LiberTiAmo di Aprile

Buon pomeriggio, buon inizio weekend e sopratutto buon aprile!

Allora ragazzi, come ogni mese, eccoci qui io e Tiziana per annunciarvi il titolo del mese corrente in questo caso.

Infatti come ogni mese sul gruppo abbiamo indetto un sondaggio e da questo sondaggio solo un titolo è uscito vincitore (con anche una buona maggioranza di voti).

Ma ci arriviamo tra poco al titolo.

A parte che se già ci seguite su Goodreads o sui social come Instagram già lo saprete, ma lasciamo ancora un po’ di patos.

Infatti prima ho qualche piccolo annuncio da fare:

il primo è che abbiamo deciso di agire in questo modo, ovvero pubblicare l’annuncio della lettura del mese anche qui sul blog, per chi non segue effettivamente il gruppo su Goodreads ma magari vuole leggersi il titolo da solo e legge i nostri corrispettivi blogs.

Secondo, come da tradizione, il 4 (ovvero martedì) sui nostri blog uscirà la recensione del titolo dello scorso mese che è stato L’Arte di Essere Fragili di Alessandro D’Avenia.

Terzo e ultimo, a breve uscirà l’articolo delle cose del mese di marzo che non c’entra nulla con questo articolo, ma dovevo scriverlo così non scappa dalla mente.

Come succede solitamente con questo tipo di articolo oggi sarò breve, infatti vi farò un leggero accenno alla trama e vi darò varie informazioni sulle attività che svolgeremo nel gruppo per questo libro.

Quindi siamo arrivati al momento clou.

Il titolo del mese di aprile per il gruppo di lettura è:

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Le Ragazze – Emma Cline

Editore: Einaudi

Trama

Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di “squali che tagliano l’acqua”. Poi il ranch, nascosto tra le colline. L’incenso, la musica, i corpi, il sesso. E, al centro di tutto, Russell. Russell con il suo carisma oscuro. Ci furono avvertimenti, segni di ciò che sarebbe accaduto? Oppure Evie era ormai troppo sedotta dalle ragazze per capire che tornare indietro sarebbe stato impossibile?

Le vicende di questo libro sono vagamente ispirate ad una storia vera, alla vicenda della The Family di Charles Manson che proprio in quegli anni formò una vera e propria setta e spinse questi membri all’omicidio.

Tra l’altro mi sembra di avervi, ai tempi dell’uscita, parlato di questo libro in un appuntamento delle News Letterarie e io stessa rimasi affascinata dalla trama di quest’opera.

Emma Cline è una giovane autrice americana e “Le Ragazze” è il suo primo romanzo.

Quest’anno ho già capito che è l’anno degli autori esordienti per la sottoscritta.

Le Ragazze sarà in lettura sul gruppo dal 01/04 al 30/04, per tutto il mese di aprile.

Questo era tutto ragazzi, noi vi aspettiamo sul gruppo se volete unirvi a noi e leggere assieme questo testo e spera anche i prossimi!

A prestissimo!

Elisa

La Signora Dalloway – Virginia Woolf

Buongiorno cari compari e buon sabato!

Come anticipato nello scorso articolo eccoci qui, io e Tiziana, con la recensione de “La Signora Dalloway” di Virginia Woolf, che è stato il libro di febbraio del GDL.

Dunque, a essere sincera non pensavo nemmeno di riuscire a scriverlo questo articolo visto che fino al 20 febbraio non ho degnato di uno sguardo questo libro, per tre motivi principalmente.

Non pensavo fosse il momento giusto per la Woolf, con questa autrice c’è poco da fare bisogna applicarsi, ci vuole sempre un buon livello di concentrazione quando si legge.

Secondo, l’ho iniziato abbastanza tardi verso la seconda/terza settimana del mese… non ricordo, comunque tardi.

Terzo, ho voluto dare la precedenza ad altre letture quindi l’ho leggermente scansato.

Con queste meravigliose pseudo-premesse direi di iniziare!

