Le Belve – Manlio Castagna, Guido Sgardoli

Buon lunedì e buon inizio settimana!

Come state? Come è iniziata la settimana, ma soprattutto, come sta andando questo movimentato settembre?

Sono tornata con una recensione, vi devo ancora parlare di parecchi titoli arretrati e voglio recuperare questo mese come scritto nello scorso articolo, tra l’altro il libro di cui parleremo oggi è un ottima lettura creepy adatta al mese di ottobre, o alle classiche atmosfere alla Halloween.

Lo so, è un po’ presto, ma meglio mettersi avanti!

Il libro di cui parleremo oggi è un testo scritto da due autori italiani, conosciuti soprattutto per i loro testi per ragazzi, ad esempio Manlio Castagna è apprezzato e chiacchierato per la sua serie “Petrademone“.

Ma iniziamo a parlare meglio del libro!

Le Belve – Manlio Castagna, Guido Sgardoli

Casa Editrice: Piemme

Genere: Thriller

Pagine: 247

Prezzo di Copertina: € 16,50

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di P. Pubblicazione: 2020

Link all’acquisto: QUI

Incipit

I colpi risuonavano contro la massiccia porta di legno come rintocchi di campana. “Fatemi uscire!” La stanza era spoglia, dimessa, cupa: un letto in ferro, sotto il quale era acquattato un pitale arrugginito, e un possente armadio, scuro, al centro di una parete ricoperta da carta da parati a motivi floreali, stracciata in più punti. Due finestre sprangate, un camino. Nient’altro.

Trama

Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto… In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell’ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all’apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

Recensione

Come dicevamo Manlio Castagna è l’autore della serie “Petrademone“, libri per ragazzi che hanno riscosso un bel successo. Mentre Guido Sgardoli è anche lui un autore di libri per ragazzi apprezzato nel panorama italiano, ed è lo scrittore di “The Stone. La Settima Pietra“.

Si sono uniti per la scrittura di questo testo uscito un anno fa che promette di essere il primo volume di una duologia? Trilogia? Di sicuro dalle parole degli autori e dal finali questo apre le porte ad un seguito.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Lo stile del libro fa pensare al tipico stile di un titolo per ragazzi, è decisamente scorrevole, le descrizioni sono ben equilibrate, anche quando sono presenti non rallentano troppo il ritmo, e il testo è costellato di colpi di scena.

Questa caratteristica in particolare fa sì che il lettore rimanga incollato fino ala fine alle pagine, ma dall’altro lato diventa prevedibile ad un certo punto. Soprattutto verso il finale infatti assistiamo a scene molto veloci, in cui facciamo una scoperta dietro all’altra o in cui i personaggi agiscono velocemente, tutto fa entrare il lettore in un vortice che sembra non finire mai. Se all’inizio è adrenalinico e interessante come effetto, dopo può diventare un poco banale/prevedibile.

Il ritmo è veloce, è un testo di neanche 250 pagine che si prefigge di raccontare il dramma di un rapimento in un luogo così spaventoso come un ospedale abbandonato, direi addirittura che il ritmo lascia senza fiato per la velocità in alcuni punti.

L’atmosfera come è prevedibile dall’ambientazione è decisamente creepy, siamo a Tresigallo, Ferrara nel 2020 e una scolaresca visita l’ospedale abbandonato, l’ex sanatorio Boeri, che esiste davvero tra l’altro.

Per tutto il testo viviamo in un clima di tensione, per il luogo e per i personaggi, infatti le minacce presenti all’interno de “Le Belve” sono parecchie, dalle presenze fuse nelle mura dell’edificio ai tre ladri che decidono di prendere in ostaggio i ragazzi.

Ci addentriamo in luoghi oscuri, edifici abbandonati, incontriamo personaggi tetri, ascoltiamo voci che sussurrano nell’ombra e ci immedesimiamo nei panni di ragazzi delle superiori che non sanno come comportarsi di fronte a tutto ciò.

Vorrei dire che con tutta probabilità l’atmosfera rappresenta proprio il punto forte di questo libro, diciamocelo, i luoghi abbandonati sono sempre pieni di fascino e attirano il lettore, “Le belve” non fa eccezione.

Il Pericolo è Ovunque

Quando dico che le minacce sono varie, lo intendo davvero, pienamente. Infatti dalla copertina del libro ci si può lasciar andare a varie supposizioni e teorie, ma quando lo si inizia a leggere si capisce che il pericolo è sia materiale che immateriale.

Abbiamo i villan rappresentati dai tre rapitori, uomini in fuga dalla polizia dopo un furto che si nascondono all’interno del sanatorio senza sapere dell’arrivo della scolaresca. Il capo di questo trio ha un’idea geniale (si fa per dire) ovvero quella di sequestrare tutti appunto, ma non ha fatto i conti con molti misteri presenti all’interno delle mura e ben presto la situazione prenderà una piega spiacevole.

Tra l’altro ho apprezzato parecchio l’introspezione dei tre ladri, non sono cattivi casuali sistemati nel posto giusto al momento giusto per far scattare una sequenza di azioni, hanno le loro motivazioni, il loro background e soprattutto si differenziano bene l’uno dall’altro, hanno una loro personalità ben distinta.

Oltre alla minaccia materiale, c’è quella immateriale appunto che è molto più complessa da analizzare ed è costruita da vari livelli. Il passato del sanatorio si mischia al presente e risveglia antichi ricordi, ci sono presenze minacciose che vivono nei piani più bassi della struttura.

In questo testo non si smette mai di temere per qualcuno o qualcosa, risulta semplice affezionarsi a certi personaggi.

Un mix a volte troppo mix

Da ciò che si sarà intuito fino ad ora questo libro mi è piaciuto molto, più del previsto, ma c’è un aspetto negativo che verso la parte finale appesantisce un poco la lettura, ovvero il sovraccarico di elementi, plot twist e scenari vari.

Questi pericoli, o presunti tali, si ammassano e si arriva ad un punto in cui non si sa più in cosa credere, il lettore si sente smarrito per la sequenza di fatti che accadono uno dietro l’altro, a volte alcuni risultano forzati.

Ho notato questo aspetto soprattutto dalla metà in poi ed è un crescendo, capisco il voler far comprendere al lettore che nulla è sicuro e il luogo dove siamo è cosparso di pericoli, ha un passato nero e non si fa problemi a divorare i nostri personaggi, ma diventa tutto troppo.

Conclusioni

Penso sia un ottimo libro per ragazzi (e no volendo), adatto soprattutto alle atmosfere tipiche di ottobre se vogliamo essere personcine in tema, ma è sempre una lettura coinvolgente.

Ci sono personaggi giovani ovviamente e non so voi (starò invecchiando sicuramente), ma in genere non sempre riesco più ad empatizzare con personaggi giovani o non sempre apprezzo il modo in cui vengono resi, il linguaggio che viene affibbiato loro e in generale il loro modo di fare nei libri. Molte volte penso siano eccessivamente stereotipati, ma questi personaggi mi sono piaciuti.

Ho tifato per loro, li ho apprezzati e li ho compresi, penso sia interessante anche affacciarsi a personaggi così giovani anche se si è adulti perché tutti sono stati giovani ovviamente e possiamo provare a comprenderli, alcuni sono più facili da capire, altri no, ma è interessante guardare a quei tempi e quell’età anche dopo anni.

Voto:

Bene! E voi? Avete mai letto “Le Belve”? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!

LiberTiAmo di Settembre (2021)

Buon mercoledì e buon primo settembre!

Come state? Come procede la settimana?

Oggi torniamo con una nuova lettura del gruppo, ovvero il libro di settembre che è stato eletto nel mese di agosto. Come ogni anno non c’è stata nessuna lettura nella pausa estiva, ma ora ci riprenderemo al massimo.

Vi ricordo come sempre che potete trovare il gruppo su Goodreads e Telegram!

Scopriamo il libro di settembre!

Cattedrale – Raymond Carver

Casa editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI

Trama

A volte anche una visita inattesa e poco gradita – quella di un amico cieco della moglie, per esempio – può smuovere emozioni dimenticate. E cosi, infatti, che il narratore del racconto che dà il titolo alla raccolta – forse il più celebre di Carver e uno dei più amati dall’autore – finisce per passare quasi senza rendersene conto dall’iniziale ostilità condita di gelosia al momento di una piccola rivelazione. È un personaggio carveriano a tutti gli effetti, l’anonimo protagonista del racconto: sottilmente alla deriva, privo di amici, inchiodato in un lavoro che detesta, con una moglie da cui forse si sente un po’ trascurato. Eppure, è proprio la presenza ingombrante del cieco Robert a costringerlo a uscire dalla sua corazza e abbozzare un rapporto umano, una condivisione che gli permetterà di recuperare, forse, una parte di sé dimenticata.

Cattedrale è stato pubblicato nel 1983.

Carver è l’autore di testi quali Di cosa Parliamo quando Parliamo d’amoreDa dove sto chiamando e America Oggi.

