Cose del Mese – Aprile!

Buon pomeriggio compari e buon mercoledì!

Oggi sono tornata con l’articolo delle cose del mese, ormai la data fissata per l’uscita di questo articolo è di una settimana dopo l’inizio del nuovo mese, quindi facciamo finta che questo ritardo sia normale.

Come saprete in questo tipo di articolo vi parlo delle “cose” che hanno segnato il mese di aprile per me, mi prendo tutto il tempo per parlarvi a raffica delle mie più piccole scoperte e dei punti positivi dello scorso mese.

Quindi rilassatevi perché il tutto sarà un percorso lungo e tortuoso.

Prima di tutto vorrei condividere con voi una opinione che mi sono fatta sul mese di aprile, è stato infinito o no?

Anche voi avete avuto questa impressione, insomma va bene le feste in mezzo ma pensavo di essere entrata in un girone infernale eterno.

Vero?

Va bene iniziamo, lasciamo perdere le mie turbe mentali.

Iniziamo!

Film del Mese

Ad aprile sono andata al cinema per vedere “La Bella e la Bestia”, a dire il vero nessuna delle due pellicole che vi ho riportato qui sopra mi ha conquistata comunque ma ne parleremo dopo.

La seconda pellicola che ho visto ad aprile, anzi che ho recuperato, è stata Unbroken film del 2014 diretto da Angelina Jolie, ho sempre voluto vederlo e ad aprile c’è l’ho fatta.

Tra l’altro, solita fortuna, qualche giorno fa l’hanno dato anche in tv non ricordo su che canale, quindi avrei potuto aspettare qualche settimana ma ahimè non so predire il futuro purtroppo, magari potessi farlo, magari.

Partiamo dal primo a sinistra, dunque volevo vedere questo film per curiosità, data la grande campagna pubblicitaria che c’è stata ero curiosa di vedere effettivamente con i miei occhi la qualità di questa pellicola.

Il film è diretto da Bill Condon e fra gli attori principali troviamo una chiacchieratissima Emma Watson e un animalesco Dan Stevens.

La trama è sempre la stessa, la favola non cambia, Belle dolce donzella dal cuore puro per salvare il padre decide di sacrificare la sua libertà per consegnarla alla Bestia, un grosso individuo dalla forma animalesca che prima di un potente incantesimo era un principe benestante di alto livello.

La Bestia e gli abitanti del castello pensano che Belle possa spezzare l’incantesimo, un malefico sortilegio che tiene prigionieri tutti loro.

Per poterlo spezzare la Bestia deve amare e deve essere amata prima che l’ultimo petalo della rosa rappresentante il sortilegio cada.

Vi dico brevemente la mia opinione, secondo me dal punto di vista tecnico questo film è ottimo, per quanto riguarda la fotografia, i costumi, le musiche ecc. ecc.

Quindi si vede che la qualità è molto buona, le scene sono realizzate bene ma non mi ha segnata come film, forse perché alla fine è sempre la stessa storia.

La Watson mi è piaciuta, non a livelli estremi ma nella parte ci sta bene, ha quel classico viso acqua e sapone da principessa Disney, nonostante in ogni scena io avessi davanti la famosa scena di Bling Ring.

Pellicola superiore rispetto alla precedente, ovvero quella del 2014 con Vincent Cassel e Lèa Seydoux.

Questa nuova versione de La Bella e la Bestia ha fatto molto parlare di sé, un po’ per l’inserimento del primo personaggio omosessuale in assoluto per un film Disney un po’ come vi dicevo prima per le grandi aspettative che aleggiavano nell’aria.

E’ un bel film ma non è un capolavoro secondo me almeno.

Voto: 7/8

Passiamo all’altra pellicola, ovvero Unbroken diretto e prodotto da Angelina Jolie.

Questa pellicola è tratta da una storia vera ed è la trasposizione cinematografica del libro “Sono Ancora un Uomo”, è la storia di Louis Zamperini un atleta olimpico vissuto ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Ricollegandomi a quello che ho scritto prima, come vi dicevo ho guardato alcuni film di diverso genere ad aprile e nessuno mi è rimasto particolarmente impresso, ho selezionato questi due perché fra tutti sono quelli che ricordo maggiormente per qualche strano motivo.

Riprendiamo con Unbroken, dunque c’era tantissimo materiale da utilizzare per un film come questo, la Jolie e gli sceneggiatori avevano a disposizione un arsenale enorme di fatti storici rilevanti da introdurre qui.

La domanda è, li hanno sfruttati nel migliore dei modi?

Sì, anche se mi è sembrato mancassero dei pezzi durante la visione di questo film, il finale è poco curato, troppo sbrigativo, sembra siano stati tagliati pezzi di cui si sente la mancanza, alcune scene sono troppo lente mentre altre sono troppo veloci.

Mi aspettavo decisamente di più, con una storia incredibile come questa si sarebbe potuto fare scintille vere e proprie.

Io queste scintille le ho viste a sprazzi, c’è della bellezza in questo film ma la bellezza è un 30%, il resto è idee di base tagliate troppo e voglia di chiudere velocemente.

Voto: 7

Serie tv del Mese

Anche questo mese ho fatto pena dal punto di vista delle serie, non ho iniziato nulla di nuovo, quando avevo tempo guardavo un film o leggevo o scrivevo quindi ho tralasciato l’ambito serie tv.

L’unica che ho guardato ogni tanto ma raramente è Law & Order- Unità Vittime Speciali, anni fa ero una fan delle serie poliziesche stile Criminal Minds ora le guardo quando non c’è proprio niente di meglio.

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Ci sono un’infinità di puntate di Law & Order che ripetono in loup, la serie è suddivisa in diverse branche (chiamati spin-off dagli addetti ai lavori), c’è quella che preferisco io “Unità Vittime Speciali” che si concentra sui crimini sessuali, è la mia preferita perchè c’è Mariska Hargitay ovvero Olivia Benson.

E’ la classica serie tv poliziesca, in ogni episodio c’è un nuovo crimine e i nostri eroi investigano per scoprire la verità.

Per un tot di puntate c’è anche Pablo Schreiber che interpreta un terribile criminale di nome Stecyk, mi piace molto Schreiber come attore, ha recitato anche in Orange is The New Black e quest’anno è entrato a far parte del cast di American Gods, serie che vorrei vedere ma mi sono prefissata di leggere il libro prima.

Interpreta sempre personaggi meschini e piuttosto instabili mentalmente ma a me piace parecchio.

Canzoni del Mese

Cambiamolo definitivamente al plurale tanto sono sempre più di una…

Io sono una piuttosto ambigua dal punto di vista dei gusti musicali, ascolto tutto, tranne il rap, non per scelta, semplicemente non mi piace.

Ad aprile e ancora adesso veramente ho ascoltato per la prima volta Le Luci della Centrale Elettrica (gruppo fondato da Vasco Brondi), molte persone qui, in famiglia, tra le varie amicizie mi avevano suggerito questo gruppo ma mai prima d’ora mi ero buttata nell’ascolto.

Mi piacciono i loro testi, sono arguti, intelligenti e sono felice di essermi unita anche io ai fan di questo gruppo.

Fra le mie preferite che ho ascoltato fin ora, perché me ne mancano ancora:

Le Luci della Centrale Elettrica – Stelle Marine

Le Luci della Centrale Elettrica – Le Ragazze Stanno Bene

Le Luci della Centrale Elettrica – Per Respingerti in Mare

Cosmetico del Mese

Ho una confessione da farvi, il mio preferito del mese è un rossetto, ecco l’ho scritto.

Ad aprile misteriosamente ho avuto un periodo di ritorno alle colorazioni nude, più soft rispetto a quelle che indosso di solito, sarà stata l’aria di primavera non so, sta di fatto che ho usato solo rossetti molto chiari, alcuni gloss anche il che è strano per me dato che mal sopporto i lipgloss.

Comunque i cosmetici del mese sono due e uno è un prodotto di cui io vi avevo già parlato in uno dei primi appuntamenti di questa rubrica (qui), mentre l’altro è una new entry.

Il primo è della marca L’Oréal e appartiene alla collezione Sexybalm, in particolare la colorazione che ho preferito questo mese è la 108 Whaaat?

Fonte immaginehttp://lodoesmakeup.com/2016/06/la-gamme-infaillible-sexy-balm-de-loreal/

Questa collezione della L’Oréal mi piace abbastanza, nonostante sia economica ha una buona tenuta e ai tempi l’avevo acquistato perché mi serviva un rossetto/balm per tutti i giorni da stendere alla veloce.

In particolare questo colore è simile ad altri sempre appartenenti a questa collezione, è un nude che in base alla vostra carnagione risalta più o meno indosso.

Su di me si vede abbastanza, è un nocciola molto chiaro lucido e resistente.

Ovviamente non è una tinta quindi pasticciate con le labbra se ne va ma in confronto ad altri balm che ho provato è resistente.

Mi sei piaciuto!

L’altro cosmetico è un longlasting lipgloss della Essence, in particolare il numero 05 Velvet Rose della linea XXXL.

