Abbiamo Sempre Vissuto nel Castello – Shirley Jackson

Buonasera cari/e!

Tutto bene? Con queste influenze in giro è facile ammalarsi in questo periodo, infatti come se l’avessi urlato ieri sera la febbre mi ha fatto visita e non vuole ancora lasciarmi in pace, anche se nelle ultime ore quest’ultima è stata più clemente con me.

Detto ciò, iniziamo con questa recensione finalmente perchè c’è molto da dire!

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Editore: Adelphi

Pagine: 182

Prezzo di Copertina: € 18,00

Anno della Prima Pubblicazione: 1962

Link all’acquisto: QUI

Trama 

A Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce“; con questa dedica si apre “L’incendiaria” di Stephen King. È infatti con toni sommessi e deliziosamente sardonici che la diciottenne Mary Katherine ci racconta della grande casa avita dove vive reclusa, in uno stato di idilliaca felicità, con la bellissima sorella Constance e uno zio invalido. Non ci sarebbe nulla di strano nella loro passione per i minuti riti quotidiani, la buona cucina e il giardinaggio, se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia Blackwood sono morti avvelenati sei anni prima, seduti a tavola, proprio lì in sala da pranzo. E quando in tanta armonia irrompe l’Estraneo (nella persona del cugino Charles), si snoda sotto i nostri occhi, con piccoli tocchi stregoneschi, una storia sottilmente perturbante che ha le ingannevoli caratteristiche formali di una commedia. Ma il malessere che ci invade via via, disorientandoci, ricorda molto da vicino i “brividi silenziosi e cumulativi” che – per usare le parole di un’ammiratrice, Dorothy Parker abbiamo provato leggendo “La lotteria“. Perché anche in queste pagine Shirley Jackson si dimostra somma maestra del Male – un Male tanto più allarmante in quanto non circoscritto ai ‘cattivi’, ma come sotteso alla vita stessa, e riscattato solo da piccoli miracoli di follia.

Merricat”, disse Connie, “tè e biscotti: presto, vieni”
“Fossi matta, sorellina, se ci vengo m’avveleni”
“Merricat”, disse Connie, “non è ora di dormire?”
“In eterno, al cimitero, sottoterra giù a marcire

Recensione

Shirley Jackson è stata una scrittrice ed una giornalista americana e, come accennato nella trama qui sopra, autori come Stephen King, Nigel Kneale e Richard Matheson dicono si essersi ispirati a lei.

Inizio con il dire che leggendo pagina dopo pagina mi sono resa conto che quando si descrive questo libro per classificarlo in un genere si usa il termine “Horror” ma io devo ammettere di non trovarmi del tutto d’accordo con questo termine.

Per descrivere questo libro userei il termine “Thriller Psicologico“, perché è la stessa mente della protagonista che ci inquieta durante la lettura e ci fa ragionare su certi concetti che a prima vista sembrano innocenti.

Mary Katherine nelle prime pagine risulta un personaggio più o meno stabile e si prova anche un po’ di pena per lei, visto il modo in cui viene trattata dai cittadini del paese, ma alla fine si rivelerà instabile e inquietante forse più della sorella Constance.

Il fattore che mi stupisce più di tutti è che nonostante l’instabilità mentale di queste sorelle, personalmente dopo aver chiuso il libro ho continuato a “tifare” per loro, ho continuato a credere che i veri personaggi malvagi fossero i cittadini e il cugino, ho sospettato solo per poche pagine di loro, ma dopo quel sentimento di compassione e pietà è tornato come se nonostante tutto loro fossero ancora le vittime e credo sia proprio questo l’intento dell’autrice e il sentimento generale che si finisce per provare alla fine del testo.

La stile di scrittura è davvero singolare perché ogni parola è sistemata in modo da aumentare la sensazione di inquietudine e la cappa cupa di questa storia.