E’ un autore amato e osannato soprattutto per le sue raccolte di racconti, divenute piedistallo della letteratura americana.

Leggeremo assieme Cattedrale dal 01/09 al 30/09, quindi per tutto il mese di settembre, potete unirvi alla lettura in qualunque momento.

E voi? Avete mai letto “Cattedrale? Sì? No? Vi unirete a noi nella lettura? Fatemi sapere!

A presto!

La Bambina che Amava Troppo i Fiammiferi – Gaétan Soucy

Buon mercoledì e ben ritrovati!

Come sta andando la settimana? Come prosegue questo giugno?

Oggi, dato che avanzo nel mio obbiettivo e speranza di recuperare negli articoli e nelle recensioni, parliamo di un libro letto mesi fa di cui avrei dovuto parlarvi tempo addietro… non mi smentisco mai.

Il libro di cui parliamo oggi è “La Bambina che Amava troppo i Fiammiferi” di Gaétan Soucy, libri di cui avevamo parlato in parte in uno degli ultimi articoli del 2020, più precisamente quello dei libri peggiori, quindi beh questo non è di buon auspicio, ma andiamo con calma.

Parliamone!

La Bambina che Amava Troppo i Fiammiferi – Gaétan Soucy

Casa Editrice: Marcos Y Marcos

Genere: Narrativa

Pagine: 191

Prezzo di Copertina: € 14,00

Prezzo ebook: € 11,99

Anno di P. Pubblicazione: 1998

Link all’Acquisto: QUI

Incipit

Mio fratello e io abbiamo dovuto prendere l’universo in mano una mattina poco prima dell’alba perché papà era spirato all’improvviso. La sua spoglia contratta in un dolore di cui restava soltanto la scorza, i suoi decreti finiti di colpo in polvere, tutto ciò giaceva nella stanza al piano di sopra da cui papà, ancora soltanto il giorno prima, ci comandava in tutto e per tutto.

Trama

Un castello in rovina in mezzo al bosco. Due fratelli vittime di un padre folle, cresciuti isolati, in un mondo fittizio. Un mondo di ossessioni, violenze, angherie. Un mattino, al risveglio, i fratelli si accorgono che il padre si è impiccato in camera sua. Ora, per la prima volta, sono liberi: attraversano il bosco, raggiungono il villaggio, affrontano la realtà. Dove si scopre che chi si credeva un uomo è invece una donna; chi si credeva povero è invece ricco sfondato; due fratelli sono in realtà due sorelle e un fratello. Fino alla rivelazione di un segreto morboso, cruento, ripugnante. E l’origine di tutto, la tragedia che ha condotto il padre alla follia. Tutta colpa di una bambina che non la smetteva di giocare con i fiammiferi.

Recensione

Come dicevo, ho letto questo libro qualche mesetto fa, ma dato che prendo sempre nota dei libri che leggo (non ripeterò gli errori del passato) in dettagli piuttosto precisi, ogni volta rileggendo gli appunti scritti non ho problemi nel tornare con la memoria al libro in questione e vi dirò, a distanza di tempo mi rimangono impressi sempre dettagli specifici dei libri letti.

In questo caso, a breve distanza dalla lettura questo testo mi è passato davanti agli occhi non lasciandomi particolari di notevole importanza, ma ad oggi ho un quadro più preciso e delineato.

Parlando un poco dell’autore Gaétan Soucy era un autore e professore di origine canadese, venuto a mancare nel 2013. Fra gli altri testi dell’autore vorrei citare “L’Assoluzione” e “Music-Hall!” sempre editi in Italia dalla casa editrice Elliot.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Lo stile è decisamente particolare, il libro infatti è scritto dalla penna di una ragazza che non ha mai ricevuto una vera e propria istruzione, una ragazza che non sembra nemmeno avere la sua età anagrafica (che verrà rivelata ad un certo punto del libro, ma rimarrà comunque non certa) e soprattutto una giovane che ha sempre vissuto isolata solo con il fratello e il padre, senza incontrare altro essere umano, tranne per incontri più che brevi.

Il testo quindi è costellato di errori voluti e termini che non esistono, totalmente inventati da questa giovane che molto spesso utilizza termini sbagliati per indicare un determinato evento, oggetto, emozione, ricordo…

Ho trovato questa tattica decisamente originale e interessante sulle prime, ma a lungo andare rischia di rendere complessa e granulosa la lettura, questa richiede infatti un livello di attenzione costante e a volte ho avuto bisogno di rileggere determinate frasi più volte per capirne meglio il senso, che non rimane comunque chiaro.

Verso la fine ciò che non era ben specificato o lasciato all’immaginazione anche per l’uso di termini “bizzarri” viene spiegato e la vicenda assume un significato più chiaro.

L’atmosfera rimane costantemente ambigua, ci sono momenti in cui questa ragazza scrive di vicende assai gravi e drammatiche con toni bambineschi, normali, come se fossero vicende che accadono tutti i giorni. Ci sono invece altri momenti, in particolare verso la fine, in cui tratta con orrore ciò che accade, ma alcuni aspetti terribili non vengono mai trattati come dovrebbero essere trattati.

Si ha spesso l’impressione di camminare sulle uova leggendo il libro, si sa che ciò di cui sta parlando la protagonista, con il suo gergo impreciso, è un qualcosa di probabilmente molto grave, ma non si capisce fino in fondo la vicenda.

Aspetto Psicologico e Personaggi

Ci sono vari elementi importanti legati ai personaggi che vengono rivelati solo alla fine, quindi non andrò nei dettagli per evitare di incappare in pesanti spoiler, ma la protagonista vive senza dubbio in una bolla tossica, fra il fratello e il padre si ritrova ad un certo punto a guardare il mondo in una prospettiva diversa rispetto alla solita appunto a causa della morte della figura paterna.

Il libro vuole parlare di vari argomenti legati all’infanzia tossica, all’abuso. all’isolamento dal mondo e alla violenza. Non è un libro facile da leggere soprattutto quando si realizza a cosa fa riferimento la protagonista.

C’è qualche spiraglio di speranza nel testo, che però viene spazzata via dopo poco o vengono rivelati altri aspetti del tutto che gettano altra oscurità sul passato e il presente di questa ragazza.

E’ una lettura inoltre commovente e dolorosa a tratti, è presente anche una parentesi “amorosa” che però può essere interpretata in vari modi dato il tono della storia, ho trovato questa parentesi un poco esagerata.

La figura paterna è quella di un uomo probabilmente molto traviato a livello psicologico, che costringe i figli a vivere secondo le sue regole, i suoi tempi. entro determinati confini e ritmi. E’ un uomo violento, ciò che sappiamo di lui proviene dalla narratrice perché lui muore ad inizio libro, quindi non abbiamo modo di “incontrarlo”.

Il fratello invece non risulta un personaggio “forte”, esercita violenza sulla sorella e ha un comportamento in generale dittatoriale, ma non sento di averlo capito del tutto, potrebbe però essere una volontà dell’autore per far provare al lettore il senso di estraniazione e distacco che prova anche la narratrice nei confronti del fratello.

Conclusioni

E’ un libro complesso da descrivere, anche perché lo spoiler è sempre dietro l’angolo, ed è anche complesso da leggere. Mi sono approcciata alla lettura all’inizio non con leggerezza, ma non aspettandomi di certo un libro simile.

L’idea principale legata allo stile è interessante e funziona in parte per esprimere il tutto come se stesse parlando una bambina, che parla di violenze in modo innocente , ma a lungo andare rende la lettura pesante e a tratti ripetitiva.

Avrei gradito più introspezione dal punto di vista psicologico dei personaggi e una finale diverso, infatti, purtroppo non ho apprezzato l’epilogo.

L’idea base è interessante, ma il testo non mi ha convinta del tutto.

Voto:

E voi? Avete mai letto “La Bambina che Amava Troppo i Fiammiferi”? Sì? No? Vi è piacito? Fatemi sapere!

A presto, davvero!

Altri Libri che Voglio Leggere prima di Vedere i Film/Serie tv

Buon giovedì!

Oggi voglio riproporre una tipologia di articolo che ho adorato scrivere l’anno scorso, sempre durante la maratona, ovvero quella dei libri che vorrei leggere prima di vedere il rispettivo film o serie tv tratti/o da esso.

Diciamo che è una specie di “obbiettivi di lettura parte 2” perché vorrei leggere questi libri nel 2020 se tutto va secondo i piani, per poi buttarmi nella visione dell’adattamento tratto, vorrei infatti portare più spesso sul blog le tipologie di articolo che ho portato quest’anno, ovvero l’articolo “film e libro”, in cui parliamo appunto sia del testo che del film tratto, ampliando il tutto magari alle serie/miniserie.

Ovviamente a questa lista vengono inseriti anche i libri che avrei voluto leggere prima del film dello scorso articolo.

