La Scala di Dioniso – Luca di Fulvio

Buon giovedì!

Come state? State anche voi friggendo di caldo in questa torrida estate?

Oggi dobbiamo assolutamente parlare di un libro che ho letto qualche tempo fa, di un autore di cui non avevo mai letto nulla prima, che mi ha assolutamente stupita e invogliata a recuperare tutte le opere (o quasi) dell’autore in questione che è Luca di Fulvio.

Tra l’altro mi è capitato di leggere il testo di cui andremo a parlare oggi totalmente a caso, perché io uso ancora a volte BookMooch e un giorno nei libri recentemente inseriti dagli utenti ho avvistato appunto “La Scala di Dioniso” e l’ho voluto richiedere, per totale curiosità e sono felice di averlo fatto.

Comunque, andiamo con ordine, “La Scala di Dioniso” è un libro edito Mondadori attualmente fuori catalogo, ma si può trovare in giro molto facilmente, su siti come Ebay, Libraccio, Amazon ecc. ecc. se ne trovano molte copie a prezzi modesti, quindi non fa parte di quella cerchia di libri fuori catalogo introvabili o reperibili solo a prezzi esorbitanti, anzi.

Parliamone!

La Scala di Dioniso – Luca di Fulvio

Casa editrice: Mondadori

Pagine: 481

Genere: thriller, giallo storico

Prezzo di Copertina: € 8,80

Prezzo ebook: € 7,99

P. Pubblicazione: 2005

Link all’acquisto: QUI

Incipit

L’assassino conosceva il dolore. Perché era nato nel dolore. Lui stesso era dolore. E non c’era pena che non fosse in grado di amare. Perché il suo era un buon dolore. Perché adesso il dolore del suo misero corpo ne era al contempo il trionfo e la celebrazione, il mezzo scelto dal destino per dargli un’altra vita. Una vita gloriosa. Nessuno avrebbe riso di lui. Non più. Poteva raccogliere a piene mani, nella carne degli altri, il tormento che quelli avevano mietuto non solo nel suo corpo ma anche nella sua anima. Aveva la vendetta, ora. Aveva la forza. Aveva la paura di quegli altri. Il dio gliel’aveva concesso. E per il dio l’avrebbe fatto.

Trama

È il 31 dicembre 1899. L’alba del nuovo secolo si macchia di sangue.
Una strage efferata – la prima di una lunga e misteriosa catena di delitti – si consuma alla Mignatta, “la sanguisuga”, il promiscuo distretto suburbano che ospita ladri, taglieggiatori e tutti i miserabili che la città si lascia alle spalle, senza voltarsi, ma anche i ricchi azionisti del grande zuccherificio, chiusi nelle loro ville dorate e ostili alle nascenti idee socialiste che si diffondono tra gli operai. Ed è proprio contro le mogli degli azionisti che si accanisce l’assassino, incidendo nelle loro carni gli indecifrabili segni della sua rivalsa.
Feroce come un vendicatore, implacabile come un dio, è il primo serial killer del Novecento. In questa polveriera pronta a esplodere, il giovane ispettore Milton Germinal compie la sua discesa all’inferno. Trasferito alla Mignatta a causa della sua dipendenza da oppio ed eroina, spetta a lui decifrare la firma del mostro, i suoi macabri riti. Annaspando in questo incubo, dove nulla è ciò che sembra, Germinal incontra personaggi ambigui e carismatici, deformi e seducenti: il pallido ed etereo Stigle, il chimico dello zuccherificio; il dottor Noverre, l’inquietante direttore dell’Istituto delle Malformazioni; l’itterico Sciron e poi c’è lei, Ignés dai magnifici occhi grigi, la Regina delle Nebbie… e l’orrore a tratti si stempera in una storia d’amore che lo può salvare o condurre alla perdizione.
In un’atmosfera cupa e morbosa, appassionata e sensuale, mistica e feroce, Luca Di Fulvio conduce, gradino dopo gradino, in cima alla scala di Dioniso, la scala di quel dio visionario dalla quale si domina la fine dell’Ottocento e l’inizio di un Novecento che racchiude in sé tutti i germi della nostra attuale malattia.