Il personaggio di Charles all’inizio è una specie di “salvatore” perché fa pensare al lettore che finalmente è arrivato qualcuno in grado di rompere e destabilizzare la situazione di routine creatasi in quella casa, ma alla fine si rivela solo un essere materialista e perfido.

Direi che ci si focalizza molto più sui personaggi che sugli avvenimenti, vista la particolarità di questi.

Il membro della famiglia più inquietante però rimane Mary Katherine, che tormenta davvero il lettore perché da una parte fa provare dolcezza vista la sua giovane età e l’ingenuità, ma dall’altra appunto è in grado di inquietare per i suoi pensieri e movimenti, c’è da dire anche che in alcuni punti viene fuori la natura dei comportamenti di Mary Katherine, ovvero un passato di certo traumatico, un rapporto morboso con la sorella e una sua instabilità mentale.

In questo libro non si rimane stupiti per quello che accade almeno all’inizio, ma per quello che sentiamo e avvertiamo in questo ambiente che risulta pesante, nebuloso, poco chiaro e molto cupo.

Altri personaggi inquietanti sono i cittadini di questo paesino che sono davvero pregni di una cattiveria esaltata che raffigura un ambiente malsano e intriso di quelle maldicenze e astio nascosti tipici di alcuni ambienti se vogliamo, che ad un certo punto esplodono, e di quello che nella trama è descritto come Il Male assieme ad un mix di invidia e perfidia.

Insomma tirando le conclusioni, vi consiglio vivamente la lettura di questo libro se vi piacciono le turbe provocate da letture psicologiche che vi tormentano.

Ma vi avverto, siate pronti a farvi mille domande senza mai trovare una risposta.

Voto: 29116454-Classificazione-con-mezza-stella-incremento-Archivio-Fotografico (2)

Eh sì, quattro stelle!

Mi è piaciuto molto, se non si fosse ancora capito…

Come al solito sono stata attenta a non fare spoiler, spero di avercela fatta.

E voi ragazzi? Avete mai letto questo libro? Vi è piaciuto? No? Perché?

A prestissimo gente!

Elisa

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Gli Uomini In Generale Mi Piacciono Molto di Véronique Ovaldé

Salve gente!

Come state questo venerdì, miei dolci cannellini alla Nutella?

Finalmente è il momento di recensire Gli Uomini In Generale Mi Piacciono Molto, quindi non perdiamoci in chiacchiere ed iniziamo subito!

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Editore: Minimum Fax

Prezzo: € 8

Pagine: 128

Anno della prima pubblicazione: 2005

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Trama

Lili vive con il suo compagno in una piccola casa vicino allo zoo, dove gode di un’apparente tranquillità domestica. Ma un giorno d’estate, mentre osserva per l’ennesima volta le gabbie degli animali, intravede un’ombra conosciuta, uno spettro carico di ricordi e paure: Yoïm, il suo primo amante, è tornato a cercarla. Con lui riaffiora il terribile passato di Lili: la morte della madre, la follia neonazista del padre, il mutismo del fratellino, l’abbandono di sé adolescente nelle mani di un uomo maturo che la trasforma in un oggetto sessuale, manipolato, venduto, abbandonato. Il destino della protagonista si gioca tutto sul crinale tra autodistruzione e salvezza, nella lotta tra desiderio e forza di volontà, fino al riscatto finale.

Recensione

Dunque, vorrei fare due piccole “prefazioni” diciamo prima di iniziare.

La prima è che se questo libro vi è piaciuto per favore non offendetevi, non è assolutamente mia intenzione offendervi o mettermi a giudicare, vorrei solo esprimere la mia opinione.

Secondo appunto, credo che Prometto Di Sbagliare mi abbia creato un piccolo blocco del lettore, infatti è proprio per questo motivo che ho impiegato così tanto tempo per terminare questo libro, quindi nulla, è stata una lettura travagliata e forse anche per questo motivo il mio giudizio nei confronti di quest’opera sarà negativo.