The Terror (2018)

Parliamo in questo caso di una serie tv, che potete trovare su Amazon Prime Video e di cui io ho voluto rimandarne la visione convinta sempre di voler leggere prima il libro di Dan Simmons.

Ho ancora questa convinzione e sono certa del fatto che il 2021 sarà l’anno giusto per la lettura e la visione.

La storia è tratta da un fatto realmente accaduto, una nave della Marina Britannica intraprende un viaggio molto pericoloso alla ricerca del passaggio a Nord Ovest, ma incontrerà parecchie sventure sul cammino e la situazione metterà alla prova tutti i componenti dell’equipaggio.

Nel cast della serie tv troviamo Jared Harris, Tobias Menzies, Paul Ready, Adam Negaitis e molti altri, la serie al momento è alla seconda stagione, è una serie americana.

Rebecca (1940)

Ci tengo particolarmente a vedere la versione del ’40 di Hitchcock, perché non l’ho mai vista per intero, ma ultimamente è uscito un nuovo adattamento su Netflix con Lily James, anche se ho sentito in giro pareri non troppo entusiasmi.

Avevo iniziato a leggere il libro a novembre, dato che a vinto il sondaggio per il gdl, ma è stato spodestato da altre letture purtroppo, anche se il tutto è solo rimandato, quindi vorrei riprendere la lettura l’anno prossimo.

Ho scoperto la Du Maurier quest’anno e me ne sono innamorata, quindi voglio assolutamente approfondire con questo che è uno dei suoi più grandi successi.

La trama è incentrata su questa donna che si sposa con Maxim de Winter, un ambito vedovo, ma la giovane si ritrova a vivere in una casa che riporta in ogni angolo il ricordo della precedente moglie del signor de Winter, il romanzo vira molto sull’aspetto psicologico e giallo.

Dune (1984/2021)

Ho accennato a Dune in qualche articolo fa, non ho mai visto il film dell’84 e so che nel 2021 uscirà un nuovo film tratto dalla saga di Herbert con Timothée Chalamet diretto da Denis Villeneuve.

Devo dire anche che fra me e la fantascienza c’è un universo che ci separa, non per mia scelta, non evito la fantascienza perché non mi piace, semplicemente non mi sono mai avvicinata del tutto al genere e vorrei rimediare.

Questa saga parla in particolare (la trama è parecchio vasta quindi cerco di riassumerla al meglio delle mie possibilità) di un pianeta inospitale che sembra in ogni modo cercare di uccidere chiunque metta piede sulla sua superficie, ma su questo pianeta cresce il melange, una sostanza molto potente. In seguito ad ardue scelte l’equilibrio fra i mondi si sflalderà dando il via ad un tempo di battaglie, conflitti, giochi di potere scontri cosmici in cui il pianeta più inospitale giocherà un ruolo fondamentale.

Vorrei vedere di certo prima quello dell’84 e successivamente quello del 2021 che era in realtà atteso per quest’anno, ma a causa della pandemia è stato rimandato.

Apocalypse Now (1979)

Sì, non ho mai visto “Apocalypse Now“, lo so, e non ho vissuto in una grotta giuro. Il film è stato liberamente ispirato al classico di Conrad, “Cuore di Tenebra“.

Il film è diretto da Francis Ford Coppola, con Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall, Frederic Forrest, Harrison Ford, e altri.

E’ considerato il film più famoso sulla guerra del Vietnam, è una rappresentazione vivida del dramma della guerra, in cui personalità molto diverse fra loro si scontrano rappresentando anche le due fazioni delle personalità presenti in un conflitto simile. E’ una pellicola incentrata su tematiche quali la scelta fra il bene e il male, la follia, ovviamente la violenza, la ribellione e la ragione.

Come dicevo il film è “liberamente” ispirato a “Cuore di Tenebra” quindi prende spunto per alcuni analisi e tematiche, ma non è un fedele adattamento.

Devo dire che in generale vorrei approfondire Conrad da anni, ho sempre rimandato, ma direi che è il momento.

Pastorale Americana (2016)

Pastorale Americana di Roth è ormai diventato un classico contemporaneo, pubblicato nel ’97, il film è uscito nel 2016 per la regia di Ewan McGregor che è anche l’attore principale assieme a Jennifer Connelly e Dakota Fannig.

Anche qui abbiamo la tematica del Vietnam, siamo di fronte ad una normale famiglia americana che vuole in un certo modo vivere secondo la visione del sogno americano sognando di appartenere ad una società piena di pace, prosperità, ordine rifiutando di vedere quello che è quel sogno in verità, eliminando l’ipocrisia e la falsità nascoste dietro.

Ho in libreria questo testo da leggere da parecchi anni e penso che il 2021 sarà l’anno giusto anche per buttarmi alla scoperta di Roth.

E voi? Quali libri volete leggere prima di vedere il film o la serie tv tratti da esso? Fatemi sapere!

A domani!

50 Domande Scomode sui Libri

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

Oggi voglio pubblicare una tipologia di articolo che ormai compare solo durante la maratona, un tipo di articolo frizzantino, leggerino, ovvero i book tag, questo tag in particolare sta riscuotendo molto successo al momento soprattutto su Youtube e dopo averlo visto per settimane mi sono appuntata di portarlo anche qui.

L’ho visto in particolare da Matteo Fumagalli, anche se il tag proviene da una booktuber americana (The Curly Reader).

Il tag consiste in 50 domande appunto riguardanti aspetti della lettura o dei libri, mi piace leggere le risposte altrui perché sono curiosità piacevoli da conoscere quindi ho deciso di farlo anche io, come sempre sono curiosa di conoscere le vostre di risposte a queste “domande scomode”.

Iniziamo perché le domande sono tante!

1

Cartonato o brossura?

Direi brossura, per la comodità della lettura soprattutto, anche se non mi baso su questo fattore per acquistare un libro. Se devo scegliere un libro da collezione o un testo a cui sono particolarmente affezionata, o se voglio recuperare un libro letto in ebook che ho amato allora opto per il cartonato, altrimenti preferisco in generale le edizioni in brossura, meno resistenti, ma più comode.

2

Sovraccoperta su o giù? (togli la sovraccoperta?)

Durante la lettura giù, a volte mi dimentico la sovraccoperta su devo essere sincera e a volte leggo anche senza toglierla, ma il più delle volte direi giù.

3

Libri di seconda mano o nuovi?

Mi piacciano entrambi, ma in generale preferisco recuperarli usati, mi capita anche di recuperare libri nuovi, perché magari voglio leggere quel libro subito e non lo trovo usato, o è una nuova uscita che attendevo da tempo, o ancora vado in libreria e quel giorno mi voglio comprare un libro ecc ecc. Ma un generale opto la maggior parte delle volte per libri usati, o su Libraccio (che quest’anno è diventato il mio sito per eccellenza praticamente), o su Ebay o altri siti che vendono libri usati.

4

Audiolibri o no?

Io credo di avere un problema con gli audiolibri, nel senso che ne ho ascoltati vari, sono iscritta ad Audible e ogni tanto mi scarico qualche audiolibro o podcast da ascoltare, ma alla fine rimando sempre. Quando faccio qualcosa non mi viene naturale mettere un audiolibro in sottofondo, perché non riesco a seguirlo in pieno e rischio di non capire qualcosa o di non riuscire a godermi il libro. Direi comunque sì, per rispondere alla domanda, ma non ne ascolto così tanti di audiolibri perché opto sempre per la lettura in cartaceo o digitale. Anche se al momento sto ascoltando l’audiolibro di Sandman su Audible che è una vera perla!

5

Compri in base alla copertina?

Allora, in generale direi di no, mi baso sull’autore, sul titolo e a volte sulla trama (perché ormai non leggo quasi più le trame). Ovvio che una copertina bella piace a tutti, ma in generale non è quella che mi fa comprare un libro. Se invece parliamo dello stesso libro edito in edizioni diverse allora mi baso sì, sulla copertina e sulla traduzione/note/commenti o altro, se è diversa. Io mi faccio fregare sorpatutto dal titolo.

6

Un bel libro con una brutta copertina?

Allora, il primo che mi viene in mente è “Di notte Sotto il Ponte di Pietra” di Leo Perutz nell’edizione che ho io, che è quella vecchia, così a bruciapelo.

Questo mio commento è dedicato solamente all’edizione, ora lo trovate con una copertina decisamente più bella dal punto di vista estetico, io questa l’avevo recuperata su Libraccio e già non adoro il giallo, in più il font, la cornice e in generale questa palette accecante (che dal vivo è più un ocra) non mi fanno impazzire.

7

Un brutto libro con una bella copertina?

Qui me ne vengono in mente varie a dire la verità, ma voglio citare un libro di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, ovvero “I cieli” di Sandra Newman.

Bellissima copertina, con il giallo/oro dei palazzi in effetto foil dal vivo, ma contenuto non altrettanto bello. Salvo le atmosfere di questo libro e poco altro.

