#LiberTiAmo: Il Buio Oltre La Siepe – Harper Lee

Salve guys!

Oggi sono qui con la recensione del primo (in assoluto) libro letto assieme nel gruppo di lettura.

Vi lascio come sempre qui il link se volete partecipare anche voi al gruppo su Goodreads e vi ricordo che non sono sola in questo gruppo ma assieme a me c’è Tiziana, fedele compagnia che gestisce con me il gruppo.

Ma io direi di procedere subito visto che con tutta probabilità ci sarà parecchio da dire.

Il primo libro del gruppo di lettura era Il Buio Oltre la Siepe, opera di Harper Lee, vincitrice nel 1960 del Premio Pulitzer.

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Editore: Feltrinelli

Pagine: 304

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 8,00

Prezzo ebook: € 5,99

Anno di Pubblicazione: 1960

Link all’acquisto: QUI

“Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco.”

Trama

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Recensione

Avevo paura di affrontare questo libro, quando si parla di titoli così importanti credo sia normale essere intimoriti da tutto quello che è in questo caso To Kill A Mockingbird.

Nel corso della lettura ho compreso davvero il significato di questo titolo, ovvero Uccidere un Usignolo, un animale indifeso e innocente.

Più volte tra l’altro nel corso della lettura si fa riferimento all’uccidere uccelli come merli o usignoli, si fa anche riferimento però alla traduzione italiana del titolo, Il Buio Oltre la Siepe appunto, metafora della paura di quello che ci è sconosciuto un qualcosa che non conosciamo, che crediamo forse di conoscere ma sbagliando.

Insomma la metafora che sta dietro ad entrambe le “versioni” del titolo è affascinante.

Dopo aver terminato questo libro nella mia mente è comparsa una frase che penso possa racchiudere quasi del tutto questa opera.

La frase che ho pensato è stata: “Certo che il pregiudizio fa sbagliare tutto.

Ultimamente la mia mente non riesce a partorire frasi molto profonde, lo so.

Vi racconto brevemente la trama di questo libro dal mio punto di vista.

Le vicende sono narrate da Scout, una bambina con un carattere piuttosto forte, Scout ha un fratello di nome Jem con cui all’inizio del romanzo va molto d’accordo ma più vanno avanti i mesi e più il cambiamento di Jem avanza sotto i nostri occhi.

Il padre di questi due vivaci bambini è Atticus un avvocato rispettato e ben voluto da tutti, almeno nella prima parte del romanzo.

Questa famiglia abita a Maycomb, un’immaginaria cittadina nel Sud dell’Alabama degli anni ’30 dove la segregazione razziale è un tema molto reale.

La vita dei due ragazzini procede con i suoi alti e bassi fra cambiamenti ormonali e crisi infantili sino a quando un giorno la nostra Scout viene derisa da un bambino che chiama Atticus con un termine che ricorrerà spesso nel corso del libro.

Questo termine viene utilizzato per disprezzare quello che sta facendo Atticus a favore di un uomo di colore chiamato Tom Robinson.

In quegli anni la segregazione razziale era una realtà molto forte e vedere un uomo bianco prendere le difese di un uomo di colore non era un’azione vista con buon occhio dalla popolazione.

Atticus farà capire a tutti quanti la verità, ovvero che Tom è un uomo innocente accusato ingiustamente di un’azione terribile mai commessa.

Nonostante questo, però, le cose non andranno nel migliore dei modi.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio durante la lettura e l’infinita abilità della Lee nel descrivere paesaggi, emozioni, crescite interiori e personaggi.

Ci sono passaggi in questo libro davvero intensi, come il ragionamento di Scout sulla lettura nella prima parte del libro o la vicenda della signora Dubose, un’anziana e malata signora che si scontrerà molte volte con i ragazzi lasciando però intendere che sotto la sua dura scorza batteva un cuore saggio e affettuoso.

Potrei passare tutto il giorno ad elencare i miei passaggi che ho preferito in questo libro.

Dopo averlo concluso, ho avvertito una sensazione strana che ho provato solo per pochissimi titoli fin’ora, ho sentito una forte mancanza.

E’ stato come se in quel momento avessi perso un caro amico,è stato come se girando quell’ultima pagina gli avessi detto addio.

Come succede con i libri migliori ho e sto passando i giorni seguenti (dopo il termine) a ripensare ad “Il Buio Oltre la Siepe”, sto riflettendo sul significato del pregiudizio sopratutto e mi sto pentendo forse un poco di non averlo letto prima perché avrei capito molte cose.

Ma meglio tardi che mai no?

Non ho nessuna critica da fare a questo libro, anche sforzandomi di pensare a qualcosa di negativo non riesco proprio a smuovergli una critica di nessun genere, qui ricorre il discorso dell’amico, se hai detto addio ad una persona che ti ha lasciato solo buoni ricordi sarà difficile trovare qualcosa di negativo in lei.

Lo stesso vale per “Il Buio Oltre la Siepe“.

Questo libro ti fa aprire gli occhi, ti fa stare in pena per le preoccupazioni dei personaggi, ti fa vedere quanto l’innocenza di un bambino a volte valga il prezzo di una vita umana.

Un libro forte, duro, che ti fa rendere conto di quanto possa essere pericoloso il pregiudizio.

Una lettura che rifarei senza pensarci due volte, se non l’avete ancora letto bhè vi invidio perché potete ancora godere in modo “inedito” della parabola che è questo libro.

Voto:

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Cinque stelline piene per una lettura illuminante e profonda.

Noi ragazzi ci sentiamo presto e mi raccomando date un’occhiata anche alla recensione di Tiziana che spero abbia amato questo libro tanto quanto l’ho amato io!!

Elisa

Harry Potter e La Pietra Filosofale – J.K. Rowling

Salve amici, come state?

Buon ottobre a tutti e buon inizio settimana!

Oggi parleremo di un libro (e una saga) simbolo del genere fantasy, come avrete capito dal titolo, parleremo di Harry Potter.

Io non ho mai letto la saga del piccolo mago e ho deciso di fare una cosa un po’ speciale in occasione del periodo, insomma ho deciso di prendere i classici due piccioni con una fava, in questo caso due gufi.

Va bene adesso sparisco.

In questo periodo infatti è un uscito in Italia l’ottavo libro appartenente alle vicende di Harry e tre ebook “spinoff“.

Ho deciso di leggere tutti i sette capitoli della saga e recensirli ovviamente, quindi al termine della lettura vi parlerò del capitolo da me letto, ma non leggerò Harry Potter e La Maledizione Dell’Erede semplicemente perché non è un vero e proprio capitolo della saga ma è un testo teatrale tradotto a romanzo e per me i capitoli di Harry Potter rimangono sette.

Forse leggerò i tre ebook che si prospettano molto interessanti essendo delle specificazioni di certi luoghi o rapporti dei personaggi della saga.

Ma vedremo, vedremo cosa succederà…

E con questo pseudo-alone di mistero direi di iniziare ad addentrarci nell’universo Potteriano, pronti?

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Editore: Salani

Pagine: 293

Prezzo di Copertina (Prima Edizione): € 16,80

Prezzo di Copertina (Quarta Edizione: € 10,00

Prezzo ebook: € 8,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2001 (In Italia)

Link all’acquisto: QUI

Trama

Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilmente tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Un mondo dove regna la magia; un universo popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavoletti di Bruxelles, ritratti che scappano.

“Affiderei ad Hagrid la mia stessa vita” – Disse Silente.