Fonte immagine: http://thehottestintown.blogspot.it/2015/06/product-review-essence-xxxl-long.html

Questo è un classico rosa, di solito non indosso rosa di questo tipo perché non mi dona particolarmente come colore sulle labbra ma questo per qualche strano motivo sembra starmi meglio, rispetto a tutti gli altri almeno.

Resiste di più rispetto ad un normale lipgloss essendo longlasting, di più ma non tantissimo insomma.

E’ molto cremoso e di facile stesura, non ho un bel rapporto con i prodotti labbra della Essence di solito perché sulle mie labbra fuggono in 0.2 secondi, questo invece tutto sommato rimane.

Anche tu mi sei piaciuto!

App del Mese

Le due app del mese per me sono state due applicazioni dello stesso genere ovvero app per leggere articoli, salvarli, ricercarli e rimanere aggiornati su tutti gli argomenti generali dalla scienza alla tecnologia, dall’editoria alla politica.

Il primo logo che vedete a sinistra è quello di FlipBoard, la mia preferita tra le due, quella più intuitiva e semplice, dovrebbe essere preinstallata nei dispositivi Android di ultima generazione.

Nonostante ci fosse sempre stata nel mio telefono non l’avevo mai utilizzata prima d’aprile, mi piace molto.

La seconda a destra è Pocket, questa invece dovrebbe essere gratis nei dispositivi IOS.

Ho letto che sul sistema operativo IOS è in italiano, io avendo Android l’ho installata ma l’ho trovata solo in inglese non c’è in italiano.

E’ meno intuitiva rispetto a Flipboard anche se è più “internazionale”, ci sono articoli provenienti dal tutto il mondo che compaiono sulla home, ho fatto più fatica ad ambientarmi qui.

Alla fine ho disinstallato Pocket per tenere solo Flipboard.

Scoperta del Mese

Non ci sono state grandi scoperta ad aprile, ho acquistato una specie di diario/taccuino che è un “progettino” di per sé.

E’ un diario che dura cinque anni e ogni giorno bisogna scrivere una riga, molto breve che a me non basta mai come spazio, è un’iniziativa che porto avanti con piacere visto che ho già vari taccuini in cui scrivo (molti, troppi) ma in nessuno di questi taccuini scrivo ogni giorno, questo è particolare.

Si chiama appunto “One Line A Day” ed è prodotto dalla Chronicle Books Staff.

Potete acquistarlo su Amazon e anche su altri siti vari, costa attorno ai 12/13 euro che non è un prezzo eccessivo per un diario in copertina rigida con pagine molto chic dorate.

Citazione del Mese

Questa citazione l’ho letta da un ragazzo che seguo con molto piacere su Instagram, si chiama Jacopo (leggo.libri) e ne sono rimasta affascinata, non so chi l’abbia scritta per questo vi chiedo, voi sapete in quale libro compare questa frase?

“Pronunciò la parola artisti come la pronunciano tutti gli italiani: con ammirazione e un misto di disprezzo.”

Cosa Negativa/Positiva del Mese

Ad aprile ho iniziato a scrivere un racconto lungo per un concorso online, ad oggi (10/05) manca un mese al termine di scadenza quindi spero di farcela in questo mese a fare un buon lavoro, sono contenta di aver iniziato ad aprile finalmente.

Sempre ad aprile ho capito che non riesco ad essere una persona organizzata, avrei avuto bisogno di organizzare i miei impegni ma con un agenda classica non mi trovo, con il bullet journal mi dimentico di aggiornarlo quindi ho deciso che il metodo più adatto per me è il Traveler’s Notebook.

Mi sono persa un sacco di impegni, il Traveler’s Notebook è un metodo di organizzazione molto particolare, più libertino rispetto agli altri quindi perfetto per me, vedrò di combinare qualcosa per gestire gli impegni.

Forse c’è stato altro ad aprile ma in tutta sincerità non me lo ricordo, è stato un mese lungo e ambiguo.

Obbiettivi per il Prossimo (Ormai Questo tralllala lo sappiamo) Mese

Siamo arrivati al punto finale, qui gente devo fare un annuncio.

Tra gli obbiettivi per questo mese ho l’inserimento di una rubrica nuova, direte “ancora?” sì, ma questa è una rubrica diversa rispetto alle altre, una rubrica a cui ho pensato spesso nelle scorse settimane e dopo un fatto accaduto negli scorsi giorni ho deciso definitivamente di allestire questa idea.

E’ una rubrica a cui tengo molto, supporta un realtà legata all’editoria importante che sostengo con rispetto.

Non voglio dirvi nulla ma nei prossimi giorni il mistero si risolverà…

Altro obbiettivo è qualcosa di personale, negli ultimi mesi ho acquistato troppi libri rispetto a quelli che ho smaltito leggendo quindi devo darmi una calmata, inutile dire che nel mio caso è del tutto vano iniziare progetti si smaltimento.

Niente ragazzi, questo era tutto quello che dovevo dirvi per il mese di aprile.

E voi? Cosa ha segnato il vostro aprile? 

Fatemi sapere!

A prestissimo!

Elisa

Le Ragazze – Emma Cline

Buon giovedì care genti!

Come ogni 4 del mese io e Tiziana pubblichiamo le nostre rispettive recensioni per quanto riguarda la lettura del mese precedente.

Vi ricordo che abbiamo letto questo libro dopo averlo proposto fra i titoli possibili vincitori sul sondaggio di LiberTiAmo del mese di marzo, con una cospicua percentuale di voti il libro in questione l’ha spuntata ed è stato letto sul gruppo dal 01/04 al 30/04.

In questo piovoso giovedì parleremo de “Le Ragazze” di Emma Cline, libro molto chiacchierato e discusso sbarcato in Italia lo scorso 27 settembre.

Ma andiamo subito a parlare di questa lettura perché c’è parecchio da dire!

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Le Ragazze – Emma Cline

Editore: Einaudi

Pagine: 334

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 18,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di Pubblicazione: 2016

Link all’Acquisto: QUI

Sapevo che il semplice fatto di essere una ragazza a questo mondo ti riduceva la capacità di credere in te stessa. 

Trama 

Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di “squali che tagliano l’acqua”. Poi il ranch, nascosto tra le colline. L’incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Recensione

Iniziamo con il parlare dell’autrice e dell’opinione generale che questo libro ha suscitato.

Dunque, Emma Cline è una giovanissima autrice americana esordiente che con “Le Ragazze” è riuscita immediatamente ad attrarre la critica ed il pubblico.

Un vero e proprio caso editoriale insomma con una massiccia manovra pubblicitaria alle spalle, questo è innegabile.

Mi sento di smuovere subito un piccolo appunto, non proprio una critica, senza questa abbondante dose di pubblicità mediatica secondo me “Le Ragazze” non sarebbe diventato mai il libro caso del 2016.

La maggior parte dei lettori ha molto apprezzato questo titolo, lodando l’autrice ed esclamando a gran voce la nascita di una nuova perla della narrativa.

Io non sono del tutto d’accordo con questa affermazione, dopo aver terminato il libro mi sentivo quasi in colpa per essere il bastian contrario della situazione data la grande quantità di persone che avevo sentito elogiare questo libro, la maggior parte di queste persone le seguo e le apprezzo e stimo davvero molto.

Io sono fermamente convinta del fatto, e ne abbiamo parlato parecchio anche sul gruppo perchè è anche questo il bello del far parte di un gruppo di lettura ovvero confrontarsi con gli altri, che se “Le Ragazze” non avesse ricevuto una così grande dose di pubblicità sarebbe stato catalogato come un romanzo “carino” senza lodi eclatanti.

La pubblicità qui ha fatto molto.

Molto, ma non tutto.

Infatti a me nonostante tutto questo libro è piaciucchiato, ha sicuramente dei punti positivi questo è innegabile.

Il primo punto positivo è lo stile della Cline che è molto buono a mio vedere, l’autrice utilizza quella che nella critica letteraria viene chiamata “purple prose”, ovvero l’avere una scrittura stravagante, diversa dall’ordinario, una scrittura particolare che manovra una tale situazione al fine di concentrare sempre l’attenzione sulla protagonista.

Nonostante la giovane età devo dire che l’autrice utilizza abilmente questo stile letterario senza dubbio particolare che non a tutti può piacere, a me personalmente in alcuni punti ha leggermente infastidito penso che a lungo andare tenda a stancare il lettore.

Ma in generale comunque la scrittura della Cline rimane soddisfacente, è scritto bene.

Altro punto positivo, forse il punto positivo per eccellenza, è il modo in cui l’autrice scrive dell’adolescenza sopratutto femminile.

Ha caratterizzato egregiamente i sentimenti, i desideri, le situazioni, gli impulsi che un’adolescente femmina prova durante quel periodo fatidico della crescita, mi sono riconosciuta in tutte paure di Evie.

C’è una frase che rappresenta alla perfezione quello che per una ragazza adolescente significa dover stare allo scherzo quando sai in realtà che la fonte dello scherzo sei tu, ed è disarmante rendersi conto di quanto veritiera è questa frase:

“Per una ragazza era inevitabile: ci si rassegnava a qualunque risposta. Se ti incazzavi eri una pazza, se non reagivi eri una mignotta. L’unica cosa che potevi fare era sorridere dall’ angolino in cui ti avevano incastrata. Stare allo scherzo anche se dello scherzo eri sempre la vittima.”

