The End of the Year Book Tag

Buon mercoledì!

Per il quarto giorno di dicembre e della maratona natalizia, iniziamo piano piano ad entrare più nel vivo degli articoli dedicati a questa meravigliosa festività e anche perché no, alla fine dell’anno.

Oggi ho voluto proporvi questo tag che si chiama appunto “The End of The Year Book Tag“, perfetto per questo momento, non siamo proprio alla fine dell’anno, ma diciamo che il momento catartico si avvicina.

Ho visto per la prima volta questo tag da Teresa Bee_Book_a_Lula su Youtube, sono venuta a conoscenza dopo del fatto che questo è un tag piuttosto famoso, me ne sono accorta solo ora però, meglio tardi che mai.

A proposito, voi come state in questo freddo mercoledì?

Io sto sorseggiando un tè alla ciliegia e lampone, bollente, infatti mi sono appena ustionata e mangiando qualche anicetta ogni tanto, non sapete cosa sono le anicette? Solo caramelline, più che altro sono cubettini di zucchero al sapore di anice, so che molti non amano l’anice, ma io la adoro.

Bene, tornando al book tag, si compone di 6 domande a tema libroso ovviamente che funge anche come una specie di info/minirecap dell’anno, ma a questo proposito usciranno altri articoli più avanti, non spoilero mi fermo qui.

Allora iniziamo con le domande!

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Ci sono libri che hai iniziato quest’anno e che vuoi finire?

Allora, ne ho iniziati diversi quest’anno che non ho terminato, ma forse il titolo che più degli altri mi brucia nel petto come una sconfitta non digerita è “Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle” di Stuart Turton.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle (1)

Perché questo abbandono brucia? Forse perché oramai ero a più di metà libro, mi mancavano circa 90/80 pagine e la fine si avvicinava, da una parte mi dispiace aver abbandonato questo titolo e mi piacerebbe riprenderlo, quindi per rispondere alla domanda lo vorrei finire sì, ma l’ho lasciato anche perché non mi entusiasmava particolarmente.

L’idea di base è interessante ed è proprio questa che mi ha attirato verso il libro, ma nel corso del testo l’autore secondo me inizia a buttare dentro dettagli, specifiche, modifiche, tutto e di più all’idea appunto di base per sovraccaricarla sempre di più e ad un certo punto getta il lettore nel casino totale, in più credo sia un libro non tagliato abbastanza, nel senso che è un di quei casi in cui anche con 100 pagine in meno il titolo non ne avrebbe risentito, anzi.

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Hai un libro in particolare che consideri “autunnale” che ti accompagni nella transizione verso fine anno?

Sto leggendo un titolo di cui vi parlerò a breve (in una recensione specifica) che si intitola “L’Uomo di Calcutta” di Abir Mukherjee.

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La copertina è molto autunnale, la storia un pochino meno, più che altro fa venire in mente l’estate perché nel libro si muore di caldo anche perché siamo a Calcutta nel 1919, ma ne parleremo a breve!

Comunque per rispondere alla domanda no, non è particolarmente autunnale, ma per me è comunque carina per il periodo.

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C’è una novità che stai aspettando?

Diciamo che c’erano due novità in particolare che stavo aspettando e sono uscite da poco, la prima ovviamente è Casa di Foglie e vabbè oramai ho nominato questo libro in tutte le salse, non ne potrete più quindi mi fermo. Il secondo, di cui abbiamo parlato l’altro ieri anche è “Il Priorato dell’Albero delle Arance” di Samantha Shannon.

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Ho già ordinato questo libro, figurasi se me ne sto ferma, su Libraccio e dovrebbe arrivarmi a breve, aspetto questo titolo da mesi e ho anche considerato al fatto di acquistarlo e leggerlo in inglese perché lo vedo da tempo da booktuber e bookblogger esteri/e che non hanno fatto altro che accrescere la mia curiosità. Ho letto l’estratto anche su kindle e premette molto bene, ho proprio voglia di gettarmi a capofitto in un fantasy ben scritto.

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Quali sono i 3 libri che vuoi leggere entro fine anno?

Sicuramente questi tre:

L’uomo di Calcutta“, nominato anche prima, “La Peste” di Camus che stiamo leggendo ora insieme sul gruppo di lettura e il terzo titolo che ho inserito è “La Leggenda di Sleepy Hollow” di Irving, ma sappiate che non è certo questo terzo titolo perché devo ancora iniziarlo e potrei cambiare idea.

