Cose del Mese – Aprile!

Buon mercoledì ragazzi e ragazze come gira la ruota della vita?

Scusate per l’estremo ritardo nella pubblicazione di questo articolo, soliti problemi, ormai da qualche mese è così ma come sempre spero si risolva tutto il prima possibile.

Purtroppo sto avendo problemi anche con WordPress e la formattazione degli articoli, oggi il problema sembra meno grave per questo sono riuscita a terinare l’articolo.

Aprile una volta terminato si è letteralmente autodistrutto nel mio cervello, come quei biglietti nei film pseudo-da duri, appena terminato nella mia mente non è rimasto un solo ricordo riconducibile ad aprile.

Comunque nonostante aprile nella mia mente sia sparito in un portale oscuro non vuol dire che non ci sia nulla di cui poter parlare riguardo lo scorso mese.

Quindi, mettetevi comodi/e, raccontatemi un po’ il vostro aprile e se vi va passiamoci questo tempo assieme.

Iniziamo!

Film del Mese

Ad aprile ho visto film che non mi sono piaciuti, non ne salverei nemmeno uno di quelli che ho visto anche perchè non mi ricordo più i titoli, ma fra tutti uno me lo ricordo, sarà perché alla fine della visione sono rimasta per tre minuti buoni a fissare lo schermo nero o per il fatto che nonostante tutto alcune canzoni me le ricordo ancora bene e sono orecchiabili, sta di fatto che fra tutti questo lo ricordo ancora.

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Io non so come o perché una sera d’aprile in cui non avevo nulla da fare sia finita a vedere Cry Baby, film/musical del 1990 con Johnny Depp e Traci Lords.

Credetemi, non lo so.

So solo che stavo bazzicando su Netflix e mi è venuta un ‘improvvisa voglia di vedermi qualcosa con Johnny Depp, quindi l’ho ricercato e fra i risultati ho visto questo film che non conoscevo minimamente quindi mi sono buttata.

 Dopo un’ora e mezza ho rimpianto di averlo fatto? Un po’.

Trama!

Nella Baltimora degli anni Cinquanta, Cry Baby è un ragazzo dalla lacrima facile sempre in sella alla sua moto e vestito di pelle nera. Ha molti amici, successo con le ragazze e trascorre la sua vita per strada. Allison, invece, è una brava ragazza, bellissima e studentessa modello. Ha un fidanzato di nome Baldwin che i suoi genitori adorano, ma il suo sogno proibito è proprio Cry Baby. Vincerà l’educazione che le hanno impartito o il bisogno di trasgredire?

Allora, il film è diretto da John Waters, i suoi film (cito direttamente da Wikipedia) “oltraggiosi e blasfemi, esibiscono intenzionalmente scene giudicate “trash”.
Quindi il film è trash perchè vuole essere così peccato che non essendo a conoscenza di questo punto all’inizio pensavo non fosse voluto tutto ciò, anche se posso garantirvi che si capisce abbastanza presto che è voluto.
Essendo un film/musical ci sono alcune canzoni all’interno che devo ammettere che non sono così male.
Bisogna considerare il film per ciò che è quindi un mix di cose varie e di parodie varie ma non sullo stile dei film parodistici stupidi, più che altro ci sono riferimenti (appunto sopratutto a Grease) rielaborati in modo non da far ridere ma da farti pensare per un secondo che possa essere una parodia.
John qui è davvero un giovincello, è stato il primo film girato dopo 21 Jump Street quindi siamo nel periodo d’oro di Johnny.
Del film che dire? Se volete farvi due risate e diventare allo stesso tempo malinconici per gli anni novanta (e il trash che riusciva a volte a tirare fuori), beh questo è il film per voi!
Serie Tv del Mese
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 La serie tv del mese di aprile è stata Requiem, una serie tv di casa Netflix, uscita nel febbraio di quest’anno e diretta da Mahalia Belo.

E’ una serie tv in sei puntate di genere supernaturale e thriller. Inizio subito con il dire che le sei puntate sono tutte piuttosto ben calibrate, alla fine di ognuna c’è la classica formula colpo di scena che ti spinge al binge watching.

Una caratteristica che mi ha presa fin da subito è la regia e la fotografia, rispettivamente di appunto Mahalia Belo, Kris Mrksa e Blake Ayshford.

Mi sono piaciute da impazzire, questa serie ha uno stile pulito, lineare, freddo.

Non è una serie tv perfetta, alcune strade vengono lasciate aperte con una spiegazione non chiarissima e il finale l’ho trovato scontato.

Però tutto sommato è una serie che vi consiglio, è davvero un crescendo di tensione per sei puntate consecutive (con brevissimi momenti morti) che termina nell’ultima con un calo progressivo, diciamo che non c’è quel grande colpo di scena finale che ti sorprende all’improvviso e che ti avrebbe soddisfatto al 100%, invece la tensione e la curiosità accumulate si sgonfiano e nei minuti finali ci rilassa capendo il tutto.

Di cosa parla la serie?

Narra le vicende di Matilda Gray, una violoncellista che dopo il suicidio di sua madre scopre un collegamento tra lei e una bambina scomparsa nel 1994 in un piccolo villaggio del Galles. Determinata a scoprire la verità, Matilda si reca nel villaggio dove scopre un segreto terrificante e bizzarro: delle forze oscure e sovrannaturali si stanno riunendo in attesa del suo ritorno.

In alcuni momenti Matilda, la protagonista interpretata molto bene da Lydia Wilson, risulta antipatica ma a suo favore c’è il fatto che penso sia una delle protagoniste più testarde che io abbia mai visto in una serie tv.

Dipende dai punti di vista e dalle situazioni ma in questo caso la sua testardaggine mi è piaciuta.

Mi piacerebbe analizzare con voi alcuni punti interessanti del finale ma essendo il finale e non potendo fare spoiler terrò la bocca chiusa e le mani ferme.

Dopo averla vista in toto posso dirvi che ciò che mi è rimasto più impresso sono proprio alcuni fotogrammi meravigliosi di luoghi del Galles o inquadrature artistiche ben riuscite, direi anche la tensione che si riesce a percepire per tutte le puntate.

In serie di questo tipo c’è sempre la domanda “ma allora chi è stato?”, in questo caso posso dirvi che il colpevole/i sono almeno in parte insospettabili, ci sono talmente tanti personaggi che forse questi passano in secondo piano o non gli si da l’attenzione che meritano.

Insomma, buona serie tv che sono felice di aver guardato e ho fatto fuori in breve tempo perchè una volta entrati nel vivo è impossibile staccarsi.

 

Canzoni del Mese

Vi ho raccontato lo scorso mese, almeno in parte, della mia passione per Far Cry 5, ma a marzo era agli albori perché lo avevo iniziato da pochissimo, quindi aprile l’ho vissuto tutto all’insegna della passione per questo gioco e per i suoi dettagli.

Fra questi dettagli c’è anche la musica, colonna sonora composta unicamente per il gioco (assieme a canzoni già conosciute), mi sono appassionata in particolare ad una canzone, ma ci sono stati anche altri brani nel mese di aprile.

Set Those Sinners Free – Feat. Peter Harper

Green Light – Lorde

Florence + The Machine – Never Let me Go

Wires – The Neighbourhood

Cosmetico del Mese

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Siamo passati ogni mese dai prodotti labbra ai bronzer/terre/blush, facciamo progressi.

Comunque il prodotto di aprile è stato il Bahama Mama di The Balm, che ho acquistato a fine marzo su Notino, che è un sito molto interessante, dato che dovevo fare un regalo ho pensato di provare su questo sito e mi sono trovata benissimo.

Partendo dal presupposto che questo bronzer costa venti euro e su Notino l’ho pagato mi sembra otto/nove euro, direi che è stato un ottimo affare.

Ho dato un’occhiata e su Notino ha ancora questo prezzo (di € 8,90 per essere precisa) quindi se siete interessate/i ve lo consiglio perché penso sia ad un ottimo prezzo.

Lo volevo provare da tanto tempo, già che c’ero ho acquistato anche il Mary Lou Manizer sempre di The Balm che è un illuminante, anche questo molto famoso, che però non ho ancora testato come voglio quindi aspetto prima di parlarvene.

Comunque torniamo al bronzer, è davvero ultra-pigmentato quindi se non volete un effetto troppo intenso vi consiglio di non calcare più di tanto con il pennello, è incredibilmente facile e veloce da sfumare basta lavorarlo per pochi secondi ed è fatta.

E’ un bronzer che su una pelle piuttosto chiara si vede bene, ovviamente dipende sempre quanto ne applicate, io cerco di essere più leggera possibile perché proprio dal punto di vista estetico non mi piace un’eccessiva quantità di bronzer però dipende dalle vostre preferenze.

La durata è ottima, penso sia uno dei bronzer più amati e conosciuti in assoluto e io condivido pienamente con tutte le opinioni positive che ho letto, è un ottimo prodotto, quindi se cercate un bronzer affidabile dal punto di vista della durata, sfumabile, pigmentato ma stratificabile, questo ve lo consiglio.

 

App del Mese

Nel mese di aprile ho avuto un sacco di spese impreviste e fra queste anche un nuovo cellulare dato che il mio vecchio si è autodistrutto in un pomeriggio di calma apparente.

Ho avuto bisogno di diverse app per il passaggio dei dati (quando sono riuscita ad utilizzare il vecchio cellulare) e alcune mi hanno davvero salvato la vita.

Magari anche voi avete bisogno di trasportare file da un cellulare all’altro e queste app potrebbero esservi utili, non si sa mai.

La prima a sinistra è Copy My Data e mi è stata utilissima per il passaggio di immagini, video, contatti e del calendario.

Mentre la seconda a destra mi è servita per la musica, non sapevo come passare la musica e lo so che avrei potuto usare un pc ma ci sarebbero stati troppi traffici per i miei gusti, invece con Mi Drop in pochissimo tempo i 318 brani che avevo nel vecchio cellulare sono finiti dritti in quello nuovo.

Penso siano le due app più utili del periodo queste qui, Mi Drop è più veloce rispetto alla prima ma si occupa solo di musica, quindi sono dovete passare solo canzoni potete installare solo questa ma in caso contrario ve ne servirà per forza un’altra.

Scoperta del Mese

L’11 aprile è uscito un libro che è finito dritto dritto nella mia wish list, sto parlando di “Tu L’Hai Detto” di Connie Palmen.

In questo libro si parla della storia d’amore tra Sylvia Plath e Ted Hughes, che non è per nulla considerato una figura positiva nella vita di Sylvia, anche al seguito di alcune lettere ritrovate scritte appunto dalla poetessa.

Vi lascio qui la trama per intero del libro:

Ted Hughes e Sylvia Plath, la coppia «maledetta» della letteratura moderna, segnata dal suicidio di Sylvia a soli trentanni nel 1963, ha ispirato ogni sorta di speculazioni e mitizzazioni sulla fragile martire e il suo brutale carnefice. In questo romanzo Connie Palmen dà voce a Ted Hughes e fa raccontare a lui – il poeta, il marito, l’uomo che non può smettere di interrogarsi sulle proprie colpe ma che ha sempre mantenuto un religioso silenzio sulla moglie perduta – la sua verità. Una confessione intima, un incalzante viaggio emotivo che ci risucchia nella spirale di un amore tragico fra due scrittori uniti nel sacro fuoco dell’arte: dal primo folgorante incontro che sembra proiettarli in una sfera magica e rivelarli predestinati uno all’altra, al tempestivo matrimonio, il lungo viaggio nella natura americana, la mondanità letteraria di Londra e l’arrivo dei figli, la brillante carriera di lui e la lotta incessante di lei contro i propri demoni. Sylvia, l’irresistibile enfant prodige delle lettere americane, acuta, passionale, ma in realtà una bambina con l’anima di vetro che chiede aiuto, piena di incubi e paure, capace di vivere solo di assoluti, ossessionata dalle aspettative nei suoi confronti fino a includere anche la maternità nella sua ansia di successo, vittima di una mitologia personale che le impone il sacrificio sull’altare della poesia, il martirio come destino, liberazione e rinascita. Ted, l’intellettuale europeo affascinato dai reami dell’inconscio, che in lei trova una musa e una compagna di vita, che a lei dà tutto se stesso per cercare di salvarla dal suo lato oscuro, ritrovandosi intrappolato in un legame di mutua dipendenza sempre più viscerale, esigente, predatorio, e scoprendosi incapace di starle accanto.

Ovviamente la loro è stata una storia d’amore molto complicata, in questo libro Connie Palmen dà voce a Ted.

Citazione del Mese

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.
– Jeremy Irons

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Come detto all’inizio di aprile mi ricordo davvero poco, non mi sono nemmeno segnata nulla e ciò di solito indica che non ci sono state grandi cose per cui segnarlo come un mese importante.

La cosa positiva che mi ricordo di aprile è che ho ricominciato a disegnare e a dipingere, è un passione che non coltivo in modo costante purtroppo, ma ad aprile ho ripreso in mano la situazione e mi sono presa diversi momenti per me stessa in cui mi mettevo solamente a disegnare scaricando la mente da tutto il resto.

 

Obbiettivi per Questo Mese

Siamo già al 16 quindi eh, grandi cose possono ancora essere fatte.

Io sto già pensando all’estate ad essere sincera quindi questi li considero mesi di transizione, per ciò che rimane di maggio mi accontento di proseguire con le mie letture e con il disegno, la scrittura è un attimo in stand-by ma va bene così non mi lamento per questo.

 

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro aprile? Tutto bene? Vi sentite soddisfatti/e di ciò che è stato del mese scorso? Fatemi sapere!

A prestissimo,

Elisa

 

 

 

Cose del Mese – Gennaio!

Salve cari/e come procede la settimana?

Come ogni mese (sempre in ritardo) sono qui per il nostro consueto appuntamento con “le cose del mese”.

Ormai è tradizione che questo articolo arrivi in ritardo quindi perché saltare le tradizioni dico io?

Oggi vi parlo, in una tipologia di articolo parecchio rilassato e chiacchiericcio, di tutto ciò che ha costellato gennaio per me e come è iniziato questo 2018.

Non dimentichiamo che questo è stato il primo mese di un nuovo anno quindi se vogliamo avere una visione profetica della faccenda direi che per me gennaio non è andato affatto male come primo mese dell’anno.

Ma ne parleremo meglio nel corso dell’articolo quindi non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo!

Film del Mese

Allora, gennaio come vi dicevo è stato un bel mese ma non per i film.

Escludete il primo a sinistra ovviamente ma è stato una revisione quindi non conta, ne ho visti anche altri a parte questi ma come sempre ve ne cito massimo tre e ho deciso di selezionare questi.

Iniziamo dal migliore, sono andata in ordine di gradimento quindi come intuirete quello a destra è stato il peggiore di gennaio per me.

Ragazze Interrotte è una pellicola (leggendaria secondo me) del 1999 diretta da James Mangold che vanta fra i volti principali quelli di Angelina Jolie, Winona Ryder, Brittany Murphy, Clea DuVall e Jared Leto.

E’ uno dei miei film preferiti e come accade per i libri/film/serie tv che preferisco dopo un tot di tempo sento il bisogno di riguardali/rileggerli.

Ragazze Interrotte tratta di un argomento piuttosto delicato ovvero le malattie mentali, infatti il film (come il libro da cui è tratto) è ambientato in un ospedale psichiatrico in cui la nostra protagonista si ritrova perché soffre di disturbo borderline della personalità.

Come vi dicevo il film è tratto da un libro, più nello specifico dal diario di Susanna Kaysen, “La Ragazza Interrotta”.

Io personalmente ho visto prima il film, per la prima volta anni fa, e successivamente ho letto il libro ma non mi pento di questa scelta, per nulla.

Comunque torniamo a film, oltre a trattare il disturbo di cui soffre la nostra protagonista Susanna, si parla anche di molti altri disturbi piuttosto gravi che sono impersonati da varie figure che sostano in questo ospedale psichiatrico.

C’è la figura di Lisa (Angelina Jolie) che è una sociopatica e si avvicinerà molto a Susanna ma in realtà da telespettatori ci renderemo conto che Lisa influenza in modo piuttosto negativo Susanna (e anche le altre pazienti) allontanandola sempre più dal ritorno a casa.

C’è anche un’altra ragazza che soffre di anoressia, un’altra che è una bugiarda patologica, un’altra che è dipendente dai lassativi, un’altra che da piccola si è sfregiata il viso ecc. ecc.

Insomma in uno scenario come questo Susanna lotterà e si lascerà a tratti plagiare da Lisa, pensando alla sua malattia e riconoscendola per poi combatterla.

Insomma succederanno fatti che apriranno gli occhi a Susanna (sopratutto nei confronti di Lisa) e se non avete mai visto questo film dovete assolutamente rimediare.

E’ un film sulla comprensione di se stessi e sul viaggio che una ragazza, che si considera “sana”, compie in un luogo così traumatizzante e intenso come un ospedale psichiatrico.

Un’ottima pellicola e anche il libro merita senza dubbio una lettura!

