Cose del Mese – Dicembre!

Buon venerdì gente e buon quasi inizio weekend!

Finalmente oggi sono qui per terminare il 2017 in tutti i sensi, infatti oggi parliamo delle “cose” dell’ultimo mese del 2017 e mettiamo un punto definitivo allo scorso anno (dal punto di vista degli articoli).

Come tutti gli appuntamenti di questa rubrica parliamo delle “cose” di dicembre ovvero di ciò che ha costellato il mio ultimo mese del 2017, ma sono curiosa di sapere anche le vostre “cose” quindi nei commenti fatemi sapere!

Iniziamo subito perché come ogni volta mi dilungherò all’infinito, tratto classico di questo genere di articolo, quindi mettetevi tranquilli perché la cosa sarà lunga.

Iniziamo!

Film del Mese

Dicembre, dato anche il periodo natalizio, è stato il mese della nostalgia e delle revisioni.

Mi sono rivista interamente la serie de “Le Cronache di Narnia”, per il momento solo usciti solo tre film, il quarto “La Sedia d’Argento” dovrebbe uscire in futuro ma la data non è ancora certa.

Penso di avervi accennato in passato qualcosa riguardo il mio amore per la serie in questione, non sono una fan del fantasy e non lo sono mai stata ma sono davvero legata a questa serie (sia di film che libresca).

Iniziamo parlando del primo ovvero “Le Cronache di Narnia – Il Leone, la Strega e l’Armadio”, per la regia di Andrew Adamson uscito nel 2005.

Nell’ordine di pubblicazione i libri iniziano proprio con questo capitolo, “il leone la strega e l’armadio”, anche se c’è un po’ di dibattito riguardo l’ordine dei capitoli, quando Harper Collins ottenne i diritti di pubblicazione rinumerò i libri usando l’ordine suggerito dal figlio adottivo di Lewis.

Comunque a parte questo il primo sembra essere quello citato sopra quindi teniamo buono questo fatto.

Il film del 2005 è quindi il primo capitolo della serie, tra gli attori principali troviamo Georgie Henley, Skandar Keynes, William Moseley, Anna Popplewell e Tilda Swinton.

In questo capitolo conosciamo i fratelli Pevensie che in una sessione di nascondino scoprono un armadio che li porterà nel mondo di Narnia in cui conosceranno, oltre a vari personaggi curiosi, la strega Bianca e il leone Aslan.

Dovranno salvare questo mondo fantastico prima di tornarsene comodamente a casa insomma.

Questa serie è uno dei pilastri del fantasy quindi penso conosciate tutti più o meno la trama del primo capitolo, il più famoso.

E’ sempre bello da vedere, come ho risposto nel tag della christmas song, non amo i cattivi ma la strega bianca è una cattiva di classe.

Il secondo capitolo è “Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian”, non so quante volte ho rivisto questo film in adolescenza, ho perso il conto.

Uscito nel 2008 per la regia sempre di Andrew Adamson e prodotto come il primo dalla Walt Disney Pictures.

Gli attori protagonisti solo gli stessi ma si aggiunge Ben Barnes, che interpreta appunto il principe Caspian.

Penso, ma questa è una mia modesta opinione, che questa pellicola sia superiore rispetto alla precedente e credo tutt’ora che sia la migliore di quelli della serie usciti fin’ora.

In questo capitolo i nostri giovani eroi tornano a Narnia e incontrano Caspian, un giovane principe fuggito dal suo regno che si ritrova a vivere nei boschi per vari intrighi del regno.

I fratelli dovranno aiutare Caspian a riconquistare il suo regno e a salvare nuovamente Narnia.

La regia di Adamson qui l’ho trovata evoluta, si è migliorato e penso sia visibile, si riconosce lo stile ma si vede anche qualche miglioria.

Mi stavo dimenticando di scrivere che in questo film fanno la loro comparsa anche due attori italiani ovvero Pierfrancesco Favino e Sergio Castellitto.

Arriviamo veloci al terzo capitolo, ovvero “Le Cronache di Narnia – Il Viaggio del Veliero”, l’ultimo in ordine di pubblicazione che attende dal 2010, ebbene sì dal 2010, un suo seguito.

Vogliamo muoverci con questo seguito?

Ricordo che otto anni fa dopo averlo visto non vedevo l’ora di vedere il prossimo capitolo e pensavo sarebbe arrivato presto, ah ingenua piccola me!

Comunque in questo terzo capitolo rincontriamo Caspian, Lucy e Edmund ma non Peter e Susan (troppo cresciuti ormai per tornare a Narnia).

C’è una new entry, ovvero il cugino dei due fratelli Eustace Scrubb (Will Poulter).

In questo film i più piccoli dei fratelli Pevensie assieme al cugino tornano a Narnia e sbarcano (in tutti i sensi) sul veliero del principe Caspian che sta solcando i mari.

Insieme visiteranno luoghi del mondo di Narnia curiosi e fantastici e alla fine dovranno battere una terribile maledizione, al termine della battaglia ci sarà un epilogo molto commovente e dalle tinte amare, forse il finale più amaro della saga fin’ora.

La regia è di Michael Apted per questo capitolo e non è stato prodotto dalla Walt Disney Pictures ma bensì dalla Walden Media e dalla 20th Century Fox.

Secondo me qui si nota un cambiamento, si vede che il taglio è diverso non dico peggiore o altro semplicemente si vede un diverso approccio al metodo della regia.

Ho notato molti più elementi fantastici in questo film (e in questo capitolo in generale) rispetto agli altri, dato il viaggio si incontrano creazioni curiose.

Questa comunque è una saga che vi consiglio sempre e comunque ad ogni età, certo alcuni elementi sopratutto dei libri sono più adatti ai ragazzi più piccoli ma è una saga che ognuno può vedere magari il secondo film non è proprio perfetto per i bambini piccoli, direi da un età dopo i 10/12 anni.

E’ sempre bello riguardarla questa serie.

PS: La me piccola attende ancora un’avanzamento nei lavori signori della produzione!

A parte questa revisione ho visto qualche film thriller ma nulla mi ha colpita particolarmente da poterlo inserire qui, quindi direi andiamo avanti!

Serie Tv

Ho fatto pena con le serie tv a dicembre, c’è stato anche molto da fare fra cose da preparare, pensieri vari, organizzazioni laboriose insomma non ho avuto molto tempo per le serie tv.

Mi sarebbe piaciuto rivedere Stranger Things 2, perché io tendo a rivedere le produzioni che mi sono piaicute in modo maniacale a loop, ma non ho avuto tempo.

Ah, a proposito di Stranger Things, avete sentito la bella notizia? Sembra che nel 2018 arriverà la terza stagione, shh shh non diciamolo a voce alta che non è ancora sicuro…

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Ho rivisto, tra una mezz’oretta e l’altra a bocconi Orange is The New Black, dico rivisto perché anni fa avevo già avuto modo di vedere la prima stagione.

Ho ripreso proprio come ho fatto con American Horror Story ovvero dalla prima stagione anche se me la ricordavo abbastanza bene, per andare con ordine.

Non sono continuativa con le serie tv quindi se mi stanco dopo un po’ le mollo e basta, anche se ora sono fomentata perché non vedo l’ora di vedere la seconda stagione.

Ideata da Jenji Kohan e prodotta dalla Lionsgate Televison, questa serie è stata amata dal pubblico e ad oggi sono cinque le stagioni prodotte.

Di cosa parla OITNB?

La serie è ispirata alle memorie di Piper Kerman, una donna che fu condannata per riciclaggio di denaro sporco.

In questa serie seguiamo appunto le avventure di Piper (Taylor Schilling) che viene rinchiusa in carcere per le motivazioni riportate sopra, in carcere incontra diverse donne dai caratteri molto diversi e si ritroverà in situazioni divertenti a volte e drammatiche in altre. Incontrerà anche Alex (Laura Prepon), un vecchia fiamma causa anche della sua condanna.

