LiberTiAmo di Marzo

Buon primo marzo a tutti e tutte!

Febbraio è già giunto al termine ed è il momento di inaugurare una nuova lettura sul gruppo, il sondaggio in cui abbiamo scelto il libro di marzo è stato molto combattuto e fino all’ultimo l’esito era assai incerto.

Ma alla fine un titolo ne è uscito vincitore e oggi qui sul blog vedremo quale, il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/03 quindi per tutto il mese di marzo.

Il titolo di questo mese è un titolo che personalmente devo e voglio leggere da anni quindi sono felice che sia emerso vincitore dal sondaggio.

Andiamo subito a scoprire il titolo!

 

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La Campana di Vetro – Sylvia Plath

Editore: Mondadori

Link all’Acquisto: QUI

 

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l’America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l’aria. L’alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell’elettroshock. Fortemente autobiografico, La campana di vetro narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un’adolescenza presa nell’ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Include sei poesie da “Ariel”.

 

La campana di Vetro è stato pubblicato per la prima volta nel 1963 sotto lo pseudonimo Victoria Lucas.

E’ un “romanzo a chiave” ovvero descrive la realtà dietro una facciata di finzione, “la chiave di solito” è un personaggio piuttosto famoso o l’autore/autrice stesso/a.

L’autrice, Sylvia Plath si suicidò un mese dopo la pubblicazione del romanzo, che poi venne successivamente ristampato ancora in Inghilterra e in America.

Le vicende che costellano la vita della Plath, alcune delle quali scoperte dopo la sua prematura scomparsa, sono ancora oggi fonte di studio.

Nel 1982, Sylvia Plath divenne la prima poetessa a vincere il Premio Pulitzer per la poesia dopo la morte.

Il libro sarà in lettura dal 01/03 al 31/03, quindi per tutto il mese di marzo.

Siete entusiasti per questa lettura? Avete già in mente di partecipare? Fatecelo sapere!

Il 4 stavolta non ci leggeremo per la recensione del titolo di febbraio perché la pubblicai già qualche anno fa, dopo aver letto Trilogia di New York appunto, ve la linko qui se siete interessati/e.

Noi comunque ci leggiamo presto!

Elisa

 

LiberTiAmo di Dicembre

Buon venerdì care genti!

Sono ancora qui, devo ammettere che avevo qualche dubbio circa l’impresa de la #Xmasmaratona, invece devo dire che per ora almeno sono riuscita a non saltare nemmeno un appuntamento.

 In questo venerdì che apre un nuovo weekend, il penultimo prima del Natale sono qui per annunciare assieme a Tiziana il libro del Gruppo di Lettura per il mese di dicembre o meglio per le ultime due settimane di dicembre che restano.

Dato che volevamo concludere il 2017 con un’altra lettura abbiamo selezionato titoli piuttosto brevi da poter leggere nelle due settimane e più che vanno dal 15/12 al 31/12.

Fra i titoli proposti c’è stato un vincitore e direi di andare a scoprirlo subito!

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Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

 

Ray Bradbury è stato uno scrittore americano, famoso per le sue innovazioni nel genere fantascientifico.

Autore anche di testi come “Il Popolo dell’Autunno”, “Cronache Marziane” e “Il Gioco dei Pianeti”.

Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza, che rientra tra i classici del genere distopico.
Il romanzo rivolge critiche dure sopratutto alla società americana degli anni ’50 ma non solo.
Questo romanzo ha influenzato la nostra società e negli anni sono nati, prendendo inspirazione dal testo di Bardbury, fumetti, racconti, documentari e film.

Come scritto sopra il titolo sarà in lettura sul gruppo da oggi al 31/12 (compreso).

Che dire, si preannuncia una gran lettura, personalmente non vedo l’ora di iniziare perché questo libro mi attende sullo scaffale da un annetto buono, sarà ora di porre rimedio a questo ritardo!

PS: Il 19 uscirà la recensione de “Il Racconto dell’Ancella” c’è molto da dire!

A domani!

Elisa

 

Le Ragazze – Emma Cline

Buon giovedì care genti!

Come ogni 4 del mese io e Tiziana pubblichiamo le nostre rispettive recensioni per quanto riguarda la lettura del mese precedente.

Vi ricordo che abbiamo letto questo libro dopo averlo proposto fra i titoli possibili vincitori sul sondaggio di LiberTiAmo del mese di marzo, con una cospicua percentuale di voti il libro in questione l’ha spuntata ed è stato letto sul gruppo dal 01/04 al 30/04.

In questo piovoso giovedì parleremo de “Le Ragazze” di Emma Cline, libro molto chiacchierato e discusso sbarcato in Italia lo scorso 27 settembre.

Ma andiamo subito a parlare di questa lettura perché c’è parecchio da dire!

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Le Ragazze – Emma Cline

Editore: Einaudi

Pagine: 334

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 18,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di Pubblicazione: 2016

Link all’Acquisto: QUI

Sapevo che il semplice fatto di essere una ragazza a questo mondo ti riduceva la capacità di credere in te stessa. 

