The Woman in Black – Susan Hill

Buon giovedì e sopratutto buon Halloween!

Come vi sentite in questa tenebrosa giornata di fine ottobre? Spero meravigliosamente.

Per celebrare Halloween assieme oggi seconda recensione a tema, infatti parliamo del secondo libro “a tema” che ho letto per respirare a pieno questa atmosfera spaventosa.

Parliamo di “The Woman in Black” di Susan Hill, tradotto in italiano con “la Donna in Nero“, è un romanzo dell’orrore uscito per la prima volta nel 1983.

Ma iniziamo subito a parlarne un pochino assieme!

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The Woman in Black – Susan Hill

Casa editrice: Polillo Editore

Genere: Horror/Gotico

Pagine: 188

Prezzo di Copertina: €12,90

Anno di Pubblicazione: 1983

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

Il giovane avvocato londinese Arthur Kipps viene incaricato dal principale di recarsi in uno sperduto villaggio per presenziare ai funerali di un’anziana cliente e occuparsi della gestione dell’eredità. La signora Drablow, vedova da poco dopo le nozze, viveva da reclusa in una lugubre dimora circondata da nebbiose paludi. Per Arthur, in procinto di sposarsi, è l’occasione di dimostrare finalmente le sue capacità. Così, quando al suo arrivo s’imbatte in una strana reticenza riguardo alla casa e alla sua eccentrica abitante, non se ne cura più di tanto. Né lo turba la presenza, al funerale, di una donna misteriosa e di antica bellezza di cui nessun altro sembra accorgersi. Ansioso di svolgere il suo incarico con efficienza e rapidità, Kipps decide, contro il parere di tutti, di fermarsi a dormire nella casa disabitata. Saranno notti da incubo, perché il terrore è una nebbia avvolgente come un sudario, il gemito del vento, il gracchiare di orridi uccelli, il pianto di un bambino, uno scalpitio lontano, un fruscio di vesti… Una donna in nero.

E allora, in mezzo agli alberi del frutteto dai tronchi argentei per la luce della luna, ricordai che l’unico modo per scacciare un vecchio fantasma che continua le sue persecuzioni era quello di esorcizzarlo. Ebbene, il mio doveva essere esorcizzato. Avrei raccontato la mia storia, non a voce alta, accanto al fuoco, non come passatempo per frivoli ascoltatori: era troppo seria, troppo reale per quello.

 

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Recensione

Questo libro non è facilissimo da trovare ad oggi ma sono ancora disponibili alcune copie da privati, io ricordo di averlo recuperato su Libraccio uno o due anni fa.

Da questo racconto sono state tratte una pièce teatrale, un film televisivo e un remake più recente del 2012, in cui come attore principale troviamo Daniel Radcliffe per la regia di James Watkins.

L’autrice Susan Hill è famosa sopratutto per questo testo, che fu piuttosto apprezzato ai tempi.

Allora, che dire, lo stile di scrittura non mi ha fatta impazire, l’ho trovato eccessivamente prolisso certe volte, è un libro di 188 ma potrebbe averne 100 e non cambiaerebbe quasi nulla, le descrizioni in più non le ho trovate degne di nota, qualcuna è molto piacevole da leggere certo ma è un libro che rallenta la vicenda per come è scritto.

Non che l’autrice scriva male, ma alcuni dettagli a volte sono inutili, io sono un’amante delle lunghe descrizioni e dei minimi dettagli descritti minuziosamente, quando hanno un senso e sono utili però.

Quando comprai questo titolo lo feci sopratutto perché dopo aver visto il film volevo saperne di più riguardo della storia, ora, io il film non me lo ricordo benissimo, sono passati anni, però ricordo che il finale era diverso rispetto al libro, è stato di certo modificato.

Tra l’altro il film fu il primo film horror in assoluto a farmi fare un urletto di spavento, a dire il vero la causa fu un jump scare, ma fu la prima volta e la ricordo con affetto.

Il film mantiene un buon livello di tensione per tutta la sua durata e vi dirò è un bel film, ne serbo un buon ricordo.

Il libro è diverso, non mantiene lo stesso livello di tensione, come ho scritto prima a volte è eccessivamente lento e smorza un poco l’interesse, è una storia di fantasmi e già questo è interessante perché sono poche le storie di fantasmi ben riuscite, ma non ha nulla di speciale.

Mi è piaciuto moltissimo il personaggio principale, Arthur, anche se a volte mi è sembrato che si mettesse nei casini solo per far andare avanti la narrazione, però il suo atteggiamento, il suo comportamento con gli altri e il modo di affrontare tutta la terribile vicenda è puro, è un personaggio buono.

Altro aspetto negativo per me è quello che dovrebbe essere la grande rivelazione sul finale, si intuisce, non è proprio una scoperta che lascia il lettore a bocca aperta, è una vicenda (e una conseguenza) a cui ci si arriva con facilità ricollegando i puntini, il libro arriva dopo.

Non ci sono poi fatti particolarmente violenti descritti nel dettaglio, c’è solo una scena in cui accade un qualcosa di concitato ma tutto il libro è piuttosto statico, si vede ogni tanto questa donna vestita di nero ma nulla di ché.

Un aspetto positivo invece è una piccola parte della rivelazione finale che riuarda il fantasma della donna in nero appunto, c’è una conseguenza alla sua apparizione ed è una scoperta interessante, una bella idea, anche il finale è ottimo, no ho nulla di negativo da dire sul finale perché chiude a mò di cerchio tutta la vicenda, rendendola si senso compiuto.

E’ un po’ il classico racconto gotico che in brevi tratti incuriosisce perché accadono fatti inquietanti, come vi dicevo nel film c’è un jump scare e per qualche strano motivo immaginavo durante la lettura che andando avanti ad un certo punto sbucasse (come un libro pop-up) il viso del fantasma, ha avuto brutti effetti su di me il film…

Un altro aspetto positivo è l’ambientazione, c’è perennemmente la nebbia in pratica ma diventa quasi un personaggio del libro per qualche motivo, i fattori atmosferici sono molto importanti in questo libro e anche il luogo in cui siamo, una palude, che sembra risucchiare tutto e tutti.

Quindi abbiamo il perfetto scenario spaventoso, nebbia, fantasmi, palude, casa isolata, manca qualcosa? Forse il rumore di catene.

E’ un libro che tutto sommato è piacevole da leggere in periodi come questi ma di certo non è il miglior titolo, ha dei difetti per me, la scrittura a volte è troppo, troppo lenta e tra l’altro la vicenda non è di per sé lunga, nel senso che questo viaggio nel terrore dura poco, in un gran numero di pagine non succede nulla.

Voto:

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Insomma, l’idea di base ad oggi non è così innovativa, lo svolgimento della storia procede a rilento e non ha trattenuto per molto il mio interesse, tutto sommato è una storia però che si legge moderatamente bene, se avete voglia di una storia di fantasmi gotica vecchio stampo, la lettura di questo titolo è una scelta interessante.

E voi? Cosa avete letto per Halloween? Fatemi sapere!

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Tinder – Sally Gardner

Buon mercoledì! Come state?

Come vi sentite in questo penultimo giorno di ottobre?

Oggi ho una sorpresa, infatti ho deciso che oggi e domani usciranno due recensioni speciali dedicate ad Halloween di due libri diciamo a tema, perfetti per questa festività, sopresi vero? Ogni anno infatti mi piace almeno consigliare un libro a tema e non volevo essere da meno quest’anno. Non ve lo aspettavate eh? Pensavate me ne fossi dimenticata, e invece ZA!