Altro film che ho avuto modo di vedere a gennaio, in una sera in cui non avevo voglia di alzare nemmeno un dito su Italia 1 mi sembra quindi beccandomi un’ora buona di pubblicità che mi ha fatta mezza addormentare, è “Adaline, L’eterna Giovinezza”.

Film del 2015 diretto da Lee Toland Krieger, appartenente al genere drammatico/fantastico, esatto fantastico, e si vede bene durante la pellicola.

Di cosa parla questo film?

Nata intorno all’inizio del ventesimo secolo, Adaline Bowman (Blake Lively) non avrebbe mai pensato di poter essere ancora viva nel ventunesimo; ma un momento magico della sua vita la salva dalla morte e le regala l’eterna giovinezza. Così, a 29 anni, Adaline smette di invecchiare e comincia un’avventura unica, che mai essere umano ha vissuto. Questo destino incredibile le consente di vivere, per molti decenni, la storia delle trasformazioni del mondo, che fanno da sfondo alle sue vicende personali e sentimentali: dalle due Guerre Mondiali alle lotte degli anni 60 per la libertà, fino ai nostri eventi più recenti. Nascondendo abilmente il proprio segreto a tutti, tranne alla propria figlia, Adaline riesce a vivere con delicatezza e riserbo la sua vita, finché un giorno la donna incontra l’affascinante e carismatico filantropo Ellis Jones (Michiel Huisman) che riaccende il lei la passione per la vita e per l’amore. Dopo un weekend con i genitori di lui, che rischia di portare alla luce l’incredibile verità, Adaline prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita.

Insomma la trama è piuttosto particolare ed è una fiaba romantica ambientata ai (quasi) giorni nostri, già in concept ci fa capire che è un film non proprio realista e piuttosto fantastico, una volta arrivati a patti con questo fatto la visione non è così spiacevole.

Certo si fa un po’ fatica ad accettare all’inizio tutto questo (almeno per me è stato così) perché il pensare al fatto che una madre sia più giovane della figlia e vederle assieme è un’accostamento che lascia storditi.

Non è però solo questo fattore ma molti altri anche che sembrano assurdi e appunto fantastici, la fotografia e le ambientazioni mi sono piaciute molto, i colori, le scene, tutto studiato con cura.

Il lato negativo? Il solito messaggio che l’amore risolve sempre tutto anche in casi del tutto improbabili come questo, anche se qui oltre l’amore è proprio la sfiga a ripristinare tutto.

Il problema è che si fa fatica ad accettare questa sensazione fiabesca, tutto questo ottimismo sdolcinato (è troppo anche per me) che a tratti risulta probabile ad altri no, c’è qualcosa che stride perché per come è strutturato il film non riesce a passare al 100% il fatto che è una specie di fiaba, sembra la realtà e la realtà non funziona così.

E’ un film carino ma fa provare emozioni contrastanti e poco chiare, una bella storiella particolare insomma.

Ultimo film di cui parliamo oggi è stato il peggiore di gennaio, sto parlando di “The Open House”, un thriller originale Netflix pubblicato il 19 gennaio sulla piattaforma e diretto da Matt Angel.

La trama è brevemente questa:

Dopo un tragico evento, una madre raggiunge con il figlio adolescente la casa di villeggiatura di una parente, che dato il fatto che è in vendita è una “casa aperta” quindi in alcune ore e in alcuni giorni particolari la casa viene visitata da possibili compratori. In queste ore la madre e il figlio sono costretti ad andarsene, si renderanno conto però una volta tornati che qualcosa di strano è accaduto e continuerà ad accadere fino all’epilogo.

Un thriller dovrebbe alzare la tensione ma questo lo fa raramente, c’è qualche scena che salvo, la fotografia, il concept e la recitazione non è male anzi, il problema è tutto il resto e sopratutto lo svolgimento dei fatti con conseguente epilogo, un finale tremendo.

Perché tremendo? Perché non si capisce nulla da questo finale, nella trama ufficiale si legge che ci sono “forze strane e inquietanti che tramano contro di loro”, ma dove?

Le forze non sono per nulla strane, non voglio fare spoiler, ma vi garantisco che la risoluzione degli eventi non ha né capo né coda, perché succede quello che succede alla fine? Bah, chissà, così tanto per terminare il tutto si è buttato giù qualcosa alla bell’è meglio.

Mi ha urtato questo film, perché dopo aver passato più di un ora a seguire le vicende di questa famiglia, tutto si interrompe senza senso e il film non ci prova nemmeno a darti una spiegazione, la risoluzione di questo film (che non c’è nemmeno) non ha senso.

Assolutamente no.

Serie tv del Mese

Godless-Netflix

Torniamo a parlare di Godless, per l’articolo delle cose del mese di novembre vi avevo detto che mi ero avventurata da pochissimo nella visione di questa serie e non ero ancora in grado di dirvi nulla.

Vi ri-cito ancora la trama:

Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio addottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

In seguito ad una tragedia quasi tutti gli uomini  di La Belle muoiono e rimangono le donne che risollevano la città, fra queste donne c’è Alice Fletcher che possiede un ranch e ha un passato turbolento. 

Ancora non l’ho finito, mi manca l’ultimo episodio ma posso dirvi che ci sono molti momenti morti in questa serie che rendono la visione pesante in alcuni momenti, non desideravo una serie di fatti sempre veloci e avventurosi ma qui ogni tanto ho dovuto proprio interrompere a fare altro altrimenti mi sarei addormenta senza alcun dubbio.

Ci sono inquadrature belle, che sanno di essere belle e durano un’eternità inutilmente.

E’ una serie comunque piacevole, non adatta al binge effect insomma ma carina da vedere ogni tanto perché tutta assieme è insostenibile.

L’idea è davvero originale e apprezzabile, quella delle donne che hanno finalmente un ruolo portante nel western, ma sono sette puntate davvero lente, in cui ogni tanto succede qualcosa di veramente interessante ma ci sono anche tanti punti morti.

Non mi esprimo sul finale perché non l’ho ancora visto quindi vedrò l’ultimo episodio e mi farò un’idea generale su tutta la serie.

Comunque se vi piace il western e volete vedere qualcosa su questo genere ma diverso dal solito, ve lo consiglio.

A gennaio più che serie mi sono buttata molto di più sui film quindi direi che l’unica è stata Godless.

Canzoni del Mese

A gennaio le canzoni che ho ascoltato di più sono tutti classici, o meno, rock perché per un progetto (non legato al blog) ho fatto un mese di ascolto di canzoni rock classiche.

Wanted Dead Or Alive – Bon Jovi

Jessie’s Girl – Rick Springfield

Glory Days – Bruce Springsteen

Smoke On The Water – Deep Purple

Cosmetico del Mese

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Mi sembrava di avervi già parlato di questo prodotto ma facendo qualche ricerca in giro per il blog ho visto che no, non ve ne ho mai parlato, purtroppo aggiungerei.

Mi piace molto la Revlon come marchio, l’avevo detto anche nello scorso cose del mese in cui vi avevo parlato di un fondotinta di questo marchio e mi piacciono ancora di più questi rossetti/matitoni Revlon.

Sono i Colourburst Matte Balm e sono appunto dei matitoni rossetto automatici che mi piacciono moltissimo, il primo lo provai mesi e mesi fa ed è un rosso classico il Standout Remaquable e il secondo invece l’ho acquistato proprio nel mese di gennaio ed è il Fiery, ditelo assieme a me “un bordeaux- violetto”.

Hanno entrambi una nota di menta all’interno che dopo averlo applicato fa pizzicare un tantino le labbra e le rimpolpa, non è un rossetto che secca e rimane sulle labbra per ore, ovviamente è pur sempre un rossetto e non una tinta quindi va via a contatto con il cibo o in caso di “sfregamento involontario” però tutto sommato ha una resistenza molto buona.

Mi sembra costi attorno agli 8/9 euro, dipende anche dove li acquistate il prezzo può variare, ma credo siano davvero ben spesi perché sono degli ottimi rossetti, colore bello pieno, ottima resistenza, poca secchezza, ottimi!

 

App del Mese

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A gennaio ho riscoperto Bloglovin’, grazie sopratutto ad un articolo di Tiziana in cui appunto parlava di questa piattaforma, mi sono ricordata che anche io avevo un profilo Bloglovin’ e mi è venuta voglia di cercare informazioni su come muoversi qui sopra.

Sì perché avevo, mesi e mesi fa, avuto la brillante idea di registrarmi ma non sapevo come utilizzare Bloglovin’ ne quale fosse effettivamente lo scopo di questa piattaforma, insomma l’ho rivisitato e ho imparato ad usarlo.

E’ molto utile per seguire sopratutto blog che magari sulle piattaforme in cui sono non siete comodi a seguire, perché qui sono tutti raggruppati i blog che vi piacciono e non dovete visitare 15’050 piattaforme per leggere tutti li articoli che vi interessano.

Quindi ho scaricato anche l’app e mi trovo molto comoda, consigliata.

Ah, se volete seguirmi lì, per chi magari non è iscritto a wordpress la mia pagina è questa.

Scoperta del mese

Ho iniziato Tomb Raider, il videogioco di Lara Croft, anche per merito dell’entusiasmo di Fairylove (Unlibroperlatesta) e devo dire che mi sta piacendo molto, non me lo aspettavo.

Non è così arzigogolato come me lo ero immaginato, la trama è bella pulita, si hanno missioni specifiche, insomma un bel gioco d’avventura, sono circa a metà quindi aspetto prima di esprimermi sul gioco in totale, ma la grafica è davvero ben fatta per un gioco del 2013 (ricordiamoci che per i videogiochi anche un anno fa la differenza per quanto riguarda la grafica).

Ho finito Origins della serie di Assassin’s Creed e mi è piaciuto da impazzire, anzi ho finito la storia perché nel gioco ci sono ancora molte cose da fare, ve lo avevo detto la scorsa volta, è un gioco immenso.

Piccola postilla sempre videoludica, a marzo uscirà Far Cry 5, io ho giocato al 4 un’infinità di volte e sono già in fibrillazione per marzo, Far Cry non è una serie semplicissima da giocare perché ci sono alcune missioni (ed è stata molto criticata per questo) piuttosto difficili e molto lunghe che fanno bloccare il giocatore che si scoraggia e non continua più ma per quanto mi riguarda, ho amato il quarto e voglio assolutamente giocare al quinto quando uscirà.

Una cosa eccezionale dei concept di questa serie è il fatto che hanno sempre un’ambientazione distopica, per esempio nel quarto il giocatore doveva sconfiggere il regime che soffocava il Kyrat, mentre nel quinto da quello che so in questa città americana vige un credo che imprigiona gli abitanti di Hope County.

Penso di non avere altre particolari scoperte per gennaio, a parte il fatto che dagli ultimi giorni del mese ad ora ho un mal di gola e simil raffreddore che non se ne vuole andare.

Citazione del Mese

L’uomo che cerca la sicurezza, anche della mente, è come uno che si taglia gambe e braccia per avere gambe e braccia artificiali, che non gli diano dolori ne’ disturbi.

– Henry Miller

Cosa Positiva/ Negativa del mese

Per quanto riguarda quelle negative a gennaio ci sono stati vari problemi dal punto di vista lavorativo, ma nulla che il tempo non abbia risolto quindi tutto è bene ciò che finisce bene.

Come vi dicevo gennaio è stato un bel mese, un po’ complicato in alcuni giorni ma tutto sommato un bel mese, sono stata costretta più volte a mettere in pausa alcuni progetti a causa del poco tempo a disposizione ma li ho poi ripresi quindi non mi lamento.

Ci sono stati un po’ di cambiamenti positivi a gennaio, piccole cose ma positive che hanno rallegrato il mese, un buon inizio anno direi.

Obbiettivi per Questo Mese

Dunque a parte portare a termine almeno uno dei progetti di scrittura che ho, direi anche leggere un po’ di più e ci sto abbastanza riuscendo, nei prossimi giorni uscirà una recensione.

A marzo probabilmente mi sposterò e farò qualche viaggetto quindi devo utilizzare febbraio per organizzarmi un po’ con il lavoro e tutto, sarà un mese di organizzazione per vari fatti che ci saranno a marzo

E ci sarà qualche novità anche sul blog, come vi ho anticipato qualche giorno fa…

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro gennaio? Avete iniziato bene l’anno? Fatemi sapere!

A presto,

Elisa

 

 

 

 

 

 

Cose del Mese – Dicembre!

Buon venerdì gente e buon quasi inizio weekend!

Finalmente oggi sono qui per terminare il 2017 in tutti i sensi, infatti oggi parliamo delle “cose” dell’ultimo mese del 2017 e mettiamo un punto definitivo allo scorso anno (dal punto di vista degli articoli).

Come tutti gli appuntamenti di questa rubrica parliamo delle “cose” di dicembre ovvero di ciò che ha costellato il mio ultimo mese del 2017, ma sono curiosa di sapere anche le vostre “cose” quindi nei commenti fatemi sapere!

Iniziamo subito perché come ogni volta mi dilungherò all’infinito, tratto classico di questo genere di articolo, quindi mettetevi tranquilli perché la cosa sarà lunga.

Iniziamo!

Film del Mese

Dicembre, dato anche il periodo natalizio, è stato il mese della nostalgia e delle revisioni.

Mi sono rivista interamente la serie de “Le Cronache di Narnia”, per il momento solo usciti solo tre film, il quarto “La Sedia d’Argento” dovrebbe uscire in futuro ma la data non è ancora certa.

Penso di avervi accennato in passato qualcosa riguardo il mio amore per la serie in questione, non sono una fan del fantasy e non lo sono mai stata ma sono davvero legata a questa serie (sia di film che libresca).

Iniziamo parlando del primo ovvero “Le Cronache di Narnia – Il Leone, la Strega e l’Armadio”, per la regia di Andrew Adamson uscito nel 2005.

Nell’ordine di pubblicazione i libri iniziano proprio con questo capitolo, “il leone la strega e l’armadio”, anche se c’è un po’ di dibattito riguardo l’ordine dei capitoli, quando Harper Collins ottenne i diritti di pubblicazione rinumerò i libri usando l’ordine suggerito dal figlio adottivo di Lewis.

Comunque a parte questo il primo sembra essere quello citato sopra quindi teniamo buono questo fatto.

Il film del 2005 è quindi il primo capitolo della serie, tra gli attori principali troviamo Georgie Henley, Skandar Keynes, William Moseley, Anna Popplewell e Tilda Swinton.

In questo capitolo conosciamo i fratelli Pevensie che in una sessione di nascondino scoprono un armadio che li porterà nel mondo di Narnia in cui conosceranno, oltre a vari personaggi curiosi, la strega Bianca e il leone Aslan.

Dovranno salvare questo mondo fantastico prima di tornarsene comodamente a casa insomma.

Questa serie è uno dei pilastri del fantasy quindi penso conosciate tutti più o meno la trama del primo capitolo, il più famoso.

E’ sempre bello da vedere, come ho risposto nel tag della christmas song, non amo i cattivi ma la strega bianca è una cattiva di classe.

Il secondo capitolo è “Le Cronache di Narnia – Il Principe Caspian”, non so quante volte ho rivisto questo film in adolescenza, ho perso il conto.

Uscito nel 2008 per la regia sempre di Andrew Adamson e prodotto come il primo dalla Walt Disney Pictures.

Gli attori protagonisti solo gli stessi ma si aggiunge Ben Barnes, che interpreta appunto il principe Caspian.

Penso, ma questa è una mia modesta opinione, che questa pellicola sia superiore rispetto alla precedente e credo tutt’ora che sia la migliore di quelli della serie usciti fin’ora.

In questo capitolo i nostri giovani eroi tornano a Narnia e incontrano Caspian, un giovane principe fuggito dal suo regno che si ritrova a vivere nei boschi per vari intrighi del regno.

I fratelli dovranno aiutare Caspian a riconquistare il suo regno e a salvare nuovamente Narnia.

La regia di Adamson qui l’ho trovata evoluta, si è migliorato e penso sia visibile, si riconosce lo stile ma si vede anche qualche miglioria.

Mi stavo dimenticando di scrivere che in questo film fanno la loro comparsa anche due attori italiani ovvero Pierfrancesco Favino e Sergio Castellitto.

Arriviamo veloci al terzo capitolo, ovvero “Le Cronache di Narnia – Il Viaggio del Veliero”, l’ultimo in ordine di pubblicazione che attende dal 2010, ebbene sì dal 2010, un suo seguito.

Vogliamo muoverci con questo seguito?

Ricordo che otto anni fa dopo averlo visto non vedevo l’ora di vedere il prossimo capitolo e pensavo sarebbe arrivato presto, ah ingenua piccola me!

Comunque in questo terzo capitolo rincontriamo Caspian, Lucy e Edmund ma non Peter e Susan (troppo cresciuti ormai per tornare a Narnia).

C’è una new entry, ovvero il cugino dei due fratelli Eustace Scrubb (Will Poulter).

In questo film i più piccoli dei fratelli Pevensie assieme al cugino tornano a Narnia e sbarcano (in tutti i sensi) sul veliero del principe Caspian che sta solcando i mari.