E’ una serie irriverente, piacevole da gustarsi, realizzata molto bene con una trama senza dubbio interessante e un concept costruito su basi solide.

Una bella serie, consigliata!

 

Canzoni del Mese

Dunque, non vorrei sembrare un elfo allegro e salterino ma qualche canzone natalizia per entrare nel mood l’ho ascoltata, che vi devo dire, è il mio periodo preferito dell’anno a anche il più faticoso.

Comunque non citerò canzoni di Natale niente paura.

Mi sono appassionata a Chet Baker, dopo aver ascoltato qualche suo brano e tra l’altro mi è stato regalato anche un volume con le sue memorie edito da Minimum Fax che non vedo l’ora di leggere, la sua figura è davvero interessate come la sua vita.

La sua musica è molto profonda, direi adatta a pensare e a rilassarsi.

Chet Baker – Almost Blue

Chet Baker – I Fall In Love Too Easily

Chet Baker – I Get Along Without You Very Well

Poi il miglior regalo natalizio, oltre ai libri, è stato un fantastico giradischi, diciamo che mi sono appassionata nel tempo durante la crescita ad artisti come Baker e ad oggetti meravigliosi come il giradischi grazie a mio padre che è sempre stato un grande amatore del suono fin dalla giovane età.

Con questo meraviglioso oggetto (che ora non sono più costretta ad ascoltare in prestito) ho ascoltato un vinile molto bello di Van Morrison.

Van Morrison – Moondance (Full Album)

E’ stato un periodo di scoperta quello natalizio, mi sono avvicinata anche a pilastri del rock classico come:

The Rolling Stones – Gimme Shelter

The Rolling Stones – Paint It, Black

Cosmetico del Mese

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Ho cambiato fondotinta e ho deciso di buttarmi su questo ovvero il Colorstay della Revlon, brand che a me piace particolarmente.

Mi ci sto trovando molto bene sopratutto per la resistenza, infatti una volta letto 24h devo dire che avevo qualche dubbio ma effettivamente ha una resistenza davvero forte.

L’unica cosa che ho notato è che tende a seccare un po’ la pelle sopratutto nella zona T, ma in generale è un buon prodotto secondo me.

E’ un fondo anche abbastanza famoso mi sembra, ero curiosa di provarlo anche per i buoni pareri che ho sentito a riguardo, magari vi saprò dire altro in futuro ma per ora posso dirvi che mi piace.

 

App del Mese

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L’app del mese per me è stata WriterP.

E’ una semplice app per la scrittura sopratutto per chi deve segnarsi magari idee per storie, racconti, o altro. Conta le battute, si possono organizzare appunti in cartelle e permette la scrittura di testi piuttosto lunghi. Si possono anche modificare gli stili e la trovo molto utile, diversa dalla classica app memo perché più indirizzata a chi appunto scrive magari.

Scoperta del Mese

Beh ho scoperto due grandi cose.

Primo, il mio amore per la cartoline vintage, infatti mi sono innamorata di antiche cartoline inglese scritte risalenti ad anni lontani, oggetti d’antiquariato insomma che esercitano un enorme fascino. Adoro gli oggetti vintage sopratutto quando sono inerenti alla scrittura quindi cartoline, vecchi diari, vecchie lettere ecc. ecc.

Ovviamente le ho comprate, alcune sono scritte appunto e ci sono ringraziamenti, auguri e pensieri risalenti agli anni 80′, 70′ e 60′. Affascinante!

Un’altra scoperta, che non so quanto possa interessarvi ma per me è stato come aprire il vaso di Pandora, è stato il mio primo Assassin’s Creed. Qui andiamo sul lato videogiochi, non so se vi ho mai parlato del mio interesse per i videogiochi, mi piacciono molto (riduciamo tutto a questo) e mi interessa scoprire le nuove uscite e tenermi aggiornata.

Mi hanno regalato Assassin’s Creed Syndicate e mi sono innamorata di tutta la saga, l’ho terminato in due settimane e ho già recuperato Black Flag, The Ezio Collection, Unity (che ho iniziato ma devo riprendere perché mi sono buttata sul prossimo che vi dirò) e Origins, questo è stato un regalo.

Ero intimorita perchè non sapevo da quale iniziare, so che non tutti sono amanti di questa saga, ma alla fine ho ricevuto per caso per regalo Syndicate l’ho iniziato e credo di essere partita con quello giusto perché ha fatto iniziare un grande amore.

Origins è stupendo, ci sto giocando ora ed è perfetto, sia dal punto di vista grafico, che della storia che delle attività perché è un gioco immenso.

Citazione del Mese

Ho deciso che per la sezione “citazione del mese” sceglierò una citazione che descriva nel migliore dei modi il mese in discussione, ebbene per questo motivo la mia citazione di dicembre è:

La nostra unica sicurezza è l’abilità di riuscire a cambiare.

John Lily

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Vediamo cosa negativa la miriade di cose da fare, che non mi hanno lasciato spazio di fare nulla, sono arrivata alla sera di Natale sfatta, non vedevo l’ora finisse tutto per andarmene a dormire… mamma mia come sono giovane.

Però a parte questo è stata un bel dicembre, c’è stata anche la #Xmasmaratona che mi sono divertita molto a fare (e spero sia piaciuta anche a voi), c’è stata la famiglia, gli amici, le nuove scoperte, quel classico calore tipico delle feste, c’è stato tutto.

Obbiettivi per Questo mese

Beh a livello pratico, proseguire con la tbr, sicuro.

Sono arrivata anche ad avere sei progetti di scrittura al momento, che sono davvero troppi, infatti non riesco a gestirmi per nulla bene.

Guardare più serie tv, film e documentari dato che ultimamente guardo solo cartoni non che sia un male assolutamente, ma vorrei continuare anche con altro.

Il periodo nostalgico di dicembre sta continuando infatti finisco sempre per guardare film d’animazione su Netflix nelle ultime settimane.

 

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro dicembre? Avete chiuso bene l’anno? Fatemi sapere!

A presto,

Elisa

 

Top/Flop Libresca del 2017

Buon lunedì gente e buon inizio settimana!

Oggi siamo qui per il penultimo articolo riguardo il 2017 (in cui parliamo ancora di fatti risalenti allo scorso anno), perché oggi infatti vi parlo delle due classifiche top e flop delle letture dello scorso anno.

L’altro articolo in cui buttiamo un’occhio al 2017 sarà quello delle “cose del mese di dicembre” che uscirà nei prossimi giorni.

Ho pensato di fare un articolo dedicato alle letture dello scorso anno, solitamente non lo faccio e sopratutto avrei dovuto farlo prima (dato che sono ormai sono l’ultima della fila) ma pazienza.

Vi parlerò dei cinque libri flop e dei cinque libri top del 2017, ovviamente per quanto riguarda la mia modesta opinione.

Iniziamo con la classifica dei cinque libri peggiori o “flop” del 2017 fra quelli che ho letto durante l’anno precedente.

 

FLOP

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Villette – Charlotte Bronte

Di ogni libro di cui vi parlerò troverete la recensione sul blog, ma non temete ve la linkerò man mano. Di ogni libro tranne di questo perché Villette lo abbiamo letto con il gruppo nel novembre del 2016 ma io personalmente l’ho terminato nel febbraio del 2017 e non ve ne ho mai parlato in una recensione perché ho voluto terminarlo a tutti i costi ma la lettura della parte iniziale non era così fresca per una recensione completa. Mi dispiace molto inserire un libro di Charlotte fra i peggiori ma questo non mi ha proprio convinta. Ho letto Jane Eyre di Charlotte ed è unno dei miei classici preferiti quindi leggere subito dopo questo è stato come una sberla in pieno volto. Mi ha deluso molto, la protagonista è una donna che non prende scelte, non ha spinta verso la vita, si lascia semplicemente trasportare dagli eventi in ogni campo della vita, dal lavoro, all’amore. Non ha nerbo, è un romanzo sciatto. La scrittura è sempre piacevole, nulla da dire, ma la storia di per se mi ha delusa.

