Cose del Mese – Novembre!

Buon martedì cari! Come state? Come procede la settimana?

Anche oggi ci rileggiamo e penserete “Elisa ma dove sono gli articoli natalizi?”, non vi preoccupate arriveranno a breve abbiamo ancora venti luminosi giorni davanti.

Ma oggi “cose del mese”, ci rilassiamo e come se fosse una piacevole chiacchierata parliamo di quello che ha costellato il mese di novembre, vi racconto un po’ quello che ho visto, sentito, provato e sono curiosa di conoscere anche le vostre “cose”!

Come sempre in questo articolo facciamo notte quindi direi di iniziare immediatamente!

Documentario del Mese

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Questo mese non ho visto gran film degni di essere citati, anche perché mi sono buttata molto di più sui documentari e sulle serie tv.

Il documentario del mese per me è stato The Keepers, un documentario di sette puntate che ho guardato una dietro l’altra a raffica.

E’ uscito in esclusiva per Netflix il 19 maggio 2017 e la regia è di Ryan White.

In queste sette puntate da un’ora e più l’una andiamo alla scoperta di un fatto di cronaca nera accaduto alla fine degli anni ’60, una suora di nome Catherine Cesnik, un’insegnante dell’Archbishop Kenough High School di Baltimora, scompare esattamente  il 7 novembre 1969.

Il suo corpo viene ritrovato un paio di mesi dopo e  nel 1992 Jean Wehnear, ex studentessa del liceo, rivela di essere stata più volte molestata e stuprata da Joseph Maskell, il cappellano della scuola ai tempi in cui Catherine insegnava.

Mi hanno detto che questo documentario per certi versi somiglia a Making a Murder sempre prodotto da Netflix, che io però non ho ancora visto.

E’ un genere particolare, non adatto a tutti perchè si parla di un caso di omicidio accaduto realmente e a volte si va nei dettagli senza parlare del fatto che il documentario inizia con l’omicidio ma si sposta successivamente su tutta la questione delle violenze sessuali subite da alcune ragazzine all’interno della scuola e vi garantisco che alcune testimonianze mi hanno fatta accapponare la pelle.

Personalmente ho guardato molti documentari di questo tipo, negli anni ho perso il conto, documentari che parlano di serial killer o fatti di cronaca nera, per me sono sempre interessanti da guardare.

Questo documentario mi ispirava da tempo per l’immagine della copertina anche se non avevo idea dell’argomento trattato perché non pensavo fosse un documentario ma una serie tv, quindi una sera ho iniziato a guardarlo e non mi sono più staccata.

In queste sette sofferte puntate si raccolgono testimonianze, si percorrono molteplici piste, si incontrano diversi personaggi che potrebbero essere coinvolti in questa enorme tragedia.

E’ stato fatto un lavoro eccezionale per quanto mi riguarda perchè si ha sempre interesse nell’andare avanti nella visione, perché è come lo spettatore partecipasse alla risoluzione del caso e analizzasse le prove con le due donne che indagano sulla vicenda.

La fotografia è molto piacevole, le ricerche che sono realmente state fatte ripercorrono ogni angolo della vita di Cathy e non lasciano nulla aperto, si sospetta di tutti, da spettatrice pensavo che la risoluzione fosse vicina perché già alla seconda puntata si pensa a qualcuno in particolare ma invece non è così, anzi dalla seconda puntata di apre un mondo ancora più sporco e poco chiaro.

Le testimonianze delle violenze sessuali sono terribili, agghiaccianti.

E’ incredibile venire a conoscenza del fatto che in una scuola tranquilla come si pensava essere quella gestita da suore e due preti in realtà ci fosse così tanto sotto, che fosse così tanto bacata fin alle radici.

Ci sono giornalisti, poliziotti in pensione, vicini di casa di Cathy, parenti, amici, che vengono intervistati e a volte alcune testimonianze non sembrano reggere più tanto.

Le strade sono così tante, troppe scelte, troppi possibili nomi coinvolti.