I primi due però di sicuro li voglio terminare a breve/prima della fine dell’anno.

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C’è un libro che pensi ancora possa sorprenderti e diventare il tuo preferito?

Sicuro “La Peste“, ma anche “Il Priorato dell’Albero delle Arance” perché iniziarlo appena arrivato a casa, anche se molto probabilmente non riuscirò a finirlo entro il 2019, mi prudono proprio le mani per la voglia di leggerlo!

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Hai già cominciato a fare piani per il 2020?

Uhhh a bizzeffe, infatti per quest’anno, il 2019 vi ricordate che vi avevo detto: “voglio contenermi e rimanere calma perché sono bloccata“, ragazzi/e ve lo dico già adesso, nel 2020 voglio tornare a scatenarmi! Come sempre ne parleremo in un articolo dedicato quindi non dico nulla…

Eccoci qui, al termine di queste sei domande vorrei aprire il tag a tutti/e! Quindi se vi va di farlo mandatemi il link perché sono curiosa di leggere le vostre risposte! 

Ma in caso non vogliate rispondere al tag completo, fatemi comunque sapere cosa state leggendo in questo periodo di interessante!

Ci leggiamo domani,

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Frankenstein – Mary Shelley

Buon martedì! Come state?

Sentite ancora le ripercussioni della domenica? Io sì.

Oggi recensione, parliamo del libro che è stato in lettura per tutto il mese di novembre sul gruppo di lettura, ovvero Frankenstein di Mary Shelley.

Grande classico, c’è molto da dire quindi iniziamo immediatamente!

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Frankenstein – Mary Shelley

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Classico/Gotico

Pagine: 276

Prezzo di Copertina: € 10,00

Prezzo ebook: € 0,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1818

Link all’acquisto: QUI 

Trama

Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti – Mary e Percy Shelley, e William Polidori – di scrivere, per gioco, cun racconto dell’orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull’origine della vita: l’angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell’orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore.

Per un attimo la mia anima si sollevò al di sopra delle sue meschine e umilianti paure, per contemplare le idee divine di libertà e sacrificio, di cui questi luoghi erano monumento e ricordo. Per un istante, osai scrollarmi di dosso le mie catene, e guardarmi attorno con uno spirito libero ed elevato; ma il ferro mi era penetrato nella carne, e ricaddi tremante e senza speranza nel mio io disperato.

Recensione

Prima di iniziare con la recensione vera e propria volevo dirvi che ho deciso di modificare un tantino il tipico stile delle recensioni, infatti per non scrivere paragrafi su paragrafi ammassati ho deciso di dividere la recensione in determinati “argomenti”, per renderle più ordinate. Ok, fine premessa, iniziamo con la recensione.

Allora, partiamo dal presupposto che non è facile parlare di questo libro, perché è un grande classico (forse uno dei più famosi), è un testo dell’800 e il suo contenuto spazia in diversi argomenti sui quali bisognerebbe aprire parentesi gigantesche.

Quindi approcciamoci un attimo agli aspetti più tecnici.

Stile di Scrittura

Ahime! Perchè l’uomo vanta sensibilità superiore a quella dei bruti? Ciò lo rende un essere ancora più afflitto dai bisogni. Se i nostri impulsi si limitassero alla fame, alla sete e al desiderio, potremmo quasi essere liberi; ma ora siamo mossi da ogni soffio di vento, e da una parola occasionale o dall’immagine che tale parola provoca.

All’inizio sono rimasta stupita dallo stile dell’autrice perché mi aspettavo un qualcosa di più aulico e prolisso, essendo un testo di quell’epoca, diciamo che nelle prime pagine secondo me non si assapora lo stile della giovane Mary in toto, poi avanzando emerge lo stile autentico che è decisamente più laborioso.

Ci sono pagine a volte di riflessione sull’animo umano e pagine di descrizioni di montagne e laghi (sopratutto), sono descrizioni che non mi hanno impresso nella mente un panorama stile fotografia, sono descrizioni abbastanza didascaliche, infatti direi che uno dei aspetti che ho apprezzato meno del testo (e forse l’unico) sono proprio le descrizioni, non perché siano scritte male, assolutamente, ma non sono al 100% evocative secondo me.