Le protagoniste di questo romanzo sono esattamente le ragazze, come da titolo, sono loro a portare avanti la vicenda, sono loro che smuovono le vicende, ruota tutto attorno a loro, Russell a dispetto di tutto è un puntino sbiadito.

Altro punto positivo enorme è il finale, azzeccatissimo e coerente.

Tenendo molto ai finali avevo paura che l’autrice riducesse tutto ad un groviglio di emozioni poco coerenti, invece no.

Il finale è esplicativo, chiude la vicenda mettendo un punto fermo e stabile, irremovibile.

Descrive la paura della protagonista che ancora la accompagna a distanza di anni, probabilmente la accompagnerà per sempre.

Si legge davvero d’un fiato questo libro, perché si finisce per appassionarsi alla vicenda e come un thriller costruito per farti voltare continuamente pagina, ti invoglia a proseguire.

Ora però è arrivato il momento di passare ai punti negativi, perché questo libro a mio vedere ne ha, eccome.

Primo punto di cui voglio parlarvi è molto soggettivo, direi personale, durante la lettura dalla metà del libro sino alla fine mi sono sentita accompagnata da una sensazione di disagio, mi sentivo a disagio.

Non saprei dirvi perché, forse era l’intento della Cline ma sentivo di voler andarmene da quel ranch come se mi trovassi anche io lì con Evie, la nostra protagonista.

Sentivo come se qualcuno mi fiatasse sul collo, un moto di ansia mista a disagio.

Ora, oltre a questo io ho una grande confidenza da farvi.

Ho trovato insopportabile la protagonista dalla prima all’ultima pagina, sopratutto nella parte centrale ma ne parliamo dopo, Evie è una ragazzina di quattordici anni con il cervello di una di due.

All’inizio mi stava anche simpatica, la compativo, verso metà in poi sentivo ogni volta che mi capitava di leggere qualche suo pensiero il sangue ribollirmi nelle vene.

La domanda che mi facevo era “ma si può essere così idioti?”, lo so cosa state pensando, dai Elisa adesso esageri, non andarci giù così pesante.

Non mi piace assumere un tono così critico ma non riesco a farne a meno, ancora adesso se ripenso ad alcuni ragionamenti di Evie mi sale una rabbia in corpo difficile da controllare.

Questa ragazzetta continua a sostenere per tutto il libro sempre le stesse cose, ovvero che i ranch alla fine dei conti non era così male, che non si pentiva di quello che aveva fatto, che lo avrebbe rifatto pensandoci bene…

Ma io dico, ha due giustificazioni questa ragazza, tre, la prima è la giovane età, la seconda è la quantità innumerevole di droghe che prende dalla mattina alla sera e la terza è il totale invaghimento di questa ragazza per Suzanne, questo amore infatti la spingerà a fare qualunque cosa lei le dirà e a tornare sempre con la coda tra le gambe da questa.

In una frase del libro fa un’affermazione del genere “se c’erano delle droghe in giro nel ranch io le prendevo” oppure ancora “se mi dicevano di fare qualcosa lo facevo” o “avrei dovuto dire qualcosa ma non l’ho fatto”.

Ma come? Queste frasi poi non le dice una volta sola, le dice più volte nel corso del libro sopratutto l’ultima, succedono cose gravi attorno a lei e l’unica cosa che fa è pensare di dover dire qualcosa per poi rinunciare sempre, non fa nemmeno un tentativo, mai.

Il bello è che non cambia con il passare dell’età, di solito una persona crescendo si indurisce, cambia, lei no.

La rincontriamo diverse volte in età adulta ma ha lo stesso identico modo illogico di ragionare, un modo menefreghista e insensato a mio vedere.

Lei sembra non avere una volontà propria, sembra non avere un cervello, fa sempre quello che le dicono gli altri senza reagire e questo modo di fare mi fa innervosire molto.

Questo è il punto più negativo a mio vedere, perché a leggere queste affermazioni mi veniva voglia di chiudere il libro per non riprenderlo più in mano.

Succedo fatti, ripeto piuttosto gravi, che si sarebbero potuti evitare se solo lei avesse parlato e detto “no”.

Il bello è che lei ad un certo punto inizia a capire che quelle non sono persone raccomandabili, che quel posto è pura spazzatura e che dovrebbe andarsene alla svelta  anche ma tanto non lo fa ragazzi non si smuove di un millimetro anche se nessuno la costringe a stare lì.

Altri due personaggi di una certa importanza sono Russell “il guru” e Suzanne la ragazza di cui Evie si invaghisce.

Essendo ispirato, molto ispirato, alle vicende della The Family di Charles Manson mi sono riandata a rileggere la storia nel dettaglio e cercato qualche similitudine con i personaggi della Cline e le persone reali appartenenti a questo gruppo.

Sono arrivata a questa conclusione:

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I reali criminali assomigliano molto alle descrizioni dei personaggi della Cline, la chioma scura e i tratti selvaggi di Suzanne, i codini e l’aria infantile di Helen, la spavalderia di Guy.

Riguardo alle descrizioni, come vi dicevo Suzanne e Russell sono quelli più citati e non sono sufficientemente descritti secondo me.

MI sarebbe piaciuto avere qualche appiglio in più, qualche dettaglio che mi permettesse di focalizzare in modo più preciso nel mio cervello i personaggi.

I ragazzi del ranch vivono in condizioni pietose, accanto a cadaveri di macchine distrutte, erbacce non curate che crescono a dismisura, odori sgradevoli di escrementi di lama che pervadono l’aria.

Questo ambiente è reso abbastanza bene tutto sommato, viene facile al lettore immaginarsi un gruppo di ragazzi infervorati da concetti fasulli accanto ad un falò.

A causa di questi concetti la storia di Evie e del gruppo si macchierà di sangue.

Evie non parteciperà attivamente a questi efferati omicidi ma nei mesi successivi nonostante fosse ai conoscenza dei colpevoli non si rivolgerà alla polizia ne rivelerà a nessuno le sue conoscenze.

Dopo questi efferati delitti Evie incontrerà ancora una volta Suzanne, un incontro che avrei voluto fosse più approfondito ma capisco il volere dell’autrice non volerlo sovraccaricare troppo.

La parte centrale di questo libro non mi è per niente piaciuta, si riprende nel finale ma il livello si abbassa notevolmente nella parte centrale a mio vedere.

Comunque tutto sommato non è stata una lettura persa, non è stato tempo perso il tempo che ho utilizzato per leggere questo libro.

E’ stata in qualche modo una lettura valida, che mi è rimasta impressa nel bene e nel male, ripensandoci provo ancora quel senso forte di disagio.

Voto:

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Una lettura abbastanza soddisfacente, mi aspettavo di più ma comunque questo libro mi ha suscitato molte emozioni, sopratutto negative certo ma pur sempre emozioni.

E voi? Avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Sì? No?

A prestissimo!

Elisa

LiberTiAmo di Maggio e Giugno

Buongiorno, buon lunedì e buon primo maggio!

Come avrete intuito, dalla mega immagine dell’articolo, oggi essendo il primo giorno di un nuovo mese (oltre che essere la festa del lavoro) siamo qui io e Tiziana per annunciare la nuova lettura del gruppo.

Abbiamo deciso di seguire un precisa tradizione, infatti ogni primo giorno del mese uscirà il cosiddetto articolo “annuncio” ovvero questo in cui vi parliamo della nuova lettura del gruppo.

Mentre il 4 di ogni mese uscirà la recensione del libro letto con il gruppo nel mese precedente.

Abbiamo delle nuove tradizioni!

Questo mese però il discorso è più particolare rispetto al solito, infatti il titolo vincitore del sondaggio sul gruppo è un bel mattoncino questo mese.

Proprio per questo, abbiamo deciso di allungare il tempo di lettura a due mesi, questo libro sarà infatti letto sul gruppo per tutto il mese di maggio e per tutto il mese di giugno.

Però, se a metà giugno la maggior parte dei lettori o tutti avranno già terminato il libro in questione procederemo come ai vecchi tempi, ovvero daremo per terminata la lettura a metà giugno e indiremo un sondaggio formato da titoli brevi e quello che vincerà sarà in lettura per le ultime due settimane di giugno.

Bene, comunque non vi preoccupate, abbiamo deciso di estendere la lettura a due mesi belli pieni perché non vogliamo per nulla mettere fretta, assolutamente no, quando si ha fretta non ci si immerge e non si vive appieno un libro e questo è da evitare a priori.

Sarò, come sempre per questa tipologia di articolo, molto breve.

Oggi infatti è festa, non voglio rubarvi troppo tempo anche perché domani si torna a lavoro (sempre che non facciate parte di quelli che lavorano anche oggi), non ho fatto apposta a ricordarlo, magari parliamo della lettura eh?