Insieme visiteranno luoghi del mondo di Narnia curiosi e fantastici e alla fine dovranno battere una terribile maledizione, al termine della battaglia ci sarà un epilogo molto commovente e dalle tinte amare, forse il finale più amaro della saga fin’ora.

La regia è di Michael Apted per questo capitolo e non è stato prodotto dalla Walt Disney Pictures ma bensì dalla Walden Media e dalla 20th Century Fox.

Secondo me qui si nota un cambiamento, si vede che il taglio è diverso non dico peggiore o altro semplicemente si vede un diverso approccio al metodo della regia.

Ho notato molti più elementi fantastici in questo film (e in questo capitolo in generale) rispetto agli altri, dato il viaggio si incontrano creazioni curiose.

Questa comunque è una saga che vi consiglio sempre e comunque ad ogni età, certo alcuni elementi sopratutto dei libri sono più adatti ai ragazzi più piccoli ma è una saga che ognuno può vedere magari il secondo film non è proprio perfetto per i bambini piccoli, direi da un età dopo i 10/12 anni.

E’ sempre bello riguardarla questa serie.

PS: La me piccola attende ancora un’avanzamento nei lavori signori della produzione!

A parte questa revisione ho visto qualche film thriller ma nulla mi ha colpita particolarmente da poterlo inserire qui, quindi direi andiamo avanti!

Serie Tv

Ho fatto pena con le serie tv a dicembre, c’è stato anche molto da fare fra cose da preparare, pensieri vari, organizzazioni laboriose insomma non ho avuto molto tempo per le serie tv.

Mi sarebbe piaciuto rivedere Stranger Things 2, perché io tendo a rivedere le produzioni che mi sono piaicute in modo maniacale a loop, ma non ho avuto tempo.

Ah, a proposito di Stranger Things, avete sentito la bella notizia? Sembra che nel 2018 arriverà la terza stagione, shh shh non diciamolo a voce alta che non è ancora sicuro…

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Ho rivisto, tra una mezz’oretta e l’altra a bocconi Orange is The New Black, dico rivisto perché anni fa avevo già avuto modo di vedere la prima stagione.

Ho ripreso proprio come ho fatto con American Horror Story ovvero dalla prima stagione anche se me la ricordavo abbastanza bene, per andare con ordine.

Non sono continuativa con le serie tv quindi se mi stanco dopo un po’ le mollo e basta, anche se ora sono fomentata perché non vedo l’ora di vedere la seconda stagione.

Ideata da Jenji Kohan e prodotta dalla Lionsgate Televison, questa serie è stata amata dal pubblico e ad oggi sono cinque le stagioni prodotte.

Di cosa parla OITNB?

La serie è ispirata alle memorie di Piper Kerman, una donna che fu condannata per riciclaggio di denaro sporco.

In questa serie seguiamo appunto le avventure di Piper (Taylor Schilling) che viene rinchiusa in carcere per le motivazioni riportate sopra, in carcere incontra diverse donne dai caratteri molto diversi e si ritroverà in situazioni divertenti a volte e drammatiche in altre. Incontrerà anche Alex (Laura Prepon), un vecchia fiamma causa anche della sua condanna.

E’ una serie irriverente, piacevole da gustarsi, realizzata molto bene con una trama senza dubbio interessante e un concept costruito su basi solide.

Una bella serie, consigliata!

 

Canzoni del Mese

Dunque, non vorrei sembrare un elfo allegro e salterino ma qualche canzone natalizia per entrare nel mood l’ho ascoltata, che vi devo dire, è il mio periodo preferito dell’anno a anche il più faticoso.

Comunque non citerò canzoni di Natale niente paura.

Mi sono appassionata a Chet Baker, dopo aver ascoltato qualche suo brano e tra l’altro mi è stato regalato anche un volume con le sue memorie edito da Minimum Fax che non vedo l’ora di leggere, la sua figura è davvero interessate come la sua vita.

La sua musica è molto profonda, direi adatta a pensare e a rilassarsi.

Chet Baker – Almost Blue

Chet Baker – I Fall In Love Too Easily

Chet Baker – I Get Along Without You Very Well

Poi il miglior regalo natalizio, oltre ai libri, è stato un fantastico giradischi, diciamo che mi sono appassionata nel tempo durante la crescita ad artisti come Baker e ad oggetti meravigliosi come il giradischi grazie a mio padre che è sempre stato un grande amatore del suono fin dalla giovane età.

Con questo meraviglioso oggetto (che ora non sono più costretta ad ascoltare in prestito) ho ascoltato un vinile molto bello di Van Morrison.

Van Morrison – Moondance (Full Album)

E’ stato un periodo di scoperta quello natalizio, mi sono avvicinata anche a pilastri del rock classico come:

The Rolling Stones – Gimme Shelter

The Rolling Stones – Paint It, Black

Cosmetico del Mese

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Ho cambiato fondotinta e ho deciso di buttarmi su questo ovvero il Colorstay della Revlon, brand che a me piace particolarmente.

Mi ci sto trovando molto bene sopratutto per la resistenza, infatti una volta letto 24h devo dire che avevo qualche dubbio ma effettivamente ha una resistenza davvero forte.

L’unica cosa che ho notato è che tende a seccare un po’ la pelle sopratutto nella zona T, ma in generale è un buon prodotto secondo me.

E’ un fondo anche abbastanza famoso mi sembra, ero curiosa di provarlo anche per i buoni pareri che ho sentito a riguardo, magari vi saprò dire altro in futuro ma per ora posso dirvi che mi piace.

 

App del Mese

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L’app del mese per me è stata WriterP.

E’ una semplice app per la scrittura sopratutto per chi deve segnarsi magari idee per storie, racconti, o altro. Conta le battute, si possono organizzare appunti in cartelle e permette la scrittura di testi piuttosto lunghi. Si possono anche modificare gli stili e la trovo molto utile, diversa dalla classica app memo perché più indirizzata a chi appunto scrive magari.

Scoperta del Mese

Beh ho scoperto due grandi cose.

Primo, il mio amore per la cartoline vintage, infatti mi sono innamorata di antiche cartoline inglese scritte risalenti ad anni lontani, oggetti d’antiquariato insomma che esercitano un enorme fascino. Adoro gli oggetti vintage sopratutto quando sono inerenti alla scrittura quindi cartoline, vecchi diari, vecchie lettere ecc. ecc.

Ovviamente le ho comprate, alcune sono scritte appunto e ci sono ringraziamenti, auguri e pensieri risalenti agli anni 80′, 70′ e 60′. Affascinante!

Un’altra scoperta, che non so quanto possa interessarvi ma per me è stato come aprire il vaso di Pandora, è stato il mio primo Assassin’s Creed. Qui andiamo sul lato videogiochi, non so se vi ho mai parlato del mio interesse per i videogiochi, mi piacciono molto (riduciamo tutto a questo) e mi interessa scoprire le nuove uscite e tenermi aggiornata.

Mi hanno regalato Assassin’s Creed Syndicate e mi sono innamorata di tutta la saga, l’ho terminato in due settimane e ho già recuperato Black Flag, The Ezio Collection, Unity (che ho iniziato ma devo riprendere perché mi sono buttata sul prossimo che vi dirò) e Origins, questo è stato un regalo.

Ero intimorita perchè non sapevo da quale iniziare, so che non tutti sono amanti di questa saga, ma alla fine ho ricevuto per caso per regalo Syndicate l’ho iniziato e credo di essere partita con quello giusto perché ha fatto iniziare un grande amore.

Origins è stupendo, ci sto giocando ora ed è perfetto, sia dal punto di vista grafico, che della storia che delle attività perché è un gioco immenso.

Citazione del Mese

Ho deciso che per la sezione “citazione del mese” sceglierò una citazione che descriva nel migliore dei modi il mese in discussione, ebbene per questo motivo la mia citazione di dicembre è:

La nostra unica sicurezza è l’abilità di riuscire a cambiare.

John Lily

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Vediamo cosa negativa la miriade di cose da fare, che non mi hanno lasciato spazio di fare nulla, sono arrivata alla sera di Natale sfatta, non vedevo l’ora finisse tutto per andarmene a dormire… mamma mia come sono giovane.

Però a parte questo è stata un bel dicembre, c’è stata anche la #Xmasmaratona che mi sono divertita molto a fare (e spero sia piaciuta anche a voi), c’è stata la famiglia, gli amici, le nuove scoperte, quel classico calore tipico delle feste, c’è stato tutto.

Obbiettivi per Questo mese

Beh a livello pratico, proseguire con la tbr, sicuro.

Sono arrivata anche ad avere sei progetti di scrittura al momento, che sono davvero troppi, infatti non riesco a gestirmi per nulla bene.

Guardare più serie tv, film e documentari dato che ultimamente guardo solo cartoni non che sia un male assolutamente, ma vorrei continuare anche con altro.

Il periodo nostalgico di dicembre sta continuando infatti finisco sempre per guardare film d’animazione su Netflix nelle ultime settimane.

 

Bene ragazzi!

E voi? Come è stato il vostro dicembre? Avete chiuso bene l’anno? Fatemi sapere!

A presto,

Elisa

 

8 Film per il Natale

Buona Vigilia di Natale cari/e!

Eh sì, è proprio il caso di dirlo le feste sono ufficialmente qui!

Non che non lo fossero prima ma insomma è la Vigilia, un giorno che aspettavamo da mesi e il vero forse inizio dei giorni di festa, da oggi iniziamo a mettere su kg gente!

Ma in questo clima festivo c’è una brutta notizia, manca un giorno alla fine della #Xmasmaratona infatti domani uscirà l’ultimo articolo di questa lunga serie ma non temete perché ci rileggeremo comunque presto, ma vi dirò tutto domani!

Comunque, oggi parliamo di film, anzi per meglio dire 8 film adatti al Natale (o simili, quindi anche per le altre feste).

In questa lista vi consiglio otto film che per sensazioni, argomento, emozioni sono adatti a queste feste, se non sapete cosa guardare con parenti, amici o altri in questi giorni niente paura perché qui troverete un utile lista.

Iniziamo!

Iniziamo con quelli che per me sono due classiconi natalizi, il primo è A Christmas Carol che ovviamente non potevo non includere.

La versione che guardo ogni Natale è quella del 2009 per la regia di Robert Zemeckis è realizzato secondo la tecnica del performance capture, quindi gli attori vengono resi come personaggi animati.

Fra gli attori principali troviamo Jim Carrey (che doppia Scrooge, lo Spirito del Natale passato, lo Spirito del Natale presente e lo Spirito del Natale futuro), Gary Oldman (che doppia Bob e Jacob) e Colin Firth (che doppia Fred).

La storia è quella che conosciamo noi, quella classica di Dickens in cui Scrooge un anziano e molto avaro finanziare dopo essere rincasato la notte della Vigilia di Natale riceve la visita dello spirito di Jacob Marley, suo ex socio d’affari.

Lo spirito gli preannuncia che riceverà le visite di altri tre spiriti, gli spiriti del Natale passato, presente e futuro.

Alla fine di questo viaggio Scrooge cambierà radicalmente come uomo e come essere umano.

E’ una storia bellissima, una delle mie preferite di sempre, strabocca di simboli e significati interessanti l’uno più dell’altro, se non avete mai letto il libro o visto il film, rimediate!

Altro classicone poi è Nightmare Before Christmas, che si può vedere anche ad Halloween tra l’altro.

Questa pellicola risale al 1993 e ai tempi fu girata secondo la tecnica stop-motion ovvero con dei pupazzi mossi a mano, fotogramma dopo fotogramma.

Per la regia di Henry Selick, questo film d’animazione è diventato un vero classico.

Fra i doppiatori principali troviamo Danny Elfman/Renato Zero (nei panni di Jack), Catherine O’Hara (nei panni di Sally) e William Hickey (nei panni del Dott. Finklestein).

Jack Skeletron è il capo di Halloween, villaggio abitato da mostri. Piuttosto insoddisfatto ed annoiato della sua vita e di dover continuamente dover spaventare bambini, scopre per caso nel tronco di un albero l’entrata al regno di Babbo Natale. Decide subito di mettere in atto un piano semplicissimo: rapire Babbo Natale e sostituirlo con se stesso per la consegna dei regali! Per fortuna a fianco di Jack ci sarà Sally, la bambola di pezza innamorata di lui da tempo, che lo aiuterà a risolvere tutti i guai che combinerà…

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Sempre a tema film d’animazione, vi consiglio “Le 5 Leggende”, film del 2012 per la regia di Peter Ramsey.

Lo vidi per la prima volta anni fa e ne conservo un bellissimo ricordo, divertente, malinconico a tratti, emozionante e ben realizzato.

Tra le voci principali troviamo quelle di Chris Pine (nei panni di Jack Frost), Jude Law (nei panni dell’uomo nero), Isla Fisher (in quelli della fatina dei denti) e Hugh Jackman (in quelli del coniglietto di Pasqua).

E’ la storia di un gruppo di eroi ben conosciuti tra i bambini, tra i quali Babbo Natale, Il Coniglio Pasquale, La Fatina dei Denti; ognuno con dei poteri straordinari. Quando uno spirito maligno, “L’Uomo Nero”, lancia il guanto di sfida per conquistare il mondo, i Guardiani devono unire, per la prima volta, le loro forze per proteggere le speranze, le fantasie e le convinzioni dei bambini di tutto il mondo.

Consigliatissimo, un film per tutta la famiglia.

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E’ una rielaborazione del classico di Dickens in chiave più eccentrica diciamo così…

La pellicola è del 1988 per la regia di Richard Donner, ha tra gli attori principali Bill Murray (come potrete intuire da… tutto), Karen Allen, John Forsythe, John Glover, David Johansen, Carol Kane e Bobcat Goldthwait.

A Natale l’autoritario presidente di un network americano, Frank Cross, mentre sta per mandare in onda uno spettacolo ispirato al racconto di Dickens viene colto da allucinazioni. Si trova al centro di incbi che lo proiettano prima al centro di un Natale passato, poi di un Natale in cui assiste sgomento al proprio funerale. L’impietosa lezione lo costringe a riflettere sul significato di bontà e altruismo del Natale.

E’ una commedia davvero scoppiettante a tratti creepy, a volte un po’ confusionaria ma resta tra i consigliati per me.

Questi non sono a tema natalizio ma sono una soffice coperta di Linus per quanto mi riguarda e sono adatti anche al Natale, come per il resto dell’anno.

Sto parlando di Orgoglio e Pregiudizio film del 2005 per la regia di Joe Wright e Piccole Donne del 1994 per la regia di Gillian Armstrong.

Entrambi tratti da due classiconi senza tempo, adattati ai romanzi da cui sono tratti.

Fra i volti principali di Piccole Donne troviamo: Winona Ryder, Gabriel Byrne, Trini Alvarado, Christian Bale, Claire Danes e Kristin Dunst.

Mentre fra quelli principali di Orgoglio e Pregiudizio troviamo: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Donald Sutherland, Rosamund Pike, Brenda Blethyn e Tom Hollander.

Piccolo accenno alle trame che penso conosciate già, Orgoglio e Pregiudizio narra le vicende di Elizabeth che a differenza delle sue sorelle e ben poco interessata al matrimonio e alla ricerca di un giovane con cui accompagnarsi. Un giorno però incontrerà Darcy, un uomo molto enigmatico con cui nascerà un rapporto di difficile interpretazione. Il film però come il romanzo non parlano solo di questo, bensì sono una dura critica alla società di quel tempo.

Parlando invece di Piccole Donne (altro grandissimo classico) la trama brevemente è questa:

Nel 1861, richiamato alle armi nel corso della guerra di secessione americana, il signor March affida la famiglia alla moglie Marmee, donna forte ed efficiente, tutta dedita alle quattro sue figlie: Jo, Meg, Beth ed Amy. Profondamente unite tra loro ma assai diverse nel carattere, vivono a Concord, Massachusetts, in una graziosa villetta e passano il tempo aiutando in casa, ricamando, leggendo. Meg è la maggiore, assennata e gentile; Jo è la più viva e autonoma, di grande intelligenza (con qualche idea di femminismo) e determinata nel voler diventare una scrittrice; Beth è la più dolce e riservata, forse perché da tempo malata; quanto alla dodicenne Amy, la sua adolescenza la fa sbarazzina e più superficiale. Dopo qualche anno il padre è sempre lontano: c’è un po’ di ristrettezza in casa (ma le ragazze, sull’esempio della madre, non mancano mai di aiutare alcuni sfortunati in angustie). Tra i benestanti del vicinato c’è il giovane Laurie che adora tutte e quattro le ragazze March…

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The Family Man rientra senza ombra di dubbio nei film adatti al Natale, per la regia di Brett Ratner è un film del 2000 con Nicolas Cage protagonista.

