Ohh buona domenica! Come state?
Anche voi sentite il freddo che inizia a lambire le carni, ma sopratutto anche voi avete giĆ iniziato a sfoggiare i maglioni?
Finalmente mi rifaccio viva, con un articolo preannunciato mesi fra tra l’altro, meglio tardi che mai, stavolta devo assolutamente chiedervi perdono per la sparizione, ho avuto molto da fare in queste settimane fra il lavoro, ripasso e studio, nuove iniziative e progetti, insomma un casino che si sta calmando.
Vi ho fatto attendere anche troppo però per questo articolo quindi oggi dato il clima e dato l’argomento interessante il mio suggerimento ĆØ di mettervi comodi come se stessimo parlando con una tazza di tĆØ caldo in un bar.
PerchĆ© oggi non parleremo solo di Hill House come serie ma parleremo sopratutto del libro, dell’autrice, delle somiglianze fra le due opere, insomma faremo una bella chiacchierata.
Iniziamo!

L’incubo di Hill House – Shirley Jackson
Casa editrice: Adelphi Ā
Genere: Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā Ā
Pagine: 233
Prezzo di Copertina: ā¬12,00
Prezzo ebook: ā¬6,99
Anno di Pubblicazione: 1959
Link all’Acquisto: QUI*
Trama
Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarĆ trovato a chiedersi almeno una volta perchĆ© le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice – e cioĆØ non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non ĆØ infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l’esperimento paranormale in cui l’ha coinvolta l’inquietante professor Montague. Ć la Casa – con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole – a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.
Quanto a Hill House, che sana non era, si ergeva contro le colline, chiusa intorno al buio; si ergeva cosƬ da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, le pareti salivano dritte, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lƬ dentro, si muoveva sola.

The Haunting of Hill House – NetflixĀ
Regia: Mike Flanagan
Prima stagione uscita: 12 Ottobre 2018
Episodi: 10
Trama
La serie racconta la storia di un gruppo di fratelli che, da bambini, hanno trascorso un’estate in quella che in seguito sarebbe diventata la casa infestata più famosa del paese. Ora adulti e costretti a stare di nuovo insieme di fronte alla tragedia, la famiglia deve finalmente affrontare i fantasmi del loro passato, alcuni dei quali sono ancora in agguato nelle loro menti, mentre altri potrebbero nascondersi nell’ombra.
Non siamo come le altre famiglie, siamo diversi…per via di dove siamo cresciuti, Hill House.
Parliamone
Allora il mio scopo oggi ĆØ di parlare delle differenze fra queste due opere ma anche di parlare individualmente di queste.
Ho terminato da poco di leggere il libro che ĆØ stato una lettura piacevole, forse una delle più piacevoli di quest’anno e una volta iniziato il mio primo pensiero ĆØ stato proprio “wow, non pensavo fossero cosƬ diversi la serie e il libro”.
Iniziamo parlando di questo, prima di tutto lo stile di scrittura l’ho apprezzato molto, lessi anche “Siamo sempre Vissuti nel Castello” della Jackson qualche anno fa (e scrissi anche la recensione), oltre a ricordarmelo molto per lo stile ovviamente leggendo questo titolo ĆØ stato per me quasi imperativo ad un certo punto fare il confronto fra quello e Hill House, perchĆ© nei libri della Jackson ciò che fa più paura, fa più accapponare la pelle non ĆØ principalmente il luogo (al quale certo viene attribuita una gran rilevanza) ma sono più che altro le persone.
Nel libro “L’incubo di Hill House” infatti la protagonista ĆØ senza dubbio la casa ma verso fine libro quando si arriva alla risoluzione ci si accorge che ĆØ il comportamento delle persone che si muovono dentro a destare inquietudine, comportamento smosso dalla casa da ciò che fa intendere l’autrice.
Di descrizioni di Hill House sono raccapriccianti, il potere di queste ĆØ talmente forte che dopo averle lette si avverte quasi una carcassa mostruosa a forma di casa che prende forma nella mente del lettore, senza guardare immagini o altro, questo ĆØ uno dei magici poteri delle descrizioni.
