Harry Potter e La Pietra Filosofale – J.K. Rowling

Salve amici, come state?

Buon ottobre a tutti e buon inizio settimana!

Oggi parleremo di un libro (e una saga) simbolo del genere fantasy, come avrete capito dal titolo, parleremo di Harry Potter.

Io non ho mai letto la saga del piccolo mago e ho deciso di fare una cosa un po’ speciale in occasione del periodo, insomma ho deciso di prendere i classici due piccioni con una fava, in questo caso due gufi.

Va bene adesso sparisco.

In questo periodo infatti è un uscito in Italia l’ottavo libro appartenente alle vicende di Harry e tre ebook “spinoff“.

Ho deciso di leggere tutti i sette capitoli della saga e recensirli ovviamente, quindi al termine della lettura vi parlerò del capitolo da me letto, ma non leggerò Harry Potter e La Maledizione Dell’Erede semplicemente perché non è un vero e proprio capitolo della saga ma è un testo teatrale tradotto a romanzo e per me i capitoli di Harry Potter rimangono sette.

Forse leggerò i tre ebook che si prospettano molto interessanti essendo delle specificazioni di certi luoghi o rapporti dei personaggi della saga.

Ma vedremo, vedremo cosa succederà…

E con questo pseudo-alone di mistero direi di iniziare ad addentrarci nell’universo Potteriano, pronti?

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Editore: Salani

Pagine: 293

Prezzo di Copertina (Prima Edizione): € 16,80

Prezzo di Copertina (Quarta Edizione: € 10,00

Prezzo ebook: € 8,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2001 (In Italia)

Link all’acquisto: QUI

Trama

Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilmente tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Un mondo dove regna la magia; un universo popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavoletti di Bruxelles, ritratti che scappano.

“Affiderei ad Hagrid la mia stessa vita” – Disse Silente.

Recensione

Come ho detto prima, pensavo fosse un’ idea piuttosto buona leggermi tutti i sette capitoli dell’amato maghetto, anche perchè non avevo mai avuto l’occasione di leggere la saga prima d’ora e ahimè ho una grossa lacuna da colmare, ne sono consapevole.

Inizio con il dire che io ho un rapporto piuttosto conflittuale con Harry Potter, infatti negli anni della mia infanzia ero molto diffidente verso questa saga, ho sempre visto solo il primo film e leggiucchiato il primo libro.

Non sono un’amante del genere fantasy e non lo sono mai stata e nonostante gli innumerevoli tentativi da parte di amici e parenti, non mi sono mai avvicinata più di tanto a questa serie.

All’età di 15/16 anni però qualcosa è cambiato.

In un freddo e cupo pomeriggio di metà novembre, vagando per l’internet vidi una foto del mitico maghetto e da lì mi saltò in mente una piccola postilla (ferma lì dagli anni dell’infanzia probabilmente), ovvero mi ricordai quasi nostalgicamente che non avevo mai né letto né guardato Harry Potter.

Starete pensando “ma Elisa, ci stai dicendo che in tutti quegli anni Harry Potter non ti è più venuto in mente e non ti è mai venuta voglia di approfondire una serie così famosa?“, bhe… no.

Quel pomeriggio, rendendomi conto di ciò, feci una promessa a me stessa, avrei letto e guardato Harry Potter perdonando la bambina testarda che ero che insisteva per non guardare il coraggioso maghetto.

Ad oggi ho rispettato metà di questo patto, ho visto tutti i film e finalmente sto per compiere il passo decisivo per rispettare pienamente la promessa, ovvero leggere tutti i libri.

Oggi sono qui per parlarvi del primo libro della serie, “Harry Potter e La Pietra Filosofale“.

Ho terminato questo libro nel giro di pochi giorni grazie alla fruibilità e all’armonia di parole della Rowling.

Credo che sia stato detto più o meno tutto su questo libro e su questa saga ma voglio esprimere ugualmente la mia personalissima opinione.

In questo primo capitolo conosciamo il nostro protagonista, Harry, un ragazzino umile e destinato a grandi cose.

All’inizio del libro facciamo una piccola conoscenza con alcuni personaggi che si riveleranno molto importanti quali ad esempio il professor Albus Silente, la professoressa McGrannitt, Rubeus Hagrid e altri.

A poco a poco la Rowling ci racconterà le origini di Harry e per quale motivo il suo nome è destinato ad entrare nella storia.

E’ stata una lettura molto piacevole ed ho capito una cosa fondamentale, leggere Harry Potter dona al lettore una sensazione magnifica, ci si sente protetti, ci si sente a casa.