Tra l’altro dalla scorsa settimana è tornata (non so come sia possibile) una voglia incredibile di leggere e diciamo che negli ultimi giorni non mi sono risparmiata…

Ma ne parleremo un’altra volta, oggi concentriamoci sulla recensione, infatti parliamo di un libro perfetto per il clima uggioso e cupo di questi giorni, ovvero Tinder di Sally Gardner illustrato da David Roberts.

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Tinder – Sally Gardner

Casa Editrice: Rizzoli

Genere: Storia horror per ragazzi

Pagine: 265

Prezzo di Copertina: €17,90

Prezzo ebook: €8,99

Anno di Pubblicazione: 2015

Link all’acquisto: QUI

 

Trama

Ferito in battaglia, il giovane Otto volta le spalle alla Morte, e viene soccorso da un misterioso indovino, che gli regala sei dadi magici, e gli predice l’incontro con l’amore della sua vita. Grazie a un misterioso e potente acciarino, quelle parole sembrano avverarsi, ma ogni desiderio ha un prezzo … Ispirato a “L’acciarino magico” di Hans Christian Andersen, non è solo una fiaba dark per giovani adulti, ma anche una metafora inquietante sui segni che la guerra lascia a chi ha avuto la sfortuna di prendervi parte in prima linea.

“Una volta, in tempo di guerra, quando ero un soldato dell’Esercito Imperiale, vidi la Morte camminare. Portava sul teschio una corona avvizzita fatta di ossa e biancospino fresco attorcigliato, e alle sue spalle si stringevano gli spettri dei miei commilitoni di recente strappati, ancora giovani, alla vita.”

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Recensione

Allora, parto con il dire che questo libro sosta nella mia libreria da anni, c’era una sensazione che albergava in me riguardo questo titolo, ovvero “è una perla di sicuro”, ho sempre pensato che fosse una lettura di rispetto.

Ebbene, ci arriveremo tra poco a questo punto.

Tinder è un libro con illustrazioni dark e inquietanti realizzate da David Roberts e un testo scritto appunto da Sally Gardner.

E’ un libro prima di tutto con un bilanciamento perfetto fra scritto e illustrazione, perché la parte disegnata esalta la storia e la fa risaltare ancora di più, in alcuni testi questo aspetto non c’è, a volte la combo fra testo e illustrazione non è molto studiata e si perde il senso di questo team.

Lo stile si scrittura di Sally Gardner l’ho trovato perfetto per la storia, senza parlare poi dei dettagli curiosi inseriti man mano, ad esempio le lanterne che parlano, il duca che ha sempre questi ragni e queste ragnatele che lo circondano, i dadi, insomma sono tanti e sono piccoli aspetti che arricchiscono immensamente la storia.

Tra l’altro la storia non è del tutto “originale” perché prende ispirazione dalla fiaba di Andersen, “L’acciarino Magico“.

Ora, io la fiaba la lessi secoli fa ma di certo è stata ampliata moltissimo in Tinder, diciamo che la base la ricorda molti, ma moltissimi elementi sono stati inseriti da zero.

La storia ruota su diversi temi base, abbiamo l’amore, la guerra, le conseguenze della guerra sopratutto, la magia e la morte.

Otto, il nostro protagonista infatti è in guerra da una vita letteralmente e per tutto il corso del libro subisce le conseguenze di ciò, soffre di sogni molto vividi e violenti, tutti i membri della sua famiglia infatti sono stati uccisi dai soldati, in un modo terribile, ma non solo la sua famiglia, tutti quelli a cui lui teneva, compagni, amici, “insegnanti”.

I pezzi riguardanti i sogni sono evidenziati in nero e sono pezzi molto interessanti ai fini della storia, perché oltre a raccontare il passato di Otto inseriscono un qualcosa riguardo il presente e le strane esperienze che Otto sta avendo.

Vorrei concentrarmi un attimo su Otto, è quel tipo di protagonista con lati oscuri e lati non così oscuri, sicuramente anche per colpa della guerra, ma compie azioni anche non proprio pulite per me e in alcune scene decide di comportarsi in un modo che ho trovato sorprendente, perché quando viene introdotto io l’ho recepito come un giovane devastato ma in fondo puro di cuore, invece a volte non si comporta come tale.

Quindi è un personaggio non al 100% positivo, ma questo potrebbe essere dato dalle ripercussioni che la guerra ha avuto su di lui.

La guerra viene rappresentata in modo tremendo, questi pezzi  mi hanno trasmesso un senso di vuoto e perdita tremendo, in questo libro viene trasmesso un messaggio fondamentale, nella guerra tutti perdono.

Il secondo personaggio principale diciamo è Safire, tra i due nasce una sofferta storia d’amore, si incontrano in una foresta oscura per poi separarsi e combattere per incontrarsi di nuovo.

Il movente che spinge tutta la storia è appunto l’amore e da lettrice ero curiosa di sapere come il tutto sarebbe andato a finire (anche se viene un po’ preannunciato), è una si quelle storie che rapiscono la curiosità del lettore e ti spingono a continuare.

Con il fatto che non posso fare spoiler mi devo contenere perché tutta la storia è un spoiler enorme, diciamo che ad un certo punto Otto incontra una figura magica, una strega soprannominata da lui la Dama dell’Unghia per via di una sua unghia molto, molto lunga.

Da qui in poi si apre il vaso di Pandora, lui è come intrappolato nel castello della dama e per liberarsi dovrà trovare l’acciarino custodito in una stanza piena di monete d’oro dopo aver affrontato una stanza piena di monete di bronzo e una piena di monete d’argento. Il problema è che in queste stanze ci sono anche tre temibili lupi, ma questi indossano una cinta e una volta tolta la cinta si trasformano in umani.

Nel corso della storia si scoprirà di più riguardo a questi lupi magici e al loro legame con Safire…

Mi fermo qua altrimenti scrivo troppi spoiler, comunque, è una fiaba horror sicuramente da leggere indipendentemente dalla vostra età, non è adatta ai bambini di età inferiore ai (sembra uno spot pubblicitario) 14 anni per me, perché comunque si parla di molto sangue, braccia e piedi tagliati, allusioni sessuali (leggere però) quindi facciamo dai 14 in su.

E’ una storia sulla quale a livello si trama, svolgimento degli eventi e scrittura non ho letteralmente nulla da dire, perché tutto si adatta alla perfezione allo stile all’atmosfera che il libro vuole ricreare.

Forse posso dire un qualcosina sul finale che sembra piombare di colpo, anche se per alcune frasi dette nelle pagine precedenti a questo, un qualcosa può richiamare ad un finale di questo tipo.

E’ un finale aperto, apertissimo direi, quindi se non amate i finali questo tipo rimarrete un po’ delusi probabilmente, non ha avuto molto impatto su di me il finale forse perché letteralmente piomba nell’ultima pagina quindi non l’ho avvertito molto, non mi ha rovinato l’esperienza di lettura, l’ho quasi dimenticato anzi.

Ci sono alcuni eventi, di piccola importanza, per cui si deve sospendere un pochino il senso di realtà, sempre tenendo conto che siamo in una storia fantasy, ma sapete quegli angoli poco illuminati nelle favole in cui non si capisce come un personaggio si liberi da una prigione o riesca a raggiungere un luogo? Ecco, ci sono dei momenti di questo tipo, ma sono dettagli per me che non rovinano la lettura.

E’ una fiaba che ho apprezzato moltissimo, sopratutto ho amato la profondità di questa, i temi che affronta e lo fa in un modo intenso, scavando sempre di più.

E’ anche molto inquietante, sia per le illustrazioni che per i fatti macabri che vengono descritti, quindi una lettura adatta a queste giornate.