Trama 

Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di “squali che tagliano l’acqua”. Poi il ranch, nascosto tra le colline. L’incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Recensione

Iniziamo con il parlare dell’autrice e dell’opinione generale che questo libro ha suscitato.

Dunque, Emma Cline è una giovanissima autrice americana esordiente che con “Le Ragazze” è riuscita immediatamente ad attrarre la critica ed il pubblico.

Un vero e proprio caso editoriale insomma con una massiccia manovra pubblicitaria alle spalle, questo è innegabile.

Mi sento di smuovere subito un piccolo appunto, non proprio una critica, senza questa abbondante dose di pubblicità mediatica secondo me “Le Ragazze” non sarebbe diventato mai il libro caso del 2016.

La maggior parte dei lettori ha molto apprezzato questo titolo, lodando l’autrice ed esclamando a gran voce la nascita di una nuova perla della narrativa.

Io non sono del tutto d’accordo con questa affermazione, dopo aver terminato il libro mi sentivo quasi in colpa per essere il bastian contrario della situazione data la grande quantità di persone che avevo sentito elogiare questo libro, la maggior parte di queste persone le seguo e le apprezzo e stimo davvero molto.

Io sono fermamente convinta del fatto, e ne abbiamo parlato parecchio anche sul gruppo perchè è anche questo il bello del far parte di un gruppo di lettura ovvero confrontarsi con gli altri, che se “Le Ragazze” non avesse ricevuto una così grande dose di pubblicità sarebbe stato catalogato come un romanzo “carino” senza lodi eclatanti.

La pubblicità qui ha fatto molto.

Molto, ma non tutto.

Infatti a me nonostante tutto questo libro è piaciucchiato, ha sicuramente dei punti positivi questo è innegabile.

Il primo punto positivo è lo stile della Cline che è molto buono a mio vedere, l’autrice utilizza quella che nella critica letteraria viene chiamata “purple prose”, ovvero l’avere una scrittura stravagante, diversa dall’ordinario, una scrittura particolare che manovra una tale situazione al fine di concentrare sempre l’attenzione sulla protagonista.

Nonostante la giovane età devo dire che l’autrice utilizza abilmente questo stile letterario senza dubbio particolare che non a tutti può piacere, a me personalmente in alcuni punti ha leggermente infastidito penso che a lungo andare tenda a stancare il lettore.

Ma in generale comunque la scrittura della Cline rimane soddisfacente, è scritto bene.

Altro punto positivo, forse il punto positivo per eccellenza, è il modo in cui l’autrice scrive dell’adolescenza sopratutto femminile.

Ha caratterizzato egregiamente i sentimenti, i desideri, le situazioni, gli impulsi che un’adolescente femmina prova durante quel periodo fatidico della crescita, mi sono riconosciuta in tutte paure di Evie.

C’è una frase che rappresenta alla perfezione quello che per una ragazza adolescente significa dover stare allo scherzo quando sai in realtà che la fonte dello scherzo sei tu, ed è disarmante rendersi conto di quanto veritiera è questa frase:

“Per una ragazza era inevitabile: ci si rassegnava a qualunque risposta. Se ti incazzavi eri una pazza, se non reagivi eri una mignotta. L’unica cosa che potevi fare era sorridere dall’ angolino in cui ti avevano incastrata. Stare allo scherzo anche se dello scherzo eri sempre la vittima.”

Le protagoniste di questo romanzo sono esattamente le ragazze, come da titolo, sono loro a portare avanti la vicenda, sono loro che smuovono le vicende, ruota tutto attorno a loro, Russell a dispetto di tutto è un puntino sbiadito.

Altro punto positivo enorme è il finale, azzeccatissimo e coerente.

Tenendo molto ai finali avevo paura che l’autrice riducesse tutto ad un groviglio di emozioni poco coerenti, invece no.

Il finale è esplicativo, chiude la vicenda mettendo un punto fermo e stabile, irremovibile.

Descrive la paura della protagonista che ancora la accompagna a distanza di anni, probabilmente la accompagnerà per sempre.

Si legge davvero d’un fiato questo libro, perché si finisce per appassionarsi alla vicenda e come un thriller costruito per farti voltare continuamente pagina, ti invoglia a proseguire.

Ora però è arrivato il momento di passare ai punti negativi, perché questo libro a mio vedere ne ha, eccome.

Primo punto di cui voglio parlarvi è molto soggettivo, direi personale, durante la lettura dalla metà del libro sino alla fine mi sono sentita accompagnata da una sensazione di disagio, mi sentivo a disagio.

Non saprei dirvi perché, forse era l’intento della Cline ma sentivo di voler andarmene da quel ranch come se mi trovassi anche io lì con Evie, la nostra protagonista.

Sentivo come se qualcuno mi fiatasse sul collo, un moto di ansia mista a disagio.

Ora, oltre a questo io ho una grande confidenza da farvi.

Ho trovato insopportabile la protagonista dalla prima all’ultima pagina, sopratutto nella parte centrale ma ne parliamo dopo, Evie è una ragazzina di quattordici anni con il cervello di una di due.

All’inizio mi stava anche simpatica, la compativo, verso metà in poi sentivo ogni volta che mi capitava di leggere qualche suo pensiero il sangue ribollirmi nelle vene.