Tornando poi allo stile un attimo vorrei davvero rinnovare i miei complimenti per quello della Jackson perché è uno di quelli che ti fanno avvertire tutto in modo intenso e concentrato ma senza essere scarno o al contrario troppo saturo di parole a volte anche inutili, è un bilanciamento perfetto.
Le descrizioni dell’autrice poi mi fanno l’effetto di quelle della Woolf, passerei giorni solo a rileggerle, perchĆ© sono quelle descrizioni che non ci si stanca mai di leggere.
Come ho detto all’inizio ci sono moltissime differenze fra la serie e il libro, prima di tutto la serie ĆØ molto più piena, questa prima stagione incentrata su questo titolo ha ben 10 episodi di 40 massimo 70 minuti l’uno quindi la prima domanda che mi era sorta anche mesi fa era “ma come si fa ad avere una serie cosƬ lunga con un libro di 233 pagine?”.
Infatti nella serie sono stati introdotti molti altri personaggi e la vicenda ĆØ stata senza dubbio ampliata e largamente modificata, sono stati aggiunti anche alcuni nuovi… spazi, diciamo cosƬ.
Partendo dai personaggi che sono la vita del libro e della serie qui abbiamo delle modifiche enormi, infatti nel libro troviamo Luke che ĆØ l’erede della dimora Hill House, Theodora che ha sempre un dono (come nella serie), Eleanor, soprannominata Nell che esce da una situazione molto pesante ovvero l’essere stata accanto alla madre fino ai 32 anni e fino alla morte di questa mesi prima della partenza per Hill House, Hugh Crain che ĆØ un personaggio proveniente dal passato ed era il proprietario della casa e infine Mrs e Mr Dudley che come nella serie sono le persone che si occupano della manutenzione nella casa quindi la donna cucina e assicura la pulizia e il marito invece si occupa di vari mestieri insomma.
Nella serie tv c’ĆØ un legame di sangue fra i personaggi, quindi abbiamo Olivia e Hugh Crain che sono i genitori di Theo, Luke, Nellie, Shirley e Steven. Shirley, Steven e Olivia sono infatti personaggi inventati solo per la serie se vogliamo perchĆ© i loro nomi e le loro vicende non prendono ispirazione dal libro in nessun modo, anche se a volte nel libro il personaggio di Eleanor somiglia a Olivia per le proprie esperienze. Abbiamo poi sempre Mrs e Mr Dudley che sono meno rigidi rispetto all’opera scritta dove vengono descritti come personaggi decisamente ostili o che comunque incutono timore.
Theo nella serie ĆØ diversa dal libro per il carattere, infatti nella serie ĆØ un personaggio piuttosto chiuso e sulla difensiva mentre nel testo ĆØ più estroversa ma ha comunque questo “dono”, Luke ĆØ un personaggio che sia nel libro che nella serie non ĆØ risaltato particolarmente ai miei occhi, ma nella serie lo seguiamo nel suo difficile processo di riabilitazione dall’uso di droghe, nel libro invece ĆØ l’erede della dimora ma non ha particolari caratteristiche come personaggio. Eleanor o Nell invece sia nella serie che nel libro ha un enorme ruolo, forse ĆØ anche il personaggio più sofferente, senza dubbio in entrambi in casi diciamo che non ha una sorte felice.
Infine Hugh ĆØ un altro personaggio importante nella serie, anche nel libro ma meno, infatti nel testo lo conosciamo solo per alcune prove scritte e alcuni insegnamenti che voleva tramandare alle figlie per cui aveva costruito la dimora in origine.
C’ĆØ un mistero che smuove tutta la vicenda e riguarda la casa, la vera protagonista, la domanda ĆØ “ma ĆØ la casa la causa di tutto la sofferenza e di tutto ciò che accade al suo interno o sono le persone che ci vivono e delle presenze che vagano da stanza a stanza?”, Ā nella serie ĆØ di poco più evidente secondo me che la colpa, se cosƬ vogliamo dire ĆØ delle presenze mentre nel libro il male ĆØ la casa come abitazione, c’ĆØ un qualcosa secondo Shirley Jackson della casa che ingurgita chiunque vi entri e lo costringe a farsi assorbire piano piano fino a non riuscire più a staccarsi.