8

Primo libro mai letto?

Sinceramente non me lo ricordo, da bambina/ragazzina mi è capitato di leggere libri non proprio adatti all’età, come ad esempio “Il Vecchio e il Mare” di Hemingway, ecco questo lo ricordo come uno dei primi libri “seri” mai letti, ma non saprei dire se è stato il primo.

9

L’ultimo libro che hai terminato?

Il Panettone non Bastò” di Dino Buzzati, che è una raccolta di scritti e racconti, dedicati al Natale, che ho letto appositamente per la maratona Natalizia e di cui parleremo nei prossimi giorni.

10

L’ultima serie che hai finito?

Non sono brava con le serie, sono riuscita a leggere trilogie, pentalogie, duologie, ma serie con parecchi volumi mai credo. Quindi non saprei rispondere purtroppo.

11

L’ultimo libro che hai acquistato?

Allora, sono precisa al 101% e vi dico che per il Black Friday ho acquistato qualche ebook, èerché vorrei tornare a leggere di più in digitale e perché c’erano degli ottimi sconti sugli ebook, quindi ho comprato “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes, l’autore de “Una Stanza Piena di Gente“.

12

Qual’è il tuo genere preferito?

Ne ho vari, direi il giallo, l’horror, il romanzo famigliare, lo storico, distopico, il gotico, il noir, psicologico, ma direi in generale narrativa e saggistica, insomma leggo testi di generi molto diversi.

13

Qual’è il tuo libro preferito di quel genere?

Dato che non mi sono decisa e ho sparato una lista di generi, vado con il primo che ho inserito nella lista, ovvero il giallo, sono molto affezionata a “Dieci Piccoli Indiani” della Christie, uno dei primi gialli che abbia mai letto e uno dei miei favoriti del genere.

14

Quale genere non leggi mai?

Direi il genere rosa, erotico, young adult, sono generi che non vanno più incontro ai miei gusti ad oggi, anche se in passato, durante l’adolescenza ho letto qualcosa per curiosità.

15

Leggi poesia?

Assolutamente sì, non voglio spoilerarvi nulla tra l’altro, ma a gennaio ci saranno grandi novità per quanto riguarda la poesia sul blog.

16

Leggi saggistica scientifica?

Vorrei leggerla assolutamente e vorrei approfondire, ho diversi testi in libreria di saggistica scientifica che attendono di essere letti, ma ultimamente non mi sono dedicata molto al genere, voglio recuperare, però sì.

17

Leggi libri per ragazzi?

Ultimamente, e con ultimamente intendo negli ultimi mesi/anni, non più di tanto, però li ho letti in passato e vorrei tornare a leggerne qualcuno ogni tanto, devo essere nel mood giusto.

18

Sei iscritta a qualche subscription box di libri?

No, tempo fa ho dato una sbirciata a vari abbonamenti di questo tipo nel nostro paese, ma non ho trovato nulla di così eccitante da farmi venire voglia di iscrivermi. So che in America c’è la Book of the Month se non sbaglio, che è un servizio molto interessante, ma non è disponibile in Italia.

19

Qual’è il tuo articolo libroso preferito?

Mah, uso tanti segnapagina e mi piacciono i segnalibri, ma non ho cose particolari librose da inserire. Certo, punto ad una lucina da lettura bellissima, che ho visto tempo fa su Amazon ed è il boccino di Harry Potter.

20

Qual’è il tuo segnalibro del momento?

Dunque, ora sto leggendo un libro in digitale e uno in cartaceo, e il mio segnalibro per quello in cartaceo è molto semplice, mi piacciono i segnalibri con pattern di francobolli o scritte a mano, comunque è questo qui:

21

Qual’è l’oggetto più strano che hai usato come segnalibro?

Penso il codice fiscale, l’ho anche perso una volta finita la lettura, dimenticandomi di averlo lasciato denro al libro.

22

Sovraccoperta o no?

Qui non capisco se si intendono ancora le sovraccoperte o quegli astucci per proteggere i libri, fatti a mano molte volte. Comunque interpretando la domanda, sì sono d’accordo con le sovraccoperte e anche con queste “custodie” per libri, ne ho una anche io che uso soprattutto all’esterno per proteggere i libri.

23

Chi è il tuo ragazzo immaginario?

Mmm credo di non averne mai avuto uno, non mi prendo di solito delle cotte per personaggi dei libri, non ci penso in quel modo diciamo.

24

Coppia preferita nei libri?

Allora, sicuramente ne ho avuta una, ma non la ricordo, non mi rimangono così impresse le coppie di solito, più i personaggi individuali di solito.

25

Cattivo dei libri preferito?

Dunque, di sicuro me ne verranno in mente altri, ma direi Annie Wilkes di Misery (quella del libro), ma anche i personaggi de “L’incubo di Hill House” che a turno diventano tutti i cattivi, io amo in particolare quei cattivi sfaccettati o pazzi, quindi o quelli che un po’ sono buoni, un po’ cattivi, un po’ non si sa o quelli completamente fuori di testa, ma geniali.

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La migliore avventura libresca?

Ma avventura tipo “vai regaz, andiamo in giro per il mondo” vero? Allora, non è proprio un avventura felice quella che mi viene in mente, io la intendo tipo grande epopea di viaggio o disavventure, in quel caso mi viene in mente “Furore” di Steinbeck, che ho letto qualche tempo fa e di cui parleremo prossimamente.

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Serie, trilogie o standalones?

Di sicuro standalones, al massimo duologie o trilogie, anche quadrilogie, al massimo massimo arrivo alle pentalogie.

28

Mixed media book o paragrafi? (questa non l’ho sinceramente capita, la interpreto come “libri con media tipo foto o altro oppure con solo testo?”)

Mi piacciono i libri con foto, stralci di illustrazioni o altro all’intero, ma anche i testi con solo scrittura quindi direi entrambi, non ho preferenze.

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Qual’è il tuo adattamento di libri preferito?

Rispondo con uno recente, “L’isola della Paura” o Shutter Island di Scorsese tratto dal testo di Dennis Lehane, ne abbiamo parlato qualche mese fa e io sono in difficoltà nello scegliere fra film e libro.

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Adattamenti cinematografici o televisivi?

Non saprei, pensando a quelli televisivi mi viene in mente subito Poldark che secondo me è un buon adattamento televisivo, mentre molti adattamenti cinematografici che ho visto non mi hanno soddisfatta così tanto, quindi direi televisivi, ma non ho preferenze fisse.

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Quale libro necessita di un adattamento?

I libri di Abir Mukherjee, perché li ho adorati e perché sono immersi in atmosfere indiane con tagli secondo me adatti per un adattamento.

32

Mondo libresco preferito?

Ecco leggendo libri con eventi tragici o drammatici non mi viene spesso voglia di vivere dentro quei mondi, insomma bello ma non ci abiterei. Però se devo rispondere dico “Il Circo della Notte” di Erin Morgenstern, non è il preferito, ma vorrei farci una visita di sicuro.

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Stile di scrittura preferito?

Non amo uno stile particolarmente asciutto, alla Simenon per dire, apprezzo di più uno stile immersivo, magari più descritto e simil poetico anche a tratti, il classico stile da realismo magico anche.

34

Quale libro ami che è poco conosciuto?

Non me ne viene in mente nessuno di sconosciuto, direi “Tinder” di Sally Gardner, ma è piuttosto conosciuto quindi… nope.

35

Qual’è un libro popolare che hai odiato?

Cari mora che è stata una lettura recente, di cui parleremo sempre a breve, di Thomas Harris penso sia uno dei libri peggiori mai letti e di certo uno dei peggiori del 2020.

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Letture d’infanzia preferite?

A parte i libri di Geronimo Stilton, direi “L’Isola del Giorno Prima”, la trilogia del mondo di inchiostro (ma lì siamo già di un poco verso l’adolescenza), e in generale i classici libri d’infanzia.

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Qual’è un libro che ti ha cambiato la vita?

Il buio Oltre la Siepe” di certo, ma anche “Il Diario di Anna Frank“, e ancora “Le Cronache di Narnia“, insomma ce ne sono vari.

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Che libro odiavi a scuola?

Non mi stava particolarmente simpatico Verga, devo essere sincera, e Goethe, infatti ora vorrei riprovare con questi due massimi autori a distanza di anni, ora che la mia antipatia sta svanendo.

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Compri per collezionare?

Per alcuni libri sì, anche se è un caso per ora abbastanza raro, o lo faccio per alcune edizioni speciali, o di classici o dei miei libri preferiti.

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Doni libri?

Sì, in generale cerco sempre di donare libri per avvicinare alla lettura e ci ragiono non poco sopra, sono sempre quella persona fastidiosa che regala libri con speranza.

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Qual’è il tuo snack preferito da mangiare durante la lettura?

Non ho snack particolari da mangiare mentre leggo, più che altro bevo litrate di tè, detto con finezza.