In ogni pagina di questo libro ho avvertito moto di amore, sicurezza e dolcezza che la Rowling ha utilizzato per scrivere questa saga e ho capito che questa serie ha riscosso così tanto successo perché, oltre ad essere scritta con una fantasia e una bravura invidiabile, è anche piena di amore, verso i personaggi e verso il lettore.

Mi sono resa conto di aver un errore però, come più o meno sempre accade avrei dovuto leggere prima i libri invece di dare la precedenza ai film perché ogni volta che leggevo una determinata parte mi tornava sempre alla mente la scena del film dedicata a quel momento.

Non so se sia una cosa negativa comunque visto che personalmente ho apprezzato moltissimo i film.

Sicuramente però una cosa la devo dire.

Questo primo capitolo mi è piaciuto ma sono convinta che non sia il punto più alto della saga.

E’ un inizio scoppiettante non c’è che dire, c’è l’avventura, c’è l’amicizia, c’è il coraggio, l’umiltà, la curiosità ma non credo sia l’apice della serie.

Io ora procederò con il secondo capitolo, ovvero “Harry Potter e La Camera dei Segreti” e non vedo l’ora di ritornare fedelmente dall’amato Harry che attende trepidante di iniziare un nuovo anno ad Hogwarts.

L’Harry che conosciamo in questo primo volume è molto giovane anzi all’inizio è in ancora in fasce a voler essere precisi, è un Harry che deve ancora maturare, capire cosa lo aspetta, capire quale sarà il suo scopo.

Insomma è il primo capitolo ed è giusto che il personaggio principale sia ancora “acerbo”.

Sicuramente una saga come questa non è diventata così famosa perché già dal primo volume era qualcosa di perfetto, è diventata famosa per l’ambientazione, per la magia che la Rowling è riuscita a creare e a mantenere nel corso della saga.

Non ricordo l’ultima volta in cui mi sono sentita così protetta e a mio agio durante la lettura di un libro, è come se il mondo di Harry fosse un mondo in cui forse tutti siamo già stati almeno una volta e tornarci è un piacere.

Insomma, questo primo capitolo mi è piaciuto ma come ho scritto non siamo ancora arrivati al punto più alto della serie quindi confido sul fatto che la bravura della Rowling sia maggiore rispetto a quella che ritroviamo qui (non che questa sia da buttare via, anzi!).

Ho deciso quindi di non dare il massimo del voto a questo primo libro, infatti ho dato quattro stelline (anche su Goodreads).

Voto:

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Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.

Sarà un piacere per me leggere il secondo volume, non vedo l’ora di iniziare!

E voi ragazzi? Cosa ne pensate di questo primo volume? Qual’è il vostro preferito?

A presto!

Elisa

Stranger Things – Dobbiamo Parlarne!

Weiii bentornati!

Oggi, vi avviso, andremo a parlare di un argomento un tantino diverso da quelli che sono abituata a trattare e che voi siete abituati a vedere sul blog.

Tanto ormai su questo blog si parla di tutto ed è bello così, mixiamo argomenti!

Chiariamo subito che come sempre io NON farò spoiler.

Infatti oggi parleremo di una serie tv molto, molto famosa in questo periodo ovvero Stranger Things.

Ve ne avrei dovuto parlare settimane fa oramai ma volevo prendermi tutto il tempo per farmi qualche ricerca sulla serie e farmi la mia vera opinione con il passare del tempo.

Vi dirò come mi sono avvicinata a questa serie tv.

Dunque, in un caldo e noioso pomeriggio domenicale in cui il mio unico hobby era infastidire quel buon compare che abita con me (si parla del mio cane) di nome Adelmo, mi venne l’idea di farmi un giro su Netflix.

Io non sono quel classico tipo di persona che passerebbe tutto il giorno (a anche la notte) a vedere in continuazione serie tv e film, forse una volta lo sono stata ma con il passare del tempo  quella parte di me si è assopita.

Quindi non ho sempre voglia di vedere “cose” nuove, anzi preferisco passare il tempo scrivendo, ascoltando musica o leggendo.

Ma quella domenica addocchiando una nuova serie così interessante e con Winona Ryder (attrice che io amo), mi sono lasciata andare alla visione di questa serie.

Inutile dirvi che mi sono guardata tutte le puntate una dietro all’altra e ora sono già in astinenza.

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Episodi: 8

Stagioni: 1

Ambientazione: anni ’80

Genere: Fantascienza, Soprannaturale

Cast: Winona Ryder, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Natalia Dyer, David Harbour, Noah Schnapp, Charlie Heaton e Finn Wolfhard.