Parlando di chiesa il dubbio (che sembra quasi certezza dal documentario) è che appunto quest’ultima abbia insabbiato l’omicidio della povera giovane suora che venuta a conoscenza del giro di violenze sessuali ci abbia poi rimesso la vita.

Questo documentario è un puzzle che non lascia niente al caso, ogni posta viene esplorata fino in fondo, ogni possibile risoluzione viene analizzata.

Un ottimo prodotto realizzato da Netflix, mi ha lasciata senza parole.

 

Serie Tv del Mese

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Mi verrebbe da citare ancora Stranger Things 2 ma non lo farò.

Questa l’ho iniziata il penultimo giorno di novembre e sono tutt’ora la secondo episodio quindi non è che vi sappia dire molto per ora.

Posso solo dirvi che Godless è una serie tv di sette episodi sempre prodotta da Netflix ed è uscita il 22 novembre sulla piattaforma.

Nel 1884, Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio addottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove le donne regnano. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode.

In seguito ad una tragedia quasi tutti gli uomini  di La Belle muoiono e rimangono le donne che risollevano la città, fra queste donne c’è Alice Fletcher che possiede un ranch e ha un passato turbolento. 

E’ un po’ il western che siamo abituati misto però ad una ritrovata modernità, e ad un realismo feroce che non si basa sugli elementi “clichè” ma affronta la vicenda con più concretezza.

Tra alcuni dei personaggi principali vediamo appunto Griffin (interpretato da Jeff Daniels), Goode (interpretato da Jack O’Connell), Alice Fletcher (Michelle Dockery).

Per ora so dirvi poco ma sicuramente nelle prossime settimane vi darò le mie impressioni in modo più completo.

Quello che posso dirvi per ora è che i personaggi sono caratterizzati in modo molto forte e preciso, ognuno ha la propria storia e spunta a poco a poco, a volte è leggermente lento ma non c’è da stupirsi in quanto una narrazione veloce non avrebbe reso giustizia alla vicenda.

 

Canzoni del Mese

Dunque, questo mese citerò canzoni che avevo citato tempo fa ma le ho riascoltate ancora parecchio, sopratutto una in particolare che è la prima e il video mi fa impazzire ogni volta.

Love – Lana del Rey

You Don’t Do It For Me Anymore – Demi Lovato

Cry Me a River – Justin Timberlake

Chasing Cars – Sleeping At Least (Cover)

 

Cosmetico del Mese

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Il prodotto del mese per me sono questi rossetti liquidi qui di Rimmel, precisamente quelli della linea Stay Matte.

A differenza di quelli di cui vi ho parlato qualche giorno fa questi mi sono piaciuti molto, per ora possiedo questo prodotto in due colorazioni ma cercherò di recuperarne anche altre perché è un rossetto liquido comodissimo sulle labbra, non appiccica per nulla e sopratutto rimane.

Questo a differenza del Super Stay Matte Ink resiste un po’ meno ma comunque bisogna fare dei buoni sforzi per riuscire a toglierlo, il colore è più o meno pieno come l’altro ma a differenza del prodotto della Maybelline è un piacere indossarlo.

Ve ne parlerò meglio in un articolo dedicato magari, perché volendo testare anche le colorazioni più scure voglio vedere come rendono sulle labbra.

Tra l’altro se vi piacciono i toni nude ci sono un buon numero di colorazioni chiare, e anche scure che vanno dal rosso acceso al viola per poi sfociare nel nero.

Mi è piaciuto molto come prodotto, è davvero un ottimo rossetto liquido, non secca nemmeno troppo le labbra.

App del Mese

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La mia app del mese è stata Meditation & Relaxation: Guided Meditation.

Ogni tanto per rilassarmi o al mattino dato che mi da un po’ energia faccio qualche breve sessione di meditazione, veramente poco perché non è che me ne intenda più di tanto ma questa app è perfetta per i principianti.

E’ in lingua inglese e alcune sessioni sono a pagamento ma a parte questo è molto rilassante perché ti guida questa voce calma, tranquilla, devo ammettere che una volta mi sono anche quasi riaddormentata.