Recensione

Come ho detto prima, pensavo fosse un’ idea piuttosto buona leggermi tutti i sette capitoli dell’amato maghetto, anche perchè non avevo mai avuto l’occasione di leggere la saga prima d’ora e ahimè ho una grossa lacuna da colmare, ne sono consapevole.

Inizio con il dire che io ho un rapporto piuttosto conflittuale con Harry Potter, infatti negli anni della mia infanzia ero molto diffidente verso questa saga, ho sempre visto solo il primo film e leggiucchiato il primo libro.

Non sono un’amante del genere fantasy e non lo sono mai stata e nonostante gli innumerevoli tentativi da parte di amici e parenti, non mi sono mai avvicinata più di tanto a questa serie.

All’età di 15/16 anni però qualcosa è cambiato.

In un freddo e cupo pomeriggio di metà novembre, vagando per l’internet vidi una foto del mitico maghetto e da lì mi saltò in mente una piccola postilla (ferma lì dagli anni dell’infanzia probabilmente), ovvero mi ricordai quasi nostalgicamente che non avevo mai né letto né guardato Harry Potter.

Starete pensando “ma Elisa, ci stai dicendo che in tutti quegli anni Harry Potter non ti è più venuto in mente e non ti è mai venuta voglia di approfondire una serie così famosa?“, bhe… no.

Quel pomeriggio, rendendomi conto di ciò, feci una promessa a me stessa, avrei letto e guardato Harry Potter perdonando la bambina testarda che ero che insisteva per non guardare il coraggioso maghetto.

Ad oggi ho rispettato metà di questo patto, ho visto tutti i film e finalmente sto per compiere il passo decisivo per rispettare pienamente la promessa, ovvero leggere tutti i libri.

Oggi sono qui per parlarvi del primo libro della serie, “Harry Potter e La Pietra Filosofale“.

Ho terminato questo libro nel giro di pochi giorni grazie alla fruibilità e all’armonia di parole della Rowling.

Credo che sia stato detto più o meno tutto su questo libro e su questa saga ma voglio esprimere ugualmente la mia personalissima opinione.

In questo primo capitolo conosciamo il nostro protagonista, Harry, un ragazzino umile e destinato a grandi cose.

All’inizio del libro facciamo una piccola conoscenza con alcuni personaggi che si riveleranno molto importanti quali ad esempio il professor Albus Silente, la professoressa McGrannitt, Rubeus Hagrid e altri.

A poco a poco la Rowling ci racconterà le origini di Harry e per quale motivo il suo nome è destinato ad entrare nella storia.

E’ stata una lettura molto piacevole ed ho capito una cosa fondamentale, leggere Harry Potter dona al lettore una sensazione magnifica, ci si sente protetti, ci si sente a casa.

In ogni pagina di questo libro ho avvertito moto di amore, sicurezza e dolcezza che la Rowling ha utilizzato per scrivere questa saga e ho capito che questa serie ha riscosso così tanto successo perché, oltre ad essere scritta con una fantasia e una bravura invidiabile, è anche piena di amore, verso i personaggi e verso il lettore.

Mi sono resa conto di aver un errore però, come più o meno sempre accade avrei dovuto leggere prima i libri invece di dare la precedenza ai film perché ogni volta che leggevo una determinata parte mi tornava sempre alla mente la scena del film dedicata a quel momento.

Non so se sia una cosa negativa comunque visto che personalmente ho apprezzato moltissimo i film.

Sicuramente però una cosa la devo dire.

Questo primo capitolo mi è piaciuto ma sono convinta che non sia il punto più alto della saga.

E’ un inizio scoppiettante non c’è che dire, c’è l’avventura, c’è l’amicizia, c’è il coraggio, l’umiltà, la curiosità ma non credo sia l’apice della serie.

Io ora procederò con il secondo capitolo, ovvero “Harry Potter e La Camera dei Segreti” e non vedo l’ora di ritornare fedelmente dall’amato Harry che attende trepidante di iniziare un nuovo anno ad Hogwarts.

L’Harry che conosciamo in questo primo volume è molto giovane anzi all’inizio è in ancora in fasce a voler essere precisi, è un Harry che deve ancora maturare, capire cosa lo aspetta, capire quale sarà il suo scopo.

Insomma è il primo capitolo ed è giusto che il personaggio principale sia ancora “acerbo”.

Sicuramente una saga come questa non è diventata così famosa perché già dal primo volume era qualcosa di perfetto, è diventata famosa per l’ambientazione, per la magia che la Rowling è riuscita a creare e a mantenere nel corso della saga.

Non ricordo l’ultima volta in cui mi sono sentita così protetta e a mio agio durante la lettura di un libro, è come se il mondo di Harry fosse un mondo in cui forse tutti siamo già stati almeno una volta e tornarci è un piacere.

Insomma, questo primo capitolo mi è piaciuto ma come ho scritto non siamo ancora arrivati al punto più alto della serie quindi confido sul fatto che la bravura della Rowling sia maggiore rispetto a quella che ritroviamo qui (non che questa sia da buttare via, anzi!).

Ho deciso quindi di non dare il massimo del voto a questo primo libro, infatti ho dato quattro stelline (anche su Goodreads).

Voto:

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Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.

Sarà un piacere per me leggere il secondo volume, non vedo l’ora di iniziare!

E voi ragazzi? Cosa ne pensate di questo primo volume? Qual’è il vostro preferito?

A presto!

Elisa

Sette Minuti Dopo La Mezzanotte – Patrick Ness e Siobhan Dowd

Buongiorno!

Quest’oggi, cari compagni, sono qui per parlarvi di uno degli ultimi titoli da me letti.

Questo libro mi è stato consigliato praticamente da qualsiasi persona io conosca e anche con parecchio entusiasmo e foga.

Come avrete letto dal titolo, il libro in questione è Sette Minuti Dopo La Mezzanotte di Patrick Ness e Siobhan Dowd.

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Editore: Mondadori

Pagine: 222

Prezzo di Copertina (Ed. Copertina Rigida): € 16,00

Prezzo di Copertina (Ed. Copertina Flessibile): € 10,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2012

Link all’acquisto: QUI

Trama

Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l’orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l’entità fatta di tenebre, di vortici, di urla… No. Questo mostro è un po’ diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.

Le storie sono creature selvagge e indomite. Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?

Recensione

Ho preferito acquistare questo titolo nell’edizione con la copertina rigida e le illustrazioni di Jim Kay, giusto per non farci mancare niente.

Senza dubbio le illustrazioni aiutano a farsi un’idea più completa e nitida dell’ambientazione, quindi se avete qualche dubbio su quale edizione del libro acquistare vi consiglio senza dubbio questa.

Come ho detto all’inizio, tutti mi hanno parlato di questo libro e tutti me ne hanno parlato in modo molto positivo.

Dalla trama e dall’idea iniziale che ci si può fare di questo libro, si intuisce che è un libro per ragazzi con quasi certamente una morale finale netta.

Effettivamente queste premesse corrispondo al vero ma non del tutto.

L’età di lettura ideale per questo libro è 12 anni ma è super-consigliato anche alle persone di età maggiore, per me è uno di quei libri che dopo aver terminato che tu abbia 13 o 90 anni ti insegnano sempre qualcosa.

Personalmente ci ho visto più di una morale in questo libro.

La prima è senza dubbio, come scritto anche nella trama, l’importanza della verità. Anche se la nostra verità non è pura e limpida quanto vorremmo è sempre e comunque la nostra verità e bisogna sempre accettarla.

La seconda è che nessuna persona è mai del tutto buona o del tutto cattiva, per fare un piccolo esempio una docile anziana signora può essere allo stesso tempo una persona avara ed egoista. (Ripeto, per fare un esempio.)