Quindi spero di riprendermi d questo blocco ed iniziare a leggere come prima.

Iniziamo per davvero ora…

Mi sono appuntata quello che devo dirvi ma probabilmente mi dimenticherò gran parte di quello che voglio dirvi, bene!

Non vi dirò il finale, perché non faccio spolier (Oddio a volte sì…).

Questo romanzo mi aveva attratta all’inizio per il titolo, mi sembrava un libro leggero e adatto ai momenti più tristi.

Insomma mi immaginavo un classico romanzo rosa, non molto impegnativo che ti porta via trasportandoti in un quadro dalle tinte allegre e romantiche, ma invece mi sbagliavo.

Questo non è per niente un libro frivolo, per i temi trattati, anche se il titolo inganna, lo so.

La prima cosa che non mi è per niente piaciuta è l’impaginazione, solitamente apprezzo molto la Minimum Fax come Casa Editrice ma stavolta ha veramente toppato (gergo nobile e aulico).

A parte i caratteri che sono minuscoli, i dialoghi sono apostrofati male, non si capisce mai se un personaggio sta parlando o sta solamente pensando internamente, e questo confonde maggiormente la situazione.

Ci sono virgole messe a casaccio, nel vero senso della parola, quindi in tutto questo marasma di confusione il lettore inizia a perdersi e a non capire di preciso i fatti narrati.

Questo fattore non aiuta di certo l’autrice e la storia.

Altro punto, quando la protagonista Lili ci racconta quello che vede in alcune scene, la maggior parte delle volte non si riesce a capire se questa donna sta realmente vedendo quello che ci racconta oppure se lo sta solo immaginando, non si riesce proprio a capire, in certi momenti sembra sia sotto l’effetto di allucinogeni.

L’idea in se non era malvagia ma a mio modesto parere è stata narrata veramente in modo pessimo.

In alcuni momenti la protagonista inizia a filosofeggiare mentre in altri momenti dice la realtà nuda e cruda in due parole.

Non c’è molta coerenza in queste scene.

L’elemento che disturba nel libro penso sia proprio Lili, perché è incoerente, e non racconta il motivo di alcune sue scelte perché alcune di queste sembrano proprio immotivate.

In questo libro si posso intravedere, sì intravedere perché non si affrontano veramente, alcuni temi come il lutto, l’abuso su minori, l’oggetivazione sessuali e altri temi molto importanti su cui si sarebbe potuto dire molto di più.

Insomma, questo libro è stato una delusione per me, mi aspettavo molto di più invece dopo la lettura il mio cervello ne è uscito in uno stato di totale confusione e insoddisfazione.

E’ una recensione breve, me ne rendo conto, perché non c’è molto da dire essenzialmente, è un libro con una storia interessante a mio parere narrata male che mi ha lasciato senza parole (in negativo però).

Voto:

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Voi avete mai letto questo libro?? Vi è piaciuto?

A presto!!

PS:*Alla fine ho deciso di iniziare La Ragazza Del Treno, Il Segno dovrà attendere, pazienta amico*

Elisa

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Le Notti Bianche di Fëdor Dostoevskij

Buongiorno!!

Come state miei zuccherini colorati?

Oggi voglio parlarvi di un opera immortale, ovvero Le Notti Bianche, libro che tutti almeno una volta nella vita abbiamo sentito o letto.

Che dire… Iniziamo!

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Editore: Mursia

Pagine: 136

Prezzo di Copertina: € 2, 98

Link all’acquisto: QUI

Sognando creo interi romanzi.

Trama

Sullo sfondo della Pietroburgo delle notti bianche, deserta e irreale, un impiegato, un «sognatore», incontra casualmente su uno dei ponti della città Nastjen’ka. La giovane gli apre il suo cuore in un dialogo che dura quattro notti e che li porterà a cullarsi nel sogno di una vita insieme. Sino al fatidico mattino.