Ideata da: Matt e Ross Duffer

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Trama

Il 6 novembre 1983 a Hawkins, una remota e tranquilla cittadina dell’Indiana, il dodicenne Will Byers, membro di un ristretto gruppo di quattro amici fraterni, sparisce in circostanze misteriose; allo stesso tempo in un laboratorio segreto nei dintorni della stessa cittadina un ricercatore è vittima di un’inquietante creatura. Dallo stesso laboratorio Hawkins, una stramba ragazzina approfitta della confusione generata dall’incidente per fuggire. Dopo aver trovato rifugio in un ristorante, inseguita da agenti del laboratorio, continua la sua fuga imbattendosi nei tre migliori amici di Will: Mike, Dustin e Lucas, che si erano messi sulle tracce del fidato compagno svanito nel nulla. La ragazza, che si identifica con il numero tatuato sul suo braccio, “Undici”, crea un legame in particolare con Mike, il quale accetta di nasconderla nella sua abitazione.

Si scoprirà poi che i piani degli agenti del laboratorio sono più subdoli e malefici di quello che si possa pensare.

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Recensione

Sono sicura che almeno qualcuno di voi abbia sentito parlare di questa serie prima di oggi e credo ve ne abbiano parlato in modo positivo.

Se così non è, ne parlo io.

Partiamo subito da uno di quelli che sono (a mio vedere) uno dei punti di forza di questa serie, ovvero il punto di vista e la caratterizzazione dei giovani.

In Stranger Things molti dei personaggi sono ragazzini o adolescenti ed è affascinante vedere in che modo affrontano alcune vicende come la scomparsa di alcuni loro amici ed è interessante vedere come gli adolescenti possano essere davvero cattivi.

L’ambientazione anni ’80 è curata nei minimi dettagli, io non sono cresciuta in quell’epoca però ho potuto vedere film ambientati e creati in quegli anni quando ero piccola e in un certo senso mentre guardavo questa serie mi sentivo sul divano di casa assieme ai miei genitori.

La recitazione è sicuramente un altro punto di forza perché da quello che ho potuto vedere ogni attore è riuscito a caratterizzare il proprio personaggio in modo convincente e fermo.

Uno dei miei personaggi preferiti è stato Hopper (David Harbour) che è il capo della polizia di Hawkins ed è un uomo ferito dentro dalla scomparsa della figlia, ci viene presentato come un “latin lover” vista la sua propensione ad intrattenersi (e ho voluto fare l’elegante) con molte donne.

Un altro dei miei personaggi preferiti è senza dubbio Jonathan (Charlie Heaton) che è il classico ragazzo preso di mira e non accettato perché considerato strano, insomma un outsider è il figlio Joyce (Winona Ryder) e il fratello di Will (Noah Schnapp).

Per quanto riguarda il mio personaggio preferito nella cerchia dei giovinotti molto giovani, ho amato Mike (Finn Wolfhard), anche se mi è piaciuto molto anche Will che a differenza degli altri però si è visto poco nella serie (non vi dirò cosa intendo con poco altrimenti sarebbe spoiler).

Ultimo personaggio preferito Undici (Millie Bobby Brown), adorabile, meravigliosa.

Direi, parlando di personaggi, di chiudere la parentesi con quello che forse mi è piaciuto meno di tutti non per il fatto che fosse poco caratterizzato o mal interpretato semplicemente non mi ha convinto come personaggio forse per il fatto che a volte fa delle scelte poco coerenti, sto parlando di Nancy (Natalia Dyer).

L’attrice è molto brava ma purtroppo il personaggio di Nancy non riesco proprio a farmelo piacere del tutto.

Stiamo parlando di una serie soprannaturale quindi, sempre senza fare spoiler, ci ritroveremo a vedere degli effetti ad un certo punto.

Questi effetti non hanno niente a che fare con quelli che conosciamo oggi, sono vecchio stampo, sono quegli effetti che riguardandoli oggi ti rendi conto di quanti progressi sono stati fatti in questo campo.

E’ una serie che io invito tutti a guardare, anche se non siete fan del genere fantascientifico o soprannaturale, perché trovo che una serie così non si possa catalogare sotto determinati generi.

Io guardando tutti gli episodi ho visto davvero molto, ci sono storie d’amore, ci sono rapporti d’infanzia molto affascinanti, ci sono rapporti genitori/figli, note di nostalgia e sopratutto sempre tanti colpi di scena e un crescente desiderio nello spettatore di vedere sempre altro senza fermarsi.