Voto:

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Rimane per me una lettura sempre consigliata, il The Guardian ha scritto “Leggetelo a voce alta, meglio se a lume di candela. E’ una meraviglia.“, e sono totalmente d’accordo.

E voi? Avete mai letto Tinder? Vi è piaciuto?

Ci leggiamo domani per la seconda recensione speciale a tema!

A presto!

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Cose del Mese – Aggiorniamoci un Attimo

Ahhh buona domenica!

Come state prima di tutto? Come avete trascorso la prima parte di questo magico ottobre? Ottobre è un mese sempre un po’ magico, l’autunno (che in realtà inizia a settembre), i colori caldi che riempiono gli ambienti, i primi freddi e le prima bevande bollenti… Insomma, come va?

Sono qui oggi per un aggiornamento perché nel mese scorso non è uscito l’articolo delle cose del mese e non c’è un articolo di questo tipo da fine luglio per parlare delle “cose” di giugno.

Perché tutto ciò? Ad agosto il blog è stato quasi tutto il mese in vacanza e le cose di luglio non sono state un granché, quindi rimanda che ti rimanda siamo finiti a questo punto.

Allora ho pensato, “perché non fare un articolo unico per gli ultimi tre mesi, luglio, agosto, settembre e la prima parte di ottobre per rimetterci in pari del tutto”? Un super “cose del mese”! Allora iniziamo!

Film del Periodo

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I film sono stati pochissimi, ma tranquilli ci rifaremo con le serie tv, ne ho visti davvero pochi e nessuno mi ha conquistata particolarmente.

L’unico che mi sento di citare è King Arthur, mi è piaciucchiato, la regia è di Guy Ritchie, il regista di Sherlock Holmes (come è sapientemente riportato nella locandina).

Uscito nel 2017 ma nella mia mente è ancora nuovo, come attori troviamo Charlie Hunnam, Jude Law e Astrid Berges-Frisbey.

La trama è piuttosto conosciuta insomma, vengono raccontate le gesta di Re Artù, piccola curiosità questa pellicola doveva essere la prima di una serie dedicate appunto a Re Artù ma non ha riscosso un gran successo quindi il progetto iniziale è stato modificato.

Arthur qui accetta il proprio destino e fa di tutto per seguirlo, una volta estratta la spada di Excalibur mirerà al diventare Re, ed è il suo destino diventarlo, ma per farlo dovrà affrontare Vortigern, non sarà solo in questa ardua missione però, dalla sua vittoria e dalla sua gloria nascerà la Tavola Rotonda.

Qual’è la parte più positiva del film? Gli effetti speciali, sono davvero piacevoli da gustare durante la visione, realizzati alla perfezione, tendo a volte a essere un po’ critica su questi perché trovo sia difficile trovare una serie tv o un film in cui gli effetti speciali siano effettivamente al livello della pellicola, ma in questo gli effetti speciali sono addirittura meglio.

Io non ho visto questo film al cinema ma vederlo riprodotto al cinema secondo me è un’esperienza con i fiocchi, per quanto riguarda la storia, beh è un po’ come quei fantasy in cui si butta dentro di tutto e alla fine ci sono ottocento sottotrame da chiudere, ci sono tanti eventi, azione e l’atmosfera del film in generale è piacevole. Carino, nulla di speciale ma lo rivederei.

Serie tv del Periodo

Diciamo che questa sezione è più di aggiornamento, perché abbiamo già parlato di queste serie ma ho continuato la visione di queste perché di Poldark avevo guardato solo le prime stagioni e di Disenchantment (o Disincanto) solo la prima perché la seconda è uscita il 20 settembre su Netflix.

A dire il vero in questo periodo sono uscite diverse seconde stagioni di serie tv che seguivo e che vi ho nominato qui come Creeped Out e Haunted, che vedrò al più presto (anche se Haunted mmm, non so come prenderla come serie/documentario).

Quindi perché vi parlo di queste serie? Vorrei confermare o negare quello che scrissi mesi fa, per quanto riguarda Poldark sono arrivata alla quinta stagione, ultima della serie ma attendo l’arrivo di questa in Italia per gustarmela del tutto. Infatti la serie ad oggi è stata dichiarata come terminata anche se gli stessi attori non sono stati molto chiari su questo, infatti ci hanno lasciato una speranza.

Quindi confermo o nego le mie opinioni positive a riguardo?

Allora dalla prima alla fine della quarta stagione diciamo di sì, l’unico problema a volte sono quei momenti di dramma incredibile che si risolvono dopo due secondi, ma voglio dire è comunque una serie di genere drammatico/sentimentale quindi lo accetto.

E’ realizzata sempre bene dal punto di vista della recitazione e della sceneggiatura, anche della regia se vogliamo, tutti bravi devo dire.

Non amo il fatto che sia così poco chiaro il destino della serie, i libri infatti continuano quindi tutti si domandano “ma perché non va avanti”?

Perché si dovrebbe cambiare completamente l’età dei personaggi, dal sesto libro infatti mi pare i nostri cari personaggi ai quali siamo tanto affezionati diventano più vecchiotti e lasciano spazio ai figli e ai figli dei figli.

Comunque rimane per me una serie piacevole da vedere.

Disincanto invece serie di Matt Groening di cui avevamo parlato mesi fa si trova su Netflix e da qualche settimana mi gusto piano piano le puntate della seconda stagione.

In questa stagione succedono parecchie cose, innanzi tutto ritroviamo Bean, Luci e Elfo ma ci vorrà qualche puntata per rivederli assieme come il trio che amiamo, la serie riparte incuriosendo il telespettatore però perché vediamo il padre di Bean, il Re che vive ora in un regno pietrificato, tutti sono diventati pietra e lui è solo con se stesso, perché? Bean tornerà da lui? Tutto si risolverà?

Tutti scherzano sul fatto che Disincanto sia il divertimento di Groening e in effetti per me è così, è una serie realizzata con cura ma a volte trovo che non suoni sempre bene, non sempre riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore fino alla fine, a me piace anche lasciarlo in sottofondo sulla tv mentre lavoro al pc, questo per dire che non ruba sempre la curiosità di chi lo guarda.

Però la seconda stagione migliora rispetto alla prima, vediamo anche ambientazioni nuove e bellissime come ad esempio Steamland, città lontana da Dreamland, tutta a tema Steampunk, ahh che ambinetazione squisita.

Molte domande vengono lasciate in sospeso ma è da comprendere dato il fatto che ci sarà una terza stagione di certo, almeno da ciò che è stato scritto.

Riconfermo il fatto che è una serie da comprendere del tutto, non è immediata sotto questo punto di vista ma rimane interessante e bellissima per le animazioni per me, adoro lo stile.

Ora! Piccolo appunto che devo inserire, vi ricordate Diablero, la serie di cui vi avevo parlato mesi fa?

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Per qualche motivo Netflix ha deciso di togliere da questa il doppiaggio in italiano, non so per qualche motivo, la seconda stagione sembra ancora lontana a venire ma per un motivo a me sconosciuto l’audio in lingua italiano non è più disponibile ma solo i sottotitoli. E’ un piccolo aggiornamento dato che mesi fa lo consigliai e volevo aggiornarmi su questa strana e fastidiosa sparizione.

 

Canzoni del Periodo

Madonna – Devil Prey 

Billie Eilish – When the Party is Over

The Who – Baba O’riley

 

Cosmetici del Periodo

Ho fatto delle scoperte interessanti che sto ancora provando quindi preferisco aspettare ancora un attimo prima di citarle, ma posso già parlarvi de le matite occhi Made to Last di Pupa, matite automatiche waterproof e il Maxi Blush di Rimmel.

