Cose del Mese – Settembre!

Buon sabato e buon inizio weekend!

Come ve la passate? Come procede il tutto? L’ultima volta che ci siamo letti era il 18 settembre, giorno in cui abbiamo “parlato” de Il Maestro e Margherita.

Vi ricordo tra l’altro che tra qualche giorno, il 15, voteremo sul gruppo per quello che sarà il libro di novembre, quindi non mancate!

Ahhh questo settembre è stato veloce e lento allo stesso tempo, da una parte mi è sembrato impossibile che fossimo già a settembre e che tutto volasse a questi ritmi ma dall’altro verso il 20 in poi il tempo mi è sembrato che rallentasse per poi riprendere velocità, infatti per come sto oggi sono ancora convinta di essere a settembre…

Vi annuncio che a settembre ho visto un buon numero di “cose” tra film, serie tv e documentari, più del mio solito di certo, quindi iniziamo subito che devo riprendere il ritmo!

Documentario del Mese

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Il documentario di settembre è stato di certo Evil Genius “la vera storia della rapina più diabolica d’America”, ero indecisa all’inizio se guardarlo oppure no perché dal sottotitolo pensavo che l’intero documentario si basasse su una rapina e non mi intrigava più di tanto, ma in un vuoto e strano pomeriggio domenicale l’ho iniziata e mi sono ritrovata nel famoso binge effect dopo poco.

Il documentario non è perfetto secondo me, ha dei difetti, ma prende molto lo spettatore, io mi sono ritrovata letteralmente rapita perché volevo sapere chi aveva fatto cosa e perché.

La storia in breve è questa:

Nel 2003 c’è una rapina in Pennsylvania e il rapinatore è un certo Brian Wells, che entra in banca con un collare pesante di metallo stretto come una morsa attorno al collo e un bastone con una pistola integrata. Dopo essersi fatto dare il denaro, Brian esce e dopo poco però viene fermato dalla polizia che lo circonda, l’uomo si siede sull’asfalto e dice che la polizia deve chiamare immediatamente gli artificieri perché il collare esploderà a breve, qualcuno glielo ha messo al collo e presto lo ucciderà. Dopo poco il collare esplode e l’uomo muore in diretta tv davanti a tutti. Anni dopo la polizia non ha ancora scoperto chi ha costretto Brian a fare ciò che ha fatto in quel modo ma ad un certo punto riceve una telefonata da un certo William che gli comunica che una sua cara amica Marjorie Diehl-Armstrong gli ha chiesto di sbarazzarsi di un cadavere. Questo evento è/sarà fortemente legato alla sorte di Brian Wells e alla rapina.

Questo documentario è molto interessante per la vicenda che tratta, ci sono diverse personalità simili ma diverse tra loro.

Dal punto di vista della qualità visiva non ho nulla da dire, alcuni filmati sono molto importanti ed è un bene che siano stati trasmessi, ci sono prove che vengono mostrate qui per la prima volta.

Perché quindi non mi è piaciuto del tutto? Il documentario non chiarisce le idee, non mette un punto fermo, i punti che cerca di mettere sono tutti troppo leggeri per essere fermi e definitivi, io credo che questa vicenda e la verità di questa non verranno mai alla luce perché la maggior parte delle persone coinvolte ( o gli esecutori principali) sono morti.

E questa sensazione viene data proprio dal documentario, che lascia il telespettatore con troppe domande, si chiude in modo nebuloso, certi fatti non vengono nemmeno spiegati del tutto, è come se alla fine ti dicesse “senti la colpa è di Marjorie” e basta.

Non lo escludo insomma, non dico che lei sia innocente, assolutamente no, ma dall’idea che mi sono modestamente fatta io il documentario sembra spingerti a pensare questo, a dire che lei è un mostro, sembra che ti dica “ecco la vedi questa donna qua? E’ come il diavolo, lei è la colpa di tutto, solo lei”, mentre non è vero, questa persona era (è morta nel 2017) bipolare, era mentalmente instabile ma non è lei l’unica, per lo meno, sulla quale ricade la colpa per ciò che è accaduto.

Ci sono altre persone coinvolte che possono essere ritenute responsabili tanto quanto lei, allora perché alla fine viene stigmatizzata solo lei? Perché di alcuni di questi se ne parla fino ad un certo punto quando hanno fatto anche loro cose terribili? Perché?

Non mi è piaciuta questa forzatura, ci tengo a sottolineare che io non difendo questa donna che era responsabile di molti crimini, ma di certo in questa vicenda lei non era sola, anzi!

Film del mese

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Questo è uscito il 5 ottobre mi sembra, ma vi prego fingiamo non sia vero, lo inserisco a settembre solo per comodità.

Perché mi sembra di avervi già parlato di questo film? Anche se è impossibile..

E’ un film originale Netflix, uscito qualche settimana fa appunto, è un horror, il sottotitolo è “le voci del male” che mmm non so se rispecchia effettivamente il film, si rispecchia un elemento del film ma è un elemento abbastanza indifferente.

La pellicola è diretta da Olaf De Fleur, è un film inglese, girato in Scozia, in un panorama bellissimo tra l’altro.

Per i ruoli principali troviamo Florence Pugh come Angela, Ben Lloyd-Hughes nei panni di Jackson e Celia Imbre come Mrs. Green.

Ho voluto vederlo perché mi ispirava, si parla di due fratelli e due amici annessi che per guadagnare qualche soldo in più si fingono una squadra di specialisti nel fare andare via dalle case gli spiriti dei morti, in particolare i due fratelli discendono da una madre piuttosto conosciuta che in vita aveva questo dono.

Vanno in varie case fino a quando non sbarcano a casa di Mrs. Green, un’anziana donna il cui figlio anni e anni prima aveva ucciso tre bambine, lei dice di sentire ancora le voci di queste bambine che gridano da qui il sottotitolo “le voci del male”, ma non è proprio così però non vi svelo troppo.

Beh comunque il film è piacevole, non è uno dei film più originali che siano stati girati ma la recitazione è molto buona secondo me, la trama per come la vedo io ha qualche buco perché alcuni punti ripensandoci dopo a freddo non vengono trattati.

Alcune cose mancano ma nel momento in cui si guarda il film non ci si fa così caso.

C’è una scena in particolare sul finale che mi è piaciuta molto, non posso raccontarvela perché svelerei tutto il finale ma coinvolge i due fratelli e penso sia resa molto bene per far capire lo svolgimento della situazione.

E’ un buon film horror, anche se non è così spaventoso, c’è qualche jump scare ma dal punto di vista dello spavento… beh non mi ha colpita.

Segue una linea narrativa precisa che non include molti spaventi, c’è più inquietudine che paura.