Sono quelle descrizioni stile “immagina l’Arno con il tramonto“, sono paesaggi che o tu lettore già conosci più o meno oppure non ti portano in quell’atmosfera voluta dall’autrice.

Questo è l’unico appunto che voglio fare sulla scrittura ed è ovviamente una considerazione personale, per il resto la scrittura di certo si prende i suoi tempi per analizzare le emozioni umane, per interrogarsi sulla natura dell’uomo e per rendere al massimo una caratterizzazione piena dei personaggi.

E’ un libro che usa diversi espedienti, ci sono lettere, racconti nei racconti, e ho trovato a tratti geniale questa matriosca di racconti perché è un’ottima tecnica per analizzare uno dei discorsi sui quali si basa l’opera ovvero la natura umana e la bestialità di questa, quindi lo stile lavora bene con i concetti principali espressi.

Di certo una giovane Mary Shelley di soli 19 anni non avrebbe mai immaginato un successo tale per una storia nata quasi “per divertimento”.

Quali sono i concetti espressi in Frankenstein?

Sono innumerevoli, come vi dicevo prima il libro ruota attorno a diversi dilemmi principali, la bestia avrebbe potuto essere diversa se Victor e gli umani in generale l’avessero trattata in modo differente? Dove sta la ragione, è la bestia dopo aver subìto eventi che hanno messo a nudo il lato negativo della natura umana, ad essere motivata nel fare ciò che ha fatto? Oppure si è spinta troppo oltre e non ha compreso le motivazioni? O ancora, se Victor avesse mantenuto fede alla sua posizione di padre/Dio tutto quello che viene narrato nel libro non avrebbe mai avuto luogo? Victor può realmente incolpare la bestia, creata da lui stesso, per ciò che ha fatto questa sapendo in cuor suo di essere venuto meno nei confronti di questa?

E’ uno di quei testi che nel corso delle pagine instaura nella mente del lettore talmente tanti interrogativi che il trascriverli qui e ora per me sarebbe impossibile, o una lista infinita di domande troppo lunga per poterla sopportare.

Un’aspetto sul quale ho riflettuto a lungo è la coscienza di Victor, nel corso del testo a causa di questa mostruosa creazione la sua vita verrà rovinata, ma lui sembra rendersi conto fino ad un certo punto delle sue colpe, realizza a tratti il fatto che se lui in prima persona si fosse comportato in modo diverso non sarebbe accaduto forse un qualcosa di questo tipo.

Un altro aspetto interessante della sua personalità è il coraggio, spesso lui si mette in bocca questo termine ma per quanto mi riguarda non è un uomo coraggioso, preferisce scappare a volte invece che affrontare qualcosa o qualcuno, preferisce tacere invece di confessare, preferisce fingere invece che ammettere.

Victor è un uomo di grande intelligenza, ma sembra perdersi, non affronta le conseguenze delle proprie azioni e invece che provare quanto meno a salvare vite umane preferisce mantenere il suo segreto, quando deciderà di raccontare tutto sarà oramai troppo tardi.

Il modo in cui Victor tratta la bestia è mostruoso, lui ha creato questa creatura e sembra dimenticarsene, non rispecchia la bellezza, la grazia, i suoi canoni e quelli della società, è un mostro, un essere orrendo, un demone e per questo merita di non essere nemmeno mai “nato” secondo lui, è un padre che odia il proprio figlio, un Dio che spera nella morte della sua creazione.

Per qualche istante Victor si lascia andare alla compassione e prova a comprendere questo essere, ma è un momento che dura poco perché subito dopo torna questo odio mortale.

Victor è un’essere egoista anche, una delle tragedie finali rappresentano questo suo aspetto secondo me, si preoccupa prima per lui stesso e dopo per gli altri, continua a pensare alla sua famiglia, ma quando è il momento di proteggerla dalla tragedia e dalla distruzione lui non fa nulla.

Dal canto suo la bestia sprigiona quell’odio e quel disprezzo verso la razza umana che solo chi viene emarginato dalla società, viene additato come un essere che non merita la vita e viene al mondo costretto a nascere solo perché rinnegato dal suo stesso padre, può provare.

La bestia compie azioni di una malvagità e una mostruosità uniche, nessun essere dovrebbe poter togliere la vita, e fino alla fine dei suoi giorni si accerterà di far pagare a Victor ogni colpa.