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La Signora Dalloway – Virginia Woolf

Editore: Einaudi

Pagine: 194

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 9,00

Prezzo ebook: € 2,99

Anno della Prima Pubblicazione: 1925

Link all’Acquisto: QUI

Trama

13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell’alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera. Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto, il suo incedere è incerto e continuamente ostacolato da pensieri che le affollano la mente, da ricordi che si intrecciano con la nostalgia di ciò che è sfuggito e mai potrà tornare. Desideri, angosce e paure della solitudine, della morte ma anche della vita, si rincorrono in un flusso incessante di parole che aprono ad altre parole.

“Strano, pensò, sostando sul pianerottolo, e assumendo quella forma di diamante, quella persona intera, strano come una padrona di casa conosce il momento preciso, il vero carattere della sua casa!”

Recensione

Come vi dicevo in alto, la Woolf risulta piuttosto complessa come scrittrice se l’affrontate per la prima volta, erano mesi che non leggevo qualcosa di questa immensa autrice e ritrovarmi catapultata nel suo stile così arzigogolato, sempre in movimento, sempre così meravigliosamente contorto mi ha riportato alla memoria la prima volta in cui l’affrontai, cosa che feci anni fa con “Una Stanza Tutta per Se'”.

Vorrei mettermi a scrivere paragrafi di considerazioni sulla Woolf ma non penso, ad ora, di avere una conoscenza abbastanza approfondita dell’autrice per potermelo permettere.

Magari dopo aver letto più opere sue un domani farò un articolo dedicato solo a quella grandissima donna e scrittrice che era la Woolf, ma ne riparleremo in un futuro prossimo.

Dunque, avendo solo letto sono una sua opera prima di questa lettura mi sentivo leggermente titubante, perché il titolo che avevo letto era un saggio mentre questo è un vero e proprio romanzo.

Tutto il testo usa il “meccanismo” del flusso di coscienza o monologo interiore ovvero quella complicata tecnica letteraria per cui se sei Virginia Woolf viene fuori qualcosa di meraviglioso.

Essendo un romanzo del 1925, scritto sotto “flusso di coscienza” so cosa state pensando i meno amanti dei classici di voi, “ho capito va, chissà che pesantezza”, no.

Assolutamente no, a parte la difficoltà iniziale che con la Woolf per quanto mi riguarda c’è sempre, il resto del libro scorre piacevolmente ed è lento ma mai pesante.

L’elemento che più ho adorato, anzi ho letteralmente amato in questo libro è la capacità della Woolf di descrivere, paesaggi, emozioni, paure, amori, pensieri dei personaggi.

Le sue descrizioni sono qualcosa di paradisiaco e non sto esagerando, sembrano quasi poesia si potrebbero rileggere all’infinito e dentro, sono fortemente convinta, si troverebbe ancora del significato profondo ogni volta.

Ma parliamo della trama di per se, dunque è piuttosto semplice, il testo segue le vicende di Clarissa Dalloway durante il corso di una sola giornata.

Clarissa è una donna piuttosto snob come l’Inghilterra descritta dall’autrice, è moglie di Richard un uomo benestante, dai modi gentili e raffinati.

Poi c’è Septimus, un personaggio che rappresenta l’alter-ego della Woolf nel libro, è un uomo scampato alla guerra, che a visto morire davanti ai suoi occhi Evans un suo caro amico e da quel momento si sente vuoto, sente di non provare più nulla.

Clarissa è il personaggio principale mentre Septimus è il coprotagonista.

Si avverte perfettamente lo stacco fra i due come se ogni che si passa dalla signora Dalloway allo sconsolato Septimus il libro si dividesse in due parti completamente diverse.

Da un lato l’amore per la vita, per lo sfarzo, per l’apparenza, dall’altro il peso del passato che schiaccia la mente poco stabile di un uomo convinto di voler sfuggire dalla natura umana.

Altro personaggio da ritenere piuttosto importante è Peter Walsh, innamorato in giovane età di Clarissa ha sempre ceduto ad amori sbagliati, quando lo incontriamo noi all’inizio del libro è di ritorno da un lungo viaggio in India.