Serie tv del Mese

Allora parliamo prima di Black Mirror, io con questa serie non ce la posso fare, per qualche strano motivo dopo aver visto il primo episodio non mi è più tornata la voglia di proseguire, l’ho rivisto già due volte il primo episodio perché è una serie che dal punto di vista della struttura e dei temi che tratta è interessantissima, il problema è che sento che un episodio mi basta e avanza.

Non perché è fatto male o altro, non mi viene la voglia di vedere, quando si vede una serie tv penso che il desiderio di proseguire sia un punto fondamentale, per questa serie tv io non ho desiderio, mi dispiace perché l’idea è geniale, amo l’idea ma probabilmente è un rapporto di amore e odio.

Ora parliamo di un serie che invece sto divorando e per cui ho già l’ansia dato che la fine sembra vicina, Creeped Out – Racconti di Paura, ci sono 13 episodi e io sono già al sesto.

Non so si intuisce ma il genere di paura con me trova sempre casa…

Comunque, è una serie tv che potete trovare sempre su Netflix, è di genere horror per ragazzi quindi sono come “favole/storie creepy” non sono veri e propri racconti horror, è un horror delicato insomma.

Niente di spaventoso, solo inquietante.

Ogni racconto/episodio è a sé questo significa che non siete costrette/i a seguire per forza ogni episodio, potete guardare quello che volete e vi ispira di più quando vi pare.

Ed è un punto a favore che adoro.

Le storie in genere sono racconti per ragazzi ma sono realizzate benissimo, mi ha colpito la storyline di ogni episodio, quanto bene siano costruiti e scritti secondo me, tutto si chiude, come un cerchio la storia inizia e si chiude in un solo episodio, ahh che soddisfazione.

C’è un punto in comune in ogni episodio, “il curioso” è il personaggio che lega le storie e all’inizio di ogni episodio sentirete una voce femminile dire:

Il Curioso, dicono che collezioni strani racconti e se senti il suo fischiare qualcosa di molto inquietante sta per accadere, nessuno sa da dove venga ne dove sia diretto […]

E’ stata creata da Robert Butler e Bade Blake, è una serie britannico-canadese, come vi dicevo ogni episodio è a sé ma si parla per esempio di marionette umane, di mostri che cercano di fare patti ecc ecc, ma anche se possono sembrare storie assurde dette così sono invece costruite molto bene, si è fatto un gran lavoro sul senso della storia.

Vi consiglio di dare una possibilità a questa serie tv, perché per me è davvero meritevole e sono al settimo cielo dopo aver saputo che verrà rinnovata per una seconda stagione!

 

Canzoni del Mese

Ho scoperto una giovane cantante inglese e mi sono innamorata della sua voce, Gabrielle Aplin.

Gabrielle Aplin – The Power of Love

Gabrielle Aplin – Panic Cord 

Gabrielle Aplin – Start of Time

Gabrielle Aplin – Home

Cosmetico del Mese

Anche se ora c’è un blog dedicato mi piace inserire comunque che qui quello che è stato il cosmetico miravolante del mese, in questo caso è un prodotto di cui devo ancora parlarvi sull’altro blog… sono un po’ in ritardo sì ma arriverò presto.

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Il Camouflage Cream di Catrice è un correttore in crema super famoso che io però non avevo mai provato, è molto economico dato che costa attorno ai €2,50/€3,00 massimo €3,50 un prezzo economicissimo per un prodotto più che valido.

Io lo uso nella colorazione 10, Ivory che è il colore perfetto per me, è molto coprente anche perché essendo in crema basta una pennellata/ditata per coprire il tutto, se avete una zona del contorno occhi però già grassa forse potrei consigliarvi di non esagerare perché è un prodotto un pochino grasso.

Comunque è un ottimo prodotto, la tenuta è buona, meglio se fissato per qualche secondo con un accenno di baking ma molto buono!

App del Mese

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Questa è un app che ho installato mesi e mesi fa ma l’ho provata due secondi per poi spegnere tutto, a settembre l’ho riaperta per curiosità perché dovevo modificare una foto.

E’ un’applicazione che fa molto bene il suo lavoro, non ha particolari tratti distintivi rispetto ad alcune altre app della stessa fattura ma diversamente da queste il sistema è intuitivo, veloce, permette di cancellare, aggiungere macchie di colore ecc.

Il punto negativo è che dopo aver utilizzato lo strumento “cancella” per varie volte durante il giorno non è più possibile farlo perché scatta la pubblicità della versione premium.

Scoperta del Mese

Dato che (pensavo a settembre) ottobre sarà il mese dell’inktober vediamo se c’è una specie di 31 days prompts per la scrittura invece.

Perché ottobre è un mese di creatività, si sente proprio questa atmosfera “artistica” non pensate? Questo inizio di freddo (si fa per dire) che fa indossare i primi magioni, fa bere le prime bibite calde, si sta così bene al relax leggendo o scrivendo, insomma è il momento della creatività!

Comunque ho cercato questi prompts, a volte credo che i prompts siano ottimi se vi sentite bloccati oppure sentite di non scrivere tanto quanto vorreste o avete un calo di creatività appunto perché ti spingono a scrivere tutti i giorni, anche solo 100 o 200 parole ma almeno per tenersi allenati.

Lo sapevate che c’è anche una halloween challenge per la scrittura?

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E’ molto carina per questo periodo dell’anno dato il tema.

Citazione del Mese

“Finché l’opinione altrui galopperà per formarsi opinioni errate sulla nostra condotta e giudicarla da superficiali apparenze, la nostra felicità sarà sempre, si può dire, nelle mani del caso.”

Jane Austen

Cosa Negativa/Positiva di Settembre

Come dicevo prima, e vale anche per settembre, questi sono mesi di creatività, c’è questo spirito nell’aria e mi sento sempre positiva quindi, nulla di che tutto prosegue nella giusta traiettoria, ci sono sempre una miriade di faccende da sbrigare.

Obbiettivi per Settembre

Finire il Maestro e Margherita, al momento sto leggendo un libro di disegni di Sylvia Plath di cui spero di parlarvi presto, vi chiedo scusa per l’assenza di recensioni ma queste sono la conseguenza delle mie mancate letture infatti negli scorsi mesi ho letto poco e ciò che ho letto lo lasciavo a metà, non lo chiamerei blocco del lettore, solo non avevo interesse per nessuno dei libri che pescavo oppure dopo poco si affievoliva.

Avete mai avuto questi periodi? O qualche blocco del lettore?

Bene!

E voi? Come è stato il vostro settembre? Vi è piaciuto? E’ stato positivo? Fatemi sapere!

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

 

 

 

 

CitaTime

Seguimi lettore! Chi ha detto che non c’è al mondo un amore vero, fedele, eterno? Gli taglino la lingua malefica a quel bugiardo! Seguimi lettore e io ti mostrerò un simile amore! No, si ingannava il maestro quando all’ospedale, verso mezzanotte diceva con amarezza a Ivanuska che essa l’aveva dimenticato. Questo non poteva accadere. Lei naturalmente non l’aveva dimenticato.