Qui arriva un concetto da me molto amato nei romanzi di tutti in generi, la vendetta, qui rappresentata magistralmente, sono sempre attratta dalla natura di questa, che sembra essere un cibo che non sazia mai, anche dopo la morte della propria fonte di vendetta non si è sazi e ci si rende conto di aver inseguito un’idea, una morsa di odio e voglia di prevalere sull’altro.

Uh, parliamo anche di un ultimo concetto, l’intelligenza del mostro, la creatura senza dubbio è dotata di un’intelligenza non indifferente e tutto ciò che ha imparato lo ha imparato osservando vari esseri umani, leggendo, apprendendo, ma qui sorge spontanea una domanda, un essere così intelligente e strategico (come viene mostrato all’interno del libro) può allo stesso tempo essere così bestiale e irrefrenabile nella sua violenza? Comprende la gravità delle proprie azioni, ma ciò non lo ferma.

Infine vorrei accennare qualcosa su Walton, il personaggio con cui si apre il testo che incontrerà Victor casualmente e questo gli narrerà tutta la storia che conosciamo, ho amato il personaggio di Walton anche se non è uno dei principali, perché è in fondo un essere che comprende, ha ascoltato tutta la storia da Victor, è a conoscenza di tutti i fatti e alla fine quando si troverà costretto a prendere una decisione sceglierà di testa sua.

Mi è piaciuto molto questo testo, è un classico che sono felice di aver finalmente letto!

Voto: 

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Voto quasi pieno, ho deciso di non assegnare punteggio pieno per ciò che vi ho detto sulle descrizioni, ma è un libro meraviglioso e ne consiglio a tutti la lettura!

Bene, detto ciò, fatemi sapere, avete mai letto questo libro? Sì, vi è piaciuto? No, perché?

A domani!

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News Letterarie #14

Buon lunedì!

Ah, per il secondo giorno di questa maratona natalizia ho pensato “perché non parlare di novità letterarie/librose così ci mettiamo avanti per il mese?”.

Quindi oggi news letterarie, anche perché non aggiorno questa rubrica da quasi un anno, che vergogna, che vergogna…

Insomma, ci sono varie novità e dato che siamo solo al 2 ho pensato di metterci avanti, quindi iniziamo!

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La Casa delle Voci – Donato Carrisi

Prezzo di Copertina: € 22,00

Data di Uscita: 2 dicembre (oggi)

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

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Atteso da moltissimi “La casa delle Voci” arriva dopo “il gioco del suggeritore” del 2018. Carrisi è un autore italiano molto apprezzato anche all’estero e si può tranquillamente dire che ogni sua opera ha riscosso un’enorme successo.

 

 

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La Fine dei Vecchi Tempi – Vancura

Prezzo di Copertina: € 22,00

Data d’uscita: 3 dicembre

Per la prima volta tradotto in italiano uno dei libri più originali e divertenti del Novecento. In apparenza è un romanzo realistico ambientato nella neonata Repubblica cecoslovacca, alla fine della Prima guerra mondiale, e centrato sul contrasto fra la morente aristocrazia e la nuova borghesia rampante e un po’ volgare. Ma sotto tale apparenza, elaborando in chiave modernista i modelli del Tristram Shandy e del Barone di Münchhausen (e le tecniche cinematografiche degli anni Venti e Trenta), Van?ura rappresenta l’inestinguibile dissidio tra verità e finzione. Al seguito del bibliotecario Bernard Spera, uno dei più loquaci e simpatici «narratori inaffidabili» della storia della letteratura, il lettore viene trascinato in un turbine di personaggi e vicende che sono in realtà la parodia del romanzo realistico e l’affermazione della narrazione come infinita macchina desiderante.

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Vancura è stato uno scrittore ed un poeta ceco, massimo esponente dell’espressionismo ceco è autore di numerosi romanzi non tutti tradotti e pubblicati in Italia. Per la prima volta arriva qui questo titolo.