Recensione

Partendo dal presupposto che personalmente provo molto rispetto e ammirazione per Dostoevskij, insieme all’amore per la sua scrittura, cercherò di parlarvi di quest’opera singolarmente senza basarmi su altre mie considerazioni.

Come avrete notato, diversamente dal modo in cui imposto solitamente le recensioni, stavolta non ho scritto nulla a fianco della copertina perché quest’opera si può trovare in molte edizioni differenti e in prezzi differenti quindi la scelta è ampia.

Ho riletto questo libricino qualche settimana fa per la seconda volta.

In quest’opera si toccano emozioni e argomenti molto delicati a mio parere ovvero la capacità di essere sognatori a tutti gli effetti e l’amore non ricambiato (del tutto almeno).

La scrittura di Dostoevskij non penso possa piacere a tutti ma è normale, è una scrittura articolata e a tratti complessa.

In questo libro il sentimento che trabocca da ogni piccola frase è in assoluto il profondo desiderio e la profonda attitudine nel sognare ad occhi aperti.

Sembra quasi magico in modo in cui ognuno di noi può ritrovarsi catapultato nella Pietroburgo di un tempo e poter immaginare assieme al protagonista migliaia di scenari e situazioni diversi.

E’ un libro che per 136 pagine ti fa staccare completamente il cervello, trascinandoti in universi nuovi senza che tu te ne renda conto e quando sarai tornato nel tuo di universo, guardando il libricino che avrai tra le mani rimarrai stupito di scoprire che in realtà non te ne eri mai andato.

E’ una magica lettura che consiglio a tutti di cuore, anche alle persone che solitamente non sognano ad occhi aperti o a cui piace stare con i piedi per terra perchè questo libro vi trascinerà comunque.

C’è anche il discorso amore non ricambiato come ho detto prima che si impossessa dello scenario suggestivo dalla metà del libro più o meno.

E’ un argomento che lascia un po’ di amaro in bocca e di sincera tristezza.

In conclusione, quest’opera mi ha dato molto e sicuramente a breve tornerò a ficcanasare tra le sue pagine.

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Bene ciurma!!

E voi? Avete mai letto quest’opera? Vi è piaciuta? Anche voi siete affascinati da Dostoevskij?

(Io sono peggio di una ragazzina certe volte quando si parla di questo autore eh eh…lo so..)

A presto gente!!!

Elisa

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Prometto di Sbagliare – Pedro Chagas Freitas

Ciao dolci ragassuoli! Come state? L’influenza vi ha contagiato? Speriamo di no! *incrocia le dita*

Dunque, come avrete letto, oggi finalmente sono qui per recensirvi Prometto di Sbagliare, libro su cui io avevo molte molte aspettative quindi iniziamo direi!

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Editore: Garzanti

Prezzo: 16,90 €

Pagine: 399

Anno di Pubblicazione: 2015

Quando una persona che ami serve solo a spegnerti, non è più la persona che devi amare

Trama

Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito delle dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la scuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta.

Quando succede che una persona smette di essere la nostra vita per diventare ciò che ci impedisce di vivere?

Recensione

Allora gente, non so proprio da dove iniziare a parlare di quest’opera.

Come ho detto all’inizio avevo enormi aspettative per questo testo e purtroppo devo ammettere che queste aspettative non sono state soddisfatte (ovviamente questa una mia opinione, se questo libro vi è piaciuto non offendetevi vi prego, questa è solo una mia piccola opinione).

Questo libro parla d’amore, come avrete già capito, ma non ha una vera e propria trama, ora mi spiego:

la trama che avete letto qui sopra sembra indicare che per tutto il libro seguiremo la vicenda di questa coppia di amanti che si sono ritrovati giusto? Sbagliato invece.

Non abbiamo dei personaggi predefiniti, ci viene dato il nome solo di alcuni personaggi, e la trama non è fissa e non è precisa.

L’unica parola che si può usare per raccontare in una parola è Amore.