Questo è un fatto. E i fatti sono la cosa più ostinata del mondo.

Michail Bulgakov

LiberTiAmo di Settembre

Ehi! Agosto è finito, questo significa ritorno al lavoro, a scuola (tra un po’) ai doveri, non è meraviglioso? Ovviamente sono sarcastica.

Il periodo di pausa del gruppo di lettura è ufficialmente finito ed è il momento di riprendere le letture assieme, oltre che a riprendere la routine quotidiana.

In questa routine però ci sarà un po’ di gioia, anche perché per questo mese leggeremo assieme un classico che io personalmente non ho mai letto (o almeno non per intero, lo so, lo dico con una punta di imbarazzo) ma sono felice di recuperare, e sopratutto di farlo con i gruppo di lettura, con chi deciderà di unirsi a noi nella lettura.

Il libro non sarà in lettura solo a settembre ma bensì fino alla metà del mese di ottobre, quindi dal 01/09 al 15/10.

Vediamo il libro di settembre/ottobre!

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Il Maestro e Margherita – Michail Bulgakov

Casa Editrice: Einaudi/Diverse Edizioni

Link all’Acquisto: QUI *

“Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”. Così Eugenio Montale accoglieva nel 1967 il romanzo postumo che consacrava di colpo Bulgakov, fino ad allora sconosciuto, tra i grandi scrittori russi del Novecento, e forniva un quadro indimenticabile della Russia di Stalin. Nella Mosca degli anni ’30 arriva Satana in persona e sotto le spoglie di un esperto di magia nera, accende una girandola di eventi tragicomici.

Il Maestro e Margherita ha una grande storia, è un classico russo riscritto più volte dal grande autore Michail Bulgakov tra gli anni che vanno 1928 al 1940.

E’ considerato uno dei più grandi capolavori della letteratura russa del Novecento, Eugenio Montale lo ha definito “un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”.

Il romanzo fa leva sul rapporto tra il bene e il male, l’irrazionale e il razionale, il giusto e il sbagliato.

Vi ricordo che il libro sarà in lettura da oggi al 15/10 ma è possibile richiedere una proroga nel caso desideriate del tempo in più, non esitate a comunicarci questa richiesta!

Vi unirete a noi nella lettura?

A presto!

Elisa

Cose del Mese // Luglio – Agosto

Buon giovedì gente!

Sì, sono davvero io, non siete vittima di qualche allucinogeno o di un immaginazione troppo sviluppata, so che sono sparita nelle ultime settimane ma ci sono state le vacanze di mezzo e vari progetti e un casino incredibile quindi che ne dite se ne parliamo per bene?

Prima cosa, vi ricordo che in questi giorni c’è un sondaggio in corso sul gruppo di lettura per scegliere il libro di settembre, vi aspettiamo qui!

Nei prossimi giorni ovviamente arriverà l’articolo/annuncio per quello che sarà il libro del prossimo mese.

Seconda cosa, sapete che c’è una sezione “beauty” nel blog e fino a qualche mese fa sono riuscita a tenerla abbastanza attiva? C’è un problema per me, ogni volta che pubblicavo un articolo di questo genere mi sembrava di pubblicarlo nel posto sbagliato perché voglio parlare di libri e di scrittura in questo blog non di altri argomenti.

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State intuendo dove sto andando a parare?

Esattamente, ho aperto un altro blog incentrato solo sul beauty, perché non si direbbe dalla frequenza con il quale aggiorno questa sezione ma è una mia passione e tutta questa poca frequenza è come un cane che si morde la coda, perchè evitavo di pubblicare anche per il fatto di non sentirmi a mio agio su questo blog a parlare di questo.

Sono sparita anche perché mi sono impegnativa ad “avviare” questo blog, che per chi fosse interessato/a vi lascio QUA, è sempre su wordpress perché qui mi sento a casa, hai capito wordpress? Un inquilina si moltiplica per 2 gioisci di ciò!

Penso che lascerò comunque gli articoli pubblicati fin’ora di beauty ma per qualsiasi nuovo articolo su questo universo mi trovate lì ora!

Per il resto qui la vita procederà come al solito, oggi è il 23 e tutto va bene (si fa per dire), io ho terminato le mie vacanze proprio oggi e quando uscirà questo articolo io sarò al lavoro con tutta probabilità.

Ho pensato di non annunciare nemmeno le vacanze del blog quest’anno perché ero già dispersa da qualche settimana, le mie vacanze non sono durante quasi nulla e sapevo che sarei tornata prima di settembre.

Detto ciò, passiamo al succo dell’articolo ovvero le cose di luglio e agosto che vi ho già fatto attendere troppo.

Iniziamo!

Documentari dei mesi

Ho cercato un altro documentario sulla scia de “Wild, Wild, Country” o “The Keepers” ma non li ho trovati quindi ho deciso di buttarmi su altro.

Il primo di cui vi parlo ha un nome lunghissimo che non riscriverò più di una volta, “Inside The World’s Toughest Prisons” è, come intuirete dal titolo, un documentario in cui un uomo condannato ingiustamente ad una condanna per omicidio anni prima dopo essere stato scarcerato decide di viaggiare e documentare ciò che accade all’interno delle prigioni più dure e temute del mondo.

Non ho guardato tutta la prima stagione ma da ciò che ho visto posso dirvi che chi lo ha realizzato è molto bravo nel capire i tempi di riproduzione perché la puntata termina nell’esatto momento in cui tu pensi di averne abbastanza.

E’ interessante certo, per vedere come si vive all’interno di queste carceri in qui sono accaduti fatti brutali anche come per esempio rivolte, omicidi, soprusi, credo sopratutto che l’intero documentario ruoti attorno alle domande “Cosa fa un uomo quando si ritrova in una situazione difficile e violenta? Come agisce? Come si rivolta contro gli altri?”.

Alcune prigioni sono addirittura ignorate o nascoste dalla società, in carceri in cui in ogni momento potrebbe scoppiare una rivolta, la tensione cresce e scoppia fino a trascinarsi dietro vittime di una violenza brutale.

E’ una serie da guardare in pillole, un po’ per la cruda realtà delle vicende un po’ perché due puntante alla volta sarebbe decisamente troppo.

Altro documentario è “Dark Tourist“, un giornalista anche qui gira per il mondo ma per motivi diversi, lui è un vero e proprio dark tourist in quanto visita luoghi pericolosi o in cui sono successi fatti pericolosi per esempio partecipa ad un esorcismo (crediate o no in questi fatti io eviterei di partecipare ad un evento simile comunque), simula atti pericolosi come passare il confine in territori proibiti oppure va in luoghi colpiti dalle radiazioni, va a cena con i vampiri di New Orleans, festival voodoo, aggressioni insomma c’è di tutto.