Su Stranger Things ci sarebbero da dire così tante cose ma ahimè rischierei di spoilerare tutti gli otto episodi, quindi non entrerò nel dettaglio.

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Quello che vi posso dire però è che non tutti gli eventi accaduti nella prima stagione sono stati chiari quindi spero che nella seconda stagione questi eventi “senza risposta” si chiariscano.

Sto parlando ad esempio del personaggio di Barb (personaggio adorabile) o della vicenda Nancy, Jonathan e Steve.

Parliamo un attimo dell’aspetto musicale, ci sono ovviamente tracce appartenenti agli ’80 e una delle tracce più citate è Should I Stay Or Should I Go dei The Clash (una delle mie canzoni preferite tra l’altro).

Insomma una serie imperdibile per gli amanti degli anni ’80 e delle classiche atmosfere Sci-fi anche se io sinceramente la consiglio veramente a tutti, che siate giovani o adulti non importa.

Voto (prima stagione):

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Guarderò senz’altro la seconda stagione, anzi sono in trepidante attesa e non vedo l’ora di gustarmela.

Detto ciò, correte a guardarla e noi ci leggiamo presto gente!

Rimanete connessi perché sta per arrivare una grande, grande, grande novità qui!!

A presto!

Elisa

Sette Minuti Dopo La Mezzanotte – Patrick Ness e Siobhan Dowd

Buongiorno!

Quest’oggi, cari compagni, sono qui per parlarvi di uno degli ultimi titoli da me letti.

Questo libro mi è stato consigliato praticamente da qualsiasi persona io conosca e anche con parecchio entusiasmo e foga.

Come avrete letto dal titolo, il libro in questione è Sette Minuti Dopo La Mezzanotte di Patrick Ness e Siobhan Dowd.

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Editore: Mondadori

Pagine: 222

Prezzo di Copertina (Ed. Copertina Rigida): € 16,00

Prezzo di Copertina (Ed. Copertina Flessibile): € 10,00

Prezzo ebook: € 6,99

Anno della Prima Pubblicazione: 2012

Link all’acquisto: QUI

Trama

Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l’orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l’entità fatta di tenebre, di vortici, di urla… No. Questo mostro è un po’ diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.

Le storie sono creature selvagge e indomite. Quando le liberi, chi può sapere quali sconvolgimenti potranno compiere?

Recensione

Ho preferito acquistare questo titolo nell’edizione con la copertina rigida e le illustrazioni di Jim Kay, giusto per non farci mancare niente.

Senza dubbio le illustrazioni aiutano a farsi un’idea più completa e nitida dell’ambientazione, quindi se avete qualche dubbio su quale edizione del libro acquistare vi consiglio senza dubbio questa.

Come ho detto all’inizio, tutti mi hanno parlato di questo libro e tutti me ne hanno parlato in modo molto positivo.

Dalla trama e dall’idea iniziale che ci si può fare di questo libro, si intuisce che è un libro per ragazzi con quasi certamente una morale finale netta.

Effettivamente queste premesse corrispondo al vero ma non del tutto.

L’età di lettura ideale per questo libro è 12 anni ma è super-consigliato anche alle persone di età maggiore, per me è uno di quei libri che dopo aver terminato che tu abbia 13 o 90 anni ti insegnano sempre qualcosa.

Personalmente ci ho visto più di una morale in questo libro.

La prima è senza dubbio, come scritto anche nella trama, l’importanza della verità. Anche se la nostra verità non è pura e limpida quanto vorremmo è sempre e comunque la nostra verità e bisogna sempre accettarla.

La seconda è che nessuna persona è mai del tutto buona o del tutto cattiva, per fare un piccolo esempio una docile anziana signora può essere allo stesso tempo una persona avara ed egoista. (Ripeto, per fare un esempio.)

La terza è che anche la persona che sembra più distante e lontana da te ha qualcosa in comune con te, che si parli di sentimenti, di paure (perché ognuno di noi ha le sue paure) o di ricordi.

Insomma, questo libro è veramente traboccante di lezioni e morali.

Noi seguiamo le vicende di Conor un ragazzino vittima di un incubo/mostro che lo perseguita da molto tempo.

La madre di Conor a causa di un cancro si ritrova debole e affaticata. Il padre di Conor ha divorziato dalla madre anni prima ed ora vive in America con la sua nuova famiglia.

Come se non bastasse poi, per il povero Conor si aggiungeranno anche altri malesseri, i dissidi con la nonna e con i compagni ecc.