 

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Le Ragazze – Emma Cline

(Trovate la recensione completa cliccando sul titolo)

No. Questo libro mi ha fatta arrabbiare come pochi, solo a ripensarci sento i nervi che iniziano ad impazzire. Dal punto di vista della scrittura anche qui, nulla da dire tranne in alcuni pezzi l’ho trovata un tantino presuntuosa, ma per il resto lo stile della Cline si legge bene. La protagonista però vi irriterà per tutto il tempo, di solito i libri che non mi sono piaciuti li do via ma questo ho voluto tenerlo, sì, come vessillo della rabbia che mi ha fatto provare.

 

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Il Libro dell’Inverno – Tove Jansson

Anche qui, è più la delusione che mi spinge ad inserirlo nella classifica dei peggiori, questo libro era fra le proposte nel sondaggio del mese di dicembre 2016, non ha vinto ma dato che mi ispirava molto l’ho letto nel mese di gennaio. Avevo grandi aspettative per questa autrice e per questo libro ma purtroppo questo la maggior parte delle volte può causare grandi delusioni. Lo stile non è nulla di particolare e nemmeno i capitoli, dovrebbe essere mezzo autobiografico ma purtroppo non mi hanno suscitato grandi sensazioni questi aneddoti. Tranne uno, che mi ricordo abbastanza bene, un capitolo intitolato “Neve” che mi è piaciuto e mi ha riportata all’infanzia ma in generale è un grande no.

 

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L’Arte di Essere Fragili – Alessandro D’Avenia

Ci avviciniamo al primo posto, come potevo non citare questo libro? So che a molte persone è piaciuto, a me no purtroppo. Io guardo molto anche l’effetto lungimirante di un libro, ovvero quello che ti da un titolo nel tempo, parere non descrivibile in una recensione fatta subito dopo la lettura. Ebbene, se dopo averlo concluso i miei pareri erano negativi, lo sono ancora di più ora dato mi sono resa conto di un fatto. Nel mio cervello questo libro si è autocancellato. Non ricordo nulla, nada, zero, tabula rasa. Ricordo solo che lo stile di d’Avenia non era male ma il libro finisce per essere un polpettone in cui l’autore sembra spingere dentro a forza Leopardi.

 

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Il Battito Oscuro del Mondo – Luca Quarin

Questo libro mi era stato inviato dalla casa editrice, che ringrazio ancora, ma purtroppo non mi è piaciuto. Penso sia il libro peggiore che abbia letto nel 2017. E’ un accozzaglia di sesso gratuito, rapporti strani, situazioni che portano a ben poco. L’unica cosa che mi è piaciuta è il fatto che l’autore riesca ad incastrare eventi realmente accaduti nella storia con la vita dei propri personaggi in modo particolare e diverso dal solito.

 

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Exit West – Mohsin Hamid

Mi è piaciuto molto questo libro, parlando però dell’effetto lungimirante non mi è rimasto impresso come avrei voluto. Mi ricordo pochi pezzi che però sono talmente vividi che mi sembra di averli vissuti in prima persona. E’ un libro piuttosto breve ma di forte impatto, mi ha fatto provare emozioni e mettermi in panni di persone con uno stile di vita totalmente diverso dal mio, avevo tentato di mettermi in precedenza in questi panni ma questo libro mi ha fatta aprire gli occhi e sono felice di averlo letto.

 

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La Signora Dalloway –  Virginia Woolf

Beh, Virginia Woolf per me è un must quindi insomma questa è stata la riconferma e la spinta verso l’amore che ho per lei. In questo libro c’è tutto, amore, passato, morte, destino, tutto. Ci sono frasi e metafore di una poesia unica, che arrivano talmente forti in faccia al lettore che ti scuotono e torni a rileggerle una ventina di volte. Significati meravigliosi, similitudini forti, un romanzo di un’impatto incredibile.

 

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

E’ stato l’ultimo libro del 2017 e ho chiuso l’anno alla grande con questo classico. Anche di questo alcune immagini mi sono rimaste fortemente impresse, per esempio quella finale. Come ho scritto nella recensione non è un libro perfetto ma più passano i giorni e più mi innamoro di questo libro pensandoci. L’immagine del fuoco che divora e ripulisce è vincente e sempre lì nella mia mente.

 

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Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Questo libro è stato spodestato all’ultimo perchè se non fosse stato per il numero uno, questo avrebbe dominato la classifica. L’ho letto all’inizio dell’anno ma il suo ricordo mi accompagna sempre, è incredibile pensare quanto mi sia rimasto impresso, penso di averlo sopratutto letto nel momento giusto, questo forse ha aiutato molto. Anche qui, non è un libro perfetto ma ne conservo un bellissimo ricordo, questo libro è stato una conquista. Lo consiglierò per anni e non vedo l’ora di leggere altro di Sara Taylor. Un romanzo famigliare pieno di sfaccettature, amore, violenza, odio, distacco.

 

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Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Ta ta ta, il primo posto va a Il Racconto dell’Ancella. Ho valutato bene quale mettere al primo posto fra questo e il libro precedente, ero molto indecisa, ma alla fine ho scelto di innalzare nella prima posizione questo titolo che mi ha conquistata. Come scrivevo anche nella recensione la scrittura della Atwood è molto asciutta e secca, scrittura differente da quella che apprezzo di solito, ma qui penso sia lo stile perfetto per una narrazione simile. Anche questo libro mi ha lasciato immagini, frasi, atmosfere a cui ripenso spesso. Leggerò sicuramente altro della Atwood.

Bene gente!

Ho cercato di essere il più breve possibile, perchè vi ho già parlato di questi libri quindi non volevo dilungarmi più di tanto.

E voi? Quali sono stati i vostri libri top del 2017? E quali quelli flop?

A presto!

Elisa

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Buon martedì gente!

Come promesso ieri ripartiamo alla grande perché oggi parliamo di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.

Questo titolo è stato quello del mese di dicembre per il gruppo di lettura o meglio delle ultime settimane di dicembre.

Questa opera è un classico del suo genere e del suo tempo e sono stata felice di poterlo finalmente leggere dato che giaceva sugli scaffali della mia libreria da tempo.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo subito con la recensione!

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Pagine: 163

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo ebook: € 7,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1953

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

Non si possono garantire cose del genere. In fondo, quando avevamo tutti i libri di cui c’era bisogno, continuavamo a cercare la scogliera più alta da cui buttarci. Adesso abbiamo un gran bisogno di ossigeno, ci serve la conoscenza, e forse fra mille anni ci metteremo a cercare qualche sasso un po’ più piccolo da cui buttarci giù.I libri servono a ricordarci quanto siamo stupidi, e somari. Sono i pretoriani dell’imperatore che gli sussurrano all’orecchio, mentre si svolge la parata: “Ricorda Cesare, sei un mortale”. La maggior parte di noi non può correre dappertutto, parlare con chiunque, conoscere tutte le città del mondo, perché non ha il tempo, i soldi e neppure tanti amici. Le cose che cerca, Montang, sono nel mondo, ma il solo modo in cui l’uomo medio può conoscerle è leggendo un libro. Non chieda garanzie e non si aspetti di essere salvato grazie a una sola persona, macchina o biblioteca. Preservi quello che può, e se si sentirà affogare, almeno muoia sapendo che stava nuotando vero riva.

Recensione

Dunque inizio subito con il dire che io non avevo mai letto nulla di Ray Bradbury che oltre ad essere conosciuto per opere come questa è l’autore anche di testi come “Cronache Marziane”, “Il Popolo dell’Autunno” e “L’albero di Halloween”.

Parliamo subito della scrittura anche perché in questo caso è un punto che mi ha sorpresa molto, come per la Atwood non pensavo ad una scrittura diretta e fredda così per Bradbury non mi aspettavo una scrittura così ricca.

Piena, straripante di metafore, sinonimi, alcune persino vicine una all’altra, non mi aspettavo uno stile così ricco, evocativo e molto poetico.