Quindi questa è un altra forte differenza perché viene spontaneo domandarsi il perché e in queste due opere sembra esserci un perché diverso.
La casa ĆØ il perno di tutto, sembra un organismo vivente che mastica piano piano chi le fa visita, chi entra all’interno di questa diventa una preda, la casa ne interpreta il pensiero, lo fa proprio.
Come dicevo anche prima nella serie ĆØ stato fatto di grande lavoro di ampliamento quindi partendo da ciò che si aveva in mano ovvero il testo della Jackson si ĆØ deciso di espandere e modificare il tutto, per esempio la stanza rossa presente nella serie non nasce da un idea della Jackson o la donna con il collo spezzato non c’ĆØ nel libro, come non c’ĆØ il fantasma che perseguita Luke o non c’ĆØ Polly, la presenza che spinge Olivia a fare qualcosa di terribile.
Diciamo anche che nel libro non si parla mai di vere e proprie presenze, l’autrice ha voluto incentrare tutto più sugli eventi e sulla reazione dei personaggi che su delle ipotetiche presenze, quindi ad un certo punto nel testo Eleanor scopre assieme agli altri una scritta sul muro fatta con il gesso “AIUTO ELEANOR TORNA A CASA”, somiglianza con la serie ma non verrĆ mai spiegato o fatto intuire chi ha scritto ciò, l’autrice non fa intendere la presenza di spettri o entitĆ .

Nel libro c’ĆØ una crescente ansia legata sopratutto al personaggio di Nell, infatti la Jackson ĆØ una maestra del condizionamento mentale, ad un certo punto non si capisce più infatti se Nell immagina di ritrovarsi in una situazione in cui le persone accanto la sopportano mal volentieri o se ĆØ effettivamente cosƬ.
Diciamo anche che nel testo Eleanor ĆØ un personaggio che ha sofferto molto, non ha mai avuto determinate libertĆ , ha vissuto una vita segregata in pratica e ora ritrovarsi libera a fare questa nuova esperienza ĆØ incredibile per lei, ma dato che per tutto il testo seguiamo (a volte di più a volte di meno) i suoi pensieri ci rendiamo conto da lettori di quanto la sua mente vada in pezzi man mano che ci avviciniamo alla fine, la vicenda inizia con un buon affiatamento fra lei e Theo (che ricordiamo qui nel libro sono due sconosciute) ma qualcosa si rompe dopo un po’ e agli occhi di Nell questa diventa una persona odiosa da sopportare, finisce per odiarla, sia lei che Luke, ma non ĆØ ben chiaro se i comportamenti che vede in lei accadono realmente o se ĆØ lei che ci ricami sopra.
Anche con Luke accade lo stesso, l’autrice lancia delle frecciatine per far capire che Luke ha un interesse per Nell ma leggendo a dire il vero lui non si comporta come se lo avesse, con lei si comporta quasi come si comporta con Theo quindi in modo piuttosto amichevole senza fare gesti che possano far intendere altro, tranne magari verso la fine ma questo pezzo subisce il grande interrogativo di prima “ciò che accade sta accedendo veramente o ĆØ la mente di Nell che ormai sta andando in frantumi e immagina ciò che non sta accadendo?”.
Insomma diciamolo sia nella serie che nel libro Nell ĆØ uno dei personaggi principali, il più amato almeno da me, mi ĆØ piaciuta nel libro ma non tanto quanto nella serie, a volte nel libro non ĆØ chiaro il suo modo di agire, viene accusata dagli altri di voler essere al centro dell’attenzione, ma pensando al suo passato di ragazza privata di questa agognata attenzione queste non sono accuse veritiere per me.

Sicuramente nella serie abbiamo anche molti altri temi da trattare mentre nel libro accade qualche fatto strano dal punto di vista paranormale ma la vicenda ruota attorno a questi 4 personaggi essenzialmente.