Comunque l’avevo scaricata perché volevo avvicinarmi a questa pratica o almeno provarci e in effetti ora ogni tanto lo faccio e mi aiuta in alcuni momenti.

Altra app del mese che vi sembrerà strana è DailyArt.

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E’ un applicazione molto carina, in cui ogni giorno scoprite la storia di un opera d’arte, di solito sono opere poco conosciute e non scontate.

Vi appare il dipinto con due righe o più che descrivono l’artista e la sua storia, è in inglese ma non è un livello troppo alto di inglese quindi se lo avete già buono secondo me non avrete problemi.

E’ un’idea molto carina secondo me, io vorrei avvicinarmi di più all’arte e questo è un buon modo per conoscere artisti sconosciuti, opere o stili che non conoscevate e arricchire il proprio sguardo sull’arte.

Scoperta del Mese

Ho scoperto che proprio oggi esce per la casa editrice UTET un libro che io ovviamente ho già addocchiato, ovvero Ritratto della Scrittrice da Giovane di Virginia Woolf.

Tra l’altro ne stavo parlando con una ragazza su instagram e la UTET e una delle poche case editrici, se non l’unica, che da in omaggio con l’acquisto del cartaceo anche l’ebook.

Per quanto mi riguarda è una grande idea perché se il lettore per motivi di spazio o altro non può portarsi il romanzo in tutto il suo peso può sempre leggerselo con comodità sull’ebook, più case editrici dovrebbero farlo secondo me.

Se proprio non si può regalare l’ebook per intero magari attivare un’offerta speciale su questo dopo aver acquistato il cartaceo.

Poi cosa ho scoperto? Ah sì, questo sito qui che conoscerete già tutti.

Psss io sono una Mediatrice.

Citazione del Mese

Mi è piaciuta molto questa citazione:

 

Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.

– Jack Kerouac

Cosa Positiva/Negativa del Mese

E’ stato un mese piuttosto affannoso novembre, tutte le cose che dovevo finire lo scorso mese le devo ancora finire a dicembre diciamo che è stato un mese di transizione, non è stato pieno come ottobre.

Un mese in cui riguardandomi indietro non ne riconosco i contorni, tutto quello che ho fatto a novembre è sbiadito.

Una cosa positiva è che ho trovato una copia de “E Johnny Prese il Fucile” usata che volevo da tempo, da qualche settimana infatti non si trova più questo titolo e quando non l’ho più visto mi sono spaventata perché volevo leggerlo.

E’ disponibile in ebook comunque su amazon qui ma dato che dalla signora da cui l’ho acquistato costava meno del formato digitale l’ho preso subito.

Cosa negativa, questa è successa a fine novembre inizio dicembre, sembra che in un determinato giorno le forze del male si siano unite contro di me dato che sono rimasta due volte a piedi e mi è venuta la febbre.

Ora sto meglio comunque.

Obbiettivi frrr per questo mese

Beh è quasi Natale gente, non voglio mettervi fretta ma le cose da fare sono tante, questo periodo dell’anno è il mio preferito.

Pensavo di essere organizzata per dicembre e invece oggi è il 5 e io sono spaventosamente indietro, troppe cose da fare il mio cervello si scioglie.

Obbiettivi cercare di completare le cose che ho da fare.

Mi sono anche fatta una piccola TBR per questo mese ma (spoiler) ne parleremo più avanti.

Dicembre è il mese più caotico dell’anno e non parlo solo dei regali natalizi in ritardo, no no, è proprio il mese che ti spinge e hai questa sensazione dal primo all’ultimo giorno.

Quindi spero di portare a termine tutto!

Bene gente!

Noi ci leggiamo domani mi raccomando!

A presto!