La lettura del gruppo per maggio e giugno sarà:

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Le Correzioni – Jonathan Franzen

Editore: Einaudi

Trama

Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l’uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l’altra con il desiderio, ormai diventato scopo di vita, di radunare per un «ultimo» Natale i tre figli allevati secondo le regole e i valori dell’America del dopoguerra, attenti a «correggere» ogni deviazione dal «giusto». Ma i figli se ne sono andati sulla costa: Gary, dirigente di banca, vittima di una depressione strisciante e di una moglie infantile; Chip che ha perso il posto all’università per «comportamento sessuale scorretto»; infine Denise, chef di successo che conduce una vita privata discutibile secondo i Lambert.

“Le Correzioni” è il terzo romanzo di Franzen, qui l’autore affronta quella che è la società americana prima famosa caduta della borsa e dell’ottimismo degli anni ’80.

E’ un romanzo del 2001, alcuni registi e produttori nel corso degli anni si sono promessi di realizzare un adattamento cinematografico di questo testo, nel 2005 la Paramount Pictures che possedeva i diritti avrebbe dovuto realizzare un pellicola con il regista Stephen Daldry ma alla fine il progetto saltò.

Nel 2012 poi, la HBO avrebbe dovuto realizzare una serie-tv con lo script scritto dallo stesso Franzen ma anche in quell’occasione il progetto saltò.

“Le Correzioni” ha contribuito ad ingigantire enormemente la fama dell’autore, che grazie a questo romanzo è salito nell’olimpo degli scrittori contemporanei più amati vincendo inoltre il National Book Award e il James Tait Black Memorial Prize.

Vi ricordo che il libro sarà in lettura per due mesi da oggi (01/05) al 30/06.

Bene, questo era tutto, oggi mi sono dilungata anche più del solito, quindi vi lascio alla vostra giornata di vacanza marittima, montagnola, collinare o casalinga.

Comunque sia, ancora buon primo maggio!

A prestissimo!

Elisa

La Camera Azzurra – Georges Simenon

Buon venerdì people e buon quasi weekend!

Oggi, con sorpresa di tutti anche mia, sono tornata con una nuova recensione, ebbene sì!

Forse per una volta da quando ho aperto il blog mi sento una brava bookblogger, perché sono puntuale con questa recensione, tutta bella studiata con un post apposito anche su Instagram (vi lascio il link nel caso vogliate seguirmi e avermi in mezzo ai piedi anche lì), questa soddisfazione durerà poco ma meglio di niente, no?

Come avrete intuito oggi parleremo di un autore che avevo già citato qui sul blog, ovvero Georges Simenon.

Avevo infatti letto in passato “Le Signorine di Concarneau” (di cui vi lascio la recensione nel link  se siete interessati) e non mi aveva per niente convinta come romanzo.

Mi ero comunque segnata questo autore perché volevo dargli un’altra possibilità per capire meglio il personaggio, e nel mese di aprile mi è capitato nelle mani “La Camera Azzurra” uno dei romanzi più famosi di Simenon, quindi ho deciso che era il momento giusto per rituffarmi nelle storie di questo autore belga.

Iniziamo!

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La Camera Azzurra – Georges Simenon

Editore: Adelphi

Pagine: 153

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 10,00

Prezzo ebook: € 5,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1964

Link All’Acquisto: QUI

Tony non avrebbe saputo dire se lo facesse con la sensazione di compiere un dovere, per farsi perdonare una debolezza, per riscattare una colpa. Sapeva solo che quella passeggiata sotto il sole,accompagnata dalla vocetta di sua figlia era dolce e malinconica al tempo stesso. Si sentiva felice e triste. […] Felice e triste come la vita, così avrebbe voluto dire.

Trama

“Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura.

Recensione

Come vi dicevo, volevo dare un’altra possibilità a questo autore e credo, con il senno di poi, di aver scelto bene il testo con cui “riesaminare” Simenon.

“La Camera Azzurra” è tutto sommato un giallo, uno dei generi che rappresentano per me la mia comfort zone, quindi appena mi è arrivato mi sono buttata a capofitto nella lettura.

Questo libro è strutturato in modo particolare, almeno rispetto ai gialli tradizionali, ovvero tutto parte da un semplice (all’apparenza) dialogo fra un marito fedifrago e la sua amante, Tony e Andrèe.

Da questo dialogo si dipaneranno poi situazioni varie che noi scopriremo avanzando nella lettura, la struttura aiuta molto perché incuriosisce a tal punto il lettore da indurlo a proseguire quasi furiosamente per scoprire il mistero che si cela dietro a tutto.

Infatti dopo questo dialogo noi leggeremo di un Tony che si trova in prigione per una accusa misteriosa che verrà alla luce solo definitivamente nelle ultime pagine del libro.

Tony non è un personaggio a cui il lettore facilmente si affeziona, ha una visione tutta sua del matrimonio, è un fedifrago cronico abituato a tradire la moglie con chiunque gli capiti a tiro, è un bugiardo e sopratutto non è affidabile nelle sue affermazioni.

Per tutta la prima parte del libro ho sopportato mal volentieri Tony, non rientrava decisamente tra le mie “simpatie”, non riuscivo proprio ad empatizzare con lui.

Nella parte centrale del libro invece è cambiato qualcosa e fino alle ultime righe ho provato pena per lui, per la situazione ingiusta in cui si trovava, ingiusta ai miei occhi s’intende.

Nelle recensioni non faccio mai spoiler e sono stata sempre (tranne una volta, ma dettagli) fedele a questa regola, ma credetemi qui è davvero complicato rendere il concetto chiaro senza far trapelare troppo.

Secondo me il personaggio di Tony è manovrato alla perfezione da un Simenon consapevole dei sentimenti e delle simpatie di un lettore, gioca con il personaggio trasformandolo in negativo quando gli serve così e lo rimodella poi in positivo per farlo entrare nelle grazie del lettore.

Ci sono tre grandi colpi di scena in questo libro, non solo uno.

Il primo avviene attorno alla metà del libro, il secondo verso la fine e il terzo nelle ultime righe dell’ultima pagina.

Forse fra tutti i plot-twist quello più immaginabile è il secondo, ho avvertito il sentore di una tragedia annunciata pagine prima anche se devo ammettere che mi ha comunque lasciata di stucco.

Il colpo di scena più pauroso e tetro per il lettore rimane l’ultimo, è un cambio di rotta improvviso è qualcosa di cui io avevo paura, mi immaginavo potesse succedere ma speravo in un animo più bonario e non così ossessivo e depravato.

Non vi dirò di chi sto parlando ma posso dirvi che per me leggere le ultime righe è stato come avvertire una pugnalata da qualcuno in cui avevi riposto la tua fiducia, qualcuno che non è certamente uno stinco di santo ma che hai perdonato.

Un personaggio al quale mi sono affezionata fin da subito è Gisèle, la moglie di Tony che avrà una parte attiva in uno dei plot-twist.

E’ un giallo sorprendente con dei plot-twist avvincenti, un bel libro, veloce, dai ritmi serrati, sempre sull’attenti.

Lo stile di Simenon non mi fa impazzire, è troppo asciutto per i miei gusti, troppo basico e sintetico, non sono un’amante del “troppo” ma nemmeno del “troppo poco”.

Capisco che voglia rappresentare la nuda realtà ma su di me non ha quell’effetto, mi da solo l’impressione di spoglio, quasi di incompleto.

Mi rendo conto che ad alcuni/e il suo stile possa piacere parecchio ma io in genere preferisco più descrizioni, dell’ambiente, dei personaggi.

Non ho sentito la mancanza delle parole come in “Le Signorine di Concarneau” ma comunque l’essere così asciutto, sempre così diretto non mi piace molto come caratteristica.

Ci sono alcune scene di sesso qui ma nulla che ti faccia gridare al romanzo erotico, assolutamente, ce ne sono sopratutto all’inizio ma sono descritte velocemente e essendo l’autore molto diretto come vi dicevo tutto è chiaro e sbrigativo.

Comunque, evitando di soffermarsi sullo stile “La Camera Azzurra” è un libro che io definirei avvincente, una lettura adatta per riprendersi dopo un periodo di astinenza dai libri, o da inframmezzare tra una lettura e l’altra o semplicemente da gustarsi tutto d’un soffio.

E’ un libro che analizza il sentimento dell’amore più puro per poi passare a quello più ossessivo, confondendoli a volte.

Mi ha fatto ricredere su questo autore? In parte, ho bisogno di leggere altro.

Sul personaggio di Andrèe non ho molto da dire, più andrete avanti nel libro e più vi convincerete del fatto che questo donna non coltiva un amore sano, ma sarà davvero così?

E’ solo lei la causa di tutto o c’è qualcosa che il nostro Tony non vuole dirci?

Voto:

Progetto senza titolo

Colore delle stelle in tema tra l’altro, comunque bel libro assolutamente consigliato, nulla di trascendentale o nulla che ti faccia scoprire il senso della vita ma una lettura che sicuramente rifarei con piacere!

E voi?

Avete mai letto “La Camera Azzurra”? Si? Cosa ne pensate? No? Vi piacerebbe?

A prestissimo, guys!