Infatti nella serie tv abbiamo come dicevo il personaggio della donna dal collo spezzato che segue Nell da sempre e come dissi anche mesi fa è intuibile che si tratti della stessa Nell, la cosa più interessanti di tutte però nella serie per me è la misteriosa porta rossa, cosa si nasconde dietro a questa? Perché Hugh non ha mai avuto una sua porta rossa?
Come dicevo nel libro non esiste la porta rossa ma Nell ad un certo punto comincia a diventare quasi una parte della casa, ne sente i movimenti, avverte gli spostamenti delle persone al suo interno, tranne che nella biblioteca viene detto, un altra camera invece che ha un’attenzione particolare nel libro ĆØ la camera delle bambine in cui c’un freddo innaturale, forse gli ideatori della serie sono ispirati a una di queste due stanze.

Comunque cos’ĆØ la stanza rossa? E’ una stanza della casa che si trasforma, prende le sembianze del desiderio di chi entra all’interno, per Olivia era un salotto da lettura, per Luke la casa sull’albero, per Theo una stanza per danzare, insomma ĆØ una stanza molto importante e perchĆ© ne parlo ora, perchĆ© a fine serie quando tutti i personaggi entrano nella stanza si ripete un concetto che ĆØ presente anche nel libro, ovvero che la casa sembra digerire le emozioni e le sensazioni di chi abita all’interno, asseconda i pensieri e Ā gli stati d’animo delle persone, viene detto da Nell che la stanza ĆØ come lo stomaco dell’abitazione.
C’ĆØ anche nel libro questo concetto ma lƬ non troviamo una vera e propria stanza che condensa tutto ciò.
Insomma le opere sono molto diverse fra loro anche se i concetti citati nel testo vengono ripresi quasi tutti nella serie, ma in questa ne vengono aggiunti anche di nuovi, le puntate sono tante e alcune persone hanno criticato il fatto dell’allungare il brodo, io guardando la serie non ho avuto questa sensazione, come ho sempre detto uno dei pochi difetti della serie ĆØ il fatto di partire una po’ in sordina e magari nella serie alcuni concetti sono resi meglio di altri ma se non avete ancora visto questa serie tv ve ne consiglio la visione immediatamente perchĆ© io l’ho vista quest’anno e ad ora ĆØ per me una delle migliori scoperte del 2019.
Il libro mi ĆØ piaciuto molto, l’ho preso in mano, interrotto e ripreso non per colpa del testo ma a causa di vari impegni e di altre opere che stavo leggendo nel mezzo, ma una volta ripreso in mano l’ho divorato. Come sempre uno dei fatti più affascinanti della Jackson ĆØ l’analisi psicologica dei personaggi e dei misteri che si celano anche dopo la fine del libro, infatti tutto ruota sul “ĆØ successo davvero?”, la mente e uno stato di disagio in cui ci si trova può catapultarci in un mondo ambiguo?
A fine testo sembra palese che Nell sia finita in uno stato mentale disturbato prima di compiere un atto terribile, ascoltando il testo quest’atto ĆØ una conseguenza di Hill House ma anche di uno stato psicologico non del tutto sano giĆ della ragazza.
Tutto termina in una spirale sempre più oscura e tetra in cui nulla è certo oramai, né ciò che si sente, né ciò che si pensa.
Quindi alla fine io non posso far altro che consigliarvi caldamente la visione e la lettura sia del libro che della serie, la serie ĆØ stata un’avventura come lo ĆØ stato il libro, quel tipo di avventura che ci si ricorda anche dopo mesi e colora un periodo di un preciso colore.
In entrambe le opere si fa leva sull’aspetto psicologico e deviante delle menti delle persone coinvolte, quanto ĆØ suggestione e quanto ĆØ realtĆ ?

E voi?
Avete mai visto questa serie? Se sƬ cosa ne pensate? Vi ĆØ piaciuta? Se no, vorreste darle un’occasione? E il libro? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!
A presto!