 

Elisa

 

 

CitaTime

Se sei un uomo in un qualsiasi tempo futuro, e ce l’hai fatta sin qui, ti prego ricorda: non sarai mai soggetto alla tentazione del perdono, tu uomo, come lo sarà una donna. È difficile resistere, credimi. Ricorda, però, che anche il perdono è un potere. Chiederlo è un potere, e negarlo o concederlo è un potere, forse il più grande.
Non si tratta del controllo di una persona sull’altra. Forse non si tratta di chi può stare seduto e di chi deve invece inginocchiarsi, alzarsi o sdraiarsi, a gambe divaricate. Forse si tratta del potere di fare qualcosa e poi essere perdonato.

Mi piacerebbe credere che sto raccontando una storia. Ho bisogno di crederci. Devo crederci. Coloro che possono crederlo hanno migliori possibilità. Se è una storia che sto raccontando, posso scegliere il finale. Ci sarà un finale, alla storia, e poi seguirà la vita vera. Posso continuare da dove ho smesso. Non è una storia che sto raccontando. E’ anche una storia che ripeto nella mia testa. Non la scrivo perché non ho nulla con cui scrivere e lo scrivere è comunque proibito. Ma se è una storia, anche solo nella mia testa, dovrò pur raccontarla a qualcuno. Non racconti una storia solo a te stesso. C’è sempre qualcun altro. Anche quando non c’è nessuno. 

– Il Racconto dell’Ancella – Margaret Atwood

Pillole Letterarie #14

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“In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste, con la punteggiatura nei posti giusti in modo che possano dire quello che devono dire nel modo migliore.” 

“Uno scrittore che ha una maniera particolare di guardare le cose e riesce a dare espressione artistica alla sua maniera di guardare le cose, è uno scrittore che durerà per un pezzo.” 

“Gli scrittori non dovrebbero sforzarsi di imitare il modo di guardare le cose di qualcun altro. Non funzionerebbe.” 

#piccolistralciletterari#

Review: Rossetto Liquido “Super Stay Matte Ink” – Maybelline

Buon sabato! Ah oggi dopo anni luce torniamo a parlare di trucco!

Sono mesi che su questo blog non compare questo argomento, un po’ mi dispiace anche perché negli ultimi tempi ho scoperto prodotti interessanti di cui vorrei parlarvi ma dato che abbiamo ancora 23 giorni davanti a noi sicuramente l’argomento “trucco” tornerà.

Mi piace parlarne, mi piace leggerne e mi piace il trucco quindi cercherò di farlo comparire più spesso qui.

Oggi in particolare parliamo di un prodotto che sosta da tempo in un angolo nell’attesa di essere “recensito”.

Scrivo “recensito” fra virgolette perché come sempre ci tengo a dire che io non sono un esperta di makeup e me ne intendo abbastanza ma non ho studi ne nulla quindi la mia è solo un’opinione personale dopo aver testato i prodotti.

Dopo questo desclaimer, andiamo a parlare del prodotto di oggi che è il Super Stay Matte Ink di Maybelline New York.

E’ un rossetto liquido e io l’ho testato nella colorazione 50 Voyager.

Marca: Maybelline New York

Prodotto: Rossetto Liquido

Colorazioni: 10

Prezzo: dai € 6,40 ai € 11,18

Quatità all’interno: 5 ml

 

Review

Quando mi è capitato di buttare l’occhio su questi rossetti liquidi ricordo di esserne rimasta piacevolmente sorpresa, li vidi prima del successo che poi ottennero in seguito quindi non ne avevo ancora sentito parlare da nessuna parte.

Ovviamente ho preso la colorazione bordeaux, mi sembra ovvio, ho anche fatto finta di pensarci a dire il vero ma sono caduta poi sul mio classico.

Parliamo del prodotto, la profumazione è ottima personalmente non faccio molto caso a questa ma qui è impossibile non sentire il dolce che emana questo rossetto.

Il mio colore sa di caramella zuccherosa alla fragola, non so se la profumazione cambia in base alla colorazione.

Comunque il profumo è ottimo.

Applicazione, l’applicatore come vedete dall’immagine sopra ha questa forma a goccia e la spugnetta è piuttosto rigida.