 

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Pi – Akilah Azra Kohen

Prezzo di Copertina: € 23,00

Data di Uscita: 3 dicembre

Nonostante Can Manay sia ormai felicemente sposato con Bilge, la sua giovane, brillante assistente, quando a Londra scopre che Duru si esibisce in un teatro, non resiste alla tentazione di assistere allo spettacolo più e più volte, finendo nuovamente vittima della sua malata ossessione per lei. Arriva persino a far costruire un centro per le arti, uno dei più grandi d’Europa, solo per poterla invitare a danzare. Ma l’incontro tra i due ha un esito inaspettato: sul punto di abbandonarsi alla passione, Can si rende conto che ciò di cui ora ha bisogno è sua moglie Bilge: la sua dedizione, il suo equilibrio, la sua serenità. Ma anche Bilge, che sembra decisa a riaccoglierlo, ha in realtà in serbo una sorpresa per lui, complici la sua amica Özge ed Eti, la madre di Can. “Pi”, ultimo capitolo della trilogia di Azra Kohen, rappresenta nello stesso tempo la fine e l’inizio del viaggio che questa lettura propone: il compimento dei percorsi individuali dei singoli protagonisti, come quello di Deniz, che apre un locale di musica dal vivo e trova in Özge un nuovo grande amore, e l’inizio di un percorso collettivo, perché, come comprende bene Özge nella sua battaglia politica, un singolo, per quanto determinato, non potrà mai cambiare lo stato delle cose. È al gruppo quindi che è affidato il futuro, e i personaggi “positivi” della storia, quelli che sono riusciti a esprimere il proprio potenziale e a “diventare” se stessi, si trasferiranno insieme in un villaggio dando vita a una sorta di utopia. Un romanzo che è lo specchio dei nostri tempi, dove il successo, la fama e il potere perdono completamente di senso se in mano a persone che non hanno consapevolezza di sé. 

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Qui abbiamo una ripubblicazione, ora in questo articolo ci sono due titoli ripubblicati, ma è un’occasione rara perché di solito non inserisco ripubblicazioni, è un romanzo che arriva dopo due pubblicazioni dell’autrice “PHI” e “CHI”. 

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Bringer – Giuliano Scavuzzo

Prezzo di Copertina: € 17,90

Data di Uscita: 5 dicembre

2081. Il pianeta è stato devastato da un cataclisma causato dall’inquinamento. I Bringer, grazie alla loro straordinaria capacità di ricevere doni dalle vite precedenti, hanno sventato l’apocalisse.
Sono loro a governare il mondo ora, sfruttando lo mnemonium, un potente materiale proveniente da un asteroide che permette di abbassare le temperature e rendere l’aria respirabile.
Efi vive nella Città di Cristallo, circondata da Bianche Mura alte centinaia di metri.
Anche lei dovrebbe essere una Bringer, ma alla soglia del suo ventesimo compleanno non ha mai sperimentato un bring-back delle esistenze passate e, se ciò non dovesse accadere, verrà esiliata nel mondo dei fermi.
Mossa dal desiderio di scoprire il mistero della sua identità, Efi, insieme a Garth e Lake, intraprenderà un viaggio pericoloso e incredibile.
In fuga verso la Foresta dei Grandi Alberi, dimora dei ribelli Outcast, scoprirà la sua vera natura e, soprattutto, che il mondo che la circonda nasconde terribili segreti.

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Ho voluto inserire questa nuova uscita perché mi ispirava molto, è un fantasy, non è il romanzo d’esordio dell’autore in quanto nel 2017 pubblicò con la casa editrice Newton Compton il romanzo “il marchio perduto del templare”, romanzo storico. Questo appartiene a tutt’altro genere, è una lettura per ragazzi. 

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L’uomo che Salvò la Bellezza – Francesco Pinto

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: 30 gennaio 2020

“Anche l’Italia ha avuto il suo Monuments man. Questa è la sua storia. Ha poco più di vent’anni Rodolfo Siviero, poeta e critico d’arte, quando viene avvicinato da un funzionario del Partito Fascista. La richiesta che gli arriva è del tutto inattesa. Dovrà andare a Erfurt, nel cuore della Germania nazista, per raccogliere informazioni sul nuovo alleato. Dovrà diventare una spia. In Germania troverà molte cose. Una nazione ottenebrata dai deliri di potenza di un dittatore. Una donna, Emma, bellissima e misteriosa, con cui intreccerà una grande e difficile storia d’amore. L’orrore del campo di prigionia di Buchenwald. E scoprirà che Goebbels e Hitler intendono saccheggiare le città d’arte italiane, col beneplacito di politici compiacenti, per creare un grande museo del Terzo Reich. Cinque anni dopo, durante la guerra, a Firenze, Siviero è il leader di una squadra che, tra travestimenti, scontri armati e rocambolesche fughe, impedirà ai nazisti di saccheggiare il patrimonio artistico italiano. Lì, nella sua città, incontrerà di nuovo Emma… Ispirato a una storia vera, il romanzo di un eroe che salvò gran parte del patrimonio artistico di Firenze dalle mani dei nazisti.”