Si parla d’amore, l’amore in ogni sua forma, l’amore di una coppia di vecchi sposi, l’amore di un padre verso un figlio, l’amore non ricambiato di un uomo verso una donna ecc. ecc.

Insomma non ce’ una vera trama e i “capitoli” o paragrafi durano al massimo 4 pagine, ma questo personalmente non è un male anzi è un fattore positivo perché in questo modo si può interrompere la lettura in ogni momento senza perdersi.

La scrittura è molto filosofica e a volte ammetto di essere rimasta confusa dopo la lettura di un paragrafo non capendo perfettamente quello che l’autore voleva dire.

Un altro punto forte di quest’opera è la ricchezza senza dubbio di frasi molto poetiche e ispiratrici.

Diciamo che può essere considerata un opera buona per rubacchiare qualche frase da mettere nel pacchettino regalo di San Valentino.

Molto romantico, fin troppo però dopo un tot di tempo.

Penso che questo libro vada letto in pillole, un capitolo ogni tanto, credo di aver sbagliato a leggerlo tutto assieme paragrafo dopo paragrafo.

Perché a me è risultato veramente pesante dopo un po’, non vedevo l’ora di terminarlo.

All’inizio questo romanticismo, questa poesia, questo linguaggio modesto ma raffinato al tempo stesso fa piacere ma dopo aver letto gran parte del libro risulta diventare un enorme macigno che ci si porta dietro pagina per pagina.

Bene!

Spero di avervi trasmesso un giudizio pulito, spero!

Voto: download (1)

Ebbene sì! Due stelle!

Totalmente meritate ma due stelle, perché sinceramente non mi sento di dare qualcosa in più.

E voi? Avete letto questo libro? Vi è piaciuto, perchè? No, perchè?

A presto ciurma!!

Elisa

 

Il Cimitero Senza Lapidi e altre Storie Nere di Neil Gaiman

Salve ragassuoli!!

Oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto un pochino di tempo fa, esattamente un libro di racconti (di preciso 11 racconti) di Neil Gaiman (autore che io adoro)…

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Editore: Mondadori

Prezzo: 9,50 €

Pagine: 217

Anno di Pubblicazione: 2009

Link all’acquisto: QUI

Mi sa che siamo quello che siamo e non possiamo farci un granché.

Trama

Nobody Owens cade dal melo ai confini del cimitero, nel terreno sconsacrato dove sono sepolti i malvagi, e decide di donare una lapide alla strega che lo soccorre. Jack incontra un troll sotto il ponte della ferrovia e da quel momento la sua vita sarà legata a un terribile patto di morte. Un nobile cavaliere trova il Santo Graal nel salotto di una vecchina che non ha alcuna intenzione di spostarlo dal suo grazioso caminetto. Tra l’horror, il fantasy e il giallo hard boiled, undici racconti per rabbrividire e sorridere. Racconti che, come scrive lo stesso Gaiman, sono “viaggi fino all’estremo opposto dell’universo che puoi fare con la certezza di essere di ritorno per l’ora di cena”.

Recensione

Penso che tutti più o meno conosciamo Neil Gaiman o almeno sappiamo il genere a cui solitamente questo autore è associato.

Personalmente (anche se non sono molto esperta del genere fantasy…) ho avuto un grande piacere nel leggere questa opera, che appunto non è solo di genere fantasy ma anche noir toccando a volte delle note horror.

Il racconto che ho preferito è quello “principale” diciamo, ovvero quello del Figlio Del Cimitero, che è disponibile anche singolarmente sempre edito da Mondadori.

Gli altri racconti mi sono piaciuti abbastanza, non mi hanno fatto impazzire ma devo dire che certe sensazioni di inquietudine e di mistero mi perseguitano ogni tanto ancora ora quando ci penso.

L’unico punto negativo se volgiamo dire del leggere Gaiman è il fatto che dopo qualche lettura ci si rende conto che più o meno le trame o le emozioni sono sempre le stesse ma penso sia comunque bello leggere un libro con questi toni.