Il prodotto all’interno è molto liquido quindi vi consiglio di andare piano quando lo prelevate e lo stendete, sopratutto se è una colorazione scura, comunque l’applicatore è abbastanza comodo perché non si muove eccessivamente quindi non rischia di far sbordare il prodotto ma dovete agire nell’applicarlo con decisione.

Il colore è molto pigmentato, basta una passata per avere già un buon colore deciso, pieno.

Passiamo alla parte dolente per me almeno, è appiccicoso.

Prima di scrivere questo articolo mi sono fatta un giro sul web per vedere se questa mia opinione fosse solo personale o se anche altre persone avessero riscontrato questo problema.

Effettivamente ho letto ma in modo piuttosto blando che si dice ogni tanto che è “sticky” ovvero appiccicoso, non so se vale solo per il colore che posseggo io ma per me è molto “sticky”.

Talmente tanto che certe volte ho evitato di metterlo per questo problema, sento le labbra appiccicate anche dopo 10/15/20 minuti e per tutto il giorno, non importa quanto io lo faccia asciugare rimane appiccicoso e si vede ogni tanto tanto quando parlo perché le labbra si cuciono assieme.

Non è molto comodo sulle labbra purtroppo, io lo sentivo molto durante le ore e a volte mi dava fastidio.

Mi è capitato che sbavasse leggermente anche senza mangiare o bere, usciva dal perimetro delle labbra e faceva quell’effetto “scioglimento” non molto bello da vedersi.

Per quanto riguarda la tenuta è molto buona perché può disperdersi un pochino ai lati ma tutto il giorno dura abbastanza bene, mi è successo un giorno di volerlo togliere e di non avere con me salviette struccanti o struccanti bifasici e il risultato è stato che ci ho impiegato le ore per toglierlo.

Questo prodotto qui si toglie solo con gli struccanti oleosi o niente, vi rimane sulle labbra per sempre se non lo togliete così, quindi io avevo queste labbra appiccicose senza possibilità di toglierlo.

Il punto negativo è che come vi dicevo mi portavo durante la giornata questa fastidiosa sensazione appiccicosa anche al tatto, perché se mi toccavo le labbra le sentivo appiccicose e ogni tanto vedevo qualche piccolo residuo di rossetto sui polpastrelli quindi un pochino se ne andava ma non sembrava calare mai da quello delle labbra.

Insomma vi dirò, mi aspettavo di meglio, mi aspettavo un prodotto più confortevole.

So che a molte persone è piaciuto ma personalmente non mi ha convinta, o utilizzo di rado perché so già che diventerà scomodo dopo poco sulle labbra, il colore è bellissimo come anche il profumo ma l’effetto che fa provare sulle labbra proprio non mi piace.

 

Voto:

Progetto senza titolo (3)

Bene gente!

Per oggi era tutto, penso che questo voto per me sia più che giusto non mi ha entusiasmata come speravo.

E voi? Avete provato questo rossetto? Sì? No?

A domani!

Elisa

Stranger Things 2 – Dobbiamo Parlarne!

Inizia la #XmasMaratona! Evviva! Ed è anche venerdì! Felicità x2!

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Con questa gioia nei cuori iniziamo, oggi primo di dicembre, con un articolo in cui parliamo assieme di Stranger Things 2, più di un anno fa (oddio sono già invecchiata di un anno) avevo scritto un articolo in cui vi parlavo della prima stagione di questa chicca e dato che voglio essere coerente e continuativa, cosa che non sono mai, ho deciso di scrivere un articolo sulla seconda stagione.

Tra l’altro sono andata a rileggermi alla veloce il mio vecchio articolo di un anno fa e sarò precisina io, ma quando trovo degli errori mi vergogno sempre mortalmente, perché da genio assoluto quale sono la maggior parte delle volte non rileggo gli articoli. Bene.

Ormai quasi tutti hanno già parlato di ST2 (abbreviamolo così) e io sono un po’ l’ultima della fila ma questa cosa non mi ha mai turbata più di tanto, anzi ammetto di essermela presa comoda.