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Francesco Pinto è l’autore de “La Strada Dritta” e “Il Lancio Perfetto”, questo nuovo titolo l’autore si è ispirato ad una storia vera, quella di un uomo che salvò gran parte del patrimonio artistico di Firenze dai nazisti.

 

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Anche qui ho voluto fare un’eccezione al solito modo di strutturare un articolo delle “news”, ho voluto inserire 5 libri che devono ancora essere pubblicati (quelli precedenti) e 5 libri già pubblicati (quelli che seguono), è sia una scusa per parlare di Casa di Foglie sia una toppa per il fatto che non avendo aggiornato questa rubrica ultimamente sono uscite nuovi testi interessanti di cui non abbiamo parlato…

 

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Casa di Foglie – Mark Z. Danielewski

Prezzo di Copertina: € 29,00

Data di ristampa e pubblicazione: 7 novembre

Quando la prima edizione di “Casa di foglie” iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina -, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò “Casa di foglie” come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.

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Ahhh aspettavo questo giorno, quello in cui con espressione felice e una musica vittoriosa in sottofondo avrei inserito “Casa di Foglie” nelle news, temevo non sarebbe mai arrivato ma eccolo qui. la speranza è l’ultima a morire. Beh, che dire, questo libro era diventato una leggenda urbana perché ci sono state sporadiche ripubblicazioni nel corso degli anni ma rare e con pochi numeri disponibili all’acquisto. Ora è stato ripubblicato dalla casa editrice indipendente 66th and 2nd. Io personalmente avevo iniziato a leggerlo qualche anno fa ma avevo la versione digitale e diciamocelo, questo titolo non è adatto al Kindle. Ora finalmente posso leggerlo nel migliore dei modi, è già in mio possesso ovviamente…

 

 

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Il Priorato dell’albero delle Arance – Samantha Shannon

Prezzo di Copertina: € 26,00

Data di uscita: già pubblicato il 30 novembre

La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

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Uscita di qualche giorno fa, attesissima anche qui da mesi, è un fantasy, l’autrice è già conosciuta qui in Italia per “La Stagione della Falce”. Questo titolo si vede da tempo all’estero e ora finalmente è arrivato in Italia pubblicato da Mondadori.

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Elefante a Sorpresa – Joe R. Lansdale

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: già pubblicato il 26 novembre

Dopo anni trascorsi a combattere il crimine insieme, qualcosa tra Hap e Leonard è cambiato: Hap, fresco di nozze con Brett, è ora un uomo di famiglia e il peso delle violenze commesse in passato, anche se a fine di giustizia, si sta facendo insostenibile. Ma quando, durante una delle peggiori inondazioni della storia dell’East-Texas, i due soccorrono per caso una donna inseguita da un manipolo di delinquenti, l’antica sete di avventura sembra riaccendersi. La ragazza, in stato di shock, è sopravvissuta a un’esecuzione mafiosa e il boss e i suoi sgherri continuano a cercarla per impedirle di testimoniare contro di loro. Tra strade allagate, torrenti in piena e inseguimenti spericolati, Hap e Leonard dovranno mettere in salvo la ragazza e sbarazzarsi dei suoi nemici prima che i nemici catturino loro.

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Ho voluto inserirlo perché molte persone sono “fan” della serie di Lansdale riguardante Hap e Leonard, ecco qui un nuovo episodio/indagine!