Questa è la trama:

Quando tredici anni fa Jack Campbell ha lasciato Londra per fare pratica presso una prestigiosa società americana, ha promesso alla sua fidanzata del liceo, Kate che sarebbero rimasti lontani soltanto per un anno. Oggi, siamo alla Vigilia di Natale e Jack è un frenetico single di Wall Street, super pagato e con uno stile di vita altissimo mentre Kate è soltanto un ricordo lontano. Tornando a casa dal lavoro, Jack si ferma a fare spesa e resta coinvolto in una lite tra il proprietario del negozio ed un agitatissimo punk. Dopo aver contribuito a sedare la rissa, Jack si ferma per fare la morale a Cash il quale, a sua volta, mette in discussione i valori di Jack il quale gli risponde: “Io ho tutto quello che voglio”. Una volta al riparo tra le mura del suo lussuoso e immacolato attico, Jack si addormenta… per svegliarsi in una disordinata camera da letto nel New Jersey, accanto a Kate, più vecchia di 13 anni e con gli evidenti segni della mancanza di sonno, ma uguale a come se la ricordava lui, con un neonato che piange nella stanza accanto ed una bambina di sei anni che lo chiama papà. Per jack sarà solo la prima di una lunga serie di sorprese.

Fra gli attori principali oltre al caro Nicolas troviamo Tèa Leoni, Don Cheadle, Jeremy Piven, Saul Rubinek, Josef Sommer e Makenzie Vega.

E’ un film drammatico, pieno di significato e che adoro rivedere in questo periodo dell’anno.

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Questo è un film non proprio appena uscito ma che merita di essere visto per me, è un film “di Natale” diverso dal solito.

Per la regia di Pupi Avati, un film tutto italiano del 1986.

Questa è la trama:

Quattro amici di vecchia data si ritrovano, la notte di Natale, per una partita a poker. Sul piatto, però, non ci sono solo i soldi: ci sono anche le menzogne, le sconfitte, i tradimenti e gli inganni di ognuno di loro.

E’ un film molto intenso e profondo, uno dei migliori di Pupi Avati sicuramente, fra gli attori principali troviamo Carlo delle Piane, Diego Abatantuolo, Alessandro Haber Giovanni Cavina.

Un bel film italiano perfetto per questi giorni.

Bene gente!

E voi? Cosa guarderete di bello in questi giorni? Fatemelo sapere!

A domani!

Elisa

 

Cose del Mese – Novembre!

Buon martedì cari! Come state? Come procede la settimana?

Anche oggi ci rileggiamo e penserete “Elisa ma dove sono gli articoli natalizi?”, non vi preoccupate arriveranno a breve abbiamo ancora venti luminosi giorni davanti.

Ma oggi “cose del mese”, ci rilassiamo e come se fosse una piacevole chiacchierata parliamo di quello che ha costellato il mese di novembre, vi racconto un po’ quello che ho visto, sentito, provato e sono curiosa di conoscere anche le vostre “cose”!

Come sempre in questo articolo facciamo notte quindi direi di iniziare immediatamente!

Documentario del Mese

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Questo mese non ho visto gran film degni di essere citati, anche perché mi sono buttata molto di più sui documentari e sulle serie tv.

Il documentario del mese per me è stato The Keepers, un documentario di sette puntate che ho guardato una dietro l’altra a raffica.

E’ uscito in esclusiva per Netflix il 19 maggio 2017 e la regia è di Ryan White.

In queste sette puntate da un’ora e più l’una andiamo alla scoperta di un fatto di cronaca nera accaduto alla fine degli anni ’60, una suora di nome Catherine Cesnik, un’insegnante dell’Archbishop Kenough High School di Baltimora, scompare esattamente  il 7 novembre 1969.

Il suo corpo viene ritrovato un paio di mesi dopo e  nel 1992 Jean Wehnear, ex studentessa del liceo, rivela di essere stata più volte molestata e stuprata da Joseph Maskell, il cappellano della scuola ai tempi in cui Catherine insegnava.

Mi hanno detto che questo documentario per certi versi somiglia a Making a Murder sempre prodotto da Netflix, che io però non ho ancora visto.

E’ un genere particolare, non adatto a tutti perchè si parla di un caso di omicidio accaduto realmente e a volte si va nei dettagli senza parlare del fatto che il documentario inizia con l’omicidio ma si sposta successivamente su tutta la questione delle violenze sessuali subite da alcune ragazzine all’interno della scuola e vi garantisco che alcune testimonianze mi hanno fatta accapponare la pelle.

Personalmente ho guardato molti documentari di questo tipo, negli anni ho perso il conto, documentari che parlano di serial killer o fatti di cronaca nera, per me sono sempre interessanti da guardare.

Questo documentario mi ispirava da tempo per l’immagine della copertina anche se non avevo idea dell’argomento trattato perché non pensavo fosse un documentario ma una serie tv, quindi una sera ho iniziato a guardarlo e non mi sono più staccata.

In queste sette sofferte puntate si raccolgono testimonianze, si percorrono molteplici piste, si incontrano diversi personaggi che potrebbero essere coinvolti in questa enorme tragedia.

E’ stato fatto un lavoro eccezionale per quanto mi riguarda perchè si ha sempre interesse nell’andare avanti nella visione, perché è come lo spettatore partecipasse alla risoluzione del caso e analizzasse le prove con le due donne che indagano sulla vicenda.

La fotografia è molto piacevole, le ricerche che sono realmente state fatte ripercorrono ogni angolo della vita di Cathy e non lasciano nulla aperto, si sospetta di tutti, da spettatrice pensavo che la risoluzione fosse vicina perché già alla seconda puntata si pensa a qualcuno in particolare ma invece non è così, anzi dalla seconda puntata di apre un mondo ancora più sporco e poco chiaro.

Le testimonianze delle violenze sessuali sono terribili, agghiaccianti.

E’ incredibile venire a conoscenza del fatto che in una scuola tranquilla come si pensava essere quella gestita da suore e due preti in realtà ci fosse così tanto sotto, che fosse così tanto bacata fin alle radici.

Ci sono giornalisti, poliziotti in pensione, vicini di casa di Cathy, parenti, amici, che vengono intervistati e a volte alcune testimonianze non sembrano reggere più tanto.

Le strade sono così tante, troppe scelte, troppi possibili nomi coinvolti.

Parlando di chiesa il dubbio (che sembra quasi certezza dal documentario) è che appunto quest’ultima abbia insabbiato l’omicidio della povera giovane suora che venuta a conoscenza del giro di violenze sessuali ci abbia poi rimesso la vita.

Questo documentario è un puzzle che non lascia niente al caso, ogni posta viene esplorata fino in fondo, ogni possibile risoluzione viene analizzata.

Un ottimo prodotto realizzato da Netflix, mi ha lasciata senza parole.

 

Serie Tv del Mese

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Mi verrebbe da citare ancora Stranger Things 2 ma non lo farò.

Questa l’ho iniziata il penultimo giorno di novembre e sono tutt’ora la secondo episodio quindi non è che vi sappia dire molto per ora.

Posso solo dirvi che Godless è una serie tv di sette episodi sempre prodotta da Netflix ed è uscita il 22 novembre sulla piattaforma.

Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio addottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

In seguito ad una tragedia quasi tutti gli uomini  di La Belle muoiono e rimangono le donne che risollevano la città, fra queste donne c’è Alice Fletcher che possiede un ranch e ha un passato turbolento. 

E’ un po’ il western che siamo abituati misto però ad una ritrovata modernità, e ad un realismo feroce che non si basa sugli elementi “clichè” ma affronta la vicenda con più concretezza.

Tra alcuni dei personaggi principali vediamo appunto Griffin (interpretato da Jeff Daniels), Goode (interpretato da Jack O’Connell), Alice Fletcher (Michelle Dockery).

Per ora so dirvi poco ma sicuramente nelle prossime settimane vi darò le mie impressioni in modo più completo.

Quello che posso dirvi per ora è che i personaggi sono caratterizzati in modo molto forte e preciso, ognuno ha la propria storia e spunta a poco a poco, a volte è leggermente lento ma non c’è da stupirsi in quanto una narrazione veloce non avrebbe reso giustizia alla vicenda.

 

Canzoni del Mese

Dunque, questo mese citerò canzoni che avevo citato tempo fa ma le ho riascoltate ancora parecchio, sopratutto una in particolare che è la prima e il video mi fa impazzire ogni volta.

Love – Lana del Rey

You Don’t Do It For Me Anymore – Demi Lovato

Cry Me a River – Justin Timberlake

Chasing Cars – Sleeping At Least (Cover)

 

Cosmetico del Mese

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Il prodotto del mese per me sono questi rossetti liquidi qui di Rimmel, precisamente quelli della linea Stay Matte.

A differenza di quelli di cui vi ho parlato qualche giorno fa questi mi sono piaciuti molto, per ora possiedo questo prodotto in due colorazioni ma cercherò di recuperarne anche altre perché è un rossetto liquido comodissimo sulle labbra, non appiccica per nulla e sopratutto rimane.

Questo a differenza del Super Stay Matte Ink resiste un po’ meno ma comunque bisogna fare dei buoni sforzi per riuscire a toglierlo, il colore è più o meno pieno come l’altro ma a differenza del prodotto della Maybelline è un piacere indossarlo.

Ve ne parlerò meglio in un articolo dedicato magari, perché volendo testare anche le colorazioni più scure voglio vedere come rendono sulle labbra.

Tra l’altro se vi piacciono i toni nude ci sono un buon numero di colorazioni chiare, e anche scure che vanno dal rosso acceso al viola per poi sfociare nel nero.

Mi è piaciuto molto come prodotto, è davvero un ottimo rossetto liquido, non secca nemmeno troppo le labbra.

App del Mese

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La mia app del mese è stata Meditation & Relaxation: Guided Meditation.

Ogni tanto per rilassarmi o al mattino dato che mi da un po’ energia faccio qualche breve sessione di meditazione, veramente poco perché non è che me ne intenda più di tanto ma questa app è perfetta per i principianti.

E’ in lingua inglese e alcune sessioni sono a pagamento ma a parte questo è molto rilassante perché ti guida questa voce calma, tranquilla, devo ammettere che una volta mi sono anche quasi riaddormentata.

Comunque l’avevo scaricata perché volevo avvicinarmi a questa pratica o almeno provarci e in effetti ora ogni tanto lo faccio e mi aiuta in alcuni momenti.

Altra app del mese che vi sembrerà strana è DailyArt.

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E’ un applicazione molto carina, in cui ogni giorno scoprite la storia di un opera d’arte, di solito sono opere poco conosciute e non scontate.

Vi appare il dipinto con due righe o più che descrivono l’artista e la sua storia, è in inglese ma non è un livello troppo alto di inglese quindi se lo avete già buono secondo me non avrete problemi.

E’ un’idea molto carina secondo me, io vorrei avvicinarmi di più all’arte e questo è un buon modo per conoscere artisti sconosciuti, opere o stili che non conoscevate e arricchire il proprio sguardo sull’arte.

Scoperta del Mese

Ho scoperto che proprio oggi esce per la casa editrice UTET un libro che io ovviamente ho già addocchiato, ovvero Ritratto della Scrittrice da Giovane di Virginia Woolf.

Tra l’altro ne stavo parlando con una ragazza su instagram e la UTET e una delle poche case editrici, se non l’unica, che da in omaggio con l’acquisto del cartaceo anche l’ebook.

Per quanto mi riguarda è una grande idea perché se il lettore per motivi di spazio o altro non può portarsi il romanzo in tutto il suo peso può sempre leggerselo con comodità sull’ebook, più case editrici dovrebbero farlo secondo me.

Se proprio non si può regalare l’ebook per intero magari attivare un’offerta speciale su questo dopo aver acquistato il cartaceo.

Poi cosa ho scoperto? Ah sì, questo sito qui che conoscerete già tutti.

Psss io sono una Mediatrice.

Citazione del Mese

Mi è piaciuta molto questa citazione:

 

Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.

– Jack Kerouac

Cosa Positiva/Negativa del Mese

E’ stato un mese piuttosto affannoso novembre, tutte le cose che dovevo finire lo scorso mese le devo ancora finire a dicembre diciamo che è stato un mese di transizione, non è stato pieno come ottobre.

Un mese in cui riguardandomi indietro non ne riconosco i contorni, tutto quello che ho fatto a novembre è sbiadito.

Una cosa positiva è che ho trovato una copia de “E Johnny Prese il Fucile” usata che volevo da tempo, da qualche settimana infatti non si trova più questo titolo e quando non l’ho più visto mi sono spaventata perché volevo leggerlo.

E’ disponibile in ebook comunque su amazon qui ma dato che dalla signora da cui l’ho acquistato costava meno del formato digitale l’ho preso subito.

Cosa negativa, questa è successa a fine novembre inizio dicembre, sembra che in un determinato giorno le forze del male si siano unite contro di me dato che sono rimasta due volte a piedi e mi è venuta la febbre.

Ora sto meglio comunque.

Obbiettivi frrr per questo mese

Beh è quasi Natale gente, non voglio mettervi fretta ma le cose da fare sono tante, questo periodo dell’anno è il mio preferito.

Pensavo di essere organizzata per dicembre e invece oggi è il 5 e io sono spaventosamente indietro, troppe cose da fare il mio cervello si scioglie.

Obbiettivi cercare di completare le cose che ho da fare.

Mi sono anche fatta una piccola TBR per questo mese ma (spoiler) ne parleremo più avanti.

Dicembre è il mese più caotico dell’anno e non parlo solo dei regali natalizi in ritardo, no no, è proprio il mese che ti spinge e hai questa sensazione dal primo all’ultimo giorno.

Quindi spero di portare a termine tutto!

Bene gente!

Noi ci leggiamo domani mi raccomando!

A presto!

 

Elisa

 

 

1922 – Film e Racconto

Buon lunedì gente e buon inizio settimana!

Come ve la passate? Iniziate anche voi ad avere i piedi gelati tutto il giorno?

Oggi torno con un articolo che ho preparato per giorni, infatti oggi parliamo di 1922 (dal racconto al film), ho guardato con piacere il film prodotto da Netflix e per rinfrescarmi la memoria sul racconto l’ho riletto dopo averlo scoperto all’incirca due anni fa.

Non voglio fare il confronto nel dettaglio fra racconto e film, anzi, anche perché penso che sia utile fino ad un certo punto andare ad analizzare due metodi di intrattenimento così diversi fra loro nel dettaglio.

Voglio solo parlarvi di entrambi, fare qualche piccola considerazione e accennarvi a qualche differenza interessante.

Iniziamo!

 

 

Direi di parlare prima del racconto, 1922 come vi accennavo è un romanzo breve o racconto di Stephen King contenuto nell’opera Notte Buia, Niente Stelle assieme ad altri tre racconti.

1922 è il primo racconto di questo volume ed ha una trama molto adatta secondo me a un adattamento cinematografico, anche lo stile con sui è scritto il racconto l’ho trovato “pop” in alcune parti.

Di cosa parla questo racconto e di conseguenza il film?

La storia è quella di Wilfred, padre di Henry e marito di Arlette, amante dei campi e della sua vita da contadino. L’evento che scombussola la vita dell’uomo è la decisione ferma e convinta della moglie di vendere gli acri ereditati dal padre per trasferirsi in città. Dopo la dichiarazione di Arlette di voler abbandonare la campagna per la città, luogo che l’uomo ripudia e detesta, inizia ad innescarsi una scia di eventi raccapriccianti che trascineranno tutto nella tragedia.

Wilfred soggiogherà il figlio Henry infarcendolo di paure che non esistevano prima nella sua mente da giovane spensierato e giorno dopo giorno gli dimostrerà che l’unica soluzione è l’uccisione di Arlette.

Fin’ora non vi ho fatto spoiler (e questa “recensione” sarà senza spoiler) perché questi eventi sono riportati nella trama e si vedono chiaramente nel trailer del film, che tra l’altro vi lascio qui.

Comunque, vi dicevo, i due uccidono la rispettiva madre/moglie e le cose sembrano allinearsi nel migliore dei modi per loro fino a quando sopraggiungeranno delle notizie tutt’altro che positive come la gravidanza di Shannon Cotterie, la fidanzatina di Henry che sarà l’inizio della fine per la dolce coppietta.

Riguardo il racconto conta precisamente 147 pagine ed è molto veloce come racconto, non fa di sicuro annoiare perché nel momento in cui sembra tutto tranquillo spunta un evento che scarica altri problemi nella vita di Wilfred.

Poi come vi accennavo l’ho trovato molto “pop” come racconto, con uno stile facile e adattato al periodo storico certamente non favorevole alla figura femminile, King è bravissimo (non solo in 1922 ma in generale) a ricostruire nei dettagli la parlata, l’atmosfera, il modo di fare tipico di un epoca.

Nel 1922 non c’erano particolari investigazioni nei confronti della sparizione di una moglie, di conseguenza tutte le forze che dovrebbero intervenire per la verità sono blande, la figura dello sceriffo non è per nulla intimidatoria ne nel libro ne nel film.

Sicuramente è un racconto inquietante, direi che tramite l’esperienza di lettura in alcune piccole parti la vicenda diventa paurosa quasi non più solo sinistra, mentre nel film (almeno questo ho avvertito io) l’atmosfera è senza dubbio oscura e in alcune parti anche disturbante ma non paurosa.

