnando la prima grande vittoria della guerra contro i tedeschi». L’anno in cui «Churchill diventò Churchill – il bulldog con il sigaro in bocca che tutti noi crediamo di conoscere – e in cui tenne i suoi discorsi più memorabili, dimostrando al mondo intero che cosa fossero il coraggio e la leadership». Erik Larson lo narra in questo libro, cronaca dei giorni bui e di quelli luminosi di Churchill e della sua cerchia ristretta, e racconto dei «piccoli ma curiosi episodi che rivelano come fosse realmente la vita durante le tempeste d’acciaio di Hitler».

Romanzo storico dell’autore de “Il Diavolo e la Città Bianca” e “Il Giardino delle Bestie”, scrive principalmente testi di genere storico.

Naviga le tue Stelle – Jesmyn Ward

Data di Uscita: 3 dicembre

Prezzo di Copertina: € 16,50

Per l’inaugurazione dell’anno accademico alla Tulane University, Jesmyn Ward ha tenuto un discorso commovente sul valore del duro lavoro e sull’importanza del rispetto per se stessi e gli altri, partendo dalla sua esperienza tutta in salita di donna afroamericana cresciuta nella realtà difficile degli Stati Uniti del sud. Parlando delle sfide che lei e la sua famiglia hanno superato, Ward ha ispirato tutti gli spettatori meditando sulla tenacia di fronte alle difficoltà. Parole commoventi in grado di ispirare i lettori mentre si preparano per il prossimo capitolo della loro vita, se, come Ward, sono i primi nelle loro famiglie a laurearsi o se stanno intraprendendo un nuovo viaggio, in un momento diverso della loro vita. Illustrato a colori da Gina Triplett, il libro incanterà generazioni di giovani lettori e i loro genitori. La voce inimitabile di Jesmyn Ward traspare mentre condivide la sua esperienza di donna in una realtà segnata dal razzismo e dall’esclusione sociale, che affronta i temi della grinta, delle avversità e dell’importanza dei legami familiari.

Un testo che affronta tematiche delicate e da esplorare, Jesmyn Ward è l’autrice di “Salvare le Ossa”, successo edito NNE Editore.

Dato che quest’anno per il Covid alcune uscite sono state rimandate o annullate non sono riuscita a trovare altre nuove uscite prossime interessanti, quindi vi proporrò di seguito quattro testi usciti settimane fa degni di nota secondo me, o particolarmente interessanti.

Il Grande libro dei Gialli di Natale – a cura di Otto Penzler

Data di Uscita: 24 novembre

Prezzo di Copertina: € 25,00

Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash.

Ahhh finalmente un bel librone Mondadori (che ultimamente sta facendo faville) contenente vari racconti natalizi di genere giallo, dei più grandi scrittori, un gioiello per gli amanti del genere e del Natale.

La Vita Invisibile di Addie LaRue – V.E. Schwab

Data di Uscita: 24 novembre

Prezzo di Copertina: € 24,00

“Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.”. E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l’immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di “Vita dopo vita” e “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, “La vita invisibile di Addie LaRue” si candida a divenire una pietra miliare nel genere del “romanzo faustiano”.

Schwab autrice di grande successo di testi fantasy, è la stessa della trilogia di “A Darker Shades of Magic”. E’ un autrice molto amata per ragazzi, candidata anche ai Goodreads Choice Awards.

Gideon. La nona – Tasmyn Muir

Data di Uscita: 17 novembre

Prezzo di Copertina: € 22,00

L’imperatore ha bisogno di negromanti. Il nono negromante ha bisogno di una spadaccina. Gideon ha una spada, non ne può più di tutta quella robaccia da non morti in mezzo a cui è cresciuta e vorrebbe sfuggire al destino che la attende: una vita come servitrice e un post-vita come corpo rianimato. E così si prepara a fuggire. Ma la sua nemesi non la lascerà libera senza chiedere qualcosa in cambio…

Primo di una trilogia, edito Oscar Fantastica, “Gideon – La nona” sta già raccogliendo una valanga di consensi.