Penso che nella scrittura dell’autore si riesca perfettamente a vedere il suo modo di pensare meraviglioso riguardo la natura, una determinata immagine onirica, la forza dell’immaginazione e della curiosità.

Dipende dai gusti ma io in generale apprezzo di più uno stile ricco rispetto a uno povero perchè lo trovo sempre più carico, sempre più carico fino ad esplodere in un’immagine finale di una potenza incredibile.

Quando ovviamente riesce bene la scrittura, ma in questo caso riesce bene quindi non ho nulla da dire se non, l’unico appunto che posso fare, è che a volte ma raramente l’ho trovato fin troppo queste metafore o questi sinonimi l’uno dietro all’altro ma in generale lo stile mi è piaciuto molto e leggerò sicuramente altro di Bradbury.

Quando si pensa a Fahrenheit 451 si parla subito di regime governativo pressante, di distopia ecc, ci sono questi elementi e belli presenti ma penso che i punti cardine (o almeno quelli sui quali Bradbury abbia voluto spingere il testo) non siano questi ma bensì il libero arbitrio delle persone che abitano nella civiltà descritta dall’autore che per loro volontà non sono più interessati alla lettura e non fa la minima differenza per loro il conoscere la storia, gli eventi, la cultura.

In questa società la cultura e la curiosità non contano più niente, anzi vengono temute e represse.

Un valido esempio è la ragazzina che Guy, il nostro protagonista, incontra all’inizio che poi improvvisamente sparirà e Guy si porrà una domanda molto interessante che aiuta il lettore a entrare di più nella mentalità del testo: “perchè il governo dovrebbe temere una ragazzina di 17 anni che se ne va in giro a parlare della società di ieri e dei fiori e della luna?”.

Questa sparizione assieme al suicidio di un’anziana donna che deciderà di darsi fuoco con i propri libri davanti ai pompieri e a Guy, smuoveranno il nostro protagonista fino a fargli mettere in discussione tutto, come un sasso tirato in uno stagno crea un moto nell’acqua sempre così i dubbi di Guy si allargheranno sempre più fino ad esplodere e a convincerlo del fatto che, nonostante la civiltà in cui vive faccia di tutto per trasformare ogni essere in un essere felice (togliendo campi come la poesia o la psicologia che mettono in discussione la realtà e di conseguenza incupiscono le persone) nulla potrà renderlo felice se non è la più pura verità.

Sono 163 pagine che passano velocemente in un crescendo di avvenimenti azzardati e curiosi, si legge tutto d’un fiato e credo di dovermi aggregare alle persone che criticano questo libro per il fattore lunghezza, qualche cinquantina di pagine in più non avrebbe fato male secondo me.

Il libro è suddiviso in tre parti e la mia preferita è quella centrale, quella più concitata e ricca di fatti.

Ci sono parecchi simboli all’interno di questo libro, come la fenice che rinasce dalle ceneri, come la salamandra che riporta al mito delle lucertole di fuoco e simboleggia appunto il fuoco e la sopravvivenza, o anche il fuoco di per sè (grande protagonista del libro) che indica il cancellare un qualcosa dalla faccia della Terra, il divorarlo per eliminarlo.

La moglie di Guy è un personaggio distante ma che dopo aver terminato il libro mi è tornato spesso alla mente, è come in una bolla assorbita com’è dalla tv e dalla finta famiglia elettronica, non concepisce nemmeno più la possibilità di riscoprire il mondo al di fuori da quella rete appiccicosa.

Un altro personaggio che entra nella mente del lettore è Beatty, il capo di Guy, che non si capisce bene da quale lato pende, voi direte “ma scusa se è il capo dei pompieri penderà verso il regime che teme e censura la cultura”, potrebbe sembrare ma c’è molto altro, è il personaggio più enigmatico di tutti perché se da un lato sembra voler convincere Guy dell’inutilità dell’oggetto libro e ovviamente di ciò che contiene, dall’altro sembra invece capire il suo ruolo in una società spacciata e portata allo stremo.

Il finale a tratti mi è piaciuto a tratti no, come vi dicevo avrei desiderato leggere altro e proseguire l’avventura con Guy ma dall’altro leggendo il finale ho sentito quasi una sensazione di calma ristabilita, di nuovo inizio.

Piccolo appunto a questa edizione nuova della Mondadori, l’introduzione è di Neil Gaiman, ovviamente ciò mi ha resa davvero felice e l’ho trovata caruccia come introduzione ad un libro del genere, non dice molto e penso sia giusto così.

Quindi, mi è piaciuto questo libro, molto, ma con qualche piccola riserva di conseguenza mi sento di dare quattro stelline.

Voto:

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Questo è stato l’ultimo libro del 2017 per me (perchè quelli di Natale fra i 2’000 lavori da fare nelle feste non sono riuscita a terminarli prima della fine dell’anno) e dico fieramente di aver chiuso l’anno per quanto riguarda le letture alla grande con questo libro.

Psst! A breve arriverà la classifica dei top/worst del 2017!

Sono felice di averlo finalmente letto e alcune scene mi tornano alla mente spesso il ché trovo sia sempre un buon segnale.

E voi? Avete mai letto Fahrenheit 451? Si? No? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere!

A presto!

Elisa

 

 

E’ Stato Ancora Più Bello

Buon Natale cari/e ragazzi e ragazze!

Siamo giunti all’ultimo giorno di #xmasmaratona, purtroppo sì.

Avevo pensato per oggi ad un articolo ancora a tema natalizio ma alla fine ho preferito, come la scorsa volta, dedicare l’ultimo giorno ad un articolo “annuncio” e “augurio”.

Infatti in questi giorni non ci leggeremo più, tornerò a gennaio perché queste feste promettono di essere piuttosto impegnative e ci sarà parecchio da fare.

Volevo prima di tutto ringraziarvi per innanzi tutto avermi sopportata in questi 25 giorni e aver apprezzato questa maratona persino più dell’anno scorso.

Grazie per avermi accompagnata in questo mese di dicembre, spero di aver fatto io lo stesso con voi e spero sia stata una buona compagnia.

Vi auguro di passare le feste migliori possibili, vi auguro giorni di gioia e serenità in cui rilassarvi e apprezzare a pieno il calore della famiglia, degli amici e delle persone che amate.

Penso sia giusto terminare questa maratona natalizia con il mio personale significato del Natale, per me questo periodo dell’anno non è solo un tempo in cui sfoggiare decorazioni, cucinare a raffica (e accumulare chili), spendere soldi in regali sfarzosi, indossare abiti e agghindarsi per le cene e i pranzi.

Il Natale è molto di più, è il passare in famiglia quel tempo che non si passa durante l’anno, si va sempre troppo di corsa per fermarsi ad ascoltare nel vero senso della parola un qualcuno a noi vicino, a Natale invece si passano ore in famiglia preziose che un giorno ricorderemo con puro affetto, quell’affetto che come un fiocco decora i nostri ricordi più preziosi.

il Natale a volte è fatica, il riuscire a conciliare gli impegni, le cose da ricordare, l’avere tutto pronto, non è facile ma per una volta all’anno è giusto viverlo nel migliore dei modi quindi vi auguro anche per queste ore di ripulire la mente da tutto ciò che può avervi recato ansie e preoccupazioni durante l’anno, vi auguro di essere sereni.

Infine (dato che in questi giorni non ci leggeremo) vi auguro anche un eccellente inizio del 2018, si sa gli anni passano ed è strano ricordare l’inizio del 2017 perché inizia sempre come gli altri anni, si hanno così tante aspettative, una carica così potente di speranze e di buoni propositi.

Quindi non farò altro che augurarvi di realizzarli tutti i buoni propositi che avete per il 2018, perché è impossibile non aspettarsi qualcosa da un nuovo anno, beh io vi auguro che ciò che desiderate possa arrivarvi con tutta la passione con cui voi guardate al nuovo anno.

Il blog tonerà la seconda settimana di gennaio, quindi vi aspetto!

Auguri di un indimenticabile Natale, un altrettante soddisfacente S. Stefano e un meraviglioso inizio dell’anno!