E’ un libro che senza dubbio mi ha fatta stare male, in alcuni momenti il dolore si attenuava mentre in altri cresceva sempre più nel leggere di questo ragazzino che si ritrovava a essere invisibile e a soffrire.

Ho provato una sensazione strana alla fine del libro però, un senso di sollevamento come se tutta la malinconia provata durante la lettura si attenuasse finalmente.

Mi è piaciuto molto questo titolo, ad ora è sicuramente la lettura più bella di quest’anno senza dubbio.

Finalmente ho capito perché tante persone incitano alla lettura di questo titolo e ora anche io sarò una di quelle persone.

Ovviamente essendo un libro per ragazzi, lo stile è molto scorrevole, facile e diretto ma allo stesso tempo non cade mai nel banale.

Una lettura veramente valida, piena di sorprese, di sofferenza ma anche tanti insegnamenti.

 – Ma che cos’è un sogno Conor O’Malley?

– Chi può dire che non sia un sogno tutto il resto?

Voto:

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Credo sia la prima volta che su FreeLife si danno 5 stelline, ma credetemi sono tutte meritate!

Se non avete ancora letto questo titolo vi consiglio di fiondarvi in libreria e acquistarlo senza pensarci due volte!

Detto ciò, spero che questa recensione vi sia stata utile gente!

Ci leggiamo presto!

Elisa

Stardust – Neil Gaiman

 

Buon lunedì a tutti!!

Come state dopo la scorsa intensa settimana? Tra Brexit, varie vicende politiche e confusione per il non sapere cosa accadrà ora, il mio cervello è andato in pappa e si sta riprendendo di poco solo ora.

Il 24 dalle 4.30 del mattino sino all’una di sera ho sentito così tante le parole “brexit“, “Unione Europea” e “Regno Unito” che ormai sono entrate nel mio gergo comune, il caffè ora lo chiamo Cameron.

Comunque, tiriamoci un po’ su di morale e parliamo di Stardust di Neil Gaiman!

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Editore: Mondadori

Pagine: 246

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,00

Prezzo e-book: € 4,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1999

Link all’acquisto: QUI

Trama

In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell’occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristan non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella…

“Sono l’essere più infelice della Terra” – disse a Lord Primus quando si fermarono per nutrire i cavalli con l’avena bagnata. 

“Tu sei giovane, e innamorato” – ribattè Primus.

“I giovani come te sono gli esseri più infelici della Terra.”

Recensione

Ho terminato questo libro qualche settimana fa ma ho voluto far maturare le mie opinioni per scrivere una recensione “giusta” e pensata.

Dunque, questo è un libro fantasy e non vi nascondo che con questo genere letterario faccio sempre fatica, non mi viene facile immedesimarmi completamente in questi universi costruiti dall’autore e non riesco ad ammirare del tutto  quelle pennellate di colori non conosciuti dall’uomo su una specie di tela spoglia che pagina dopo pagina viene colorata.

Ma, ho un autore che sfugge a questa regola ovvero Neil Gaiman.

Vi avevo già parlato in passato dell’amore che nutro nei confronti di questo piccolo grande uomo e ovviamente la lettura di Stardust ha incrementato ancora di più questo amore.

Per chi non ha mai letto nulla di suo vi dico, non è mai troppo tardi per iniziare a scoprire i mondi meravigliosi scritti su carta da Gaiman e se siete interessati ad un titolo per beginners vi consiglio Coraline che a mio modesto parere è uno dei libri per ragazzi più bello che abbia mai letto.

Ma concentriamoci su Stardust.

Credo che la trama di questo titolo si possa riassumere con:

c’è una stella caduta e poi ci sono cinque personaggi che vogliono questa stella, quale di loro riuscirà ad impossessarsi della stella in questione?

C’è Tristran Thorn (il nostro protagonista principale) un giovane ragazzo bonaccione che per conquistare la più bella del villaggio fa di tutto per arrivare alla stella, poi c’è una delle sorelle Lilim la strega-regina che ha bisogno della stella per i suoi malefici scopi ed infine ci sono tre fratelli che cercano la stella per appropriarsi del gioiello legato alla sua sottile vita e il primo che lo troverà potrà diventare il Signore di Stormhold, dopo la morte del loro padre.

Non lo consiglierei un libro adatto ai minori di 10 anni, perché ci sono scene abbastanza violente per un bambino di quell’età.