Recensione

Luca di Fulvio è famoso per aver scritto anche “La Gang dei Sogni“, “La Figlia della Libertà“, “La Ragazza che toccava il cielo“, “Il Grande Scomunicato” e altri.

In Germania La gang dei sogni, con il titolo Der Junge, der Träume schenkte, ha venduto più di un milione di copie restando in testa alla classifica dei bestseller per mesi.

Nel 2021 è stato uno dei sei finalisti del Premio Bancarella.

Stile, Ritmo e Atmosfere

Uno degli aspetti che ho più adorato e apprezzato di questo libro è l’atmosfera, infatti siamo in un mondo e in una società abbandonata quasi a sé stessa, con l’ispettore Germinal ci rechiamo in questa parte della città degradata e cupa, parecchio cupa, questo sarà il luogo tra l’altro in cui si svolgerà l’intera vicenda.

Un luogo malsano, malato, in cui ci addentriamo assieme ai personaggi anche in edifici che nascondono segreti e misteri, ma anche una storia oscura e fosca.

Ci muoviamo attraverso vari luoghi, ma ognuno di questi è cupo a modo suo, c’è ad esempio questo spazio che costeggia in un certo senso la cittadina che viene descritto come se fosse una specie di accozzaglia di vecchi edifici fatiscenti, un clima quasi post-apocalittico, in cui sembra non esserci nessuno, ma in realtà in questo posto chiamato modestamente “Inferno”, ci sono occhi ovunque, compaiono persone nascoste nel buio che sembrano vivere come topi, pronte a derubare o uccidere chiunque passi da quelle parti.

Ci sono luoghi in questo libro che rimangono impressi per l’atmosfera che si respira in questi, c’è un istituto dedicato alle Malformazioni in cui il dottor Noverre, esso stesso malformato, cura pazienti problematici, c’è un circo situato su una collina diretto da un uomo misterioso e senza scrupoli in cui l’affascinante Ignés si esibisce, c’è lo zuccherificio che dà lavoro a parecchie persone ed è in un certo modo gestito anche dal chimico Stigle, un giovane pallido ed etereo che nasconde una natura tormentata, insomma ritroviamo personaggi sfaccettati che si intrecciano a questi luoghi inquietanti.

Lo stile di Luca di Fulvio è assai gradevole, ho apprezzato anche il fatto che dopo il finale vero e proprio, l’autore si prenda un tot di pagine per approfondire la figura dell’assassino che in questo libro smuove le vicende con efferati delitti, in queste pagine l’autore ripercorre le origini dell’omicida e ne delinea un quadro nitido e tragico.

“La Natura, in coro, vi risponderà che disprezza la perfezione che predichiamo. La Natura… se esiste quest’anima che vogliono le nere sottane della nostra Chiesa… ha un’anima efferata, viziata e viziosa, che afferma se stessa attraverso la morte di qualcos’altro. In questa perfetta imperfezione la Natura affila le armi della propria sopravvivenza ed evoluzione. Se abbiamo una colpa, noi uomini che crediamo di superare la Natura, se abbiamo una colpa è proprio di non assecondare i nostri istinti, di non ubbidire a noi stessi, di vivere non di vita ma di illusioni, non di azioni ma di ipotesi, non di presente ma di passato o di futuro. Se abbiamo una colpa… è di essere quel che non siamo.”

Il ritmo generale del testo è costante, verso il finale ovviamente in momenti topici diventa crescente, ma tutto sommato dato che dobbiamo seguire vari personaggi e sottotrame il ritmo rimane stabile senza risultare noioso o lento.

Un mondo disgraziato

La Scala di Dioniso” è un libro senza dubbio drammatico, per dire questo penso al mondo in cui è ambientato, ai personaggi che seguiamo, alle vicende che li coinvolgono e anche al finale.

E’ un libro violento in cui le scene di omicidio sono piuttosto dettagliate e in generale lo stile dell’autore e il mood generale della vicenda non fanno altro che rendere queste scene ancora più amare e tragiche.