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A presto cari/e!

Elisa

8 Film per il Natale

Buona Vigilia di Natale cari/e!

Eh sì, è proprio il caso di dirlo le feste sono ufficialmente qui!

Non che non lo fossero prima ma insomma è la Vigilia, un giorno che aspettavamo da mesi e il vero forse inizio dei giorni di festa, da oggi iniziamo a mettere su kg gente!

Ma in questo clima festivo c’è una brutta notizia, manca un giorno alla fine della #Xmasmaratona infatti domani uscirà l’ultimo articolo di questa lunga serie ma non temete perché ci rileggeremo comunque presto, ma vi dirò tutto domani!

Comunque, oggi parliamo di film, anzi per meglio dire 8 film adatti al Natale (o simili, quindi anche per le altre feste).

In questa lista vi consiglio otto film che per sensazioni, argomento, emozioni sono adatti a queste feste, se non sapete cosa guardare con parenti, amici o altri in questi giorni niente paura perché qui troverete un utile lista.

Iniziamo!

Iniziamo con quelli che per me sono due classiconi natalizi, il primo è A Christmas Carol che ovviamente non potevo non includere.

La versione che guardo ogni Natale è quella del 2009 per la regia di Robert Zemeckis è realizzato secondo la tecnica del performance capture, quindi gli attori vengono resi come personaggi animati.

Fra gli attori principali troviamo Jim Carrey (che doppia Scrooge, lo Spirito del Natale passato, lo Spirito del Natale presente e lo Spirito del Natale futuro), Gary Oldman (che doppia Bob e Jacob) e Colin Firth (che doppia Fred).

La storia è quella che conosciamo noi, quella classica di Dickens in cui Scrooge un anziano e molto avaro finanziare dopo essere rincasato la notte della Vigilia di Natale riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo ex socio d’affari.

Lo spirito gli preannuncia che riceverà le visite di altri tre spiriti, gli spiriti del Natale passato, presente e futuro.

Alla fine di questo viaggio Scrooge cambierà radicalmente come uomo e come essere umano.

E’ una storia bellissima, una delle mie preferite di sempre, strabocca di simboli e significati interessanti l’uno più dell’altro, se non avete mai letto il libro o visto il film, rimediate!

Altro classicone poi è Nightmare Before Christmas, che si può vedere anche ad Halloween tra l’altro.

Questa pellicola risale al 1993 e ai tempi fu girata secondo la tecnica stop-motion ovvero con dei pupazzi mossi a mano, fotogramma dopo fotogramma.

Per la regia di Henry Selick, questo film d’animazione è diventato un vero classico.

Fra i doppiatori principali troviamo Danny Elfman/Renato Zero (nei panni di Jack), Catherine O’Hara (nei panni di Sally) e William Hickey (nei panni del Dott. Finklestein).

Jack Skeletron è il capo di Halloween, villaggio abitato da mostri. Piuttosto insoddisfatto ed annoiato della sua vita e di dover continuamente dover spaventare bambini, scopre per caso nel tronco di un albero l’entrata al regno di Babbo Natale. Decide subito di mettere in atto un piano semplicissimo: rapire Babbo Natale e sostituirlo con se stesso per la consegna dei regali! Per fortuna a fianco di Jack ci sarà Sally, la bambola di pezza innamorata di lui da tempo, che lo aiuterà a risolvere tutti i guai che combinerà…

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Sempre a tema film d’animazione, vi consiglio “Le 5 Leggende”, film del 2012 per la regia di Peter Ramsey.

Lo vidi per la prima volta anni fa e ne conservo un bellissimo ricordo, divertente, malinconico a tratti, emozionante e ben realizzato.

Tra le voci principali troviamo quelle di Chris Pine (nei panni di Jack Frost), Jude Law (nei panni dell’uomo nero), Isla Fisher (in quelli della fatina dei denti) e Hugh Jackman (in quelli del coniglietto di Pasqua).

E’ la storia di un gruppo di eroi ben conosciuti tra i bambini, tra i quali Babbo Natale, Il Coniglio Pasquale, La Fatina dei Denti; ognuno con dei poteri straordinari. Quando uno spirito maligno, “L’Uomo Nero”, lancia il guanto di sfida per conquistare il mondo, i Guardiani devono unire, per la prima volta, le loro forze per proteggere le speranze, le fantasie e le convinzioni dei bambini di tutto il mondo.

Consigliatissimo, un film per tutta la famiglia.

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E’ una rielaborazione del classico di Dickens in chiave più eccentrica diciamo così…

La pellicola è del 1988 per la regia di Richard Donner, ha tra gli attori principali Bill Murray (come potrete intuire da… tutto), Karen Allen, John Forsythe, John Glover, David Johansen, Carol Kane e Bobcat Goldthwait.

A Natale l’autoritario presidente di un network americano, Frank Cross, mentre sta per mandare in onda uno spettacolo ispirato al racconto di Dickens viene colto da allucinazioni. Si trova al centro di incbi che lo proiettano prima al centro di un Natale passato, poi di un Natale in cui assiste sgomento al proprio funerale. L’impietosa lezione lo costringe a riflettere sul significato di bontà e altruismo del Natale.

E’ una commedia davvero scoppiettante a tratti creepy, a volte un po’ confusionaria ma resta tra i consigliati per me.

Questi non sono a tema natalizio ma sono una soffice coperta di Linus per quanto mi riguarda e sono adatti anche al Natale, come per il resto dell’anno.

Sto parlando di Orgoglio e Pregiudizio film del 2005 per la regia di Joe Wright e Piccole Donne del 1994 per la regia di Gillian Armstrong.

Entrambi tratti da due classiconi senza tempo, adattati ai romanzi da cui sono tratti.

Fra i volti principali di Piccole Donne troviamo: Winona Ryder, Gabriel Byrne, Trini Alvarado, Christian Bale, Claire Danes e Kristin Dunst.

Mentre fra quelli principali di Orgoglio e Pregiudizio troviamo: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Donald Sutherland, Rosamund Pike, Brenda Blethyn e Tom Hollander.

Piccolo accenno alle trame che penso conosciate già, Orgoglio e Pregiudizio narra le vicende di Elizabeth che a differenza delle sue sorelle e ben poco interessata al matrimonio e alla ricerca di un giovane con cui accompagnarsi. Un giorno però incontrerà Darcy, un uomo molto enigmatico con cui nascerà un rapporto di difficile interpretazione. Il film però come il romanzo non parlano solo di questo, bensì sono una dura critica alla società di quel tempo.

Parlando invece di Piccole Donne (altro grandissimo classico) la trama brevemente è questa:

Nel 1861, richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana, il signor March affida la famiglia alla moglie Marmee, donna forte ed efficiente, tutta dedita alle quattro sue figlie: Jo, Meg, Beth ed Amy. Profondamente unite tra loro ma assai diverse nel carattere, vivono a Concord, Massachusetts, in una graziosa villetta e passano il tempo aiutando in casa, ricamando, leggendo. Meg è la maggiore, assennata e gentile; Jo è la più viva e autonoma, di grande intelligenza (con qualche idea di femminismo) e determinata nel voler diventare una scrittrice; Beth è la più dolce e riservata, forse perché da tempo malata; quanto alla dodicenne Amy, la sua adolescenza la fa sbarazzina e più superficiale. Dopo qualche anno il padre è sempre lontano: c’è un po’ di ristrettezza in casa (ma le ragazze, sull’esempio della madre, non mancano mai di aiutare alcuni sfortunati in angustie). Tra i benestanti del vicinato c’è il giovane Laurie che adora tutte e quattro le ragazze March…

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The Family Man rientra senza ombra di dubbio nei film adatti al Natale, per la regia di Brett Ratner è un film del 2000 con Nicolas Cage protagonista.