La terza è che anche la persona che sembra più distante e lontana da te ha qualcosa in comune con te, che si parli di sentimenti, di paure (perché ognuno di noi ha le sue paure) o di ricordi.

Insomma, questo libro è veramente traboccante di lezioni e morali.

Noi seguiamo le vicende di Conor un ragazzino vittima di un incubo/mostro che lo perseguita da molto tempo.

La madre di Conor a causa di un cancro si ritrova debole e affaticata. Il padre di Conor ha divorziato dalla madre anni prima ed ora vive in America con la sua nuova famiglia.

Come se non bastasse poi, per il povero Conor si aggiungeranno anche altri malesseri, i dissidi con la nonna e con i compagni ecc.

E’ un libro che senza dubbio mi ha fatta stare male, in alcuni momenti il dolore si attenuava mentre in altri cresceva sempre più nel leggere di questo ragazzino che si ritrovava a essere invisibile e a soffrire.

Ho provato una sensazione strana alla fine del libro però, un senso di sollevamento come se tutta la malinconia provata durante la lettura si attenuasse finalmente.

Mi è piaciuto molto questo titolo, ad ora è sicuramente la lettura più bella di quest’anno senza dubbio.

Finalmente ho capito perché tante persone incitano alla lettura di questo titolo e ora anche io sarò una di quelle persone.

Ovviamente essendo un libro per ragazzi, lo stile è molto scorrevole, facile e diretto ma allo stesso tempo non cade mai nel banale.

Una lettura veramente valida, piena di sorprese, di sofferenza ma anche tanti insegnamenti.

 – Ma che cos’è un sogno Conor O’Malley?

– Chi può dire che non sia un sogno tutto il resto?

Voto:

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Credo sia la prima volta che su FreeLife si danno 5 stelline, ma credetemi sono tutte meritate!

Se non avete ancora letto questo titolo vi consiglio di fiondarvi in libreria e acquistarlo senza pensarci due volte!

Detto ciò, spero che questa recensione vi sia stata utile gente!

Ci leggiamo presto!

Elisa

Follemente Felice – Jenny Lawson

Ehilà!

Come state? Mi siete mancati sapete? Come è stato il vostro agosto? Perché siamo già a settembre gente, esattamente al primo di settembre quindi buon inizio mese a tutti!

Sono davvero, davvero felice di tornare qui sul blog, questo periodo di “sospensione” mi ha è servito per capire quanto sia rassicurante e bello per me poter scrivere su un blog e mi ha fatto venire in mente tante belle idee che cercherò di concretizzare prossimamente.

Comunque, adesso mi concentro sull’articolo di oggi.

Ho finito di leggere questo titolo qualche settimana fa e non vedevo l’ora di parlarvene, tanto che dall’entusiasmo mi mettevo a discutere di questo titolo anche con persone a cui palesemente non importava nulla, ma di questo me ne sono resa conto solo quando girandomi le ho viste scappare via quatte quatte…

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Editore: Sperling & Kupfer

Pagine: 313

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 19,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di Pubblicazione: 2015

Link all’acquisto: QUI

Posso aggrapparmi a ogni momento di gioia e viverlo con intensità perché so che cosa significa passare dal buio alla luce e viceversa.

Trama

Una sincerità spietata che se non fosse esilarante sarebbe quasi crudele. Un’autoironia esagerata capace di creare una gioia contagiosa. Ecco il mondo di Jenny Lawson, che fa ridere fino alle lacrime. D’altronde cosa puoi fare se ti ritrovi affetta da depressione cronica, agorafobia, autolesionismo e artrite reumatoide? O soccombi o decidi che sarai comunque felice. Anzi, follemente felice. Se la gente ti considera un po’matta, tanto vale fare tutto quello che ti passa per la testa. Per esempio, andare in Australia travestita da koala, organizzare un rodeo notturno con i tuoi gatti, noleggiare bradipi e canguri per la gioia di tuo marito (che, nonostante tutto, ti adora), inseguire ufo e tornado, o rifugiarti sotto le coperte, perché certi giorni l’ansia è troppo forte e semplicemente non puoi fare altro. Ma in un angolo della tua mente sai che appena avrai la forza di rialzarti, tornerai a gettarti senza freni nel presente, perché qui sta la differenza tra sopravvivere e vivere.

Recensione

Ricordo di aver visto per la prima volta questo titolo in uno dei miei viaggi per l’internet forse da qualche bookblogger o booktuber, comunque ricordo di essermene innamorata a prima vista.

La copertina è qualcosa di stupendo che salta all’occhio più o meno nei primi nanosecondi per non parlare della trama che a me ha invogliato immediatamente all’acquisto.

Mi sono ritrovata a ridere parecchie volte durante la lettura, è un libro senza dubbio divertente ma mai stupido secondo me.

C’è una sottile linea che divide lo stupido dal divertente, linea che questo libro non ha mai sconfinato.

Jenny Lawson è una blogger e scrittrice comica americana piuttosto famosa in patria (anche se, devo ammetterlo, io non la conoscevo) e soffre di parecchi disturbi seri.

Ho adorato come Jenny riesca in certi momenti a rendere questi disturbi (depressione, attacchi d’ansia, fobia delle persone, artrite reumatoide ecc.), che di per se sono malattie anche gravi come delle difficoltà passeggere.

Ho visto una grande forza in questa donna e man mano che leggevo mi rendevo conto di quanto sia bello gioire per le piccole cose anche se magari non si sta completamente bene con se stessi o come si definisce lei si è un po’ “matti”.

Alcune volte ammetto di essermi persino commossa, sopratutto verso la fine per alcuni discorsi secondo me molto toccanti che fa Jenny riguardo la depressione, discorsi che fa spesso con il marito Victor.

Lo definirei un libro per la maggior parte comico, ma non del tutto.

Parlando della struttura poi, il libro è diviso in piccoli capitoli da massimo 7-8 pagine l’uno.

Jenny qui ci racconta alcune sue disavventure che magari a prima vista potrebbero sembrare drammatiche, ma che lei riesce a rendere incredibilmente divertenti.

Credo sia uno di quei libri che non si possono spiegare, vanno semplicemente letti così che ognuno lo possa apprezzare a modo suo e possa trarne una chiave di lettura personale.

La chiave tratta da me è che non importa quanto tu stia male o sia posseduto dai demoni del passato, dalle paure del futuro e dai disturbi del presente, puoi sempre essere felice e vedere la meraviglia dove sembra esserci solo la nebbia.

E’ un libro che mi è piaciuto davvero tanto e consiglio a tutti la lettura, magari è adatto per quei periodi un po’ più tristi e bui.

Voto:

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“A volte essere matta è un demone. E a volte il demone sono io. Che sia in una strada tranquilla, a una festa rumorosa o davanti a un film, un piccolo demone guarda il mondo insieme a me. A volte dorme. A volte gioca. Altre ride con me. Altre ancora cerca di uccidermi. Ma è sempre accanto a me.”

Detto ciò, ribadisco ancora che questo libro mi è piaciuto molto più del previsto e in un qualsiasi momento triste lo riandrò a sfogliare ridendo da sola in un qualsiasi mezzo di trasporto.

E voi? Avete letto questo libro? Come vi sembra?

Noi ci leggiamo presto!

Elisa

8 Libri da Portare Sotto L’Ombrellone

Salve.

Avrei dovuto pubblicare questo articolo ieri, ma con tutto quello che è successo non me la sono sentita.