Parlando del film è più l’impatto di alcune scene a provocare una certa inquietudine, sia nel racconto che nella pellicola poi c’è un tema anzi un animale ricorrente, ovvero i topi.

Si gioca molto su questo animale non proprio gradito a molti, sopratutto a quelli che soffrono di musofobia, io personalmente non ho questa paura nei confronti di questi animali, anzi ho addirittura un criceto (che ricorda parecchio diciamo), ma dopo la visione del film 1922 ho iniziato a vederli in modo diverso.

C’è addirittura una copertina di una edizione Pickwick che raffigura un topo in copertina, per farvi capire quanto è presente questo animale e quanto si gioca sul senso di repulsione che il ratto ha il potere di far provare.

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Riguardo il film prodotto da Netflix, l’attore che interpreta Wilfred è Thomas Jane che aveva già recitato in altri adattamenti di alcuni titoli di King come L’Acchiappasogni e The Mist.

Diciamo che è abituato alle atmosfere Kinghiane, per quanto riguarda l’attrice che interpreta Arlette invece c’è Molly Parker e per Henry c’è Dylan Schmid.

Sugli attori non ho nulla da dire, mi sono piaciute le loro prove di recitazione, Thomas Jane è stato fantastico perché è riuscito a calarsi nei panni di un contadino disposto a tutto per le proprie convinzioni e per stare dove vuole, un uomo non curante ma intelligente perché Wilfred è un uomo intelligente e spietato.

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La fotografia è veramente ben fatta, ci sono alcuni sprazzi di scene che meritano, a parte alcune piccole scene non così importanti il film come vi dicevo ripercorre alla perfezione il racconto, la maggior parte delle battute sono uguali identiche e mi sono resa conto durante la visione del film che alcune scene sono ricostruite esattamente come me le ero immaginate durante la lettura, è incredibile.

Forse un piccolo punto negativo è il fatto che ci sono alcuni piccoli punti morti o a volte si esagera a tenere una scena per secondi  minuti non necessari con il risultato che lo spettatore potrebbe annoiarsi, un metro di giudizio invisibile che uso spesso è questo: se durante la visione di un film guardo parecchio altrove, faccio altro oppure stoppo molto spesso significa che ogni tanto quel film diventa pesantuccio.

Non è successo molto spesso con 1922 ma ogni tanto è successo, comunque a parte questi piccoli momenti la pellicola regge bene il “confronto” (chiamiamolo così) con il racconto, anzi molto bene.

“[…]Dio mi fulminerà.” “Ammesso che esista.” “Io spero che non esista. Si è più soli, ma spero che non esista. Secondo me tutti gli assassini lo sperano, perchè se non c’è il paradiso, allora non c’è neanche l’inferno.”

Un punto però che non è evidente almeno nel racconto ma lo è nel film, e viene ripetuto più di una volta, è il fatto che in ogni situazione c’è sempre più di una scelta, che c’è sempre un altra scelta, questo concetto nel racconto è lievemente sottinteso ma nulla di più.

Un altra differenza piuttosto lieve è in Henry, il ragazzino del racconto a volte sembra preso dall’euforia e diventa inquietante con le sue risate rumorose nei momenti meno opportuni mentre l’Henry del film è più tranquillo e l’attore che lo interpreta ha il tipico viso da bravo ragazzo quindi non sembra così poco comprensibile come nello scritto di King.

Come vi dicevo prima il film è piuttosto fedele al racconto ma alcune parti sono state tagliate, giustamente direi altrimenti sarebbe durato 4 ore, i tagli maggiori sono sopratutto nelle scene che susseguono la parte centrale della vicenda, Henry fa una scelta sconsiderata e nel testo ci sono molti più dettagli di ciò che accade dopo questa scelta mentre nel film questa sequenza di eventi non viene descritta del tutto.

Comunque, alla fine di questa storia traspare un messaggio molto importante (che avrei voluto fosse più approfondito nel racconto) ovvero che c’è sempre un’altra scelta e che tutto ti si può rivoltare contro, inizi desiderando qualcosa e finisci perdendo qualunque cosa compreso ciò che desideravi dopo aver fatto di tutto per ottenerlo.

Nonostante tutto è difficile provare pena per Wilfred, personalmente non l’ho provata.

Vi consiglio sia il film prodotto da Netflix, sia il racconto di King, a meno che voi non abbiate la fobia dei topi certo, ma veli consiglio entrambi, il film non mi ha per nulla delusa anzi, mi ha piacevolmente sorpresa.

In questa vicenda c’è tutto, fantasmi, allucinazioni, topi, drammi amorosi, molte tragedie, insomma è una storia completa.

E’ stata una bella sorpresa questo film, uno punto a te Netflix e Zak Hilditch.

Bene!

Voi avete mai visto 1922? O letto il racconto? No? Vi ho incuriosito?

Noi ci leggiamo prestissimo gente!

 

Elisa

 

 

 

Cose del Mese – Ottobre!

Buon giovedì cari ragazzi/e!

Oggi, in questo nebbioso mercoledì, sono qui per il nostro comodo appuntamento fisso ovvero “le cose del mese”.

Come saprete già questo è il tipo di articolo in cui vi parlo di quello che è stato il mese precedente, in questo caso ottobre, a ruota libera passando dai film del mese, alle applicazioni, alle varie scoperte, insomma vi scrivo come se ci stessimo prendendo un caffè assieme parlando di tutto.

Quindi mettetevi comodi, anche perché oggi la vedo piuttosto lunga gente, e iniziamo subito!

 

Film del Mese

Ad ottobre, come non succedeva da parecchi mesi, mi sono vista un numero cospicuo di pellicole alcune mi sono piaciute, come quelle sopra altre no.

Non so se parlarvi anche di quelle che non mi sono piaciute, magari ve ne parlo in breve più avanti, comunque fra tutti i film che ho visto questi quattro (i due che mi sono piaciuti e quelli no) sono quelli che mi sono rimasti più impressi quindi ve li cito.

Dato che ottobre è il mese della paura e del mistero (si fa per dire, perché è anche il mese dei maglioncini e degli stivali alti se è per questo) ho voluto anche io gustarmi qualche titolo pauroso.

Ne ho visti alcuni, ma nessuno mi è piaciuto più di tanto e alla fine sono ricaduta su quello che per me è un must, sto parlando de “Chiamata da uno Sconosciuto” un film remake del 2006 diretto da Simon West.

Come vi dicevo è un remake di una pellicola del ’79 intitolata “Quando Chiama uno Sconosciuto” diretta da Fred Walton, ma oggi parleremo del remake del 2006.

Ho una storia interessante con questo film, dovete sapere che io guardavo film thriller fin da quando ero piccola, thriller perché horror sanguinosi mi davano fastidio fin da piccola non paura semplicemente disgusto.

Comunque, non so quante volte da piccola insieme alla mia famiglia vidi “Chiamata da uno Sconosciuto” ma non vidi mai il finale, per qualche oscuro motivo avevo troppa ansia accumulata dalla tensione per avere il coraggio di vedere il finale.

Perché questo film si basa tutto sulla tensione, tutto.

Mostra le vicende di una giovane babysitter che si ritrova una sera a tenere d’occhio ai figli di una coppia che decide di trascorrere la serata al ristorante, dopo aver messo i bambini a letto il telefono inizia a squillare e lo farà molte volte durante la serata. Da questo film nasce la domanda tormentone che è “Hai controllato i bambini?” domanda che la voce maschile sconosciuta continuerà a fare a Jill la ragazza per tutta la sera. La giovane si renderà conto di non essere sola in casa.

Jill è interpretata Camilla Belle, in alcuni momenti, rivedendolo anni dopo, mi sono resa conto che la recitazione di Camilla è un attimo titubante ma in linea di massima è brava nel suo ruolo.

Non è uno dei migliori film che abbia mai visto, assolutamente ma a livello di tensione che riesce a farti provare durante l’intera pellicola è da ammirare secondo me.

Ci sono alcune scene in cui si sente davvero in fiato in gola e non tutti i thriller che giocano su questo elemento riescono a renderlo così bene.

Poi, la storia non è molto originale ma è ambientata in una villa enorme e questo fatto contribuisce in qualche modo ad aumentare l’ansia dello spettatore perché è un luogo immenso e il pericolo potrebbe essere ovunque.

Il finale non è nulla che rimane particolarmente impresso poi, avrei potuto vederlo anche da piccola a questo punto chissà cosa mi credevo.

E’ nata anche una specie di leggenda/creepypasta che prende le sembianze di questo film ma non saprei dirvi se l’idea del ’79 è tratta da questa storia o al contrario la leggenda prende ispirazione dal film.

Comunque un po’ per i ricordi correlati a questo film e un po’ per il fatto che è un buon film basato sulla tensione è un titolo must per me.

Voto: 7

Passiamo al secondo, il famosissimo “The Rocky Horror Picture Show”, l’ho visto per due ragioni fondamentali, la prima perchè Denise (ovvero LastanzadiPluffaCalderone) che seguo anche su Instagram ne parlava e mi ha fatto venire voglia di andare a guardarmelo e seconda ragione, perché negli ultimi giorni di ottobre sentivo in giro sempre le canzoni del musical.

Quindi ho detto “ah niente, bisogna che vada a vedermelo”.

Avevo, qui arriva la nota imbarazzante, solo visto dei pezzi del Rocky Horror, non lo avevo mai visto tutto intero, era per me come quei film o libri classici di cui avete sentito sempre parlare ed è come se gli aveste già visti tempo prima.

Le canzoni del Rocky sono molto belle, senza parlare del carisma dei personaggi è tutto esagerato, a volte mi sono ritrovata seguendo il filo della storia a pensare “woo cosa?” ma arrivata in fondo tutto ha riacquistato senso.

E’ un film particolare senz’altro ma questo è risaputo, è incentrato sulla libertà in generale ma sopratutto quella sessuale non dimentichiamo che essendo uscito negli anni ’70 una pellicola del genere era considerata scioccante per un pubblico puritano.

Il mio personaggio preferito fra tutti penso sia Riff Raff ma anche Columbia mi sta molto simpatica.

Certo poi il personaggio padrone della scena rimane Frank-N-Furter interpretato da Tim Curry che cattura l’attenzione ed è in un certo modo quello che innesca la scia di eventi che accadono al castello.

Frank-N-Furter è una figura molto interessante perchè è un uomo pansessuale, è inoltre un uomo che all’epoca vestendosi da donna “prendeva in giro” la maschilità del classico uomo etero quelle immagini di cui abbiamo piene le scatole dell’uomo tutto d’un pezzo che è un pezzo di legno ed è il prototipo dell’eroe di cui la gente ha bisogno.

Questo film è un grande schiaffo in pieno volto alla moralità bigotta di una volta insomma, ma non solo per Frank-N-Furter che spinge due giovani prossimi al matrimonio a tradirsi, che uccide Eddie, che maltratta tutti anche per molti altri fattori.

Questo film parla della propria diversità e di come andare d’accordo con essa e farla diventare parte di noi apprezzando se stessi per quello che si è.

Insomma, è un film da vedere assolutamente almeno una volta nella vita e nel mio caso non solo.

Le mie canzoni preferite sono direi There’s a Light (Over at Frankenstein Place), Hot Patoodie e The Time Warp.

Voto: 7

Ok, ora arriviamo alle note dolenti.

Due film che sono simili (capirete fra qualche riga cosa intendo) a quelli di cui vi ho appena parlato ma che non mi sono piaciuti.

Partiamo da quello che c’entra in modo evidente con i due precedenti ovvero The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do The Time Warp Again.

Come avrete intuito questo è il remake di The Rocky Horror Picture Show come lo conosciamo noi.

E’ un remake del 2016 diretto da Kenny Ortega, distribuito da FOX.

Quali sono i motivi per cui non mi ha convinta?

Il fatto che hanno scelto Laverne Cox per interpretare Frank-N-Furter e questo è un travestito non un transessuale, Columbia non dovrebbe essere una che si mette a fare la ragazzina cheerleder danzatrice di tip tap e si fa andare bene la situazione dovrebbe essere una outsider, una più buffa e maldestra.

Io adoro Laverne Cox, ma qui proprio non c’entra niente per la motivazione in alto.

Devo difendere le canzoni però, a parte qualcuna che non è resa benissimo, la maggior parte non è riadattata male.

Altro film che non mi ha convinta è un film prodotto da Netflix, ve ne parlo brevemente ed è Sono la Bella Creatura che Vive in Questa Casa.

Parla di un’infermiera che deve andare ad abitare in una vecchia casa per assistere un anziana scrittrice, succederanno fatti strani legati ad una ragazza che abitava nell’800 fra quelle mura ed è morta proprio lì.

La regia è di Oz Perkins figlio dell’attore Anthony Perkins.

Ci sono molti tempi morti in questo film, alcune scene mostrano una regia creativa ma molte altre sono inutili.

Alla fine di un film di un ora e mezzo più o meno sembra di essere lì a guardare lo schermo da 20 giorni.

L’unica cosa che si capisce in questo film è che Lily è antipatica come le zanzare in estate, è schifata dalla muffa, è schifata dai libri gialli (forse dai libri in generale), è superficiale come nulla al mondo e la sua ipotetica morte (perché non si capisce) non turba poi più di tanto.

Non si capisce quasi niente in questo film, non perché non abbia una trama semplicemente viene seguita a pezzi e alcune scene non fanno capire bene cosa succede, ci sono sempre questi pezzi in cui si vede la ragazza morta nell’800 su uno schermo nero che si dissolve così a caso.

C’è una cosa che mi irrita nei film, quando non si capisce se le scene sono allucinazioni o sono realtà e non viene mai chiarita questa cosa.

Non mi è piaciuto quasi niente di questo film, a parte come vi dicevo qualche gesto di regia interessante e l’idea di sovrapporre l’anziana scrittrice ormai in attesa della morte su proprio letto a quella di lei nell’atto da giovane di scrivere, quelle scene sono belle.

Serie tv del Mese

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Lo sapevate che sarebbe arrivato questo momento, è uscito ad ottobre Stranger Things 2 , avrete visto così tanti commenti e notizie in giro che per ora non vi dico nulla, lo faccio anche per altri due motivi, uscirà a brevissimo arriverà Parliamone qui sul blog e devo ancora finire di vederlo.

Voglio gustarmelo stavolta perché la prima stagione l’ho divorata in un giorno per poi ricordarmi abbastanza poco e per la seconda voglio farmi durare gli episodi più a lungo (sì, lo faccio anche per evitare quel senso mi terribile mancanza dopo, ma devo prima o poi decidermi ad andare avanti).

Quindi per ora sono arrivata al quarto episodio e mi sta piacendo molto, io sono una di quelle persone che sostiene con fervore che le prime stagioni (almeno la maggior parte delle volte) sono migliori rispetto alle altre ma qui devo ammettere che fra le due non so proprio quale scegliere.

La seconda conserva pienamente uno stile anni ’80 curato nei minimi dettagli, incontriamo ancora i nostri cari compagni di avventura, i quattro intelligenti ragazzini che non si può non adorare dai primi minuti.

Incontriamo anche Undici, menomale perché temevo il peggio, e gli altri personaggi legati ai ragazzi quindi anche Nancy, Jonathan, Steve e compagnia.

Ci sono però dei nuovi personaggi sbarcati a Hawkins, fratello e sorella che entreranno a far parte della vita degli altri personaggi che già conosciamo in modo piuttosto burrascoso, ma se i nostri cari vecchi amici devono adattarsi alle novità intanto qualcosa di misterioso e pericoloso sembra essere spuntato nella cittadina che credeva prematuramente di aver terminato la propria avventura nel sottosopra.

Mi sta piacendo da impazzire, speravo di non rimanere delusa e per ora questa speranza non è stata infranta, vedremo con il passare degli episodi se si conserverà.

Ora, parliamo un attimo di una serie televisiva animata che ho visto per la prima volta nel mese di ottobre (anche questa su Netflix) e me ne sono innamorata.

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Sto parlando di Rick e Morty.

Mentre guardavo questa serie ci sono state persone che mi hanno detto “ma guardi i cartoni?”, primo non ci sarebbe nulla di male, secondo Rick e Morty non è un cartone.

Rick e Morty è un misto fra Doctor Who, Futurama e Ai Confini della Realtà.

Questa serie è irriverente, intelligente, divertente ma sopratutto curata e realizzata alla perfezione.

Ci sono tributi e citazioni a una secchiata di film, eventi politici, scienza, videogiochi, cartoni, a tutto insomma.

Rick e Morty negli ultimi mesi ha fatto discutere non per la serie di per se, ma bensì per i suoi fan che (non tutti fortunatamente) si sono dimostrati un gruppo di fanatici misogini, attenzione non tutti ci tengo a sottolinearlo.

Ma alcuni che si sono messi ad offendere le sceneggiatrici, che hanno chiamato la polizia perché non riuscivano ad ottenere la salsa Szechuan in vendita limitata dalla catena di fast food McDonald’s e che suppongono fermamente che “questa serie sia solo per persone super intelligenti” non tendendo conto del fatto che loro stessi si etichettano come super intelligenti e poi vanno a sbraitare ad un povero cameriere disperato in orario di chiusura.