Questa è la trama:

Quando tredici anni fa Jack Campbell ha lasciato Londra per fare pratica presso una prestigiosa società americana, ha promesso alla sua fidanzata del liceo, Kate che sarebbero rimasti lontani soltanto per un anno. Oggi, siamo alla Vigilia di Natale e Jack è un frenetico single di Wall Street, super pagato e con uno stile di vita altissimo mentre Kate è soltanto un ricordo lontano. Tornando a casa dal lavoro, Jack si ferma a fare spesa e resta coinvolto in una lite tra il proprietario del negozio ed un agitatissimo punk. Dopo aver contribuito a sedare la rissa, Jack si ferma per fare la morale a Cash il quale, a sua volta, mette in discussione i valori di Jack il quale gli risponde: “Io ho tutto quello che voglio”. Una volta al riparo tra le mura del suo lussuoso e immacolato attico, Jack si addormenta… per svegliarsi in una disordinata camera da letto nel New Jersey, accanto a Kate, più vecchia di 13 anni e con gli evidenti segni della mancanza di sonno, ma uguale a come se la ricordava lui, con un neonato che piange nella stanza accanto ed una bambina di sei anni che lo chiama papà. Per jack sarà solo la prima di una lunga serie di sorprese.

Fra gli attori principali oltre al caro Nicolas troviamo Tèa Leoni, Don Cheadle, Jeremy Piven, Saul Rubinek, Josef Sommer e Makenzie Vega.

E’ un film drammatico, pieno di significato e che adoro rivedere in questo periodo dell’anno.

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Questo è un film non proprio appena uscito ma che merita di essere visto per me, è un film “di Natale” diverso dal solito.

Per la regia di Pupi Avati, un film tutto italiano del 1986.

Questa è la trama:

Quattro amici di vecchia data si ritrovano, la notte di Natale, per una partita a poker. Sul piatto, però, non ci sono solo i soldi: ci sono anche le menzogne, le sconfitte, i tradimenti e gli inganni di ognuno di loro.

E’ un film molto intenso e profondo, uno dei migliori di Pupi Avati sicuramente, fra gli attori principali troviamo Carlo delle Piane, Diego Abatantuolo, Alessandro Haber Giovanni Cavina.

Un bel film italiano perfetto per questi giorni.

Bene gente!

E voi? Cosa guarderete di bello in questi giorni? Fatemelo sapere!

A domani!

Elisa

 

Pillole Letterarie #16

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La vergogna, l’infamia, il disonore, le offese, nocciono nella misura in cui fanno soffrire. Per chi non se la prende, non sono neppure un male. Che t’importa se tutti ti fischiano, se tu ti applaudi? Che questo ti sia possibile lo devi alla sola Follia.

La Fortuna ama le persone non troppo sensate; ama gli audaci e quelli che non hanno paura di dire “Il dado è tratto”.

La pazzia costruisce città, imperi, istituzioni ecclesiastiche, religioni, assemblee consultive e legislative: l’intera vita umana è solo un gioco, il semplice gioco della Follia.

#piccolistralciletterari#

Documentari Crime

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

Andiamo dritti al punto, oggi parliamo di un argomento di cui avrei già voluto parlarvi qualche mese fa in modo più approfondito.

Sto parlando dei documentari crime, come avrete intuito dal titolo.

So che non è un argomento molto natalizio ma penso sia arrivato il momento di dedicare un articolo a questi documentari che mi piace vedere.

Nell’ultimo articolo delle cose del mese vi avevo parlato di The Keepers, documentario che appartiene proprio a questo genere.

Sono anni ormai che guardo documentari simili, anzi ci sono stati periodi in cui guardavo quasi sempre programmi di questo tipo e quasi per nulla film o serie tv.

Forse mi piace guardarne così tanti perché mi interessa la psicologia del criminale, lessi anche dei saggi a tema tempo fa, mi interessano le vicende realmente accadute.

Quindi ad ora ne ho visti un buon numero insomma, oggi volevo parlarvi meglio di questo genere di documentario che forse non tutti conoscono bene e dirvi anche quali ho preferito in questi anni, quelli più famosi (che o visto o no) e quelli che vorrei vedere a breve.

I documentari crime possono essere di diverso tipo, quelli ricostruiti secondo uno schema più giornalistico che analizza più nel profondo ogni possibile pista e quelli che si dipanano più a mò di serie tv standard quindi sotto qualche aspetto anche leggermente romanzato.

A me piacciono entrambi gli stili, anzi direi che un mix fra questi due modi di raccontare è perfetto.

Se non avete mai visto documentari crime ve ne consiglierò anche qualcuno con cui iniziare qui sotto.

Allora inizierei dal migliore che ho visto quest’anno per quanto mi riguarda ovvero The Keepers, ve ne ho già parlato (qui) ma brevemente vi scrivo di cosa tratta.

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Questo documentario di sette puntate analizza la vicenda della morte di suor Cathy Cesnik e la scoperta delle violenze sessuali che venivano attuate per mano di alcuni preti nei confronti di ragazzine giovanissime dentro la ’Archbishop Kenough High School di Baltimora. Le vicende narrate risalgono al ’69 anno della sparizione di suor Cathy.

Il documentario è prodotto da Netlix ed è molto interessante, è uno di quei casi in cui dopo aver analizzato assieme alle persone presentate nel documentario una vicenda simile anche allo spettatore viene voglia di fare qualche ricerca e scoprire i segreti nascosti.

E’ un documentario strutturato molto bene, perché nel momento in cui lo spettatore può sentire un calo d’interesse (anche se è difficile) viene sempre presentato un indizio che ridesta l’attenzione.

Non saprei se consigliarlo ai novelli dei documentari crime perché è una vicenda che si dipana in un buon tot di episodi e chi non è abituato al ritmo dei documentari di questo genere potrebbe non apprezzarlo del tutto.

Altro documentario crime che potete trovare su Netflix è molto famoso ovvero Il Caso O.J. Simpson che si dilunga in 10 puntate.

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Questa invece appartiene al secondo genere che vi dicevo prima ovvero al documentario/serie tv.

Gli autori sono Scott Alexander e Larry Karaszewski e fra gli attori principali troviamo nomi come quelli di John Travolta, Sarah Paulson, Cuba Gooding Jr.

Narra le vicende appunto di O.J. Simpson, un noto giocatore di footbal americano che venne accusato dell’omicidio dell’ex moglie Nicole Brown Simpson e del cameriere Ronald Lyle Goldman avvenuto il 12 giugno del ’94.

Questa serie tv, anzi questa prima stagione di questa serie tv nominata American Crime Story, racconta appunto tutti gli eventi accaduti ad O.J. dal momento del ritrovamento del cadavere dell’ex moglie al processo e alla risoluzione finale.

Sulla risoluzione ci sono ancora oggi molti dubbi, molte strade non esplorate, molte possibili conclusioni affrettate, un’accusa che all’epoca non fu in grado di mostrare prova valide riguardo la colpevolezza di Simpson.

In alcuni momenti mi è sembrato si volesse un po’ allungare il brodo, dieci puntate sono tante.

Però la stagione è molto ben fatta, la fotografia, gli attori che sono simili ai personaggi reali, le vicende sono ricostruite con una buona dose di meticolosità insomma un buon documentario/serie tv che potrei consigliarvi anche se non avete mai visto produzioni simili perché c’è il punto serie tv quindi non è possibilmente troppo dettagliato come un documentario.

Dovrei parlarvene più spesso di queste produzioni, magari alla fine di ogni anno potrei scrivere un articolo dedicato in cui vi parlo delle migliori che ho visto.

Per quest’anno comunque i due migliori documentari crime “lunghi” che ho visto sono stati questi poi ci sono quelli brevi da una puntata che mi piace guardare sempre perché una volta terminato l’episodio conoscete già il fatto e la risoluzione senza guardare i miliardi di altre puntate dopo, ci sono però casi di cronaca che hanno per forza bisogno di numerose puntate perché molto sfaccettati.

Tra i programmi che vi consiglio “brevi” ci sono assolutamente:

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Profondo Nero di Lucarelli, in onda su Crime Investigation.