Allora parliamo di queste matite incredibili, io non ho mai, e dico mai da quando applico ma matita all’interno dell’occhio, trovato una matita che mi resistesse tutto il giorno senza sbavare ovunque.

So che è un problema che hanno diverse persone e io non ero da meno, ebbene queste matite mi durano nella rima interna dell’occhio per tutto il giorno signori e signore.

Io le possiedo in due colorazioni, una blu, la numero 401 e una marrone, la numero 202.

Ci sono varie colorazioni di blu, viola, verde, marrone, nero e grigio. Questa matita una volta applicata si rapprende seccandosi e rimane lì, infatti una volta tentai di ripassarla per sicurezza ma andandoci di nuovo sopra si tolse e capii che si era seccata e la lasciai così.

Spero decidano di ampliare le colorazioni, ahh come vorrei una matita occhi rossa con questa formula incredibile!

Altro prodotto top che non avrei mai comprato mesi fa è un blush di Rimmel, non che non compri blush anzi ultimamente è impazzita la mia mania per questi ma in particolare questi blush non mi ispiravano molto, ci sono 4 tonalità, che non sono tantissime e io ho comprato la più accesa, la 003 Wild Card.

Sembra un rosso fluo ma vi garantisco che è più un colore anguria diciamo, a me piacciono molto i blush rossi e pescati perché trovo siano quelli migliori sul mio incarnato, in più trovo che molte persone abbiano un po’ di timore nell’utilizzare i blush, si sa in caso se ne applichi troppo il risultato potrebbe essere disastroso.

L’importante è andarci piano ma un pochino di blush per me sta sempre bene, in più non so voi ma sulla mia pelle non dura mai il blush quindi anche se ho fatto un bel lavoro nell’applicarlo non importa perché sparirà dopo poco.

Questo lo consiglio perché? E’ un bellissimo colore, la quantità è inifinta, la figura che fa è stupenda e costa decisamente poco (incredibile).

Nessuna App del Periodo Putroppo

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Scoperta del Periodo

Ahh ho scoperto un (due anzi) bellissimo canale se vi piacciono gli audiolibri e magari non avete Audibile o altri siti/app del genere e se amate Lovecraft.

Audiolibri di Sutter Cane

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Il primo canale contiene quasi del tutto audiolibri di opere di Lovecraft, letti la maggior parte da Roberto Pedicini un doppiatore magistrale.

Nel secondo canale invece ci sono anche testi di Tolkien, Stoker, e appunto Lovecraft, letti dal creatore del canale.

E altra scoperta, che non è una scoperta per la maggior parte di voi secondo me, sono solo arrivata in ritardo io, BookMooch.

Non pensavo fosse così semplice scambiare su questo sito che viene da prima di Acciobooks ma a differenza di questo non siete obbligati a scambiare con chi vi ha richiesto il libro e voglio dire, è perfetto.

Insomma ho sempre e solo scambiato su Accio ma questa nuova scoperta mi ha conquistata.

 

Citazione del Periodo

Certe parole sembrano possedere un potere magico formidabile. Migliaia di uomini si son fatti uccidere per parole di non hanno mai compreso il significato, e spesso anche per parole che non hanno nessun significato.

– Gustave Le Bon

Obbiettivi per ciò che ne rimane del Mese di Ottobre

Vediamo, il mio percorso verso la conquista della patente prosegue vittorioso quindi il mio obbiettivo è lavorarci per bene.

Dovrei mettermi alla scrittura di un racconto da terminare prima del 30/10 ma siamo già al 14 e il mio cervello si è richiuso come una cassaforte.

Come sempre ho 40 libri iniziati e nemmeno uno terminato ma punto a finire almeno quello in lettura per questo e lo scorso mese sul gruppo, ovvero “Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle” e Story di Robert Mckee che ho in lettura appunto.

Insomma come sempre un sacco di “cose”.

E voi? Cosa avete combinato in questi ultimi mesi? Ma sopratutto, cosa ne farete di ciò che rimane del mese di ottobre? Fatemi sapere!

A presto!

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Hill House – Serie e Libro

Ohh buona domenica! Come state?

Anche voi sentite il freddo che inizia a lambire le carni, ma sopratutto anche voi avete già iniziato a sfoggiare i maglioni?

Finalmente mi rifaccio viva, con un articolo preannunciato mesi fra tra l’altro, meglio tardi che mai, stavolta devo assolutamente chiedervi perdono per la sparizione, ho avuto molto da fare in queste settimane fra il lavoro, ripasso e studio, nuove iniziative e progetti, insomma un casino che si sta calmando.

Vi ho fatto attendere anche troppo però per questo articolo quindi oggi dato il clima e dato l’argomento interessante il mio suggerimento è di mettervi comodi come se stessimo parlando con una tazza di tè caldo in un bar.

Perché oggi non parleremo solo di Hill House come serie ma parleremo sopratutto del libro, dell’autrice, delle somiglianze fra le due opere, insomma faremo una bella chiacchierata.

Iniziamo!

 

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L’incubo di Hill House – Shirley Jackson

Casa editrice: Adelphi  

Genere:                                                   

Pagine: 233

Prezzo di Copertina: €12,00

Prezzo ebook: €6,99

Anno di Pubblicazione: 1959

Link all’Acquisto: QUI*

Trama

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. È la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.

 

Quanto a Hill House, che sana non era, si ergeva contro le colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, le pareti salivano dritte, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.

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The Haunting of Hill House – Netflix 

Regia: Mike Flanagan

Prima stagione uscita: 12 Ottobre 2018

Episodi: 10

Trama

La serie racconta la storia di un gruppo di fratelli che, da bambini, hanno trascorso un’estate in quella che in seguito sarebbe diventata la casa infestata più famosa del paese. Ora adulti e costretti a stare di nuovo insieme di fronte alla tragedia, la famiglia deve finalmente affrontare i fantasmi del loro passato, alcuni dei quali sono ancora in agguato nelle loro menti, mentre altri potrebbero nascondersi nell’ombra.

Non siamo come le altre famiglie, siamo diversi…per via di dove siamo cresciuti, Hill House.

 

Parliamone

Allora il mio scopo oggi è di parlare delle differenze fra queste due opere ma anche di parlare individualmente di queste.

Ho terminato da poco di leggere il libro che è stato una lettura piacevole, forse una delle più piacevoli di quest’anno e una volta iniziato il mio primo pensiero è stato proprio “wow, non pensavo fossero così diversi la serie e il libro”.

Iniziamo parlando di questo, prima di tutto lo stile di scrittura l’ho apprezzato molto, lessi anche “Siamo sempre Vissuti nel Castello” della Jackson qualche anno fa (e scrissi anche la recensione), oltre a ricordarmelo molto per lo stile ovviamente leggendo questo titolo è stato per me quasi imperativo ad un certo punto fare il confronto fra quello e Hill House, perché nei libri della Jackson ciò che fa più paura, fa più accapponare la pelle non è principalmente il luogo (al quale certo viene attribuita una gran rilevanza) ma sono più che altro le persone.

Nel libro “L’incubo di Hill House” infatti la protagonista è senza dubbio la casa ma verso fine libro quando si arriva alla risoluzione ci si accorge che è il comportamento delle persone che si muovono dentro a destare inquietudine, comportamento smosso dalla casa da ciò che fa intendere l’autrice.

Di descrizioni di Hill House sono raccapriccianti, il potere di queste è talmente forte che dopo averle lette si avverte quasi una carcassa mostruosa a forma di casa che prende forma nella mente del lettore, senza guardare immagini o altro, questo è uno dei magici poteri delle descrizioni.