Il mio personaggio preferito, personalmente, è Septimus per il suo animo tormentato, la sua follia, in lui c’è molto altro rispetto alla “mancanza di proporzione” in lui ho letto qualcosa di profondamente vero e profondo.

I punti di forza di questo romanzo sono i personaggi e lo stile, impareggiabile, della Woolf.

Nonostante l’affetto spontaneo che ho provato nei confronti di Septimus (nome meraviglioso tra l’altro), la parte principale della mia concentrazione andava alle descrizioni.

Non posso farci niente, mi è sembrato di leggere una lunghissima poesia che nel mio cervello scorreva fra petali di rosa, stoffe soffici di abiti appena confezionati e rintocchi rumorosi che trafiggono le ore.

E’ stata una lettura che mi ha alleggerito, mi ha trasmesso una serenità finale che ho poche volte ho provato, mi sono sentita soddisfatta e felice di essermi lasciata trasportare dalla penna della Woolf.

Non vedo l’ora di leggere altro di suo, vorrei un domani poter dire di aver assaporato ogni sua opera.

Un libro del genere ti fa venire voglia di rivalutare le leggerezze della vita, di vedere poesia ovunque, nei piccoli gesti, nelle parole pronunciate velocemente.

In tutto.

Mi ha fatto bene questa lettura, nonostante non succedano cose piacevoli (sopratutto al mio cocco, ovvero Septimus) il modo i cui l’autrice narra le vicende non ti fa provare dolore, tutto è come alleggerito.

Sono felice di averlo letto, ora capisco perché era inserito fra i 1001 libri da leggere prima di morire.

Voto:

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Non appena mi sentirò pronta affronterò un altra avventura Woolfiana, non vedo l’ora!

Lo consiglio a tutti, a prescindere che vi piacciano i classici o che da anni li ripudiate, bellissimo!

E voi? L’avete letto? Vi piace la Woolf? Cosa ne pensate?

Noi ci leggiamo prestissimo!

Elisa

LiberTiAmo di Marzo

Buongiorno e buon inizio marzo!

Siete felici che febbraio sia terminato? Io no, mi ci ero abituata ormai.

Non si fa in tempo ad abituarsi a qualcosa che sbam eh?

A parte queste pillole, totalmente inutili, di vita vissuta, oggi sono qui per annunciarvi il libro del mese di marzo per quanto riguarda in gruppo di lettura mio e di Tiziana, ovvero LiberTiAmo.

Abbiamo, da questo mese come facevamo le prime volte, deciso di annunciare in un articolo a parte la lettura del nuovo mese per il gruppo per tutti quelli che magari non seguono il gruppo di lettura su Goodreads ma preferiscono seguirlo qui sui rispettivi blog.

Tra l’altro il 4, quindi sabato, uscirà come sempre sui nostri blog la recensione del titolo letto a febbraio, ovvero La Signora Dalloway di Virginia Woolf.

E io vi ricordo anche che nei prossimi giorni sul mio blog uscirà come sempre al termine di un mese ormai passato, l’articolo delle cose del mese.

Mi sembra ieri che ho scritto quello per il mese di gennaio, ma lasciamo questa nostalgia canaglia.

Oggi infatti per vostra fortuna sarò molto breve, annuncerò solamente il nuovo titolo facendo accenno alla trama e dando qualche informazione sull’autore, insomma oggi è anche abbastanza soft la cosa.

Il titolo del mese di marzo per il GDL è:

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L’Arte di Essere Fragili: Come Leopardi può Salvarti la Vita  – Alessandro D’Avenia

Editore: Mondadori

Trama

“Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?” Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D’Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l’incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza.
Alessandro D’Avenia è un autore italiano di 39 anni già famoso in Italia per titoli come “Bianca come Il Latte, Rossa come Il Sangue”, “Cose che Nessuno Sa” e “Ciò che Inferno Non E'”.
L’Arte di Essere Fragili, sarà in lettura su LiberTiAmo da 01/03 al 31/03, quindi per tutta la durata del mese di marzo.
Come sempre vi ricordo che al termine del periodo di lettura prepareremo fresca, fresca la recensione del titolo letto.
Bene gente, oggi è stata veloce ma nei prossimi giorni non vi preoccupate torneranno i miei discorsi lunghi pagine e pagine.
Eh lo so, cercate di aspettare non disperatevi.
Ci leggiamo presto!!
Elisa

Tutto Il Nostro Sangue – Sara Taylor + LiberTiAmo Febbraio 2017

Buongiorno!