Elisa

Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli – Francesca Cavallo, Elena Favilli

Buon martedì e buon 25 aprile!

In questo giorno di festa e di meritate celebrazioni in nome di un passato da non dimenticare, eccomi tornata.

Sono passate ben due settimane dall’ultima volta in cui ci siamo letti, ebbene sì, la motivazione cardine che giustifica questa mia sparizione è sempre la stessa, anzi questa volta è più bizzarra rispetto al solito.

Sapete quando le giornate dovrebbero scorrere nello stesso modo, la stessa routine, senza nulla di eccezionalmente fuori dall’ordinario?

Bene, questo era il mio pensiero nei confronti delle scorse giornate, peccato che ad un certo punto i miei impegni per qualche motivo si sono accavallati e nuovi “affari” da sbrigare sono spuntati dal nulla.

Tutto questo per dire, scusate per l’assenza, non era voluta.

Oggi, sono tornata finalmente con un articolo che dovevo scrivere da parecchie settimane, ovvero una recensione su un libro che ho letto nel mese di marzo e di cui voglio raccontarvi le mie impressioni.

Iniziamo!

Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli – E. Favilli F. Cavallo

Editore: Mondadori

Pagine: 211

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 19,00

Ebook non disponibile

Anno di Pubblicazione: 2017

Link All’Acquisto: QUI

“Siete bellissime. Va bene essere strane, va bene essere timide. Non dovete seguire la corrente.”

– Alek Wek

Trama

C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

Recensione

Qualche settimana fa, ai tempi dell’uscita di questo titolo, nello scorso appuntamento delle news letterarie, mi pare di avervi confessato il mio interesse per “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli”, infatti all’inizio mi sono vantata per poco di aver resistito ma inutile dire che questa goliardia è sparita quasi subito.

Infatti ho aspettato qualche giorno poi presa da fumi della curiosità ho ceduto e sono andata ad acquistarlo.

Dunque, questo è un libro per bambini ma tutti possono leggerlo anzi è una lettura che io tutto sommato consiglio per ogni periodo, è veloce, semplice, molto curata dal punto di vista grafico e dal punto di vista del testo.

Di cosa si parla in questo libro? Di storie di donne, per ogni ritratto le autrici hanno ricreato una “favola”, quindi hanno ripreso la vera vita di ogni donna trattata in questo libro per poi renderla una fiaba.

La vita delle donne citate è molto semplificata essendo un libro per bambini (ci tengo a sottolineare bambini perché questo libro lo possono leggere tutti i bambini, tutti), ma secondo me è abbastanza esplicativa e rende comunque l’idea dando un motivo per il quale le autrice hanno deciso di inserirla nel libro.

Questo libro è stato finanziato da una grande operazione di crowfunding in cui molte persone in tutto il mondo hanno deciso di donare soldi per un opera che sembrava avere ogni buon merito.

Ed effettivamente c’è l’ha secondo me.

Questo libro è già stato tradotto in più lingue ed è diventato primo in classifica in più paesi del mondo, insomma un gran successo.

Ai tempi quando ve ne parlai non avrei immaginato un successo simile.

Ci sono state anche alcune polemiche riguardo quest’opera, la prima è quella che vede protagonista la “popolarità” delle donne qui citate infatti molte persone sostengono che i ritratti rappresentino nella maggior parte dei casi, donne comunque popolari o di cui si conosce già la storia.

Io conoscevo molte delle donne citate ma alcune sinceramente non le avevo mai sentite nominare quindi non sostengo del tutto questa critica, secondo me si è cercato di fare un potpourri di figure, ovviamente citarle sarebbe stato difficile sono tante le donne che hanno cambiato il mondo o comunque dato una svolta alla storia.

Sulle figure trattate io non mi sento di dire nulla, altra polemica che c’è stata è quella che riguarda l’inserimento di Margaret Thatcher nel libro, penso che il motivo principale per cui è stata inserita è che comunque (nonostante tutto) la Thatcher la storia l’ha cambiata, non in positivo in alcuni aspetti ma comunque è innegabile che la storia è stata modificata grazie a lei e con intendo solo il discorso della donna nella politica.

Mi è piaciuta molto la scelta di aggiungere tra i ritratti nomi come quello di Jingu, Claudia Ruggerini, Ruth Bader Ginsburg, le sorelle Mirabal e altre.

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Se questo libro l’avessi letto da piccola non me ne sarebbe importato più di tanto di quali ritratti sono stati selezionati, mi sarebbe piaciuto e basta.

Ovviamente non essendo una bambina queste cose le ho notate ma devo dire che non mi hanno infastidita.

Mi sono piaciuti tutti i ritratti, quelli che mi sono rimasti più impressi sono quelli delle donne che vi ho citato prima, non so per quale motivo ma le ho trovate storie di vita illuminanti.

Trovo anche interessante che le illustrazioni contenute all’interno siano realizzate da artiste molto diverse in giro per il mondo, alcune tra l’altro le ho trovate pazzesche come quelle delle due piratesse.

Come vi ho detto, ho trovato lo stile della scrittura pulito, semplice adatto anzi perfetto per un bambino.

Insomma, se siete alla ricerca di un libro di favole “particolare” ma molto molto interessante sotto il mio punto di vista, questo fa per voi.

Potete leggerlo a qualsiasi età, io non sono una bambina ma l’ho apprezzato davvero tanto, mi è piaciuto e sicuramente non è la prima volta che si crea un opera del genere ma per me è la prima volta che un opera con questo tema riscuote così tanto successo, meritato tra l’altro.

Bella iniziativa, bello stile e bella cura per i dettagli e non.

C’era un tempo in cui le bambine non potevano essere chiunque volevano, ma quel tempo è finito.

Voto:

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Bene gente, voi che mi dite?

Avete letto questo libro? No? Vorreste farlo?

Noi ci leggiamo prestissimo perché ora che sono tornata andarmene sarà difficile, lo so calmo l’euforia.

A presto!

Elisa

WWW Wednesday! #8

Buon mercoledì care genti, come procede l’esistenza oggi?

In questo caldo mercoledì ho deciso di tornare con un appuntamento de WWW Wednesday, la rubrica in cui parliamo un po’ delle letture attuali, di quelle future e di quelle appena concluse.

Come vi avevo annunciato questa non sarà una rubrica fissa, sarà piuttosto saltuaria ma focalizziamoci sul presente.

Ci tengo ad avvisarvi prima che le mie letture attuali sono parecchie, più del solito.

Ma iniziamo subito!

Cosa Stai Leggendo?

La Camera Azzurra – Georges Simenon

Le Ragazze – Emma Cline

Harry Potter e La Camera dei Segreti – J. K. Rowling

Mentre Morivo – William Faulkner

Partiamo con ordine, ho iniziato la lettura de “La Camera Azzurra” ieri sera e essendo un romanzo particolarmente breve e veloce da leggere me lo riservo come lettura serale.

Saprete già dagli scorsi articoli che questo mese sul GDL si legge “Le Ragazze” di Emma Cline, quindi io con tutta la calma possibile avanzo nella lettura, mi sta piacendo abbastanza anche se non è un romanzo perfetto a mio vedere ma ne parleremo nel momento opportuno quindi il 4 maggio.

Arriviamo al momento imbarazzante, sapete che qualche mese fa ormai avevo annunciato qui sul blog di voler leggere tutti i volumi della saga di Harry Potter con relativa recensione? E che a breve sarebbe arrivata anche la recensione del secondo volume (proprio questo qui in lettura) sul blog?

Infatti io “Harry Potter e La Camera dei Segreti” l’ho letto qualche mese fa ma non ricordo più nulla e non posso fare la recensione perché io quando ne faccio una devo avere ben in mente le mie considerazioni fresche sul libro, quindi lo devo rileggere.

Ci tengo a questa recensione quindi voglio che sia curata, ben strutturata e sopratutto piena di considerazioni personali.

“Mentre Morivo” invece l’ho ripreso da qualche giorno perché ne avevo parlato anche nello scorso appuntamento di questa rubrica ma avevo sospeso poi la lettura quindi l’ho ripresa solo ora.

Cosa hai Appena Finito di Leggere?

Dovremmo Essere Tutti Femministi – Chimamanda Ngozi Adichie

Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli – F. Cavallo, E. Favilli

Ho dedicato un Pillole Letterarie a “Dovremmo Essere Tutti Femministi” perché con tutta probabilità in una sola recensione non sarei mai riuscita ad esprimere la meraviglia di questo discorso dell’autrice trascritto poi sotto forma di libricino edito Einaudi.

Per “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli” invece ho un annuncio da fare, nei prossimi giorni uscirà la recensione di questo libro che sono felicissima di scrivere e non vedo l’ora di parlare un po’ con voi di questo testo.

Cosa pensi Leggerai in Futuro?

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Da Leggersi all’Imbrunire – Charles Dickens

Non so bene quali saranno le mie prossime letture ma sono quasi certa del fatto che fra queste ci sarà “Da Leggersi all’Imbrunire”.