Il libro segue personaggi complessi, tutti/e hanno alle spalle traumi ancora molto vividi che nel corso del tempo li hanno resi quelli che incontriamo, e ognuno di questi traumi emerge nel corso del testo e viene rivelato, abbiamo anche personaggi con dipendenze, ad esempio l’ispettore Germinal che è dipendente dalla droga, o il personaggio di Ignés che in seguito a varie vicende ha bisogno di provare un dolore fisico per avere un rapporto sessuale soddisfacente, o ancora abbiamo la dipendenza/ossessione della vendetta che invece accompagna l’assassino, un personaggio che ha creato dentro di sé una nuova identità, nata anche qui da un trauma molto profondo.

L’autore affronta varie tematiche, la violenza sessuale, la dipendenza da droga appunto, la malformazione fisica, l’infanzia distrutta, l’odio da parte dei genitori, la lotta fra classi sociali, lo sfruttamento ecc. ecc.

Questo infatti si sente un Dio, un Dioniso che entra in gioco per ripulire il mondo da esseri umani che secondo lui devono essere puniti ed eliminati per creare una nuova realtà degna di un Dio come lui.

C’è un legame fra la scelta di Dioniso e la nuova identità di questo che verrà approfondita nel testo e ho gradito il fatto che nulla sia stato lasciato al caso, c’è un motivo preciso per cui l’assassino diventa questo Dio vendicatore e vendicativo, in questo testo si riesce a capire la vera personalità dei personaggi e soprattutto le azioni che compiono hanno sempre una motivazione proprio perché impariamo a conoscere quel personaggio.

Non è un testo in cui ci troviamo davanti individui che si comportano in modo poco coerente rispetto a ciò e a chi sono davvero.

Le scelte, anche quelle meno condivisibili, dei personaggi si ricollegano sempre alla loro identità e a ciò che abbiamo letto su di loro, riguardo ai loro traumi e alla loro visione del mondo.

La trama di base potrà sembrare quella del classico giallo con un assassino a piede libero che terrorizza la popolazione, soprattutto quella della “classe” sociale che ha deciso di prendere di mira, con un detective che è sulle sue tracce e si muove tra intrighi, intuizioni e misteri.

Ma in questo libro c’è molto di più, ovviamente il focus rimane sulla serie di omicidi e l’indagine per scoprire l’identità dell’assassino, ma abbiamo molti altri personaggi che ruotano attorno a Germinal e alla scia di sangue, e ognuno di questi personaggi si rivela essere importante e più che interessante da seguire.

Insomma Luca di Fulvio delinea un mondo tragico con conflitti sociali, violenza che dilaga, esseri umani sempre più provati e oppressi da ciò che sono stati, il tutto si sovraccarica fino all’esplosione finale con una scena senza dubbio d’effetto.

Conclusioni

“La scala di Dioniso” è stata una vera e propria sorpresa per me, mi sono appassionata ad ogni giro di trama, personaggio, vicenda sempre immersa in quel clima fosco o opprimente che tanto adoro trovare nei libri.

Forse le uniche pecche sono il fatto che a tratti l’autore si sofferma un po’ troppo su scene o rivelazioni che risultano chiare quasi fin da subito, ma non è comunque un soffermarsi che rende eccessivamente pesante la lettura, semplicemente a tratti ho notato questa caratteristica.

Se avete l’occhio allenato da thriller o giallo forse potreste già arrivare all’identità del killer in questione prima della rivelazione, anche perché ad un certo punto l’autore inizia a spargere indizi sempre più diretti.

Che dire quindi? Luca di Fulvio è stato una grande scoperta e non vedo l’ora di leggere altro dell’autore, se vi piacciono i gialli storici a tinte parecchio cupe, con personaggi travagliati, ambientazioni originali e tenebrose “La Scala di Dioniso” è il libro perfetto per voi!

Voto:

E voi? Avete mai letto qualcosa di Luca di Fulvio? Sì? No? Vi è piaciuto? Fatemi sapere!

A presto!