Non credo ci siano parole per descrivere quello che è successo negli ultimi giorni, dalla tragedia della Puglia, a il terribile attentato a Nizza, alla morte di altre centinaia di persone in Turchia a causa di un golpe ora fallito.

In questi giorni il mondo è stato messo alla prova più volte, e non trovo sia giusto alzare il dito e dire che l’Europa è in difficoltà in questi giorni, tutto il mondo è in difficoltà, perchè credo sia arrivato il momento di unire le forze invece di dividerci.

Ora credo che l’unica cosa giusta da fare sia proseguire con la vita e difendere ardentemente la nostra libertà, non cambiare nulla di noi e non arrendersi.

Quindi, iniziamo questo articolo.

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Cose non Noiose per Essere Super Felici – Mr. Wonderful

Prezzo di Copertina: € 12,90

Manuale di self-help ricco di pillole illustrate. È una guida illustrata alla felicità, raccontata come si parla con un amico, con sincerità e limpidezza.

Un librettino molto simpatico, ideale per chi è impegnato a prendere sole sorseggiando un thè freddo e non vuole impegnarsi in letture particolarmente impegnative. Sicuramente vi strapperà un sorriso, anche due.

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Dark Places. Nei Luoghi Oscuri – Gillian Flynn

Prezzo di Copertina: € 19,50

Libby non è una ragazza di buon carattere, non lo è mai stata. C’è qualcosa di cinico e meschino in lei, una sorta di lato oscuro di cui lei stessa ammette l’esistenza e con cui è costretta a fare i conti. Libby aveva sette anni quando sua madre e le sue sorelle furono uccise in un rito satanico. Fu lei ad accusare suo fratello Ben di essere stato l’autore della strage. Ventiquattro anni dopo Ben è in carcere e Libby vive alle spalle delle associazioni di beneficenza che le hanno inviato donazioni per tutti quegli anni. A cambiare le carte in tavola sarà il Kill Club, una società segreta di “feticisti del crimine”, i cui soci sono convinti dell’innocenza di Ben e rintracciano Libby perché lo scagioni. I membri del gruppo le insinuano il dubbio di essere stata manipolata e Libby è infastidita da quei pagliacci fanatici che ficcano il naso nella sua memoria. Ma i soldi che le offrono per tornare a scavare nel suo passato e cercare il vero colpevole della strage le servono. Così Libby inizia una dolorosa ricerca attraverso la quale, a poco a poco, i ricordi riaffiorano da quei luoghi della mente che fino a ora aveva volutamente oscurato. Saranno gli oggetti della sua infanzia e i racconti delle persone che avevano conosciuto la sua famiglia ad aiutarla a ricostruire gli avvenimenti che portarono all’eccidio, fino ad ammettere l’inconsistenza della sua precedente testimonianza. Insospettabili verità verranno a galla e Libby ritroverà se stessa, ripartendo da dove aveva iniziato: in fuga da un killer.

Nonostante il prezzo di copertina sia altino, date un’occhiata magari a qualche mercatino o qualche negozio di libri usati, è possibile che lo troviate sopratutto nella vecchia edizione con la copertina bianca, oppure in quella sempre scura della Piemme linea Pickwick. Se siete degli amanti del genere thriller e non vedete l’ora di sfoderare in spiaggia un nuovo libro del genere da gustarvi, beh questo è un titolo valido, un giallo classico a tratti, che parte un po’ a rallentatore ma che si riprende egregiamente pagina dopo pagina.

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La Ricetta di Un Sogno  –  Maeve Binchy

Prezzo di Copertina: € 8,50

Il Quentins è il miglior ristorante di Dublino e ognuno dei suoi tavoli ha mille storie da raccontare: vicende d’amore, di tradimento, di solidarietà, di vendetta. Tra le sue pareti si sono consumate grandi speranze e brucianti sconfitte. E tra i clienti e i membri dello staff si è creato un indissolubile intreccio di esistenze e destini. Come è successo a Ella, che vi ha messo piede per la prima volta a soli sei anni, e ha poi passato tra quei tavoli i momenti più significativi della sua vita, prima come cliente, poi come cameriera.

Dunque, qui c’è un piccolo discorso da fare. I libri della Binchy non sono proprio facili da reperire, ma in giro fisicamente in qualche negozietto qualcuno lo troverete quasi sicuramente. Se siete amanti del genere rosa mi sento di dirvi che la Bichy è una garanzia quindi se addocchiate un suo titolo non fatevelo sfuggire.

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La Strada delle Croci – Jeffery Deaver

Prezzo di Copertina: € 10,90

Kathryn Dance, l’agente del California Bureau of Investigation specializzata nella lettura del linguaggio corporeo, deve fermare un potenziale assassino che annuncia i suoi delitti piantando croci con la data del giorno seguente lungo una strada della penisola di Monterey. Ben presto i sospetti si appuntano sul giovane Travis Brigham, oggetto di attacchi feroci su un blog, The Chilton Report, dove è accusato di essere il responsabile di un incidente stradale in cui sono morte due sue amiche. E tutte le vittime sembra vengano scelte proprio a causa dei loro interventi sul blog. Ma Travis scompare, e Kathryn, insieme allo sceriffo Michael O’Neil e al consulente informatico John Boling, deve impegnarsi in una frenetica lotta contro il tempo per scoprire la verità.

Sempre per il genere thriller, tanto amato dalla sottoscritta, un altro titolo non troppo intricato ma comunque piacevole, da leggere sotto l’ombrellone.

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Un Nastro Color Lavanda – Heather Burch

Prezzo di Copertina: € 9,99

Come può una pila di lettere d’amore scritte da un eroe della Seconda Guerra Mondiale, e rimaste nascoste per tanto tempo, ispirare una donna dal cuore spezzato a ricominciare ad amare? Sconvolta da un brutto divorzio, Adrienne Carter lascia Chicago e si rifugia nel sole, nella sabbia e nella bellezza della Florida meridionale, buttandosi a capofitto nella ristrutturazione di una vecchia casa sulla spiaggia in stile vittoriano, ormai fatiscente. Subito dopo avere iniziato i lavori, scopre una scatola di latta nascosta in soffitta, che racchiude le commoventi lettere scritte da un paracadutista della Seconda Guerra Mondiale a una giovane donna, che aveva vissuto nella casa oltre mezzo secolo prima. Le vecchie lettere, incredibilmente poetiche e romantiche, trascendono il tempo e suscitano in Adrienne una curiosità che la porta a ricercare il loro autore. William “Pops” Bryant è oggi un uomo anziano che abita in un paese vicino insieme a Will, il suo affascinante ma iperprotettivo nipote. Man mano che Adrienne comincia a svelare i segreti delle lettere, e dei Bryant, scopre di non essere ancora disposta a rinunciare del tutto all’amore.

Sempre per la serie romanzi rosa adatti all’estate ecco qui questo titolo. Un libro in cui l’amore regna sovrano, una lettura coinvolgente e commovente.

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Più della Mia Stessa Vita – Massimiliano Alessandrucci

Prezzo di Copertina: € 14,90

Clara e Matt, due persone uniche, due genitori speciali, una grande storia d’amore e un bellissimo ma difficile obiettivo da raggiungere insieme. Finché un evento tragico, doloroso, rischia di distruggere ogni loro sogno, ogni speranza. Ma l’amore non muore mai. L’amore si tramanda, si insegna, può rivivere negli altri affinché diventi la felicità delle persone care. Più della mia stessa vita racconta la forza e la fede che ognuno di noi può e deve avere per aiutarsi e aiutare il prossimo, perché crescere significa maturare. Maturare significa credere. Credere significa vivere. Vivere significa amare, amare significa tutto.