Tornando poi allo stile un attimo vorrei davvero rinnovare i miei complimenti per quello della Jackson perché è uno di quelli che ti fanno avvertire tutto in modo intenso e concentrato ma senza essere scarno o al contrario troppo saturo di parole a volte anche inutili, è un bilanciamento perfetto.

Le descrizioni dell’autrice poi mi fanno l’effetto di quelle della Woolf, passerei giorni solo a rileggerle, perché sono quelle descrizioni che non ci si stanca mai di leggere.

Come ho detto all’inizio ci sono moltissime differenze fra la serie e il libro, prima di tutto la serie è molto più piena, questa prima stagione incentrata su questo titolo ha ben 10 episodi di 40 massimo 70 minuti l’uno quindi la prima domanda che mi era sorta anche mesi fa era “ma come si fa ad avere una serie così lunga con un libro di 233 pagine?”.

Infatti nella serie sono stati introdotti molti altri personaggi e la vicenda è stata senza dubbio ampliata e largamente modificata, sono stati aggiunti anche alcuni nuovi… spazi, diciamo così.

Partendo dai personaggi che sono la vita del libro e della serie qui abbiamo delle modifiche enormi, infatti nel libro troviamo Luke che è l’erede della dimora Hill House, Theodora che ha sempre un dono (come nella serie), Eleanor, soprannominata Nell che esce da una situazione molto pesante ovvero l’essere stata accanto alla madre fino ai 32 anni e fino alla morte di questa mesi prima della partenza per Hill House, Hugh Crain che è un personaggio proveniente dal passato ed era il proprietario della casa e infine Mrs e Mr Dudley che come nella serie sono le persone che si occupano della manutenzione nella casa quindi la donna cucina e assicura la pulizia e il marito invece si occupa di vari mestieri insomma.

Nella serie tv c’è un legame di sangue fra i personaggi, quindi abbiamo Olivia e Hugh Crain che sono i genitori di Theo, Luke, Nellie, Shirley e Steven. Shirley, Steven e Olivia sono infatti personaggi inventati solo per la serie se vogliamo perché i loro nomi e le loro vicende non prendono ispirazione dal libro in nessun modo, anche se a volte nel libro il personaggio di Eleanor somiglia a Olivia per le proprie esperienze. Abbiamo poi sempre Mrs e Mr Dudley che sono meno rigidi rispetto all’opera scritta dove vengono descritti come personaggi decisamente ostili o che comunque incutono timore.

Theo nella serie è diversa dal libro per il carattere, infatti nella serie è un personaggio piuttosto chiuso e sulla difensiva mentre nel testo è più estroversa ma ha comunque questo “dono”, Luke è un personaggio che sia nel libro che nella serie non è risaltato particolarmente ai miei occhi, ma nella serie lo seguiamo nel suo difficile processo di riabilitazione dall’uso di droghe, nel libro invece è l’erede della dimora ma non ha particolari caratteristiche come personaggio. Eleanor o Nell invece sia nella serie che nel libro ha un enorme ruolo, forse è anche il personaggio più sofferente, senza dubbio in entrambi in casi diciamo che non ha una sorte felice.

Infine Hugh è un altro personaggio importante nella serie, anche nel libro ma meno, infatti nel testo lo conosciamo solo per alcune prove scritte e alcuni insegnamenti che voleva tramandare alle figlie per cui aveva costruito la dimora in origine.

C’è un mistero che smuove tutta la vicenda e riguarda la casa, la vera protagonista, la domanda è “ma è la casa la causa di tutto la sofferenza e di tutto ciò che accade al suo interno o sono le persone che ci vivono e delle presenze che vagano da stanza a stanza?”,  nella serie è di poco più evidente secondo me che la colpa, se così vogliamo dire è delle presenze mentre nel libro il male è la casa come abitazione, c’è un qualcosa secondo Shirley Jackson della casa che ingurgita chiunque vi entri e lo costringe a farsi assorbire piano piano fino a non riuscire più a staccarsi.

Quindi questa è un altra forte differenza perché viene spontaneo domandarsi il perché e in queste due opere sembra esserci un perché diverso.

La casa è il perno di tutto, sembra un organismo vivente che mastica piano piano chi le fa visita, chi entra all’interno di questa diventa una preda, la casa ne interpreta il pensiero, lo fa proprio.

Come dicevo anche prima nella serie è stato fatto di grande lavoro di ampliamento quindi partendo da ciò che si aveva in mano ovvero il testo della Jackson si è deciso di espandere e modificare il tutto, per esempio la stanza rossa presente nella serie non nasce da un idea della Jackson o la donna con il collo spezzato non c’è nel libro, come non c’è il fantasma che perseguita Luke o non c’è Polly, la presenza che spinge Olivia a fare qualcosa di terribile.

Diciamo anche che nel libro non si parla mai di vere e proprie presenze, l’autrice ha voluto incentrare tutto più sugli eventi e sulla reazione dei personaggi che su delle ipotetiche presenze, quindi ad un certo punto nel testo Eleanor scopre assieme agli altri una scritta sul muro fatta con il gesso “AIUTO ELEANOR TORNA A CASA”, somiglianza con la serie ma non verrà mai spiegato o fatto intuire chi ha scritto ciò, l’autrice non fa intendere la presenza di spettri o entità.

 

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Nel libro c’è una crescente ansia legata sopratutto al personaggio di Nell, infatti la Jackson è una maestra del condizionamento mentale, ad un certo punto non si capisce più infatti se Nell immagina di ritrovarsi in una situazione in cui le persone accanto la sopportano mal volentieri o se è effettivamente così.

Diciamo anche che nel testo Eleanor è un personaggio che ha sofferto molto, non ha mai avuto determinate libertà, ha vissuto una vita segregata in pratica e ora ritrovarsi libera a fare questa nuova esperienza è incredibile per lei, ma dato che per tutto il testo seguiamo (a volte di più a volte di meno) i suoi pensieri ci rendiamo conto da lettori di quanto la sua mente vada in pezzi man mano che ci avviciniamo alla fine, la vicenda inizia con un buon affiatamento fra lei e Theo (che ricordiamo qui nel libro sono due sconosciute) ma qualcosa si rompe dopo un po’ e agli occhi di Nell questa diventa una persona odiosa da sopportare, finisce per odiarla, sia lei che Luke, ma non è ben chiaro se i comportamenti che vede in lei accadono realmente o se è lei che ci ricami sopra.

Anche con Luke accade lo stesso, l’autrice lancia delle frecciatine per far capire che Luke ha un interesse per Nell ma leggendo a dire il vero lui non si comporta come se lo avesse, con lei si comporta quasi come si comporta con Theo quindi in modo piuttosto amichevole senza fare gesti che possano far intendere altro, tranne magari verso la fine ma questo pezzo subisce il grande interrogativo di prima “ciò che accade sta accedendo veramente o è la mente di Nell che ormai sta andando in frantumi e immagina ciò che non sta accadendo?”.

Insomma diciamolo sia nella serie che nel libro Nell è uno dei personaggi principali, il più amato almeno da me, mi è piaciuta nel libro ma non tanto quanto nella serie, a volte nel libro non è chiaro il suo modo di agire, viene accusata dagli altri di voler essere al centro dell’attenzione, ma pensando al suo passato di ragazza privata di questa agognata attenzione queste non sono accuse veritiere per me.

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Sicuramente nella serie abbiamo anche molti altri temi da trattare mentre nel libro accade qualche fatto strano dal punto di vista paranormale ma la vicenda ruota attorno a questi 4 personaggi essenzialmente.

