Buongiorno, buongiorno carə!
Come state? Come sta andando questo gennaio freddo e rigido?
Lo so, lo so, volevo partire a bomba con questo 2026 e invece la bomba mi è scoppiata in mano.
Ho avuto problemi vari con il lavoro, ma ora spero di riuscire a tornare in pista dopo un mese in cui ho messo da parte tutto, letteralmente tutto per risolvere queste questioni lavorative.
Ma, bando alle ciance, oggi recensione e finalmente torniamo a parlare di un testo di un’autrice indipendente. Dico “finalmente” perché è passato un po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento di questa rubrica, #sonoindipendente, in cui parliamo di autori indipendenti o pubblicati da case editrici indipendenti che mi contattano per la lettura dei loro testi, cosa che mi rende sempre molto felice.
Ovviamente devo sempre essere molto attirata dal testo che mi viene proposto e in questo caso come potevo non esserlo?
Stiamo parlando di una raccolta di quattro racconti decisamente intriganti soprattutto se amate il genere gotico con accenni fantasy e storici.
Parliamone.

I Racconti Gotici – Lucia Braccalenti
Casa Editrice: Autopubblicato
Genere: gotico, fantasy, storico
Prezzo di Copertina: € 10,00
No ebook
Anno di Pubblicazione: 2025
Link all’acquisto: QUI
Trama
I “Racconti Gotici” è una raccolta di racconti ambientati in varie epoche e accomunati dalla presenza di creature e tematiche sovrannaturali: la protagonista è sempre una donna forte che dovrà mettere alla prova se stessa. I racconti sono quattro: Miserere, La Morte Nera, La Strega di Cracovia e Roanoke.
Recensione
Allora, come dicevo ci troviamo davanti ad una raccolta di racconti legati sicuramente dallo stesso genere e da vibrazioni/sensazioni affini durante la lettura, ovviamente sono differenti e indipendenti fra loro ma leggendo la raccolta si avverte questo posizionamento scelto con precisione.
Stile, Ritmo e Atmosfera
Lo stile è di certo godibile, semplice ma adatto al genere perché in grado di sviluppare in modo convincente le vicende, la prosa è azzeccata. Ho notato qualche piccolo refuso nel testo e qualche ripetizione non necessaria, ma può assolutamente capitare soprattutto se si parla di un testo comunque autopubblicato, ripeto parliamo giusto di qualche refuso sparso.
Il ritmo generale dei racconti funziona bene, in alcuni abbiamo un ritmo più lento e in altri la narrazione tende ad essere più veloce, ma direi che il tutto è equilibrato, parleremo in maniera approfondita dei racconti a breve.
Le atmosfere generali poi sono in linea con il genere che fa da padrone alla raccolta, ovvero il gotico, abbiamo abbazie infestate, paesi disgraziati e distrutti dalla peste nell’Italia del 1300, castelli fatti di echi e misteri, isole con mostri e strani legami…insomma tutta la raccolta è ammantata da quest’aura di gotico, mistero, atmosfere pesanti, che io ho apprezzato moltissimo.
Miserere
Iniziamo a parlare nello specifico dei racconti, “Miserere” è il primo e si concentra sulla storia di questa contessa di nome Isabella, la donna va ospite dall’abate Edmondo nella sua abbazia e lì inizia a vedere e sentire figure spettrali e approfondendo questo mistero che aleggia tra le mura dell’abbazia, arriva a scoprire antichi segreti legati ad Edmondo e al luogo.
Mi è piaciuto molto il colpo di scena finale di questo racconto, c’è un bel plot twist e funziona decisamente bene. Penso che sia un racconto che sulla carta, a livello di trama, evoluzione e base funziona bene e ha dei buoni presupposti, a livello personale e di gradimento non rientra tra i miei favoriti della raccolta. Semplicemente non mi ha lasciato più di tanto.
La Morte Nera
Qui siamo nel 1348 nella Repubblica Marinara di Pisa, siamo al tempo della peste ed effettivamente nel paese dove vive la protagonista del racconto scoppia proprio una terribile epidemia di peste che inizia a portare la devastazione. In questo tempo tragico e complesso la gente del paese inizia a vedere una figura scheletrica in groppa ad un destriero e inizia a girare voce che quella sia proprio la morte…
Allora, ho gradito questo maggiormente rispetto al primo perché sono sempre intrigata anche dalle opere/racconti/romanzi ambientati ai tempi di grandi pandemie (peste nera, vaiolo, influenza spagnola ecc. ecc.), ma non solo, anche perché ho gradito il plot twist legato al vero volto di questa figura mascherata e del suo legame con Fiorenza, la protagonista.