Forse il libro più adatto di quelli proposti per la spiaggia, leggero ma comunque leggibile “carino”, non impegnato. Tanti sentimenti positivi per passare un estate con il sorriso.

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Il Circo dell’Invisibile – Camilla Morgan Davis

Prezzo di Copertina: € 11,90

Clio è una ragazza di quindici anni, da un anno è scappata dalla sua famiglia e vive a Edimburgo in un vecchio spaccio del pesce, ormai abbandonato. Trova nel misterioso Circo dell’Invisibile la possibilità per cambiare nuovamente la sua vita, trasformandosi nella Ballerina Sirena. Clio crede di vivere in un sogno che oscilla fra duri allenamenti, emozionanti spettacoli, strane amicizie e un dolce amore, ma il sogno nasconde una faccia oscura. Quali misteri si celano sotto i tendoni dorati e turchesi che ha imparato a considerare la sua casa? Clio proverà a scoprirlo sfidando la meraviglia con l’inganno dei suoi stessi desideri.

E per la categoria fantasy ecco qui Il Circo dell’Invisibile, una lettura magica pregna di fantasia e meraviglia.

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Signori, Si Cambia.In Viaggio Sui Treni della Vita – Beppe Severgnini

Prezzo di Copertina: € 18,00

Il viaggio più affascinante è un viaggio antico, graduale, privato e sociale insieme: il viaggio in treno. I treni sono teatri, caffè, bazar. L’unico talk-show che non conosce crisi è quello che si replica quotidianamente sulle rotaie. La confidenza genera libertà: ci ha messo insieme il caso, ci dividerà una stazione. I treni aiutano a pensare. Tutti i grandi viaggi – dai pellegrinaggi cattolici al Grand Tour, dalla prima partenza con gli amici al viaggio di nozze – sono, in fondo, una scoperta di se stessi: il panorama che c’interessa sta dentro di noi. Il treno esenta da responsabilità, consente di restare passivi senza sentirsi pigri. Possiamo lavorare e riposare. Possiamo parlare, quando siamo stanchi di leggere. E sognare, quando siamo stanchi di parlare. L’autore ha un nome per tutto questo: la terapia dei binari. Beppe Severgnini ci conduce attraverso gli USA dall’Atlantico al Pacifico (due volte, passando da nord e passando da sud); segue le rotaie da Mosca a Lisbona; taglia l’Europa in verticale (da Berlino a Palermo) e l’Australia in orizzontale (da Sydney a Perth). Tra tutti – confessa – il viaggio più emozionante e istruttivo è quello che apre il volume. Gli USA attraversati col figlio ventenne, Antonio. Da Washington DC a Washington State, 8.000 km in treno, in bus, in automobile. “Un figlio, un papà e l’America: e nessun altro che disturba”.

Concludiamo con un saggio. Per chi ama le letture pseudo-impegnate anche sotto l’ombrellone, con le mani fradice di crema solare. Un libro che aiuta a riflettere sulla vita, che porta il lettore a viaggiare in treno attraverso vari scenari.

Bene ragazzi!

Voi siete già andati in vacanza? Vi state divertendo?

Ci leggiamo presto!

Elisa

Le Signorine di Concarneau – Georges Simenon

Hello!

Dunque, oggi sono qui con un altra recensione, bello vero?

Sapete quando vi ho detto che assieme alla Melodia di Vienna avrei potuto anche inserire un altro titolo? L’ho fatto.

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Editore: Adelphi (Anche se la sottoscritta l’ha letto in quest’altra edizione, acquistata in edicola con il Corriere della Sera)

Pagine: 132

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): Ed. Adelphi € 16,00 

Prezzo e-book: € 9,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1936

Link all’acquisto: QUI

Trama

Jules Guérec – quarant’anni, celibe, proprietario di due pescherecci – è sempre vissuto nella cittadina bretone in cui è nato, nella casa adiacente all’emporio che la sua famiglia gestisce da generazioni, nello stesso odore “di catrame, cordami, caffè, cannella e acquavite”, insieme alle due sorelle rimaste nubili, che lo accudiscono con una sollecitudine benigna, occhiuta e possessiva. A loro Guérec deve rendere conto di come spende ogni centesimo. Persino quando gli capita di andare a Quimper, e di non resistere alla tentazione di tornare in quella certa strada dove un paio di signore “arrivate da Parigi” passeggiano “gettando agli uomini sguardi provocanti”, il pensiero di come farà a giustificare i cinquanta franchi mancanti gli rovina il piacere. Sono loro, le sorelle, a sorvegliare tutto, a provvedere a tutto. Anche quella volta che lui, da giovanotto, ha messa incinta una ragazza, è stata Celine – che delle due è la più penetrante e la più spiccia, e che afferma di conoscere il fratello come fosse un figlio suo – a prendere in mano la situazione. Una notte, però, Guérec, senza quasi accorgersene, sarà la causa di un evento tragico, le cui paradossali conseguenze potrebbero forse spingerlo a uscire dal bozzolo soffocante, ma anche tiepido e rassicurante, dei legami familiari.

“Certa gente nasce sotto una cattiva stella…”

Recensione

Ho terminato questo libro negli scorsi giorni e come sempre (più o meno) tendo a riflettere su un libro prima di parlarvene, cerco di ponderare su certi ragionamenti e sopratutto cerco di capire se un libro mi è piaciuto oppure no.

Con questo ho qualche difficoltà, perché non mi è piaciuto però non è neppure un libro illeggibile.

Premetto che stiamo parlando di Simenon, quindi non è il primo tizio che passa per la strada, giusto?

Ho letto in passato qualcosa di questo autore del XX secolo ovviamente tra i centinaia di scritti prodotti da quest’ultimo può essercene magari qualcuno non validissimo e per me questo titolo non è valido come altri suoi titoli.

Ci tengo a sottolineare che questi sono miei semplici pareri e che a differenza di quello che potrebbe sembrare apprezzo molto Simenon.

Partiamo dai punti positivi per me di questo scritto:

  • Il libro scorre piacevolmente e ti invoglia a proseguire la lettura, incuriosendo il lettore per via delle varie situazioni in cui il personaggio si caccerà.
  • Il linguaggio è tutto sommato semplice e diretto e questo facilita la lettura in ogni momento.

Passiamo ai punti negativi:

  • Succedono alcuni fatti gravi all’interno del libro, fatti che non posso raccontarvi altrimenti vi spoilererei tutto il libro, però sono fatti di una certa gravità e io ho avvertito una certa superficialità nel trattarli. Alcuni avvenimenti andavano, secondo me, analizzati il modo migliore di quello adoperato dall’autore.
  • Il personaggio principale, Jules, l’ho trovato profondamente immaturo. Se l’autore non avesse detto che quest’uomo aveva 40 anni io sarei andata avanti per tutto il libro con la ferma convinzione che di anni ne avesse 16.
  • Sento come se questo libro non mi avesse lasciato nulla, uno spunto di riflessione, un ricordo, nulla. E’ stata una lettura per me con poco gusto.

Forse ci sono aspetti nascosti che io non sono riuscita a carpire ma da quello che emerge dopo la lettura mi è sembrato un libro con dei personaggi conservatori e rintanati dalla nascita nello stesso luogo che per colpa dell’immagine che si andrà formando di loro alla gente saranno costretti a prendere decisioni drastiche.