42

Qual’è la tua posizione preferita per la lettura?

In generale seduta spaparanzata sulla poltrona o sul letto, se mi sdraio (specialmente verso sera) rischio di addormentarmi con il libro in faccia o di farmi uscire un ematoma prendendo una librata in faccia.

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Luce naturale o luce di una lampada?

Leggo soprattutto alla sera o al pomeriggio quindi direi luce di una lampada in generale.

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Fuori o dentro?

Adesso di sicuro dentro, ma in estate o primavera fuori con un bel tè freddo magari.

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Rompere la copertina o mantenerla liscia/perfetta?

Quando un libro è usato e presenta magari già segni o rotture mi sento quasi più libera di non mantenere il libro in condizioni ottimali, ma di mio ho sempre molta cura per i libri, non a livello maniacale, perché se mi va di sottolineare o scrivere note lo faccio senza problemi.

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Leggi in altre lingue?

Sì, in inglese, anche se l’anno prossimo vorrei puntare a leggere più in lingua.

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Quale serie di libri vuoi finire quest’anno?

Nessuna, ho iniziato il 2020 con il goal di leggere la saga di Geralt di Rivia, ma non ci riuscirei mai entro la fine dell’annoe penso di aver cambiato idea su questo obbiettivo.

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Di quale nuova uscita sei più entusiasta?

La trilogia de “I bastardi Gentiluomini” di Scott Lynch, ne abbiamo anche parlato l’altro ieri nelle News Letterarie. Questa la puntavo da tempo e mi ispira molto.

49

Hai un book influencer preferito?

Su instagram la prima che mi viene in mente è tortamagica, soprattutto per i suggerimenti per titoli fuori catalogo che io inserisco in wishlist nella inutile speranza di trovare copie usate o vedere il testo in una nuova edizione. Apprezzo molto anche Pennylaneonyoutube, sia su Instagram che Youtube, mi trovo molto d’accordo su varie idee e opinioni, ed infine per citare una booktuber straniera cito Sunbeamjess, una booktuber inglese che mi incanta sempre per il modo in cui parla di libri.

50

Hai un canale, blog o feed di social media?

Chi io? Sì, il blog, beh è questo… mentre questa è la mia pagina di Instagram.

E voi? Conoscete questo tag? Lo farete? Fatemi sapere!

A domani!

I Cieli – Sandra Newman

Buon venerdì e buon quasi inizio weekend!

Come state? Come vi sentite nei confronti di queste vacanze estive? Siete già in vacanza?

Io dalla prossima settimana metto in pausa in lavoro, anche se per poco.

Una cosa che vorrei dire per quanto riguarda le vacanze è che quest’anno il blog non andrà in vacanza, come la sottoscritta, ogni anno di solito a quest’ora dedico un’articolo all’annuncio della pausa estiva, ma quest’anno il blog non sarà in pausa.

Infatti, voglio utilizzare il tempo delle vacanze per la pubblicazione di tutti gli articoli arretrati che ho (e credetemi sono tanti).

Quindi andiamo avanti, quest’anno niente pausa estiva!

Dopo questa grande notizia parliamo dell’articolo di oggi, infatti oggi recensione de “I Cieli” di Sandra Newman.

Ho letto questo libro mesi fa, il tempo è passato e io non sono riuscita, per impegni vari, a lavorare per bene alla recensione, ma tranquilli/e ricordo benissimo questo testo e come faccio per ogni lettura mi sono appuntata ogni cosa.

Quindi che dire, parliamone!

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I Cieli – Sandra Newman

Casa Editrice: Ponte alle Grazie

Pagine: 246

Genere: fantasy

Prezzo ebook: € 9,99

Prezzo di Copertina: € 16,80

Anno di Pubblicazione: 2019

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

New York, 2000. Kate e Ben si incontrano a una festa e s’innamorano subito. È l’alba di un nuovo millennio, il primo senza una guerra in nessuna parte del mondo. L’ONU ha appena piantato la sua bandiera su Marte. Una senatrice del partito dei verdi sta per diventare la prima presidente degli Stati Uniti. Kate si addormenta, consapevole di essere amata. Londra, 1593. Da sempre, ogni notte, Kate sogna di essere Emilia, musicista e poetessa italiana nell’Inghilterra della fine del Cinquecento. Tormentata dal presagio di una città bruciata e distrutta, decide di salvare il mondo. Ogni decisione che prenderà, influenzerà la vita di un giovane e sconosciuto poeta, William Shakespeare, quella di Kate e di Ben, il mondo del Duemila. Una storia d’amore, di universi alternativi, di follia, di poesia e di viaggi nel tempo. Un sogno annidato in un bizzarro risveglio; un romanzo su quel che abbiamo perduto e quel che ancora possiamo salvare.

Senza lenzuola, il vento passava direttamente sul suo corpo, sulle sue braccia nude. Lontano, laggiù, il rumore del traffico, silenzioso come un pensiero. Di quando in quando si sentiva una sirena, come una flebile linea rossa che si srotolava nel cielo per poi sparire. Kate parlottava e scalciava nel sonno. Ogni volta era una sensazione adorabile e lui ne era rapito. Si addormentò all’alba, ancora intento a pensare a come tenerla per sè.

 

Recensione

Dunque, sono stata attratta immediatamente da questo libro, infatti ricordo di averlo acquistato vicino all’uscita, attorno al febbraio/marzo del 2019 in libreria, non so da cosa è nata questa attrazione, forse dall’argomento principale del testo ovvero i sogni.

Questo libro si vende come un fantasy che viaggia nel mondo dei sogni, in parte è vero, ma c’è molto di più, c’è una storia d’amore all’interno, c’è la volontà di sventare una tragedia immane e infine c’è la nostra protagonista, Kate, una giovane che viene additata da tutti come pazza.

Stile, Ritmo e Atmosfere

L’atmosfera è la caratteristica migliore di questo testo per me, sembra quasi di ritrovarsi in un mondo a tinte pastello ad un certo punto, nel presente del testo siamo nella New York del 2000 e il clima di quegli anni arriva dritto in faccia al lettore.

Siamo nell’America prima del drastico cambiamento dato dall’11 settembre 2001 e siamo persi quasi in un clima di attesa nel libro, Kate sa che accadrà qualcosa, ma non sa cosa e pensa di dover essere lei ad impedire tutto ciò, per quello che apprende nei suoi sogni.

Lo stile è piuttosto descrittivo e simil poetico in alcuni tratti, all’inizio ho avuto qualche difficoltà con lo stile appunto che mi sembrava fintamente poetico, ma avanzando nella lettura ho finito per apprezzarlo sempre più, riesce a far proiettare il lettore tra le righe del libro e nel tempo della storia concentrandosi sui dettagli e rendendoli pezzi importanti della storia.

C’è qualche rarissimo errore nell’edizione, nulla di grave, ho notato ad esempio un “gli” errato.

Personaggi

Il personaggio principale è Kate, una ragazza che dall’infanzia ha esperienze inspiegabili legate ad i sogni, in pratica riesce a viaggiare tramite questi in epoche passate.

Nella storia viaggia dal 2000 al 1593, il tempo della peste a Londra e qui incontrerà un pilastro della letteratura ovvero William Shakespeare.

Vi racconto questo particolare che in realtà secondo me dovrebbe essere uno spoiler, ma nel libro viene scritto ovunque, nell’aletta, nel retro, insomma è piuttosto spoilerato questo plot twist.

Comunque Kate in questi sogni si reincarna letteralmente in un’altra persona, prende altre sembianze e vive la vita di un’altra donna, incontra figure del passato e cerca di scoprire il perché di tutto ciò e di prevedere la tragedia dell’11 settembre.

Ben è il fidanzato di Kate, il libro inizia proprio con questo incontro, assistiamo allo sviluppo della loro storia d’amore.

Ben è uno dei punti negativi del libro per me, è quel classico personaggio difficile da sopportare ad ogni comparsa, dice di amare Kate, ma le sue azioni sono in netto contrasto con le sue affermazioni.

Rinfaccia a Kate qualunque cosa, è lui a insistere sul testo convivenza ed anche se Kate non ha un lavoro continua ripeterle che non fa nulla, penserà lui a tutto all’inizio, eppure dopo pochi giorni si lascia andare ad una sfuriata parecchio offensiva.

Senza parlare del fatto che ad un certo punto del libro (evito di fare spoiler, ma è parecchio complicato qui) Kate si troverà in una situazione assai problematica e verrà rigettata da tutti, amici, parenti, e Ben la tratterà in un modo orrendo, sempre per un ragazzo che dice di amarla ripeto.

Il fatto che lui a differenza di Kate abbia avuto un’infanzia problematica (che non viene mai approfondita) sembra giustificare tutto, lui diventa aspro, cattivo, malvagio in alcuni punti del testo eppure l’autrice sembra sempre giustificarlo.