Le ambientazioni e lo stile di scrittura dell’autore certe volte mi hanno fatto sentire parte di quei luoghi, tutto è fantastico ma una volta letto diventa realistico come se quei mondi immaginari non potessero essere messi nemmeno in discussione, come se esistessero per davvero.

Ovviamente essendo un libro per ragazzi e bambini il linguaggio è basilare non ci sono termini di difficile comprensione.

E’ stata una lettura assolutamente consigliata, ci terrei a dire (come ho sentito da una persona una volta) “Non giudicate questo libro dal suo film“, mi raccomando.

Ricapitolando:

Lettura davvero piacevole, ovviamente non è il libro della vita, ma rimane un libro carino e secondo me adatto ad ogni momento, estate, inverno, che voi siate sommersi dagli impegni o che voi siate spaparanzati su un divano i vacanza.

Voto:

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Esatto, tre stelline!

Il libro mi è piaciuto, una storia d’amore adorabile, ma comunque non il libro che mi ha salvato la vita e ha tormentato le mie notti con il suo pensiero…

Bene gente!

Voi avete mai letto questo libro? Amate come la sottoscritta Gaiman? Lo odiate? Perché? Parliamone dai!

A presto!!

Elisa

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Trilogia Di New York – Paul Auster

Ehilà, come state?

Finalmente sono tornate le recensioni su questo blog, ebbene sì, non vi ho avvisato di ciò perchè non mi piace ammetterlo, ma credo di essere caduta in una crisi del lettore.

Credo sia proprio per questo, che in questi mesi ho letto così poco, ma comunque ora la crisi è passata e il mio animo da lettrice è tornato a farsi sentire ancora più pimpante di prima!

Comunque!

Oggi sono qui per recensirvi appunto “Trilogia di New York” di Paul Auster, quindi non perdiamo altro tempo e addentriamoci in questo libro!

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Editore: Einaudi

Pagine: 314

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 12,00

Prezzo e-book: € 6,99

Anni della Prima Pubblicazione: Tra il 1985 e il 1987

Link all’acquisto: QUI

Trama

I tre romanzi che compongono questa “Trilogia” sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. “Città di vetro” è la storia di uno scrittore di gialli che “accetta” l’errore del caso e fingendosi un’altra persona cerca di risolvere un mistero. “Fantasmi” narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. “La stanza chiusa” racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Le cose muoiono quando noi moriamo, e in verità moriamo tutti i giorni.

Recensione

Dunque, questo è il primo libro di Paul Auster che ho avuto il piacere di leggere (per ora), è un autore abbastanza prolifico e senza alcun dubbio  leggerò altro di suo perché mi ha davvero stupita, questo autore inoltre è conosciuto anche con i seguenti pseudonimi: Paul Queen e Paul Benjamin.

I miei pareri, prima di leggere quest’opera, erano discordanti su quest’autore ma ora devo ammettere che il suo stile è davvero superbo (sempre secondo una mia opinione personale s’intende)  e questa trilogia racchiude tre romanzi degni di essere letti.

Partiamo con il primo, Città Di Vetro.

Dunque, in questo primo romanzo incontriamo il personaggio di Daniel Queen, uno scrittore che oramai non utilizza più il suo vero nome per scrivere, ma dalla morte della moglie e del figlio scrive solo sotto pseudonimo (William Wilson) una “saga” di romanzi che hanno come punto forte quello di narrare le vicende del protagonista di nome Max Work.

Dopo aver subito un lutto così importante e difficile da superare, Queen è un uomo che non riconosce più la sua vera identità, all’inizio quando lo conosciamo sa bene chi è ma capitolo dopo capitolo inizieremo a vedere come tutto quello che costituisce l’identità di un uomo possa essere messa in discussione e persa in altre identità.

E’ molto difficile descrivere questo primo romanzo, perché ancora adesso quando mi capita di ripensarci mi chiedo come siano in realtà andate le cose.

E’ come se ogni volta in qui ci rendiamo conto che Queen sta perdendo il suo Io anche noi perdiamo un poco di chiarezza e vediamo sempre meno la realtà per quella che è, questo romanzo riesce a intrappolare la mente una serie di dubbi e perplessità, e nel momento in cui ti sembra di essere venuto a capo della faccenda tutto si fa ancora più nebuloso.

Queen finirà per lavorare sotto le mentite spoglie di Paul Auster, che nel romanzo è descritto all’inizio come un detective per colpa di una serie di fatti ambigui.

Il protagonista si vedrà diviso fra più identità, quella di Paul Auster, Max Work, William Wilson e alla fine assisteremo al suo più totale declino.