Come è capitato ad inizio gennaio, oggi sono qui per recensirvi quella che è stata la lettura per il mese appunto di gennaio.

Ah, anche per annunciare il titolo di febbraio giusto (grazie mega post-it che mi impedisci di scordarmi le cose).

Dunque, il gruppo procede come al solito, quindi visto che siamo arrivati alla fine di questa lettura ecco correlata la recensione.

Vi ricordo sempre che se volete unirvi a noi, ci farebbe più che piacere, non dovete fare altro che cliccare qui e cliccare nuovamente sulla dicitura “Join Group”.

Vi ricordo che oltre alla mia recensione ci sarà anche quella della mia socia, ovvero Tiziana, quindi cliccando sul suo nome sottolineato in blu, l’universo di internet vi proietterà sul suo blog.

Bene detto ciò, io direi di iniziare anche perchè ho diversi punti di questo libro da discutere con voi gente, mi limiterò ma sappiate che ci sarebbero un bel po’ di cose da dire, come sempre non ci saranno spoiler, con mia immensa fatica nel frenare le dita dallo scrivere tutto ciò che mi passa in questa testolina.

Iniziamo!

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Tutto il Nostro Sangue – Sara Taylor

Editore: Minimum Fax

Pagine: 337

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 18,00

Prezzo ebook: € 9,99

Anno di pubblicazione: 2016

Link all’acquisto: QUI

Senza volerlo resto lì per un po’, gustando la punta di sale nell’aria e cercando di vedere il domani, come un tempo mi sembrava possibile fare.

Trama

In un arcipelago al largo delle coste della Virginia, lungo un arco di tempo che va dal 1855 a un postapocalittico e distopico 3143, si intrecciano le storie di due famiglie. Queste isole – per alcuni un santuario, per altri una terra di incubi – avvolgono le esistenze dei personaggi in una rete di miserie e piccoli miracoli. La determinazione di due sorelle che si stringono l’una all’altra in una famiglia devastata dalle metanfetamine; una ragazza che lotta per emanciparsi da un padre alcolizzato; una donna che decide di fuggire da una famiglia violenta per ritrovarsi tra le braccia di un uomo forse peggiore: relazioni tumultuose che scorrono lungo i rami di un albero genealogico, sullo sfondo di un paesaggio pericoloso e ammaliante. Un turbinio di vicende che trascina il lettore in un’esperienza estrema di nascita e morte, di giuramenti e di istinti primitivi e vili.

Recensione

Dunque, abbiamo un bel po’ di punti da trattare, quindi io direi di partire dall’autrice.

Sara Taylor infatti è una giovane scrittrice americana (nata precisamente in Virginia) e Tutto il Nostro Sangue è il suo primo romanzo.

Il titolo originale di questo libro è The Shore, per il fatto che l’intera vicenda viene ambientata su queste isole situate in un arcipelago a nord dello stato della Virginia, infatti la Taylor tende ad ambientare le sue storie proprio nel suo paese natio.

Penso comunque il titolo italiano di questo romanzo renda ugualmente l’atmosfera giusta a tutto il romanzo, quindi si parla appunto di sangue nel senso di legame di un vero e proprio legame di sangue come quello familiare.

L’ambientazione ha una sua influenza nella storia, aiuta a far avvertire al lettore un senso quasi di isolamento anche d’impotenza, infatti il lettore empatizza con i personaggi che sentono (alcuni di loro) il desiderio quasi di fuggire da quei luoghi distaccati dal mondo.