E’ un personaggio superficiale, egoista, a cui sembra non importare dei sentimenti o dello stato mentale di Kate, non prova nemmeno una volta ad ascoltarla davvero o a provare a comprenderla.

Sabine, Josè e altri vari personaggi invece sono quelli di contorno, i due citati in particolare sono amici di Kate, che diventano anche amici di Ben con il passare del tempo.

Sabine è un altro personaggio fastidioso da ascoltare e di cui leggere, è una ragazza iper superficiale, si vanta all’inizio di essere amica di Kate, ma in realtà non fa altro che sparlare di lei e abbandonarla nel momento del bisogno proprio come Ben.

Josè si rivelerà una figura molto importante all’interno del testo, è un ragazzo alla mano, simpatico, il classico belloccio della situazione, dietro cui sbavano tutte le ragazze del gruppo, l’ho trovato stereotipato.

Non mi sento di salvare nessun personaggio, a parte Kate che in alcuni tratti risulta comunque una specie di ameba, sembra sostare lì, non reagisce.

Confusione e Intrecci Strani

La caratteristica peggiore di questo libro però non sono i personaggi, che comunque disturbano non poca la lettura, ma l’intreccio principale che ad un certo punto diventa una matassa ingarbugliata impossibile da districare.

Gli eventi che accadono nel sogno (quindi nel passato) influiscono sul presente anche se ciò si riversa su piccoli dettagli all’inizio, come la carta da parati diversa se Kate nel sogno fa qualcosa di diverso, ma andando avanti con la narrazione i cambiamenti sono sempre più importanti ed evidenti.

Però si perde la correlazione, non c’è un senso dietro certi cambiamenti, perché accade questo fatto? E perché il 1593 ha influito su questo evento del 2001 e su questa circostanza nella vita di Kate? Non è chiaro.

E’ come se ad un certo punto il treno uscisse dai binari o la macchina dalla carreggiata, si perde completamente, la storia è sempre più confusa, alcuni eventi non si capisce se stiano accadendo davvero oppure no.

Non so se questo è un effetto voluto, sta di fatto che dopo metà testo mi sono ritrovata nella confusione più totale.

Si trattano temi come la follia e la “schizofrenia” con leggerezza, Kate viene abbandonata da tutti come un sacco dell’immondizia e lei stessa si trova persa, per poi essere ripresa come se nulla fosse.

Conclusioni

Ho gradito lo stile dell’autrice che è in grado di proiettare pienamente il lettore nell’atmosfera desiderata, ma per nulla lo svolgimento dopo un certo tratto della storia.

Il finale è deludente e lascia il lettore con troppi punti interrogativi, l’idea di base è ottima e l’elemento dei sogni è sempre interessante, ma tutto si perde quasi auto-cancellandosi.

Voto:

Progetto senza titolo (14)

Sicuramente leggerò altro dell’autrice, in caso di futura pubblicazione, perché lo stile è gradevole e le sue idee sono originali e scoppiettanti.

Peccato per lo svolgimento e l’enorme garbuglio che si viene a creare.

E voi? Avete mai letto nulla di Sandra Newman? Sì? No? Fatemi sapere!

A prestissimo!

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Libri che Voglio Leggere Prima di Vedere le Serie Tv/Film

Buon sabato e buon inizio weekend!

Oggi parliamo di un tema interessante, c’è una serie tv infatti uscita ieri che mi ha fatta pensare a questo argomento ovvero il leggere determinati libri prima di vedere le rispettive serie tv o film ad esso ispirati.

La serie tv di cui parlo è The Witcher, uscita ieri su Netflix, attendevo questa serie dall’annuncio praticamente, conoscevo infatti questa saga non per i libri ma per il videogioco che è diverso dalla storia originale, quindi l’idea che ho di tutto il regno, il background dei personaggi e le fondamenta della serie non sono del tutto veritiere essendo basate sul videogioco.

Prima di guardare la serie però vorrei leggere la saga e questa voglia mi ha fatto pensare a questo articolo, anche perché ci saranno varie serie in uscita nel 2020 ispirate a libri, parecchie inerenti a titoli di Stephen King e mi piacerebbe assieme a voi parlare dei libri da leggere/recuperare prima di vedere la serie o film.

Non tutte quelle di cui parleremo saranno in uscita nel 2020, alcune sono già uscite.

The Witcher (2019)

 

La serie tv è disponibile da ieri (20 dicembre) su Netflix, se ne è parlato parecchio nelle scorse settimane, io non mi sento però di dire nulla prima di aver letto la saga o aver visto la serie. I libri sono in totale sette, due raccolte di racconti e cinque romanzi veri e propri che costituiscono la saga.

Ne vedete otto nella foto perché ad oggi sono in effetti otto, ma i libri originari sono sette, l’ultimo “La Stagione delle Tempeste” è stato pubblicato nel 2013 e fa parte della saga, ma non è un continuo delle vicende narrate nei testi precedenti.

Vorrei a breve dedicarmi a pieno a questa saga.

The Stand (2020)

Nel 2020 uscirà una serie tv di 10 puntate prodotta da CBS sul famoso romanzo post-apocalittico di Stephen King, “L’ombra dello Scorpione“.

Non sappiamo quando arriverà in Italia, ma possiedo da anni questo titolo e non mi sono ancora buttata nella lettura, quindi ci sono varie ragioni per le quali vorrei leggere questo libro, la serie tv, l’importanza di questo romanzo fra le pubblicazioni di King, e semplicemente la voglia di levarlo dai libri “in attesa”.

Queste Oscure Materie (2019)

Serie tv del 2019, già uscita che si basa sulla famosa trilogia di Philip Pullman e prende alcuni elementi anche da “Il Libro della Polvere“.

Trasmessa dalla BBC in questo momento, probabilmente arriverà in Italia nel 2020.

E’ un trilogia famosissima per ragazzi che io non ho mai letto (che vergogna), punto a recuperarlo prima di vedere la serie tv, a dire il vero ho sempre voluto leggere questa trilogia, ma ho sempre rimandato e questo è il momento giusto per recuperare.

E’ un trilogia fantasy, pubblicata tra il 1995 e il 2000.

The Dark Tower (2020)

Sempre proveniente da un’opera/e di Stephen King (caro Stephen che non si ferma mai), la serie tv della Torre Nera nasce dalla saga omonima, composta da otto libri.

La serie sarà disponibile nel 2020 su Amazon Prime Video, è al momento in produzione.

E’ una saga di genere western, fantasy e horror, molti dei romanzi di King sono collegati a tratti a questa serie, è di sicuro una fetta importante della produzione di King.

Ho sentito varie opinioni a riguardo, mi piacerebbe iniziare a leggere il primo volume e farmi un’idea sul continuare oppure no.

Good Omens (2019)

Serie disponibile su Amazon Prime Video, ha riscosso un gran successo, ed è tratta dal romanzo “Buona Apocalisse a Tutti!” di Terry Pratchett e Neil Gaiman.

Conosco Neil Gaiman per varie opere che ho letto durante gli anni e lo apprezzo come autore, conosco meno Terry Pratchett perché sto leggendo il primo volume di MondoDisco ma non in modo continuo.

Comunque, è di genere umoristico, fantastico e apocalittico, è un romanzo del 1990.

L’Altra Grace (2017)

Serie di qualche anno fa disponibile su Netflix, tratta dal romanzo omonimo di Margaret Atwood.

La serie è composta da sei episodi, lessi uno o due anni fa “Il Racconto dell’Ancella” della stessa autrice e mi piacque decisamente.

E’ una serie tv che desidero vedere dall’uscita, ma non senza aver prima letto il libro, è di genere drammatico, biografico e storico.

Mia Cugina Rachele (2017)

Qui parliamo di un film del 2017, diretto da Roger Michell, un adattamento appunto dell’omonimo romanzo scritto da Daphne Du Murier.

Non ho mai letto nulla di questa autrice, vorrei recuperare il prima possibile, c’è anche un altro adattamento cinematografico del testo del 1952.

Il Silenzio degli Innocenti (1991)

Pilastro del cinema, e pienamente nel mio genere dovrebbe già essere fra i miei libri letti, ma non è così.

E’ legato alla serie di Hannibal Lecter, il film è del 1991 mentre il libro è del 1988, il film è vincitore di diversi premi Oscar ed è ricordato come uno dei picchi nella recitazione di Jodi Foster e Anthony Hopkins.

 

Ci sono parecchi testi che hanno ispirato riadattamenti che vorrei leggere ma questi sono forse i più “urgenti”, quelli che desidero recuperare il prima possibile.

E voi? Quali libri che hanno ispirato serie o film vorreste leggere a breve? Fatemi sapere!

A domani!

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CitaTime

“Egli sapeva quello che sua madre pensava, e che lei lo amava in quel momento. Ma sapeva, inoltre, che non è gran cosa amare una creatura o almeno che un amore non è mai sì forte da trovare la propria espressione. Di modo che sua madre e lui si sarebbero sempre amati in silenzio. E lei sarebbe morta – o lui – senza che, durante la loro vita, fossero potuti andar oltre, nella confessione del loro affetto. Nello stesso modo egli era vissuto accanto a Tarrou e questi era morto, quella sera, senza che la loro amicizia avesse avuto il tempo di essere veramente vissuta.”