 

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La Prima Legge (Trilogia) – Joe Abercrombie

Prezzo di Copertina: € 28,00

Data di Uscita: già pubblicato il 19 novembre

Logen Novedita è un guerriero in fuga dal Nord di cui è stato il campione idolatrato tanto dai nemici che lo vorrebbero morto come dagli amici che farebbero meglio a crederlo tale. Perché dentro di lui si annida il Sanguinario, un’ombra per cui orrore, fuoco e morte sono un banchetto al quale invitare tutto e tutti. Glokta l’Inquisitore trascina il proprio corpo torturato nei palazzi del potere, investigando su una cospirazione in grado di ribaltare l’ordine costituito. Il giovane Jezal dan Luthar, che forse si accontenterebbe della propria bellezza, sfacciataggine e abilità nella scherma, scoprirà che qualcuno nutre grandi e pericolosi progetti per lui. Il Maggiore West deve lottare contro la propria sorella, l’idiozia delle gerarchie militari, e la costante feroce emicrania. Nelle vene della misteriosa e intrattabile Ferro Maljinn scorre sangue di demone, e una sete di vendetta che minaccia di travolgere un Impero. I loro cammini sono destinati a incrociarsi nella guerra che chiude le sue fauci sull’Unione da Nord a Sud, mentre alle ombre del passato e ai sortilegi si sommano le nuove, devastanti forze dell’oro e della tecnologia.

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Qui abbiamo una trilogia, in questo massiccio volume sono contenuti tre romanzi infatti, “Il Richiamo delle Spade”, “Non prima che Siano Impiccati” e “L’Ultima Ragione dei Re”. Testo fantasy sempre pubblicato da Mondadori, è periodo di grandi pubblicazioni fantasy!

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Forse ho Sognato Troppo – Michel Bussi

Prezzo di Copertina: € 17,00

Data di Uscita: già pubblicato il 13 novembre

La vita di Nathalie, hostess dell’Air France, scorre liscia come l’olio: vive in una graziosa villetta sulle rive della Senna, ama, riamata, il marito ebanista e ha due belle figlie di diciotto e ventisei anni. La sua vita oscilla tra il lavoro, che tre volte al mese la fa volare all’altro capo del mondo, e la famiglia, a cui si dedica con entusiasmo e attenzione. L’idilliaco quadretto si spezza però per una serie di incredibili coincidenze in seguito alle quali si trova a ripercorrere lo stesso itinerario di viaggio, tre voli in rapida successione a Montréal, Los Angeles e Giacarta, durante il quale vent’anni prima si era perdutamente innamorata del giovane chitarrista Ylian. Sta accadendo qualcosa di strano. Una mano invisibile la spinge a tornare sui suoi passi, dentro un mistero sempre più inquietante.

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Infine ho voluto inserire questo libro perché Bussi è un autore amato e questa sua nuova uscita è passata un po’ in sordina secondo me, è un giallo dalla trama direi pop.

 

E voi? Quale di queste uscite vi ispira di più? Avete ceduto a qualche ultima uscita? Fatemi sapere!

A domani!

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LiberTiAmo di Dicembre (2019)

Buon primo di dicembre, ma sopratutto buon inizio della maratona natalizia!

Da oggi infatti, come tutti gli anni, fino al 24 dicembre staremo assieme ogni giorno, uscirà un articolo ogni giorno fino a alla Vigilia di Natale, non è meraviglioso? So che ogni anno attendete con trepidazione questo momento (bah, insomma) e anche io!

Possiamo ufficialmente dare il via alla maratona natalizia dell’anno 2019, o ciò che ne rimane.

Dai che quest’anno ci divertiamo!

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Bene, detto ciò, parliamo del libro che sarà in lettura per tutto il mese di dicembre sul gruppo di lettura, che trovate come sempre su Goodreads.

Scopriamo il libro del mese.

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La Peste – Albert Camus

Casa Editrice: Bompiani

Link all’Acquisto: QUI

Trama 

Orano è colpita da un’epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un’umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. La fede religiosa, l’edonismo di chi non crede alle astrazioni né è capace di ”essere felice da solo”, il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l’indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l’egoismo gretto gli alleati del morbo.

La Peste è stato pubblicato nel 1947, appena dopo la pubblicazione riscosse un gran successo.

Ottenne il Prix des Critiques, un prestigioso premio letterario francese, che selezionava giovani autori.

Il romanza rientra nella produzione di Camus denominata “Ciclo della Rivolta“, il romanzo è una grande metafora sul male e il nazismo.

Il romanzo è ambientato ad Orano in Algeria, negli anni quaranta.

Il libro sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 quindi per tutto il mese di dicembre, vi unirete a noi nella lettura? Fateci sapere!

A domani!

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