Infatti nella serie tv abbiamo come dicevo il personaggio della donna dal collo spezzato che segue Nell da sempre e come dissi anche mesi fa è intuibile che si tratti della stessa Nell, la cosa più interessanti di tutte però nella serie per me è la misteriosa porta rossa, cosa si nasconde dietro a questa? Perché Hugh non ha mai avuto una sua porta rossa?

Come dicevo nel libro non esiste la porta rossa ma Nell ad un certo punto comincia a diventare quasi una parte della casa, ne sente i movimenti, avverte gli spostamenti delle persone al suo interno, tranne che nella biblioteca viene detto, un altra camera invece che ha un’attenzione particolare nel libro è la camera delle bambine in cui c’un freddo innaturale, forse gli ideatori della serie sono ispirati a una di queste due stanze.

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Comunque cos’è la stanza rossa? E’ una stanza della casa che si trasforma, prende le sembianze del desiderio di chi entra all’interno, per Olivia era un salotto da lettura, per Luke la casa sull’albero, per Theo una stanza per danzare, insomma è una stanza molto importante e perché ne parlo ora, perché a fine serie quando tutti i personaggi entrano nella stanza si ripete un concetto che è presente anche nel libro, ovvero che la casa sembra digerire le emozioni e le sensazioni di chi abita all’interno, asseconda i pensieri e  gli stati d’animo delle persone, viene detto da Nell che la stanza è come lo stomaco dell’abitazione.

C’è anche nel libro questo concetto ma lì non troviamo una vera e propria stanza che condensa tutto ciò.

Insomma le opere sono molto diverse fra loro anche se i concetti citati nel testo vengono ripresi quasi tutti nella serie, ma in questa ne vengono aggiunti anche di nuovi, le puntate sono tante e alcune persone hanno criticato il fatto dell’allungare il brodo, io guardando la serie non ho avuto questa sensazione, come ho sempre detto uno dei pochi difetti della serie è il fatto di partire una po’ in sordina e magari nella serie alcuni concetti sono resi meglio di altri ma se non avete ancora visto questa serie tv ve ne consiglio la visione immediatamente perché io l’ho vista quest’anno e ad ora è per me una delle migliori scoperte del 2019.

Il libro mi è piaciuto molto, l’ho preso in mano, interrotto e ripreso non per colpa del testo ma a causa di vari impegni e di altre opere che stavo leggendo nel mezzo, ma una volta ripreso in mano l’ho divorato. Come sempre uno dei fatti più affascinanti della Jackson è l’analisi psicologica dei personaggi e dei misteri che si celano anche dopo la fine del libro, infatti tutto ruota sul “è successo davvero?”, la mente e uno stato di disagio in cui ci si trova può catapultarci in un mondo ambiguo?

A fine testo sembra palese che Nell sia finita in uno stato mentale disturbato prima di compiere un atto terribile, ascoltando il testo quest’atto è una conseguenza di Hill House ma anche di uno stato psicologico non del tutto sano già della ragazza.

Tutto termina in una spirale sempre più oscura e tetra in cui nulla è certo oramai, né ciò che si sente, né ciò che si pensa.

Quindi alla fine io non posso far altro che consigliarvi caldamente la visione e la lettura sia del libro che della serie, la serie è stata un’avventura come lo è stato il libro, quel tipo di avventura che ci si ricorda anche dopo mesi e colora un periodo di un preciso colore.

In entrambe le opere si fa leva sull’aspetto psicologico e deviante delle menti delle persone coinvolte, quanto è suggestione e quanto è realtà?

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E voi?

Avete mai visto questa serie? Se sì cosa ne pensate? Vi è piaciuta? Se no, vorreste darle un’occasione? E il libro? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto!

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LiberTiAmo di Settembre

Buona domenica e finalmente ben tornati sul blog!

Oggi torno attiva dopo alcune settimane di pausa, come avete trascorso le vostre vacanze? Avete fatto rifornimento di energia? Spero di sì, alcuni probabilmente potranno godere del piacere delle ferie solo qui a settembre quindi un po’ vi invidio perché le avete ancora davanti.

Io non ho fatto grandi cose e se devo dirlo non mi sento del tutto riposata ma ahimè il momento di ripartire nella routine c’è già stato una settimana fa per me.

Dopo questi tristi argomenti concentriamoci sui due aspetti stupendi di tutto ciò, oggi parleremo del libro di settembre per il gdl e motivazione numero 2 da una parte ripartire con tutto è entusiasmante, ah dimenticavo come avrete notato da queste settimane è uscita una nuova grafica per il blog che spero vi piaccia, nei periodi di pausa la mia voglia di cambiamento si ribella.

Parliamo ora del libro che leggeremo da oggi al 30/09 ma essendo non proprio breve dal punto di vista delle pagine è molto probabile una proroga.

Andiamo a scoprire il libro di settembre!

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Le Sette Morti di Evelyn Hardcastle – Stuart Turton

Casa Editrice – Neri Pozza

Link all’Acquisto: QUI 

Trama

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House… 

E’ uscito lo scorso anno e ha riscosso un gran successo, molti lo hanno definito quasi un giallo classico.

E’ il romanzo d’esordio di Stuart Turton.

Il libro è in lettura per tutto il mese di settembre, potete unirvi in ogni istante ovviamente alla lettura se volete, vi aspettiamo anche su Goodreads!

Detto ciò, diamo inizio a questo settembre nel migliore dei modi, evviva!

A presto!

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Cronaca di Una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Buon mercoledì! Come prosegue questo afoso luglio?

Oggi sono qui per una recensione, evviva tornano le recensioni, per la precisione con la recensione del libro che abbiamo letto nelle ultime due settimane di giugno sul gdl ovvero Cronaca di una Morte Annunciata di Gabriel Garcìa Màrquez.

Abbiamo selezionato per le ultime due settimane di giugno titoli piuttosto brevi e questo rientra pienamente nella categoria, che dire parliamone subito!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Romanzo

Pagine: 90

Prezzo di Copertina: € 9,50

Prezzo ebook: € 7,99

Anno di Pubblicazione: 1981

Link all’Acquisto: QUI

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione. 

 

Recensione

Inizio dicendo che questo testo è tratto da un fatto realmente accaduto in Colombia, i nomi sono fittizi tranne quelli dei parenti dell’autore ma nonostante questo non è un testo true crime ma è un romanzo a pieno perché come dice anche l’autore, ha aggiunto un’ampia corrente narrativa.

E’ uno dei testi più famosi di Màrquez ma c’è da dire che questo è un autore noto per molti testi fra cui ne cito solo qualcuno, “L’Amore ai Tempi del Colera”, “Cent’anni di Solitudine” e “Memoria delle Mie Puttane Tristi”.

Allora partiamo dai punti positivi, ovviamente lo stile di scrittura, ci sono delle piccole perle inserite nelle descrizioni o in frasi sparate in giro per il libro che mi hanno ridato la vita durante la lettura, come ad esempio “era sui trent’anni, ma assai ben occultati, perché aveva la vita sottile da torero, gli occhi dorati, e la pelle cucinata a fuoco lento dal salnitro“.

Quindi è un libro ben scritto e questo non comunque sottinteso per come la vedo anche per grandi autori come Màrquez, ogni libro è diverso quindi anche se stiamo parlando di un grande scrittore non è detto che in ogni titolo mai scritto il suo stile sia sempre impeccabile.

Anche perché nonostante sia un libro breve ci sono parecchi personaggi da gestire, non credo di aver mai letto un libro così breve con così tanti personaggi.

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Questa è un mappa dei rapporti fra i protagonisti del libro, vi chiedo scusa per la risoluzione ma non sono riuscita a trovarla in una risoluzione migliore.