Sicuramente si sente durante la lettura l’importanza che l’autrice da a questo scenario.

All’inizio del libro c’è un utilissimo albero genealogico, cosa abbastanza comune nei romanzi familiari, che io avevo sottovalutato mentre invece durante la lettura è venuto in mio soccorso molte volte.

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Oltre all’ambientazione però, il punto forte del romanzo sono i personaggi.

Infatti da due personalità che incontreremo si dirameranno poi tutti i personaggi, con le loro sfaccettature, le loro situazioni e i loro tratti caratteriali ben definiti.

Queste due personalità sono Medora ed Andrew.

Incontreremo personaggi femminili e maschili molto diversi fra loro, parlando poi sul gruppo io e Baylee (de la siepedimore) siamo arrivate alla conclusione che in questo romanzo le personalità femminili risultano essere molto forti, hanno un carattere deciso e nonostante le avversità, che saranno parecchie, la maggior parte di loro farà di tutto per ottenere quello che vuole.

Le personalità maschili invece risultano essere più deboli, sotto certi punti di vista, per esempio quello caratteriale non perché siano costruite male anzi, secondo sono state ideate per essere così queste personalità.

La maggior parte degli uomini, almeno dall’opinione che mi sono fatta, risultano essere vili, violenti e meschini.

Ma non tutti i personaggi maschili sono così, qualcuno si salva.

Il personaggio maschile che più mi ha colpita e non positivamente è stato Bo, per qualche strano motivo dopo aver terminato il libro mi rendo conto che è uno dei personaggi che più mi hanno colpita.

Bo è un ammasso di violenza, crudeltà e rudezza, a dire il vero non basterebbe un dizionario intero di termini negativi per descriverlo credo.

Per quanto riguarda invece le donne, quella a cui più mi sono “affezionata” è stata Eloise, moglie di Bo e vittima di ripetuti soprusi.

Non entrerò nei dettagli, vi dico però che il capitolo 7 mi ha particolarmente colpita ed è stato quasi difficile per me proseguire la lettura, è molto intenso come capitolo e i fatti descritti sono di una gravità enorme.

Un altro personaggio che mi ha, sempre per motivi che non so spiegarmi, incuriosita molto è stato il personaggio di Sally.

Ve lo dico subito, secondo me questo personaggio si poteva curare di più, si vede poco durante il corso del romanzo ed io proseguivo sempre con la vaga speranza di incontrarlo prima o poi.

Dall’idea che mi sono fatta i personaggi nati per essere quasi quelli principali sono 6/7 non di più.

Poi ci sono altri personaggi di sfondo diciamo, sono quelli che vengono giusto citati in qualche capitolo o magari, come per il caso di Mark e Letty, gli viene dedicato un intero capitolo che però non da risposta a tutti i quesiti e le curiosità del lettore.

Sulla storia di Mark e Letty io avrei voluto sapere di più e, visto che erano un gran bello spunto, se fossi stata l’autrice avrei scritto di più.

Per loro vale lo stesso discorso di Sally, speravo di incontrarli prima o poi.

Un altro personaggio che nasce per essere tra i principali è sicuramente Chloe, ma se devo essere sincera io non c’è l’ho ad affezionarmi più di tanto a lei, mi è piaciuta sì ma non l’ho sentita così vicina a me come Sally o Letty.

So che un bel po’ di persone che hanno letto il libro anno amato Chloe, io purtroppo… no.

Insomma in “Tutto il Nostro Sangue” ho trovato un romanzo che fa appassionare il lettore a i suoi particolari personaggi, ad una narrazione che a volte fa soffrire e fa sperare.

L’autrice è davvero in grado si far smuovere l’affetto del lettore, infatti più si va avanti più si finisce quasi per preoccuparsi ed affannarsi per certe personalità.

Alla fine del libro ho provato un senso di solitudine per il dover abbandonare quei caratteri, non tutti, ai quali mi ero così tanto abituata.

E’ significativo vedere come una spirale di violenza, odio, crudeltà ed ingiustizia a volte trascini la vicenda quasi nel cupo.