L’ho recuperato in ebook e l’ho anche già iniziato ad essere sincera ma date le innumerevoli letture che sto facendo in questo momento mi sono sentita in dovere di sospendere la lettura per non rischiare di proseguire in fretta e furia senza assaporare il libro in toto.

Adoro Dickens lo sapete e non vedo l’ora di recuperarlo, spero piano piano di leggere tutto di questo autore, che dire spero di farcela!

Bene!

Questo per oggi era tutto, e voi?

Cosa state leggendo attualmente? Fatemelo sapere, voglio sbirciare fra le vostre letture!

A presto!

Elisa

Cose del Mese – Marzo!

Salve e ben ritrovati cari compari!

Oggi torno con un appuntamento della rubrica più chiacchiericcia dell’intero blog, ovvero le Cose del Mese in questo caso di marzo.

Ci ritroviamo ad aprile da undici giorni ormai (quindi festeggiamo il ritardo anche questo mese) ed è arrivato come sempre il momento di fare il punto della situazione e ricordare quello che è stato provando a pianificare quello che sarà.

Se solo sapessi mantenerli i piani, ma comunque da tutto ciò trapela la mia buona volontà e questo mi basta.

Ripensando al mese appena passato una sensazione torna a galla, il senso di infinito, ovvero la lunghezza immane del mese di marzo che per quanto mi riguarda è ancora ben impressa nel mio cervello.

Direi di iniziare subito, perché le “cose” sono parecchie!

Iniziamo!

Film del Mese

Questo mese ho recuperato due, non proprio nuovissime, pellicole che all’uscita riscossero un ottimo successo e che io non avevo ancora visto.

Il primo a sinistra Foxcatcher, è un film del 2014 diretto da Bennett Miller, mentre quello a destra è Dallas Buyers Club uscito nel 2013 diretto da Jean-Marc Valleé.

Dallo scorso appuntamento mi è venuto questo vizio di inserire più di un titolo all’inizio, poi passeremo a tre, quattro, cinque per poi allungare l’articolo a 20000 parole.

Parliamo prima di Foxcatcher, pellicola che ha partecipato alla 67° edizione del Festival di Cannes ed è stato nominato per diversi premi Oscar.

Tra gli attori che spiccano qui troviamo Channing Tatum, Steve Carrell e Mark Ruffalo.

Trovo che Carrell abbia fatto una grande prova di recitazione perché non so voi ma io sono abituata a vederlo sotto altre personalità, più ironiche e meno austere di quella che interpreta qui.

Essendo un attore maggiormente conosciuto per i suoi ruoli comici trovo che si sia districato alla perfezione tra le sfumature dure di questo personaggio, bravo!

Di cosa parla questo film in pratica?

E’ tratto da una storia vera e racconta le vicende di un lottatore campione olimpico che nel 1996 venne assassinato proprio dal suo allenatore un vecchio e arcigno rampollo della famiglia Du Pont.

Mark e Dave sono i fratelli Schultz ed entrambi sono lottatori olimpionici e si ritroveranno poi ad unirsi al team The Foxcatcher di cui è proprietario Mr. Du Pont.

Il rapporto tra Du Pont e Mark si rafforza sempre di più fino a quando il lottatore dopo alcune vittorie finirà con il superare alcuni limiti e deciderà di tornare sui suoi passi.

Dave invece si unirà successivamente al team e scatenerà poi sul finale l’ira del rampollo.

Dunque, mi è piaciuto?

Sì, però secondo me c’è un problema con questo film, è troppo noioso.

Non mi ritrovo solitamente a fare questo commento sui film che vedo perché sono una che sopporta abbastanza bene la noia e aspetto fino alla fine prima di definire un film noioso ma questo lo è.

Non capisco quali elementi fanno sì che allo spettatore questo si riveli un film noioso ma la vicenda secondo me è raccontata con troppa durezza e lentezza in alcuni punti.

E’ film comunque che io consiglio di vedere perché a parte questi punti questo avvenimento e la storia di questo lottatore è raccontata con grande sensibilità e maestria.

Insomma mi è piaciuto ma io ricordo di essermi quasi autoimposta di vederlo perché la prima volta dopo dieci minuti mi era venuta voglia di spegnere già la televisione.

Voto: 7

Parliamo ora di Dallas Buyers Club, i personaggi principali qui sono interpretati da Matthew McConaughey e Jared Leto.

Il primo non lo apprezzo particolarmente mentre il secondo mi piace parecchio come attore.

Si è fatta innanzi tutto una trasformazione meravigliosa con Leto, qui infatti l’attore interpreta una transgender che nel corso della pellicola aiuterà Ron (interpretato da McConaughey.

Anche questo film è tratto da una storia vera accaduta tra il 1985 e il 1988 in Texas.

Ron è un uomo che conduce una vita sregolata all’insegna del sesso, dell’alcool e della droga. Durante uno dei tanti rapporti infatti Ron contrarrà l’HIV e successivamente appunto l’AIDS.

A Ron vengono dati trenta giorni di vita e in ospedale iniziano a somministrargli un farmaco chiamato AZT, un potente antivirale diffuso e approvato dalla FDA.

Ron subisce un peggioramento delle sue condizioni e attribuisce le responsabilità di ciò all’ AZT, così si dirige in Messico e lì incontra un medico radiato dall’albo che gli prescrive un farmaco che non è approvato dalle casa farmaceutiche chiamato peptide T.

Ron nota subito dei miglioramenti e assieme a Rayon (Jared Leto) decide di fondare il Dallas Buyers Club un luogo in cui i sieropositivi possono scegliere un metodo diverso per curarsi e pagano una retta di 400 dollari al mese.

Non vi dirò come andrà a finire nonostante sia una storia vera ma sappiate che ho adorato questo film, mi è piaciuto moltissimo e trovo che il personaggio di Rayon sia curato con estrema precisione e ogni studiato in ogni minimo dettaglio.

Il personaggio di Ron è fatto per essere avvertito come un uomo antipatico all’inizio e troppo pieno di se, è costruito per essere così quindi lo spettatore almeno all’inizio non empatizza più di tanto con lui.

Consiglio anche di questo a tutti la visione, racconta di una situazione corrotta e comprata a discapito di persone che soffrono per una malattia che un farmaco non cura anzi aggrava solo per poter pompare una macchina da soldi.

Molto bello e anche la colonna sonora fa tanto devo dire, ci sono tracce perfette che combaciano con il momento in cui vengono inserite creando scene imperdibili.

Voto: 8/9

Serie Tv del Mese

Vi sorprenderò stavolta, allacciate le cinture, tenetevi ben saldi alla sedia e alla mega tazza che avete in mano perché la serie di marzo per me è stata Friends!

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Io non posso dire di essere cresciuta con questa serie perché sono forse troppo giovine ma mi è capitato negli anni di vedere parecchi episodi recuperati.

All’inizio di marzo mi sono messa in testa di guardare almeno le prime quattro stagioni e cari signori/e ci sono riuscita!

Ho visto appunto le prime quattro stagioni e mi piacerebbe nel mese di aprile recuperare anche le altre, o almeno arrivare alla 8 per fare una cosa studiata bene.

Non penso ci sia niente da dire su Friends un pilastro della sit-com, il padre di queste.

Mi piacciono tutti gli attori protagonisti e non ho nessun appunto, se non l’avete mai vista recuperatela perché è una serie simbolo.

E’ la sit-com.

Canzone del Mese

Dovrei mettere tutto al plurale perchè quasi per ogni categoria parlo di più “cose” ma lasciamo perdere.

Marzo è stato il mese di Ed Sheeran in giro e mi è capitato di ascoltare alcune sue tracce del nuovo album, mi piace abbastanza questo artista e ha un’abilità con la chitarra incredibile.

Ed Sheeran – Shape Of You

Castle On Hill – Ed Sheeran

Perfect – Ed Sheeran

Cosmetico del Mese

Se non vi è bastato lo scorso stupore, preparatevi ad un altro colpo di scena.

Perché nemmeno per il mese di marzo il prodotto di cui vi andrò a parlare è un rossetto, lo so è scioccante.

Il prodotto che ha spiccato per me nel mese scorso è stato un blush, esattamente il numero 15 di Max Factor, Seductive Pink.

Max Factor è una marca che di solito mi piace e quasi sempre mi trovo a lodare i loro prodotti, mi era successo con i rossetti (per ricordarci che questo vaga tra noi) ed ora mi è capitato con i blush.

Non sono il tipo di persona che si diverte a utilizzare sugli zigomi rossi accessi o colori tendenti al rosso mattone scuro, per qualche motivo se indosso uno di questi colori o anche un semplice rosso guardandomi allo specchio non posso che riconoscermi come la nuova Heidi.

Quindi mi capita di utilizzare sempre un marroncino/terra chiaro con un pizzico di illuminante, fino a quando non ho scoperto questo blush qui.

Se desiderate un rosa tenue brillante vi basterà non esagerare mentre, se volete un rosa più intenso che tende leggermente verso il fucsia vi basterà abbondare un po’ con la pressione quando prelevate il prodotto.

Ha una buonissima durata perchè anche dopo 5/6 ore è ancora lì, magari cede leggermente ma non più di tanto.

