La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Buona Epifania ragazzi/e e finalmente ben tornati/e sul blog!

Ahhh che gioia essere tornata, le feste sono finite, o meglio finiscono oggi, ed รจ ora di ripartire con quinta anche.

Come sono state queste feste? Vi siete divertiti/e? Vi siete riposati/e? Spero davvero di sรฌ!

Con il ritorno alla normalitร  come avrete notato la grafica del blog si allontanata dal Natale, ogni anno dopo la fine delle feste natalizie ci tengo a tornare con una nuova grafica perchรฉ dato che andiamo incontro ad un anno nuovo รจ giusto un po’ di rinnovamento!

Comunque iniziamo questo nuovo anno con una recensione, nello specifico la recensione de “La Boutique del Mistero” di Dino Buzzati, libro in lettura nel mese di dicembre sul gdl LiberTiAmo.

Ripartiamo people!

41+95fgh+ql._sx320_bo1,204,203,200_

La Boutique del Mistero – Dino Buzzati

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Raccolta di Racconti

Pagine: 208

Prezzo di Copertina: โ‚ฌ 12,00

Prezzo ebook: โ‚ฌ 7,99

Anno di Pubblicazione: 1968

Link all’Acquisto: QUI

 

Trama

Trentuno racconti, scelti e ordinati da Dino Buzzati ยซnella speranza di far conoscere il meglio di quanto ho scrittoยป, compongono questa raccolta. Racconti (celeberrimi “Il colombre”, “I sette messaggeri”, “Sette piani”, “Il mantello”) in cui allegorie inquietanti, spunti surreali, invenzioni fantastiche coesistono con dati di cronaca, o presunti tali, che sembrano rimandare a possibili realtร  metafisiche. Il racconto รจ infatti per Buzzati un momento di indagine profonda ed emozionante in un’atmosfera magica: poche volte, nella letteratura italiana, uno scrittore ha esplorato cosรฌ a fondo il mistero che circonda l’uomo, le debolezze e i paradossi che lo caratterizzano, la sua solitudine, le sue esperienze.

“Io uomo fatto, lui appena adolescente.
Ma una sera all’improvviso, in solitudine all’insaputa della intera umanitร , con una matita in mano, egli scrisse alcune righe, e subito cominciรฒ a staccarsi da terra.
Volava un po’ sghembo, librandosi simile a falco giovanetto sopra le case e gli alberi, entrava e usciva dalle grandi nuvole bianche del cielo, si sentiva a casa sua lassรน; macchรฉ ali, un mozzicone di lapis copiativo fra le dita gli bastava.”

Recensione

Questo รจ stato il mio primo Buzzati completo, dato che mesi fa ho iniziato “Il Deserto dei Tartari” senza portarlo a termine e anni fa “Un Amore” senza portarlo a termine.

Non per motivi particolari, nel primo caso dopo averlo iniziato stavo anche adorando la lettura ma sono subentrati altri libri e questo รจ finito sotto alla pila, mentre nel secondo caso ricordo di non aver avuto molto entusiasmo.

Ma parliamo della Boutique del Mistero, รจ una raccolta di racconti, parecchi racconti, trentuno nello specifico, la maggior parte sono piuttosto brevi massimo 4/5 pagine ma ci sono alcune eccezioni.

Dato che non รจ un romanzo o racconto lungo ad essere sincera fatico a dirvi qualcosa di specifico dato che non posso fare spoiler e in questo libro ci sono 31 situazioni diverse, ma ci sono alcuni punti in comune, ogni racconto ha lo scopo di “insegnare” o suggerire un qualcosa, una lezione, un risvolto a certi atteggiamenti o situazioni.

In alcuni racconti anche, verso la fine del libro, compare anche Buzzati stesso che si inserisce in qualche avventura.

Il problema principale con i racconti รจ il tralasciarne alcuni che alla fine non ti hanno lasciato niente, รจ come se davanti agli occhi ti passassero 31 immagini di panorami diversi e dopo averli visti tutti solo alcuni ti rendi conto di averli ancora in giro per la mente.

Quindi su 208 pagine solo alcune mi hanno lasciato qualcosa, in particolare l’ultimo racconto mi รจ piaciuto particolarmente, Buzzati scrive della morte della madre in termini e in ragionamenti commoventi e sentiti, questo ve lo dico dai anche se รจ un mini spoiler, il racconto si intitola “I Due Autisti” perchรฉ Buzzati pensa a il fulcro del discorso fra i due autisti che stanno trasportando la defunta madre, e riflette sull’egoismo dei figli e il bisogno della donna in vita della vicinanza negata da questo.