Quindi questo titolo mi è piaciuto, mi ha fatta appassionare e mi ha fatta affezionare a luoghi e personaggi.

Però, ho una piccola postilla.

Alcuni punti d’ombra non mi hanno soddisfatta a pieno, per esempio alcuni personaggi non vengono (come vi dicevo prima) esaminati nel dettaglio quanto avrei voluto e sopratutto, ahimè il finale non mi ha convinta.

Adesso, io non mi baso sul finale per esprimere la mia opinione su un libro, però per me il finale è importante, è la fine del viaggio, l’epilogo, l’addio finale quindi almeno deve soddisfarmi quel tanto per dire “ho terminato il libro, è stata una bella avventura”.

Il finale di questo libro è tutta una grande metafora che io ho apprezzato fino ad un certo punto, vi spiego quello che ho intuito dal finale, la mia interpretazione.

L’autrice, nel capitolo finale “Le Lacrime degli Dei” ruota attorno a questa metafora sull’umanità, sul fatto che se il genere umano tornasse alle origini forse la violenza e l’odio, di cui abbiamo letto nei capitoli precedenti, sarebbe minore.

Ora, questa è la mia personalissima interpretazione, può darsi che io mi sbagli o che voglia guardare troppo in fondo.

Non saprei, sta di fatto che la mia conclusione leggendo il finale è stata questa.

Infine, il romanzo mi è piaciuto ma io avrei aggiunto qualcosa, sia su alcuni personaggi, sia sul finale, quindi a mio avviso manca qualcosina.

Hanno bisogno di te, qualcuno da additare quando le loro vite non vanno esattamente come pianificato, qualcuno da esporre al pubblico disdegno.

Voto:

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Penso che questa valutazione sia la più adatta per quello che questo romanzo mi ha lasciato.

E’ stata un’avventura coinvolgente.

Ah, vorrei ringraziare Chiara, (@chiara_kasa), che mi aiutata non poco a risolvere certi enigmi mentali che avevo su questo titolo, grazie per aver letto i miei sproloqui e aver avuto la pazienza di rispondermi…

Grazie mille Chiara!

Bene!

Visto che mi avete sentita (letta più che altro) blaterare a raffica su questo libro fino al limite della sopportazione il pensiero che vi sorgerà spontaneo sarà “beh, basta no? Questa se ne va adesso giusto?”.

No.

Eh no, perché devo parlarvi della lettura del mese di febbraio scelta dal Gruppo di Lettura.

Questo mese, come tradizione, grazie al sondaggio è emersa la nuova lettura.

La lettura in questione è La Signora Dalloway, di Virginia Woolf.

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La Signora Dalloway – Virginia Woolf

Trama

Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore, prepara la sua festa per la sera; Septimus Warren Smith, sopravvissuto alla “grande guerra”, nel frattempo passeggia con la moglie Rexia a Regent’s Park in preda ai suoi deliri. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. I due senza incontrarsi, ma passando per gli stessi luoghi, tessono il filo sottile di corrispondenze, di echi ed emozioni che crea il romanzo.

Questo titolo è in lettura dal 01/02 al 28/02.

Come sempre vi ricordo che al termine del periodo di lettura usciranno le nostre recensioni, sui rispettivi blog.

Va bene ragazzi, ora ho finito.

Ci leggiamo presto gente perché gli articoli che devono uscire sono numerosi!

A presto!

Elisa

#LiberTiAmo: Il Libro del Mese di Novembre

Salve, sono sempre io!

Starete dicendo all’unisono “Due articoli nello stesso giorno? Elisa sei impazzita o ti dopi?

No nessuna delle due probabili ipotesi.

Con questo articolo io e Tiziana vi vogliamo annunciare il libro del mese di novembre che sarà in lettura dal 1/11 al 15/12 (tra poco capirete il perché di questa scelta).