Solitamente questa lettura è consigliata ai bambini di età superiore ai 10 anni, ma penso che tutti possano leggerlo e apprezzarlo nello stesso modo, dal bambino più estroverso all’adulto più realista.

In totale ogni racconto non dura molto, quindi non farò nessunissimo spoiler perchè vista la durata e la suspance che si prova non vi svelerò tutto ora…

Detto ciò, posso solo consigliarvi di leggere se non quest’opera nello specifico e se non l’avete ancora fatto qualcosa di questo autore.

Vi consiglierei come lettura (oltre a questa) sempre di Gaiman, Coraline, da cui è stato tratto il famoso film/cartone, che consiglio sempre perchè la considero una lettura divertente, rilassante e inquietante allo stesso tempo.

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E voi? Avete mai letto qualcosa di questo fantasioso autore? Se sì, cosa avete letto di bello che sono curiosa :))

A presto, miei rotolini di pasta sfoglia friabile!!!

Elisa

I Passi Dell’amore di Nicholas Sparks

Ciao, mie care pagine di un libro di dolcetti profumati di vaniglia!

Dunque, voglio fare una premessa prima di iniziare questa recensione.

Io generalmente non leggo libri di questo genere anche se piano piano sto iniziando ad avvicinarmi al mondo dei libri romantici, dei romanzi rosa e degli Young Adults…

Quindi, io avevo letto questo libricino nel periodo prima delle feste perché non volevo perdere l’allenamento con la lettura diciamo, e visto che era sul mio scaffale da un po’ di mesetti ho deciso di fare una lettura leggera perchè non volevo concentrarmi troppo e ho deciso di leggerlo finalmente.

Insomma tutto ciò per raccontare un episodio della mia vita praticamente…

Iniziamo!

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Editore: Pickwick

Pagine: 228

Prezzo di Copertina: € 9.90

Link all’acquisto:QUI

 

Trama

 Nella piccola cittadina di Beauford, North Carolina, il cinquantasettenne Landon Carter ricorda l’anno in cui la sua vita cambiò per sempre: aveva diciassette anni ed era un adolescente vivace e irrequieto. Lasciato dalla fidanzata del momento pochi giorni prima del ballo della scuola, si riduce a invitare come “ultima scelta” Jamie, la figlia del pastore, una ragazza assolutamente agli antipodi da lui, piena di candore, ingenuità e tante buone intenzioni. Dopo quella sera tra i due nasce un’inaspettata e sorprendente amicizia che in breve tempo si trasforma in un sentimento intenso e travolgente, tanto che Landon ha come unico scopo della sua vita realizzare i sogni di Jamie. Ma ai desideri dei due si oppone il destino.

 

In certi momenti vorrei tornare indietro nel tempo per spazzare via tutta la tristezza, ma ho la sensazione che, se lo facessi, se ne andrebbe anche la gioia.

 

Allora, sarò completamente sincera con voi per è giusto che recensisca anche i libri che non mi sono piaciuti. (E già qui si è capito come finirà questa recensione…)

Vi dico inanzi tutto, come ho detto all’inizio che se cercate un libro veramente leggero e siete magari in un periodo particolarmente movimentato e impegnato della vostra vita e non avete tempo per leggere, secondo me questo libro è una lettura perfetta.

Se invece cercate un libro d’amore di quelli intensi, con una bella prosa, un linguaggio ricercato con dialoghi impegnativi e descrizioni dettagliate, beh, questo libro non fa per voi.

Ad un certo punto ammetto che la storia mi ha anche coinvolta, perché volevo scoprire come sarebbe andata a finire questa vicenda d’amore con protagonisti questi due giovani ragazzi.

Però è un libro che mi ha catturata per qualcosa come cinque minuti perché per il resto, si salva poco devo ammettere, le descrizioni come ho detto sono basiche, i dialoghi sono poveri, i personaggi a mio modesto parere non sono ben approfonditi.