Il Diavolo e l’Acqua Scura – Stuart Turton

Data di Uscita: 12 novembre

Prezzo di Copertina: € 18,05

Batavia, Indie orientali olandesi, 1634. La Saardam, col suo carico di pepe, spezie, sete e trecento anime tra passeggeri e membri dell’equipaggio, è pronta a salpare alla volta di Amsterdam. Una traversata non priva di insidie, tra malattie, tempeste e pirati in agguato in oceani ancora largamente inesplorati.
Le vele ripiegate, il galeone accoglie nel suo ventre il corteo dei passeggeri aperto da Jan Haan, il governatore generale di Batavia. In sella a uno stallone bianco, seguito da un’accozzaglia di cortigiani e adulatori e da quattro moschettieri che reggono una pesante cassa dal contenuto misterioso, Haan procede impettito. Ad Amsterdam riceverà l’ambito premio per i suoi servigi: sarà uno degli enigmatici Diciassette del consiglio direttivo della Compagnia.
Poco dietro avanza il palanchino che ospita Sara Wessel, sua moglie, una nobildonna dai capelli rossi decorati di gemme preziose e un segreto ben custodito nel cuore, e Lia, sua figlia, una ragazzina insolitamente pallida. Seguono dignitari e passeggeri di riguardo, ciambellani, capitani della guardia e viscontesse e, alla fine, a chiudere il corteo, un uomo coi ricci scuri appiccicati alla fronte e un altro con la testa rasata e il naso schiacciato. Sono Samuel Pipps, celebre detective appena trasferito al porto dalle segrete del forte, dov’era recluso con l’accusa di aver commesso un crimine meritevole di processo in patria, e il tenente Arent Hayes, sua fedele guardia del corpo.
Le operazioni di imbarco proseguirebbero secondo un consolidato copione se un oscuro evento non funestasse la partenza. In piedi su una pila di casse, un lebbroso vestito di stracci grigi, prima di prendere stranamente fuoco, annuncia che «il signore dell’oscurità» ha decretato che ogni essere vivente a bordo della Saardam sarà colpito da inesorabile rovina e che la nave non arriverà mai alla sua meta. Non è il solo segno funesto. Non appena il galeone prende il largo, sulle vele compare uno strano simbolo: un occhio con una coda.

Dall’autore de “Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle” il suo secondo romanzo, già acclamato in Inghilterra e negli USA, anche in Italia sta riscuotendo un degno successo.

E voi? C’è una nuova uscita a cui puntate particolarmente? Fatemi sapere!

A domani!

LiberTiAmo di Dicembre

Buon martedì, buon primo di dicembre e buon primo giorno di maratona Natalizia!

Come state? Oggi oltre ad essere il primo giorno di dicembre è anche il primo giorno di maratona, come tutti gli anni infatti per dicembre cercherò di fare del mio meglio per pubblicare un articolo al giorno fino al 24.

Sono stata indecisa se indire anche quest’anno la maratona data la particolarità di questo 2020 e il modo in cui vivremo questo particolare Natale, ma alla fine ho deciso che mai come quest’anno desidero organizzare la maratona, per tenerci compagnia fino alla Vigilia, parlando di libri, propositi, bilanci vari, regali, un po’ di tutto insomma.

Quindi che dire, diamo il via alla maratona natalizia di questo 2020!

Per inaugurare al meglio il mese però oggi parliamo del libro vincitore del sondaggio sul gruppo, quindi il libro che sarà in lettura per tutto dicembre, trovate come sempre il gruppo su Goodreads e su Telegram e potete unirvi alla lettura in ogni momento.

L’eleganza del Riccio – Muriel Barbery

Casa editrice: E/O

Link all’acquisto: QUI

Trama

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno, per l’esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

L’eleganza del Riccio è stato pubblicato nel 2006.

E’ scoppiato come un enorme caso editoriale in Francia nel 2007, ha vinto inoltre numerosi premi come il Premio Georges Brassens 2007, il Rotary International e il Prix des Libraires.

Il libro sarà in lettura dal 01/12 al 31/12, quindi per tutto il mese di dicembre.

E voi? Vi unirete alla lettura? Fateci sapere!

A domani!

Il Profumo – Patrick Suskind

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Come state? Com’è iniziata questa settimana? Avrei voluto pubblicare prima questa recensione, ma purtroppo sono stata molto presa nei giorni precedenti.