Come per l’articolo sulla prima stagione, vi avviso che NON faro spoiler, quindi se non lo avete visto potete leggere comunque in tutta tranquillità questo articolo.

Iniziamo subito!

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Episodi: 9

Stagioni: 2

Ambientazione: anni ’80

Cast: Winona RyderMillie Bobby BrownGaten MatarazzoCaleb McLaughlinNatalia DyerDavid HarbourNoah SchnappCharlie HeatonFinn Wolfhard, Sadie Sink, Sean Astin, Paul Reiser e Dacre Montgomery.

Ideatori: Matt e Ross Duffer

 

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Trama (Primo Episodio)

Quasi un anno dopo gli avvenimenti della prima stagione, una ragazza psichica con un tatuaggio come quello di Undici contrassegnato col numero #008 lavora come membro di una banda criminale a Pittsburgh. Intanto ad Hawkins, Mike, Will, Lucas e Dustin incontrano una ragazza nuova della loro scuola, Maxine soprannominata “Max” che attrae subito l’interesse di Dustin e Lucas; il fratello maggiore della ragazza, Billy, conosce nel frattempo Steve. Mike e Nancy stanno ancora cercando di affrontare le perdite rispettive di Undici e Barb, mentre Will ha spesso visioni del Sottosopra, nella quale si staglia nel cielo un’enorme figura vivente simile ad un ragno. Per tale motivo Joyce e Hopper portano il ragazzino a fare visite periodiche presso l’ “Hawkins National Laboratory”, ora gestito dal dottor Owens. Quest’ultimo continua a effettuare esperimenti al portale per il Sottosopra che permane aperto nei sotterranei della struttura.

 

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Recensione

Inizio con il dire che prima di iniziare la visione della seconda stagione temevo cambi di azione svantaggiosi, temevo la crisi da seconda stagione insomma.

Invece no, lo dico subito, questa stagione non mi ha assolutamente delusa, per nulla, anzi mi ha stupita e fatta innamorare ancora di più di Stranger Things.

Rispetto a ST1 qui alcune scene le ho trovate più frenetiche, ci sono episodi come l’ottavo in cui succede di tutto e un fatto dopo l’altro sino al colpo di scena finale di puntata, spesso ci si ritrova a trattenere il fiato e altre a sentirlo mancare.

Lo stile anni ’80 che permea l’atmosfera di ogni singola scena resta, come anche i caratteri dei personaggi che non hanno risentito di una stagione anzi li ritroviamo sempre uguali con le loro stesse battute, lo stesso meccanismo di pensiero, la stessa coerenza.

E’ un po’ come ritrovare dei vecchi amici.

Parlando di personaggi ne ho rivalutati alcuni che durante il primo ST non mi avevano conquistata pienamente, in particolare sto parlando di Steve e Will (che nella prima stagione era poco presente).

Il personaggio di Will mi piace molto e penso che il giovane attore che lo interpreta Noah Schnapp, abbia dato una grande prova di recitazione in ST2, sicuramente in questa stagione è stato un vero e proprio protagonista, è stato messo in risalto per tutte le volte in cui non si è visto nella precedente stagione.

Ho sentito molto persone lamentarsi del fatto che il personaggio di Mike poi (interpretato da Finn Wolfhard) sia mancato molto in ST2, in effetti si vede poco e quel poco di solito è di sfuggita tranne negli ultimi episodi in cui è più presente.

Ma io non mi lamento di questo, certo in alcune scene ne ho proprio sentito la mancanza ma l’anno scorso lui era uno dei protagonisti e stavolta invece è toccato a Will, pazienza, abbiamo conosciuto meglio Will.

Parliamo di Steve ora  qui andiamo sui gusti personali (interpretato da Joe Keery), non era uno dei miei personaggi prediletti ma sono stata costretta a ricredermi, in ST2 mi è davvero piaciuto, rimane in essenza quello dell’anno scorso, il suo modo si essere è uguale, ma l’ho trovato maturato e il suo ruolo in ST2 è elettrizzante.

Ci sono anche tre nuovi importanti personaggi, Bob, Max e Billy.