In questo racconto mi è però mancata la costruzione della figura di Fiorenza, la sua villain origin story insomma, il come è arrivata a questa vita grama che conduce fin dall’inizio del racconto e che, giustamente, l’ha resa quasi indistruttibile a livello di resistenza fisica e mentale. Fiorenza è una ragazza distrutta dalla vita, è povera, ha subito violenza (sessuale, fisica e psicologica), viene umiliata, non considerata dai suoi concittadini e tutto perché è orfana e non ha praticamente nessuno, la sua famiglia è stata letteralmente falciata, la madre è morta dandola al mondo e il padre ormai anziano è spirato. Ho trovato questa costruzione debole e mi sono chiesta per tutto il racconto perché? Perché questa povera ragazza subisce violenze inenarrabili? La motivazione viene fornita, lei resta sola senza nulla, ma come dicevo ho trovato il tutto debole e non in grado di motivare al meglio la condizione della protagonista, avrei gradito maggiore costruzione per quanto riguarda questo aspetto.
La Strega di Cracovia
Parliamo del terzo racconto della raccolta, ci troviamo in Polonia nel XV secolo e una giovane nobildonna si prepara a diventare monaca e fa un voto, non desidera farsi vedere da nessuno senza il velo. La donna parte per l’abbazia ma si accorda con lo zio per essere ospitata da questo nel suo castello, che si trova appunto sulla strada per l’abbazia, sarà sua ospite per qualche giorno prima di entrare ufficialmente nella sua vita monacale. Qui però iniziano ad accadere cose strane, la ragazza si trova a dover approfondire ed indagare la morte di una strega, uccisa sul rogo anni prima e da questa i legami strani fra lei e lo zio Stanislaw.
Mi è piaciuto molto questo racconto, forse è il mio preferito della raccolta e leggendolo ho avvertito delle vibrazioni alla Dracula soprattutto per il castello e per il luogo che ci viene presentato. Non è un racconto perfetto per quanto mi riguarda, ma a livello personale è quello che mi è rimasto più impresso e di cui ho gradito la svolta.
C’è solo qualche punto dubbio che ho e riguarda il legame fra la protagonista e lo zio, non voglio rischiare di rivelare interamente il racconto per chi appunto vorrà leggersi la raccolta in santa pace senza i miei spoiler, ma dico solo che il legame fra i due diventa molto profondo e sento la mancanza del passaggio fra l’essere quasi sconosciuti all’avere questo rapporto profondo. Dopotutto Stanislaw non l’ha nemmeno mai vista in viso e nei giorni che passano assieme non ci sono particolari momenti di svolta o profondità che segnano un rapporto o l’evoluzione di un rapporto, quindi questi sentimenti che sbocciano secondo me meritano una maggiore elaborazione e approfondimento. Un altro punto che manca, o che ho sentito di meno rispetto agli altri racconti, è la mancanza dello “Show don’t tell”, qui le emozioni e i pensieri dei personaggi vengono presentanti in modo palese più che con azioni, dialoghi o dettagli vari.
Parliamo dell’ultimo racconto della raccolta, qui siamo in Jamaica nel XVII secolo e seguiamo Joanna, una ragazza inglese figlia di un capitano della Marina. Arrivata a Puerto Lindo la ragazza si rende conto che gli inglesi non sono minimamente benvoluti o apprezzati, ma che anzi trattano i nativi come degli schiavi, situazione di cui lei non era al corrente e che la disgusta. Joanna empatizza subito con i nativi e si schiera dalla loro parte cercando di aiutarli quando possibile. Ma a Puerto Lindo si nasconde una minaccia mortale, un mostro legato ai nativi e al suo amore fra lei e uno dei nativi.
Penso sia il racconto migliore a livello di vera e propria struttura, svolgimento e risoluzione. Inoltre è il racconto più lungo della raccolta. Mi ha ricordato quelle avventure di pirati o vicende in cui ci troviamo su isole affascinanti che si rivelano pericolose. Qui abbiamo anche la presenza di un Wendigo, creatura divenuta oramai famosa anche grazie a varie opere di successo tra cui Supernatural, Until Dawn, Black Mountain Side ecc. ecc. Insomma, ho gradito questo racconto e a mio vedere rappresenta una buona chiusura alla raccolta, funziona bene, magari anche qui si poteva approfondire qualche piccolo aspetto in particolare legato alle dinamiche dei rapporti fra i personaggi e personalmente avrei evitato lo spoiler nella trama scritta sul retro della copertina riguardo al destino del padre di Joanna, ma come dicevo è un buon racconto.
Conclusioni
Mi è piaciuta questa raccolta, in particolare credo che le atmosfere siano tra i punti forti, in ogni racconto mi sono sentita trasportata in quel luogo e in quel tempo, ho respirato l’aria del posto e questo è un punto assai positivo. Come scritto in precedenza ho trovato qualche refuso e qualche ripetizione evitabile, ad esempio la ripetizione nella stessa frase dello stesso verbo sostituibile magari con un verbo differente o una forma differente. Non è un errore, ma durante la lettura suona un poco ripetitivo. Alcuni racconti funzionano meglio di altri, ho apprezzato però le basi di storia e fantasia/folklore su cui poggiano racconti come “Roanoke” dove appunto compare la figura del wendigo oppure accenni storici come quelli presenti ne “La Morte Nera” riguardo alla peste e all’Italia del tempo. Ci sono buonissime basi sicuramente.
Voto:

Bene! Grazie mille a Lucia per questa lettura! E voi? Vi piace il genere gotico? Sì? No? Fatemi sapere!
A presto!
