E’ molto commovente e un finale perfetto per questa raccolta.

ย “Io invece no. Io andavo in giro per Milano ridendo e scherzando con gli amici, idiota, delinquente che ero, mentre il costrutto della mia stessa vita, l’unico mio vero sostegno, l’unica creatura capace di comprendermi e di amarmi, l’unico cuore capace di sanguinare per me (e non ne avrei trovati altri mai, fossi campato anche trecento anni) stava morendo.”

Altro racconto che mi รจ piaciuto, forse il piรน citato del libro รจ “Inviti Superflui”, qui l’autore pensa ad una donna e alla diversitร  che li separa oltre che alle possibili scene che potrebbero vivere assieme se fossero ancora assieme e se questa forse fosse diversa.

E’ un testo poetico, romantico e capisco perchรฉ รจ il piรน citato.

Infine, ve ne cito tre perchรฉ alla fine sono quelli che mi sono rimasti piรน impressi, altro racconto che mi gironzola ancora per la testa รจ “Il Cane che ha Visto Dio”, uno dei racconti piรน lunghi dell’opera.

Si dividono in due categorie i racconti di questo libro, quelli che vogliono lasciare al lettore un messaggio, una lezione diciamo e quelli che invece vogliono solo parlare di un pensiero, di uno stato d’animo dell’autore, camuffati questi ultimi sotto personaggi o scene che non vanno dritte al punto.

C’รจ anche qualche atmosfera gialla/inquietante come nel racconto “I Topi”, che nonostante sia piuttosto breve riesce ad iniettare nel lettore una certa ansia.

Questo รจ un elemento anche che mi fa capire quanto un autore di racconti sia bravo nello scrivere, perchรฉ in uno scritto di poche pagine riesce a costruire una tensione tangibile come se prima ci fossero altre 200 pagine che ti hanno portato a quel punto.

Insomma Buzzati scrive bene, non c’รจ niente da fare, lo stile รจ medio direi, non troppo semplice nรจ troppo articolato, godibile, veloce con qualche descrizione che aiuta ad immaginare lo scenario senza appesantire la lettura.

Lo stile รจ ottimo anche perchรฉ ti spinge a continuare la lettura, di racconto in racconto fino alla fine.

Alcuni racconti hanno un ingrediente magico, si parla di religione, truffa, umiltร , perdita, ipocrisia e molti altri temi.

Mi ha stupito la critica dell’autore che si ripete diverse volte nei confronti delle classi piรน abbienti, il signori del tempo che guardavano con disprezzo i poveri, Buzzati li critica aspramente in un modo a volte piรน marcato e a volte piรน sottile.

La critica sociale รจ sentita dall’autore e si ripresenta in diversi racconti.

E’ un testo che consiglierei a chi ama i racconti, la volatilitร  di questi, la critica sociale e la riflessione su temi degni di analisi senza mai sfociare in un qualcosa di troppo diretto.

Tuttavia a parte questi racconti citati prima non mi รจ rimasto molto di questo libro, alcune trovate mi sono piaciute, la simbologia รจ affascinante ma di 208 me ne ricordo una ventina.

Il resto รจ stato piacevole certo ma questo non toglie il fatto che non credo ripenserรฒ un granchรฉ a questo libro nei prossimi mesi.

Voglio perรฒ leggere di sicuro altro di Buzzati, perchรฉ mi ha incantata con il suo stile e vorrei proseguire con “Il Deserto dei Tartari” che mi stava piacendo da impazzire.

Voto:

wefnejfn.png

Credo che tre stelline sia una valutazione piรน che giusta per me, รจ comunque un libro che consiglierei anche perchรฉ ci sono alcune perle degne di essere lette almeno una volta all’interno.

E voi? Avete mai letto “La Boutique del Mistero”? Vi piace Buzzati? Si? No?

Ancora ben tornati a tutti,

a presto!

Elisa

 

 

 

CitaTime

ย “Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi geni ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.

Insieme, senza saperlo, di lร  forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, nรฉ battesti mai alla porta del castello deserto, nรฉ camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, nรฉ ti addormentasti sotto le stelle d’Orione, cullata da piroga sacra.

Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.ย “

Dino Buzzati