Billy è il fratellastro di Max (interpretato da Dacre Montgomery) ed è un ragazzo aggressivo, narcisista e imprevedibile, mi è piaciuta molto l’interpretazione di Montgomery.

Bob (interpretato da Sean Astin), è uno dei miei personaggi preferiti della seconda stagione forse IL preferito in assoluto, ah Bob il mio cuore.

Ma ahimè, per dei personaggi che si riscattano ce ne sono altri che non convincono, in ST2 non mi hanno convinto Jonathan e Nancy.

Lo so, calma, calma, non sto dicendo che come personaggi non mi piacciono più semplicemente li ho trovati “sciapi”, li vedevo a malapena, era quasi come se non ci fossero anche nelle scene in cui erano presenti.

Vi parla una che l’anno scorso adorava questa coppia e che tifava per il loro avvicinamento, anzi erano quasi in testa alla mia top three di personaggi preferiti ma è successo qualcosa in ST2, non so di preciso cosa ma non mi hanno convinta, non hanno espresso tutto quello che avevano espresso l’anno scorso.

Parliamo subito dei punti negativi, ma non li chiamerei così, sono più che altro delle piccole postille di azioni o situazioni che non mi hanno convinta e sono due.

La prima sono appunto Nancy e Jonathan che erano di spessore come una carta velina per quanto mi riguarda e la seconda è un “processo” che accade nell’ultima puntata e mi ha lasciata con un dubbio.

Cercherò di descrivervelo a larghe linee, nel nono episodio “La Porta” ovvero l’ultimo succedono molte cose importanti e c’è una scena in cui i ragazzi si organizzano per attuare un piano. Ad un certo punto a una parte del gruppetto viene in mente un idea, quanto ormai gli altri si sono allontanati, grazie anche a questa idea tutto punta verso una direzione. Il mio dubbio è “e se a questi ragazzi l’idea non fosse venuta all’improvviso, così di colpo? cosa sarebbe successo?”.

Non è una critica ci tengo a precisarlo è solo un dubbio che non riesco a levarmi dalla testa.

Ci sono diversi messaggi importanti che ho molto apprezzato in questa stagione tra cui anche quello che smentisce il classico becero del “eh ma le donne si conquistano se gli mostri che non ti importa, eh ma devi fare lo strafottente, eh vedi dopo come ti ama… sì, sì, vedi”.

Insomma ragazzi questa serie è bella, non pensavo ad una stagione di questo tipo, così scoppiettante, piena di novità, colpi di scena e invece.

Parlando delle scene della regia ci sono molti momenti al “andiamo a conquistare il mondo” ovvero quelle scene in cui parte la musica a palla (rock anni ’80, quello classico che è sempre una garanzia) e i personaggi iniziano a prepararsi per qualcosa.

Gli effetti sono realizzati alla perfezione, non c’è stato in istante in cui vedendo scene del sottosuolo io mi sia detta “mm qui l’effetto è un po’ titubante” assolutamente no, gli effetti sono pazzeschi, anche perchè in ST2 si gioca molto di più sul sottosuolo.

La ricostruzione anni ’80 è meravigliosa, la fotografia altrettanto, la musica idem, insomma una gran stagione e una gran serie.

Ci sono tutte delle situazioni e delle micro-situazioni che alla fine trovano spiegazione e si concentrano per la risoluzione finale.

Riferimenti a fatti accaduti nelle puntate precedenti a gogò, tutto segue una linea e se in ST1 avevamo il famoso alfabeto scritto sul muro con le lucine qui abbiamo i disegni-tunnel come i demo-cani.

I miei vivi complimenti, ora che ho terminato questa serie posso anche rannicchiarmi sotto le coperte e controllare ossessivamente notizie della terza stagione.

Voto: 

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Molto bene.

Per oggi era tutto gente, noi ci leggiamo domani (che bello scrivere questa frase).

E voi? Avete visto Stranger Things 2? Sì? Vi è piaciuto? No? Avete visto la prima stagione?

A presto!

Elisa