Ecco: lei è capace di morire per un’idea, è visibile a occhio nudo. Ebbene, io ne ho abbastanza delle persone che muoiono per un’idea. Non credo all’eroismo, so che è facile e ho imparato ch’era omicida. Quello che m’interessa è che si viva e che si muoia di quello che si ama.

Albert Camus

Rieccoti Wishlist Natalizia!

Buon sabato!

Come ogni anno eccomi qui con la wishlist natalizia, in cosa consiste?

Essenzialmente in un mio vezzo, qualche giorno fa abbiamo parlato dei libri da regalare ad un non lettore, ebbene oggi parliamo sempre di regali, ma questi sono regali che io desiderei ricevere per Natale o festività annesse.

Perché faccio tutto ciò?

La prima ragione è che voglio conoscere anche i vostri libri in wishlist che vi piacerebbe ricevere a Natale (così faccio accrescere anche la mia di wishlist, tanto ormai l’abbiamo persa), la seconda è che magari fra i libri che vi mostrerò potrebbe esserci qualcosa di vostro interesse e potrei semi-involontariamente darvi qualche spunto per un regalo o un auto-regalo e terzo, nulla, semplicemente so che qualcuno che conosco mi sbircia sul blog e carissimo sappi che io per Natale qualche suggerimento te lo sto dando.

Detto ciò, non perdiamoci in pinzillacchere e iniziamo!

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La Volontà del Male – Dan Chaon

Il passato di Dustin Tillman è segnato da una tragedia: trent’anni prima i suoi genitori e gli zii sono stati uccisi da Rusty, il fratello adottivo. In un processo che aveva fatto scalpore per gli inquietanti legami con i culti satanici, Rusty era stato condannato all’ergastolo grazie alle testimonianze di Dustin e della cugina Kate. Ora Dustin è psicologo, vive con la moglie e i due figli una vita apparentemente serena. Finché non riceve la notizia che Rusty è stato rilasciato: tutte le accuse sono cadute. Nel frattempo un suo paziente, Agil Ozorowski, ex poliziotto in congedo, indaga sulle morti di alcuni ragazzi annegati, convinto che siano opera di un serial killer. Inizialmente scettico, Dustin si lascia coinvolgere nell’indagine, mettendo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia.

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Non conoscevo questo titolo fino a qualche settimana fa, lo ammetto, ma guardando un wrap up se non erro (non ricordo con precisione), l’ho scoperto. Mi ispira parecchio, edito dalla NN Editore, è un giallo, è l’unico testo ad oggi in pubblicazione e disponibile dell’autore. Di solito vado a periodo con i gialli che coinvolgono indagini, polizia ecc, ma questo mi ispira.

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Gli Immortalisti – Chloe Benjamin

È l’estate del 1969. Mentre gli altri giovani si sballano a Woodstock, i quattro fratelli Gold – Simon, Klara, Daniel e Varya – si annoiano in una New York calda e appiccicosa. L’unica distrazione è una veggente che, si dice nel quartiere, sarebbe in grado di predire il giorno della morte dei suoi clienti. I quattro ragazzi decidono così di andarci, per gioco, per vestirsi di paura, per fare la rivoluzione a modo loro. Bussano alla porta della donna, entrano uno per volta, ed escono con una data. Nient’altro. Ma da quel giorno della loro adolescenza, segnato da un numero indimenticabile, niente sarà più come prima.

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Testo di narrativa contemporanea, la trama è interessante, anche l’idea di base è piuttosto originale, l’ho scoperto per caso sempre su Youtube per poi rivedere questo libro dopo qualche giorno su Instagram, da quel momento mi perseguita. Questa è la copertina dell’edizione economica BUR che è la stessa di quella inglese, ho sentito opinioni contrastanti a riguardo, la maggior parte positive.

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La Fabbrica delle Bambole – Elizabeth MacNeal

Giorno dopo giorno Iris Whittle siede nell’umido emporio di bambole di Mrs Salter e, china sui visi di porcellana in lavorazione, dipinge schiere di boccucce e occhietti tutti uguali. Ma la notte esce di soppiatto dal letto, scende in cantina, tira fuori colori e pennelli e riversa sulla carta la sua passione per la pittura. La tecnica è primitiva, certo, la famiglia e la società contrarie, e perfino la sua gemella Rose, un tempo sua complice ma ora esacerbata da un male che l’ha deturpata per sempre, le è ostile. E c’è quel leggero difetto della spalla a consigliarle di cercarsi un buon marito e accontentarsi di quel che ha. Ma lo spirito di Iris è indomito, la sua vocazione prepotente e, quanto alla presenza femminile nell’arte pittorica, non esiste forse il precedente di Lizzie Siddal, pittrice oltre che modella di John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, esponenti di quella cosiddetta «Confraternita dei Preraffaelliti» che fa tanto parlare di sé? Quando Louis Frost, un altro membro della stessa cerchia, le chiede di posare per lui, Iris, in spregio a ogni convenzione del decoro vittoriano, accetta, ma solo in cambio di lezioni private di pittura. Per lei si aprono nuovi orizzonti: la libertà per sé e quelli che ama, da sua sorella Rose al generoso monello di strada Albie, l’arte, l’amore, molti incontri importanti, alcuni insospettati. Passeggiando in quella tumultuosa fucina di novità che è il cantiere per la Grande Esposizione di Hyde Park, la sua figura singolare cattura lo sguardo di un passante fra i molti. È Silas Reed, tassidermista di poco conto e grande ambizione, con un morboso attaccamento per le cose morte e una curiosa predilezione per ciò che è imperfetto. Silas, Iris, Louis, il monello Albie, le prostitute del bordello, i clienti della taverna, i pittori preraffaelliti danno vita a un romanzo storico vividissimo e carico di tensione…

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Questa è una pubblicazione recentissima, ora, la trama sembra piuttosto ricca e mi da l’impressione di essere uno di quei romanzoni da gustarsi quando si ha voglia di immergersi in una storia piena. Dovrebbe essere ambientato nell’800, piccolo appunto che non c’entra nulla; non amo questa copertina.

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Le Avventure di Washington Black – Esi Edugyan

Giorno dopo giorno Iris Whittle siede nell’umido emporio di bambole di Mrs Salter e, china sui visi di porcellana in lavorazione, dipinge schiere di boccucce e occhietti tutti uguali. Ma la notte esce di soppiatto dal letto, scende in cantina, tira fuori colori e pennelli e riversa sulla carta la sua passione per la pittura. La tecnica è primitiva, certo, la famiglia e la società contrarie, e perfino la sua gemella Rose, un tempo sua complice ma ora esacerbata da un male che l’ha deturpata per sempre, le è ostile. E c’è quel leggero difetto della spalla a consigliarle di cercarsi un buon marito e accontentarsi di quel che ha. Ma lo spirito di Iris è indomito, la sua vocazione prepotente e, quanto alla presenza femminile nell’arte pittorica, non esiste forse il precedente di Lizzie Siddal, pittrice oltre che modella di John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, esponenti di quella cosiddetta «Confraternita dei Preraffaelliti» che fa tanto parlare di sé? Quando Louis Frost, un altro membro della stessa cerchia, le chiede di posare per lui, Iris, in spregio a ogni convenzione del decoro vittoriano, accetta, ma solo in cambio di lezioni private di pittura. Per lei si aprono nuovi orizzonti: la libertà per sé e quelli che ama, da sua sorella Rose al generoso monello di strada Albie, l’arte, l’amore, molti incontri importanti, alcuni insospettati. Passeggiando in quella tumultuosa fucina di novità che è il cantiere per la Grande Esposizione di Hyde Park, la sua figura singolare cattura lo sguardo di un passante fra i molti. È Silas Reed, tassidermista di poco conto e grande ambizione, con un morboso attaccamento per le cose morte e una curiosa predilezione per ciò che è imperfetto. Silas, Iris, Louis, il monello Albie, le prostitute del bordello, i clienti della taverna, i pittori preraffaelliti danno vita a un romanzo storico vividissimo e carico di tensione…

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Titolo uscito nel giugno di quest’anno, mi ispira e lo punto dall’uscita per la mobilità delle scene, infatti dovrebbe essere un testo che fa viaggiare il lettore da un continente all’altro insieme al protagonista, uno di quei titoli che visita diverse ambientazioni.