Forse l’unico spunto che io riesco a trarre è questo, che a questi personaggi importa talmente tanto dell’opinione altrui da rischiare persino di lasciare tutto che avevano precedentemente costruito.

Io mi trovo seriamente in difficoltà con questo libro perché ad un certo punto ti prende talmente tanto da proseguire la lettura con una certa frenesia, però al termine io non ho provato assolutamente nulla.

Non mi lascia né un ricordo bello né uno brutto, semplicemente una lettura senza una gran spina dorsale.

Le descrizioni sono apprezzabili, si usa del gergo peschereccio per il fatto che il protagonista assieme alle sorelle vive in questo paesino marittimo in cui la pesca è l’attività ufficiale, quindi interessante sotto questo punto di vista perché si può scoprire una terminologia che magari prima era poco conosciuta.

Però tutto sommato io non riesco a farmelo piacere questo libro, nonostante il rispetto che nutro per Simenon.

Voto:

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Due stelline, come ho detto il linguaggio è scorrevole e incuriosisce quindi si legge velocemente, però al termine ripensando a quello che avevo letto mi sono detta “ah, ok, va bene”, con una certa indifferenza.

Non so cosa è andato storto.

E questa non è una buona cosa.

Ovviamente se il libro vi è piaciuto non offendetevi, questa è una mia semplice opinione.

Bene!

E voi? Avete letto quest libro? Vi è piaciuto? Sì? Paliamone, confrontiamoci!

A presto!

Elisa

Stardust – Neil Gaiman

 

Buon lunedì a tutti!!

Come state dopo la scorsa intensa settimana? Tra Brexit, varie vicende politiche e confusione per il non sapere cosa accadrà ora, il mio cervello è andato in pappa e si sta riprendendo di poco solo ora.

Il 24 dalle 4.30 del mattino sino all’una di sera ho sentito così tante le parole “brexit“, “Unione Europea” e “Regno Unito” che ormai sono entrate nel mio gergo comune, il caffè ora lo chiamo Cameron.

Comunque, tiriamoci un po’ su di morale e parliamo di Stardust di Neil Gaiman!

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Editore: Mondadori

Pagine: 246

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,00

Prezzo e-book: € 4,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1999

Link all’acquisto: QUI

Trama

In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell’occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristan non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella…

“Sono l’essere più infelice della Terra” – disse a Lord Primus quando si fermarono per nutrire i cavalli con l’avena bagnata. 

“Tu sei giovane, e innamorato” – ribattè Primus.

“I giovani come te sono gli esseri più infelici della Terra.”

Recensione

Ho terminato questo libro qualche settimana fa ma ho voluto far maturare le mie opinioni per scrivere una recensione “giusta” e pensata.

Dunque, questo è un libro fantasy e non vi nascondo che con questo genere letterario faccio sempre fatica, non mi viene facile immedesimarmi completamente in questi universi costruiti dall’autore e non riesco ad ammirare del tutto  quelle pennellate di colori non conosciuti dall’uomo su una specie di tela spoglia che pagina dopo pagina viene colorata.

Ma, ho un autore che sfugge a questa regola ovvero Neil Gaiman.

Vi avevo già parlato in passato dell’amore che nutro nei confronti di questo piccolo grande uomo e ovviamente la lettura di Stardust ha incrementato ancora di più questo amore.

Per chi non ha mai letto nulla di suo vi dico, non è mai troppo tardi per iniziare a scoprire i mondi meravigliosi scritti su carta da Gaiman e se siete interessati ad un titolo per beginners vi consiglio Coraline che a mio modesto parere è uno dei libri per ragazzi più bello che abbia mai letto.

Ma concentriamoci su Stardust.

Credo che la trama di questo titolo si possa riassumere con:

c’è una stella caduta e poi ci sono cinque personaggi che vogliono questa stella, quale di loro riuscirà ad impossessarsi della stella in questione?

C’è Tristran Thorn (il nostro protagonista principale) un giovane ragazzo bonaccione che per conquistare la più bella del villaggio fa di tutto per arrivare alla stella, poi c’è una delle sorelle Lilim la strega-regina che ha bisogno della stella per i suoi malefici scopi ed infine ci sono tre fratelli che cercano la stella per appropriarsi del gioiello legato alla sua sottile vita e il primo che lo troverà potrà diventare il Signore di Stormhold, dopo la morte del loro padre.

Non lo consiglierei un libro adatto ai minori di 10 anni, perché ci sono scene abbastanza violente per un bambino di quell’età.

Le ambientazioni e lo stile di scrittura dell’autore certe volte mi hanno fatto sentire parte di quei luoghi, tutto è fantastico ma una volta letto diventa realistico come se quei mondi immaginari non potessero essere messi nemmeno in discussione, come se esistessero per davvero.

Ovviamente essendo un libro per ragazzi e bambini il linguaggio è basilare non ci sono termini di difficile comprensione.

E’ stata una lettura assolutamente consigliata, ci terrei a dire (come ho sentito da una persona una volta) “Non giudicate questo libro dal suo film“, mi raccomando.

Ricapitolando:

Lettura davvero piacevole, ovviamente non è il libro della vita, ma rimane un libro carino e secondo me adatto ad ogni momento, estate, inverno, che voi siate sommersi dagli impegni o che voi siate spaparanzati su un divano i vacanza.

Voto:

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Esatto, tre stelline!

Il libro mi è piaciuto, una storia d’amore adorabile, ma comunque non il libro che mi ha salvato la vita e ha tormentato le mie notti con il suo pensiero…

Bene gente!

Voi avete mai letto questo libro? Amate come la sottoscritta Gaiman? Lo odiate? Perché? Parliamone dai!

A presto!!

Elisa

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Trilogia Di New York – Paul Auster

Ehilà, come state?

Finalmente sono tornate le recensioni su questo blog, ebbene sì, non vi ho avvisato di ciò perchè non mi piace ammetterlo, ma credo di essere caduta in una crisi del lettore.

Credo sia proprio per questo, che in questi mesi ho letto così poco, ma comunque ora la crisi è passata e il mio animo da lettrice è tornato a farsi sentire ancora più pimpante di prima!

Comunque!

Oggi sono qui per recensirvi appunto “Trilogia di New York” di Paul Auster, quindi non perdiamo altro tempo e addentriamoci in questo libro!

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Editore: Einaudi

Pagine: 314

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo e-book: € 6,99

Anni della Prima Pubblicazione: Tra il 1985 e il 1987

Link all’acquisto: QUI

Trama

I tre romanzi che compongono questa “Trilogia” sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. “Città di vetro” è la storia di uno scrittore di gialli che “accetta” l’errore del caso e fingendosi un’altra persona cerca di risolvere un mistero. “Fantasmi” narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. “La stanza chiusa” racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Le cose muoiono quando noi moriamo, e in verità moriamo tutti i giorni.

Recensione

Dunque, questo è il primo libro di Paul Auster che ho avuto il piacere di leggere (per ora), è un autore abbastanza prolifico e senza alcun dubbio  leggerò altro di suo perché mi ha davvero stupita, questo autore inoltre è conosciuto anche con i seguenti pseudonimi: Paul Queen e Paul Benjamin.

I miei pareri, prima di leggere quest’opera, erano discordanti su quest’autore ma ora devo ammettere che il suo stile è davvero superbo (sempre secondo una mia opinione personale s’intende)  e questa trilogia racchiude tre romanzi degni di essere letti.

Partiamo con il primo, Città Di Vetro.