La domanda che mi facevo era “ma si può essere così idioti?”, lo so cosa state pensando, dai Elisa adesso esageri, non andarci giù così pesante.

Non mi piace assumere un tono così critico ma non riesco a farne a meno, ancora adesso se ripenso ad alcuni ragionamenti di Evie mi sale una rabbia in corpo difficile da controllare.

Questa ragazzetta continua a sostenere per tutto il libro sempre le stesse cose, ovvero che i ranch alla fine dei conti non era così male, che non si pentiva di quello che aveva fatto, che lo avrebbe rifatto pensandoci bene…

Ma io dico, ha due giustificazioni questa ragazza, tre, la prima è la giovane età, la seconda è la quantità innumerevole di droghe che prende dalla mattina alla sera e la terza è il totale invaghimento di questa ragazza per Suzanne, questo amore infatti la spingerà a fare qualunque cosa lei le dirà e a tornare sempre con la coda tra le gambe da questa.

In una frase del libro fa un’affermazione del genere “se c’erano delle droghe in giro nel ranch io le prendevo” oppure ancora “se mi dicevano di fare qualcosa lo facevo” o “avrei dovuto dire qualcosa ma non l’ho fatto”.

Ma come? Queste frasi poi non le dice una volta sola, le dice più volte nel corso del libro sopratutto l’ultima, succedono cose gravi attorno a lei e l’unica cosa che fa è pensare di dover dire qualcosa per poi rinunciare sempre, non fa nemmeno un tentativo, mai.

Il bello è che non cambia con il passare dell’età, di solito una persona crescendo si indurisce, cambia, lei no.

La rincontriamo diverse volte in età adulta ma ha lo stesso identico modo illogico di ragionare, un modo menefreghista e insensato a mio vedere.

Lei sembra non avere una volontà propria, sembra non avere un cervello, fa sempre quello che le dicono gli altri senza reagire e questo modo di fare mi fa innervosire molto.

Questo è il punto più negativo a mio vedere, perché a leggere queste affermazioni mi veniva voglia di chiudere il libro per non riprenderlo più in mano.

Succedo fatti, ripeto piuttosto gravi, che si sarebbero potuti evitare se solo lei avesse parlato e detto “no”.

Il bello è che lei ad un certo punto inizia a capire che quelle non sono persone raccomandabili, che quel posto è pura spazzatura e che dovrebbe andarsene alla svelta  anche ma tanto non lo fa ragazzi non si smuove di un millimetro anche se nessuno la costringe a stare lì.

Altri due personaggi di una certa importanza sono Russell “il guru” e Suzanne la ragazza di cui Evie si invaghisce.

Essendo ispirato, molto ispirato, alle vicende della The Family di Charles Manson mi sono riandata a rileggere la storia nel dettaglio e cercato qualche similitudine con i personaggi della Cline e le persone reali appartenenti a questo gruppo.

Sono arrivata a questa conclusione:

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I reali criminali assomigliano molto alle descrizioni dei personaggi della Cline, la chioma scura e i tratti selvaggi di Suzanne, i codini e l’aria infantile di Helen, la spavalderia di Guy.

Riguardo alle descrizioni, come vi dicevo Suzanne e Russell sono quelli più citati e non sono sufficientemente descritti secondo me.

MI sarebbe piaciuto avere qualche appiglio in più, qualche dettaglio che mi permettesse di focalizzare in modo più preciso nel mio cervello i personaggi.

I ragazzi del ranch vivono in condizioni pietose, accanto a cadaveri di macchine distrutte, erbacce non curate che crescono a dismisura, odori sgradevoli di escrementi di lama che pervadono l’aria.

Questo ambiente è reso abbastanza bene tutto sommato, viene facile al lettore immaginarsi un gruppo di ragazzi infervorati da concetti fasulli accanto ad un falò.

A causa di questi concetti la storia di Evie e del gruppo si macchierà di sangue.

Evie non parteciperà attivamente a questi efferati omicidi ma nei mesi successivi nonostante fosse ai conoscenza dei colpevoli non si rivolgerà alla polizia ne rivelerà a nessuno le sue conoscenze.

Dopo questi efferati delitti Evie incontrerà ancora una volta Suzanne, un incontro che avrei voluto fosse più approfondito ma capisco il volere dell’autrice non volerlo sovraccaricare troppo.

La parte centrale di questo libro non mi è per niente piaciuta, si riprende nel finale ma il livello si abbassa notevolmente nella parte centrale a mio vedere.

Comunque tutto sommato non è stata una lettura persa, non è stato tempo perso il tempo che ho utilizzato per leggere questo libro.

E’ stata in qualche modo una lettura valida, che mi è rimasta impressa nel bene e nel male, ripensandoci provo ancora quel senso forte di disagio.

Voto:

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Una lettura abbastanza soddisfacente, mi aspettavo di più ma comunque questo libro mi ha suscitato molte emozioni, sopratutto negative certo ma pur sempre emozioni.

E voi? Avete letto questo libro? Vi è piaciuto? Sì? No?

A prestissimo!

Elisa