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Warlock – Oakley Hall

Fine Ottocento, sudovest americano. Warlock è una cittadina mineraria di frontiera in rapida espansione; insieme ai commerci, fioriscono il gioco d’azzardo e la prostituzione, gli scioperi e le scorribande dei cowboy. Mentre l’anziano governatore, il generale Peach, si crogiola ancora nel ricordo delle guerre contro gli indiani e di un’epoca eroica ormai da tempo superata, i cittadini sono frustrati dall’impotenza della legge ufficiale e decidono di assoldare un marshal privato, Clay Blaisedell. Armato delle sue due pistole dal calcio dorato, Blaisedell dovrà fare i conti con il capo dei cowboy Abe McQuown, ma anche con il vicesceriffo Bud Gannon, uomo ligio alle regole e dotato di un diverso, più mite senso della giustizia. Sullo sfondo, vediamo scorrere le vicende di un’umanità turbolenta e imprevedibile: minatori in lotta per una vita migliore, spregiudicati proprietari di saloon, prostitute in cerca di una seconda occasione, uomini di legge alcolizzati, dottori dall’idealismo incrollabile.

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Da qui in poi parte una serie di titoli western, perché? Sono particolarmente concentrata sul western in questo periodo, non tanto con le letture in corso ma con quelle che desidero fare a breve, questa è un’epopea western piuttosto amata e conosciuta, testo uscito nel 2016 per SUR.

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Lonesome Dove – Larry McMurtry

In uno sputo di paese al confine fra il Texas e il Messico, Augustus McCrae e Woodrow Call, due dei più grandi e scapestrati ranger che il West abbia conosciuto, hanno cambiato vita: convertiti al commercio di bestiame, ammazzano il tempo come possono. Augustus beve whiskey sotto il portico e gioca a carte al Dry Bean, mentre Call lavora sodo dall’alba al tramonto e continua a dare ordini a Pea Eye, Deets e al giovane Newt. La guerra civile è finita da un pezzo e la sera, sul Rio Grande, non si incontrano né Comanche né banditi messicani, ma solo armadilli e capre spelacchiate. L’equilibrio si spezza quando, dopo una lunga assenza, torna in cerca d’aiuto un vecchio compagno d’armi, il seducente e irresponsabile Jake Spoon, che descrive agli amici i pascoli lussureggianti del Montana e cosi dà fuoco alla miccia dell’irrequietezza di Call: raduneranno una mandria di bovini, li guideranno fin lassù e saranno i primi a fondare un ranch oltre lo Yellowstone. È l’inizio di un’epica avventura attraverso le Grandi Pianure, che coinvolgerà una squadra di cowboy giovani e maturi, oltre a un folto gruppo di prostitute, cacciatori di bisonti, indiani crudeli o derelitti, trapper, sceriffi e giocatori d’azzardo: decine di piccole storie che s’intrecciano tra loro ed escono dall’ombra della grande Storia americana. “Lonesome Dove” è un vero grande classico della letteratura western, l’opera che raggiunge il culmine di un genere e allo stesso tempo chiude un’epoca. Non a caso c’è il cinema all’origine del romanzo: all’inizio degli anni Settanta, Peter Bogdanovich vuole girare un film in omaggio al suo maestro John Ford, con John Wayne, James Stewart e Henry Fonda nelle parti principali. McMurtry scrive il copione: nasce cosi il primo abbozzo di Lonesome Dove, sebbene con un altro titolo. Alla fine il progetto non giungerà in porto, ma quella storia continua a ronzare nella testa di McMurtry per più di dieci anni, finché non decide di scriverci un romanzo. “Lonesome Dove” negli Stati Uniti è subito salutato come un capolavoro e vince il Pulitzer nel 1986. In seguito verrà adattato in una mini-serie televisiva, con Robert Duvall e Tommy Lee Jones, che ottiene un grandissimo successo e segna l’inizio del revival western al cinema, culminato con Balla coi lupi e Gli spietati.

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Testo che mi sembra di aver visto per la prima volta in libreria solo l’altro giorno, perché è dall’uscita che desidero averlo fra le mie mani. Anche qui abbiamo un testo appunto western, piuttosto amato, primo di una duologia. Una lettura anche qui ricca.

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Trilogia della Frontiera – Cormac McCarthy

Tre storie di apprendistato e di eterno vagabondare di cavalli e cavalieri, tra deserti di sale, montagne innevate e pianure d’erba alta, attraverso la leggendaria frontiera fra il Texas e il Messico. Con “Cavalli selvaggi” siamo nel Texas del 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all’amico Rawlins si mette sull’antica pista che conduce alla frontiera e più in là nel Messico, inseguendo un passato nobile, e forse, mai esistito. In “Oltre il confine”, quando il destino gli offre l’occasione di passare la frontiera, il giovane Billy Parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il Messico insieme al fratello Boyd. Billy ha appena catturato una lupa ferita che si stava accanendo sul bestiame della famiglia e ha deciso di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo. “Città della pianura” inizia dove arrivavano i primi due romanzi. All’inizio degli anni Cinquanta John Grady Cole e Billy Parham lavorano in un ranch tra il Texas e il Messico. Insieme allevano cavalli, ascoltano sotto le stelle i racconti dei vecchi cowboys, si divertono al bar o al bordello. E al bordello John Grady incontra una sedicenne così bella da cambiargli la vita. Così contesa da costringerlo a scontrarsi con il suo protettore-filosofo Eduardo, in un duello allo stesso tempo epico e metafisico.

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Testo che ne comprende tre, i tre volumi di McCarthy che compongono questa trilogia western, troviamo ambientazioni texane, i due primi romanzi dovrebbero essere a sè mentre nel terzo tutti i personaggi dei primi due si ritrovano.

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La Casa d’Inferno – Richard Matheson

Per più di vent’anni la casa appartenuta a Belasco è rimasta vuota. Indicata come la più inaccessibile delle case infestate, è un antico palazzo le cui mura hanno assistito a scene di orrore e depravazione inimmaginabili. Due tentativi di investigarne i segreti si sono conclusi terribilmente. Ora si prepara una nuova spedizione: quattro persone entrano in quel luogo misterioso, determinate a sondare gli ultimi segreti di vita e di morte che vi si celano. Ognuno di loro è spinto da una ragione personale per sfidare le mille tentazioni di quella dimora: ma potranno le loro anime sopravvivere di fronte a quanto si nasconde nella casa più infestata del mondo?

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Questo è un testo fuori catalogo, infatti si trovano alcune copie in giro, ma non sono economicissime e spero in una ripubblicazione prima o poi, però a differenza di alcuni testi fuori catalogo questo si trova ancora su Amazon. Dopo aver letto “L’Incubo di Hill House” sono rimasta affascinata dai testi sulle case infestate o maledette, quindi ultimamente sto inserendo tutti testi di questo tipo in wishlist.

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La Quinta Stagione – N.K. Jemisin

È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

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Un fantasy uscito in Italia da poco e subito parecchio apprezzato, dovrebbe essere il primo di una trilogia pubblicata da Mondadori. Ci sono opinioni discordanti a riguardo, per alcuni è il fantasy migliore del 2019 per altri la protagonista è pessima e la storia non è così eccezionale.

La Lotteria – Shirley Jackson

Il racconto di Shirley Jackson intitolato “La lotteria” ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della Guerra dei Mondi di Orson Welles. Fama non immeritata, giacché la pubblicazione sul “New Yorker” nel 1949, scatenò un pandemonio. Molti lo presero alla lettera, reagendo all’istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. Certe cose non potevano, non dovevano succedere. Eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell’atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del New England in un luminoso mattino di giugno, come ogni anno da tempo immemore. Ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l’intensa silloge qui proposta, il lettore scoprirà da sé, in un crescendo di “brividi sommessi e progressivi” – come diceva Dorothy Parker che cosa li rende dei classici del terrore. Secondo un altro illustre ammiratore della Jackson, oltre che maestro del genere, Stephen King, lo sono perché “finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio”.

Lizzie – Shirley Jackson

La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una “vera gentildonna” della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, “maschera crudele e deforme” che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo “sorriso laido e grossolano” e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà.

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Ho letto vari romanzi e racconti della Jackson, “Abbiamo sempre Vissuto nel Castello”, “L’incubo di Hill House”, “La Ragazza Scomparsa” e mi piacerebbe continuare nell’esplorazione della Jackson. L’ultimo romanzo che mi manca è appunto “Lizzie”, perché la lotteria è un racconto e “Paranoia” una recente pubblicazione Adelphi, è una raccolta di racconti/ episodi di vita di Shirley.

Bene!

E voi, quali libri desiderate? Fatemi sapere!

A domani!

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Pillole Letterarie (ed. Natalizia) #19

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“Non c’è nulla di più gravoso che starsene fermi e inattivi quando si sentono raccontare terribili disgrazie altrui.”

“Non c’è niente di più bello che starsene lì sdraiati con un bel libro avuto in regalo, un libro nuovo che non si è ancora mai visto e che nessun altro in casa conosce, e sapere che si può leggere pagina dopo pagina finché si riesce a stare svegli.”

“La felicità più grande e la pace più dolce è donata a chiunque cerchi di portare, per quanto piccolo, il suo aiuto.”

#piccolistralciletterari#