Dunque, in questo primo romanzo incontriamo il personaggio di Daniel Queen, uno scrittore che oramai non utilizza più il suo vero nome per scrivere, ma dalla morte della moglie e del figlio scrive solo sotto pseudonimo (William Wilson) una “saga” di romanzi che hanno come punto forte quello di narrare le vicende del protagonista di nome Max Work.

Dopo aver subito un lutto così importante e difficile da superare, Queen è un uomo che non riconosce più la sua vera identità, all’inizio quando lo conosciamo sa bene chi è ma capitolo dopo capitolo inizieremo a vedere come tutto quello che costituisce l’identità di un uomo possa essere messa in discussione e persa in altre identità.

E’ molto difficile descrivere questo primo romanzo, perché ancora adesso quando mi capita di ripensarci mi chiedo come siano in realtà andate le cose.

E’ come se ogni volta in qui ci rendiamo conto che Queen sta perdendo il suo Io anche noi perdiamo un poco di chiarezza e vediamo sempre meno la realtà per quella che è, questo romanzo riesce a intrappolare la mente una serie di dubbi e perplessità, e nel momento in cui ti sembra di essere venuto a capo della faccenda tutto si fa ancora più nebuloso.

Queen finirà per lavorare sotto le mentite spoglie di Paul Auster, che nel romanzo è descritto all’inizio come un detective per colpa di una serie di fatti ambigui.

Il protagonista si vedrà diviso fra più identità, quella di Paul Auster, Max Work, William Wilson e alla fine assisteremo al suo più totale declino.

Lo definirei un giallo-psicologico.

Andiamo avanti parliamo del secondo romanzo contenuto all’interno di questo libro, ovvero Fantasmi.

Fantasmi è quello che rispetto agli altri due romanzi ho trovato meno coinvolgente.

Ci sono alcuni momenti di tensione ma guardandolo nel suo totale è di una qualità inferiore agli altri due.

Qui abbiamo un protagonista di nome Blue e altri due personaggi importanti di nome Black e White (sì esatto in Fantasmi i nomi sono colori, interessante eh?).

Blue è un detective che viene assoldato da White per sorvegliare un certo Black, Blue non sa nulla di White non sa perchè deve tenere d’occhio Black sa solo che l’uomo che lo ha assoldato lo ha fatto trasferire in un appartamento proprio di fronte a quello di Black per avere maggiore possibilità di seguire il suo uomo in ogni più piccola azione.

Da qui si dipaneranno alcuni ragionamenti di Blue che ci aiuteranno a capire o a fantasticare sulla figura di Black.

Dico che a mio avviso Fantasmi è uno scalino in basso rispetto agli altri perché qui si inizia a capire troppo tardi il vero punto del romanzo, quindi il fatto che il pedinatore sarà quello che viene pedinato in realtà, i capisce verso i 2/3 del romanzo e avrei preferito personalmente iniziare prima a poter cogliere questi indizi.

La prima parte di Fantasmi l’ho trovato leggermente noiosa, c’è giusto qualche picco narrativo sparso in giro per tirare su l’attenzione ma niente che faccia saltare in piedi per l’emozione insomma.

Il finale anche qui come in fantasmi è tragico e enigmatico ma non so per qualche motivo l’ho sentito buttato lì a caso forse, perchè ogni buon finale deve avere una motivazione e io qui non l’ho vista (o forse c’è e io non l’ho colta), ma comunque non mi convince questo finale.

Infine, passiamo a La Stanza Chiusa, romanzo in cui alcuni personaggi precedenti ritornano in scena.

All’inizio della lettura di questo romanzo ho sentito molto coinvolgimento e l’esperienza di lettura, dato il fatto che mi stavo piacendo molto, stava anche procedendo a passo spedito finchè ad un certo punto tutto si è rallentato.

Dunque, ora, ci sono tre opzioni esistenti che possono fornire una motivazione a tutto ciò.

Ho sbagliato io a leggere i tre romanzi di seguito senza intervallarli con altro.

Dopo un certo punto il questo romanzo, i personaggi che all’inizio sono piacevoli, diventano scostanti.

Dopo un certo punto tutto è rallentato improvvisamente.

Insomma ho fatto più fatica a terminare il terzo che a leggere i primi due.

In “La Stanza Chiusa”, il nostro protagonista riceve una richiesta dalla moglie di quello che era il suo amico d’infanzia che gli domanda di incontrarsi. Gli comunica che il suo amico e marito è scomparso lasciandola con un figlio piccolo, da lì si scoprirà che l’uomo scomparso (Fanshawe) era uno scrittore che ha lasciato alcune opere mai pubblicate in mano alla moglie ed il nostro protagonista  si innamorerà della signora Fanshawe adottando di conseguenza anche il bambino.

Ovviamente Fanshawe non sarà una presenza invisibile, anzi, si potrebbe dire che la sua figura assomiglia più a quella di un secondo protagonista.

Ho già detto troppo.

All’inizio ho empatizzato molto con il nostro protagonista, non so dirvi il motivo, ma provavo simpatia per lui ed era facile sentirsi vicino a quest’ultimo.

Verso la metà però, il protagonista prende decisioni che io non condivido e che trovo non del tutto motivate quindi la  maggior parte della mia simpatia è sparita.

Detto ciò!

Questo libro tutto sommato mi è piaciuto molto, per la scrittura che a mio avviso è davvero ammirevole, per la profondità dei personaggi, per il modo in cui questo libro ti fa ripensare a lui anche dopo aver terminato la sua lettura da giorni…

Insomma è un libro molto profondo e intenso che mischia detective-stories e romanzo psicologico.

Assolutamente consigliato ed ovviamente se non avete mai letto nulla di Paul Auster, iniziate, iniziate ora!

Voto:

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Ebbene sì, quattro stelline!

Sono rimasta davvero incantata dallo stile di questo scrittore è uno degli stili di scrittura che mi sono rimasti più impressi perché è a mio avviso singolare e ricco.

Mi sono dilungata non poco, quindi, io vi saluto e ci leggiamo prossimamente gente!!

E voi? Avete mai letto qualcosa di questo autore? Vi è piaciuto? No, perchè?

A presto!

Elisa

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Abbiamo Sempre Vissuto nel Castello – Shirley Jackson

Buonasera cari/e!

Tutto bene? Con queste influenze in giro è facile ammalarsi in questo periodo, infatti come se l’avessi urlato ieri sera la febbre mi ha fatto visita e non vuole ancora lasciarmi in pace, anche se nelle ultime ore quest’ultima è stata più clemente con me.

Detto ciò, iniziamo con questa recensione finalmente perchè c’è molto da dire!

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Editore: Adelphi

Pagine: 182

Prezzo di Copertina: € 18,00

Anno della Prima Pubblicazione: 1962

Link all’acquisto: QUI

Trama 

A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce“; con questa dedica si apre “L’incendiaria” di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l’Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i “brividi silenziosi e cumulativi” che – per usare le parole di un’ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo “La lotteria“. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male – un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai ‘cattivi’, ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Merricat”, disse Connie, “tè e biscotti: presto, vieni”
“Fossi matta, sorellina, se ci vengo m’avveleni”
“Merricat”, disse Connie, “non è ora di dormire?”
“In eterno, al cimitero, sottoterra giù a marcire

Recensione

Shirley Jackson è stata una scrittrice ed una giornalista americana e, come accennato nella trama qui sopra, autori come Stephen King, Nigel Kneale e Richard Matheson dicono si essersi ispirati a lei.

Inizio con il dire che leggendo pagina dopo pagina mi sono resa conto che quando si descrive questo libro per classificarlo in un genere si usa il termine “Horror” ma io devo ammettere di non trovarmi del tutto d’accordo con questo termine.