Le uniche caratteristiche che si salvano sono la trama perché coinvolge, poco ma coinvolge e le ambientazioni che riescono abbastanza a rendere l’idea del luogo e a far immaginare al lettore i vari scenari.

Il finale è credo il picco più brutto perché è aperto, io solitamente non disprezzo i finali aperti ma questo è veramente sgradevole a mio parere.

Vi riassumo brevemente la vicenda, quindi SPOILER!

Jamie è gravemente malata e lo confessa a Landon solo dopo che i due ormai si sono oramai  fidanzati, la ragazza sembra destinata a morire e ce’ una fin troppo lunga e pesante, secondo me narrazione sui giorni di Jamie in ospedale.

Dico pesante perché è narrata essenzialmente senza nessun guizzo e nessun brio con una scrittura monotona.

Quando sembra arrivata la fine, il libro termina in un modo che non fa capire se questa ragazza riuscirà a sopravvivere oppure no e questo fatto mi ha snervata non poco.

Questo libro è un Flashback di Landon che dopo molti anni ricorda quei momenti ma senza terminare il tutto perchè non lascia capire come sono andate le cose.

Termino questa recensione dicendo che, in totale questo libro non mi è piaciuto perchè va bene una lettura leggera, ma questa è proprio vuota e mancante di alcuni punti.

 

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Esatto una stellina e mezzo perchè nonostante le mancanze (e sono molte), la storia in alcuni piccoli punti ha saputo prendermi e questa una buona cosa.

E voi gente?? L’avete mai letto? Che libri state leggendo ora?? Sono curiosa!

A presto!!

Elisa

 

 

 

Quando Siete Felici, Fateci Caso di Kurt Vonnegut

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Editore: Minimum Fax

Pagine: 107

Prezzo di Copertina: € 13,00

Link all’acquisto: QUI

“Non ci sono mai stati i “bei vecchi tempi”, c’è stato soltanto il tempo.”

Ho terminato la lettura di questo libricino proprio in questi giorni e non vedevo l’ora di parlarvene.

Parto dicendovi che cercherò di essere imparziale nel giudizio di questo libro perché essendo io una fan di Kurt Vonnegut potrei sembrare un po’ di parte ma voglio darmi un contegno.

Dunque, questo libro è stato pubblicato lo scorso (oramai) anno dalla casa editrice Minimum Fax al prezzo di copertina di 13 euro per un totale di 107 pagine.

Questa opera è saltata immediatamente ai primi posti delle classifiche letterarie meritandosi un generoso passaparola.

Si tratta di una raccolta di discorsi che Vonnegut ha tenuto al termine dell’anno accademico in alcune università americane ai giovani laureandi tra il 1978 ed il 2004.

Vonnegut fornisce in queste pagine le sue opinioni e il suo pensiero riguardo argomenti di una certa importanza, quali per esempio la vendetta, la felicità, l’arte, lo studio, il pianeta e il confronto tra le generazioni.

 

            “La buona terra, avremmo potuto salvarla, maledizione, ma siamo stati troppo avari e pigri.”

La lettura risulta scorrevole e piacevole con termini assolutamente alla portata di tutti e con spiegazioni chiare su alcuni passaggi a prima vista non comprensibili.

Sono molti i passaggi che mi hanno affascinato e hanno lasciato che la mia mente vagasse tra i pensieri, ma se proprio devo riassumere e scegliere un modo di pensare su un argomento che Vonnegut ha trattato che mi ha lasciato senza parole, è sicuramente la vendetta.

Vonnegut spiega e racconta (sempre in modo molto chiaro e conciso), parlando del confronto tra le generazioni che quello che spingeva la “vecchia” generazione a cercare di fare sempre di più e di superarsi era l’odio.