E’ brillante quindi ha già dentro una specie di funzione illuminante (più leggera), sugli zigomi risulta essere un leggero e luminoso rosa molto grazioso.

E’ stata una grande scoperta, questo tocco di rosa risveglia l’incarnato del viso facendolo risultare più morbido ed elegante!

Fantastico, vorrei provare anche gli altri colori, penso abbia anche più usi infatti lo potete utilizzare come blush e come ombretto.

Sono della linea Cream Puff, questa linea nasce per dare un leggero tocco di colore per un look naturale o una finitura d’impatto e definita, Creme Puff Blush è l’ideale per creare entrambi i look e tutte le sfumature intermedie, grazie alla sua formula facile da modulare.

App del Mese

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L’app del mese è stata Fabulous, un’ applicazione particolare diciamo così.

Questa app ti aiuta a superare delle piccole sfide, cose piccole ma che possono aiutarti come il dormire meglio o l’abituarsi a bere più acqua o a fare colazione alla mattina, sì perché io ho brutto vizio di non fare colazione la mattina.

Tramite dei piccoli consigli, nulla di troppo impegnativo o impossibile.

Il punto negativo, come avrete intuito perché la positività nelle cose finisce sempre così, c’è da pagare.

Ci sono tre o quattro “sfide” sbloccate ma per le altre dovrete diventare utenti premium, quindi pagare.

Per il resto però l’applicazione è costruita bene, con una bella grafica, un buon metodo di gestione “sfide” insomma è costruita bene quindi si investe comunque in un buon prodotto, no?

E’ in inglese, non so se la tradurranno mai, posso dirvi che è un inglese piuttosto semplice nulla di troppo difficoltoso.

App molto carina e funzionale.

Scoperta del Mese

Questa scoperta forse non è molto sconvolgente per voi ma per me sì, perché dati i problemi che ho avuto con i miei capelli fare una scoperta così mi ha aperto un mondo.

Ho scoperto uno shampoo fantastico, dell’Equilibra che è un marchio molto valido secondo me.

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Questo shampoo qui è all’ Argan (ed è quello che ho acquistato io) ma ci sono altre versioni di questo prodotto che hanno come ingrediente principale l’ Aloe Vera o il Burro di Karitè.

Da qualche mese cerco di utilizzare shampoo naturali o comunque meno siliconici di quelli classici che si trovano in commercio, un giorno vagando tra gli scaffali sperduti della mia profumeria di fiducia ho addocchiato questo qui.

Con un espressione mista tra la curiosità e l’improvvisa eccitazione (sì lo so che è uno shampoo), mi sono avvicinata e dopo aver letto le proprietà neanche troppo delicatamente l’ho infilato nel cestino.

Insomma la prima volta che l’ho provato sono rimasta esterrefatta, non appena lo applicate sui capelli avvertite una specie di risveglio della morbidezza, sentite subito mentre lo massaggiate sulla cute una sensazione strana come se i capelli (anche parecchio sfibrati e rovinati) si rinnovassero e tornassero ad acquistare la loro primitiva setosità.

Provoca davvero una sensazione strana ma molto piacevole.

Ho preferito l’Argan perché avendo una cute grassa e delle punte molto secche se avessi applicato su tutto il capello uno shampoo al burro di karitè altro che ingrassamento.

Se vi ho incuriosito con questo veloce parere e volete correre in profumeria ricordatevi di scegliere quello più adatto a voi, quindi se avete una cute grassa quello all’Aloe potrebbe andare bene, viceversa se avete un capello secco sarà perfetto quello al burro di karitè.

Comunque questo shampoo è stato davvero una scoperta, sicuramente una volta terminato lo riacquisterò perché è entrato tra i miei preferiti.

Citazione del Mese

Come vi ho detto prima ho avuto il sentore che marzo fosse infinito, passavano i giorni ma tutto sembrava bloccato.

Quindi perché non inserire una citazione che descrive queste mie poco piacevoli sensazioni?

La vita bene spesa lunga è.

Leonardo Da Vinci

Cosa Positiva/Negativa del Mese

Verso la fine del mese di marzo è successa una cosa meravigliosa, da dicembre più o meno soffrivo di un debole/medio blocco del lettore, durante le ultime giornate del mese però qualcosa è scattato.

Guardando tutti i libri che ho ancora da leggere mi è tornata una voglia improvvisa di rituffarmi nella lettura e ho avvertito questo mostriciattolo del blocco del lettore farmi “ciao, ciao” con la manina, prendere la valigia di cartone (mi piacciono gli oggetti vintage, quindi visto che il mostriciattolo mi appartiene, insomma…) e andarsene.

Questa era la cosa positiva, è successo anche altro ma in questo momento mi sfugge.

Cosa negativa, a marzo sono dovuta stare a riposo per qualche settimana per un problema legato al piede destro, io nutro un odio profondo verso “l’arte del dover stare fermi a letto o sul divano quando voglio fare qualcosa”.

A marzo mi è sembrato di ritrovarmi in uno di quei film in cui il personaggio principale è bloccato in un loup temporale ed è costretto a rivivere lo stesso giorno, tutti i giorni.

Cosa ha rotto l’incantesimo?

Il mio stato di salute che è migliorato, rimettendomi in sesto e la ricomparsa degli insetti malefici che ogni giorno mi terrorizzano, la primavera è una stagione bellissima e come chi soffre d’allergia io ho l’ansia di camminare nei campi o nelle zone assolate per via di quegli enormi insetti.

Sono entomofobica, sì.

Obbiettivi per Prossimo (Ormai Questo) Mese

Ho rispettato solo due degli obbiettivi dello scorso mese il che è, beh piuttosto negativo.

Sono tornata a fare le TBR, almeno mentalmente e mi sono segnata i libri da leggere ad aprile, posso dirvi che sono a buon punto e ci tengo a rispettare questo obbiettivo.

Devo ancora finire “Mentre Morivo” quindi è maturato ed è diventato un obbiettivo plus!

Terzo obbiettivo, trovare un modo per recuperare “Casa di Foglie” di Danielewski in inglese o in ebook.

Quarto, cercare di non slogarmi caviglie, ossa varie, ecc. ecc.

Bene, ne avrei altri cinquecento di obbiettivi ma ve li risparmio, credetemi è meglio.

E voi? Cosa vi è successo nel mese di marzo? Temete le presenze oscure (ovvero gli insetti)?

Ci leggiamo prestissimo!

Elisa

Pillole Letterarie #12

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Se facciamo di continuo una cosa, diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale. Se solo i maschi diventano capoclasse, a un certo punto finiamo per pensare, anche se inconsciamente, che il capoclasse debba per forza essere un maschio. Se continuiamo a vedere solo uomini a capo delle grandi aziende, comincia a sembrarci “naturale” che solo gli uomini possano guidare le grandi aziende.

La parola “femminista” si porta dietro un bagaglio negativo notevole: odi gli uomini, odi i reggiseni, odi la cultura africana, pensi che donne dovrebbero essere sempre ai posti di comando, non ti trucchi, non ti depili, sei perennemente arrabbiata, non hai senso dell’umorismo, non usi il deodorante.

Ma la cosa di gran lunga peggiore che facciamo ai maschi, facendo intendere che devono essere duri, è che li lasciamo con degli ego molto fragili. Più un uomo sente di dover essere un “uomo duro”, più è debole il suo ego. E poi facciamo un lavoro anche peggior con le ragazze, perché le educhiamo a soddisfare i fragili ego degli uomini. Insegniamo alle ragazze come farsi da parte, come farsi più piccole. Diciamo alle ragazze, “Puoi avere ambizione, ma non troppa. Dovresti puntare ad avere successo, ma non troppo successo, altrimenti potresti minacciare l’uomo.”

#piccolistralciletterari#

L’Arte di Essere Fragili – Alessandro D’Avenia

Buondì compari, come procede l’esistenza?

Oggi, come da tradizione al termine di ogni mese, io e Tiziana siamo qui con la recensione del titolo del mese scorso del gruppo di lettura, che in questo caso è stato L’Arte di Essere Fragili di Alessandro D’Avenia.

Vi segnalo anche la recensione di Simona (lasiepedimore) che anche lei facente parte del gruppo ci supporta ogni mese, con ogni lettura.

Grazie Simona e grazie a tutti i membri del gruppo!

Bene dopo i ringraziamenti direi di concentrarci sulle dinamiche che hanno reso possibile questa lettura, come sempre abbiamo indetto un sondaggio e il titolo che l’ha spuntata è stato proprio questo, infatti sul gruppo abbiamo letto questo titolo dal 01/03 al 31/03.

Quindi, non procrastiniamo ancora gente, andiamo a parlare nello specifico di questa lettura!

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L’Arte di Essere Fragili, Come Leopardi può Salvarti la Vita – Alessandro D’Avenia

Editore: Mondadori

Pagine: 209

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 19,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di Pubblicazione: 2016

Link all’Acquisto: QUI

“Con quello che chiamiamo “ispirazione”, e che non sappiamo neanche più cosa sia. L’abbiamo ridotta a una specie di prurito interiore che colpisce gente stravagante, e invece niente come l’ispirazione è capace di illuminare la nostra vita quotidiana da dentro, con quella luce che rende ogni nostro gesto autentico e ogni nostra opera feconda, indipendentemente dal risultato.”