Per descrivere questo libro userei il termine “Thriller Psicologico“, perché è la stessa mente della protagonista che ci inquieta durante la lettura e ci fa ragionare su certi concetti che a prima vista sembrano innocenti.

Mary Katherine nelle prime pagine risulta un personaggio più o meno stabile e si prova anche un po’ di pena per lei, visto il modo in cui viene trattata dai cittadini del paese, ma alla fine si rivelerà instabile e inquietante forse più della sorella Constance.

Il fattore che mi stupisce più di tutti è che nonostante l’instabilità mentale di queste sorelle, personalmente dopo aver chiuso il libro ho continuato a “tifare” per loro, ho continuato a credere che i veri personaggi malvagi fossero i cittadini e il cugino, ho sospettato solo per poche pagine di loro, ma dopo quel sentimento di compassione e pietà è tornato come se nonostante tutto loro fossero ancora le vittime e credo sia proprio questo l’intento dell’autrice e il sentimento generale che si finisce per provare alla fine del testo.

La stile di scrittura è davvero singolare perché ogni parola è sistemata in modo da aumentare la sensazione di inquietudine e la cappa cupa di questa storia.

Il personaggio di Charles all’inizio è una specie di “salvatore” perché fa pensare al lettore che finalmente è arrivato qualcuno in grado di rompere e destabilizzare la situazione di routine creatasi in quella casa, ma alla fine si rivela solo un essere materialista e perfido.

Direi che ci si focalizza molto più sui personaggi che sugli avvenimenti, vista la particolarità di questi.

Il membro della famiglia più inquietante però rimane Mary Katherine, che tormenta davvero il lettore perché da una parte fa provare dolcezza vista la sua giovane età e l’ingenuità, ma dall’altra appunto è in grado di inquietare per i suoi pensieri e movimenti, c’è da dire anche che in alcuni punti viene fuori la natura dei comportamenti di Mary Katherine, ovvero un passato di certo traumatico, un rapporto morboso con la sorella e una sua instabilità mentale.

In questo libro non si rimane stupiti per quello che accade almeno all’inizio, ma per quello che sentiamo e avvertiamo in questo ambiente che risulta pesante, nebuloso, poco chiaro e molto cupo.

Altri personaggi inquietanti sono i cittadini di questo paesino che sono davvero pregni di una cattiveria esaltata che raffigura un ambiente malsano e intriso di quelle maldicenze e astio nascosti tipici di alcuni ambienti se vogliamo, che ad un certo punto esplodono, e di quello che nella trama è descritto come Il Male assieme ad un mix di invidia e perfidia.

Insomma tirando le conclusioni, vi consiglio vivamente la lettura di questo libro se vi piacciono le turbe provocate da letture psicologiche che vi tormentano.

Ma vi avverto, siate pronti a farvi mille domande senza mai trovare una risposta.

Voto: 29116454-Classificazione-con-mezza-stella-incremento-Archivio-Fotografico (2)

Eh sì, quattro stelle!

Mi è piaciuto molto, se non si fosse ancora capito…

Come al solito sono stata attenta a non fare spoiler, spero di avercela fatta.

E voi ragazzi? Avete mai letto questo libro? Vi è piaciuto? No? Perché?

A prestissimo gente!

Elisa

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La Ragazza del Treno – Paula Hawkins

Buonasera, buona lettura e ben tornati nel mio blog!

Sono passati un po’ di giorni dal mio ultimo articolo, mi è mancato scrivere devo dire…

Ma ora sono tornata più forte di prima con una nuova recensione!

Nei blog come il mio in cui si parla di libri, probabilmente non è strano mancare per più di una settimana perché appunto questo blog si basa sulla lettura e per leggere occorre tempo, ma visto che sono una persona piuttosto attenta a non mancare troppo mi è dispiaciuto essere assente, ma ahimè la vita mi toglie tempo!

Dopo questo monologo insensato direi che possiamo iniziare con la recensione di oggi!

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Editore: Piemme

Pagine: 307

Prezzo di copertina: € 19,50

Anno di pubblicazione: 2015

Link all’acquisto: QUI

Trama

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

Recensione

Ho terminato proprio oggi questo libro e volevo darvi il mio parere “a caldo”.

Iniziamo con il parlare dello stile e della scrittura.

Personalmente non l’ho mai trovato noioso o fastidioso, per tutte le 307 pagine ha saputo tenermi sull’attenti facendomi sospettare piano piano di ogni personaggio.

Il linguaggio non arzigogolato anzi è semplice e netto, ma riesce comunque a trasportarti facendoti vivere quasi in prima persona ogni situazione e ogni stato d’animo.

Quindi la scrittura non è troppo elaborata ma anzi è di facile comprensione e diventa piacevole pagina dopo pagina.

Noi leggiamo questo libro passando per ogni capitolo da un punto di vista differente: prima quello di Rachel, Megan e Anna.

Queste tre donne, molto diverse tra loro ma sono legate da intrighi sottili e fino all’ultimo non rivelati.

Come sempre faccio nelle recensioni non do nessuno spoiler quindi non aspettatevi di leggere qui tutto in libro riassunto in due righe, vi racconto il parere e sarete interessati leggerete in libro in questione ma non mi piace rivelare per filo e per segno ogni dettaglio della trama anche perchè questo è un thriller e basta poco per svelare tutto.

Questo libro riesce molto bene nel suo intento, ovvero quello di tenervi attaccati fino all’ultima pagina, facendovi sospettare lentamente di ognuno dei protagonisti anche del più innocuo cominciando a farvi credere che proprio quello di cui sospettavate in realtà non altro che un vittima e non il carnefice.

L’assassino sarà sotto il vostro naso per buona parte del libro, riuscendo a passare inosservato e quando alla fine scoprirete questa enorme ragnatela di bugie e costruzioni fragili, tutto crollerà sotto ai vostri occhi mostrandovi che alcune volte anche quello che a noi sembra l’agnello in realtà è solo un lupo travestito.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Rachel, che è il mio preferito in questo romanzo, un personaggio forte ma allo stesso tempo debole per colpa del suo legame stretto con l’alcool.

Megan, che senza dirvi troppo, continuerà ad essere presente per il tutto il libro anche se il suo personaggio vivrà grazie a racconti e flashback, non vivendo il presente per colpa di una sua prematura dipartita.

Ed infine Anna, moglie di Tom ed ex marito di Rachel, personaggio scostante e difficile da digerire che vi farà venire voglia di abbandonare la parti in cui è lei a parlare.

Mi è piaciuto fino all’ultima pagina, il finale mi ha colpita forse non quanto mi sarei aspettata ma mi ha comunque sorpresa e affascinata.

Come ho detto, un altro punto a favore è la scrittura che diciamo descrive il giusto, il minimo sindacale ma comunque riesce a pieno a farti immaginare lo scenario in cui si stanno svolgendo le vicende.

Tutto quello che c’era da dire su questo libro, è con tutta probabilità già stato detto, grazie al passaparola e all’enorme ondata di successo che ha ricevuto, quindi io vi dico solo:

Se avete voglia di un libro come questo, ovvero uno pseudo-thriller che vi terrà attaccati fino all’ultima pagina, leggetelo senza alcun indugio. E’ una lettura piacevole e leggera adatta ad ogni momento.

Voto:download (9)

Ebbene sì, tre stelle piene mi sembra una valutazione adeguata.

Infine, voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Siete d’accordo con questa valutazione??

Fatemi sapere, noi ci sentiamo prestissimo!!

Elisa

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