Da questo è evidente che i personaggi e i legami fra di loro sono molti, la parte interessante è che i rapporti sono davvero ben annodati e il libro ruota attorno ad un argomento principale ovvero la morte di Santiago e questi rapporti servono anche a comprendere questa e le sfaccettature di questa.

Quindi ottima costruzione, stile e intrecci.

Sono i punti positivi questi che sono molti comunque e rendono godibile un testo, consiglio la lettura di conseguenza ma ora parliamo di quelli che per me sono i punti negativi.

Come dicevo il libro dovrebbe basarsi sull’assassinio di Santiago e sulla motivazione legata a questa tragedia, ma il motivo viene svelato quasi subito, a pagina 16 ed è un peccato per me perché avrei voluto attendere ancora prima di scoprire tutto questo.

Ovviamente viene analizzata di più man mano che si prosegue nella lettura ma anche nella trama scritta dietro al libro c’è una domanda che riguarda la motivazione quindi pensavo “chissà che hype” e invece viene rivelata presto e tutta la curiosità pian piano va scemando anche se la lettura è in ogni modo piacevole.

Altro appunto, questo non è per forza un punto negativo, pensavo che l’aspetto che mi avrebbe fatta infuriare di più avrebbe riguardato l’omertà che dilaga nel non rivelare a Santiago la notizia della morte ma non è stato così.

In realtà sì c’è senza il minimo dubbio dell’omertà ma qualcuno cerca di avvisare questo uomo in modo sbagliato magari ma qualcuno ci prova, in più diciamo che ci sono anche una serie di sfortune che si immettono sulla strada del suo salvataggio, mentre altre persone ancora sono scettiche perché gli uomini che uccideranno il giovane erano pesantemente ubriachi e andavano in giro ad annunciare questa morte quindi è complicato prenderli sul serio.

Gli assassini dell’uomo infatti sono i fratelli/gemelli Vicario e lo annunciano a tutti forse proprio perché non sono così certi di volerlo uccidere e sperano in un modo un po’ perverso che qualcuno lo avvisi e gli impedisca di morire per mano loro.

Ognuno ha in un certo modo le proprie ragioni per non avvisare Santiago, alcuni pensano che sia uno scherzo, altri lo fanno ma non vengono presi sul serio, altri ancora si mobilitano ma finiscono per perdersi, altri se la prendono con lui invece di capire che è la vittima.

Parliamo ora della scena finale, il libro si chiude con una descrizione dettagliata dell’assassinio, descrizione che era stata solo accennata prima, qui si narra il modo in cui l’uomo è morto, come si sono comportate le persone e i due assassini e cosa ha fatto la vittima una volta portata sul punto di morte.

Ecco, qui c’è una sequenza che mi è sembrata un po’ ambigua, Santiago viene accoltellato molte volte con dei coltelli piuttosto grezzi ma importanti per dimensioni, gli uomini lo sorreggono ad una porta e lo infilzano ripetutamente, tenete conto del fatto che la vittima è un uomo comunque di corporatura resistente diciamo.

Immaginatevi la scena, questo uomo è lì trafitto sul torace, sulla pancia, sulle cosce, sulle braccia, un po’ ovunque, ad un certo punto cade in ginocchio ovviamente in fin di vita, gli organi interni sono seriamente danneggiati tanto che (se siete facilmente impressionabili non leggete la prossima riga) le viscere fuoriescono e lui le tiene in mano.

Ok, in questo stato lui comunque si rialza, cammina lì vicino verso la casa dei vicini quando entra questi stanno facendo colazione e lui sorride cortesemente a tutti, camminando perfettamente con un piede dopo l’altro ” camminava con la prestanza di sempre, misurando bene i passi” e dopo questo finisce sul patio della casa dei vicini, ha persino la cura di togliere la terra che gli era rimasta addosso e lì dopo gli scalini crolla ventre a terra e muore.

Io non ho mai studiato medicina e non mi intendo di queste cose ma credo sia strana questa sequenza, ora è pur vero che le coltellate sono “colpi alterni e facili” ma stiamo comunque parlando di molte coltellate, molte ferite profonde che hanno danneggiato gravemente gli organi interni (questo viene detto durante l’autopsia) è possibile che in queste condizioni, con questa fuoriuscita lui riesca a muoversi in questo modo?

Vi ripeto mi è sembrata strana come sequenza poi non me ne intendo ma non saprei dopo tutti quei colpi e quelle ferite da come ne parlano gli altri sembra non avere quasi nulla.

E qui c’è un discorso importante da fare, non ci si può fidare pienamente di quello che dicono gli altri in questo libro, ognuno ha una propria versione e non è detto che tutto sia vero, alcune persone non ricordano o tengono nascosto qualcosa.

Quindi la morte potrebbe essere anche andata in modo diverso da queste testimonianze.

E’ uno di quei rari testi in cui già si conosce il finale ovviamente.

Insomma comunque sia è un testo godibile, potrebbe essere un ottima lettura estiva perché è breve ma interessante, quindi mi è piaciuto sì ma non mi ha soddisfatta a pieno.

Voto:

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Quindi bel testo, ottima costruzione ma vola abbastanza via come libro nel senso che non rimane tanto nella mente (almeno per me) quindi lo rileggerei sì ma alcune cose non sono così incredibilmente sconvolgenti come sembra dalla trama.

E voi? Avete letto “Cronaca di una Morte Annunciata”? Sì? No? Cosa ne pensate?

A presto!

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LiberTiAmo di Luglio

Buon lunedì ragazzi/e e buon inizio di luglio!

Come è andato giugno? Spero nel migliore dei modi!

Piccolo appunto, come avrete notato a giugno non è uscito l’articolo delle cose di maggio per il fatto che maggio non è stato un mese particolarmente interessante da poterci fare un bell’articolo delle “cose” quindi ho deciso di saltare maggio, qui a luglio parleremo delle cose di giugno però, saltiamo solo quello di maggio.

Detto ciò, nuovo mese nuovo libro del gdl, andiamo subito a scoprire quale!

Come sempre vi ricordo che trovate il gruppo su Goodreads, cliccando qui.

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Il Deserto dei Tartari – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c’è il deserto da cui si attende un’invasione dei tartari. Ma l’invasione, sempre annunciata, non avviene e l’addestramento, i turni di guardia, l’organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l’inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l’evento tanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto.

Il Deserto dei Tartari è stato pubblicato nel 1940, ed è stata l’opera che ha consacrato Buzzati fra i grandi scrittori italiani.

Questo testo ha ispirato pellicole, citazioni e brani musicali.

E’ incentrato sulla “fuga dal tempo”.

Il libro sarà in lettura per tutto il mese di luglio, quindi da oggi al 31/07.

Sarete dei nostri per la lettura?

A presto!

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LiberTiAmo di Giugno

Buona domenica ragazzi/e! Come va?

Inizio subito chiedendo venia per la mia assenza delle ultime settimane, in questo periodo è un po’ così, tornerò di sicuro il prima possibile ad essere più presente.

Tra l’altro deve ancora uscire la recensione-confronto fra la serie tv di Hill House e il libro, sì lo so, vado a rilento come un bradipo.

Mi sento come in quei momenti dove manchi per tanto e ritorni e c’è quella specie di imbarazzo latente misto a eccitazione.

Comunque oggi non siamo qui a parlare dei miei tempi ma del libro che sarà in lettura sul gdl da oggi al 30/06, quindi per le ciò che resta di giugno.

Da oggi infatti la lettura di “American Gods” è ufficialmente terminata sul gruppo ed è il momento di iniziare qualcosa di nuovo.

Andiamo a scoprire il libro di queste settimane!