E’ importante specificare che all’inizio di ogni mese, o periodo di lettura, faremo assieme questo tipo di articolo per avvisare quelli che magari seguono il gruppo qui su WordPress e non su Goodreads e che magari scoprendo che in un determinato mese viene letto un titolo che vorrebbero leggere anche loro si uniscono alla lettura.

Detto ciò, sveliamo il titolo del mese di novembre che verrà letto sino a metà dicembre.

Il titolo del mese è:

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Villette di Charlotte Brontë

Villette è l’ultimo romanzo della Brontë ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1853.

Trama

Dopo un disastro familiare non specificato, la timida Lucy Snowe, orfana e povera, si trasferisce dall’Inghilterra nella città fittizia di Villette, ricalcata su Bruxelles, per insegnare in un collegio femminile belga. La direttrice è l’autoritaria Madame Beck, e vi insegna il professore di letteratura, Monsieur Paul Emanuel, dal carattere deciso e irascibile. L’acuta trattazione della psicologia di Lucy, attraverso l’uso del doppio, riesce a trasmettere le emozioni di una donna trovatasi a ricominciare la propria vita daccapo, in un ambiente estraneo. La sua forza le permette di adattarsi.

Abbiamo deciso di prorogare il tempo di lettura perché il titolo in questione è abbastanza voluminoso (634 pagine) e non vogliamo mettere fretta a nessuno, anzi, vorremmo dare tutto il tempo necessario per leggere comodamente questo libro, senza pressioni.

Abbiamo inoltre deciso che successivamente dal 16/12 al 31/12 leggeremo assieme un romanzo/racconto breve che verrà scelto tra le proposte che verranno fatto nel sondaggio all’inizio del mese di dicembre.

Vi lascio, come sempre quando si parla del gruppo, il link alla pagina Goodreads del gruppo di lettura: QUI

E vi ricordo come sempre che se volte partecipare su Goodreads non dovete fare altro che cliccare sulla scritta QUI e una volta arrivati sulla pagina del gruppo cliccare sulla dicitura “Join Group”.

Ovviamente al termine del periodo di lettura arriverà la recensione sia sul mio blog che su quello di Tiziana.

Questo era tutto, buon inizio novembre a tutti quanti, noi ci leggiamo presto!

Elisa

#LiberTiAmo: Il Buio Oltre La Siepe – Harper Lee

Salve guys!

Oggi sono qui con la recensione del primo (in assoluto) libro letto assieme nel gruppo di lettura.

Vi lascio come sempre qui il link se volete partecipare anche voi al gruppo su Goodreads e vi ricordo che non sono sola in questo gruppo ma assieme a me c’è Tiziana, fedele compagnia che gestisce con me il gruppo.

Ma io direi di procedere subito visto che con tutta probabilità ci sarà parecchio da dire.

Il primo libro del gruppo di lettura era Il Buio Oltre la Siepe, opera di Harper Lee, vincitrice nel 1960 del Premio Pulitzer.

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Editore: Feltrinelli

Pagine: 304

Prezzo di Copertina (Ed. Cartacea): € 8,00

Prezzo ebook: € 5,99

Anno di Pubblicazione: 1960

Link all’acquisto: QUI

“Se vuoi capire una persona, devi provare a metterti nei suoi panni e riflettere un poco.”

Trama

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un “negro” accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.

Recensione

Avevo paura di affrontare questo libro, quando si parla di titoli così importanti credo sia normale essere intimoriti da tutto quello che è in questo caso To Kill A Mockingbird.

Nel corso della lettura ho compreso davvero il significato di questo titolo, ovvero Uccidere un Usignolo, un animale indifeso e innocente.

Più volte tra l’altro nel corso della lettura si fa riferimento all’uccidere uccelli come merli o usignoli, si fa anche riferimento però alla traduzione italiana del titolo, Il Buio Oltre la Siepe appunto, metafora della paura di quello che ci è sconosciuto un qualcosa che non conosciamo, che crediamo forse di conoscere ma sbagliando.

Insomma la metafora che sta dietro ad entrambe le “versioni” del titolo è affascinante.