Lo definirei un giallo-psicologico.

Andiamo avanti parliamo del secondo romanzo contenuto all’interno di questo libro, ovvero Fantasmi.

Fantasmi è quello che rispetto agli altri due romanzi ho trovato meno coinvolgente.

Ci sono alcuni momenti di tensione ma guardandolo nel suo totale è di una qualità inferiore agli altri due.

Qui abbiamo un protagonista di nome Blue e altri due personaggi importanti di nome Black e White (sì esatto in Fantasmi i nomi sono colori, interessante eh?).

Blue è un detective che viene assoldato da White per sorvegliare un certo Black, Blue non sa nulla di White non sa perchè deve tenere d’occhio Black sa solo che l’uomo che lo ha assoldato lo ha fatto trasferire in un appartamento proprio di fronte a quello di Black per avere maggiore possibilità di seguire il suo uomo in ogni più piccola azione.

Da qui si dipaneranno alcuni ragionamenti di Blue che ci aiuteranno a capire o a fantasticare sulla figura di Black.

Dico che a mio avviso Fantasmi è uno scalino in basso rispetto agli altri perché qui si inizia a capire troppo tardi il vero punto del romanzo, quindi il fatto che il pedinatore sarà quello che viene pedinato in realtà, i capisce verso i 2/3 del romanzo e avrei preferito personalmente iniziare prima a poter cogliere questi indizi.

La prima parte di Fantasmi l’ho trovato leggermente noiosa, c’è giusto qualche picco narrativo sparso in giro per tirare su l’attenzione ma niente che faccia saltare in piedi per l’emozione insomma.

Il finale anche qui come in fantasmi è tragico e enigmatico ma non so per qualche motivo l’ho sentito buttato lì a caso forse, perchè ogni buon finale deve avere una motivazione e io qui non l’ho vista (o forse c’è e io non l’ho colta), ma comunque non mi convince questo finale.

Infine, passiamo a La Stanza Chiusa, romanzo in cui alcuni personaggi precedenti ritornano in scena.

All’inizio della lettura di questo romanzo ho sentito molto coinvolgimento e l’esperienza di lettura, dato il fatto che mi stavo piacendo molto, stava anche procedendo a passo spedito finchè ad un certo punto tutto si è rallentato.

Dunque, ora, ci sono tre opzioni esistenti che possono fornire una motivazione a tutto ciò.

Ho sbagliato io a leggere i tre romanzi di seguito senza intervallarli con altro.

Dopo un certo punto il questo romanzo, i personaggi che all’inizio sono piacevoli, diventano scostanti.

Dopo un certo punto tutto è rallentato improvvisamente.

Insomma ho fatto più fatica a terminare il terzo che a leggere i primi due.

In “La Stanza Chiusa”, il nostro protagonista riceve una richiesta dalla moglie di quello che era il suo amico d’infanzia che gli domanda di incontrarsi. Gli comunica che il suo amico e marito è scomparso lasciandola con un figlio piccolo, da lì si scoprirà che l’uomo scomparso (Fanshawe) era uno scrittore che ha lasciato alcune opere mai pubblicate in mano alla moglie ed il nostro protagonista  si innamorerà della signora Fanshawe adottando di conseguenza anche il bambino.

Ovviamente Fanshawe non sarà una presenza invisibile, anzi, si potrebbe dire che la sua figura assomiglia più a quella di un secondo protagonista.

Ho già detto troppo.

All’inizio ho empatizzato molto con il nostro protagonista, non so dirvi il motivo, ma provavo simpatia per lui ed era facile sentirsi vicino a quest’ultimo.

Verso la metà però, il protagonista prende decisioni che io non condivido e che trovo non del tutto motivate quindi la  maggior parte della mia simpatia è sparita.

Detto ciò!

Questo libro tutto sommato mi è piaciuto molto, per la scrittura che a mio avviso è davvero ammirevole, per la profondità dei personaggi, per il modo in cui questo libro ti fa ripensare a lui anche dopo aver terminato la sua lettura da giorni…

Insomma è un libro molto profondo e intenso che mischia detective-stories e romanzo psicologico.

Assolutamente consigliato ed ovviamente se non avete mai letto nulla di Paul Auster, iniziate, iniziate ora!

Voto:

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Ebbene sì, quattro stelline!

Sono rimasta davvero incantata dallo stile di questo scrittore è uno degli stili di scrittura che mi sono rimasti più impressi perché è a mio avviso singolare e ricco.