Oggi parliamo di un caso letterario incredibile, questo libro è stato pubblicato nel 1985, ma sembra stata pubblicato anni prima per l’enorme risonanza che ha avuto e per il fatto che per molti è diventato un classico contemporaneo.

Sto parlando de “Il Profumo” di Patrick Suskind, libro che ho letto qualche settimana fa e di cui iniziamo subito a parlare.

Il Profumo – Patrick Suskind

Casa Editrice: TEA

Genere: romanzo, mystery, realismo magico, storico, horror

Pagine: 259

Prezzo ebook: € 8,99

Prezzo di Copertina: € 10,00

Anno di Pubblicazione: 1985

Link all’acquisto: QUI

Trama

Jean-Baptiste Grenouille nasce nella Parigi del Settecento, nel luogo più mefitico della capitale: il Cimitero degli Innocenti. Orfano, brutto, apparentemente insensibile, ha una caratteristica inquietante: in una società non ancora asettica come quella contemporanea e impregnata di mille effluvi e miasmi, non emana alcun odore. E però dotato di un olfatto unico al mondo, e il suo sogno è quello di dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l’amore in chiunque lo fiuti. E per realizzarlo è pronto a tutto…

Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poiché il profumo era fratello del respiro.

Recensione

Dunque, ci tengo a dire che come immagine per il libro ho inserito la mia edizione, l’edizione in ogni caso su cui io ho letto “Il Profumo”, ma questa non credo sia più in catalogo.

A parte ciò, parliamo un poco della popolarità di questo libro, come dicevo prima infatti non sembra nemmeno un testo del 1985 per il riscontro che ha avuto sul pubblico e per la portata del caso editoriale che è stato, e che è ancora.

E’ stato realizzato anche un film, uscito nelle sale nel 2006 dal titolo “Profumo, Storia di un Assassino“, diretto da Tom Tykwer.

Ho visto il film qualche anno fa, prima di leggere il libro, ma non ricordo quasi nulla se non una vaga memoria negativa, non mi era piaciuto particolarmente e con il senno di poi non credo sia una trasposizione così eccellente del libro.

Stile, Ritmo e Atmosfere

E’ un libro che racconta in 259 pagine l’intera vita di un uomo, Jean-Baptiste appunto, nonostante ciò il ritmo è abbastanza lento, l’autore si dedica alle descrizioni ed è un bene per la natura del libro che è piuttosto sensoriale.

Lo stile di Suskind è delicato, ha un mano raffinata che delinea gli scenari, i profumi e le emozioni con garbo, ma allo stesso tempo decisione.

Consiglierei la lettura di questo libro anche solo per le immagini e le atmosfere che l’autore dipinge, riesce a portare il lettore nel panorama descritto, ad esempio in una Parigi oscura e sporca o in una grotta umida e fredda ai confini del mondo.

Ho apprezzato in particolare le atmosfere presenti nella prima parte del libro, quella ambientata a Parigi, per me la migliore, sembra di vivere con il protagonista nella notte umida di una città fredda che lo ripudia.

I profumi, protagonisti anche loro del romanzo, vengono descritti in ogni minimo dettaglio, ci sono inoltre dosi, proporzioni di ingredienti inseriti in miscele che danno vita a profumazioni deliziose, tutto ciò trascina il lettore in un ambiente animato da note profumate sospese nell’aria.

Personaggi

Il nostro protagonista è Jean-Baptiste, che noi conosciamo al suo primo giorno di vita, infatti viene alla luce in modo piuttosto burrascoso, da una madre che non intende tenerlo con sé.

Jean Baptiste ha un dono però, la capacità di riconoscere ogni profumo e di analizzare nei minimi dettagli ogni profumazione, ad esempio sa individuare un odore a metri di distanza, o sa dire in modo preciso quali ingredienti sono contenuti all’interno di un mix di aromi.

Ha anche però la particolarità di non avere un profumo personale come ogni altro essere umano, il non avere una profumazione propria lo fa sentire non appartenente al genere umano, non si sente una persona comune, infatti nel corso del libro non riceverà mai un atto di amore da un altro umano, nè lui amerà mai nessuno.