Rick e Morty come vi dicevo su è una serie intelligente, per i riferimenti che fa, per i collegamenti che ci sono all’interno e per l’elaborato universo di Rick ma questo non significa che possa essere vista solo da una fetta di pubblico, sia chiaro.

Detto questo, vorrei descrivervi di cosa tratta la serie brevemente.

La serie ci narra le avventure di Rick, grande anziano scienziato nonno di Morty, che viaggia nello spazio, inventa, crea, distrugge e combina casini nell’universo.

Ci sono anche altri importanti personaggi nella serie, come Beth figlia di Rick che prova una grande ammirazione nei confronti del padre ma non riesce a perdonarlo fin in fondo per averla abbandonata da bambina, Summer figlia di Beth, adolescente parecchio sarcastica che a volte per fortuna salva la situazione e Jerry marito di Beth, che invidia e mal sopporta Rick ma per un motivo o per l’altro si ritrova spesso con lui.

Insomma ragazzi questa serie è bella, ma bella forte.

Cinica, ironica, sarcastica, volgare, spiritosa, geniale, le ha tutte quindi se ancora non avete avuto modo di guardarvi almeno una puntata rimediate subito!

Io ho già terminato le tre stagioni, di cui la terza uscita il 5 novembre su Netflix e ne sento già la mancanza.

 

Canzoni del Mese

Questo mese ne ho parecchie e tutte (quasi tutte) non attualissime vi avviso ma ahimè ho un debole per le canzoni pseudo-retrò in questo periodo.

American Pie – Madonna

Havana – Camila Cabello 

Non impazzisco per questa artista ma la canzone sopra è incredibilmente orecchiabile e mi ha conquistata.

AC/DC – Thunderstruck

Light My Fire – The Doors

Mrs. Potato Head – Melanie Martinez

Cosmetico del Mese

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Fonte: https://nudelipdiaries.com/2017/06/02/may-2017-favourites/

Ok, anche di questo prodotto devo parlarvi e lo farò il prima possibile con un articolo dedicato con tutti gli swatches vari ve lo prometto.

Anche perché vi ho messo l’immagine del colore che utilizzo di più e che al momento mi piace di più ma ho quattro colorazioni e vi parlerò di tutte e quattro non temete.

Comunque il prodotto è la tinta labbra Liquid Catsuit di Wet N Wild.

Il colore che vedete in foto è un marroncino caldo chiamato Give Me Mocha ma ci sono anche altre colorazioni, molto varie fra loro, da quelle più nude a quelle più accese.

Come scritto prima ve ne parlerò meglio a breve ma posso dirvi che mi sono arrivate da poco e sto adorando queste tinte, mi piace molto questo genere di prodotto anche se in Italia si trova ma non tanto quanto all’estero.

Queste tinte sono parecchio economiche, dato che di solito una tinta costa sui € 12 più o meno, questa costa €4,99 a tinta e le potete trovare sul sito Maquillalia.

A breve la review completa, rimanete connessi/e!

 

App del Mese

Questo mese non ho le idee molto chiare sull’app da citare qui sotto perché non ho scoperto nulla di particolarmente interessante.

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Vi parlerò di Tide che è l’unica più caruccia che ho scoperto.

Dall’icona sembra un’app per il ciclo mestruale, lo so, ma non lo è.

E’ un applicazione che come alcune di cui vi ho parlato in passato aiuta a concentrarsi, ah c’è un gran bisogno di concentrazione, con suoni adatti per esempio la pioggia, il mare, il bar ecc. ecc.

Questi suoni mi piacciono quando scrivo, mi aiutano a focalizzarmi sulla scrittura perché la musica è troppo fastidiosa per me durante il processo di scrittura non riesco a concentrarmi con questa o con gente che parla.

Comunque è perfetta anche per leggere, studiare, pensare, per addormentarsi, c’è un timer da impostare studiato in modo secondo me da non far andare tutta notte l’applicazione se vi addormentate.

I suoni sono ben fatti, al 100% realistici, molto piacevoli.

L’unica pecca e che per ora almeno, ci sono pochi suoni.

Scoperta del Mese

Vediamo…

La scoperta di un remake del The Rocky Horror Picture Show (non lo sapevo), nuove idee interessanti per delle storie (non so come io sia arrivata a questo punto ma sto scrivendo qualcosa come tre storie in contemporanea che per me è tanto), uhh il fatto che esistono gli amplificatori di rete wifi.

Lo sapevate voi? Probabilmente ero l’unica nel mondo a non saperlo, averlo saputo prima avrei avuto una tv collegata a internet da anni!

Citazione del Mese

Nella nostra società, quelli che sanno perfettamente ciò che sta succedendo sono anche quelli che meno riescono a vedere il mondo così com’è. In generale, più si sa, più grande è la delusione: il più intelligente è anche il meno sano di mente.

1984, George Orwell

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Ottobre è stato un bel mese e quasi mi dispiace vederlo volare via.

Non che mi sia cambiata la vita ma sono arrivate alcune buone notizie, alcuni nuovi spiragli per obbiettivi che vedevo dispersi nel cosmo ormai quindi è stata un buon mese in generale.

Negativo? Mmm più o meno niente, tutto procede Capitano.

Obbiettivi uhm uhm.. questo Mese

Iniziare a preparare la lista di Natale, sì so cosa state pensando “ma Elisa scusa pensi solo ai regali?”, no non sono così materialista ma sono mesi che sbavo dietro ad alcuni titoli e ad alcune cose e attendo pazientemente Natale per colpire e sbam siamo arrivati people, beh quasi..

Ma devo fare un po’ d’ordine nella mia wishlist..

Sono piuttosto indietro con la scrittura, questo ve aspettavate ditelo, sapendo che ho tre storie in ballo ci si poteva aspettare che fossi in ritardo sulla stesura, non solo per questo se mi conoscete da tempo sapete che sono ritardataria di mio.

Terminare Stranger Things 2, per quanto mi faccia soffrire non resisto devo sapere come finisce e trovare qualcosa con cui rimpiazzare quello e Rick e Morty.

Bene, gente!

E voi? Come avete passato ottobre? E’ stato un bel mese per voi? Sì? No? Ditemi!

A prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cose del Mese – Settembre!

Buon mercoledì cari!

Avrei voluto rifarmi viva prima ma sapete i soliti impegni insomma, è esattamente una settimana oggi che non ci leggiamo, come ve la siete passata, tutto bene?

Oggi, dato che settembre è terminato e aggiungerei finalmente dato che è durato 42 ere geologiche, parliamo delle cose dello scorso mese.

Se siete nuovi qui prima di tutto grazie per aver deciso di unirvi alla squadra, vi sono riconoscente, e secondo la tipologia di articolo delle “cose del mese” è un articolo in cui solitamente io mi perdo a scrivere di quello che è accaduto in modo frivolo, tranquillo, come se stessimo parlando tra amici insomma.

Per tutti quelli che già conoscono i miei sproloqui di inizio/fine mese, bene, eccoci di nuovo qui gente!

Direi di iniziare subito perché come vi ho accennato prima per me (ma penso per tutti) settembre è stato infinito!

Iniziamo!

Film del Mese

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Quando mi metto a sedere a scrivere questo tipo di articolo ripercorro le ultime settimane e pensando ad uno o più film che ho visto in questo caso a settembre scelgo di parlarvi di quello che più mi rimanere impresso, nel bene e nel male.

Se un film non mi rimane impresso non ve ne parlo, anche perché mi ricordo poco di questo.

Il film che ho visto a settembre e mi è rimasto più impresso è Shining diretto da Kubrik, tra l’altro mentre facevo delle ricerche per questo articolo ho letto che l’1 e il 2 novembre questo cult tornerà al cinema in occasione di Halloween.

Posso immaginare cosa state pensando “sei una fan dell’horror e non avevi mai visto Shining?”, “No”.

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Ho sempre voluto vederlo ma per un motivo o per l’altro continuavo a procrastinare, poi una sera che ero a casa da sola mi sono decisa (ottimo momento tra l’altro), anche se devo dirvi una cosa, ultimamente non trovo horror che riescano a spaventarmi, il genere horror in questo periodo non mi spaventa più, quindi non ero impaurita affatto per l’atmosfera.

Le persone accanto a me che l’avevano visto prima della sottoscritta (so che può sembrarvi strano) ma non mi avevano parlato bene di questo film, è un cult e merita di essere visto almeno una volta su questo eravamo d’accordo ma sul giudizio finale non erano entusiaste.

Partiamo dal presupposto che io non sono la persona giusta per giudicare in modo professionale un film e non intendo assolutamente farlo quindi prendete quello che scrivo come un piccolo parere personale.

La trama è piuttosto famosa, tratto da un libro di King, tratto alla larga dato che Kubrik ha modificato molto del materiale primario e per questo King non è rimasto soddisfatto della pellicola finale, l’astio fra King e Kubrik è parecchio conosciuto infatti da Shining in poi King ha sempre l’ultima parola sui film estratti dalle proprie opere.

In breve, uno scrittore, Jack, in pieno blocco accetta di lavorare come custode invernale in un enorme albergo sopratutto per ritrovare l’ispirazione perduta. Porta con se la moglie Wendy e il figlio Danny, giunto all’albergo il direttore gli racconta di un fatto terribile accaduto tempo prima, infatti un vecchio custode aveva ucciso e fatto a pezzi proprio all’interno di quelle mura la moglie e le due figlie. Lui accetta comunque e si trasferisce lì per i mesi invernali, dopo poco la famiglia rimane isolata a causa della neve e del forte gelo,  la mente di Jack inizierà a fargli brutti scherzi.

Allora partiamo con qualche curiosità che avevo visto tempo fa in un documentario (come sono fintamente professionale).

La scena del sangue che inonda la stanza davanti agli ascensori (una delle mie preferite) è stata realizzata in tre riprese ma ci sono voluti molti giorni per trasformare quel liquido in “vero” sangue perché per Kubrik quello iniziale non sembrava affatto sangue, tra l’altro Kubrik è riuscito in qualche modo a convincere la Motion Picture Association of America che quel liquido fosse acqua arrugginita e non sangue perchè non volevano sangue nei trailer.

Che potere persuasivo.

Ultima curiosità che penso sia interessante è il fatto che la stanza maledetta nel libro è la 217 non la 237, ma dai il 17 che novità, hanno dovuto modificarla perché il proprietario aveva paura delle ripercussioni sulle scelte dei clienti più suggestionabili.

Comunque il film mi è piaciuto, non mi sono strappata i capelli però mi è piaciuto, la maestria di Kubrik fa molto ma anche il talento degli attori, Nicholson è perfetto per questo ruolo non avrei immaginato nessun altro a interpretare Jack, vorrei poi spezzare una lancia a favore della Duvall (l’attrice che interpreta Wendy), quando si pensa a Shining si pensa a Nicholson e al suo talento ma non credo sia giusto, secondo me anche la Duvall è stata magistrale, mi è piaciuta molto, tra l’altro veniva trattata male anche da Kubrik, un po’ di rispetto insomma.

Le scene che mi sono rimaste impresse più delle altre sono tre, quella del sangue che inonda la stanza partendo dall’ascensore, è una delle scene migliori secondo me, è arte allo stato puro, ha mille significati ognuno più forte dell’altro, un po’ come tutto il film.

La seconda è quella della stanza 237, in cui Jack entra e incontra una donna nuda nella vasca, questa si alza, lo raggiunge e si baciano. Alzando lo sguardo lo scrittore si accorge che la donna non è così avvenente e giovane come la vede lui ma nello specchio appare vecchia, piena di macchie orribili, deformata insomma diversa. Lui comincia ad allontanarsi e lei segue la telecamera producendo una risata tetra e inquietante.

Ultima scena tra le mie preferite e quella di Jack che raggiunge il bar e incontra un barista misterioso, inizia a parlare con lui e lo fa in modo tetro, in quel momento qualche brivido mi è venuto lo ammetto.

Punti negativi, la fine di Jack.

Lo so che vado contro corrente ma la fine di Jack proprio non mi è piaciuta, la scena di lui con questa musichetta che più che un horror ricorda un film comico e non c’entra niente con l’atmosfera del film, no.

Ho letto poi un articolo che afferma che Shining è il film più spaventoso di tutti seguito da L’Esorcista, per me assolutamente no, Shining è permeato dall’inizio alla fine di un atmosfera tetra e inquietante con uno sbalzo ogni tanto di paura ma il più spaventoso no, stessa cosa per L’Esorcista che per quanto mi riguarda invece provare paura provoca risate per un tot minuti.

Ok, ne ho parlato fin troppo, forse dovrei farci un articolo a parte, ditemi se vi interessa!

Voto: 8

Serie Tv del Mese

 

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Sì, ho ricominciato a vedere AHS, sono ripartita dalla prima stagione perché non mi ricordo niente.

Non so se vi ho già parlato in precedenza di AHS, mi sembra di sì, forse ve lo avevo nominato qualche volta.

Comunque erano mesi che sentivo la voglia di ripartire dalla prima stagione e riguardarmi bene tutti gli episodi, la prima è una delle migliori per me.

Ero arrivata tempo fa, andiamo indietro di qualche anno, alla quarta per poi fermarmi, l’avevo vista tutta quando usciva ogni settimana su Sky, poi finita quella e dopo essere venuta a conoscenza che avevano tolto Jessica Lange per Lady Gaga ho detto no, non mi va di vedere quella nuova.

Sia chiaro, mi piace Lady Gaga ma come cantante.

Comunque, la quarta Freak Show mi era piaciuta tutto sommato, il finale mi aveva soddisfatta molto e conservo un buon ricordo in generale.

La prima, quella che ho finito di vedere Murder House rimane una delle mie preferite, una di quelle più riuscite.

Ora mi attende la seconda Asylum, che ai tempi trovai leggermente stramba, poco proprio, da quel che ricordo ad un certo punto forse per la carenza di idee gli sceneggiatori ci buttarono dentro anche gli alieni che non c’entravano una beata mazza.

Vedremo!

 

Canzoni del Mese

“I”, ormai ho rinunciato alla singolarità, è inutile.

Dust Till Dawn – Zayn, Sia

Non è propriamente il mio genere ma l’ho ascoltata per caso in radio un giorno e mi è entrata nel cervello senza andarsene mai più.

Cry Baby – Melanie Martinez

Too Good At Goodbyes – Sam Smith

Love – Lana del Rey

Cosmetico del Mese

Cosa sarà mai? Sì, è quello. Comunque qui ad ottobre, qualche giorno fa ho fatto un ordine cosmetico da Maquillaia perché mi servivo delle cose anche per un regalo e ho preso ovviamente dei prodotti per me, molto interessanti, se dovessi scoprire il mio prossimo cosmetico preferito ve lo farò sapere il prossimo mese.

Per quanto riguarda settembre invece, il mio preferito è un must, un rossetto rosso della Nyx il Mary Janes.

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Un classico rosso che avevo acquistato mesi e mesi fa ma per qualche motivo ai tempi non mi aveva convinta e così lo avevo buttato nel cassetto senza usarlo più di tanto, un giorno l’ho riscoperto e da quel giorno ho imparato ad amarlo.

Di rossi classici ne ho a frotte ma questo è cremosissimo e si stende che è un piacere, io preferisco i rossetti opachi e a quelli lucidi e per questo lo opacizzo con un po’ di cipria trasparente.

E’ un rossetto normalissimo quindi la durata è quella comune, fin a quando non stoccazzate nulla con le labbra dura.

La Nyx non è una marca che amo, ho provato qualche prodotto ma nella maggior parte dei casi mi ha delusa, come il primer occhi che su di me almeno fa cilecca, questi rossetti qui non sono male invece.

App del Mese

Le app del mese sono state due, la prima a sinistra è Loner, un gioco in cui dovete pilotare un aereo utilizzando le dita per spostarlo su, giù a destra e sinistra per non farlo sfracellare contro nulla.

Ma non è un gioco ansiolitico, anzi è fatto apposta per essere rilassante perché per tutto il tempo mentre manovrate questo aliante sentirete una musichetta rilassante e l’atmosfera vi farà sentire come un pilota solitario che solca gli oceani in solitaria anche se siete sopra al divano con una partita di calcio che sfonda i timpani in tv.

La seconda a destra è Wysa, un’applicazione molto particolare, è ancora in beta ma molte persone (e anche io), l’hanno già valutata con il massimo del punteggio e quando sarà al suo massimo splendore potrebbe essere un successo ancora più grande.

Wysa si occupa di voi e dello stress che i problemi quotidiani causano, lo so, non è meraviglioso?

Parla con voi, vi chiede come state, se siete ansiosi, nervosi ecc.

Per ora è tutta in inglese ma non è un inglese difficile, è molto intuitivo, simpatico, comodo e rilassante.

Vi propone addirittura degli esercizi per quando siete ansiosi e vi da consigli su come rilassarvi, come mi sarebbe stata utile quest’app a partire da an- ah no aspetta, da sempre.