Lucarelli è un mito per quanto mi riguarda e anni addietro  aveva un programma sui canali Rai che era Blu Notte in cui si parlava di casi simili, “misteri italiani”.

La narrazione di Profondo Nero è uguale a quella di Blu Notte, quindi perfetta, piena di patos, e sempre sul pezzo quasi poetica a volte.

In ogni puntata viene trattato un caso diverso, dal mostro di Firenze a Pietro Maso ancora a il caso di Cogne insomma in ogni puntata un caso italiano diverso.

Ve la consiglio come serie crime perché e fatta bene, l’atmosfera è noir molto noir con quella poca luce dei lampioni i vicoli stretti, il fumo insomma riesce a prendere questa atmosfera.

Io in particolare sono rimasta inquietata dalla puntata sul mostro di Firenze, io di solito non mi inquieto facilmente anche se sono fatti reali ma quella puntata mi ha fatto venire più di un brivido.

Un’altra serie di questo tipo, sempre su Crime Investigation è Nato per Uccidere, di questa io ho visto tutte le puntate e ho voluto poi approfondire di mio ogni caso perché sono tutti interessanti.

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Come per Profondo Nero qui in ogni puntata viene trattato un caso diverso, ogni volta c’è un criminologo che ripercorrendo la storia dell’assassino/a, la sua infanzia, la crescita, i motivi per cui ha fatto ciò che ha fatto risponde alla domanda “questo soggetto è nato per uccidere?”.

Da qui il titolo della serie.

Si parla di crimini e di criminali come Ted Bundy, Richard Trenton “il vampiro di Sacramento”, Albert de Salvo, John Wayne Gacy  e molti altri.

A dire il vero ci sono parecchi documentari interessanti su Crime Investigation come La Mia Fuga da Scientology (che sto guardando ora dopo aver registrato le puntate e non rientra nei documentari crime ma è interessante comunque), Assassini Intoccabili, Cybercrime, La Coppia che Odiava le Donne…

Diversi insomma, penso possiate trovarli anche su Youtube alcune puntate quindi anche se non avete Sky alcuni potete riuscire a vederli.

Infine per quanto riguarda quelli che vorrei vedere nell’immediato futuro c’è Killer Woman, I Am Jane Doe e Making a Murder.

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In Killer Woman si parla di donne che hanno ucciso i loro mariti, compagni, amici e queste donne vengono intervistate per spiegare i motivi del loro gesto.

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I Am Jane Doe è un’espressione americana come il nome Jane Doe è un nome fittizio, per indicare donne vittime di sfruttamento sessuale minorile.

In questo documentario si parla di donne vittima di questa violenza a causa di una serie di annunci su un giornale online.

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Making a Murderer è un thriller tratto da una storia vera in cui la vittima di un errore giudiziario denunzia la polizia ma viene accusato di un nuovo crimine.

Lo so che il tema di oggi è molto diverso da solito ma ho sempre sentito un interesse molto forte nei confronti di eventi reali accaduti nella normalità, eventi di una grande portata e mi sono sempre chiesta cosa scatta nella menta di un qualcuno che agisce in questo modo oppure se in qualche maniera si ha già una scintilla di questo tipo.

Di solito conforta il fatto che alcune storie non sono reali per me invece leggere e vedere storie reali è ugualmente interessante.

Questo era tutto per oggi!

Noi ci leggiamo domani!

Elisa

 

 

 

The Christmas Song Book Tag

Buon giovedì cari/e!

Un altro giorno di #Xmasmaratona e un altro articolo, oggi però tag libroso a tema natalizio.

Ne ho già fatto uno qualche settimana fa ma dato che (escluso l’articolo di oggi) rimangono solo quattro giorni di maratona e ci stiamo avvicinando alla fine di questa iniziativa ho pensato: “ci vuole un altro tag a tema natalizio”.

So che per gli odiatori del Natale articoli di questo tipo sono forse troppo celebrativi ma è la mi festività preferita quindi che dire… non mi scuserò.

In questo momento dell’anno gli amanti del Natale come la sottoscritta possono dare sfogo alla loro aura di entusiasmo allucinato e ricordiamocelo gente, capita una volta all’anno, quindi più Natale c’è in questi articoli meglio è.

Ho visto questo tag sul blog di Anna, Kim e Mon ovvero il blog Ikigai, vi lascio il link alla loro risposta al tag proprio sul nome del loro adorabile blog.

Questo tag consiste nel rispondere alla domanda domanda/affermazione per ogni canzone di Natale.

Le domande sono molto carine quindi ho deciso con piacere di portare qui sul blog questo tag dopo averlo visto per la prima volta.

Sentitevi tutti taggati, chi vuole può rispondere liberamente a questo tag e magari mi farebbe molto piacere leggere le risposte che ognuno darà quindi avvisatemi perché correrò subito a leggere l’articolo!

Iniziamo!

 

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“YOU’RE A MEAN ONE GRINCH” – Nomina un personaggio malvagio che non puoi fare a meno di amare.

E’ molto difficile per me rispondere a  questa “domanda” perché non mi piacciono i cattivi in generale, c’è qualche caso molto raro ma in linea di massima non mi fa impazzire la figura del cattivo non perché non la trovi interessante (la psicologia del cattivo è affascinante) ma non condivido la scelta di comportarsi in questo modo.

Mi viene da pensare più banalmente ai cattivi dei film dei supereroi per esempio, insomma capisco che il governo o i buoni ti abbiano per sbaglio rovesciato il drink addosso e ora tu voglia scatenare la terza guerra mondiale ma penso ci siano altri modi per affrontare la questione.

Comunque mi è capitato a volte di empatizzare con alcuni cattivi, alcuni li comprendo anche perché a volte non c’è un motivo per essere cattivo alcuni lo sono e basta.

Non voglio essere banale e dire Scrooge de “Il Canto di Natale”, perché lo amo alla follia si sa, quindi dirò Jadis meglio conosciuta come “La Strega Bianca” nella saga de Le Cronache di Narnia.

Cosa volete che vi dica, sarà anche manipolatrice e senza scrupoli ma lo è con stile ed eleganza e questo mi piace molto.

 

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“ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU” – Qual è il libro che desideri di più trovare sotto l’albero di Natale?

Non saprei, c’è ne sono molti.

Uno che desideravo moltissimo era il titolo della Woolf uscito per la UTET qualche settimana e mi è già stato regalato per S. Lucia quindi sono già felice.

Devo spararla grossa?

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Mi piacerebbe questo meraviglioso cofanetto contenente quattro classici ( in inglese) fantastici in edizioni curatissime e illustrate.

 

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“RUDOLPH THE RED NOSED REINDEER” – Nomina un personaggio che supera molti ostacoli e impara a credere in se stesso.

Di getto direi Tristan di Stardust scritto da Neil Gaiman.

Ma c’è ne sono molti di personaggi del genere e io mi sono affezionata a tutti, ci sono anche personaggi simili che crescono, soffrono e poi muoiono e da lettore l’unica cosa che puoi fare è chiudere il libro, fissare il vuoto e andare a comprare un pacco di Kleenex.

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“SANTA CLAUS IS COMING TO TOWN” – Quale personaggio pensi che sia in cima alla lista dei personaggi “malvagi” e quale in cima alla lista dei personaggi buoni?

Al primo posto nella lista dei cattivi inserisco un personaggio le cui azioni non possono essere perdonate, né dopo la lettura del libro né mai.

Sto parlando del padre di Chloe in “Tutto il Nostro Sangue”, è un personaggio che durante il corso del libro agisce in modi terribili sopratutto con la madre di Chloe (Elizabeth se non sbaglio).

E’ un personaggio che mi è rimasto impresso per la sua violenza e il suo menefreghismo cieco e subdolo nei confronti di tutto e tutti tranne in quelli di se stesso ovviamente.

In cima alla lista dei buoni invece, ah, è più difficile questo punto!

Direi Novecento di Novecento scritto da Baricco perché è un personaggio profondo e pure che mi è rimasto dentro.