Trama

“Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. 

Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato?

Recensione

Dunque, ho pensato molto a questo libro dopo averlo terminato, ci ho pensato perché mi sono trovata in difficoltà nel momento della valutazione finale perché questo libro, ve lo dico subito senza tanti giri di parole, non mi ha conquistata.

Mi aspettavo decisamente di più da un libro che da mesi è primo in classifica tra i titoli più venduti e da mesi si vede ovunque, su qualsiasi piattaforma.

Secondo me questo è il classico caso in cui una casa editrice molto grande (come appunto la Mondadori) ha lucrato pesantemente su un nome come quello D’Avenia.

Lo sappiamo, questo autore nel corso degli anni si è creato un vasto numero di fan che lo supportano e leggono avidamente le sue opere.

Io non ho nulla da dire sullo stile di scrittura di D’Avenia, perché è uno stile che mi è piaciuto molto, senza dubbio questo autore sa scrivere e il suo stile è uno dei punti positivi di questo libro.

Perché sì ha dei punti positivi, anche se per quanto mi riguarda sono di più quelli negativi.

Iniziamo con quelli positivi a questo punto, a parte lo stile dell’autore un altro punto a favore è l’idea di base che ha questo libro ovvero l’utilizzare una figura impressa nella mente di tutti come quella di Leopardi per fare dei ragionamenti semi-profondi sulla società di oggi,  ragionamenti mirati in diversi ambiti.

Un altro punto positivo è il trattare quattro fasi, che sono le fasi della vita di ognuno, ovvero l’adolescenza, la maturità, la riparazione e la morte.

Lo stile comunque fa tanto, nel senso che se non fosse stato per la scrittura brillante dell’autore questo libro per me sarebbe stato valutato con neanche una stellina.

Passiamo ai punti negativi, così analizziamo bene per quale motivo a me personalmente questo libro non è piaciuto.

Ricollegandomi all’autore, durante il corso del libro quest’ultimo ci racconta un tot di vicende personali che ha vissuto con alcuni adolescenti, ragazzi che scrivevano di loro pugno lettere a D’Avenia chiedendogli consigli o magari cercando un dialogo con lo scrittore.

Secondo me, nel narrare queste vicende avute con giovani ragazzi/e D’Avenia pecca ogni tanto di saccenza o saccenteria, dando al lettore un immagine di sé che io ho trovato fastidiosa.

Ho ritrovato in lui, alcune volte non sempre, quella stessa saccenteria che avevano alcuni miei professori all’epoca della scuola.

Comunque oltre a questo, un altro punto negativo che mi è saltato all’occhio una volta terminato questo testo, che io non so se classificare come romanzo o come saggio chiamiamolo ibrido, è il fatto che tutta l’opera a mio vedere ha un punto di partenza, ha un viaggio centrale confuso e frastagliato e un finale poco motivato.

Infatti il libro si apre con una domanda implicita che è “qual’è l’arte di essere fragili?” per poi concludersi con una risposta, ma è una risposta che non mi ha stupita particolarmente anzi mi ha lasciato un sentimento di delusione molto forte.

E’ un libro infarcito, saturo di rimandi e operette del poeta Leopardi, essendo appunto uno dei personaggi principali di questo testo, uso il plurale perché mi è sembrato che l’altro personaggio fosse D’Avenia appunto.

Si citano anche Keats, Zagajewski, la Bibbia, Kafka, Dante ecc. ecc.

In questo libro si parla principalmente di adolescenza, del desiderio che porta la giovinezza di fuggire, del “rapimento”, del “seme”, della morte, del dolore.

Voi vi starete chiedendo “cosa intendi per seme e rapimento?”, adesso ve lo spiego subito.

Durante tutto il libro leggerete spesso (troppo spesso per i miei gusti) queste due parole, “rapimento” inteso come l’illuminazione che ognuno di noi ha o deve ancora avere su quello che vuole fare nella propria vita e “seme” come il dovere di soffrire per poi aprirsi alla vita e apprezzare la felicità.

Non sono una fan dei concetti ripetuti per troppe volte, secondo me la definizione che da l’autore di queste parole è apprezzabile ma vengono inserite troppe, troppe volte durante il corso del libro, ogni volta che me le ritrovavo davanti mi veniva voglia di chiudere il libro e fregarmene del “rapimento”.

Quando ho iniziato questo libro avevo paura che Leopardi fosse usato come pretesto per magari incuriosire più lettori o arrivare a più persone, in realtà no, Leopardi c’è in questo libro.

Il problema maggiore che ho con questo testo è che ora che l’ho terminato sento di non aver letto nulla, non mi ha lasciato niente, è come se avessi letto 209 pagine bianche.

Come vi avevo detto in passato il dire “questo libro non mi ha lasciato nulla” penso sia una delle affermazioni più critiche che si possono fare nei confronti di un opera, perché io lettore mi aspetto di portare qualcosa con me alla fine di un viaggio.

Un insegnamento, un esperienza, un ricordo, un qualcosa che in ogni momento mi faccia ricordare quel viaggio, con L’Arte di Essere Fragili purtroppo questo non è accaduto.

Mi dispiace perché nutrivo grandi speranze per questo titolo, purtroppo il modo non approfondito in cui l’autore ha trattato i temi qui presenti mi ha delusa.

C’è troppa saccenteria, troppa retorica inutile in questo libro, mi aspettavo anzi volevo leggere qualcosa di sconosciuto, qualcosa che ancora non sapevo e invece qui non ho fatto grandi scoperte, non mi ha detto nulla di nuovo.

Mi è sembrato in alcuni momenti, il classico libro infarcito di frasi belle messe lì senza motivo se non per la loro bellezza.

Sicuramente però leggerò altro di D’Avenia perché mi piace il suo stile e senza questo sicuramente L’Arte di Essere Fragili non sarebbe meritevole di due stelline e mezzo, ops spoiler.

Mi piacerebbe leggere “Ciò che Inferno Non è”, ma non ora ho bisogno di smaltire quest’ultima lettura, comunque di certo approfondirò l’argomento D’Avenia.

Voto:

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Bene,

dopo questo tema vi lascio vado a piantare qualche seme.

E voi ragazzi? Avete mai letto questo libro? Vi e piaciuto?

A prestissimo!

Elisa

LiberTiAmo di Aprile

Buon pomeriggio, buon inizio weekend e sopratutto buon aprile!

Allora ragazzi, come ogni mese, eccoci qui io e Tiziana per annunciarvi il titolo del mese corrente in questo caso.

Infatti come ogni mese sul gruppo abbiamo indetto un sondaggio e da questo sondaggio solo un titolo è uscito vincitore (con anche una buona maggioranza di voti).

Ma ci arriviamo tra poco al titolo.

A parte che se già ci seguite su Goodreads o sui social come Instagram già lo saprete, ma lasciamo ancora un po’ di patos.

Infatti prima ho qualche piccolo annuncio da fare:

il primo è che abbiamo deciso di agire in questo modo, ovvero pubblicare l’annuncio della lettura del mese anche qui sul blog, per chi non segue effettivamente il gruppo su Goodreads ma magari vuole leggersi il titolo da solo e legge i nostri corrispettivi blogs.

Secondo, come da tradizione, il 4 (ovvero martedì) sui nostri blog uscirà la recensione del titolo dello scorso mese che è stato L’Arte di Essere Fragili di Alessandro D’Avenia.

Terzo e ultimo, a breve uscirà l’articolo delle cose del mese di marzo che non c’entra nulla con questo articolo, ma dovevo scriverlo così non scappa dalla mente.

Come succede solitamente con questo tipo di articolo oggi sarò breve, infatti vi farò un leggero accenno alla trama e vi darò varie informazioni sulle attività che svolgeremo nel gruppo per questo libro.

Quindi siamo arrivati al momento clou.

Il titolo del mese di aprile per il gruppo di lettura è:

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Le Ragazze – Emma Cline

Editore: Einaudi

Trama

Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di “squali che tagliano l’acqua”. Poi il ranch, nascosto tra le colline. L’incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Le vicende di questo libro sono vagamente ispirate ad una storia vera, alla vicenda della The Family di Charles Manson che proprio in quegli anni formò una vera e propria setta e spinse questi membri all’omicidio.

Tra l’altro mi sembra di avervi, ai tempi dell’uscita, parlato di questo libro in un appuntamento delle News Letterarie e io stessa rimasi affascinata dalla trama di quest’opera.

Emma Cline è una giovane autrice americana e “Le Ragazze” è il suo primo romanzo.

Quest’anno ho già capito che è l’anno degli autori esordienti per la sottoscritta.

Le Ragazze sarà in lettura sul gruppo dal 01/04 al 30/04, per tutto il mese di aprile.

Questo era tutto ragazzi, noi vi aspettiamo sul gruppo se volete unirvi a noi e leggere assieme questo testo e spera anche i prossimi!

A prestissimo!

Elisa