 

Scoperta del Mese

Questo è stato qui ad ottobre ma ce lo inserisco altrimenti mi dimentico la prossima volta.

Ho guardato Furore letto da Baricco e mi è piaciuto molto, Il Fatto Quotidiano può dargli del narcisista quanto vuole ma è stata una lettura/narrazione godibile che io personalmente ho apprezzato molto.

Certo, è stata una lettura edulcorata, piuttosto passionale da parte di Baricco ma in alcune parti mi ha fatta emozionare e mi ha ricordato il valore delle parole e quanto queste possano descrivere scene di un significato profondo ed estremo, l’ha fatto lui e ovviamente lo ha fatto Steinbeck.

Altre scoperte, beh, ho trovato un paio di anfibi stupendi da Bata peccato che l’ultimo paio me lo abbiano fregato.

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La solita fortuna, non si gioca così con i sentimenti delle persone.

Citazione del Mese

Questo mese mi sono ritrovata più volte davanti questa citazione:

“Io conosco la gente, cambia in un giorno. Elargisce con la stessa generosità il suo odio e il suo amore.”

Voltaire

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Cercherò di essere breve qui, negativa il fatto che settembre pareva non avere fine, infatti ad oggi penso ancora di essere a settembre.

A settembre per una cosa e l’altra ho avuto un sacco di gente per casa, tra lavori dentro, fuori da parte dei vicini sentivo continuamente il martello pneumatico fatto che mi ha provato dei dolori alla testa fastidiosi.

Ma se queste sono le cose negative, andiamo ancora bene.

Positive, non so se è positiva o no ma ho scoperto parecchi nuovi titoli che voglio leggere che ho ovviamente già inserito in whishlist, ah vorrei inventarmi festività a caso.

C’è un canale bellissimo tra l’altro, di una ragazza australiana che adoro, si chiama Sophie Carlon e da settembre ma ancora ora continuo a guardarmi i suoi video ogni giorno, l’adoro.

 

 

Obbiettivi tralallala lo sappiamo

Finire Casa di Foglie, si sta rivelando più complicato del previsto ragazzi, era partito abbastanza tranquillo come libro ma ora si sta scatenando.

Ho recuperato anche la copia cartacea, per seguire meglio perché altrimenti mi perdo.

Ovviamente vi saprò dire! Spero di finirlo perchè sono mesi che vado avanti ma un po’ l’ho sospeso, un po’ vado lenta perché sto leggendo altro e poi ci vuole attenzione quando si legge Casa di Foglie quindi non sempre riesco a proseguire.

Bene, questo era tutto per il mese di settembre!

E il vostro? Come è andato? Bene? No? Ditemi!

A prestissimo!

Elisa

 

 

 

 

 

 

 

Cose Estive

Buon giovedì gente! 

Finalmente sono tornata, le vacanze sono finite ed è tempo di riprendere la routine, a dire il vero la mia routine è già cominciata da una settimana ma dettagli!

Che bello essere tornata, non vedevo l’ora di riapparire fra voi con nuovi articoli e riprendere a scrivere su WriThings.

Vi piace la nuova veste grafica? Vi fa simpatia?

Ho pensato, “con quale articolo è meglio riprendere?” e la risposta è stata “ovviamente le cose dei mesi passati di cui non ho scritto nulla”.

A proposito, come avete trascorso queste vacanze? Spero nel modo migliore, io non ho fatto nulla di esaltante ma ne ho decisamente approfittato per rilassarmi e dedicarmi ogni tanto alla sistemazione di vecchie cose lasciate in sospeso.

Comunque, per un solo mese mi dilungo a scrivere per ore figuriamoci oggi che devo riassumere i fatti di due mesi, iniziamo subito altrimenti questo rischia di essere il ritorno più prolisso mai esistito.

Iniziamo!

Film Estivi

 

Le pellicole che ho visto a luglio e agosto non mi sono dispiaciute in generale, fra tutte quelle che ho visto ne ho selezionate tre, quelle che per qualche motivo mi sono rimaste impresse.

Partendo da sinistra, Creed – Nato per Combattere, per la regia di Ryan Coogler l’ho visto attorno alla fine di luglio se ricordo bene e mi ha lasciato un ricordo piacevole, secondo me è un film da vedere se vi piace il genere ma anche no.

E’ uno spin-off della saga di Rocky Balboa, io non ho visto tutti i film appartenenti a questa saga, anni fa ho visto i primi due e alla larga conosco la trama dell’intera saga ma ero interessata a Creed, mi ispirava molto e avevo sentito opinioni molto positive.

Dunque di cosa parla questo film?

Come avrete intuito dal titolo il protagonista di questo spin-off non è Rocky bensì Adonis Johnson (Michael B. Jordan) il figlio illegittimo di Apollo Creed storico avversario di Rocky.

Ho apprezzato molto il fatto che il protagonista non fosse Rocky, non perché non mi piaccia ma penso abbia fatto la sua storia e Stallone è piuttosto anziano per interpretare un Rocky in azione ormai, non voglio nemmeno immaginarmelo in un ipotetico match ora.

Comunque qui Rocky è un personaggio che emoziona molto, si occupa di allenare Adonis che viene additato da tutti perché ognuno si aspetta delle grandi esibizioni da lui, grandi vittorie essendo figlio di un campione come Creed e lui soffre molto per questo peso che deve portare.

All’inizio Balboa rifiuta di allenarlo perché dice di aver chiuso con il pugilato ormai ma successivamente si convince e lo allena duramente, si scoprirà poi che Rocky è malato di tumore e Adonis gli fa promettere di lottare contro questa terribile malattia e lui lavorerà duramente per allenarsi e battere un avversario inglese piuttosto forte, un mach molto importante per Adonis che spera di dimostrare di valere quanto suo padre.

C’è una scena che mi è rimasta particolarmente impressa, ovvero la rielaborazione della famosissima corsa in Rocky II il film del 79′, l’ho trovata emozionante, certo quella originale non si batte ma è interessante come l’hanno resa, adattandosi allo stile di Adonis insomma.

E’ rielaborata in questo modo:

https://www.youtube.com/watch?v=4zdIpXJlM8A

Insomma mi è piaciuto questo film, generalmente non sono un’amante degli spin-off che a volte macchiano la buona memoria che si ha di una pellicola qui è stato fatto un buon lavoro invece.

Devo anche ammettere che essendo una ammiratrice del pugilato come sport questo film mi ha appassionata, ma non solo per questo, per tutto il film si avverte la forte voglia di rivincita del personaggio, un emozione crescente che sfocia nell’ultimo match del film quello più importante.

Voto: 7/8

Procediamo, il film centrale è Hush – Il terrore del silenzio per la regia di Mike Flanagan.

Ovviamente non poteva mancare un film horror, più thriller che horror a dire il vero, uscito nelle sale nel 2016 distribuito in Italia da Netflix.

Questa pellicola l’ho vista verso la fine di agosto e mi ha piacevolmente sorpresa, certo non è diventata il mio punto di riferimento (cinematograficamente parlando) e siamo parecchio lontani ma in linea generale se avete voglia di guardare un film thriller/horror godibile e originale sotto alcuni punti di vista questo è una buona scelta.

Come personaggio principale abbiamo Maddie (Kate Siegel), una giovane scrittrice diventata sordomuta a causa di una meningite batterica a 13 anni, vive sola in una grande casa in campagna in cerca dell’ispirazione per proseguire la stesura del suo libro.

Qui entra in scena un elemento piuttosto originale, già utilizzato certo ma comunque degno di nota e manovrato bene.

Essendo Maddie sordomuta in alcuni momenti della pellicola non c’è alcun suono, come se il regista volesse farci provare quello che prova la protagonista.

Questo elemento comincia ad inquietare quando una sera vediamo la vicina di Maddie, Sarah (Samantha Sloyan) battere disperatamente la porta-finestra della casa della giovane in cerca di aiuto essendo questa inseguita da un uomo mascherato.

Maddie per evidenti motivi non riesce a sentirla e Sarah muore a pochi centimetri dalla vicina, da lì a poco, l’uomo accorgendosi della disabilità della giovane approfitta della situazione e entra in casa per rubarle il telefono, collegato con il pc.

Da lì in poi, per tutta la notte, l’uomo continuerà a terrorizzarla mentre Maddie cercherà di restare aggrappata alla vita con le sue forze.

L’unico forse più grande punto negativo di questo film è il fatto che io a metà film avevo già capito chi dei due sarebbe sopravvissuto, non perché il film lo faccia intuire ma forse dopo aver visto così tanti di thriller di questo tipo quando vedi un assassino non così freddo come sembrava all’inizio ti immagini già la fine.

Non ne ero certa ma me lo immaginavo.

E’ un film che gioca molto sulla tensione che riesce a creare, alcune scene sono piuttosto violente e c’è un po’ di sangue ma nulla di esagerato, come vi dicevo la tensione fa tanto, il fatto di non sentire nulla in alcune scene per diversi secondi fa salire sempre più l’ansia di un qualcosa che arriverà a breve e il regista è anche piuttosto bravo a non far mai arrivare una scena quando te la aspetti, la porta sempre avanti.

Mi è piaciuto anche il fatto che non ci si basa su jump scare a caso, io mal sopporto quando un film horror/thriller si basa su questo perché è uno spavento non di tensione o uno spavento degno di un film horror ma un momento che ti spaventa per finta perché tutti prendono paura per un suono acuto buttato là a caso.

Qui ogni tanto il volume sale ma non sono veri e propri jump scare.

Mi è piaciuto, mi ha tenuta compagnia e non è certo uno dei thriller peggiori che abbia mai visto.

Voto: 7

Abbiamo quasi finito la sezione film gente, sola la parentesi film, l’ultimo che mi sento di menzionare è Il Duello, per la regia di Kieran Darcy-Smith.

Perché ve ne parlo? Perché a distanza di un mesetto ogni tanto penso ancora a questo film, ero indecisa se parlarvene o no perché non è uno dei film migliori che abbia mai visto ma mi è rimasto talmente impresso che mi sono decisa a dire qualcosa su questa pellicola.

E’ un film western, genere in cui io sono ignorante come una cozza morta, ho visto qualcosina ma non ne so molto.

Dunque, trama, siamo nel Texas del 1887, Abraham Brant (Woody Harrelson) soprannominato “Il predicatore” è una personalità di spicco della cittadina di Monte Hermon, ad un certo punto in paese arriva un ranger di nome David Kingston (Liam Hemsworth) che viene mandato da un importante esponente messicano, (essendo Monte Hermon una cittadina di frontiera che confina con il Messico) a causa di alcuni macabri ritrovamenti di cavalieri uccisi e buttati nel fiume, fiume che porta i cadaveri a riva.

David arriva in paese con sua moglie Marisol, il ranger farà la conoscenza di Abraham e riconoscerà in lui l’uomo che uccise suo padre quando lui era piccolo, da lì in poi si verrà a conoscenza di fatti strani che legano Abraham al suo soprannome e ai macabri ritrovamenti.

Cosa c’è che non va in questo film? Principalmente David e Marisol per quanto mi riguarda, senza contare il potere “divino” di Abraham.

Dunque, Marisol viene manipolata da metà film in poi e adios è persa, che può anche essere plausibile non dico di no ma non si capiscono i motivi, le viene fatto il lavaggio del cervello da Abraham ma prima di questo non si spiega il motivo per cui improvvisamente odi il marito e non voglia più vedere nessuno se non Abraham.

David ha un modo di agire stupido in alcune circostanze, un modo poco plausibile, insomma Abraham ha ucciso suo padre, sta soggiogando sua moglie, il ranger ha la certezza che i cadaveri ritrovati siano colpa sua eppure passa i giorni o perso da qualche parte o a spiarlo da lontano senza fare nulla anche di fronte all’evidenza.

C’è una scena davvero frustrante, Marisol si ammala e inizia ad essere soggiogata dal predicatore eppure lui le da un bacio sulla fronte mentre lei lo prega di non andare via, anche perché quando lui se ne va arriva Abraham a farle il lavaggio del cervello, ma lui non la ascolta nemmeno, si prende su e se ne va.

E’ tutto sbagliato nel rapporto fra questi due.

Altro punto negativo è come dicevo il potere “divino” di Abraham, lui è un predicatore sotto tutti i punti di vista che fa il lavaggio del cervello a tutti voi direte “beh avrà una gran personalità, delle giuste argomentazioni” sulla personalità non c’è male, sulle argomentazioni no.

E’ difficile da credere che la gente di questo paese si sia fatta soggiogare da uno che in una specie di messa cristiana fa passare dei serpenti e li innalza al cielo dicendo cose assurde mentre tutti mugugnano parole bizzarre, questo è quello che soggioga tutti? Ma per favore.

E’ un film piuttosto violento, ci sono scene crude di violenza fisica e psicologica, forse sono queste scene che me lo hanno fatto tenere in mente perché per il resto non c’è molto da ricordare.

La regia non è da buttare, anzi, qui non c’è un problema di fotografia, costumi o regia è proprio la realtà di un personaggio, quanto è plausibile.

Voto: 6 –

 

Serie Tv dell’Estate

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Avevo iniziato a vedere questa serie tv quando era appena uscita anni fa (2014), poi l’ho abbandonata dopo la fine della prima stagione ora mi sono rivista tutta la prima stagione e conto di proseguire.

Sto parlando di Masters of Sex, serie tv di quattro stagioni creata da Michelle Ashford.

Scrivo già il numero preciso delle stagioni perchè nel 2016 la serie è stata cancellata dalla Showtime.

Mi è dispiaciuto davvero molto, è una serie ispirata a fatti reali che narra le vicende dei pionieri della rivoluzione sessuale William Masters (Michael Sheen) e Virginia Johnson (Lizzy Caplan).

Di cosa tratta?

Nell’America degli anni ’60, William Masters, un brillante scienziato piuttosto freddo sentimentalmente, e Virginia Johnson, una psicologa e madre single in anticipo sui tempi, conducono uno studio controverso che li condurrà da un ospedale universitario del Midwest alla copertina di Time. Assecondati da Betty, una prostituta, e dai dottori Austin Langham ed Ethan Haas, questi pionieri stanno per insegnare a se stessi e all’America a godersi il sesso e scoprire senza sensi di colpa le meraviglie dell’intimità.

Mi piaceva già ai tempi questa serie e riconfermo le mie vecchie opinioni, è realizzata con cura e ricostruisce la classica ambientazione degli anni ’60 in maniera eccellente.

Tutti i personaggi in questa serie hanno una forte personalità, delineata molto bene, ognuno ha un determinato carisma grazie agli attori che li interpretano e anche agli sceneggiatori.

Trovo molto interessante il tema trattato sopratutto per il periodo in cui i fatti avvengono, si scoprono per la prima volta fatti importanti del corpo femminile non ignorato fino a quel tempo certo ma comunque meno scoperto sotto il profilo intimo rispetto a quello dell’uomo.

Non vedo l’ora di proseguire e guardare la seconda stagione, sono molto curiosa nonostante la cancellazione che brucia ancora, maledizione.

Canzoni dell’Estate

Questa estate ho ascoltato di tutto, qualsiasi genere immaginabile.

Mandela Day – Simple Minds

Don’t Hurt Yourself – Beyoncé

When You Love Someone – James TW

Still – Daughter

Cosmetico dell’Estate

 

Il prodotto must almeno per il mese di agosto per me è stato un rossetto (nuova stagione, zero novità insomma) ovvero il numero 745 della Max Factor, Burnt Caramel.

Guardandolo penserete “Elisa questo colore non è da te” considerando il fatto che i rossetti di cui vi parlo sono sempre di colori piuttosto accesi, lo so ma misteriosamente nel mese di agosto mi esplosa la voglia di indossare solo rossetti nude.

Quando li indossavo almeno data la calura, per l’estate ho preferito colori nude come questo appunto che è un marroncino naturale che dona molto sulle labbra.

Adoro i rossetti della Max Factor, non solo i rossetti a dire il vero è un marchio che mi piace molto in questo momento sto utilizzando un fondotinta della Max Factor che ho acquistato da poco e mi sto facendo un parere, appena avrò le idee chiare vi farò sapere!

E’ un classico rossetto quindi la tenuta è standard non secca le labbra anzi è molto cremoso quasi come un balsamo labbra, un altro punto positivo dei rossetti nude è il fatto che ci si può permettere di non stenderlo benissimo perché non si nota, cosa che non si può fare con i rossetti dai toni più accesi.

I nude generalmente sono più veloci, più semplici da mettere se si va di fretta dipende anche dal gusto personale ovviamente a me piacciono i colori accesi ma se sono rossetti a volte sono più difficili da gestire sulle labbra a meno che non siano tinte.

App dell’Estate

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Su questo non ho dubbi, l’app della mia estate è stata Not Not.

E’ un giochino molto simpatico, dipende dai punti di vista, che consiste nel manovrare un personaggino su un cubo e seguire gli ordini scritti sul cubo per esempio “su, giù, destra, non sinistra, non non giù ecc. ecc.” il problema è che si ha un tempo molto breve per agire ed è facile confondersi e mandare l’amico sul cubo a schiantarsi contro un muro, il mio si è schiantato talmente tante volte che vive per curare i suoi traumi cranici.