 

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“FROSTY THE SNOWMAN” – Quale libro ti fa sciogliere il cuore?

Sempre Novecento di Baricco per cui piango tutte le volte che lo rileggo, Il Buio Oltre la Siepe della Lee che più che far sciogliere il cuore fa arrabbiare ma qualche lacrimuccia mi è caduta devo ammetterlo.

Infine anche “Le Notti Bianche”, perché chi ha soffermato di un amore non ricambiato non può non soffrire assieme al protagonista.

 

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“FELIZ NAVIDAD” – Scegli un libro ambientato in un paese diverso dal tuo.

Ehh c’è l’imbarazzo della scelta, Exit West che è ambientato in più di un paese e tutti diversi dal mio.

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“IT’S THE MOST WONDERFUL TIME OF THE YEAR” – Quale libro a tema natalizio usi per diffondere la gioia del Natale?

Un libro di cui non penso di avervi mai parlato ovvero “Meravigliosi Racconti di Natale” di Josette Gontier, un libro per bambini/ragazzi adorabile che non tutti gli anni rileggo di cui ho un bellissimo ricordo.

 

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“SLEIGH RIDE” – Quale personaggio sceglieresti per trascorrere insieme le vacanze? (Non deve implicare un interesse amoroso).

Questo punto può essere interpretato in due modi, un personaggio che ti sta simpatico con cui vorresti trascorrere del tempo o un personaggio che vorresti incontrare (e trascorrerci assieme le vacanze) per dirgli quanto è stupido.

Per la prima possibilità scelgo Alana di Saga (il fumetto scritto da Vaughan e illustrato da Staples), è un personaggio molto forte e sarcastico che è sempre una sicurezza.

Per la seconda invece come molti immagineranno Evie de Le Ragazze della Cline… Come ho scritto nella recensione compie azioni stupide.

 

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“BABY IT’S COLD OUTSIDE” – Quale libro che non ti è piaciuto sacrificheresti dandogli fuoco per riscaldarti?

No beh per bruciare non brucerei nessun libro però se proprio dovessi sceglierne uno da dare via così verso un destino incerto o “Gli Uomini in Generale mi Piacciono Molto” della Ovaldé oppure “Prometto di Sbagliare” di Freitas che avevo però, li ho già dati via in scambio da tempo.

Se li avessi ancora però non esiterei a sacrificarli se non nel fuoco come dono improvvisato a qualcuno cui appiopparli.

 

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“DO YOU HEAR WHAT I HEAR” – Quale libro pensi che tutti dovrebbero leggere?

Sicuramente Il Buio Oltre la Siepe, Il Racconto dell’Ancella, Jane Eyre e uno a scelta fra quelli della Woolf.

Senza dimenticare qualcosa di Poe, Hardy e Dickens, beh insomma doveva essere uno adesso mi fermo.

 

Bene gente!

Questo era il tag di oggi, se avete piacere a rispondere a queste domande fatemelo sapere, mi raccomando!

Noi ci leggiamo domani!

Elisa

CitaTime

“Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia.”

“No, non era felice. Non era felice. Si ripeté le parole mentalmente. Riconobbe che questa era veramente la situazione. Egli portava la sua felicità come una maschera e quella ragazza se n’era andata per il prato con la maschera e non c’era modo di andare a battere alla sua porta per riaverla.”

– Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Lo Scrivo Dopo #WritingProblems

Buon martedì ragazzi/e!

Come procede la settimana? In questo martedì freddo sentite già il calore natalizio?

Oggi sono qui per parlarvi di scrittura, non ne parliamo da tempo purtroppo anche se qui sul blog mi ero ripromessa di portare più articoli sulla scrittura che è un argomento di cui scrivo appunto e parlo sempre volentieri.

Tra l’altro potrebbe nascere anche una piccola rubrica in cui parliamo dei problemi legati alla scrittura, eh? Eh? Che ve ne pare come idea? Fatemi sapere se potrebbe interessarvi!

Comunque, oggi torniamo a parlare di scrittura e come per tutti gli articoli su questo argomento mi fa un enorme piacere avere un confronto con voi, nei commenti, in giro, anche per email se volete.

Infatti mi piace leggere opinioni diverse sul grande mondo della scrittura perché in una vastità simile ognuno ha la sua ed è questo anche che arricchisce lo scrivere.

Vorrei parlare oggi con voi di un problema che mi affligge quando scrivo, ovvero il rimandare questo processo.

Ora, non rimando solo la scrittura nella vita in generale anzi tendo a rimandare tutto ma la scrittura in particolare a volte la procrastino eccessivamente fino a quando non posso fare a meno di scrivere perché devo completare per forza il capitolo di una storia.

Mi sono chiesta più volte se questo fosse solo un problema mio, un moto quasi d’accidia personale ma concentrandomi e parlando con altre persone che scrivono di questo problema ho capito che non sono l’unica ad agire in questo modo.

A volte la mancanza di scrittura deriva da fatti diversi fra loro come la mancanza di tempo, la mancanza di creatività, oppure ancora il voler procrastinare in continuazione.

Ma c’è un terribile pensiero che affligge chi scrive quando si rende conto che rimandare e rimandare è diventata un’azione quasi naturale, un temibile pensiero “oddio, sono in fase di blocco dello scrittore”.

C’è una differenza sostanziale tra l’essere nel blocco dello scrittore e invece il continuare a procrastinare naturalmente, ovvero quello che si scrive una volta presa in mano la penna (o dopo aver iniziato a digitare sul pc).

Lo scrivo per rincuorare tutte quelle persone che come me alcune volte sono entrate in una vera crisi autodefinendosi in un “blocco”, questa fase che spaventa le persone che scrivono è caratterizzata dal non riuscire a scrivere nulla, il ritrovarsi una pagina bianca davanti agli occhi e non sapere come usarla.

E’ diverso dal procrastinare, chi ha un blocco non riesce a scrivere mentre chi procrastina riesce a scrivere come suo solito solo che rimanda in continuazione.

Di solito quando poi ritrovo davanti una pagina vuota finalmente inizio a scrivere a tutta velocità come se nulla fosse, senza nessun problema.

Una sensazione che provo spesso però quando non scrivo in un determinato giorno è il senso di colpa, se non scrivo durante la giornata quando mi ritrovo alla sera a pensare alle ore passate mi affiora il senso di colpa.

E’ anche vero però che alcune volte non si riesce a scrivere durante il giorno, per mancanza di tempo o perché si preferisce fare altro.

Questo è un altro problema di chi scrive (che se volete approfondiremo in un altro appuntamento di questa potenziale rubrica) ovvero il fatto che le persone che ti conoscono e sanno che scrivi si fanno un’idea sbagliata di te.

Ma di questo ne parleremo meglio un altra volta magari.

Comunque tornando sui miei passi, il problema del procrastinare è un problema reale per chi scrive, quello di pensare “o beh tanto posso farlo dopo” per poi sentirsi in colpa a fine giornata o sentirsi poco produttivi.

Ci sono invece quelle giornate in cui la voglia di scrivere schizza da tutti i pori e l’unica cosa che si vorrebbe fare appena svegli è afferrare un taccuino e scrivere, dipende ma in generale si tende a rimandare nella scrittura.

Capita, e penso che sia giusto ogni tanto (non sempre) porre rimedio a ciò sforzandosi di scrivere non solo quando ormai non si ha più tempo e ci si deve sbrigare.

Ma in generale, ogni giorno magari ci si potrebbe imporre di scrivere una pagina o anche duecento parole, partire poco a poco alzando sempre più l’asticella.

E’ importante tenersi allenati con la scrittura, è come un muscolo che va allenato spesso.

Bene gente, questo era il #writingproblem di cui volevo parlarvi oggi, mi raccomando ditemi se una rubrica di questo tipo potrebbe interessarvi così la inserirò con piacere fra le rubriche del blog sul tema scrittura.

Anzi, l’unica a tema scrittura, mmm dovrei proprio scrivere di più sullo scrivere, eh sì!

Noi ci leggiamo domani!

Elisa