Dopo aver terminato questo libro nella mia mente è comparsa una frase che penso possa racchiudere quasi del tutto questa opera.

La frase che ho pensato è stata: “Certo che il pregiudizio fa sbagliare tutto.

Ultimamente la mia mente non riesce a partorire frasi molto profonde, lo so.

Vi racconto brevemente la trama di questo libro dal mio punto di vista.

Le vicende sono narrate da Scout, una bambina con un carattere piuttosto forte, Scout ha un fratello di nome Jem con cui all’inizio del romanzo va molto d’accordo ma più vanno avanti i mesi e più il cambiamento di Jem avanza sotto i nostri occhi.

Il padre di questi due vivaci bambini è Atticus un avvocato rispettato e ben voluto da tutti, almeno nella prima parte del romanzo.

Questa famiglia abita a Maycomb, un’immaginaria cittadina nel Sud dell’Alabama degli anni ’30 dove la segregazione razziale è un tema molto reale.

La vita dei due ragazzini procede con i suoi alti e bassi fra cambiamenti ormonali e crisi infantili sino a quando un giorno la nostra Scout viene derisa da un bambino che chiama Atticus con un termine che ricorrerà spesso nel corso del libro.

Questo termine viene utilizzato per disprezzare quello che sta facendo Atticus a favore di un uomo di colore chiamato Tom Robinson.

In quegli anni la segregazione razziale era una realtà molto forte e vedere un uomo bianco prendere le difese di un uomo di colore non era un’azione vista con buon occhio dalla popolazione.

Atticus farà capire a tutti quanti la verità, ovvero che Tom è un uomo innocente accusato ingiustamente di un’azione terribile mai commessa.

Nonostante questo, però, le cose non andranno nel migliore dei modi.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio durante la lettura e l’infinita abilità della Lee nel descrivere paesaggi, emozioni, crescite interiori e personaggi.

Ci sono passaggi in questo libro davvero intensi, come il ragionamento di Scout sulla lettura nella prima parte del libro o la vicenda della signora Dubose, un’anziana e malata signora che si scontrerà molte volte con i ragazzi lasciando però intendere che sotto la sua dura scorza batteva un cuore saggio e affettuoso.

Potrei passare tutto il giorno ad elencare i miei passaggi che ho preferito in questo libro.

Dopo averlo concluso, ho avvertito una sensazione strana che ho provato solo per pochissimi titoli fin’ora, ho sentito una forte mancanza.

E’ stato come se in quel momento avessi perso un caro amico,è stato come se girando quell’ultima pagina gli avessi detto addio.

Come succede con i libri migliori ho e sto passando i giorni seguenti (dopo il termine) a ripensare ad “Il Buio Oltre la Siepe”, sto riflettendo sul significato del pregiudizio sopratutto e mi sto pentendo forse un poco di non averlo letto prima perché avrei capito molte cose.

Ma meglio tardi che mai no?

Non ho nessuna critica da fare a questo libro, anche sforzandomi di pensare a qualcosa di negativo non riesco proprio a smuovergli una critica di nessun genere, qui ricorre il discorso dell’amico, se hai detto addio ad una persona che ti ha lasciato solo buoni ricordi sarà difficile trovare qualcosa di negativo in lei.

Lo stesso vale per “Il Buio Oltre la Siepe“.

Questo libro ti fa aprire gli occhi, ti fa stare in pena per le preoccupazioni dei personaggi, ti fa vedere quanto l’innocenza di un bambino a volte valga il prezzo di una vita umana.

Un libro forte, duro, che ti fa rendere conto di quanto possa essere pericoloso il pregiudizio.

Una lettura che rifarei senza pensarci due volte, se non l’avete ancora letto bhè vi invidio perché potete ancora godere in modo “inedito” della parabola che è questo libro.

Voto:

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Cinque stelline piene per una lettura illuminante e profonda.

Noi ragazzi ci sentiamo presto e mi raccomando date un’occhiata anche alla recensione di Tiziana che spero abbia amato questo libro tanto quanto l’ho amato io!!

Elisa