Alcune situazioni sono interessanti altre mi hanno fatto pensare “cosa sto guardando?” ma questa domanda me la sono fatta tante volte quindi a posto.

Quando David, visita luoghi di tragedie o ripercorre fatti realmente accaduti tipo l’omicidio di JFK è molto interessante o quando intervista alcune persone che vivono nel quartiere costruito in Messico da Escobar, che lodano e ammirano quest’uomo perché ha dato a tutti loro “un tetto” e sembrano ignorare la carneficina provocata proprio dal regno di Escobar senza parlare del resto.

E’ un documentario interessante e a volte divertente grazie ai momenti “wtf”, ne consiglio la visione se vi interessa il genere.

 

Serie tv

Disincanto

A parte la revisione di “Poldark” che hanno deciso di donarci questa estate su canale 5 il resto non è stato un granchè da guardare.

Qualche giorno fa su Netflix è approdato “Disincanto”, non so voi ma il titolo mi piace un sacco ed è molto legato al contenuto della serie, come posso descrivere questa serie tv? Vediamo..

In un regno incastonato fra le rocce ai tempi del Medioevo seguiamo le vicende di Bean una principessa anticonvenzionale che assieme al demone Luci, che assomiglia più ad un gatto che a un demone, e all’elfo “Elfo” trascorre le sue giornate nel regno a combinare disastri, ad ubriacarsi e a vivere la sua giovane età a pieno.

Ormai per farmi guardare una serie tv deve essere cartoon e avere all’interno dell’umorismo nero altrimenti, nulla da fare.

La serie è stata creata da Matt Groening, il creatore dei Simpson e di Futurama, si vede aggiungerei, dal punto di vista delle animazioni e della qualità della serie (graficamente) non ho nulla da dire, è perfetta senza parlare del fatto che ambientazione stile medioevo cartoon è davvero bella da vedere.

La serie non è stata osannata come previsto dal pubblico e dalla critica, io credo sia piacevole da vedere, è senza dubbio realizzata alla perfezione ma alcune situazioni e alcune battute non mi convincono, non perché troppo da umorismo nero ma perché scontate e poco divertenti.

Continuo comunque a consigliare questa serie che spero migliorerà nelle prossime stagioni, io ho terminato la prima in 1 giorno anche perchè ogni episodio è da mezz’ora quindi non ci si mette molto, il tempo corre con questa serie.

 

Canzoni dei Mesi

Via del Campo – Fabrizio de Andrè

Come Togheter – Michael Jackson

God Is a Woman – Ariana Grande

non pensavo avrei mai citato una canzone di questa cantante, non è il mio genere ma questa canzone mi ha rapita anche per il bellissimo video

Sleeping at Least – Already Gone

Cosmetico dei Mesi

Nonostante il nuovo blog terrò qui questa sezione.

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Il prodotto di questa estate per me è stato questo fondotinta che non ho indossato un granchè per il caldo, lo mettevo sopratutto alla sera per sembrare presentabile quando mi spuntava qualche imperfezione.

Ne parlerò meglio nelle prossime settimane sul nuovo blog.

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L’ho acquistato nella colorazione 10, la più chiara come sempre, ha un profumo agrumato e la consistenza tastandola sembra appiccicaticcia, è una linea ideata con l’86,9% di ingredienti naturali, di solito i fondotinta naturali mi spariscono dopo due secondi dal viso ma questo ha una buona durata e vi dirò, anche un’ottima coprenza.

Noto che all’inizio dell’applicazione sembra intensificare i pori ma dopo averlo finito di stendere e aver completato la base questo aspetto sparisce.

I miei dubbi sono stati spazzati via da questo prodotto.

Ne parleremo presto!

 

App dei Mesi

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Preview è stata la mia app sopratutto di agosto, con l’apertura di un nuovo instagram dedicato al nuovo blog ho dovuto studiarmi un po’ l’aesthetic generale del profilo, missione che ho fallito, ma Preview ha fatto di tutto per aiutarmi.

Sicuramente conoscerete questa app perché è piuttosto popolare, ti permette di impostare (in una immagine provvisoria) come uscirà il feed del tuo profilo pubblicando certe foto prima di altre o viceversa.

E’ un app molto utile, non è il massimo della comodità perché si potrebbe migliorare questo aspetto quando si impostano le immagini ma se cercate un’applicazione che faccia questo lavoro sporco, Preview è l’ideale.

 

Scoperta dei Mesi

Durante queste vacanze ho iniziato a leggere “La Famiglia” di Ed Sanders, che ho acquistato negli ultimi mesi, dovrei postare una foto/book haul su instagram perchè sopratutto per i regali di compleanno ci sono state parecchie entrate.

Sto continuando a leggerlo perché questo libro è enorme e mi sta piacendo davvero parecchio, è un libro di non-fiction sugli eventi legati alla the family di Manson e a Charles Manson in prima persona, sarebbe perfetto se Netflix girasse un documetario su questi eventi.

Dopo aver letto qualche anno fa “Le Ragazze” mi era venuta la curiosità di leggere qualcosa di reale, ovvero qualcosa che riportasse gli eventi realmente accaduti, quindi non appena ho visto questo titolo ne ho approfittato.

Non ci sono state grandi scoperte questa estate a parte i film trash che davano la sera tardi su canali strani della tv.

Citazione dei Mesi

Le coincidenze, a volte, sono i segnali misteriosi della vita,
ai quali bisogna credere.

– Cesare Pavese

Cosa Negativa/Positiva di questi Mesi

Sono contenta di aver realizzato il progetto blog 2, ci pensavo da tempo, perché relegare il beauty ad uno spazietto aggiornato quasi mai mi dispiaceva.

Le cose negative è che le vacanze sono già finite per quanto mi riguarda.

Sto leggendo poco ultimamente ma ho voluto rallentare del tutto i ritmi anche per riposarmi prima di ripartire oggi, sono stati mesi di caldo, fatica e idee.

 

Obbiettivi per Settembre

Questo mese sono puntuale per parlare del mese prossimo, evviva, ricordatevelo perché non succederà più.

Vorrei finalmente fare qualcosa di buono con queste idee che vi dicevo, che riguardano sopratutto la scrittura ma anche altri progettini legati al blog.

Settembre rappresenta i nuovi inizi per me, come la scuola, mi ricorda la novità, aria di innovazione, come se si potesse fare tutto ciò che si vuole, lanciarsi verso nuove mete.

E’ quello che voglio fare a settembre!

 

Bene!

E voi? Come è stata la vostra estate? Vi siete riposati/e? Vi siete divertiti/e? Fatemi sapere!

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

 

 

 

Isola – Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Buon lunedì!

Pensavate fossi sparita per sempre portando con me la recensione di “Isola” vero? E invece eccomi qui!

Come state? Come procede questo agosto? Ma sopratutto, siete sopravvissuti/e fino ad ora al caldo?

Comunque, oggi parliamo di quello che è stato il libro di luglio per il gruppo di lettura LiberTiAmo, che vi ricordo per il mese di agosto è in pausa estiva ma torneremo a metà agosto per il sondaggio di settembre (solo a pensare a settembre mi sento venir meno), quindi mi raccomando preparatevi a votare.

Ma!

Non perdiamoci in chiacchiere e andiamo a parlare di “Isola”.

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Isola – Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Editore: Iperborea

Pagine: 215

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 17,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2018

Link all’Acquisto: QUI *

 

Trama

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d’ispirazione autobiografica, “Isola” è un canto d’amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell’emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell’identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un’Itaca dell’anima, un posto che si possa chiamare casa.

Abbi mi insegnò la sua nostalgia come un versetto biblico, su cui battevamo e ribattevamo (…) Le isole di cui aveva nostalgia non avevano una posizione geografica. Io lo sapevo, e di sicuro lo sapeva anche omma. Che quella di abbi era una patria fluttuante. 

Recensione

Allora, inizio subito con il dire che ero entusiasta per questo libro, infatti dopo aver visto che aveva vinto il sondaggio non vedevo letteralmente l’ora di buttarmi nella lettura.

Il libro ha 215 ma si legge davvero alla veloce, un po’ per l’impaginazione (non so voi ma secondo me i formati dell’Iperborea rendono tutto più bello) e un po’ per il fatto che non è per nulla uno stile di scrittura pesante, anzi lo è ma in un modo particolare e tra poco vi spiego cosa intendo con questa affermazione.

Ovviamente c’è da tenere conto del fatto che questo libro appartiene alla narrativa nordica quindi ha uno stile particolare, che di certo non può essere apprezzato da tutti secondo me.

Ma torniamo un attimo a ciò che vi dicevo, ovvero il mio entusiasmo per questo libro, questo entusiasmo si è prolungato fino ad un certo punto della lettura perché il libro più o meno fino a pagina 50 è piacevole, non si capisce molto di quello che sta succedendo ma è una lettura leggera, godibile.

Ci si ritrova subito faccia a faccia con questo “stile particolare”, io non ho letto molto appartenente alla narrativa nordica, la prima autrice rappresentante di questa narrativa che mi viene in mente è Tove Jansson ma lei rispetto alla Jacobsen ha uno stile che ti permette di capire molto di più.

Io penso, sempre parlando di stile che è il punto più controverso di quest autrice e di questo libro che uno stile particolare è sempre interessante da scoprire ma questo da un certo punto in poi diventa pesante.

Non dico che sia un libro impossibile da apprezzare, anzi sono sicura che qualcuno lo apprezzerà o lo ha già fatto ma a me è sembrato di leggere una lista di metafore, paragoni e ricordi aggrovigliati che confondono sempre di più il lettore.

Confusione, questo è il termine con cui definirei questo libro.

All’inizio questa quantità innumerevole di metafore la trovavo quasi piacevole ma più mi inoltravo nel libro e più mi rendevo conto che di quello che leggevo non mi rimaneva nulla, perché la maggior parte sono metafore vuote messe lì tanto per buttare questo simil guizzo di poesia.

Ci sono anche diverse tradizioni o tratti distintivi, leggende o curiosità della popolazione delle isole Faroe che io ho trovato buttate lì e mai spiegate, vengono date per certo come se il lettore fosse un’esperto di queste isole e delle loro tradizioni.

Al che penserete “vabbè Elisa se non sai certe cose le vai a ricercare su Google”, quello che ho pensato anche io, dato che poi non è che ci sia tanta scelta.

Questo ovviamente può essere un punto negativo o positivo a seconda della persona, perché scoprire nuove tradizioni di altri paesi (o isole in questo caso, ah che battuta) è sempre interessante.

Ecco, se vogliamo trovare un punto positivo a questo libro è che ciò che si scopre, e i panorami che a volte vengono descritti (mi raccomando non senza l’ausilio di miliardi di metafore) sono davvero piacevoli.

Piccola nota sulle metafore, a me piacciono molto, anzi vorrei trovarne di più nei libri ma ci sono due tipi di metafore, quelle che vogliono davvero dire qualcosa e quelle buttate lì che non vogliono significare nulla, ma scritte solo per dare l’impressione di avere un mood poetico.

Insomma, se dovessi dirvi cosa mi ricordo di questo libro dopo averlo terminato la mia risposta sarebbe “quasi nulla a parte qualche scena interessante”.

I personaggi non mi hanno emozionata, a parte due o tre che erano personaggi di contorno tra l’altro, degli altri non ricordo nulla di particolare.

E’ uno di quei libri che spariscono dopo poco nel cervello.

Il significato, di riscoperta della propria patria è sempre un qualcosa che mi prende nella lettura ma in questo caso non l’ho quasi sentito questo messaggio, è passato tutto in secondo piano, a parte in alcuni momenti in cui sembrava che il libro virasse verso la giusta direzione per poi riprendere con quel groviglio di ricordi.

Voto:

Progetto senza titolo (76)

Mi ha deluso questo libro sopratutto per il fatto che penso si potesse fare di più con un’idea di base originale come quella su cui si basa il libro, la scrittura è esagerata, sovraccarica, infatti dopo poco stanca il lettore se non fosse per l’ambientazione.

E voi? Avete letto “Isola? No? Sì? Vi è piaciuto? Ditemi!

 

A prestissimo,

Elisa

*Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

CitaTime

Dovunque, sempre, gli uomini avevano sognato isole galleggianti, le avevano trovate o costruite; la storia era attraversata da una miriade di migrazioni geologiche, isole mitologiche, letterarie, tecnologiche. Un’intera flotta. Mi sembrava di vederla, con Eolia in testa.

A breve sentirà la vita nei polmoni di lei, sotto la stoffa del vestito. Quel po’ d’aria di montagna che ha tenuto da parte per lui nelle ramificazioni sottili del tessuto polmonare. I capelli profumeranno di muschio e pietre lisciate dal vento, di quell’aria che gli manca tanto, fresca e limpida come una doccia.

Siri Ranva Hjelm Jacobsen

 

Salve ragazzi/e!

Ne approfitto brevemente di questo appuntamento con CitaTime per avvisarvi del fatto che ho deciso di unire l’appuntamento delle cose del mese di giugno a quello che uscirà nei prossimi giorni di luglio.

Perchè questa scelta? Per un motivo particolare, perché non avevo nulla di interessante o (almeno per me) stimolante da dirvi riguardo giugno, sopratutto per le categorie, serie tv, film, scoperta del mese, categorie che a me piacciono molto ma che ho trascurato nello scorso mese.

Quindi vi posso assicurare che le cose del mese usciranno nei prossimi giorni (verso la fine di luglio) in un mix fra questi due mesi.

Scusate per l’avviso, ci leggiamo presto!

Elisa

Cecità – Josè Saramago

Buon mercoledì cari/e!

Oggi recensione, in particolare del libro che abbiamo letto nel mese passato sul gruppo di lettura.

Inizio con il dire che ero intimorita da questo libro e da questo autore, per anni ho sentito e letto recensioni riguardanti le opere di Saramago e il timore che provavo nei confronti di questo autore è cresciuto sempre di più, non so dirvi per quale motivo, semplicemente ho visto talmente tanti pareri positivi che avevo paura di rimanere delusa una volta letto un libro scritto da lui.

Infatti, quando “Cecità” ha vinto come libro del mese io lo possedevo già in libreria, intonso dal giorno dell’acquisto.

Quindi, tutto ciò per dire che sono felice di aver finalmente letto qualcosa di suo, anzi una delle sue opere più famose.

Vi parlerò tra qualche riga del perchè sono felice di ciò quindi, non perdiamo altro tempo e iniziamo con la recensione!

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Cecità – Josè Saramago

Editore: Feltrinelli

Pagine: 288

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,50

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1995

Link all’Acquisto: QUI *

Trama

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

La coscienza morale, che tanti dissennati hanno offeso e molti più rinnegato, esiste ed è esistita sempre, non è una invenzione dei filosofi del Quaternario, quando l’anima non era ancora che un progetto confuso. Con l’andar del tempo, più le attività di convivenza e gli scambi genetici, abbiamo finito col ficcare la coscienza nel colore del sangue e nel sale delle lacrime e, come se non bastasse, degli occhi abbiamo fatto una sorta di specchi rivolti all’interno, con il risultato che, spesso, ci mostrano senza riserva ciò che stavamo cercando di negare con la bocca.

Recensione

Come scrivevo prima, il mio timore nei confronti di questo libro andava a pari passo con l’enorme successo che questo ha ricevuto dalla data di pubblicazione.

L’autore, vincitore anche del Premio Nobel per la Letteratura nel 98′ è venuto a mancare nel 2010 dopo aver pubblicato testi come “Il Vangelo Secondo Gesù Cristo”, “La Caverna” e “Viaggio in Portogallo”, assieme a molte altre opere.

Iniziamo parlando del come è scritto questo libro, la sintassi è particolare, ho letto molte opinioni a riguardo e un buon tot di persone hanno apprezzato questa scrittura mentre altre per nulla.

Personalmente all’inizio mi sono leggermente stupita ma dopo poco non ci ho più fatto particolare caso anzi penso sia uno dei tratti distintivi del romanzo e non potrei immaginarlo scritto in altro modo.

Faccio riferimento sopratutto ai dialoghi che forse all’inizio possono ingannare il lettore.

Un altro tratto distintivo del romanzo che era un’aspetto che agli inizi della lettura mi preoccupava, è il fatto che i personaggi non hanno nomi, si distinguono per alcune caratteristiche fisiche precise, per esempio “il medico, l’uomo con la benda, la ragazza, il ladro e nonostante il fatto che non abbiano un nome Saramago riesce comunque a caratterizzare alla perfezione i propri personaggi.

E’ un talento incredibile che mi ha sorpresa perché mi aspettavo una confusione totale nel passaggio tra un personaggio e l’altro mentre invece ogni personaggio si riconosce immediatamente e quasi non appena si legge la caratteristica con cui l’autore lo ha nominato/a il suo viso (non descritto) si delinea nella mente, senza indizi.

Questo distacco, questa precisa scelta che fa l’autore per come l’ho personalmente interpretata è un modo per tramettere al lettore un messaggio importante ovvero che quella ragazza, quel ladro o quel medico potremmo essere noi.

Un’altro punto forte della scrittura è anche il fatto che non è complicata o artefatta anzi io l’ho trovata alla portata di tutti con qualche istante forse di critica sottile più marcata o metafora più lunga ma non è per nulla uno stile difficile da leggere.

E’ romanzo sopratutto critico e direi negativo nei confronti del genere umano, leggendo questo libro non si può che pensare ad un certo punto “quindi siamo persi per sempre?”, non importa il fatto di avere una mentalità positiva o negativa, io penso di fare l’occhiolino alla prima categoria ma prima di tutto sono realista quindi la visione che dona questo titolo sul mondo e sull’umanità è reale purtroppo, ovviamente ci ritroviamo in una situazione distopica in questo caso ma tolto questo fattore l’umanità descritta direi che somiglia a quella vera.

E’ un libro violento per il messaggio che trasmette, crudo e con alcune scene piuttosto forti.

Non è di certo un libro facile da affrontare nonostante come dicevamo, la scrittura scorrevole, il messaggio che aleggia per tutte le 288 pagine è duro da digerire e come uno schiaffo in pieno volto ti rimanda a quella che è la più dura delle realtà.

Da un punto in poi in particolare l’angoscia fa da padrona nella lettura, leggere ciò che accade pagina dopo pagina ad un’umanità satura di menefreghismo, di egoismo, è un’esperienza triste da affrontare.

Saramago è un’autore che nel corso della propria vita è stato criticato in modo feroce per le sue posizioni e idee piuttosto marcate riguardo la religione, la politica e altri ambiti, in questo libro a volte ho avvertito un po’ di cinismo ma credo che sia un sano cinismo in questo caso.

A volte apprezzo il cinismo quando non è troppo esagerato o insistente, qui non credo lo sia anche perché  il romanzo stesso si basa sulla cecità delle persone e sulla perdizione della ragione e di ciò e di chi siamo nei confronti degli altri, dei sentimenti più negativi e primitivi dell’uomo, quindi accetto questo cinismo con tranquillità.

Penso sia uno di quei libri che una volta letto e compreso il messaggio non avrai mai più voglia di rileggere.

Perché si dovrebbe leggere “Cecità”, per aprire forse di più gli occhi e per aumentare il proprio livello di cinismo.

Di certo non è un libro adatto a tutti, a me è piaciuto, non so se leggerò altro di Saramago almeno per il momento, mi sento come quando si mangia troppa torta o troppa anguria (per essere in tema con l’estate) e per settimane o giorni non si ha più voglia di torta o anguria.

Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono.

Voto:

Progetto senza titolo (63)

Quattro stelle mi sembra un voto assolutamente giusto per l’esperienza che ho avuto con questo libro.

E voi? Avete mai letto qualcosa di Saramago? Sì? Vi è piaciuto? No? Vorreste farlo? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

 

LiberTiAmo di Luglio

Buon primo luglio gente e buona domenica!

Non è di certo una novità che oggi, come ogni primo del mese io e Tiziana sui rispettivi blog vi sveliamo (per chi non partecipa al gruppo su Goodreads) il titolo del mese, in questo caso di luglio.

Saltiamo subito alle informazioni tecniche!

Il libro sarà in lettura da oggi (01/07) al 31/07, per tutto il mese di luglio.

Scopriamo il libro che leggeremo insieme a luglio!

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Isola – Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Casa Editrice: Iperborea

Link all’Acquisto: QUI *

 

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità. Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla. Romanzo d’ispirazione autobiografica, “Isola” è un canto d’amore alle Faroe e un racconto sulle ripercussioni intime dell’emigrazione, sul ruolo degli affetti e dei legami di sangue nell’identità di una persona, sul bisogno di radici o almeno di un’Itaca dell’anima, un posto che si possa chiamare casa.

 

Isola è stato pubblicato in Italia lo scorso febbraio, edito da Iperborea.

E’ un libro che tratta di temi quali l’immigrazione, la nostalgia per la propria terra e per ciò che si è, per chi si è.

L’autrice Siri Ranva Hjelm Jacobson è al suo primo romanzo che è stato descritto come un canto d’amore per la sua terra.

Vi unirete a noi?

Fateci sapere!

Elisa

 

Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.

 

Cose del Mese – Maggio!

Buon giovedì!

Sì, sono viva e sì eccomi qui con un nuovo appuntamento delle cose del mese!

Questa volta il mio record di ritardo si è spostato ulteriormente di un’asticella ma devo dirvi che questo articolo è in preparazione da qualche giorno e che purtroppo a causa di qualche piccolo problema di salute non sono riuscita a pubblicarlo prima.

Per la cronaca comunque, ora va tutto bene, tutto risolto!

Quindi eccomi, che cerco di rimediare al ritardo e all’assenza.

Vi ho già fatto attendere più del dovuto, andiamo subito alle cose del mese perché tutto si può dire di maggio tranne che non ci sia qualcosa di cui parlare.

Iniziamo!

Documentario del Mese

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The Killing Season è un documentario di genere true crime che viene tramesso su Sky precisamente sul canale 118, Crime+Investigation.

In un precedente articolo vi avevo parlato di questo canale e di quanto solitamente la maggior parte dei documentari trasmessi siano realizzati molto bene e siano una vera perla per gli appassionati del genere true crime (ci sono anche alcuni “documentari” di altro genere ma rimane un canale dedicato al true crime per fortuna).

Di cosa parla The Killing Season?

In questa docu-serie di 8 puntate pubblicata per la prima volta nel settembre del 2016, si parla di vari casi di ragazze uccise che inizialmente sembrano riguardare una minima parte dell’America ma con l’avanzare delle puntate le investigazioni si espandono a macchia d’olio e finiscono per coinvolgere i cartelli della droga messicani, casi vari di camionisti assassini che brutalmente uccidono giovani prostitute e le abbandonano senza vita ai lati della strada e giri molto più grandi di ciò che si crede.

Nella serie seguiamo i due documentaristi Joshua Zeman e Rachel Mills che puntata dopo puntata si ritrovano nelle mani situazioni che sembrano più grandi di loro, si toccano temi come la corruzione che per anni funge da perno per l’insabbiamento di prove importanti nella soluzione dei casi e nel ritrovamento dei corpi delle giovani donne, la droga, il sesso e il potere.

Questo documentario mi è piaciuto, devo dire che essendo un documentario che parte in un modo per poi diventare enorme in ciò che tratta lascia alcuni interrogativi senza risoluzione, ma sono gli stessi documentaristi che a volte ritrovandosi davanti a qualcosa di troppo grande decidono di passare avanti, dopotutto la loro è un indagine personale in cui certo, viene coinvolta a volte la polizia ma questa in alcuni casi non si mostra molto disponibile o non sa fornire risposte.

Insomma guardando questo documentario come dovreste aspettarvi?

La sorpresa per la vastità di ciò che si nasconde sotto che sappiamo esiste ma ritrovarselo spiattellato in faccia con una certa forza è sempre sorprendente, il sospetto, per tutto e tutti che da certe testimonianze di alcune vittime sembra regnare in una parte di mondo oscura e violenta e il rammarico per il fatto che migliaia di donne ogni anno spariscono, solo in America in questo caso, e per molte di loro nemmeno si aprono le ricerche, rimarranno nomi senza faccia, solo ricordi dalle persone che le amavano, totalmente ignorate dallo Stato.

 

Serie tv del Mese

Questa volta, niente film, perchè i film che ho visto a maggio non mi sono piaciuti e non ne ricordo nemmeno il titolo… bene, passiamo avanti.

 

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Cambiamo decisamente tono.

Ehmm… lasciatemi spiegare.

Questa serie è super piacevole da guardare e fatta davvero bene, un giorno per caso ho iniziato a seguirla su FOX e ho iniziato a recuperare tutte le puntate, vi ricordate quei film di anni fa in cui c’erano gli attori reali e invece altri personaggi (o oggetti) animati assieme? Tipo Space Jam o He-Man e i Dominatori dell’Universo, sì, mi avete letto nella mente!

Ecco, Son Of Zorn è per me un piccolo tesoro divertente e che mi fa sentire a posto con l’universo ogni volta che lo guardo.

So che molti di voi una volta letto “space jam” avranno detto “voglio guardare tutte le stagioni ora, Elisa!“, prima di tutto calma perchè c’è una brutta notizia, la serie tv è stata cancellata dopo la prima stagione.

Scoprirlo è stato devastante perché la serie ha un’incredibile potenziale per quanto mi riguarda, ha tante citazioni interessanti, è studiata nei minimi dettagli ed è veramente fatta bene non è un qualcosa di poco definito che non intrattiene, anzi.

Il progetto era davvero originale e meritava più attenzione per come la vedo io, ovviamente si gioca anche un po’ sulla nostalgia nei confronti degli anni ’80/90 ed è quello che prende in un primo momento ma c’è molto di più.

Di cosa parla Son Of Zorn?

Zorn, difensore di Zephyria un giorno decide di andare ad Orange County, California, per trovare la sua ex e suo figlio. Il figlio Alangulon, soprannominato Alan non ha un buon rapporto con il padre che non vede quasi mai, a causa di questa rabbia del figlio nei suoi confronti Zorn decidere di restare in America abbandonando momentaneamente il suo pianeta. Decide di vivere come un normale americano, con un lavoro normale, un’appartamento e uno stile di vita decisamente diverso da quello a cui è abituato.

Da qui in poi nasceranno situazioni surreali, eventi incredibili che caratterizzano l’intera stagione.

Ma vi consiglio di dargli un occhio per capire davvero quanto questa sia stata, secondo me, un’occasione mancata per un progetto originale o almeno che non si vedeva da tempo, e che intrattiene lo spettatore facendolo divertire e ripensare ai tempi addietro.

 

Canzoni del Mes

A maggio mi servivano canzoni abbastanza movimentate diciamo.

Raise Hell – Dorothy

Hunger – Florence And The Machine

My Type – SAINT MOTEL

No Roots – Alice Merton

Cosmetico del Mese

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Il prodotto che ho preferito nel mese di maggio è un mascara, in particolare il mascara di Bourjois, Volume Clubbing.

Di questo marchio in precedenza ho provato qualche prodotto per le labbra che non mi ha entusiasmata più di tanto anzi non mi è proprio piaciuto, ma questo mascara mi ha sorpresa.

L’ho ordinato settimane e settimane fa su Fregrance Direct, un sito molto interessante dove si trovano diversi marchi ad un ottimo prezzo ma sopratutto è ideale se vi serve qualcosa di una vecchia collezione magari perché si trovano sopratutto quelle, molto scontate quindi non so se questo mascara si trovi anche da altre parti o se sia ancora prodotto dal marchio.

Esiste solo la colorazione Ultra Black da quello che so e non avevo grandi speranze in lui ma ho dovuto ricredermi perchè dona alle ciglia un effetto volumizzante per un buon tot di ore e non è nemmeno facile da togliere quindi bisogna faticare un po’ al momento dello struccaggio.

Divide bene le ciglia e le “imprigiona” per l’intera giornata in una forma volumizzata e quasi effetto ciglia-finte che mi piace molto.

Ottimo prodotto, se quelli labbra non mi hanno convinto forse dovrei buttarmi su quelli occhi con questa marca.

 

App del Mese

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Non mi sembra di avervene già parlato, ma questa app l’ho scoperta grazie alla fantastica Jim Reno, sul suo instagram.

Dunque è un’app per la modifica delle foto e gli effetti non sono molti, devo ammetterlo, a meno che non compriate l’upgrade ma io uso quella base e si può già fare qualcosa di molto buono.

Ve la segnalo perché adoro l’effetto della data a lato della foto e in più si possono creari dei bellissimi effetti vintage che io ho utilizzato anche per editare una foto postata tempo fa su instagram.

Questa: https://www.instagram.com/p/BhRUFANnBTu/

Ma l’effetto della data di cui vi parlavo è questo:

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Diciamo che è un app che si fa riconoscere perchè ha uno stile ben preciso, non si può fare molto ma è perfetta se vi piacciono stili vintage ecc, stile hipster insomma.

Scoperta del Mese

Nel mese di maggio tutti i libri della serie di Harry Potter sono stati riediti con la copertina vecchia, per celebrare i 20 anni e fino al 31 maggio se non sbaglio con l’acquisto di un tot di articoli c’era in regalo la tazza, l’avete vista? Qualcuno di voi ha approfittato della promozione?

Io avrei voluto farlo ma continuavo a rimandare e ad un certo punto maggio è finito quindi addio tazza.

Sapevate che c’è una petizione per far ristampare “Casa di Foglie”?

E giustamente direi, non so quanto sia attendibile questa petizione ma nel caso io l’ho firmata e se siete interessate/i vi lascio il link qui.

Da anni e anni si vocifera di una ristampa ma fin’ora nulla, come quelle leggende urbane di cui non ci sono prove fisiche è ora di dire basta.

 

Citazione del Mese

«Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.» 

– Cesare Pavese

Cosa Negativa/Positiva di Maggio

Maggio è stato un po’ come marzo, ci ha impiegato le ere geologiche a finire e nel mio cervello è sparito come se il mio mese di maggio fosse scappato dentro un buco nero nel mio cervello.

Non è stato un gran mese ad essere sincera, non per fatti gravi accaduti nel mezzo ma semplicemente perché non ci sono state cose particolarmente positive rispetto al solito, nulla di incredibile.

I soliti progetti in mente, il solito lavoro, le solite uscite con gli amici ma nulla per cui dire “ah si, mi ricorderò di maggio”, no.

 

Obbiettivi per Giugno

Beh intanto giugno è quasi finito ma posso già dirvi che rispetto a maggio è decisamente meglio, dimenticando vari problemi di salute ma a parte questi è stato ed è tutt’ora un mese super creativo giugno, in cui sto coltivando molti progetti con parecchie persone, progetti di scrittura futuri.

Ci sono mille idee che mi frullano in testa quindi sono felice del fatto che almeno mi sia tornata un po’ di creatività.

I progetti crescono talmente tanto che non ho più tempo di seguire nulla, ma questa non è una novità dato che prima o poi mi incasino sempre, tipico di me.

Ovviamente tra questa miriade di progetti il blog ha un ruolo importante, non potrei mai dimenticarlo.

Bene!

E voi? Come è stato il vostro maggio? Acceso o spento? Intenso o poco entusiasmante? Fatemi sapere!

Per quanto riguarda la recensione di “Follia” che non è uscita il 4 maggio, vi spiego brevemente il perchè, non l’ho terminato entro quella data quindi la recensione è in preparazione e uscirà a breve, non temete.

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

LiberTiAmo di Giugno

Buon inizio giugno gente!

Come ogni primo del mese oggi io e Tiziana sui nostri rispettivi blog siamo qui per parlarvi del libro che sarà in lettura (in questo caso) a giugno sul gruppo di lettura LiberTiAmo.

Ormai sarete famigliari con questo utile annuncio in uscita ogni mese quindi mi fiondo dritta, dritta sulle informazioni importanti.

Il libro sarà in lettura da oggi (01/06) al 30/06, quindi per tutto il mese di giugno.

Voliamo alla scoperta del titolo di giugno!

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Cecità – Josè Saramago

Casa Editrice: Feltrinelli

Link all’Acquisto: QUI *

In un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione diventa cieca per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un’esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l’insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l’orrore di cui l’uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un’umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

 

Cecità è stato pubblicato per la prima volta nel 1995.

L’autore di origine portoghese nel 1998 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura e grazie alle sue pubblicazioni ha ottenuto un posto di rilievo nel panorama letterario.

Cecità ha la caratteristica (come altre opere dell’autore) di non avere nomi propri per i personaggi che vengono identificati spesso con espressioni impersonali.

Il tema fondamentale del romanzo è quello dell’indifferenza, lo stesso autore ha sottolineato il fatto che la società di oggi è cieca poichè si è perso il senso di solidarietà fra le persone.

Dal romanzo di Saramago è stato tratto il film omonimo per la regia del brasiliano Fernando Meirelles del 2008.

Leggerete assieme a noi “Cecità”? Sì? No? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

 

Sono affiliata Amazon, questo significa che cliccando sui/sul link all’acquisto dei libri che vengono citati, avrete accesso alle schede del titolo che vi interessa. Da questo click io non ricevo nulla. Solo con l’acquisto/ ordine del libro io ricevo una piccolissima percentuale, che sfrutto appositamente per acquistare libri da, recensire e di cui pararvi qui sul blog. Si tratta di un modo utile per aiutarmi a supportare il blog, ovviamente conciliando magari l’acquisto di un titolo che desiderate con la piccola percentuale che riceverei da questo. Siete, ovviamente liberissimi di farlo o non farlo.