Ovvero il concetto di “occhio per occhio dente per dente” (quindi la vendetta) che ai suoi tempi governava il modo di pensare quasi collettivo, modo di pensare che al giorno d’oggi si è assopito e ha tolto quell’energia negativa nata dall’odio rendendendo la “nuova” generazione meno vendicativa ed energica.

Oltre a questo si fa riferimento spesso alle comunità o al fatto che i matrimoni oggi si rompono (secondo il pensiero di Vonnegut) per la mancanza di “altre persone” ovvero si sostiene che per stare bene e sentirsi davvero in una famiglia non basta avere un compagno/a e vivere tutta la vita con quello, bisogna avere una famiglia numerosa formata da molti individui non necessariamente dello stesso sangue.

Vonnegut ci parla spesso anche delle sue esperienze personali (di solito brevemente) nell’esercito e al’università.

Insomma è stata una lettura molto piacevole che sicuramente mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere.

Voto!

★ ★ ★ ★

Ebbene si, 4 stelle.

PS: Ho deciso di cambiare il metodo di valutazione in stelle per ora, mi sembra più chiaro e caruccio!

A presto!

Elisa

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L’approdo, Shaun Tan – #1 Recensione

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Editore: Elliot

Pagine: 128

Prezzo di Copertina: € 24,90

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Buongiorno!

Ammetto di essere un tantino emozionata per la mia prima recensione, ma lasciamo da parte tutto questa mielosità e iniziamo!

Oggi vi voglio parlare di una Graphic Novel che ho “letto” qualche settimana fa.

Solitamente non sono una grande amante delle Graphic Novel o dei fumetti ma questa opera mi ha attratta molto fin dall’inizio e non sono riuscita a resistere.

L’approdo è un opera di Shaun Tan, un artista in tutti in campi dalla fotografia al cinema, famoso anche per opere come The Rabbits e Oggetti Smarriti (premiato nel 2011 con un premio Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione).

Insomma ci sono tutte le buone basi per un ottima “lettura”!

La trama dell’opera a mio avviso è molto interessante e semplice, si parla di quest’uomo che per problemi di lavoro è costretto a trasferirsi in un altro paese e quindi ad emigrare lontano lasciando la moglie e la figlia piccola.

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Quest’uomo si ritroverà proiettato in quello che ai nostri occhi appare un mondo fantastico con creature bizzarre ma allo stesso tempo simpatiche e divertenti.

Visionando questo libro viene spontaneo viaggiare con la fantasia quasi automatico, immergendosi in quelle tavole realizzate in modo talmente assurdo ma allo stesso tempo realistico da risultare magnifico.

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Personalmente è stato abbastanza facile riuscire a seguire la storia in modo lineare nonostante alcune volte ci si perde in piccoli dettagli.

Le tavole sono realizzate a mio modesto parere con molta cura per i particolari e attenzione verso la struttura della storia.

Seguire le vicende di quest’uomo in questa nuove terra risulterà un’avventura sorprendente e piena di meraviglia.

Tirando le somme direi che questo libro è meritevole per quanto riguarda le illustrazioni, forse dovrei però avvisarvi per quanto riguarda la trama che in alcuni momenti è leggermente calante e lenta ma come ho detto le tavole ricompensano ogni piccolo disturbo.

Se dovessi dare un voto darei tranquillamente un sette pieno perchè devo dire che come compagno in una giornata di inverno o d’autunno con una bella tazza di thè caldo è perfetto.

Le emozioni che mi ha lasciato questo libro sono sicuramente una leggera malinconia che penso sia inevitabile guardando quest’uomo solo e sperduto in luoghi sconosciuti e una leggera commozione (sì ammetto di aver versato una lacrimuccia…)

Voto: 7

Bene! Ora l’ansia da prima recensione sta scomparendo piano piano, capitemi.

Spero avervi tenuto compagnia e di essere riuscita ad esprimervi le mie più sincere impressioni!

A prestissimo con un nuovo articolo appena scritto!

Elisa

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