Jean-Baptiste è un reietto, spinto ai margini della società che vive in parte come un ladro, si nasconde sia per sua volontà che per volere altrui, non mostra interesse verso i piaceri umani basici come le altre persone, come ad esempio il sesso o il cibo o il bere, per lui l’unica fonte di piacere è il profumo e il fatto che alcuni essere umani, tutte ragazze giovani e belle, abbiano un profumo naturale meraviglioso, lo affascina.

Comincia così la sua caccia al profumo perfetto, alla creazione massima, per questo capolavoro però commetterà atti orribili, in particolare una serie di omicidi di ragazze giovani e innocenti.

Essere sempre in compagnia di un personaggio così emarginato risulta essere un esperienza interessante per la maggior parte del tempo, i suoi pensieri sono di un essere in conflitto con il mondo intero, che si sente superiore, ma allo stesso tempo sa non di poter fare nulla, perché non ci sono altri come lui, è solo e non vuole vivere in un mondo popolato da esseri di un livello inferiore.

Tematiche

Questo libro ne affronta varie, prime fra tutte quella dell’amore e dell’odio, ci sono entrambi qui e a volte si fondono assieme.

Jean Baptiste disprezza gli umani, ma è come se cercasse per tutto il tempo di nutrire ancora una speranza verso di loro, crede che siano un braco di creature stupide ed inette, ma una parte di lui si rifiuta di crederlo fino in fondo, spera di svegliarsi un giorno e vedere di fronte a sé la prova madre che lo spinga a ricredersi.

Ma questo non accade e alla fine lui rinuncia a questa speranza per abbandonarsi all’odio, al disprezzo, e alla rassegnazione.

Oltre a questo tratta la tematica ovviamente dell’umanità, del comportamento degli esseri umani gli uni verso gli altri, di ciò che di sporco c’è a questo mondo e degli stratagemmi utilizzati dalle persone.

E’ un libro anche sull’abbandono e sulla carenza di affetto, Jean Baptiste infatti passerà tutta la vita senza un briciolo di amore o affetto, tutte le persone che incontrerà non si rivolgeranno mai a lui con sguardo benevolo.

Qualcosa che non mi ha convita

Premetto che il libro in toto lo consiglierei, alcuni aspetti non mi hanno conquistata al 100%, uno di questi è il finale che esplode in una scena abbastanza forte che serve però per esprimere un concetto molto importante.

Tra l’altro nel finale entra in gioco il realismo magico, che è presente anche in altri punti, ma nel finale raggiunge il picco.

Qui Jean Baptiste capisce definitivamente la differenza fra lui e gli altri, capisce che non c’è posto per lui in questo mondo, come dicevo la scena finale è portata un po’ all’estremo.

Inoltre come dicevo mi ha appassionata molto il primo terzo del libro, mentre gli altri due terzi secondo me hanno meno mordente, il ritmo risulta più lento e la narrazione diventa più tranquilla, mi ha appassionata decisamente di più la prima parte.

Infine ci sono alcune forzature all’interno del libro, se vogliamo sospendere il senso di realtà si possono ignorare, ed è vero che appartiene al realismo magico, ma alcuni eventi non c’entrano con il realismo magico, sembrano solo forzati.

Ad esempio, nella terza parte del libro il protagonista si traferisce in questa piccola città in Francia sempre e viene rapito dal profumo di una giovane ragazza, la più bella del paese, inizia così una specie di countdown, prima di arrivare a lei Jean Baptiste decide di dedicarsi ad altre giovani.

Quando sta per arrivare il famigerato momento il padre di questa giovane con poteri che vanno oltre la preveggenza intuisce il pericolo con un tempismo che neanche la pioggia quando esci di casa.

Conclusioni

E’ un libro molto conosciuto e apprezzato, era inoltre il romanzo preferito di Kurt Cobain, piccola curiosità.

A me è piaciuto e ne consiglio in ogni caso la lettura, ma con qualche riserva, come scritto prima, non mi hanno conquistata le ultime parti e alcuni aspetti non li ho graditi.

Voto:

E voi? Avete mai letto “Il Profumo”? Vi è piaciuto? Sì? No? Fatemi sapere!

A presto!