Mi sono dilungata non poco, quindi, io vi saluto e ci leggiamo prossimamente gente!!

E voi? Avete mai letto qualcosa di questo autore? Vi è piaciuto? No, perchè?

A presto!

Elisa

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La Ragazza del Treno – Paula Hawkins

Buonasera, buona lettura e ben tornati nel mio blog!

Sono passati un po’ di giorni dal mio ultimo articolo, mi è mancato scrivere devo dire…

Ma ora sono tornata più forte di prima con una nuova recensione!

Nei blog come il mio in cui si parla di libri, probabilmente non è strano mancare per più di una settimana perché appunto questo blog si basa sulla lettura e per leggere occorre tempo, ma visto che sono una persona piuttosto attenta a non mancare troppo mi è dispiaciuto essere assente, ma ahimè la vita mi toglie tempo!

Dopo questo monologo insensato direi che possiamo iniziare con la recensione di oggi!

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Editore: Piemme

Pagine: 307

Prezzo di copertina: € 19,50

Anno di pubblicazione: 2015

Link all’acquisto: QUI

Trama

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?

Recensione

Ho terminato proprio oggi questo libro e volevo darvi il mio parere “a caldo”.

Iniziamo con il parlare dello stile e della scrittura.

Personalmente non l’ho mai trovato noioso o fastidioso, per tutte le 307 pagine ha saputo tenermi sull’attenti facendomi sospettare piano piano di ogni personaggio.

Il linguaggio non arzigogolato anzi è semplice e netto, ma riesce comunque a trasportarti facendoti vivere quasi in prima persona ogni situazione e ogni stato d’animo.

Quindi la scrittura non è troppo elaborata ma anzi è di facile comprensione e diventa piacevole pagina dopo pagina.

Noi leggiamo questo libro passando per ogni capitolo da un punto di vista differente: prima quello di Rachel, Megan e Anna.

Queste tre donne, molto diverse tra loro ma sono legate da intrighi sottili e fino all’ultimo non rivelati.

Come sempre faccio nelle recensioni non do nessuno spoiler quindi non aspettatevi di leggere qui tutto in libro riassunto in due righe, vi racconto il parere e sarete interessati leggerete in libro in questione ma non mi piace rivelare per filo e per segno ogni dettaglio della trama anche perchè questo è un thriller e basta poco per svelare tutto.

Questo libro riesce molto bene nel suo intento, ovvero quello di tenervi attaccati fino all’ultima pagina, facendovi sospettare lentamente di ognuno dei protagonisti anche del più innocuo cominciando a farvi credere che proprio quello di cui sospettavate in realtà non altro che un vittima e non il carnefice.

L’assassino sarà sotto il vostro naso per buona parte del libro, riuscendo a passare inosservato e quando alla fine scoprirete questa enorme ragnatela di bugie e costruzioni fragili, tutto crollerà sotto ai vostri occhi mostrandovi che alcune volte anche quello che a noi sembra l’agnello in realtà è solo un lupo travestito.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Rachel, che è il mio preferito in questo romanzo, un personaggio forte ma allo stesso tempo debole per colpa del suo legame stretto con l’alcool.

Megan, che senza dirvi troppo, continuerà ad essere presente per il tutto il libro anche se il suo personaggio vivrà grazie a racconti e flashback, non vivendo il presente per colpa di una sua prematura dipartita.

Ed infine Anna, moglie di Tom ed ex marito di Rachel, personaggio scostante e difficile da digerire che vi farà venire voglia di abbandonare la parti in cui è lei a parlare.

Mi è piaciuto fino all’ultima pagina, il finale mi ha colpita forse non quanto mi sarei aspettata ma mi ha comunque sorpresa e affascinata.

Come ho detto, un altro punto a favore è la scrittura che diciamo descrive il giusto, il minimo sindacale ma comunque riesce a pieno a farti immaginare lo scenario in cui si stanno svolgendo le vicende.

Tutto quello che c’era da dire su questo libro, è con tutta probabilità già stato detto, grazie al passaparola e all’enorme ondata di successo che ha ricevuto, quindi io vi dico solo:

Se avete voglia di un libro come questo, ovvero uno pseudo-thriller che vi terrà attaccati fino all’ultima pagina, leggetelo senza alcun indugio. E’ una lettura piacevole e leggera adatta ad ogni momento.

Voto:download (9)

Ebbene sì, tre stelle piene mi sembra una valutazione adeguata.

Infine, voi avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Siete d’accordo con questa valutazione??

Fatemi sapere, noi ci sentiamo prestissimo!!

Elisa

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