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Cronaca di una Morte Annunciata – Gabriel Garcìa Màrquez

Casa Editrice: Mondadori

Link All’Acquisto: QUI

 

Trama

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, “villaggio bruciato dal sale dei Caraibi”, lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l’onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall’aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l’alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l’esecuzione.

Cronaca di Una Morte Annunciata è stato pubblicato nel 1981.

La storia si basa su un fatto realmente accaduto in una cittadina della Colombia, dopo trent’anni Marquez ha preso ispirazione da ciò per questo romanzo.

Gabriel Garcìa Marquez ha vinto il premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

Quindi come scritto sopra il libro sarà in lettura dal 16/06, (oggi) al 30/06.

Vi unirete a noi nella lettura? Vi aspettiamo!

A presto!

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Cose del Mese – Marzo!

Ehilà! Come procede la vita?

Oggi è Pasqua quindi il pensiero di buttarsi nella cioccolata e nella pasta delle colombe aiuta sempre, ovviamente ne approfitto per farvi gli auguri per queste feste e per oggi!

Ma oggi, come sempre in ritardo, sono qui per le cose del mese di marzo, anche questo appuntamento non sarà così succoso e pieno perché a parte qualche cosuccia interessante marzo è stato un inferno per me.

Anche aprile non scherza dato che fra corsi di aggiornamento, lavoro e la patente non ho tempo di fare niente, insomma nulla di nuovo tranne nuovi impegni.

Quindi iniziamo subito!

Serie tv del Mese

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La serie che ha risollevato il mio marzo è stata Hill House, ve ne avevo accennato mesi fa perché ho visto la prima puntata tempo addietro e a marzo l’ho ripresa.

Wow, solo wow, mi è piaciuta da impazzire, al primo giro la prima puntata non mi aveva presa perché secondo me l’unico (o quasi) difetto di questa serie è proprio la partenza, perché la prima puntata non fa venir voglia di proseguire.

Ma una volta iniziata è pazzesca, realizzata con una cura ottima per i dettagli, direi che durante la visione ci si accorge della qualità della produzione in modo piuttosto evidente.

Di cosa parla la serie?

E’ tratta dal romanzo di Shirley Jackson, “L’incubo di Hill House” e si concentra sulla vita di una famiglia cresciuta appunto a Hill House e su quello che questa casa ha rappresentato per loro, perchè li ha segnati per sempre per una serie di fatti accaduti ai tempi.

Infatti la serie segue diversi timeline, di solito non apprezzo i salti temporali nelle serie perché a volte trovo vengano fatte solo per “guadagnare tempo” e attardare informazioni interessanti ma qui non è così perché qualunque timeline ci sia è interessante comunque.

La profondità della serie mi ha fatta innamorare, i personaggi sono intensi e ognuno di loro ha una personalità ben precisa, li vediamo fin da piccoli e sembra di seguirli per la vita in un certo senso.

Credo che il punto di forza della serie sia proprio questo, il senso di familiarità così forte, il fatto che tutta la vicenda si aggira attorno ad una famiglia e gioca anche con il lato psicologico di questa e dello spettatore.

C’è tutto dentro Hill House, il soprannaturale è soprannaturale fino ad un certo punto perché è motivato comunque da fatti reali, nasce da altro, le paure o fobie umane dei personaggi vengono amplificate e si presentano in forma appunto sovrumana.

Essendo tratto da un testo della Jackson si concentra molto sul lato psicologico, l’autrice analizza sempre le fobie o le situazioni mentali portate all’estremo.

Sto leggendo il libro ora tra l’altro ma da ciò che ho letto in qualche articolo la serie è ispirata al libro in parte, è stata molto modificata rispetto all’opera originale.

Non vedevo l’ora di parlarvi di questa serie ma mettendomi qui a scrivere mi rendo conto che alcuni significati della serie sono profondi e alcune sono meccaniche che si possono ritrovare all’interno della famiglia, quindi complicate ma familiari da descrivere.

Comunque sia è una serie stupenda e di certo arriverà un confronto tra il libro e la serie,  una volta che avrò letto il testo!

Canzoni del Mese

The Police – Every Breath You Take

Troye Sivan – Dance to This

Sia – I’m Still Here

 

Cosmetico del Mese

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Parliamo di un altro fondotinta, tempo addietro, molto tempo addietro, vi avevo parlato di un prodotto della linea “formula pura” di Deborah ovvero l’eyeliner e ve ne avevo parlato male, molto male.

Beh la mia opinione è decisamente diversa per questo fondotinta, l’ho comprato uno o due mesetti fa e all’inizio non mi aveva convinto ma l’ho ripreso ad aprile e mi ha conquistata, la resa è buona, compre abbastanza ma non è uno dei fondi più coprenti del mondo, però il punto forte trovo sia l’effetto sulla pelle, la rende naturale e levigata, non fa quell’effetto orrido di alcuni prodotti insomma.

Ha una formulazione non liquidissima anzi piuttosto densa, e di solito nei fondi uso due pompate di prodotto ma qui riesco a fare il viso con una sola, è molto strano.

Anche la resistenza dicevo è buona, io ho il problema nella zona degli occhiali che con questo prodotto mi fa un brutto effetto, ovviamente il fondotinta non rimane mai se portate gli occhiali ma questo fa delle strisce bruttine.

Comunque è un ottimo prodotto!

App del Mese

Le uniche app che sto istallando sono quelle per i quiz della patente a dire il vero ma ho scoperto un’app carina per le foto, ovvero:

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E’ un applicazione per la modifica delle foto appunto in stile retrò, non è nulla di nuovissimo ma gli effetti sono carini, alcuni non capivo dove trovarli e li ho trovati qui, è un’app molto intuitiva, non è che si possa fare di tutto ma è carina.

Scoperta del Mese

Marzo sicuramente è stato un mese che mi è servito a prendere coraggio per certi progetti, non che abbia avuto chissà quali risultati ma più che altro mi sono data una spinta diciamo, nonostante non sia stato un gran mese.

Non ho particolari scoperte, come vi dicevo è stato un mese molto nostalgico e pesante, era anche un atmosfera piuttosto pressante che ad aprile se ne è andata per fortuna.

Citazione del Mese

“Quando c’è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri.”

Stephen King

Questo mese sta per Finire ma fingiamo ci siano Ancora degli Obbiettivi

Ad aprile ho iniziato la patente che oltre ai vari corsi mi sta risucchiando la mente letteralmente, quindi il mio obbiettivo è procedere a testa china e finire il prima possibile, farmi assorbire a pieno insomma.

Bene!

Com’è andato il vostro marzo? E come sta andando il vostro aprile?

Ancora auguri ragazzi/e! A presto!

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LiberTiAmo di Aprile

Buon primo d’aprile ragazzi/e!

Come va? Siete positivi/e per questo aprile? Io sì, finalmente possiamo chiudere i battenti di marzo e avanzare verso vallate più verdi… almeno speriamo.

Oggi parliamo del libro del mese per il gdl, questo titolo sarà in lettura per tutto aprile salvo proroghe.

Non mi dilungo più di tanto perché ormai conoscete la tradizione people, andiamo a vedere subito il titolo!

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L’Isola di Arturo – Elsa Morante

Casa Editrice: Einaudi

Link all’Acquisto: QUI *

Il romanzo è un’esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L’isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L’isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l’eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall’isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.

L’Isola di Arturo è stato pubblicato nel 1957.

E’ vincitore del Premio Strega.

Come scritto sopra il libro sarà in lettura da oggi al 30/04, quindi per tutto aprile, salvo eventuali proroghe.

Come sempre ragazzi/e vi ricordo che potete unirvi alla lettura in qualunque momento, vi aspettiamo!

Iniziamo quindi questo classico!

A presto!

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