Intrattiene molto, d’estate è stato perfetto in alcuni casi, man mano che si sale con i livelli gli ordini sul cubo cambiano per esempio ci sono dei colori ai lati e la scritta che appare è “verde, giallo, blu, non giallo ecc. ecc.”, è un giochino ben fatto!

 

Scoperta dell’Estate

Beh oltre al fatto che sto imparando ad usare Photoshop, si farò grandi cose, e oltre ad avere scoperto che esiste l’epistolario di Virginia Woolf tradotto da Einaudi e suddiviso in più volumi non penso di aver scoperto un granchè.

Se avessi scoperto qualcosa di eclatante gli avrei scattato una foto e controllando e ricontrollando non vedo nulla di ché, pensavo fosse stata più interessante la mia estate.

Citazione dell’Estate

Nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ma ogni singolo individuo ha una propria personale misura del tempo, che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo.

– Stephen Hawking

Cosa Positiva/Negativa dell’Estate

Iniziamo con quelli negativi, a parte la calura opprimente che mi rendeva nervosa come un bufalo pronto ad attaccare e al fatto che durante le settimane in cui sono stata in ferie ho fatto ben poco di quello che mi ero appuntata di fare e che le prossime vacanze saranno fra quattro mesi più o meno, a parte questo l’estate non è stata malvagia diciamo.

Mi sono rilassata, ne ho approfittato per vedere persone che non vedevo da varie ere geologiche, ho apprezzato tutto diciamo anche perché quando lavori e hai l’opportunità di fare una pausa questa te la godi molto di più.

Con tutto l’affetto però, sono felice che l’estate sia metaforicamente terminata perché non vedevo l’ora arrivasse questo periodo dell’anno che mi rende euforica senza motivi apparenti quindi grazie estate ma adesso vai anche che hai rotto abbastanza, grazie.

Obbiettivi per il Prossimo (Ormai si sa che sono in ritardo si, si) Ormai questo Mese

Settembre è il mese dei buoni propositi, un po’ come dicembre o gennaio insomma quando si pensa che il nuovo anno sarà una valle di gioia e tutto ciò che non funzionava prima ora funzionerà (e pensare che io mi definisco ottimista).

Anche io mi sono fatta dei propositi, a dire il vero uno ma non penso vi possano interessare però se proprio volete ve li dico.

Cercare di non rimandare i miei ex-propositi che sto mandando avanti cercando di fare finta che non esistano.

Bene!

Questo era tutto per riassumere questa estate che è stata all’insegna dell’ozio in alcune giornate e della vitalità in altre, è stata un’estate particolare insomma.

Come è stata la vostra estate?

E’ bello essere tornata.

A presto!

Elisa

Cose del Mese – Maggio!

Buon martedì compari e buon quasi inizio settimana!

Com’è stato il weekend, positivo? Bene, perché adesso si ricomincia con 4/5 giorni di calura opprimente e sudori facili.

Visto che sono una persona ottimista però non mi sento di lasciare l’ultima frase così senza una anche blanda rassicurazione quindi, completando la frase, tenete duro che tra poco c’è agosto, anche se mancano circa due mesi ma non importa!

E’ arrivato quel momento, sapete di cosa sto parlando, il momento in cui con tutta tranquillità vi racconto un po’ quelle che sono state le mie “cose” del mese di maggio, ovviamente sono curiosa di conoscere anche le vostre di “cose”.

Un articolo leggero e senza pretese, un luogo di incontro alla fine del mese per parlare un po’ di ciò che è stato.

Iniziamo subito perché maggio è stato un mese decisamente pieno di cui conserverò un bel ricordo!

Film del Mese

Quando dico che maggio è stato un mese positivo per la sottoscritta intendo anche strano, non so in quale modo mi sono ritrovata a guardare film vintage a maggio ma è successo.

Di quelli che ho visto mi sento di inserirne in particolare due, il primo a partire da sinistra che è un mega classicone del cinema che io non avevo mai visto ed il secondo a destra più recente rispetto al primo ma comunque con i suoi annetti sulle spalle.

A qualcuno Piace Caldo è un pilastro della commedia americana, un caposaldo del cinema datato 1959, vincitore di un Oscar e di ben tre Golden Globe.

Sinceramente nel corso degli anni migliaia di persone hanno parlato di questa pellicola e non sono un’esperta quindi non sono la persona più adatta per parlarne ma è un film che mi è piaciuto molto per tutto il tempo la mia vista era rapita da Marilyn Monroe non per la sua bellezza che è sicuramente apprezzata e riconosciuta a livello mondiale ma dal suo potere di attrarre l’attenzione.

E’ pazzesco il modo in cui in ogni scena lei ruba l’attenzione all’ambiente, alla storia, agli altri attori principali no perchè sono anche loro due grandi professionisti che riescono a calamitare l’occhio ma per non rischiare di passare in secondo piano con un attrice come Marilyn M. il trucco secondo me è essere incredibilmente talentuosi e perfetti nel ruolo che si interpreta altrimenti si diventa parte del mobilio perché è di una potenza fuori dal comune.

Non credo ci sia bisogno di raccontare la trama, sappiate solo che è una commedia romantica di quelle classiche con alcuni punti straordinari (e in questo caso intendo letteralmente “fuori dall’ordinario”).

Ci sono delle frasi che colpiscono dritte al centro in questo film, al giorno d’oggi queste battute possono non sembrare così originali anche perché sono state utilizzate e scimmiottate talmente tante volte da suonare ordinarie quasi, ma nel 59′ frasi simili erano da medaglia d’oro decisamente.

Battute del tipo:

« – Aspetta da molto?

– Non importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta. »

Sono frasi che senza dubbio non si possono dimenticare.

Ora, c’è un fatto da tenere presente durante tutta la visione della pellicola, bisogna imprimersi nella mente la data in cui è ufficialmente stata lanciata perché per alcuni concetti è inevitabile dire che risulta datata.

Ci sono aspetti, dalla figura femminile, ai vari luoghi comuni che se vengono analizzati oggi potrebbero risultare poco apprezzabili da qualcuno.

Questo però non toglie il fatto che per l’epoca fosse una grande produzione.

Sicuramente da vedere, consigliato ma ricordatevi sempre in loup durante la visione l’anno di pubblicazione.

Voto: 8

Altro film di cui vi parlo è Il castello, produzione del 2001 del regista Rod Lurie.

Qui incontriamo attori universalmente conosciuti direi come Mark Ruffalo, Robert Redford e James Gandolfini.

La trama brevemente è questa:

Eugene Irwin, generale dell’Esercito degli Stati Uniti viene condannato a scontare una pena di 10 anni in un carcere di massima sicurezza per l’accusa di aver ucciso 8 uomini. Per vari motivi il direttore del carcere, il colonnello Winter un despotico rabbioso e spregevole uomo ubriaco di potere, di giorno in giorno accrescerà il suo odio verso Eugene e gli altri detenuti che faranno squadra con il generale per far crollare questa situazione di odio e ingiustizie che i detenuti sopportano a fatica.

E’ una pellicola che galleggia fra il genere thriller e quello drammatico, fra i personaggi ci sarà quello classico per cui gli spettatori soffrono ovvero quello buono che muore, ci tenevo a scriverlo perché non è stata una gran scelta farlo morire secondo me.

Inutile dire che alla fine scoppierà una vera rivolta, tutta la tensione e la rabbia accumulata dai carcerati e dalle guardie istigate dal direttore esploderà in un misto di azione, esplosioni, battaglie varie.

L’inizio del film e la parte centrale tutto sommato, tranne qualche particolare, mi sono piaciute la parte finale meno.

Tutto sommato non è un film da bocciare in pieno, sicuramente esistono film di questo genere decisamente peggiori, nonostante non sia entrato nella mia top ten dei film preferiti mi è rimasto talmente impresso da volerne parlare qui, quindi ha decisamente dei punti positivi.

Voto: 6/7

 

Serie tv del Mese

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Ok, su questa non ho nessun dubbio.

La serie, o mini-serie in questo caso, del mese di maggio per me è stata Dieci Piccoli Indiani.

E’ una mini-serie del 2015 composta da tre episodi, questa produzione è stata commissionata da Ben Stephenson e Charlotte Moore per la BBC in occasione del 125º anniversario della nascita di Agatha Christie.

L’adattamento è stato prodotto da Screen Mammoth, in collaborazione con Agatha Christie Productions.

Erano già stati fatti degli adattamenti per questo meraviglioso classico del genere giallo, uno dei miei gialli preferiti, questo secondo è riuscito particolarmente bene.

E’ anche piuttosto gotico in alcune parti, quasi noir, mi è piaciuto lo stile della regia, le inquadrature, la precisione delle ambientazioni.

C’è qualche differenza con il libro, è stato apportato qualche cambiamento che comunque non ha sminuito in nessun modo l’opera originale secondo la mia modesta opinione.

Il cast qui secondo me è quasi eccellente, c’è stato qualcuno che non mi ha convinta ma in linea di massima è un cast eccezionale, ho scoperto uno dei miei possibili autori preferiti ovvero Aidan Turner (che qui interpreta Philip Lombard).

Non vedo l’ora di iniziare Poldark, serie in cui c’è questo attore appunto, è una serie che volevo vedere da tempo, molto talentuoso da quello che ho visto.

Per qualche motivo l’attore che nel suo ruolo mi ha convinta di meno è Burn Gorman, interpreta l’investigatore e fra tutti è quello che mi ha lasciato qualche dubbio, ho già visto Gorman in altre produzioni e generalmente mi piace come attore ma qui l’ho visto titubante in alcune parti.

Non riesco ancora invece a dare un giudizio definitivo per quanto riguarda l’interpretazione di Maeve Dermody nel ruolo di Vera Claythorne, perchè in alcuni momenti l’ho trovata prima di carisma.

Comunque questa mini-serie rientrerà alla fine dell’anno facendo le somme tra le serie più belle che ho visto durante l’anno, una gran produzione che sono felice di aver visto.

Mi pare di averla addocchiata nel 2015/2016, all’epoca dell’uscita ma ci avevo solo buttato un’occhio senza dargli lo spazio giusto, finalmente ho rimediato!

Se siete fan della Christie (come me) e 10 piccoli indiani e tra i vostri gialli preferiti (come me) dategli una possibilità, ma anche se non avete mai letto la cara Agata o avete disprezzato quest’opera, comunque dategli una possibilità perché se la merita.

Io non do voti alle serie tv perché quelle di cui vi parlo di solito non le ho concluse, questa però l’ho conclusa quindi posso dare un voto, piuttosto positivo anche.

Voto: 9

 

Canzoni del Mese

Ah lo spazio della musica che invece di essere al singolare è diventato plurale perché non so scegliere nella vita, ah!

Dihaj – Skeletons

Lady Gaga – Million Reasons

Michael Jackson – Slave to The Rhythm

 

Cosmetico del Mese

Dunque, sempre sulla scia dell’estate (non ancora) quindi fa troppo caldo per truccarsi gli unici prodotti che ho utilizzato per buona parte di maggio erano il mascara e un rossetto (nude tendenzialmente).

I rossetti sono piuttosto simili a quelli che vi ho mostrato nell’articolo di aprile, magari ve ne parlerò in futuro ma non sono niente di speciale.

Il mascara invece mi è piaciuto abbastanza ed è il Wonder’Full con olio di Argan della Rimmel.

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L’effetto è molto naturale, niente di grandioso o esageratamente visibile, quindi se amate l’effetto ciglia finte questo potrebbe non essere il prodotto per voi.

Io vado a periodi, a volte preferisco l’effetto naturale mentre altre volte punto su un look più forte.

In questo momento non sono in vena di trucchi troppo pesanti o inutilmente esagerati data la calura, se utilizzo il fondotinta è quello più leggero e non sto a perfezionare ogni centimetro del mio viso.

Comunque tornando al mascara, lo scovolino non è particolare come vedete ha una forma piuttosto comune, la formula non è pesante e appiccicaticcia quindi non crea quell’effetto occhio da teatro con le ciglia incollate assieme a ciuffetti.

Dura mediamente dalle 4 alle 5 ore, se voglio che duri fino a sera lo devo ritoccare altrimenti arrivata a casa quando mi strucco vedo che non c’è più traccia di nulla sulle ciglia.

Dipende tutto dai vostri gusti, se non volete sovraccaricare troppo le ciglia questo ve lo consiglio assolutamente, quando io l’ho acquistato era in questa confezione con la parte inferiore più scura rispetto al tappo, ora ne hanno fatta una nuova tutta della stessa colorazione anche se non penso abbiano apportato modifiche esagerate alla formulazione.

App del Mese

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L’app del mio mese di maggio è stata Lumosity, un’applicazione simpatica ed intelligente.

E’ una di quelle applicazioni che tramite alcuni intelligenti giochini testa la tua attenzione, la tua velocità di ragionamento insomma quei giochi simpatici che ti intrattengono quando non hai voglia di fare nulla in particolare.

Come quasi tutte app se sganci i dobloni avrai accesso a tutti i giochi come e quando vorrai se non lo fai, potrai giocare solo ad un tot di giochi al giorno.

Io in generale quando si parla dopo poco mi annoio, passo un periodo in cui sono molto appassionata per un app poi quel momento passa e la lascio definitivamente perdere.

Il fatto dei giochini limitati può dar fastidio ma per quanto mi riguarda non mi disturba questo fatto, ci faccio qualche giochetto e poi la spengo.

L’app è fatta molto bene, i giochi sono ben costruiti, variano da genere a genere, sempre simpatici e carini insomma niente di speciale ma questa applicazione mi ha salvata da qualche momento di noia profonda.

 

Scoperta del Mese

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Ho scoperto un programma non proprio recentissimo, è stato tramesso per la prima volta nel 2015, è stata fatta anche una seconda stagione e viene trasmesso attualmente su Sky Arte.

Questo fantastico programma, da come avrete intuito dall’immagine, s’intitola BookLovers ed è condotto da Giorgio Porrà.

Penso siano repliche quelle che ho visto su Sky Arte negli ultimi giorni di maggio, è un programma che parla di molti titoli dai più famosi a quelli più nascosti, in ogni puntata si prende in analisi un determinato argomento e lo si affronta tramite l’aiuto dei libri.

Un’idea interessante e realizzata decisamente bene, mi piace il modo di Porrà di leggere stralci di vari titoli con quel modo di fare indaffarato.

Ho visto solo alcune puntate quindi non posso parlarvi dell’intera prima stagione ma meritava di essere inserito tra le scoperte del mese.

Ovviamente ogni titolo citato viene inserito in whishlist quindi non mai fine, si dice che per tutto c’è un’inizio e una fine beh per le wishlist che un’inizio ma non c’è una fine.

Citazione del Mese

“Colei che brucia di gioventù e non conosce sorte decisa, è legata a chi detesta.”

– William Blake

Cosa Negativa/Positiva del Mese

A dire il vero maggio è stato un bel mese, in linea di massima almeno.

Sono successe piccole cose positive nella mia vita personale, sul blog insomma è nata una nuova rubrica, non ho fatto molte letture a maggio e soffro per questo me escludendo la lettura è stato un mese positivo.

Ho fatto delle interessanti scoperte, la scrittura è andata avanti abbastanza bene nonostante io ad oggi non abbia ancora finito la storia perché maggio sarà anche stata un bel mese ma è stato troppo pieno, quindi ho richiesto una proroga e nei prossimi giorni la terminerò definitivamente.

A maggio sono quasi sparita dai social, in generale più o meno da internet non sono riuscita a partecipare attivamente alla vita social, tornerò al più presto però!

Uh a maggio ho riattivato Netflix visto che mi è presa la voglia di guardare serie e film fino a stancarmi gli occhi, sto guardando diverse serie come Death Note (che non è proprio una serie tv), Una Serie di Sfortunati Eventi e altre, vorrei iniziare Dexter (magari è la volta buona), vorrei riprendere Penny Dreadful che non ho mai concluso, Orange is The New Black, insomma ho troppe serie in sospeso!

Tra l’altro Penny Dreadful è stato cancellato, essenzialmente perché il regista e gli sceneggiatori non avevano più idee per mandarlo avanti dopo aver ucciso la protagonista (ops spoiler), che spreco.

Obbiettivi per Il Prossimo (Fingiamo sia Maggio) Mese

Quando arriviamo a questo punto dell’articolo la mia espressione è sempre questa:

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Voi penserete “ma scusa toglila questa specie di domanda”, pensiero giusto e lecito ma la mia risposta è “no, perché sono quasi sicura che un giorno avrò qualcosa di preciso da dire per rispondere a questa domanda”.

Sono un tipo quel tipo di persona che non si fa tanti programmi, guardo un po’ come va la situazione e agisco, mi piace pensare in modo finto e distorcendo questo modo di dire di vivere un po’ alla giornata in questo giovane periodo della mia vita.

Nulla è deciso e nulla è certo fino a quando non accade.

Bene ragazzi, questo era tutto!

Com’è stato il vostro maggio? Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa