Buongiorno!
Eccomi qui, direttamente dal regno dei morti, sono tornata!
Eccomi dopo mesi e mesi di latitanza, senza avviso, così di botto.
Come state? Come sta andando questo 2026?
Non vi annoierò con le mie paturnie e i miei drammi, vi basti sapere che sono mesi molto difficili e problematici che stanno mettendo a dura prova i miei nervi e la mia resistenza, purtroppo quest’anno si sta rivelando drammatico, ma concentriamoci su un futuro si spera roseo perché il presente è già abbastanza orrido così.
Mi è mancato molto il blog in questi mesi e da settimane il mio pensiero torna spesso al ritorno qui su questi schermi, e finalmente oggi questo pensiero si è manifestato nella realtà.
Per questo ritorno ho deciso di puntare sulla nostra copertina di Linus su questo blog, ovvero le amate recensioni, e con quale tornare se non con quella che ha aperto questo tragi… volevo dire radioso 2026?
Il primo libro che ho letto quest’anno è stato Hollywood Babilonia di Kenneth Anger e ne parliamo ora, in una recensione breve.

Hollywood Babilonia – Kenneth Anger
Anno di Pubblicazione: 1959
Link all’acquisto: QUI
Trama
In questo libro, che Susan Sontag ha definito «leggendario come ciò di cui parla», Kenneth Anger si è rivelato il primo adeguato chroniqueur, il più felice e amaro favolista del mondo di Hollywood. Con tocco sicuro, da grande maniaco del cinema, Anger ci fa constatare come gli scandali, i pettegolezzi, i suicidi, gli amori, le morti sospette, le perversità, i trionfi, i delitti e gli imbrogli avessero un altro colore a Hollywood: quei fatti sordidi e scintillanti andavano infatti subito a disporsi tra le vaste costellazioni dello star system, le loro oscurità nutrivano la luce irreale dello schermo. «Più stelle che in cielo» era un motto della Metro Goldwyn Mayer. Oggi, dopo decenni in cui lo star system è stato additato come macchina di depravazione commerciale e di svendita dell’arte al dollaro, cominciamo finalmente a intenderlo alla lettera: sistema di miti, orbite di astri, varianti e ripetizioni inesauribili di Storie e Figure Esemplari. In fondo, l’unico grande sistema mitologico che il nostro tempo abbia saputo offrirci. E, guidati da Kenneth Anger, qui ci avviciniamo al mito di Hollywood con lo spirito che gli è più congeniale: quello di Laforgue, dove la devozione si congiunge al sarcasmo e la parodia non si pone alla fine dei tempi ma alla loro origine. La Babilonia di gesso che Griffith fece costruire nel 1915 per accogliervi centinaia di comparse, e poco tempo dopo era un cimitero di relitti e di erbacce, è il luogo perenne del cinema, e da questo punto – soglia dell’Epoca dei Dubbi Splendori, quando Hollywood appariva a un osservatore attendibile come Aleister Crowley abitata da «una banda di maniaci sessuali pazzi di droga» – giustamente muove il racconto di Anger. Fatty e Hearst, Chaplin e Valentino, von Stroheim e Mae West, Errol Flynn e Marlene Dietrich, Lupe Velez e Robert Mitchum, Lana Turner e Judy Garland, e tanti nomi ormai sepolti, sfilano tutti davanti a noi, fra episodi atroci e dettagli oltraggiosi, in immagini della loro vita intima che si mescoleranno per sempre a quelle delle loro opere. Perché è appunto una caratteristica del sistema di Hollywood quella di essere onnivoro: tutto ciò che riguarda i suoi personaggi gli appartiene, tutto fa parte della sua scena, le gonnelline di Shirley Temple come l’epidemia di suicidi con il Seconal. Alla fine, si ha addirittura il sospetto che le ragioni commerciali stesse siano il pretesto per una grandiosa e involontaria applicazione dell’art pour l’art. Così, anche Hollywood Babilonia fa parte del cinema di Hollywood: al termine di queste pagine, dove il testo vive dentro le immagini e le immagini dentro il testo, dove nessun particolare è superfluo e tutti hanno un loro cupo smalto, come in un von Stroheim di ambiente californiano, potremmo dire di aver visto il cinema raccontare se stesso in un grande film nero.
Recensione
Allora, qui parliamo di un libro cult quando si entra nel mondo dei testi riguardanti il cinema e affini, il primo di due volumi di cui il secondo è stato ripubblicato da Adelphi nel 2023 e si intitola proprio “Hollywood Babilonia II”.
In questo testo Kenneth Anger si concentra sulla nascita di Hollywood, sui brillanti anni ’20 sul futuro crollo e crisi di questo universo scintillante, su varie epoche di Hollywood e in generale su molti, moltissimi scandali.
Diciamo che si ripercorre la storia di questo mondo dagli anni ’20 agli anni ’60 circa, quindi seguiamo l’evoluzione del cinema, del rapporto tra pubblico e divi del cinema e in generale dell’esplosione e declino di Hollywood.
Volevo leggere questo testo da molto tempo e posso affermare che a mio vedere può essere una buona lettura per entrare un poco nella storia del cinema e pocciare i piedi, ma a livello acerbo, ovviamente se si vuole indagare maggiormente sulla storia del cinema americano e di Hollywood c’è la necessità di affiancare qualche altra lettura.
Kenneth Anger ha una voce spietata, oserei dire pregna di un umorismo nero che da molti può venir percepito in modo negativo. Ho letto varie critiche rivolte al suo stile e devo ammettere che durante la lettura si sente molto la sua voce, ovviamente è l’autore, ma qui ogni evento narrato è ammantato da quella vena di ironia black o coperta da un filo di sarcasmo, a volte più a volte meno.
Quindi posso capire che la lettura possa risultare un poco piccata o addirittura fastidiosa in alcuni brevi punti, proprio per il tono di Anger e il suo modo di presentare gli eventi, anche quelli più tragici.
Inoltre, questo testo ha vari errori ed è famoso anche per questo, ci sono delle pesanti inesattezze storiche, ad esempio quelle relative alla morte di Rodolfo Valentino: Anger sostiene che l’attore sia stato castrato, una diceria totalmente falsa inventata per screditarlo. Oppure l’omicidio di William Desmond Taylor. Il regista attribuisce l’omicidio dell’attore (avvenuto nel 1922) a Mary Miles Minter e a sua madre, accuse che non trovarono mai alcun riscontro nelle indagini ufficiali. O ancora l’autore tratta della festa di Fatty Arbuckle. Il libro riporta la teoria, smentita poi dai documenti processuali, che l’attore abbia causato la morte dell’attrice Virginia Rappe perforandole la vescica con una bottiglia.
Insomma diciamo che questo testo è diventato un cult ma possiamo trattarlo più come un’opera scandalistica e mitologica che come un saggio storiografico. Può essere interessante perchè se vi approcciate a questa fetta della storia del cinema alcuni fatti risultano magari nuovi o interessanti, ammetto di aver scoperto molto grazie a questo testo (e ulteriori verifiche ovviamente), ma dipende dal vostro livello di conoscenza in materia.
Se siete un po’ alle prime armi come me sul tema della nascita di Hollywood e del cinema anni ’20/’30/’40 ci può essere qualcosina di interessante.
C’è anche un video tra l’altro su Youtube in spagnolo, che parla proprio delle menzogne di questo testo, ve lo lascio qui.
E ovviamente citiamo il materiale fotografico, questo libro è pieno zeppo di foto in bianco e nero, alcune addirittura a doppia pagina, c’è molto materiale.
«Quando li raggiunse quella chimera fatale: la STELLA. Da un giorno all’altro, oscuri e alquanto screditati attori cinematografici si trovarono proiettati verso l’adulazione, la fama e la fortuna».
Resta un testo scritto da una voce pettegola, che alimenta sospetti e dicerie varie figlie del loro tempo, ma come dicevo ha qualcosina di interessante e inoltre per me è stata una lettura decisamente gradita.
Voto:

E voi? Avete mai letto Hollywood Babilonia? Sì? No? Fatemi sapere!
A prestissimo!
